WTA IW: rimonta Pliskova, Konta e Muguruza ok. Fuori Lucic

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WTA IW: rimonta Pliskova, Konta e Muguruza ok. Fuori Lucic

Konta e Muguruza avanzano senza cedere set. Prossimo turno insidioso per entrambe. La spuntano al terzo Pliskova, Cibulkova e Svitolina. Esce a sorpresa Mirjana Lucic. Male Bencic, mai in partita contro Kiki Bertens

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[3] K. Pliskova b. M. Puig 1-6 6-4 6-4 (Michele Trabace)

L’ultimo match femminile in programma sul campo centrale vede protagoniste Karolina Pliskova, testa di serie numero 3 del torneo e numero 3 WTA, opposta alla portoricana Monica Puig, numero 43 WTA. La tennista ceca guida gli scontri diretti 3 a 0 e l’ultimo incontro risale alla semifinale di Nottingham della scorsa stagione, torneo poi vinto da Pliskova. Parte in maniera molto decisa e aggressiva la campionessa olimpica in carica di Rio, andando avanti di due break grazie a diversi vincenti, mentre Pliskova fatica tremendamente ad entrare in partita. Gli ultimi due punti del set sono emblematici: risposta vincente di rovescio lungolinea e dritto affossato in rete dalla finalista degli ultimi US Open decretano il primo parziale 6-1 in favore di Puig. La seconda partita si apre con la reazione di Karolina, la quale va in vantaggio per due volte di un break e seppur commettendo diversi errori non forzati, riesce a chiudere 6-4 rimandando il verdetto decisivo al terzo set. La tennista portoricana prova a ribadire la tattica di inizio match, dove giocava all’attacco accorciando gli scambi e cercava il vincente senza timore di poter sbagliare, ma Pliskova, seppur non nella sua migliore versione, riesce a mantenersi agganciata alla partita, sfruttando nel settimo game un errore banale e un doppio fallo dell’avversaria per strapparle il servizio; la ceca, già vincente questa stagione a Brisbane e Doha, non si ferma e chiude senza indugi sul proprio servizio anche il terzo parziale per 6-4 dopo due ore di battaglia. Prossimo turno giocherà contro Begu.

[5] D. Cibulkova b. J. Ostapenko 6-4 3-6 6-3 (Domenico Giugliano)

 

Esordio ad Indian Wells per la slovacca Dominika Cibulkova che affronta per la seconda volta in carriera la lettone Ostapenko, battuta sull’erba di Eastbourne lo scorso anno con un doppio 6-3. Annata per il momento deficitaria per la campionessa delle WTA Finals dello scorso anno che, dopo il matrimonio, sembra aver perso un po’ lo smalto della seconda parte del 2016. Il primo set è molto equilibrato. La giovane lettone è solida da fondo e tenta di rispondere colpo su colpo alla più matura e affermata avversaria. Cibulkova dopo un avvio tentennante, nel corso del set diventa più centrata e con un break effettuato nel settimo gioco conquista il primo set dopo 52 minuti di buon tennis. Nel secondo set, Ostapenko riparte alla grande, strappando immediatamente la battuta a Cibulkova nel primo game. La lettone allunga fino al 5-2, si fa rimontare un break, ma chiude 6-3 nel game successivo. La reazione di Cibulkova arriva subito all’inizio del set decisivo, con il break nel primo game. Ostapenko lotta, recupera per due volte il break di vantaggio, ma sul 3.-2, dopo un lunghissimo game vinto al servizio da Cibulkova, perde di nuovo il servizio e va sotto 5-2. Tuttavia, ha una reazione di orgoglio nell’ottavo gioco strappando la battuta a zero a Cibulkova, che reagisce nel game successivo e chiude dopo due ore e 12 minuti per 6-3. Per la slovacca al prossimo turno ci sarà Kristyna Pliskova, che ha sconfitto la russa Kasatkina in due set. Dominika dovrà alzare il livello del suo tennis, apparso troppo altalenante quest oggi e con più errori gratuiti del solito.

[7] G. Muguruza b. K. Flipkens 6-2 6-3 (Marco Pardini)

Un esordio molto atteso quello della testa di serie numero 7 Garbine Muguruza opposta sullo Stadium 1 alla belga Kirsten Flipkens numero 87 delle classifiche mondiali (2-2 i precedenti con la belga vincente nell’ultimo sull’erba di Mallorca lo scorso anno). La spagnola, alle prese negli ultimi mesi con un fastidioso problema al tendine di Achille, ha deluso le aspettative dopo il grande trionfo di Parigi e cerca nel deserto californiano il suo riscatto. L’inizio è decisamente incoraggiante con Muguruza che scappa avanti di due break martellando da fondo con estrema precisione e insistendo soprattutto sul debole rovescio della belga costretta più volte a improbabili recuperi. Muguruza spinge forte, verticalizza rapidamente trovandosi particolarmente a suo agio anche nei pressi della rete e, nonostante un paio di game più combattuti, chiude per 6-2 in poco più di 40 minuti di gioco. Al termine del parziale, Flipkens richiede l’intervento del fisioterapista per un problema alla schiena ma Muguruza non si lascia distrarre, continua a seguire alla perfezione i consigli del suo allenatore Sam Sumyk scendendo con regolarità a rete e abbreviando gli scambi con penetranti accelerazioni. Dall’altra parte la belga appare scoraggiata, cresce il numero degli errori e in poco più di venti minuti si trova sotto 5-0. Qui Flipkens ha una piccola reazione di orgoglio complice anche un pesante passaggio a vuoto della spagnola che inizia a commettere diversi errori e cede per ben due volte il servizio prima di strapparlo nuovamente all’avversaria nel nono gioco chiudendo al secondo match point. Per la spagnola, alla quinta partecipazione ad Indian Wells ma mai oltre gli ottavi di finale raggiunti da qualificata nel 2013, un terzo turno interessante contro la sorprendente diciassettenne Kayla Day, wild card statunitense che ha superato la recente semifinalista di Melbourne Lucic-Baroni.

[11] J. Konta b. H. Watson 6-4 6-4 (Matteo Guglielmo)

La prima sfida di giornata sul campo centrale è il derby britannico tra Johanna Konta e Heather Watson. Un solo precedente tra le due datato 2013. Il torneo in questione era quello di Barnstaple dove, però, la Watson fu costretta al ritiro. La Konta, dopo la vittoria a Sydney e i quarti in quel di Melbourne dovrà dare conferma proprio nei grandi tornei come Indian Wells. Nonostante un inizio di match in salita in cui è costretta a recuperare sin da subito un break di svantaggio, la Konta sembra ingranare. In questo primo parziale si susseguono diversi break e controbreak, ma la zampata vincente arriva nel nono game durante il quale la Watson non sfrutta tre possibilità di portarsi in vantaggio e perde il servizio. Il game successivo risulta una formalità per Johanna Konta che chiude la frazione per 6-4. Il secondo set si apre come era finito il primo. Subito break in favore dell’ex top ten che – grazie anche ai diversi errori dell’avversaria – scappa subito sul 4-1. Nonostante un parziale recupero della Watson, la Konta riesce a chiudere il parziale per 6-4 risalendo dallo 0-30 nell’ultimo game. Vi erano diverse insidie in questo match: come ben sappiamo è sempre difficile affrontare una connazionale ed amministrare la tensione; inoltre va considerato che la Konta era al rientro dopo i problemi fisici accusati nel post Australian Open, perciò tutto sommato buona prova della numero 11 del mondo che, dopo l’uscita dalla top ten (è stata scavalcata da Elina Svitolina), avrà il dovere di portare a casa un buon risultato sulla sua superficie preferita. Al terzo turno la Konta dovrà fronteggiare Caroline Garcia (n°25 del reanking).

Gli altri match: (Domenico Giugliano)

Terzo giorno di match ad Indian Wells, giornata soleggiata e calda come spesso accade da queste parti. Si gioca il secondo turno della parte alta del tabellone, quella lasciata vacante dal ritiro di Serena Williams. La prima a scendere in campo è Elina Svitolina che affrontava la cinese Quiang Wang. La testa di serie numero 10 impiega più tempo del dovuto per battere la sua avversaria. Chiude soltanto al tiebreak del set decisivo rimontando lo svantaggio di un set, il primo, perso per 6-3. Al prossimo turno per lei ci sarà Daria Gavrilova che ha sconfitto la belga Yanina Wickmayer in due facili set. Sconfitta, invece, per la semifinalista degli Australian Open, Mirjana Lucic-Baroni. La croata è stata sconfitta a sorpresa dalla wild card statunitense Kayla Day. La giovane 17enne è uscita vincitrice dopo un autentica battaglia, aggiudicandosi il match 7-5 al terzo in quasi tre ore di gioco. Per lei al prossimo turno ci sarà l’ostacolo Garbine Muguruza. Vittoria facile anche per la testa di serie numero 15, la svizzera Timea Bacsinzsky, che ha avuto la meglio sulla ostica rumena Monica Niculescu e il suo perfido dritto in slice. Partita solida per Timea che troverà al terzo turno Kiki Bertens, che ha battuto, in uno degli incontri più attesi di giornata, Belinda Bencic, sconfitta con più facilità del previsto in due set rapidi (6-2 6-2). Vittorie facili anche per Caroline Garcia su Evgeniya Rodina, di Kristina Pliskova, un po’ a sorpresa, su Daria Kasatkina e Anastasia Pavlyuchenkova su Anett Kontaveit. Vittoria in due set combattuti per la veterana Svetlana Kuznestova su Johanna Larsson. La russa affronterà la nostra Roberta Vinci al terzo turno.

Risultati:

[11] J. Konta b. H. Watson 6-4 6-4
[7] G. Muguruza b. K. Flipkens 6-2 6-3
[3] Ka. Pliskova b. M. Puig 1-6 6-4 6-4
[WC] K. Day b. [32] M. Lucic-Baroni 6-4 5-7 7-5
[5] D. Cibulkova b. J. Ostapenko 6-4 3-6 6-3
[29] I.C. Begu b. L. Chirico 6-1 7-5
[10] E. Svitolina b. Q. Wang 3-6 6-3 7-6(3)
[8] S. Kuznetsova b. J. Larsson 7-6(3) 6-4
[18] K. Bertens b. B. Bencic 6-2 6-2
Kr. Pliskova b. [33] D. Kasatkina 6-0 6-3
[26] R. Vinci b. M. Brengle 7-6(5) 6-4
[15] T. Bacsinszky b. M. Niculescu 7-5 6-2
[17] B. Strycova b. S. Errani 6-4 5-7 6-2
[24] D. Gavrilova b. Y. Wickmayer 6-2 7-6(5)
[21] C. Garcia b. [LL] E. Rodina 6-3 6-3
[19] A. Pavlyuchenkova b. [Q] A. Kontaveit 6-4 6-4

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WTA Finals: trionfo di Garbine Muguruza davanti al “suo” pubblico

Garbine Muguruza supera in finale Anett Kontaveit e chiude l’anno con il prestigioso trofeo delle Finals. Titolo di doppio a Krejcikova/Siniakova

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. A. Kontaveit 6-3 7-5

Con una progressione di condizione e adattamento ai 1600 metri sul livello del mare di Guadalajara, Garbine Muguruza è riuscita a conquistare il titolo delle Akron WTA Finals 2021, prima giocatrice spagnola ad aggiudicarsi questo prestigioso torneo nella storia della manifestazione.

Credo abbia un’importanza simile ai tornei dello Slam, perché anche se manca la tradizione che rende gli Slam speciali, qui ogni due giorni si gioca una finale di un torneo importante contro una giocatrice fortissima”. Questo aveva detto Muguruza durante la conferenza stampa dopo la semifinale vinta con Paula Badosa. E la sua reazione al momento della vittoria, con le mani portate al volto, lo sdraiarsi a terra e la celebrazione in gruppo del suo team guidato dall’allenatrice Conchita Martinez conferma quanto ci tenessero tutti a questa vittoria, soprattutto perché arrivata durante la prima edizione delle Finals disputata in America Latina.

 

L’inizio di partita è stato titubante per le due giocatrici, ma certamente lo è stato di più per Kontaveit, all’esordio in partite di questa importanza, che ha commesso decisamente molti più errori del solito: 22 grautiti per lei alla fine del primo parziale, contro solamente sei colpi vincenti.

Dopo essersi fatta recuperare immediatamente il break di vantaggio preso al terzo gioco, Muguruza è riuscita a infilare una serie di cinque giochi consecutivi che ha chiuso il primo set per 6-3 in 43 minuti. Nel secondo parziale, a causa di un calo di Muguruza soprattutto al servizio (dal 75 al 55 per cento di prime palle) e di alcuni errori grossolani a rete in alcune occasioni delicate, è stata Kontaveit ad andare in vantaggio di un break sul 4-3 per poi arrivare a servire per il match sul 5-4. Lì, come aveva tremato Muguruza qualche game prima regalando il turno di battuta con quattro errori gratuiti, anche Kontaveit ha dimostrato di non avere i nervi d’acciaio ed ha restituito il favore per il 5-5. Sul rush finale del set è stato evidente che era Muguruza quella ad avere più benzina nel serbatoio e il parziale finale di 12-4 ha siglato la fine del match e la vittoria delle WTA Finals per Muguruza.

Mi sento davvero felice, e anche un po’ sollevata – ha raccontato la spagnola in conferenza stampa – perché all’inizio del torneo ho fatto fatica a trovare un buon gioco, ma poi sono riuscita progressivamente ad adattarmi. Questa vittoria significa ancora di più perché è stata ottenuta qui in America Latina, e specialmente in Messico, dove il pubblico mi ha sempre sostenuta fin dalla prima volta che sono venuta a giocare qui, quando ero una giocatrice sconosciuta”.

Credo davvero che questa sia stata la mia migliore stagione in carriera, anche se non ho vinto tornei dello slam. È stata una stagione in cui sono riuscita a trovare continuità nel gioco, anche se con alti e bassi nel risultato. Le ultime stagioni sono state altalenanti, ma mai per colpa del mio tennis: qualche volta magari non riesco a mettere tutti i pezzi insieme, ma il mio tennis è sempre lì. Ora sono riuscita a trovare un equilibrio verso cui ho lavorato tanto con il mio team: questa vittoria ci dimostra che il lavoro paga e che stiamo seguendo la strada giusta.

I tornei dello Slam sono più grandi, più famosi, c’è la tradizione. Ma qui alle Finals si sa che ci sono soltanto le migliori, e se si vince questo torneo si può davvero dire di essere la migliore dell’anno”.

Con questo successo Muguruza sale alla terza posizione della classifica mondiale, mentre la finalista Kontaveit, reduce da un finale di stagione straordinario ma sconfitta due volte su due negli ultimi tre giorni da Muguruza, conclude questa sua magnifica annata al n. 7.

Nel torneo di doppio, vittoria della testa di serie n. 1 Barbora Krejcikova/Katerina Siniakova che hanno sconfitto in finale Su Wei Hsieh/Elise Mertens per 6-3, 6-4.

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WTA Finals: Muguruza di forza, Kontaveit di grinta. Saranno loro a contendersi il titolo di “maestra”

Garbine Muguruza vince il derby spagnolo con Paula Badosa e in finale ritrova Anett Kontaveit, vincitrice di Maria Sakkari

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. P. Badosa 6-3 6-3

C’è stata sicuramente la tensione di un match importante tra due atleti dello stesso Paese, soprattutto due Top 10 che non si erano mai incontrate prima, ma non c’è stato l’equilibrio della grande sfida. Nella prima semifinale delle Akron WTA Finals di Guadalajara Garbine Muguruza ha battuto senza appello Paula Badosa, che si era classificata prima nel suo girone Chichen Itza, ma che forse nella inutile partita di lunedì persa contro Iga Swiatek ha perso il ritmo gara ed ha finito per entrare in campo senza il giusto spirito.

Non so per quale motivo oggi il mio tennis non era in campo – ha detto Badosa dopo la sconfitta – se lo sapessi forse avrei potuto fare qualcosa mentre ero in campo. Non mi sono sentita me stessa durante il match, fin dall’inizio, ma non voglio togliere meriti a [Garbine] che ha fatto quello che doveva fare, cogliendo le occasioni che ha avuto e vincendo con pieno merito la parita”.

 

Muguruza ha strappato il servizio all’avversaria al terzo game e sulla sua battuta è stata granitica, concedendo le briciole nei suoi turni di servizio. Badosa dopo il break, è invece sempre stata in affanno, dovendo rimontare due volte da 0-30 e perdendo la battuta una seconda volta alla fine del set. Muguruza ha mantenuto quasi costantemente in mano il pallino del gioco, aprendo il campo alla prima occasione senza aver paura di esporsi ai colpi di Badosa. Molto profonda negli scambi da fondo, Muguruza ha usato molto bene i lungolinea per spostare l’avversaria e crearsi delle aperture per chiudere sia a rete sia a fondo.

Il match ha preso definitivamente la strada di Muguruza nei primi game del secondo set: sullo 0-1 Badosa ha servito un game da 16 punti nel quale ha finito per cedere la battuta alla quarta palla break; subito dopo si è giocato l’unico gioco combattuto del match sul servizio Muguruza, nel quale Badosa non è riuscita a concretizzare ben tre occasioni del controbreak.

Una volta capitalizzato il vantaggio sul 3-0 Muguruza ha inserito il pilota automatico fino alla fine, e il punteggio avrebbe potuto anche essere più severo dato che Badosa ha continuato a faticare nei propri turni di servizio senza avere mai la chance di poter fare qualcosa alla risposta.

In totale Muguruza ha sfruttato solamente tre delle 11 palle break avute, ed ha avuto occasioni per strappare il servizio a Badosa in altre due occasioni rendendo il punteggio molto più pesante di quello che in realtà è stato.

“Sono molto contenta di come ho giocato oggi – ha confermato Garbine alla stampa – sicuramente è stata la mia miglior partita in questo torneo. Era un match difficile, due spagnole una contro l’altra, in un’occasione così importante, in un match inedito che comporta sempre qualche aggiustamento. La partita si è giocata molto di più a livello mentale che non tecnico, e sono stata concentrata e decisa dal primo minuto di gioco. Sono felice di essere riuscita a migliorare progressivamente il mio modo di giocare in queste condizioni di altura, soprattutto al servizio, ma anche negli altri reparti del mio gioco”.

A. Kontaveit b. M. Sakkari 6-1 3-6 6-3

Per decidere l’avversaria di Garbine Muguruza in finale si sono affrontate nella sessione serale la vincitrice del girone Teotihuacan Anett Kontaveit e la vincitrice del “quarto di finale virtuale” del girone Chichen Itza Maria Sakkari. Due giocatrici che si conoscono molto bene (11 precedenti incontri diretti, 6-5 in favore di Kontaveit il bilancio) e si rispettano.

Si pensava che il fattore atletico potesse giocare un ruolo in favore di Kontaveit, che aveva avuto un giorno di riposo in più tra il girone e la semifinale, e invece è stata proprio la estone a dare l’impressione di essere più stanca verso la fine delle 2 ore e 2 minuti di match, ma è riuscita a supplire con la “garra” alla minore prestanza atletica, approfittando di una Sakkari che ancora una volta ha tentennato nei momenti più importanti del match.

Il primo set è volato nelle mani di Kontaveit in soli 27 minuti: troppi errori per Sakkari (13, contro solamente 2 vincenti), decisamente tesa per l’occasione e incapace di lasciare andare i suoi colpi usuali colpi vincenti da fondocampo. La greca tuttavia non si è persa d’animo e ha iniziato a combattere colpo su colpo, prima aggrappandosi ai propri turni di servizio e poi, dopo aver tenuto un difficile game da 16 punti sul 3-3 ha piazzato la zampata vincente aggiudicandosi il secondo parziale per 6-3 e trascinando la partita al terzo con un’avversaria che pareva decisamente in difficoltà con le gambe.

Il grande equilibrio dell’inizio del terzo set sembrava essersi interrotto quando Sakkari ha dato un colpo di acceleratore prendendosi il campo e il break di vantaggio per il 3-2. Ma dopo aver restituito immediatamente il favore (cedendo la battuta a zero, peraltro), ha commesso l’errore fatale quando, sul 3-4, si è fatta rimontare un game di servizio da 40-0, invischiandosi in una battaglia di 18 punti chiusa con un doppio fallo e un errore gratuito e consegnando quindi la vittoria a Kontaveit.

Davvero troppi i 31 errori gratuiti di Sakkari contro solamente 17 vincenti (32-34 il bilancio per Kontaveit), che non è riuscita a nascondere la delusione davanti ai microfoni dopo la fine della partita: “Ero molto vicina a cogliere questa grande occasione e l’ho buttata via, un’altra occasione sprecata. Questo è uno degli aspetti su cui voglio lavorare per la prossima stagione, soprattutto dal punto di vista mentale”.

“Partita molto dura – ha dichiarato invece Kontaveit – Maria ha migliorato molto il suo gioco dopo il primo set, soprattuttu al servizio Quando sono andata in svantaggio di un break nel terzo set mi sono detta che mi sarei divertita il più posibile per cui sono riuscita a decontrarmi e a giocare in maniera più rilassata.”

I precedenti ufficiali tra Muguruza e Kontaveit parlano di 3 vittorie a 2 in favore di Muguruza, l’ultima delle quali arrivata proprio due giorni fa in questo stesso torneo. Tuttavia tre di questi cinque incontri sono datati 2016 e 2017, quindi il loro risultato probabilmente non è troppo rilevante.

La finale si giocherà mercoledì sera alle 19.30 locali, le 2.30 in Italia.

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WTA Finals: Sabalenka smarrisce il servizio, in semifinale va Sakkari

Tra equilibrio e tanti errori Maria Sakkari supera Aryna Sabalenka e raggiunge Kontaveit in semifinale

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Maria Sakkari - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

M. Sakkari b. A. Sabalenka 7-6(1) 6-7(7) 6-3

È indubbio che il tennis è uno sport creato per l’eliminazione diretta, dove chi vince va avanti e chi perde va a casa. Semel in anno si gioca con il girone all’italiana, nelle Finals dei due circuiti, ma è quando si può assaporare l’atmosfera del “dentro o fuori” che il tennis dà il meglio di sé.

Alle Akron WTA Finals di Guadalajara l’ultimo incontro del round robin nel gruppo Chichen Itza tra Aryna Sabalenka e Maria Sakkari era di fatto un quarto di finale, perché la vincitrice avrebbe conquistato il secondo posto nel girone avanzando alle semifinali per incontrare Anett Kontaveit, vincitrice del gruppo Teotihuacan.

 

In un match tra due giocatrici non certo famose per i loro nervi d’acciaio, è stata Maria Sakkari a mantenere maggiormente il controllo delle sue emozioni nelle due ore e 47 minuti di gioco. Una grossa mano gliel’ha data il servizio dell’avversaria, in una delle sue peggiore giornate in quel colpo: 59% di prime palle, ma 36% di punti vinti sulla seconda e soprattutto 19 doppi falli, di cui due consecutivi molto pesanti nel tie-break del primo set. La qualità del tennis non è stata eccelsa: 29 vincenti e 56 errori gratuiti per Sabalenka, 27 vincenti e 36 gratuiti per Sakkari. Ma l’equilibrio, la tensione e la grande partecipazione del pubblico, che ha inneggiato ora l’una ora l’altra giocatrice hanno reso il match speciale.

All’inizio del match il nervosismo per la posta in palio era palpabile, nessuna delle due riusciva a dare continuità al proprio gioco. Lo stile di gioco delle due protagoniste è noto, simile ma diverso: più potente per Sabalenka, più atletico per Sakkari. Due rapidi break nelle fasi iniziali hanno subito dato l’impressione che i servizi non avrebbero dettato legge nella partita, anche se non è mai capitato che una delle due giocatrici di avvantaggiasse sull’altra di più di due game. Sakkari cedeva un game tostissimo dal 40-15 mandando Sabalenka a servire per il match, ma l’occasione se ne andava più velocemente di quanto non fosse arrivata. Si arrivava a una piccola chance sul 6-5 30-30 per la Bielorussa, ma il suo diritto volava in corridio. Si giungeva quindi al tie-break, dove la differenza la faceva questa volta la battuta: tre aces per Sakkari, due doppi falli per Sabalenka, e 7-1 per la greca.

Il secondo set è andato via abbastanza tranquillo per i primi sei game, fino al break subito da Sakkari sul 3-3. Sabalenka sul 5-3 si procurava anche due set point sul servizio dell’avversaria, ma era Sakkari ad annullare con gran coraggio. Lo psicodramma a quel punto era in pieno svolgimento: tre break degli ultimi tre giochi del set, e nuovo tie-break. Questa volta si procedeva punto a punto, il primo doppio fallo di Sabalenka arrivava sul 3-3, ma si rimaneva con il testa a testa. Il primo set point è per Aryna, ma è il secondo a essere quello buono.

Oltre due ore di gioco per arrivare al terzo set. Inevitabilmente all’inizio del parziale decisivo c’è stato un po’ di rilassamento, e Sabalenka iniziava con il suo show di doppi falli, minimo due per turno di battuta. Due break nei primi due giochi, poi la bielorussa metteva male un piede, ma le reazioni si limitavano a qualche smorfia. Sul punto a punto era Aryna ad avvantaggiarsi sul 3-1, ma da quel momento in poi diventava schiava del suo servizio: “Davvero non riesco a credere di aver servito così male oggi – ha detto una comprensibilmente delusa Sabalenka dopo il match – non sono riuscita a trovare il ritmo per tutta la partita ed è stato un disastro”. Ben 19 per lei i doppi falli totali, di cui 10 soltanto nei cinque turni di battuta del terzo set. Con una striscia di cinque games di fila Sakkari prendeva il controllo del punteggio, se non della partita, e conquistava la semifinale alla sua prima partecipazione alle WTA Finals.

È stata davvero una partita da montagne russe – ha dichiarato Sakkari nell’incontro post-match con la stampa – prima era avanti lei, poi io, alla fine ho giocato con il cuore e sono riuscita a vincere. Giocare per la prima volta di notte è ho impiegato un po’ ad abituarmi alle condizioni. Aryna ha un’apertura alare notevole, è difficile riuscire a servire in modo da metterla in difficoltà, ma una volta che sono riuscita a trovare il giusto schema le cose sono migliorate”.

Il torneo ovviamente non è ancora finito, ma sono molto contenta di essere arrivata in semifinale, cercherò di divertirmi il più possibile domani“.

Nel pomeriggio si era disputata l’altra partita del girone, totalmente ininfluente ai fini della qualificazione, nella quale la spagnola Paula Badosa, già con la testa alla semifinale di martedì, aveva perduto contro la già eliminata Iga Swiatek per 7-5 6-4.

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