Coppa Davis, finale: Cilic evita la debacle, Croazia avanti 1-0

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Coppa Davis, finale: Cilic evita la debacle, Croazia avanti 1-0

ZAGABRIA – Il croato rischia di farsi rimontare da due set sopra da Delbonis, prima di chiudere al quinto. Ora Karlovic-del Potro

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Coppa Davis, finale: del Potro disinnesca Karlovic in 4 set e pareggia il conto

Delbonis: “La chiave? Il suo servizio”. Cilic: “Pausa suggerita dal ct” [AUDIO]

dal nostro inviato a Zagabria

 

Finale Coppa Davis

Croazia-Argentina 1-0 (Zagreb Arena, Zagabria, cemento indoor)

M. Cilic b. F. Delbonis 6-3 7-5 3-6 1-6 6-2

Cilic Delbonis

ZAGABRIA _ Grande atmosfera, fantastico il sostegno del pubblico argentino, ma non è bastato a Delbonis per rimontare il grande favorito Cilic che era partito alla grande vincendo i primi due set. Delbonis ha illuso i suoi aficionados vincendo teroz e quarto set, ma un break subito proprio all’inizio del quinto, dopo che Cilic lo aveva lasciato sul campo a pensare per cinque minuti con un toilette-break, gli è stato fatale. 6-3 7-5 3-6 1-6 6-2 il risultato che porta la Croazia in vantaggio 1-0 dopo 3h e 28 minuti di lotta avvincente e incerta.

Il primo match della finale vede di fronte il n. 1 croato Marin Cilic, fresco n. 6 del mondo, e Delbonis, secondo singolarista argentino, preferito da capitan Orsanic a Guido Pella e Leo Mayer. Mentre il tennista di Medjugorje è reduce dall’ottima stagione sul veloce, con la vittoria all’ATP 500 di Basilea, la semifinale al Masters 1000 di Bercy e la conseguente qualificazione alle ATP Finals per la seconda volta in carriera, quella del n. 41 del mondo non lo è stato altrettanto: ha perso al primo turno ad Anversa contro il non trascendente Seppi e poi ai quarti di Basilea contr4o Gilles Muller. Insomma, le previsioni non sono rosee per il 26enne di Azul, che peraltro è anche sotto 2-0 negli scontri diretti ed entrambi sulla superficie più adatta a lui, la terra rossa.

Poche emozioni nel primo set, con entrambi i giocatori che partono contratti, consci della posta in palio. Il primo set si riassume di fatto nell’unico game in cui i due sono andati ai vantaggi, quello in cui Delbonis perde il servizio e Cilic si porta sul 3-1. Il n.1 croato poi non fa alcuna fatica a tenere i propri servizi (84% di punti con la prima che mette dentro tre volte su quattro) e porta a casa il primo parziale per 6-3 in 35 minuti.

La prima prima parte del secondo set continuas sulla falsariga del primo, con i due giocatori che concedono le briciole sui propri turni di battuta. Le emozioni cominciano ad arrivare proprio quando si pensa che si arrivi al tie-break. Sul 4-3 Delbonis per la prima volta si va ai vantaggi sul servizo -Cilic, ma il croato tiene la battuta con  l’11esimo ace a 217 m7h. Sembra però che Delbonis giochi meglio in questa fase, è più propositivo, invece è il n. 6 ATP a piazzare la zampata decisiva. Sul 5 pari incita il pubblico dopo il punto dello 0-15 quasi sentisse cosa sta per succedere. Sullo 15-30 infatti, dopo che il “Falco” conferma che una sua palla è uscita di un niente (Diego Maradona in tribuna non smentisce il suo temperamento caliente e grida a squarciagola “Falco chorrao, ladro!”), commette un doppio fallo e sono due palle berak per Cilic che alle seconda conquista il 6-5. Tiene poi il servizio a zero, anche grazie al 13esimo ace e ed è 7-5 Croazia.

La musica sembra cambiare all’inizio del terzo set, con Cilic che sullo 0-30 commette il primo doppio fallo e consente a Delbonis di giocarsi le prime palle break del match. Annulla le prime due, ma una risposta profonda da al 26enne di Azul il 2-0. La curva argentina finalmente si fa sentire, ma neanche il tempo di gioire per i sudamericani che Cilic ha tre palle consecutive per il controbreak, Delbonis le annulla, ma poi commette altro doppio fallo. Il n. 6 ATP ottiene il controbreak e poi col 14esimo ace si porta sul 2 pari. Il match svolta veramente al termine del nel settimo game: Cilic va 0-30, poi ha due palle, non consecutive per il break che potrebbe risultare decisivo. Non le sfrutta e da quel momento la partita si capovolge. Delbonis sale in cattedra, gioca sciolto e profondo, mentre Cilic inizia a giocare corto e a sbagliare da fondo, non supportato più nemmeno dal servizio  (la percentuale di prime nel parziale è scesa al 30%) . Delbonis non trema stavolta:  vola 40-0, poi al terzo set point conquista il 6-3 che rimette tutto in discussione.

Il quarto set è un monologo sudaremicano. Cilic non c’è più, è in evidente stato confusionale e sbaglia tutto il possibile, commettendo pure un paio di doppi falli. Mentre, come dice qualcuno commentando in tribuna, il mancino Delbonis pare Nadal e da fondo comanda, soprattutto grazie ad un dritto che adesso lo supporta al meglio. Con un parziale di 16punti a 4 l’argentino vola 4-0 ed in campo pare ci sia solo lui. Tiene finalmentete un servizio il croato, Delbonis quasi lo incoraggia un po’ a riprendersi con il quinto doppio fallo con  cui concede una palla break. Ma l’errore di dritto con l’avversario ormai battuto a rete che porta 5-1 l’argentino, conferma che serve ben altro per far tornare in sé il 28enne di Medjugorje. Che infatti pochi minuti dopo sbaglia clamorosamente lo smash facilissimo a campo aperto del 6-1 Argentina. Si va al quinto, cosa che poco meno di un’ora e mezza fa nessuno avrebbe pensato.

Cilic esce dal campo per rinfrescarsi le idee e quando rientra i circa 10.00 connazionali presenti sugli spalti dell’Arena decidono che è giunto il momento di dargli una mano. Ad ogni punto del croato il boato è pazzesco e anche se i .2000 sudamericani non sono da meno, la differenza numerica si sente. C’è tutto il bello della Davis in questo. Sta di fatto che Cilic che d’improvviso si veglia dal suo torpore e conquista il break nel primo gioco del parziale. Sbaglia ancora qualche palle che un top 10 non dovrebbe sbagliare, ma torna ad essere più incisivo e si porta poi subito sul 2-0. Delbonis ora invece è calato, dopo più di un’ora e mezza giocata sontuosamente, soprattutto il dritto torna ad essere il suo punto debole. Il tifo croato qualche vola è un po’ border line per un match di tennis, tanto che l’arbitro è costretto a far ripetere la prima a Delbonis in un paio d’occasioni, evidentemente disturbato,  e richiama il pubblico all’ordine. Cosa che fa anche Cilic per evitare un penalty point a suo sfavore proprio adesso che ha ripreso in mano il match. Delbonis sparacchia due dritto fuori di un paio di metri, ma riesce ad annullare la palla break che lo avrebbe condannato definitivamente. Cilic però serve di nuovo come nei primi due set, attorno al 70% di prime con l’80% di realizzazione e tiene a zero  per due volte consecutive il servizio. L’Arena Zagreb è veramente una bolgia ora, in cui Delbonis si spegne del tutto: il dritto ormai lo tradisce sistematicamente e tre errori consecutivi con quel fondamentale consegnano a Cilic il doppio break del 5-2 a suo favore. Perde dopo tanto un punto sul servizio il croato, a causa un doppio fallo, ma poi un dritto ed un servizio vincenti lo portano a doppio match point. Che conquista grazie ad un errore di Delbonis e dopo tre ore e mezza circa di gioco riesce a conquistare il punto del 6-2, che porta in vantaggio la Croazia per 1-0. Ma che fatica!

 

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Coppa Davis, Medvedev: “Tutti vogliono che ci comportiamo come Federer e Nadal, ma io non sono così”

“Roger e Rafa sono i giocatori più corretti di sempre, mentre io sono meno in controllo delle mie emozioni”, ha risposto il N.2 ATP ad una domanda del direttore Scanagatta

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credits: Mateo Villalba/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

Daniil Medvedev ha fatto parlare di sé molto più per la sua esultanza al termine della semifinale di Coppa Davis contro Jan-Lennard Struff che per la vittoria stessa. Chiuso il tie, infatti, il vincitore dello US Open ha fatto segno al pubblico di calmarsi; gli spettatori non l’hanno presa bene, portandolo a calpestare polemicamente il cemento della Madrid Arena e a rincarare la dose nell’intervista post-partita.

LA GESTIONE DELLE EMOZIONI IN CAMPO E IL PARAGONE CON FEDERER E NADAL

Arrivato in conferenza stampa, Daniil ha spiegato il significato della sua esultanza: “Mi piace festeggiare la vittoria facendo qualcosa di divertente. Nella nostra squadra abbiamo un coach spagnolo che dice di essere russo anche se non conosce molte parole nella nostra lingua [si riferisce a José Clavet, coach di Karen Khachanov, ndr]. Una delle poche cose che sa dire in russo è ‘calma’, quindi quando giochiamo a carte o a tennis e qualcuno vince gli piace dire ‘calma, calma’ facendo anche il gesto. Quando Cristiano [Ronaldo] giocava a Madrid, faceva spesso il gesto della calma per esultare, ed è per questo che ho deciso di farlo anch’io, pensavo fosse divertente. Forse è stata una scelta sbagliata, come può succedere, ma una volta fatta non potevo rimangiarmela. Comunque è sempre meglio avere i tifosi dalla tua parte, altrimenti oltre all’avversario devi battere anche loro“.

Ricordando gli episodi di Wimbledon 2018 (quando lanciò delle monetine all’arbitro) e dello US Open 2019 (quando strappò l’asciugamano ad un ball boy e mostrò il dito medio al pubblico), il direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta gli ha allora chiesto se quella di provocare il pubblico sia una scelta consapevole, suscitando una risposta molto lunga ed articolata in puro stile Medvedev, uno dei giocatori più riflessivi del circuito… almeno fuori dal campo, stando alle sue parole: “Non è qualcosa che faccio di proposito. Tutto quello che faccio, soprattutto in campo, è un puro frutto delle mie emozioni, nella vita di tutti i giorni sono più calmo. Quando voi giornalisti mi fate una domanda ho il tempo di pensare ad una risposta, ma in campo non è così, c’è tanta adrenalina che mi scorre in corpo perché odio perdere, quindi ho meno tempo e sono anche meno in controllo delle mie azioni, non riesco a fermarmi e pensare. Affidarsi alle emozioni a volte è un bene, altre un male”.

 

Di sicuro il tennis contemporaneo è poco uso a comportamenti di questo tipo (giusti o sbagliati che siano), e secondo Daniil c’è una spiegazione molto precisa: “Alcuni dicono che al tennis servano personaggi autentici, e quando uso questo aggettivo non intendo forti, deboli, buoni o cattivi, ma solo autentici. Tutto quello che faccio in campo rispecchia le mie sensazioni del momento, quindi è autentico – alle persone dovrebbe piacere! […] Per la mia generazione è difficile essere così emotivi in campo, perché siamo stati preceduti da Roger e Rafa, che sono probabilmente i giocatori più corretti nella storia del nostro sport e hanno vinto così tanti titoli. Quindi quando qualcuno si comporta in modo diverso le persone tendono a non apprezzarlo e a dire, ‘perché non sei come Roger e Rafa?’ Indovinate un po’, siamo tutti diversi. Credo che giocatori con un carattere diverso saranno apprezzati di più quando ci saranno nuovi appassionati che non hanno visto giocare né Roger né Rafa“.

Detto questo, Medvedev non vuole usare l’emotività per giustificarsi: “Comunque sarò onesto, non provoco il pubblico di proposito, ma quando stai giocando una partita sei solo davanti a 20.000 persone che a volte tifano per te, a volte tifano contro. Se faccio qualcosa che li provoca non è per farli arrabbiare, è perché in quel momento mi sento così; non ci vedo niente di male, anche se di alcuni episodi mi pento, come quello di Wimbledon. Anche quello fu frutto delle mie emozioni, ma non fu una bella cosa e me ne rammarico; comunque è così che si impara, attraverso gli errori“.

IL SOGNO COPPA DAVIS

Tornando al tennis giocato, il tie odierno è stato vinto agevolmente dalla RTF, ma secondo Medvedev non ci si può fermare all’apparente squilibrio dei punteggi, soprattutto in questa competizione: “Non è mai facile in Coppa Davis. Certo, se guardate i punteggi di oggi sembra che lo sia stato, visto che non abbiamo concesso palle break fino all’ultimo game della mia partita, ma non è così. […] Fino al 4-4 Jan [Struff] ha giocato benissimo, soprattutto con il servizio. Poi ha avuto un game un po’ meno positivo, con più seconde e più errori, e così sono riuscito a breakkarlo – quella è stata la chiave dell’incontro. Prima che si inizi a giocare non puoi mai sapere come andrà, e Jan è uno che mi ha fatto soffrire parecchio ultimamente. Comunque siamo contenti, abbiamo giocato due incontri rapidi, così domani saremo freschi e sicuri di noi stessi“.

Il dato certo è che riportare il trofeo in patria dopo 15 anni è un obiettivo essenziale per la sua carriera: “Per me è molto importante vincere questa competizione, altrimenti non sarei qui. Non è stata una stagione semplice, alcuni giocatori hanno deciso di non giocare la Davis e capisco perfettamente il perché: l’annata è lunga e l’Australia è dietro l’angolo, quindi li capisco e li supporto nella loro scelta. Noi però abbiamo una squadra fantastica, e io amo giocare per il mio Paese e per i miei fan, anche se qui ce ne sono pochi“.

Tecnicamente Medvedev non sta giocando per la Russia in questa competizione, ma bensì per la RTF, la squadra della federazione (bandiera e inno russi non possono essere utilizzati in virtù di una sentenza del CAS legata al doping di Stato). La cosa tuttavia non sembra pesargli più di tanto: “So che Paese sto rappresentando, e conosco il mio inno. Non è bello non avere l’opportunità di ascoltarlo o di utilizzare la nostra bandiera, ma allo stesso tempo la competizione è sempre la Coppa Davis, e noi stiamo sempre giocando per il nostro Paese. Anche vincendo saremo delusi per via di questi piccoli dettagli, ma allo stesso tempo una vittoria è una vittoria, questi divieti non hanno alcun impatto sulle mie prestazioni“.

Domani la squadra della federazione russa affronterà la Croazia, che ha sconfitto la Serbia per 2-1. Qualora fosse stata quest’ultima a prevalere, l’ultimo singolare della stagione avrebbe visto protagonisti i due migliori giocatori al mondo, vale a dire Medvedev e Novak Djokovic. Daniil però ha voluto sottolineare che la portata storica della finale prescinde dal nome del suo avversario: “Affrontare Novak è sempre speciale, ma questa è una competizione a squadre e, anche se lui ha vinto il suo singolare, la Serbia ha perso – è il bello della Davis. Gojo ha fatto un lavoro fantastico, e nel momento in cui lui ha vinto il primo singolare ho pensato subito che sarebbe stata dura per la Serbia, visto che la Croazia ha il miglior doppio al mondo. Comunque mi sto preparando per affrontare Cilic, come in ogni altro torneo; affrontare Novak sarebbe stato speciale ma domani sarà uno spettacolo a prescindere“.

Ha infine ricordato quante cose siano cambiate per l’attuale generazione russa: “Mi ricordo che quattro anni fa mi stavo allenando a Cincinnati, ero fra la 30 e la 50 del domando, e un giocatore mi chiese, ‘quanti anni hai? Quanti ne hanno Karen e Andrey?’ Gli risposi e lui disse al suo coach, ‘quante Davis pensi che vinceranno questi ragazzi?’ In realtà però non è stato semplice arrivare al World Group, abbiamo perso diversi tie, per esempio con l’Ungheria e con l’Austria. Due anni fa abbiamo sfiorato la finale, anche se io non c’ero, mentre quest’anno abbiamo vinto l’ATP Cup. Sono felice che la nostra generazione stia facendo così bene, visto che giocavamo insieme già ai tempi della Davis juniores. Domani abbiamo una chance di alzare il trofeo, ed è una cosa fantastica“.

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Coppa Davis, finale RTF-Croazia alle ore 16: russi favoriti, ma non devono fallire i singolari

Qualora si arrivasse sull’1-1, la Croazia diverrebbe favorita con Mektic e Pavic. Chi vince alza per la terza volta la Coppa

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Alle ore 16, Croazia e Russia si contenderanno alla Madrid Arena la conquista della 2021 Davis Cup by Rakuten. Per entrambe si tratterebbe del terzo successo nella competizione che appaierebbe la vincitrice al settimo posto nell’albo d’oro al fianco di Cechia e Germania nella speciale graduatoria.

La Croazia è uscita vincitrice dal girone D battendo Ungheria e Australia, poi ha eliminato l’Italia nei quarti e la Serbia di Novak Djokovic in semifinale. È la terza finale negli ultimi cinque anni per i croati – l’unica nazione a mostrare continuità simile nel medesimo lustro è stata la Francia. Ricordiamo che la nazionale adriatica è stata anche l’ultima a vincere con il format tradizionale nel 2018 battendo proprio i transalpini.

Su Borna Gojo e la sua capacità da numero 279 del ranking di essere il Carneade di queste Finals si e scritto e riscritto l’impossibile in questi giorni: il secondo singolarista croato ha letteralmente preso per mano la sua squadra, e insieme al doppio Mektic/Pavic l’ha trascinata sino all’atto conclusivo. Maluccio invece Marin Cilic, vittorioso solo con De Minaur, anche se due delle sue tre sconfitte (quelle contro Djokovic e Sinner, contro il quale ha peraltro condotto a lungo) sono arrivate secondo pronostico – l’unica vera sorpresa è stata quella subita contro il magiaro Piros. I due doppisti invece non li scopriamo certo oggi: dopo una stagione stellare che li ha visti conquistare Wimbledon, Miami, Montecarlo, Roma e l’oro olimpico a Tokyo, i due si sono presentati a Torino e Madrid non ancora satolli, visto che devono ancora lasciare per strada un set.

 

La RTF (la squadra della federazione russa) ha invece vinto il girone A battendo Spagna e Ecuador, poi ha eliminato la Svezia nei quarti e la Germania in semifinale. Ha chiuso tutti i tie già con i singolari ad eccezione di quello con la Spagna, nel quale Rublev è stato sconfitto da Feliciano Lopez (con la Germania i russi hanno perso il doppio ma lo si è giocato a risultato acquisito). Da rimarcare che la RTF avrebbe tranquillamente potuto perdere il doppio con la Spagna in quanto già qualificata matematicamente e far passare così i padroni di casa, ma ha onorato al massimo l’impegno salvando così la Serbia passata come migliore seconda e eliminando proprio i padroni di casa.

Medvedev e Rublev sono numeri 2 e 5 del mondo, e quindi è chiaro che la nazionale russa sia indubbiamente la più forte. Tuttavia, come già precisato nei giorni passati, i russi non possono permettersi quest’oggi il lusso di arrivare al doppio ma devono chiudere la pratica nei singolari – Mektic e Pavic si sono infatti dimostrati inavvicinabili in questi giorni per qualsiasi altra coppia.

La RTF potrebbe essere la quarta nazionale a vincere nello stesso anno la Coppa Davis e la Billie Jean King Cup (ex Fed Cup) e la quinta nazione a vincere nello stesso anno Coppa Davis e Coppa Davis junior. Insomma un trionfo del movimento che non lascia alcun dubbio e certifica lo stato di salute del tennis russo. Ricordiamo a conferma di tutto ciò che quest’anno ha vinto anche la ATP Cup giocatasi a Melbourne a inizio anno battendo in finale l’Italia per 2-0.

La RTF è alla sesta finale della sua storia: ha vinto nel 2002 e nel 2006 battendo Francia (in trasferta) e Argentina (in casa), mentre ha perso nel 1994 (in casa con la Svezia), nel 1995 (in casa con gli Stati Uniti) e nel 2007 (in trasferta sempre con Team USA).

La Croazia ha giocato sin qui 3 finali di Coppa Davis, vincendo il primo titolo nel 2005 in Slovacchia (prima nazione a vincere il titolo non essendo testa di serie da quando esiste il World Group), perdendo con l’Argentina nel 2016 in casa (quando Cilic si fece rimontare da Del Potro ad un set dalla vittoria) e trionfando a Lille contro la Francia nel 2018.

Croazia e RTF si sono affrontate solo due volte nella manifestazione. Nel 2005 la Croazia si impose a Spalato in semifinale, prodromo alla vittoria nella finale di Bratislava. La fece da padrona Ivan Ljubicic, che sconfisse Youzhny in 5 set dopo la vittoria di Davydenko su Ancic. Vinse il doppio in coppia con Ancic contro Tursunov e Andreev, sempre in 5 set, e sul 2-1 chiuse la pratica battendo Nikolay Davydenko in tre set.

Le squadre poi si sono incontrate nuovamente nelle Finals 2019, e in quell’occasione la Russia ebbe vita facile con le vittorie di Rublev contro Gojo e Khachanov contro Coric.

I precedenti tra i tennisti che scenderanno in campo vedono Medvedev in vantaggio 2-0 nei confronti di Cilic, battuto nel 2019 sul cemento di Washington e quest’anno a Wimbledon quando l’attuale numero 2 del mondo ha rimontato due set di svantaggio. Va sottolineato tuttavia che il campione dello US Open del 2014 sta attraversando un buon momento di forma, nonostante la sorprendente sconfitta contro Piros nel round robin: ha infatti raggiunto due finali proprio in Russia nel mese di ottobre, perdendo a Mosca e vincendo a San Pietroburgo – in generale, nel 2021 Marin è stato l’ottavo giocatore del circuito per punti conquistati indoor (Medvedev è secondo). Rublev non ha mai giocato contro Serdarusic, mentre con Gojo c’è un unico precedente ed è quello sopracitato delle Finals 2019, vinto dal russo con un doppio 6-3.

Ultima nota statistica, sia Shamil Tarpischev (oggi fa 101 presenze sulla panchina russa) sia Vedran Martic (capitano croato) non hanno ma giocato la Davis da tennisti, cosa più unica che rara. Se la dovesse spuntare la RTF, Tarpischev raggiungerebbe Neale Fraser, Niki Pilic, Hans Olsson e Yannick Noah come unici capitani capaci di vincere tre Coppe Davis da quando è stato abolito il Challenge Round.

Tirando le somme, Russia favorita, a meno che Gojo non sorprenda anche Rublev (ci pare però improbabile) o che Marin Cilic faccia il miracolo contro Medvedev. Sull’1-1 i favoriti d’obbligo diventerebbero i croati.

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Coppa Davis, RTF-Germania 2-1: Rublev e Medvedev perfetti. Finale con la Croazia domenica alle 16

Il numero 5 liquida Koepfer in 50 minuti, Medvedev stronca un volenteroso Struff. Krawietz e Puetz vincono il doppio della bandiera

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Andrey Rublev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

RTF-GERMANIA 2-1
A. Rublev b. D. Koepfer 6-4 6-0

D. Medvedev b. J.-L. Struff 6-4 6-4
K. Krawietz/T. Puetz b. A. Karatsev/K. Khachanov 4-6 6-3 6-4

Subito in discesa per la RTF (la squadra della federazione russa) la seconda semifinale della Davis Cup by Rakuten: Andrey Rublev ha infatti giocato di gran lunga la miglior partita del suo torneo, regolando Dominik Koepfer in soli 50 minuti. A questo punto Daniil Medvedev potrebbe chiudere i giochi già nel secondo singolare che lo vede nettamente favorito contro Jan-Lennard Struff (numero uno della squadra in contumacia Zverev, il quale ha rimarcato in più occasioni che non giocherà in Davis finché l’attuale format permarrà) e regalare ai suoi un posto in finale contro la Croazia in programma domani, domenica 5 dicembre, a partire dalle ore 16.

Ricordiamo che la squadra russa non vince il titolo dal 2006: ciononostante è è sempre stata considerata la favorita per la vittoria finale, potendo contare su due Top 5 e altri due Top 30. In caso di vittoria odierna, domani potrebbe centrare un’inedita doppietta Davis-ATP Cup: Medvedev e Rublev erano già stati protagonisti di una vittoria per il loro Paese a febbraio in Australia.

 

PRIMO SINGOLARE – Prima sfida fra i due che si preannunciava di difficile lettura: Rublev aveva vinto due delle tre partite disputate finora ma senza convincere, andando sempre al terzo con avversari di caratura decisamente inferiore alla sua e venendo addirittura rimontato da Feliciano Lopez; questi tentennamenti rispecchiano una seconda parte di stagione che da Barcellona in poi lo ha visto vincere 25 match su 41 disputati contro un record iniziale di 26-6.

Anche Koepfer era stato indecifrabile durante la manifestazione a squadre: ha giocato un eccellente esordio battendo Filip Krajinovic con una gragnuola di vincenti da fondo, ma il giorno successivo ha completamente sbagliato la partita contro il collega di mancinismo Jurij Rodionov, finendo quindi in panchina per il quarto di finale contro la Gran Bretagna. Il problema è che mentre la china discendente di Koepfer è proseguita, Rublev è sceso in campo con tutt’altra concentrazione rispetto ai giorni scorsi, trasformando l’incontro in un massacro.

Dominik ha cercato di prendere l’iniziativa da subito, rispondendo in maniera aggressiva soprattutto con il dritto, ma ha peccato di precisione e iniziato a sbagliare presto. Rublev è parso invece molto più posato: sull’1-1 ha mostrato di non soffrire minimamente la curva slice da sinistra e piazzato una risposta vincente in cross, breakkando su due errori dell’avversario. Il teutonico ha iniziato a trovare maggiormente i colpi, ma non è riuscito a creare molto in risposta, anche perché Rublev è stato più che efficiente: 73% di prime in campo nei primi tre turni di servizio con il 91% di conversione (10/11, 18/19 a fine parziale).

L’unico spiraglio per Koepfer è arrivato sul 4-3 Rublev, quando il teutonico ha approfittato di due seconde del rivale per portarsi 30-30, ma Andrey è stato bravo a trovare due servizi vincenti per rimanere avanti, chiudendo il set in appena 28 minuti con due servizi vincenti e due ace (sette in totale nel parziale).

All’inizio del secondo Rublev si è procurato il vantaggio immediato: sotto 30-0 in risposta, ha piazzato una bella risposta vincente in salto, portandosi successivamente a palla break con una combinazione di dritti che ha ricordato la sua brillantezza di fine 2020-inizio 2021 (tracciante incrociato e chiusura in avanzamento dal footwork immacolato sulla palla corta e bassa di Koepfer); è quindi salito 1-0 e servizio grazie ad un doppio fallo di Dominik.

L’incontro si è di fatto chiuso lì, anche perché Rublev ha letteralmente dominato la diagonale di sinistra, presagio letale per un avversario Southpaw: nel terzo gioco Koepfer ha continuato ad andare sotto pressione con il dritto, ammassando ulteriori unforced che hanno dato il secondo break al giocatore russo. Da quel momento Andrey ha giocato a braccio completamente libero, infilando dritti tonitruanti in serie: con due sventagli si è guadagnato altre due palle break, e ha infornato il bagel con una risposta vincente in cross.

“La grande differenza con i giorni scorsi è che oggi sono stato super-concentrato fin dall’inizio, ho cercato di giocare meglio game dopo game”, ha detto il vincitore. “Credo che per Daniil sarà una partita difficile, Struff ti dà poco ritmo perché serve bene e scende spesso a rete; credo partano alla pari”.

D. Medvedev b. J.L. Struff 6-4 6-4

Dopo la facile vittoria di Rublev le speranze della Germania sono riposte nel nr.1 Jan-Lennard Struff. Suo il compito, tutt’altro che agevole, di battere il nr.2 del mondo Daniil Medvedev e portare i tedeschi sull’1-1 e quindi al doppio decisivo, dove Puetz e Krawietz sarebbero sicuramente favoriti.

Sono 5 i precedenti tra i due tennisti, Medvedev conduce 4-1, Struff ha vinto quest’anno sull’erba di Halle. Due i precedenti quest’anno, entrambi sull’erba. Quello citato in precedenza e l’altro a Wimbledon vinto da Medvedev.

Si incomincia con Struff al servizio, il tedesco mostra subito una buona varietà di colpi e una buona attitudine a rete, Medvedev non potrà concedersi distrazioni. Struff picchia soprattutto con il rovescio lungolinea e appare molto deciso, caratteristica oggi fondamentale per non soccombere di fronte al più quotato avversario. La continua pressione del tedesco dà fastidio a Medvedev, 3-2 Struff senza break. I servizi filano via veloci, Medvedev non riesce ad incidere alla risposta ma è perfetto al servizio e arriva al 4-4 senza aver commesso nemmeno un gratuito. Nel nono gioco però Struff paga la sfrontatezza del suo gioco. Un serve & volley in rete, due brutti gratuiti di diritto e Medvedev vola 0-40. Il tedesco è bravissimo ad annullare le prime due palle break con la sua tattica arrembante, ma sulla terza la sua demi-voleé nei pressa della rete si ferma sul nastro, break Russia, Medvedev andrà a servire per il primo set dopo il cambio di campo. Nella tribuna autorità molti rappresentanti delle varie federazioni, domattina vi saranno i sorteggi delle Qualifiers 2022 e la presentazione della prossima edizione che, come abbiamo già accennato in altro articolo, prevedrà alcune novità, di formula e logistiche. Medvedev serve una meraviglia nel decimo gioco e dopo 33 minuti chiude il primo set 6-4. Molto cinico il russo, Struff onestamente sta facendo quel che può.

Struff non ha alcuna intenzione di cambiare la sua strategia di gioco, capitan Kohlmann approva serafico in panchina, due ace nel primo turno di battuta del secondo set e il tedesco riparte convinto. Il coraggio e la caparbietà di Struff sono encomiabili ma scardinare il muro Medvedev sembra impossibile, il russo pare aver inserito il pilota automatico. 2-2 senza particolari emozioni nel secondo set. Quinto gioco, Struff commette un doppio fallo e spiana la strada al suo avversario che prima sale 15-40 e poi grazie ad un gratuito di diritto del tedesco centra al secondo tentativo il break. Partita finita? Nella sostanza sì, perché il russo continua ad essere ingiocabile al servizio. Anche se Struff ci prova fino alla fine e quando Medvedev serve per il set si procura anche la prima palla break di tutto il match, facendo anche sbuffare capitan Tarpischev sulla panchina. Sarà l’unica, il russo si salva con il servizio e poi chiude il match. Finisce con un doppio 6-4 dopo un’ora e 6 minuti di gioco. Russia in finale, appuntamento domani alle 16 contro la Croazia.

Sono felice che la squadra abbia raggiunto la finale. Sono state due settimane fantastiche: battere la Spagna a Madrid è stata la cosa migliore della settimana, in spogliatoio eravamo davvero contenti di aver eliminato la squadra di casa, è una bella sensazione“, ha detto Medvedev a fine partita, venendo letteralmente subissato di fischi. “La Croazia ha decisamente il miglior doppio al mondo, e anche se abbiamo fiducia nel nostro doppio dobbiamo cercare di chiuderla con i singolaristi. è molto divertente, e lo dico dal 2019 [allo US Open venne sistematicamente fischiato fino alla finale, ndr], la gente non ha ancora capito come farmi perdere: dovete tifare per me, altrimenti continuerò a vincere; comunque va bene, continuate così!

DOPPIO – A risultato già acquisito, la Germania si toglie la soddisfazione di vincere un punto grazie a Kevin Krawietz e Tim Puetz, che rimontano l’inedita accoppiata russa Karatsev/Khachanov (quest’ultimo ha sostituito Rublev). Veramente un grande torneo per la coppia teutonica che ha vinto quattro incontri su quattro, tre dei quali decisivi ai fini del risultato.

Nel primo set la Germania si è portata avanti 3-1 solo per perdere quattro giochi consecutivi, trovandosi abbastanza a sorpresa sotto di un set – Krawietz e Puetz hanno avuto due palle break consecutive sul 3-4, ma non sono riusciti a convertirle. Nel secondo hanno salvato una palla break in apertura, ma da quel momento hanno avuto molti meno problemi nei propri turni, breakkando nel sesto gioco; hanno quindi salvato un’opportunità russa salendo così 5-2. Il terzo set è stato parco di aperture per entrambe le coppie, ed è quindi bastato un unico passaggio a vuoto delle due K per consentire alla Germania di scappare: sul 2-2, Khachanov e Karatsev sono rientrati dal 15-40, ma alla terza palla break hanno capitolato.

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