Coppa Davis, finale: del Potro disinnesca Karlovic in 4 set e pareggia il conto

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Coppa Davis, finale: del Potro disinnesca Karlovic in 4 set e pareggia il conto

Dopo un’altra grande battaglia a Zagabria Juan Martin del Potro batte Ivo Karlovic e porta l’Argentina sull 1-1 dopo la prima giornata

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Coppa Davis, finale: Cilic evita la debacle, Croazia avanti

Karlovic: “Non il mio miglior tennis”. Del Potro: “Ho alzato il livello negli ultimi 2 set”

Finale Coppa Davis

 

Croazia-Argentina 1-1 (Zagreb Arena, Zagabria, cemento indoor)

J.M. del Potro b. I. Karlovic 6-4 6-7(6) 6-3 7-5

Karlovic-del Potro

Sesto match tra Karlovic e del Potro, ma forse questo è il più importante a livello assoluto per entrambi. I precedenti dicono 4-1 per l’argentino, Karlovic ha vinto solo nel 2007 a Nottingham sull’erba. Karlovic non dovrebbe avere niente da perdere ed a quasi 38 anni con una vittoria avvicinerebbe la Croazia alla seconda Davis ed entrerebbe nella storia del tennis del suo paese. Del Potro, invece, deve assolutamente vincere. L’1-1, infatti, è fondamentale per tenere vive le speranze dei sudamericani.

Parte Karlovic al servizio, non mette una prima, del Potro gioca un game esemplare alla risposta, è subito break. L’argentino pare in palla, conscio del proprio ruolo, conferma il break, poi Karlovic mette i primi due ace e tiene a zero la sua battuta. Il croato ritrova pian piano l’efficacia del proprio servizio, ma del Potro alla risposta non da nessuna chance. Solo tre punti concessi in tutto il primo set quando serve, l’argentino chiude 6-4 dopo 34 minuti (con il corredo di 3 ace, contro i 7 dell’avversario).

Il secondo set parte con Karlovic al servizio. Succede di tutto: il croato sembra contratto, sa quanto sia importante partire subito e tradisce il nervosismo. Con il servizio fa e disfa, centra 3 ace ma commette anche 4 doppi falli, di cui due consecutivi sul 30-15. Ma il nr.20 del mondo sulla palla break mette una seconda di servizio a quasi 190 km/h e dopo 14 punti porta a casa il game. Del Potro continua a non concedere nulla al servizio, i servizi si susseguono senza particolare sussulti. Si arriva dunque a un decisivo tie-break. Del Potro sembra avere in mano il set quando ottiene un mini-break pesantissimo nel primo punto. Arriva fino al 6-4 e servizio per chiudere, ma Karlovic non si arrende: gioca un punto eccezionale chiuso con un dritto vincente e poi raggiunge l’avversario sul 6 pari. Qui si gioca lo scambio più lungo del match (18 colpi), che Karlovic vince in maniera mirabile. Sul set-point per lui attacca la seconda di del Potro subito dalla risposta prendendo poi la rete con autorità per la volée in allungo che l’argentino non riesce a controllare per la gioia incontenibile della Zagreb Arena. Un set pari dunque dopo 1h 34′.

Nei primi 6 game del terzo parziale i due giocatori concedono le briciole al servizio, con Karlovic che appare sempre più in fiducia. Ivo non sbaglia più una scelta, con il back di rovescio lungolinea che crea più di qualche problema all’avversario, il quale riesce comunque a tenere facilmente i suoi turni di battuta. Nell’ottavo game il croato commette due doppi falli e sbaglia una volée di rovescio non impossibile che gli costano lo 0-40. Sulla prima se la cava coprendo bene la rete, mentre sulla seconda trova un servizio vincente; tuttavia, sul 30-40, Palito si allunga benissimo per rispondere col dritto, costringendo il balcanico all’errore di mezzo volo: 5-3. Nel gioco seguente DelPo continua a variare bene la direzione col servizio; da lì alla conquista della terza frazione il passo è breve. 2 set a 1 dopo quasi 2 ore e 20 di partita.

All’inizio del quarto parziale i colpi d’inizio gioco continuano a farla da padrone, con il numero 20 ATP che tenta spesso il chip and charge, ma senza grande fortuna. Nel settimo game del Potro si rende pericoloso in risposta grazie ad un paio di errori al volo di Karlovic, il quale però rimedia col solito servizio slice esterno da destra e con una buona copertura del net. Del Potro non ha mai problemi nel tenere i suoi turni di battuta, mentre sul 4 pari riesce nuovamente a crearsi un’opportunità per operare il break. Una gran risposta di rovescio, infatti, gli consente di issarsi sul 30 pari, ma Ivo si salva un’altra volta con un servizio vincente e venendo a prendersi il punto a rete (il croato sta giocando sempre la volée dalla parte opposta rispetto al colpo precedente, senza cercare mai il contropiede). Il decimo gioco è una formalità per il sudamericano, il quale sul 5 pari ritorna pericoloso grazie ad un passante di dritto su uno smash non chiuso da Dr Ivo. Un doppio fallo regala alla torre di Tandil un break point, su cui lo stesso si inventa una risposta pazzesca con il rovescio in diagonale stretto: 6-5. Il croato cerca di rimanere attaccato all’incontro con un bel dritto lungolinea, ma del Potro rimane freddo, servendo alla grande ed archiviando il match dopo 3 ore e 19 minuti di partita.

Come previsto, la prima giornata della finale di Coppa Davis 2016 finisce così sul punteggio di 1 a 1. Del Potro e Cilic hanno dovuto faticare più del previsto; se è praticamente certo che il secondo sarà in campo domani per il doppio, per quanto riguarda il primo dovrà portare consiglio. Domani alle 15 conosceremo la scelta di Orsanic.

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Coppa Davis: Sonego e Sinner show, l’Italia schianta gli Usa

L’Italia batte gli Usa 2-1. Sonego non delude nella sua Torino e piega Opelka, Sinner annichilisce Isner. L’Italia ad un passo dai quarti

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Lorenzo Sonego - Finale Coppa Davis Torino 2021 (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

da Torino il nostro inviato 
L’America è lontana, dall’altra parte della luna. Ma è l’Italia dei giovani esordienti a guardare dall’alto i giganti statunitensi, letteralmente abbattuti sotto i colpi degli scatenati Sonego e Sinner. 
Giampiero Galeazzi ruggiva al microfono quando gli “eroi di Milwaukee”, Sanguinetti, Gaudenzi e Nargiso, capitanati da Paolo Bertolucci, consegnarono all’Italia l’ultima vittoria sugli Stati Uniti in Davis. Quell’impresa  di ventitré anni fa portó gli azzurri in finale, la vittoria di oggi contro gli americani consente a Sinner e compagni di ipotecare la qualificazione ai quarti di finale – basterà non commettere clamorosi harakiri contro i modesti colombiani – dove lunedì con ogni probabilità potremmo sfidare la Croazia con in palio la final-four di Madrid.

Dopo l’esordio con i fiocchi di Sonego nella sua Torino, è stato un solidissimo Jannik Sinner, sempre più a suo agio nelle vesti di top-10 a completare l’opera e a far spellare le mani agli spettatori del Pala-Alpitour. A Punteggio acquisito ko il doppio Musetti-Fognini.

Pur con l’assenza pesante dello sfortunato Matteo Berrettini (“Matteo mi ha mandato un messaggio prima della partita” – ha ricordato Sonego – “questa vittoria è anche per lui, è stato devastante vederlo in quello stato dopo il ritiro con Zverev“), l’Italia ha una squadra davvero competitiva e la sensazione è che non solo in questa edizione, ma anche nei prossimi anni ci sarà da divertirsi.

 


L. Sonego (ITA) – R. Opelka (USA) 6-3 7-6(4)

Ha vinto un torneo in Sardegna, ha giocato un tennis stellare a Roma raggiungendo le semifinali, non poteva certamente tradire alla “chiamata alle armi” della sua Torino. Lorenzo Sonego si conferma gladiatore, bagna il suo esordio in Davis battendo  in due set il gigante americano Reilly Opelka e regala così il primo preziosissimo punto all’Italia. Prestazione davvero impeccabile dell’ azzurro che premia la scelta di Capitan Volandri di preferirlo al veterano Fognini.

“Sapevo da ieri sera che avrei giocato, non ero tanto teso, ero soprattutto felice di questa opportunità e non vedevo l’ora di giocare questa partita”
Se Lorenzo è teso non lo dà a vedere: parte al servizio, quattro prime e game a zero. Il clan Usa è munito di un rumoroso campanaccio bovino che risuona ad ogni punto di Opelka tra gli applausi della panchina.

Sarà vero che il campo è meno rapido rispetto a quello delle Finals  ma praticamente non si scambia, si gioca sull’uno-due e i giocatori raccolgono le briciole nei game di risposta fino al settimo gioco. Qui Sonego si complica la vita concedendo la prima pericolosissima palla break, salvata con coraggio con  il diritto dietro una buona prima. I due scambi successivi, i più lunghi del set, li porta  a casa l’azzurro e vengono sottolineati dal ruggito di Lorenzo e dal boato del pubblico che entra finalmente in partita. È la svolta perché al cambio di campo Opelka combina due disastri a rete che concedono due palle break all’azzurro, salvate con il servizio e con una volee tremebonda di rovescio sulla linea. Il primo doppio fallo del gigante americano offre la terza chance a Lorenzo che è bravissimo a rispondere ad una prima a 232 km/h di Opelka e indurne l’errore di diritto. “Picchia Lollo!” invoca uno spettatore, il granata non si fa pregare e dopo 37 minuti l’Italia è avanti di un set. 

Lorenzo è molto propositivo in risposta e questo mina le sicurezze del bombardiere americano nel colpo chiave del suo gioco. Quando poi Opelka si avventura a rete viene puntualmente beffato dall’azzurro. Sul 3-3 Lorenzo ha la prima palla break del set che potrebbe indirizzare definitivamente la partita  ma l’americano si aggrappa al servizio e sventa il pericolo. I colpi vincenti di Lorenzo sono accompagnati dal Po-poro-popopopo  del PalaAlpitour che rimanda ai tempi del Mondiale 2006, ma l’equilibrio regge fino a condurre i giocatori al tiebreak. Il diritto lungo di Opelka sul primo punto regala il mini break che indirizza il tiebreak. Lorenzo chiama il pubblico e il PalaAlpitour risponde presente. L’azzurro controlla con autorità i suoi punti al servizio e con la classe di un veterano – altro che esordiente! – porta l’Italia in vantaggio. La volee vincente di Sonego fa esplodere Torino: Lorenzo salta di gioia e contiene a stento le emozioni al microfono, chiedendo di parlare italiano: “Non è scontato fare bene con la pressione di giocare in casa, ma è bellissimo nella mia città! E ora tutti tifo per Sinner”.

Dopo il match Lorenzo non ha nascosto la sua soddisfazione: ” E’ stato tutto incredibile, sono nato a 200 metri da qui, oggi c’era la mia ragazza, la mia famiglia, i miei amici. Vedere le lacrime del mio allenatore a fine partita mi ha emozionato molto. Sono partito dal basso, non avevo le qualità che hanno altri giocatori. Mi sono buttato anche in posti e tornei dove era difficile stare, ma mi è servito per migliorare il mio livello”.

Jannik Sinner – Finale Coppa Davis Torino 2021 (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

J. Sinner (ITA) – J. Isner (USA) 6-2 6-0
Non sappiamo se la grande prestazione di Lorenzo Sonego abbia galvanizzato ulteriormente Jannik o se il numero 10 del mondo era già di suo caricato a mille, fatto sta che Sinner è partito dai blocchi subito aggressivo, mettendo in grande difficoltà Inser sin dal primo quindici. Tre palle break sfumate nel game di apertura non hanno turbato il nostro alfiere che nell’occasione successiva ha strappato il servizio ad Isner mettendo in discesa il set. La potenza e profondità dei colpi di Jannik hanno devastato la difesa americana ma le condizioni di Isner (e anche di Opelka in verità) lasciano il sospetto che Fish abbia toppato nelle scelte, con un Tiafoe che era parso negli ultimi tornei in buona forma.

Entusiasma comunque il modo con il quale Jannik ha inchiodato il suo avversario sulla diagonale di rovescio per poi finirlo puntualmente con diritti penetranti. Il 6-2 del primo set è stata una logica conseguenza e nel secondo parziale la musica non è cambiata, anzi le cose sono decisamente peggiorate per gli Stati Uniti. Break in apertura, poi Jannik ha dimostrato tutta la sua lucidità nell’annullare le tre palle break consecutive del possibile contro break, per involarsi anche nel secondo set. Il doppio fallo con il quale Isner ha ceduto per la terza volta consecutiva il servizio è stato l’emblema della resa totale della squadra americana. Addirittura un bagel sul cemento indoor non ricordiamo che l’americano lo abbia mai subito. “No, non avevo mai perso con un punteggio così netto” dirà Jhon in conferenza dopo il match “ma per Jannik prevedo un futuro da top3”.

Gli anni passano per John e sicuramente i bei tempi sono andati per l’americano, ma contro il Sinner visto oggi ci sarebbe stato poco da fare per quasi chiunque.
Un “andiamo a vincere” di bistecconiana memoria risuona al PalaAlpitour che canta “Olè olè olè olè Janniiiik Janniiiik”.Il nostro giovane campione non si fa pregare, completa l’opera per la festa azzurra.

R. Ram/ J. Sock – L. Musetti/ F. Fognini 7-6(5) 6-2

A risultato acquisito, Volandri ha scelto di far esordire Lorenzo Musetti al fianco di Fabio Fognini, in un match che contava soprattutto per gli americani per alimentare le speranze di un possibile ripescaggio. Gli azzurri hanno giocato un buon primo set, con alcune soluzioni di Musetti che hanno incantato il pubblico e si sono trovati 5-4 e servizio nel tiebreak, ma due errori abbastanza banali hanno vanificato il vantaggio e regalato il set agli statunitensi. Nel secondo set poca storia.

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Coppa Davis: Novak Djokovic guida la Serbia al successo contro l’Austria

Il numero uno del mondo torna a giocare in Davis liquidando Novak in due facili set: “Giocare per la mia patria è una motivazione in più”. Lajovic supera Gerald Melzer in tre set tirati

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Novak Djokovic - Davis Cup 2021 (Twitter - @DavisCup)

SERBIA b. AUSTRIA 3-0
D. Lajovic b. G Melzer 7-6 3-6 7-5
N. Djokovic b. D. Novak 6-3 6-2

N. Cacic/F. Krajinovic b. O. Marach/P. Oswald 7-6 4-6 6-3

Lajovic suda anche più del previsto ma supera Melzer, poi Djokovic archivia facilmente la pratica Novak. Come da pronostico, la Serbia vince i due singolari contro l’Austria e vince il tie inaugurale del Girone F prima del doppio conclusivo all’Olympia-Halle di Innsbruck, arena rimasta chiusa al pubblico a causa delle restrizioni introdotte dal governo per fronteggiare il rialzo di contagi Covid. I serbi, che poi hanno centrato il tris vincendo anche il doppio, sono trascinati da un Djokovic che si è presentato in Austria con grandi motivazioni e in buona forma: domani la nazionale del capitano Viktor Troicki si giocherà contro la Germania il passaggio ai quarti di finale.  

SECONDO SINGOLARE – Non delude Djokovic, che regola in due set facili facili il numero 118 del mondo Dennis Novak. Nel primo set c’è partita solo nei primi sei game, poi Djokovic rompe gli argini, prende in mano l’iniziativa, opera il break nell’ottavo gioco e chiude il primo set. Nel primo gioco del secondo set ci sono subito due palle break: Novak riesce a venirne a capo ma subito dopo ne concede un’altra con un grave errore di rovescio. Qui Djokovic prima mette in piedi una difesa granitica e poi si avventa su un drop-shot un po’ estemporaneo dell’austriaco per operare il break (1-0). Nole tiene il servizio senza problemi, chiudendo il gioco con uno smash da fondocampo eseguito con nonchalance (2-0) e poi nel terzo gioco approfitta di una volée in rete e di un gratuito dell’austriaco per volare sul 3-0 e servizio. Si veleggia tranquillamente verso fine match: Novak riesce a vincere due game, ma sul 5-2 Djokovic non si fa pregare e con un rovescio in avanzamento si impone per 6-3 6-2. Il serbo non ha bisogno di dannarsi per chiudere in due set: la palla di Novak semplicemente non gli fa male. Il numero uno del mondo, allora, ne approfitta per provare anche qualche soluzione serve&volley. “E’ bello giocare di nuovo per la Serbia, non mi succedeva da due anni. Il tennis è uno sport individuale ma la Davis è una competizione storica, e mi è mancata. Amo giocare per la mia patria ed essere disponibile quando la mia squadra ha bisogno di me – ha detto Djokovic a caldo dopo la partita -. Il match di oggi? Dennis ha iniziato bene, con molta aggressività; mixando un po’ i colpi gli ho tolto il ritmo. Tra primo e secondo set ho dato l’accelerata decisiva, sono molto contento di come ho giocato”. Djokovic, comprensibilmente, ha scelto di disertare il doppio finale a risultato acquisito per preservarsi in vista del match di domani contro la Germania.

 

PRIMO SINGOLARE – Nel primo match non si nota più di tanto la differenza di classifica tra il numero 33 del mondo Dusan Lajovic e il numero 287 Gerald Melzer: al serbo servono 2 ore e 42 minuti per aver ragione del fratello del più noto Jurgen, che gioca bene ma suo malgrado si irrigidisce proprio nei momenti chiave. Il primo set è all’insegna dell’equilibrio (solo due palle break salvate da Lajovic) fino al tie-break, che si apre con un brutto errore di Lajovic. Il finalista di Montecarlo 2019 però rimette le cose a posto con un grande recupero vincente di diritto, che gli costa anche un’escoriazione al ginocchio. Un errore gratuito di Melzer regala il mini-break al serbo, che lo restituisce subito con un doppio fallo. Ma col diritto l’austriaco fa danni: due palle steccate portano Lajovic sul 6-4. Ed è buono il secondo set point, quando Melzer si presenta a rete ma viene infilzato dal passante di rovescio di Dusan. L’austriaco però non molla, e nel secondo set è il giocatore più incline a prendere il comando delle operazioni, mentre dall’altra parte c’è un Lajovic fin troppo passivo. Così Gerald trova il break nel sesto gioco e scappa 4-2 e servizio. Al momento di servire per il primo set disegna bene il campo, verticalizza e costringe il serbo a un passante molto difficile che termina fuori; e sul primo set point prende fin da subito il comando delle operazioni con il diritto incrociato per poi affondare con un’accelerazione di rovescio incrociato imprendibile. Nel terzo set, break Lajovic al quarto gioco e pensi che la partita sia in dirittura d’arrivo, ma Melzer reagisce e controbrekka nel settimo gioco. Peccato che al dodicesimo gioco, al momento di servire per arrivare al tie-break, Gerald si disunisca. Lajovic va 0-40, l’austriaco si aiuta col servizio e arriva a palla game ma qui rovina tutto con un doppio fallo e completa l’opera con un errore di rovescio. “Avvertivo tanta pressione, non ero al meglio – ha confessato Lajovic dopo il match -. Lui negli ultimi due mesi ha giocato bene e ha accumulato fiducia. Devo dire grazie alla mia squadra, i loro incitamenti mi sono serviti molto, anche perché si giocava a porte chiuse. Fortunatamente alla fine mi sono ricomposto, e lui ha fatto un paio di errori tra cui un doppio fallo. Sono contento di aver vinto anche se ci sono volute quasi tre ore”.

DOPPIO – Visto il risultato già acquisito, Djokovic ha disertato il doppio: capitan Troicki ha schierato Cacic e Krajinovic per fronteggiare gli austriaci Marach e Oswald. Per i padroni di casa di capitan Koubek, vincere sarebbe stato importante per aumentare le possibilità di qualificazione come una delle migliori seconde (in caso di vittoria contro la Germania), ma i serbi sono stati insaziabili: Cacic e Krajinovic hanno vinto la partita in tre set, sfruttando un miglior rendimento in risposta nel terzo set.

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Davis Cup: la Croazia fa sul serio, Australia ko

Gojo e Cilic regalano alla Croazia la prima vittoria. L’Australia ko dopo i due singolari. Gojo sorprende Popyrin, Cilic regola De Minaur

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Marin Cilic (sinistra) e Alex De Minaur (destra) - Davis Cup Finals Torino 2021 (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

da Torino il nostro inviato

La prima giornata di finali di Coppa Davis al Pala-Alpitour di Torino ha già fornito un’importante risposta: la Croazia, sebbene orfana di Borna Coric, è una squadra da prendere con le molle. Se l’Italia riuscirà a vincere il proprio girone, con ogni probabilità lunedì si troverà di fronte Cilic e compagni nei quarti di finale.

L’eroe di giornata ha il volto sorridente e un po’ sorpreso di Borna Gojo, numero 276 del mondo, ma capace di superare il più quotato australiano Alex Popyrin (numero 61 del ranking atp) in un match che spalanca per i croati la strada verso i quarti di finale contro la vincente del girone degli azzurri. “Penso che l’Italia sia la favorita del suo girone, ha Jannik che sta giocando un tennis incredibile e con i suoi tifosi ha qualcosa in più rispetto agli Stati Uniti”.

 

La sfida tra i ventotto volte campioni dell’Australia e i vincitori della Davis 2005 e 2018 croati che ha aperto il programma torinese delle Finals 2021, aveva il sapore di una sorta di spareggio per la vittoria del Gruppo D, attesa la scarsa consistenza della squadra ungherese, forte del solo Fucsovics.

Il tie non ha avuto storia e a questo punto, con il doppio composto da Mektic e Pavic coppia numero 1 al mondo e campione di Wimbledon, un Cilic tornato in ottima condizione dopo i due titoli vinti in stagione ( Stoccarda e San Pietroburgo) ed un Gojo tutto sommato di buon livello, la Croazia rischia di diventare la mina vagante di questa edizione della Coppa.

La Coppa Davis ci ha storicamente abituato a clamorose sorprese, a match che hanno sovvertito i valori del ranking, grazie anche al fattore campo. Anche nella nuova formula della competizione, la vittoria di Gojo contro Popyrin può certamente rientrare in tale casistica, pur se il giovane croato non si è detto sorpreso del suo livello di gioco.

Borna ha mosso i primi passi nel mondo del tennis nel circuito universitario americano, dove nel 2016 aveva contributo alla conquista del titolo NCAA, poi la sua carriera professionistica è stata rallentata da molti problemi fisici. ” Ho avuto anni molto duri, quest’anno solo stato a lungo infortunato, non è facile giocare quando non sei al 100%, però ho avuto l’opportunità di giocare per la mia nazionale e per me questo conta più di ogni altra cosa”.

B. Gojo (CRO) – A. Popyrin (AUS) 7-6(5) 7-5

In un Pala-Alpitour che ha cambiato pelle rispetto alle Atp Finals, dal blu al verde e con una superficie meno rapida, sono stati, come da regolamento, i numeri due delle squadre ad aprire le ostilità.

Il forfait dell’ultim’ora di Borna Coric ha costretto il capitano Vedran Martic a gettare nella mischia l’altro Borna,  il ventitreenne Gojo (preferito all’esordiente Nino Serdarusic), numero 276 del ranking.

La scelta è motivata dalla migliore propensione di Borna  per le superfici rapide – come ci suggerisce il nostro esperto di Balcani Ilvio Vidovich – ma forse nella decisione ha influito anche la sete di rivincita del croato che a gennaio (Atp 250 di Melbourne 2) aveva perso in maniera incredibile il romanzesco precedente con Popyrin (7-6 6-7 7-6), in cui aveva fallito  ben sei match point ( quattro sul 5-4 del secondo set di cui tre consecutivi e 2 nel tiebreak del terzo) prima di arrendersi 9-7 al tiebreak finale.

Stavolta il croato ha potuto godersi la sua rivincita, spinto dal tifo scatenato che la sua panchina ha messo in atto  sin dal primo 15 ( questa è la Davis!) che ha spianato la strada per il successo della sua nazionale.

Popyrin è apparso in verità molto falloso e dopo aver fallito cinque palle break nei primi game di battuta di Gojo ha via via perso campo e nel tiebreak del primo set ha commesso un paio di leggerezze che gli sono costate il parziale.

Il secondo set si è retto sul filo dell’equilibrio sino all’undicesimo gioco, quando il break ha chiuso i giochi per il delirio croato.

Lo sguardo abbacchiato di Alex in sala stampa dice tutto: “ E’ probabilmente la sconfitta più dolorosa della mia carriera. Ho giocato male nei punti importanti, Lleyton ha cercato di trovare delle soluzioni ma non sono riuscito a trovare la chiave sul suo servizio”

M. Cilic (CRO) – A. De Minaur ( AUS) 6-1 5-7 6-4

Ha provato a complicarsi la vita Marin Cilic, nel secondo match di giornata. Dopo aver dominato il primo set in poco più di venti minuti, con De Minaur sbatacchiato da una parte all’altra del campo, il campione degli Us Open 2014 si è portato avanti di un break anche nel secondo set e sembrava in assoluto controllo della partita.

Ed invece l’ex numero 3 del mondo, tornato quest’anno nei primi 30 del mondo con i successi di Stoccarda e San Pietroburgo,  ha accusato uno dei suoi classici passaggi a vuoto che ne hanno caratterizzato la carriera.

De Minaur, “Demon” per i suoi tifosi, spinto dagli urlacci e dai pugnetti di Capitan Hewitt ha avuto il merito di non mollare quando era con la testa sott’acqua.

Recuperato il break sul 3-3 ha cominciato a mettere i piedi dentro il campo, a spingere con il rovescio incrociato non limitandosi più soltanto ad una mera difesa e, complice un evidente calo al servizio di Cilic, ha completato l’opera breckando il croato nel dodicesimo gioco.

A quel punto la partita è diventata avvincente. L’australiano sull’abbrivio del secondo set ha strappato nuovamente il servizio a Cilic in avvio di terzo set. Per fortuna della Croazia, Marin nonostante i quattro game persi di fila è riuscito a cambiare marcia. “Sono riuscito a rimanere calmo in quel momento decisivo della partita, ho aspettato che la tempesta passasse. Credo di aver giocato per larghi tratti ad un livello molto alto che non raggiungevo da un po’ di tempo”.

Così sullo 0-2 Cilic ha giocato un mirabile game di risposta che lo ha rimesso subito  in parità e nel quinto game c’è stata la svolta. De minaur ha finito infatti per perdere un game nel quale era avanti 40-0 con Cilic che, nonostante una strenua difesa dell’australiano, è venuto a prendersi a rete i punti decisivi.

Il 2-0 croato ha posto fine all’incontro e messo una serissima ipoteca sul passaggio del turno.

N. Mektic/M. Pavic ( CRO) – A. De Minaur/J. Peers (AUS) 6-3 6-1

La mossa della disperazione di Hewitt non ha sortito alcun effetto. La scelta di preferire De Minaur a Bolt per provare a sorprendere i numeri 1 del mondo croati non ha evitato all’Australia lo 0-3. Un punto che avrebbe potuto consentire agli australiani di coltivare qualche speranza in più per un ripescaggio tra le migliori seconde ed invece adesso Hewitt e compagni dovranno battere l’Ungheria 3-0 e guardare agli altri risultati. La Croazia invece ha tutta l’intenzione e le possibilità di rimanere a Torino per giocarsi (lunedì) alla pari con chiunque l’accesso alla final-four di Madrid.

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