ATP Finals: Murray in finale per la prima volta, un grande Raonic cede nel finale thriller - Pagina 2 di 2

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ATP Finals: Murray in finale per la prima volta, un grande Raonic cede nel finale thriller

LONDRA – Il canadese manca match point nel match due su tre più lungo della storia delle Finals. Ora Andy spera in Nishikori per chiudere l’anno in testa. Altrimenti deciderà la finale

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5-7 7-6 7-6

7-6 L’ennesimo slice esterno di Murray porta il numero uno del seeding al quarto match point, che è quello buono, perché Raonic mette in rete il dritto lungolinea d’attacco. Andy Murray vince dunque la partita con lo score di 5-7 7-6(5) 7-6(9) dopo 3 ore e 38 minuti di gioco. Prima finale al Masters per il britannico, che ora attenderà Djokovic o Nishikori.

6-6 Raonic mette una gran prima, Murray risponde in tuffo, ma il canadese sbaglia in lunghezza lo slice che vale il secondo match point per il leader del tennis mondiale, il quale però subisce due ottimi dritti inside-out medio-corti di Milos: 7 pari. Lo scozzese reagisce con l’ace esterno per il terzo match point, prontamente annullato da un serve and volley del canadese. Quest’ultimo si guadagna la prima palla match grazie allo schema “servizio+dritto”. Andy si salva venendo a prendersi il punto a rete. Si cambia campo un’altra volta: 9 pari.

 

6-6 Raonic tenta di accelerare ma il nastro gli dice di no. Murray finalmente entra coi piedi dentro al campo e va a segno col dritto inside-out e chiude facilmente dall’altra parte: 5-3. Il canadese accorcia con una comoda volée di dritto. Il numero 4 del mondo risponde bene ed aggredisce, con Murray che mette in rete il passante di dritto: 5 pari. Il britannico vince uno scambio durissimo grazie ad un errore col dritto lungolinea del nordamericano. Match point per Murray, ma Milos lo annulla con un dritto in corsa pazzesco dopo una gran risposta di Murray. Si gira ancora: 6 pari.

6-6 Ormai sono saltati tutti gli schemi e gli automatismi. Murray va avanti 2-1 con una stop volley di rovescio, dopo che nel punto precedente aveva commesso doppio fallo. Raonic pareggia subito con la prima centrale. Un ace esterno vale il 3-2 per Milos. Il britannico risponde con la stessa moneta. Si gira sul 3 pari.

6-6 Il campione di Wimbledon esordisce con un dritto lungolinea che a stento arriva a rete, mentre Raonic si allunga alla grande per lo 0-30. Murray rimedia parzialmente col dritto inside-in vincente, spedendo poi sotto il nastro il dritto in cross: 15-40. Lo scozzese completa il disastro con un gratuito di rovescio. La semifinale sarà decisa dal tiebreak decisivo.

6-5 Ora Raonic spinge di meno col servizio e questo gli costa lo 0-30, ma recupera anche grazie ad una risposta di rovescio su cui Andy poteva fare di più. Murray gioca bene con il back e si porta ai vantaggi. Un sanguinoso doppio fallo porta il giocatore di Dunblane a palla break. Un dritto in lungolinea che termina in rete regala un altro break per il numero uno ATP, il quale servirà nuovamente per chiudere la contesa.

5-5 Il canadese parte forte e va avanti 0-15 con una splendida risposta di dritto in allungo, ma nel punto seguente mette in corridoio il recupero su un dropshot non perfetto di Murray. Milos entra in campo col dritto e chiude con lo smash per il 15-30. Il nordamericano stecca la risposta, che però rimane in campo ed attacca col dritto: 15-40. Sulla prima il numero uno del mondo si salva con un ottimo dritto in contropiede. ma sulla seconda commette una sciocchezza chiamando l’avversario a rete con la palla corta, con quest’ultimo che però arriva bene sulla palla e chiude facilmente con lo smash. Si va avanti, con il match che ha già superato le 3 ore e 10 minuti di gioco.

5-4 Passaggio a vuoto di Raonic che, dopo due dritti inside-out in corridoio, va sotto 0-40. Murray inchioda l’avversario sulla diagonale sinistra e quest’ultimo affossa in rete il rovescio che vale il break a 0. Al cambio di campo lo scozzese servirà per andare per la prima volta in finale in questo torneo.

4-4 Il numero 4 del mondo inizia alla grande con uno splendido dritto in diagonale che lo porta avanti 0-15. Una splendida risposta chiusa da uno schiaffo al volo non banale vale lo 0-30. Murray rimedia con la prima slice esterna, tornando in parità grazie ad un rovescio sbagliato in lunghezza da parte di Raonic. Quest’ultimo sbaglia anche un dritto, ma va ai vantaggi grazie ad uno splendido rovescio lungolinea vincente, a conclusione di uno scambio durissimo. Due prime vincenti riportano in parità il numero uno del mondo.

3-4 Raonic affossa in rete una comoda volée di rovescio; un bel passante col rovescio lungolinea porta Murray sul 30 pari. Una buona seconda ed un dritto seguito dallo smash risolvono il problema per Milos.

3-3 Un doppio fallo di Murray porta la testa di serie numero 4 sul 30 pari: qui Andy si salva grazie allo schema “servizio esterno+dritto inside-out”. Una buona prima chiude il game.

2-3 Raonic commette un doppio fallo, ma non ha problemi ad archiviare anche questo game di servizio.

2-2 Murray stavolta ha un po’ di respiro e tiene a 0 la battuta.

1-2 Il quarto doppio fallo di Raonic porta Murray avanti 15-30, ma l’allievo di Piatti e Moya rimedia con un buon attacco seguito da una bella stop volley di rovescio. Il figlio di Judy mette in rete un dritto, col canadese che poi chiude il game.

1-1 Murray affossa il dritto e poi subisce un gran cross stretto col rovescio messo a segno da Raonic: 0-30. Due errori riportano il numero uno in parità, salvo poi subire l’accelerazione col dritto inside-in che porta Milos a palla break. Andy si salva grazie all’errore con la soluzione inside-out del canadese che termina in rete. Buona risposta di Raonic e seconda palla break, sciupata però dopo un dritto in diagonale spedito in rete. Il canadese mette in rete un rovescio e poi sbaglia di dritto. Ghiotta Occasione mancata per Milos.

0-1 Raonic non sembra aver subito il contraccolpo psicologico e tiene la battuta a 0 mettendo in campo 4 prime.

7-6

7-6 Milos sale 3-4 con un’altra buona prima, ma poi mette in rete il dritto lungolinea. Il gigante di Podgorica però entra con i piedi dentro al campo e con un gran dritto in cross si riprende il mini-break. Nel punto successivo il britannico trova una gran risposta, su cui però il canadese riesce a salvarsi –  complice anche l’aiuto del nastro. Sul 5 pari Andy gioca da fenomeno ed attacca con l’inside-out e chiude con la stop volley di dritto. Raonic non controlla la risposta di dritto e Murray riesce a portare la partita al set decisivo: 7 punti a 5 il tiebreak per lo scozzese.

6-6 Raonic affossa un rovescio tutt’altro che impossibile: 2-0. Murray sale 3-1 con la prima esterna, per poi trovare una sensazionale volée di rovescio giocata quasi all’altezza delle caviglie.  Il numero 4 del mondo accorcia con un servizio vincente. Si gira sul 4-2 per Andy.

6-6 Il canadese non ha problemi a tenere il proprio turno di servizio. Adesso il tiebreak che potrebbe decidere la partita.

6-5 Murray si incarta sul dritto inside-out: 30 pari. Andy se la cava con un meraviglioso dritto in cross, ma poi stecca il medesimo colpo ed è costretto ai vantaggi. Nonostante qualche patema di troppo, il britannico si salva col servizio e proiettandosi con successo a rete.

5-5 Il numero uno ATP ora fa muovere bene verso destra l’avversario, che poi commette doppio fallo: 0-30. Ciò nonostante, Murray sbaglia la risposta di rovescio sulla seconda. Nel punto successivo Raonic vince un punto incredibile recuperando una splendida stop volley del rivale, il quale alla fine mette in corridoio il back. Un ace ed un dritto in rete dello scozzese valgono il 5 pari.

5-4 Murray commette il suo errore gratuito numero 18 per il 30 pari, ma spinge bene col dritto inside-out. Un gran rovescio lungolinea gli dà il gioco. Dopo il cambio di campo Raonic servirà per rimanere nel set.

4-4 Dopo più di un’ora il canadese torna a tenere la batttuta a 0. Adesso si entra nella fase calda del set.

4-3 Raonic ora attacca l’avversario in continuazione, ma Murray si salva da sotto 15-30 e con la prima di servizio archivia il game.

3-3 Passante di rovescio in diagonale stretto meraviglioso da parte di Murray: 15-30. Andy attacca sul lato sinistro per il 30-40. Raonic annulla la palla break con un buon dritto lungolinea. Un dritto inside-in del canadese che termina in corridoio regala al britannico un’altra chance di break. Il numero 4 del mondo si salva con una demi-volée di rovescio, su cui però Murray sbaglia un passante tutt’altro che impossibile. Milos si salva col servizio e con due splendidi dritti inside-out.

3-2 Lo scozzese ora ha ripreso fiducia anche col servizio, comandando maggiormente gli scambi. Andy tiene a 0 il servizio ed effettua il sorpasso.

2-2 Murray approfitta di tre errori di dritto da parte del gigante di Podgorica, che poi non riesce a gestire un passante potente dell’avversario. Match riaperto.

1-2 Il campione di Dunblane inizia il game con un doppio fallo. Murray oggi sembra meno reattivo e brillante del solito, consentendo all’avversario di comandare sempre gli scambi. Raonic usa bene il back di rovescio e va nuovamente a palla break, vanificata però da un errore con una volée di opposizione non semplice. Il canadese non ci sta ed infila una risposta vincente di dritto su una debole seconda del britannico, che poi affossa in rete un dritto in arretramento. Break per Raonic, al quale adesso “basta” tenere i suoi turni di servizio.

1-1 Una volée di rovescio spedita in corridoio da Raonic ed un doppio fallo portano Murray per la prima volta a 40 in risposta. Un rovescio in rete porta quest’ultimo a palla break, ma sciupa l’occasione sbagliando in lunghezza un dritto inside-out. Milos affossa un back di rovescio, ma Andy fa lo stesso accelerando dal lato sinistro. Un debole dritto in rete del numero uno ed una prima vincente del nordamericano vale l’1 pari.

1-0 Un buon approccio con lo slice ed uno splendido dropshot portano Raonic avanti 15-30. Milos attacca di nuovo l’avversario, il quale però si salva con uno splendido passante di rovescio. Lo scozzese sbaglia però un dritto nei pressi del net: 40 pari. Il numero uno del mondo si salva col servizio per tenere il game inaugurale della seconda frazione di gioco.

5-7

5-7 Ra0nic attacca bene col dritto e va avanti 30-0. Murray si presenta a rete attaccando con lo slice ma il nordamericano passa molto bene col rovescio in diagonale. Andy annulla i primi due set point in pressione, ma sul terzo non può nulla sulla prima al centro dell’avversario. Raonic conquista così il primo set dopo 58 minuti.

5-6 Un dritto fiacco di Murray lo porta sotto 15-30. Un dritto inside-out in corridoio regala altre due palle break a Raonic, stavolta consecutive. Il britannico completa il disastro con un doppio fallo che sancisce il primo break della partita. Al cambio di campo il canadese servirà per chiudere il parziale.

5-5 Il numero uno del mondo non riesce a difendersi col back dalle accelerazioni di dritto dell’avversario, che tiene un altro turno di servizio senza problemi.

5-4 Murray subisce un warning per time violation e commette un doppio fallo che vale il 30 pari. Una risposta profondissima col rovescio da parte di Raonic su una gran prima dell’avversario porta nuovamente il canadese a palla break. Andy si salva bene seguendo a rete una buona accelerazione col dritto lungolinea. Il numero 4 ATP se ne procura un’altra dopo un errore in lunghezza col dritto da parte di Murray, il quale però si salva con un gran passante di rovescio che gli consente di vincere il punto col colpo successivo. Milos però non ci sta ed attacca bene col dritto inside-out per il break point numero 3. Ciò nonostante, non approfitta della seconda di servizio del rivale, sbagliando col rovescio in manovra. Alla fine, dopo 12 minuti, Murray se la cava grazie a due gratuiti col dritto di Raonic.

4-4 Il servizio del numero 4 del seeding finora è intoccabile (65 % di prime in campo), tenendo a 15 nonostante un doppio fallo.

4-3 Murray non è da meno e tiene la battuta senza cedere punti.

3-3 Raonic sta servendo alla grande, non dando punti di riferimento all’avversario. Game tenuto a 0 per lui.

3-2 Raonic sta cercando di aprirsi il campo col dritto in cross stretto per poi chiudere col lungolinea: 40 pari. Il nordamericano trova poi una gran risposta vincente col rovescio per la prima palla break. Sulla seconda di servizio, però, Milos scentra un comodo dritto in ribattuta. Andy poi non ha problemi a tenere anche questo turno di servizio grazie ad una buona seconda e ad un rovescio in rete dell’avversario.

2-2 Il numero 4 ATP sbaglia un comodo dritto a campo aperto, ma si riprende subito nel punto successivo con la soluzione lungolinea. Due prime vincenti ed una buona copertura sotto rete consentono a Raonic di tenere a 15.

2-1 Il canadese non riesce mai a spostarsi per colpire di dritto dal lato sinistro, con l’avversario che lo costringe a giocarlo in corsa dall’altra parte. Murray tiene nuovamente a 0 la battuta.

1-1 Raonic si proietta subito verso la rete, ma due passanti bassissimi di Murray portano il punteggio sul 30 pari. Il gigante di Podgorica rimedia con due prime sulla “T”.

1-0 Parte Murray al servizio. Il numero uno del mondo tiene a 0 la battuta.

I due giocatori stanno provando i servizi. Tra meno di due minuti inizierà la sfida!

Nella fase a gironi il numero uno del mondo si è aggiudicato tutti e 3 i match disputati, perdendo solamente un set nella maratona contro Nishikori. Raonic, dal canto suo, ha perso solamente contro Djokovic in una partita estremamente equilibrata, mentre con Monfils e Thiem non ha avuto molti problemi.

Quest’anno Andy ha battuto il canadese in semifinale a Melbourne, ai quarti a Montecarlo, nella finale del Queen’s e di Wimbledon e nella semifinale di Cincinnati.

Stanno per entrare in campo Andy Murray e Milos Raonic. Lo scozzese è avanti 8-3 negli head to head e si è aggiudicato gli ultimi 7 scontri (l’allievo di Piatti e Moya non lo batte da Indian Wells 2014).

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Wimbledon, Goffin vince una maratona di 4h30′ contro Tiafoe e va ai quarti: troverà Norrie, la speranza Brit

Il belga torna nei quarti a Wimbledon dopo averli raggiunti anche nel 2019. Sfiderà Cameron, il primo suddito della Regina nei quarti da Murray 2017

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

D. Goffin b. [23] F. Tiafoe 7-6 5-7 5-7 6-4 7-5

David Goffin eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon (e negli Slam). Il belga ha superato al quinto set (7-6 5-7 5-7 6-4 7-5) dopo una maratona di oltre 4 ore e mezza Frances Tiafoe ed è così tra gli ultimi 8 giocatori in gara ai Championships 2022: aveva raggiunto questo traguardo a Londra anche nel 2019 e altre due volte (una a Parigi e una a Melbourne). È stato un match a tratti entusiasmante, con continui colpi di scena. David è stato nel complesso più continuo e spesso anche più propositivo rispetto all’avversario che ha comunque mostrato un livello di attenzione costante, a dimostrazione della maturità ormai raggiunta dall’americano. Goffin si conferma però un raffinato interprete dell’erba. Contro Norrie avrà una grande occasione per conquistare la prima semifinale Slam della carriera.

IL MATCH – Dopo il break in apertura di Goffin, nel quarto game gli standard di gioco si alzano decisamente: Goffin cerca spesso la rete, Tiafoe fa il tergicristallo anche da molto lontano rispetto alla linea di fondo campo ma riesce a trovare un paio di guizzi che gli permettono di effettuare il contro break alla seconda opportunità. Dopo aver chiuso il punto che vale il 2-2 con una volée colpita in risposta a un passante di ovescio quasi a botta sicura di Goffin, l’americano dà un primo assaggio delle sue doti di showman avvicinandosi e stringendo le mani ad alcuni spettatori che si complimentano con lui. Nei giochi successi non mancano le occasioni di break da entrambe le parti, ma nessuno riesce a concretizzarle più per meriti dell’avversario che per demeriti propri. Dopo oltre un’ora di set molto equilibrato si arriva così al tie-break, da cui esce vincitore il più propositivo dei due: Goffin.

 

Tiafoe non ha però intenzione di arrendersi dopo solo un set. Sull’1-1 Goffin non sfrutta ben sei occasioni per tenere il servizio in un gioco in cui era avanti 40-0 e l’americano, più propenso a prendere in mano le redini dello scambio, brekka. Pochi minuti dopo ha anche diverse occasioni per operare il doppio break e andare in fuga. Il belga, però, non regala nulla e dopo essersi salvato ha la forza e il cinismo per riagganciare l’avversario sul 3-3. In ogni game è battaglia: Tiafoe dà l’impressione di avere il potenziale per accelerare ma sbaglia spesso sul più bello. Non, però, all’ennesima palla break del set sul 5-5: Frances entra bene in campo e chiude con una volée a campo aperto. È lo strappo decisivo per vincere un parziale che poteva finire con più di venti minuti di anticipo. Invece, dopo 2 ore e 15 inizia una partita al meglio dei tre set.

Il match rimane equilibrato anche nel terzo. L’unica novità è che i giochi scorrono molto più rapidamente (soprattutto quelli in cui batte il belga) e le palle break sono meno frequenti. Fino al 5-5 le uniche, nel sesto game, sono appannaggio di Goffin che però non sfrutta una percentuale bassissima di prime in campo dell’avversario. Nell’undicesimo gioco, però, Tiafoe cambia passo e trasforma la prima opportunità di break in suo favore del set. Sul 6-5 Frances si conferma solido e aggressivo e porta a casa il parziale.

Inaspettatamente Tiafoe ha bisogno di un medical time out nella pausa tra terzo e quarto, pur non mostrando particolari problemi fisici. In ogni caso, l’avvio del nuovo parziale è a tinte belghe: David vince 12 dei primi 15 punti e si porta rapidamente sul 3-0 in virtù di una ritrovata spinta che così mancava dal primo set (e di un calo d’attenzione dell’americano). Goffin va anche vicino a mettere un’ipoteca sul parziale quando ha l’occasione per portarsi sul 4-0, ma un dritto lungo linea che sarebbe stato vincente finisce per pochi centimetri in corridoio. La fuga del belga arriva pochi minuti dopo, ma sul 5-1, quando anche Tiafoe era probabilmente già con la testa al quinto set, inizia il black-out di David. Frances non può credere ai suoi occhi e così ne approfitta per recuperare i due break di svantaggio e servire per agganciare l’avversario sul 5-5. Ma qui arriva un altro colpo di scena: Tiafoe sente il momento, commette due doppi falli, sbaglia una chiamata con il falco e non riesce a completare la rimonta. Goffin, senza essersi ripreso più di tanto dal passaggio a vuoto, riesce quindi a chiudere sul 6-4 e a portare la partita al quinto.

Nonostante le quattro ore di match nelle gambe, nel set decisivo il livello di gioco torna ad alzarsi dopo un quarto set piuttosto negativo per entrambi. Le occasioni di break, però, latitano: la stanchezza si fa comunque sentire e i giocatori, dopo essersi concentrati sui rispettivi turni di servizio, si lasciano un po’ andare in risposta. Il punto che porta l’americano sul 5-5, con un botta e risposta di colpi difensivi che diventano offensivi, è uno dei più belli del match. Frances si carica e capisce che deve cogliere l’attimo, ma Goffin tira fuori non uno ma tre jolly (ovvero altrettanti servizi vincenti) per annullare due palle break e salire sul 6-5. L’americano accusa il colpo, mentre il belga è un muro e sul match point ha il coraggio di attaccare. Quando il timer sul campo segna 4 ore e 37, David taglia il traguardo di questa divertente maratona.

[9] C. Norrie b. [30] T. Paul 6-4 7-5 6-4

La prima volta in un quarto Slam non potrebbe essere più dolce per Cameron Norrie: l’inglese centra questo traguardo proprio a Wimbledon, dimostrando la sua solidità con una vittoria in tre set su Tommy Paul. In due ore e 21 minuti Cameron, che non aveva mai oltrepassato il terzo turno in uno Slam prima di questo torneo, è il primo britannico a finire nei Last 8 da Andy Murray nel 2017 ed il quinto suddito della Regina ad avercela mai fatta. Per farcela, nella sua quinta apparizione all’All England Club, ha superato Munar in una battaglia di cinque set, ma poi non ha concesso nulla a Pablo Andujar e a Steve Johnson così come a Paul. Tommy abbandona così quello che è stato per lui un ottimo torneo: agli USA, vista anche l’eliminazione di Frances Tiafoe, restano le carte Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Norrie, invece, ha l’occasione della vita: David Goffin è un avversario decisamente ostico, ma in quarti di finale a Wimbledon si può trovare di peggio.

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John Isner nuovo primatista mondiale di aces: superato Ivo Karlovic

L’americano ha commentato così il suo record: “Continuando a giocare il numero totale salirà ancora: potrei restare lassù molto a lungo”

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John Isner - Roma 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

L’ace con cui è salito 30-30 nel terzo gioco della partita contro Jannik Sinner poteva sembrare un ace qualunque, per John Isner. Ma non lo era: con quella bordata centrale l’americano ha battuto il record mondiale per il numero totale di aces messi a segno in carriera, salendo a quota 13.729. Il primato precedente del dato, che l’ATP registra dal 1991, apparteneva al croato Ivo Karlovic. Isner, che contro Sinner ha tirato in tutto 24 aces, ha dichiarato in merito: “È davvero fantastico. È una cosa di cui sono molto orgoglioso. Sarò il leader di tutti i tempi. Continuerò a giocare, continuerò ad aumentare il mio totale… E non so se la cifra finale sarà battuta. Potrei restare in vetta davvero per molto tempo”.

Il 37enne originario della North Carolina, diventato professionista nel 2007, ha ottenuto risultati notevoli nell’arco della sua carriera (tra cui una semifinale a Wimbledon nel 2018, due quarti agli US Open nel 2011 e nel 2018, con il quarto turno raggiunto in tutte le prove dello Slam) sfruttando il servizio come arma principale. Oltre al record messo a segno contro Sinner a Wimbledon, l’americano è anche in testa alla classifica degli ace del 2022 con 629 in 28 partite. Isner si è classificato al primo posto dell’ATP Tour per numero di ace in sette stagioni e ha superato la soglia dei 1000 ace per sette volte, compreso il record di carriera di 1260 del 2015.

Se è vero che i record sono fatti per essere battuti, sarà di certo difficile trovare un servizio migliore di quello di John: è evidente che Isner sia aiutato dalla sua altezza (è uno spilungone di 208 cm e alzando la racchetta scaglia la pallina a terra da quasi 4 metri), ma è altrettanto chiaro che ciò non basta per tirare fuori dal servizio ciò che ha saputo ottenere lui, che in carriera ha vinto il 92% dei suoi game di servizio, compreso il 79% dei punti con la prima palla. Subentrano infatti altre qualità tecniche e mentali. E lo ha confermato anche un altro grande battitore come Andy Roddick. “Isner, sempre Isner. Ci sono stati grandi servitori che sono stati giocatori più forti, ma il suo servizio è il migliore di sempre”. Come dargli torto.

 

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Wimbledon: Van Rijthoven suona l’ottava sinfonia, ora lo attende Djokovic. Il tennis Usa si riscopre nel tempio della racchetta

Goffin ferma i sogni di ripresa di Humbert. Sock rischia il rimontone, ma Cressy è sprecone nonostante la pioggia salvifica. Paul è sempre più erbivoro, a furia di far fuori mancini. Vince anche Norrie

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Tim van Rijthoven - 's-Hertogenbosch 2022 (foto Twitter @atptour)

Tim Van Rijthoven, alla prima partecipazione nel tabellone principale di uno Slam, approda agli ottavi di finale superando per 6-4 6-3 6-4 con una durata complessiva del match di poco oltre l’ora e quaranta di gioco, la testa di serie n. 22 Nikoloz Basilashvili. Continua dunque la marcia trionfale sulla superficie erbosa del 25enne olandese, ancora imbattuto dallo straordinario successo sui prati casalinghi di ‘S-Hertogenbosh, centrando l’ottava affermazione consecutiva. Prima della settimana, che ai più era sembrata quella della vita – irrepetibile e che almeno una volta nella carriera di ogni giocatore si materializza – sublime nel “Bosco del Duca”, Tim non aveva mai vinto un match a livello ATP. Invece, nella cavalcata mastodontica che lo ha portato al primo titolo nel circuito maggiore, ha messo in fila tre scalpi davvero eccezionali, nonché le prime tre tds del torneo orange: Taylor Fritz, Felix Auger-Aliassime e il n. 1 del mondo Daniil Medvedev.

TIM COME KUDLA NEL 2015 – Come detto, poteva sembrare che l’allora n. 205 della classifica stesse giocando su quella che viene definita, la nuvoletta della racchetta dove tutto riesce; ma in realtà era chiaro fin da subito che il tennista sconosciuto che si aveva di fronte era un animale erbivoro di razza assolutamente protetta. Un giocatore capace di impiegare il campo in erba nella sua totalità, con il suo tennis d’attacco e di manualità esecutiva di primissimo piano, al tal punto da attirare l’attenzione degli organizzatori di Wimbledon e ricevere un invito per debuttare nel main-draw. Ebbene, l’attuale n. 104 ha confermato in maniera dirompente la sua altissima competitività in queste condizioni di gioco, regolando prima in tre set il malcapitato Delbonis e poi eliminando la tds n. 15 Reilly Opelka. Una vittoria, quella contro il bombardiere americano, di grande spessore a cui ha dato seguito – e se possibile facendo anche meglio – contro il georgiano, il quale è caduto sotto i colpi dei servizi vincenti di Van Rijthoven. L’olandese è stato infatti autore di ben 21 ace e di un incredibile 88% di punti vinti con la prima.

Ovviamente questo cammino immacolato, al suo primo main-draw in un Major e per di più da giocatore invitato, del 25enne di Roosendaal ha portato in dote con sé inevitabilmente dei record: è infatti la prima wild-card a raggiungere il quarto turno a Church Road dai tempi di Denis Kudla nel 2015, dopo aver già ottenuto un primato per il tennis nazionale riportando un tennista dei Paesi Bassi ai sedicesimi dei Championships dal suo coach Igor Sijsling, che vi riuscì nel 2013 (poi raggiunto in questo traguardo da Van De Zandschulp). Ora per lo spavaldo Tim, la prova più difficile, l’impresa più ardua: il 6 volte campione di Wimbledon Novak Djokovic, il serbo ha arato senza mezze misure Kecmanovic. Certamente match a dir poco in salita per lui, ma chissà se proprio la grande sorpresa di questa stagione su erba non possa rivelarsi l’ostacolo più imponente per Nole nel percorso verso l’atto finale dello Slam londinese? Staremo a vedere, sicuramente il rappresentante dell’Arancia Meccanica non avrà nulla da perdere. A proposito di questo, Tim, ormai giunto alle porte della Top 100, è stato fortemente penalizzato dalla mancanza dei punti, visto che altrimenti avrebbe già sfondato ampiamente il muro dei primi cento.

 

IL TENNIS STATUNITENSE IN RINASCITA, COME IL REDIVIVO SOCK – Questa 136esima edizione dell’evento tennistico più famoso nel mondo, è stata senza ombra di dubbio finora ad appannaggio degli americani. Infatti sono addirittura sette, i tennisti a stelle e strisce che si sono qualificati per il terzo turno: Isner, Tiafoe, Johnson, Paul, Brooksby, Nakashima e Fritz. A questi si aggiunge il redivivo Jack Sock, che dopo la sospensione per pioggia nella giornata di ieri, ha completo il proprio incontro di secondo turno facendo suo il derby con il serve&voller Maxime Cressy. La partita era stata interrotta nel primo game del terzo set, con l’ex n. 8 del mondo al servizio ed il punteggio che recitava 15-15, ma soprattutto un doppio 6-4 per il campione di Parigi Bercy 2017. L’opera da rifinire, ha però richiesto al 29enne di Lincoln uno sforzo maggiore di quello previsto. Anzi Jack si è ritrovato ad un passo – forse anche meno – da un quinto set che lo avrebbe visto nettamente sfavorito a livello d’inerzia.

L’EX N. 8 HA FATTO LA DIFFERNZA CON LA RISPOSTA E I LOB – Infatti, sembrava che la tavola fosse stata apparecchiata per la rimonta del franco-statunitense, che avrebbe così vinto lo scontro odierno in tre parziali ribaltando totalmente l’esito del match. Dunque pioggia benefica e salvifica per il n. 45, dall’altro lato maledetta per il semifinalista delle ATP Finals di cinque anni fa. Il 25enne parigino si è intascato agevolmente il set della ripresa delle ostilità per 6-3, salendo poi comodamente sul 5-4 e 40-15 nel quarto. Proprio sul più bello, quando la quinta frazione sembrava oramai solo una formalità, Sock ha alzato i giri del motore in ribattuta e ha costretto grazie a tre rispostone in anticipo – le prime due direzionandole verso le stringhe delle scarpe di Maxime, che è incappato nell’errore dovendo giocare due demi-volée impossibili, mentre la terza è stata un autentico capolavoro in lungolinea al fulmicotone – l’avversario a cedere il turno di servizio, frantumandogli i due set point consecutivi. Purtroppo per lui, Cressy ha sprecato ancora visto che ritrovando lucidità ha strappato nuovamente la battuta al suo connazionale, ma non è riuscito per la seconda volta, nel dodicesimo game, a trascinare la contesa al parziale finale. La quantità abnorme di occasioni mancate, ha spento psicologicamente il metro e 98 di origini transalpine nel tie-break, totalmente a senso unico e dominato per 7-1 dal giocatore del Nebraska. Successo significativo per il tre volte vincitore Slam in doppio dopi anni turbolenti, considerando che il suo contendente era fresco di finale ad Eastbourne e perciò in un ottimo stato di forma, che gli permette di eguagliare il miglior risultato ottenuto su questi campi risalente al 2016.

PAUL FA STRAGE DI MANCINI E CENTRA I PRIMI OTTAVI SLAM – Degli otto statunitensi qualificati al terzo turno, ce n’è già uno che ha staccato il pass per gli ottavi. Stiamo parlando del sempre più erbivoro Tommy Paul, che ha letteralmente liquidato il mancino ceco Jiri Vesely con un secco 6-3 6-2 6-2 in poco più di un’ora e mezza di partita. Una sfida tra ex Top 5 e campioni Slam a livello giovanile (il nordamericano è stato n. 3 junior e vinse il Roland Garros 2015, mentre il n. 68 ATP fece anche meglio raggiungendo la prima piazza del ranking di categoria, trionfando in Australia nel 2011). La tds n. 30, prima di questa stagione non aveva mai vinto un match su erba nel Tour principale. Invece nel 2022 ha invertito marcia, dopo le ottime prestazioni fatte registrare al Queen’s e a Eastbourne, in entrambi gli appuntamenti si è spinto sino ai quarti, ed ora si sta confermando nel torneo principe dei prati. Il 25enne del New Jersey ha infatti fatto fuori due mancini nei primi due turni, senza perdere alcun set, che ben si adattano all’erba: Verdasco, che se pur ormai giunto alla veneranda età di 38 anni, è stato capace di giungere nel 2013 ai quarti di Wimbledon; e Mannarino. Dunque terza vittoria di fila su un tennista mancino, fra l’altro quest’ultimo duellante sconfitto in grado in carriera di ottenere come migliori risultati negli Slam due ottavi proprio nel Major londinese: nel 2016 e nel 2018. Il primo H2H in assoluto era andato in scena proprio in questo torneo tre anni fa, ma nell’impianto di Roehampton, in quel caso nel turno finale delle quali vinse facilmente in tre set Jiri.

GOFFIN RITROVA I PRATI, PER TORNARE AI QUARTI L’OSTACOLO DA SUPERARE E’ BUBLIK – A distanza di tre anni dall’ultima vittoria erbosa, datata Wimbledon 2019, David Goffin ha ripreso il proprio cammino fatto di tennis pulito e geometrico e dopo aver superato Albot e la tds n. 31 Baez, si è qualificato nuovamente per i sedicesimi di finale in uno Slam dopo il recente Roland Garros. A Bois de Boulogne fu estromesso dal futuro campione di Halle Hurkacz, mentre quest’oggi è stato lui artefice dell’eliminazione di un giocatore capace di alzare il titolo sull’erba tedesca, giardino di casa Federer: Ugo Humbert. Il talentuoso francese si è arreso subendo la rimonta per 4-6 7-5 6-2 7-5 in quasi tre ore (2h47), e non riesce quindi a dare seguito allo scalpo della tds n. 3 Casper Ruud del turno precedente. Ugo, sprofondato al n. 112, nonostante qualche acuto in questa stagione sui prati sta vivendo un anno horribilis – prima del torneo 6 match vinti su 23 disputati in stagione. L’augurio è che possa tornare rapidamente tra i primi 100. Da par suo l’ex vice-maestro delle Finals 2017, vorrà ripetere il meraviglioso cammino del 2019 che gli garantì il terzo quarto di finale Slam della carriera, dopo quelli australiani del 2017 e francesi del 2016. Il 31enne di Liegi ha fornito una ragguardevole performance con il fondamentale d’inizio gioco: 80% di punti vinti, di contro l’ex n. 25 transalpino si è macchiato di 54 gratuiti. Ora per David, c’è Frances Tiafoe, vittorioso nel match tra pazzerelli su Bublik.

[9] C. Norrie b. S. Johnson 6-4 6-1 6-0 (di Ruggero Canevazzi)

Tutto facile per la testa di serie n.9 Cameron Norrie, che si sbarazza in tre comodi set di Steve Johnson dopo appena un’ora e 49 minuti di partita, davanti alla partecipazione entusiasta del pubblico del Centrale e di mamma Helen, brillante microbiologa che per l’occasione sfoggia un elegante abito grigio con risvolti rossi (del resto sul Centrale è d’obbligo fare bella figura). Johnson si è difeso come ha potuto con un bel back di rovescio, ma era troppo poco per arginare la ben superiore solidità del beniamino di casa, che ha raccolto gli applausi del Centrale con bellissimi recuperi ed eccellenti passanti. Il generoso americano le ha provate tutte, ma ha pagato molto caro i numerosi errori in prossimità della rete, ricordando una delle frasi più belle di Rino Tommasi: “Chiamato a rete, rivelava le umili origini”. Approda sicuro per la prima volta in carriera alla seconda settimana di un Major Cameron Norrie, che agli ottavi sfiderà un altro americano, Tommy Paul.

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