AO: Serena di forza, Konta e Pliskova non sono da meno. Favola Lucic-Baroni

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AO: Serena di forza, Konta e Pliskova non sono da meno. Favola Lucic-Baroni

Decimo quarto di finale Slam consecutivo per Serena, giocherà contro Johanna Konta. Vola anche Pliskova. La croata torna nei quarti di uno slam dopo 18 anni (Wimbledon 1999, sconfitta in semifinale da Graf)

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[5] K. Pliskova b. [22] D. Gavrilova 6-3 6-3 (Lorenzo Colle)

Il primo match serale sulla Rod Laver Arena vede opposte la testa di serie numero 5, Karolina Pliskova, e l’ultima australiana superstite, Daria Gavrilova (numero 26 WTA e 22esima testa di serie ). I precedenti tra le due sono stati dominati dalla ceca, con la Gavrilova che ha raccolto solo nove game in totale e mai più di tre in un set.  La partita odierna segue lo stesso copione e si apre con un lungo turno di battuta di Gavrilova, che salva due palle break, prima di capitolare alla terza. Pliskova, che mostra una vistosa fasciatura alla coscia sinistra, vince il gioco successivo a 15 e va 2-0. L’australiana è in estrema difficoltà al servizio: nel terzo gioco è di nuovo costretta ai vantaggi, ma si salva; mentre nel quinto concede il break a 15. La gigante ceca si presenta a servire per il set sul 5-2, ma commette qualche errore di troppo (incluso un “liscio” clamoroso su uno slice di Gavrilova ) e cede la battuta per la prima volta. Si tratta però di un fuoco di paglia, perchè nel game successivo la recente finalista degli US Open ricomincia a martellare da fondocampo e si procura due set point. Il secondo è quello buono: 6-3 in 34 minuti. L’unica speranza per Gavrilova è quella di far muovere Pliskova e di non permetterle di colpire comodamente dal centro del campo. Per farlo ha però bisogno che la ceca rallenti un po’ alla battuta, finora inesorabile. Ed è quello che succede nel primo gioco del secondo parziale. Pliskova commette due doppi falli e mette poche prime, Gavrilova è brava ad attaccare e a far correre la propria avversaria. Break e 1-0 per l’australiana. Anche in questo caso, la sensazione è che si tratti di un disperato colpo di coda. E così è. Pliskova spinge benissimo in risposta e recupera lo svantaggio. Da questo momento in poi, la numero 5 del mondo riprende a malrattare la povera Gavrilova con terrificanti accelerazioni e catenate imprendibili al servizio. In men che non si dica, si porta sul 4-1 e ha la palla del 5-1, annullata con coraggio dall’australiana. Il pubblico cerca di incoraggiare la propria beniamina, ma è consapevole dello strapotere di Pliskova. Sul 5-2, Gavrilova tiene la battuta con facilità, ma è una magra consolazione. Un paio di minuti più tardi, un’ovazione accoglie i due match point annullati dall’idolo di casa, ma sul terzo Pliskova cala il 12esimo ace ( in 9 turni di battuta) e chiude con un duplice 6-3 in un’ora e dodici minuti. Nei quarti affronterà Mirjana Lucic-Baroni (3-2 i precedenti a favore della ceca) con concrete possibilità di raggiungere la semifinale.

[2] S. Williams b.[16] B. Strycova 7-5 6-4 (Roberto Ferri)

 

Affrontare un’icona sportiva planetaria come la statunitense Serena Williams (n. 2 WTA, seconda testa di serie) è di per sé faccenda complessa. Farlo in un torneo che ha già vinto sei volte e dove, vincendolo per la settima, tornerebbe in cima alla classifica mondiale grazie all’uscita di scena della Kerber che lo scorso anno  la sconfisse in finale, deve esserlo ancora di più. È quindi facile immaginare lo stato d’animo con il quale la ceca Barbora Strycova (n. 16 WTA, sedicesima testa di serie) è scesa in campo per disputare il suo secondo ottavo di finale consecutivo all’Australian Open dopo quello del 2016 in cui perse contro la Azarenka, contro un’avversaria che su questi campi nel 2012 le inflisse una sonora sconfitta, la prima delle due patite in altrettanti confronti diretti.

La Williams decide quindi di incoraggiarla, perdendo i primi due turni di servizio dell’incontro con un solo punto realizzato su otto. Ma Barbora la imita, vincendo a sua volta un solo punto su otto nei primi due turni di battuta. Dopo quattro break consecutivi finalmente si vede il primo  turno di battuta regolare grazie alla Williams e poi un secondo a cura della Strycova. La partita parrebbe rientrata nei binari della normalità, ma si viene subito smentiti da un nuovo break ottenuto dalla ceca al settimo game grazie ad una statunitense sin qui fallosissima e dal puntuale contro-break nel gioco successivo. Il primo ace dell’incontro della Williams giunge al nono game e contribuisce a portarla sul 5-4. Il diritto nel gioco successivo le dà tre set point non consecutivi; i primi due vengono sventati… dal suo rovescio ed il terzo da un ace della Strycova. Il nastro le procura il quarto ed è brava la ceca ad annullarlo con un perfetto serve and volley, a cui seguono un servizio vincente ed un passante di diritto che strappa l’applauso anche a Serena. La statunitense tiene facilmente il proprio sesto turno di battuta e nel dodicesimo game ottiene altri quattro set point, di cui tre consecutivi. I primi tre sono annullati con bravura e coraggio dalla Strycova che si butta a rete senza timore, ma sul quarto deve arrendersi al destino cinico e baro rappresentato da un nastro beffardo che porta la Williams in vantaggio di un set dopo un’ora di gioco.

All’inizio del secondo set diminuiscono leggermente gli errori gratuiti e salgono i vincenti, soprattutto quelli della Williams. Superbo, per menzionarne uno, il diritto incrociato con il quale nel quarto game si procura il break point che dà il via alla sua fuga decisiva. La Strycova ha il merito di non arrendersi ed al nono game le strappa il servizio al secondo break point guadagnando la chance di servire per il 5-5. Purtroppo per lei, però, la Williams riprende un po’ di lucidità ed al primo match point fa suo l’incontro dopo 105 minuti, grazie ad una demi-volée messa in rete dalla ceca. Partita francamente non bella, molto altalenante che Serena ha vinto in virtù di una caratura tecnica ed atletica nettamente superiore a quella della Strycova. Nella conferenza stampa seguita alla sua vittoria contro la Safarova, la Williams si era offesa per un’osservazione fatta da un giornalista sulla quantità di errori gratuiti da lei commessi. Alla luce dei 46 odierni, viene da chiedersi se sia ora lecito riproporle l’osservazione. Nonostante gli errori , comunque, con questa vittoria la numero due del mondo ha raggiunto il decimo quarto di finale consecutivo in uno Slam. Tra lei e la decima semifinale consecutiva si opporrà ora la vincente tra Johanna Konta ed Ekaterina Makarova.

[9] J. Konta b. [30] E. Makarova 6-1 6-4 (Paolo Di Lorito)

Johanna Konta è chiamata a risollevare gli animi del tennis britannico dopo la tragica giornata di ieri, con l’uscita di scena di Andy e Dan, anche se ad esser precisi lei qui in Australia è di casa (essendoci nata e avendo doppio passaporto). L’avversaria di oggi, Ekaterina Makarova, la conosce bene dato che lo scorso anno hanno passato 3 ore insieme su questi campi a darsele di santa ragione. Per la britannica fu una vittoria a dir poco emozionante, ma quella di oggi arrivata con meno suspense non è da meno. Konta arriva alla sfida senza aver perso nemmeno un set mentre la russa, nonostante abbia sfruttato il ritiro di Errani, ne ha lasciati per strada due. I tre precedenti sono tutti in favore di Konta e, oltre a quello già citato, ce ne sono due sull’erba di Eastbourne.

Johanna, nonostante il servizio mancino della sua avversaria, non si fa impensierire più di tanto e già al secondo game si guadagna un break grazie alle sue risposte profonde e precise. Non si può certo dire che sia Makarova a partire a rilento, bensì è Konta che, come le era capitato con Wozniacki, parte alla grande: i suoi colpi sono profondissimi (soprattutto il dritto) e quando è necessario viene persino a rete a chiudere il punto. Una percentuale altissima di prime palle e un altro break a zero le permettono di chiudere 6-1 in 24 minuti. Nel secondo set invece è Makarova che, grazie a due risposte finite sulla riga, passa in vantaggio di un break e con un’altra bella serie di vincenti si porta sopra 4-1. La metamorfosi che sta vivendo Konta in questi ultimi anni è evidente ed infatti, nonostante lo svantaggio, non si scoraggia né da segni di cedimento bensì continua a martellare e a piazzare palle sulla riga di fondo. Questa solidità paga e quattro game consecutivi la portano a servire per il match. Qui un minimo di tensione appare e la britannica si ritrova sotto 0-40, tuttavia reagisce con delle prime straordinarie che le permettono di chiudere l’incontro 6-4 in 70 minuti.

Il torneo di Makarova si può considerare tutto sommato buono: è arrivata qui con la tds numero 30 ed esce sconfitta al quarto turno a testa alta, dopo essersi presa lo scalpo della maestra Cibulkova. Konta invece, che deve difendere la semifinale dello scorso anno, dopo la prestazione travolgente di oggi mette paura a chiunque e anche Serena, che affronterà dopodomani per la prima volta, è avvisata.

M. Lucic-Baroni b. [Q] J. Brady 6-4 6-2 (Giovanni Vianello)

L’ottavo di finale della parte bassa tra Mirjana Lucic-Baroni (n.79 del mondo) e Jennifer Brady (n.116 del mondo) ha, a dir poco, i caratteri dello scontro generazionale. Mirjana è infatti classe ‘82 e debuttò da pro a soli 15 anni, nel 1997. La Brady è invece nata nel 1995, due anni prima che la sua avversaria facesse il suo debutto nel circuito maggiore. Da sottolineare come la Brady provenga dalle qualificazioni e come prima di questo torneo avesse vinto solo due incontri a livello WTA, a Guangzhou l’anno scorso.

Nel primo game Brady tiene il servizio annullando una palla break. A sua volta si procura due palle del 2-0 nel secondo gioco, ma Lucic annulla le due palle break e poi pareggia i conti. Segue un gioco interlocutorio, in cui Brady tiene il servizio a 30. Nel game successivo la croata si salva da 15-30 e va 2-2. Anche nel quinto gioco Brady salva palla break ed infine tiene il servizio. Entrambe le giocatrici, in questo avvio, hanno percentuali molto basse con la prima di servizio. Si assiste a delle occasioni per la giocatrice in risposta anche nel sesto gioco, quando Lucic-Baroni va sotto 15-40, ma poi con due dritti annulla le palle break e con altri due punti raggiunge il tre pari. La prima svolta della partita arriva proprio a questo punto, con la croata di origini tedesche che va 0-40 sul servizio della Brady e opera il break a 15. Nel game successivo in pratica non si gioca, Lucic-Baroni è perentoria al servizio e va avanti 5-3. Il nono game vede la Brady allungare il set al decimo gioco (la statunitense tiene il servizio a zero). Il set si chiude proprio nel decimo gioco, con la Lucic che annulla una palla break prima di aggiudicarsi la frazione al secondo set-point. Decisive in questo primo parziale la differenza di profondità del dritto tra le due giocatrici e la minor esperienza della Brady, che avrebbe dovuto cercare di più il rovescio della croata. Un altro fattore è stato il colpo in uscita dal servizio: la Brady spesso ha commesso molti gratuiti proprio in uscita dalla battuta.

Il secondo set si apre con un break a favore di Lucic, che si trova particolarmente a suo agio sul dritto molto liftato della Brady. Nel secondo game la statunitense trova il primo break della sua partita e lo score recita quindi 1-1. Jennifer opera poi il sorpasso con la complicità dell’avversaria, che commette molti gratuiti nello stesso game; il punteggio diventa così di 2-1 (senza break di vantaggio) per la qualificata statunitense. La Lucic comunque in seguito tiene il servizio senza difficoltà e poi strappa nuovamente la battuta all’avversaria, portandosi 3-2 e servizio. In seguito la croata tiene in agilità il servizio e va 4-2. La partita sembra chiudersi nel settimo gioco, quando la croata trova un altro break in suo favore. Il match non vede altri sussulti, la Lucic ancora una volta è devastante con il dritto nell’ottavo gioco e chiude 6-2 La Lucic-Baroni ha prodotto un tennis da gran colpitrice da fondo, risultando ingestibile per la Brady in particolare sulla diagonale del dritto. La statunitense ha mostrato buone potenzialità, ma c’è ancora margine di miglioramento sul dritto, che possiede un ottimo spin ma spesso è troppo corto. La Lucic-Baroni torna in un quarto Slam dopo quasi diciotto anni (in precedenza era arrivata ai quarti, raggiungendo anche le semifinali, a Wimbledon 1999). Ai quarti per la croata c’è Pliskova.

Risultati:

[2] S. Williams b.[16] B. Strycova 7-5 6-4
[9] J. Konta b. [30] E. Makarova 6-1 6-4
M. Lucic-Baroni b. [Q] J. Brady 6-4 6-2
[5] K. Pliskova b. [22] D. Gavrilova 6-3 6-3

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Steve Flink: “Osaka vincerà almeno 11 o 12 Slam”

Seconda parte del video di fine Australian Open con il Direttore Scanagatta, stavolta sul torneo femminile. Brady può vincere dei grandi tornei? C’è ancora speranza per il titolo N.24 di Serena?

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Naomi Osaka - US Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

La regina dell’Australian Open è per la seconda volta Naomi Osaka: la ventitreenne giapponese ha superato in finale Jennifer Brady, risultato che le è valso il quarto slam della carriera, tutti sul cemento, e sembra pronta a dominare il circuito, mentre la padrona di casa e attuale N.1 Ashleigh Barty non è riuscita a trovare il suo miglior tennis dopo un anno di stop, spegnendosi al primo momento di difficoltà. Questi sono alcuni dei temi che il direttore e Steve Flink hanno affrontato nella loro chat post-torneo. Di seguito il video:

00:00 – Ubaldo: “Steve, sono sicuro che tu non sia così sorpreso del fatto che abbia vinto la Osaka”. Flink: “No, non lo sono. Eravamo entrambi d’accordo che avesse ottime possibilità di vincere. Sta emergendo come la possibile dominatrice del circuito. Potremmo discutere di quanti Slam vincerà in carriera. Prima del torneo non era al top fisicamente per un piccolo infortunio, c’era qualche preoccupazione, ma ho sempre pensato che se fosse stata bene sarebbe arrivata in finale con ottime possibilità di vincere ed è andata così”.

01:55 – Ubaldo: “Osaka è stata in difficoltà una volta sola in tutto il torneo, con Muguruza quando ha dovuto salvare match point”. Flink: “Sicuramente è stato il match migliore del tabellone femminile. La spagnola ha giocato un grande match, ed è andata vicina a vincere. Per me la rimonta è stato merito di Osaka più che demerito di Muguruza. Credo sia stata spettacolare negli ultimi tre giochi dell’incontro, praticamente ingiocabile”. Ubaldo: “Sicuramente io mi aspettavo che Muguruza facesse qualcosa in più. Ha un po’ troppi alti e bassi, più di quelli che dovrebbe avere una vera campionessa. Lei del resto ha vinto degli Slam, ma nell’ultimo anno non ha fatto così bene. Hai ragione, tendo a credere che abbia commesso troppi errori gratuiti contro Osaka, anche se è vero che Naomi serve benissimo, tocca i 190 km/h, qualcosa che non riesce a molti uomini. Insomma, rispondere non è facile. Però quando hai match point e non li sfrutti forse un po’ di rimpianti li hai sempre. Osaka è stata aggressiva, ha approfittato delle opportunità che ha avuto, ma Muguruza forse è stata troppo conservativa”.

 

06:07 – Ubaldo: “Osaka è molto forte quando ha l’iniziativa, quando può comandare il gioco. Secondo me non lo è altrettanto quando deve difendersi”. Flink: “Sono d’accordo, ma è molto veloce, può migliorare molto nella difesa. Inoltre colpisce bene da entrambi i lati e ha un gran servizio. Ha un gran kick sulla seconda palla che spesso la toglie dai guai. Con questo servizio non vedo come non possa vincere Wimbledon prima o poi”.

09:15 – Ubaldo: “Parliamo ora di quello che Osaka può fare in carriera. Mats Wilander ha detto che può vincere tra i dieci e i quindici slam, se migliora sulla terra e sull’erba. Cosa ne pensi?”. Flink: “Sono d’accordo. Il mio pronostico è che possa vincere undici o dodici Slam, e mi sto tenendo stretto. Magari può diventare la Djokovic del circuito femminile. Non vedo perché non possa vincere diverse volte Wimbledon, e magari anche il Roland Garros un paio di volte. La vedo sicuramente andare in doppia cifra di Slam vinti e magari avvicinare Chris Evert e Martina Navratilova che ne hanno vinti 18”. Ubaldo: “Sono più ottimista sulle sue possibilità sull’erba piuttosto che su terra rossa. Sulla terra anche se servi forte ci sono difficoltà, lo abbiamo visto per Venus e Serena Williams. Bisogna muoversi bene, sapersi difendere, battere giocatrici forti sulla terra come può essere Halep”.

12.05 – Ubaldo: “Essendo un americano, e anche di quelli sciovinisti, ti aspettavi che Brady, la numero 26 del mondo, potesse centrare la finale dell’Australian Open dopo la semifinale a Flushing Meadows? Ora è numero 13 del mondo; non so tu, ma credo nessuno pensasse potesse fare un torneo così…” Flink: “Non sono rimasto scioccato, non mi aspettavo magari che arrivasse in finale, ma comunque ultimamente stava giocando molto bene sul cemento. Speravo che facesse bene, e dire che ha dovuto fare la quarantena per il discorso del Covid, ma si è ripresa molto bene, ha avuto un ottimo atteggiamento. Ha un diritto incredibile, poi una volta che è arrivata in finale contro Osaka si è fatta un po’ prendere dall’agitazione”. Ubaldo: “Sì, si è visto quando ha sbagliato quella palla del 5-5 sbagliando un diritto a un metro dalla rete. Un errore incredibile che l’ha un po’ scioccata perché poi ha perso i successivi due o tre game facilmente”. Flink: “Vedo Brady in grado di vincere due o tre Majors”.

16:34 – Flink: “Muchova ha fatto un grande torneo. Barty la stava distruggendo per 6-1 nel primo set, pensavo vincesse facilmente in due set. Poi Muchova ha interrotto il gioco uscendo dal campo e questo forse ha deconcentrato l’australiana. Ma per essere onesti in semifinale contro Brady ha dimostrato di essere forte, avrebbe potuto essere lei a vincere. Ma per Barty è stato un peccato perdere quel match in Australia, quando tutti speravano potesse vincere davanti al suo pubblico”. Ubaldo: “Barty è stata sfortunata perché avrebbe dovuto giocare davanti ai suoi tifosi ma ci sono stati quei cinque giorni di lockdown per il Covid”.

18:28 – Ubaldo: “Parliamo di Serena Williams. Ha lasciato la sala stampa, dopo aver perso con Osaka, dicendo che forse è stato il suo ultimo Australian Open. Credi sia così? Ha comunque battuto la Halep, la numero due del mondo, 6-3 6-3, prima di perdere contro la Osaka per 6-3 6-4. Ha anche battuto Sabalenka, che arrivava da una striscia di vittorie”. Flink: “Per me è stata una grande vittoria per Serena, perché Sabalenka è una delle giocatrici emergenti”. Ubaldo: “Quindi adesso dobbiamo capire se siamo alla fine della leggenda di Serena o se ha ancora la possibilità di raggiungere il ventiquattresimo Slam”.

Flink: “Ha fatto finale a Wimbledon e allo US Open nel 2018 e nel 2019, nel 2020 semifinale allo US Open perdendo in tre set da Azarenka, ora nel 2021 ha perso in semifinale da una super Osaka. Quindi non penso che sia così male. Ma Serena è stata troppo severa con sé stessa davanti ai microfoni. Dall’altra parte della rete ci sono anche le avversarie e sembra che, da come ha parlato, non fosse così forte quella con cui ha perso. Si è concentrata solo sul suo dispiacere e sui suoi errori. Però Osaka, se in finale allo US Open l’aveva sconfitta in un match tirato e pieno di controversie, stavolta l’ha battuta nettamente”.

25:30 – Ubaldo: “Però c’è anche un problema psicologico a mio avviso, sin da quando ha perso con Roberta Vinci allo US Open 2015. Da quella sconfitta e poi da quando è diventata mamma fatica perché vuole così disperatamente raggiungere il record di Slam di Margaret Court che ogni volta diventa troppo nervosa”. Flink: “In qualche modo sono d’accordo con il concetto che esprimi, da quel momento non è stata più la stessa Serena. Ma comunque è vicinissima al suo obiettivo. La questione è, può gestire la pressione nei match più importanti?” Ubaldo: “Come successe ad Edberg e Navratilova, ogni grande giocatore quando invecchia ha molti alti e bassi. Quindi Serena può giocare bene come ha fatto contro Halep e Sabalenka e poi meno bene quando serve davvero. La cosa più difficile è giocare sette match di fila al top del proprio livello”. Flink: “Sono d’accordo, ma credo anche che Osaka sia un’avversaria difficile per chiunque, in qualche modo ti intimidisce. Mi piacerebbe vederle di nuovo giocare contro, magari a Wimbledon. Sicuramente Osaka ha una grande fiducia avendo battuto Serena sia in finale che in semifinale Slam. Pensi che Serena centrerà mai il ventiquattresimo Slam?”. Ubaldo: “Secondo me no, perché non credo che riuscirà a mettere insieme sette match al livello a cui vorrebbe giocare. La miglior vittoria possibile che sogno per lei sarebbe vincere Wimbledon in finale contro Osaka”.

31:53 – Ubaldo: “Ci sono state grandi delusioni in questo torneo? All’inizio ci sono state alcune sconfitte sorprendenti, ad esempio quella di Kenin”. Flink: “Ha poi detto che non giocherà il prossimo torneo perché si è sottoposta ad appendicectomia. Sì, è stata una sconfitta spiacevole perché l’anno scorso ha vinto il torneo. Presto tornerà a competere, non sono preoccupato. Sicuramente aveva molta pressione perché difendeva il titolo dell’anno scorso, ma non era così probabile che potesse vincere per due anni di fila”.


Transcript a cura di Gianluca Sartori

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Steve Flink: “Djokovic e Nadal supereranno gli Slam di Federer”

Un commento sull’Australian Open maschile con il Direttore Scanagatta. Da Thiem delusione del torneo alla partita più bella

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Novak Djokovic con il trofeo - Australian Open 2021 (vai Twitter, @AustralianOpen)

L’Australian Open maschile è finito nel modo più pronosticabile, vale a dire con la vittoria di Novak Djokovic, ma mai come quest’anno il suo percorso è stato irto di difficoltà, come sottolinea Steve Flink nel suo terzo video su questa edizione del torneo girato con il direttore di Ubitennis. Quanto è andata vicina la Next Gen a scalzare i Big Three? Karatsev è un fuoco di paglia?

LE PARTI SALIENTI DELL’INTERVISTA

0:00 – Dopo una breve introduzione sui temi che verranno toccati, Steve parla della finale maschile: “Non ero così sicuro che Djokovic vincesse il torneo, vista la fatica nel match con Fritz; anche con Raonic non l’ho visto benissimo, ma dopo la vittoria su Zverev ho capito che avrebbe trionfato”. Medvedev era per alcuni il favorito nella finale, complice la striscia di venti vittorie consecutive (di cui dodici ottenute su atleti presenti in top 10) che lo ha visto protagonista. Per Djokovic è stata la finale Slam più rapida mai disputata: “Era impronosticabile una finale tra loro due così veloce, addirittura sotto le due ore”, afferma Flink. “Ma dopo che Nole ha recuperato il break nel secondo set, ha cambiato marcia ed ha vinto abbastanza agilmente”.

5:00 – Si analizza la prestazione di Djokovic: per Ubaldo “Novak ha fatto tutto giusto, ha variato i colpi di rovescio nel migliore dei modi, non ha nemmeno avuto bisogno del suo micidiale rovescio lungolinea”. Flink aggiunge che “Nole ha avuto un migliore piano tattico ed una migliore esecuzione nei colpi; una cosa che mi ha impressionato è che, nonostante il russo abbia servito il 64% di prime, sia stato breakkato sette volte”. Una delle chiavi del match per Flink è stata proprio la risposta di Djokovic sul primo servizio, “in particolare in chiusura di primo set. Il russo non ha mai avuto turni facili al servizio”.

8:10 – Nonostante gli ultimi precedenti fossero a favore di Medvedev, come ad esempio il match disputato allo scorso Masters, “giocare una finale Slam è un discorso completamente diverso. E Djokovic è molto più abituato a disputare match di questa importanza. Per Medvedev era soltanto la seconda finale Slam”, dice Flink. Novak ha vinto la sua nona finale su nove agli Australian Open, “su una superficie dove in tanti sanno giocare bene, per cui è un risultato ragguardevole. Soprattutto se guardiamo al punteggio netto col quale ha vinto: nessuno si sarebbe aspettato una vittoria così schiacciante”. Ubaldo pone l’accento sulle critiche ricevute dal serbo durante il torneo riguardo l’infortunio occorsogli contro Fritz: “Penso che Novak abbia commesso degli errori dal punto di vista delle relazioni pubbliche in questi mesi di pandemia, e questo è soltanto l’ultimo esempio; non riesci a recuperare da uno strappo al muscolo in così poco tempo”. Flink invece si dice “sicuro che avesse qualcosa contro Raonic e Fritz, l’ho visto fare smorfie dopo quasi ogni punto”.

14:30 – Ubaldo chiede se la Old Gen sia ancora migliore della Next Gen. Per Flink, “Medvedev ha buone chances di scalzare Nadal al numero due del ranking, ma purtroppo per lui la stagione su terra si avvicina”. Tuttavia, ammette che “il dominio dei Big-3 è stato interrotto l’anno scorso allo US Open solo perché Nole fu squalificato; i meriti sono della vecchia guardia che ancora tiene botta”. I giovani pare si stiano avvicinando a quel livello, come abbiamo visto nella vittoria in rimonta di Tsitsipas su Nadal.

17:30 – La quarantena ha influenzato questo torneo? Molti giocatori non erano al loro meglio, come Nadal, Berrettini, lo stesso Djokovic: “È stata la preparazione diversa dal solito a comportare tutti questi piccoli acciacchi?” chiede Ubaldo. Flink precisa che “per Nadal il problema era antecedente, non ha infatti potuto partecipare all’ATP Cup: il tabellone semplice è stata un’arma a doppio taglio, perché inizialmente lo ha favorito, ma al contempo gli ha evitato le battaglie”. Il tiebreak nel terzo set infarcito di errori lo ha svuotato delle energie, tanto che dopo era Stefanos il giocatore più fresco in campo. “Forse aveva fretta di chiudere in tre set perché non si sentiva sicuro delle sue condizioni”, chiosa Flink.

20:40 – Capitolo Federer. Merita il ranking che ha attualmente? “Sicuramente il congelamento delle posizioni lo ha aiutato, gli permetterà di non dover risalire la china come successo all’Australian Open quattro anni fa”. Per Flink è stata la scelta giusta, mentre Ubaldo non sembra convinto di questo. I due concordano che il ritorno nel torneo di Doha sarà interessante, “perché non avrà il giorno libero per recuperare tra un match e l’altro, e lo stop forzato è stato molto lungo. La sua fortuna è che ha la capacità di vincere punti veloci grazie al suo servizio”.

24:30 – Qual è stato il match più bello del torneo? “Il derby russo non è stato all’altezza delle aspettative, poiché Rublev ha gettato la spugna molto rapidamente”; un candidato serio per Flink, è Thiem-Kyrgios, molto divertente e con una calorosa partecipazione del pubblico. Zverev-Djokovic inoltre è stato uno dei match più importanti, perché Nole è stato costretto ad inseguire quasi sempre ed ha rischiato grosso. La scelta di Ubaldo ricade sui cinque set di Kyrgios-Humbert, dove il beniamino di casa ha dovuto fare affidamento sui propri tifosi per portare a casa il risultato; l’australiano veniva a sua volta da un lungo stop, ed ha impressionato Flink, che ammette “le sue prestazioni hanno mostrato quanto sia talentuoso, perché nonostante la lunga pausa, ha tenuto un buon livello di gioco”.

29:45Karatsev viene ovviamente scelto come sorpresa più grande del torneo: “Fortunato contro un acciaccato Dimitrov, ha dimostrato comunque di meritarsi il posto in semifinale con le prestazioni contro Schwartzman ed Auger-Aliassime”. Flink aggiunge che “anche contro Djokovic non ha fatto così male come suggerisce il punteggio: nel secondo set era sotto 5-1 ed ha saputo rimontare fino al 5-4, ottenendo anche due PB prima che Nole chiudesse il set”. Ubaldo fa notare come abbia vinto lo stesso numero di games del finalista: “Ha guadagnato il rispetto di Djokovic, si è visto dallo sguardo di Nole”.

32:20 – Il cammino di Sinner si è interrotto mestamente al primo turno contro Shapovalov, complici le fatiche nel torneo precedente, conclusosi appena il giorno prima del suo esordio a Melbourne. Per Flink “se avesse avuto la possibilità di riposare tra i match, avrebbe avuto buone chances di arrivare in semifinale”. Ubaldo ricorda la grande prestazione a Parigi contro Nadal; non può essere quindi considerato la delusione più grande del torneo: Flink nomina Thiem in tal senso. “Prestazione nulla contro Dimitrov, sembrava un altro giocatore; eppure i match lunghi non gli hanno mai impedito di recuperare e tornare a macinare gioco nei turni successivi. Forse anche lui aveva qualche problemino fisico, ma, dopo la finale dell’anno scorso e la vittoria allo US Open, mi aspettavo molto di più da lui”. Secondo Ubaldo, “Thiem è solito avere un calendario di allenamenti molto intenso, che non ha potuto rispettare a causa della quarantena, e questo potrebbe averne influenzato i risultati in campo”. Menzione per le battaglie di cinque set di Nadal in Australia, nelle quali spesso non riesce a raccogliere quanto meritato.

37:20 – Djokovic riuscirà a raggiungere quota 20 Slam? Sarà sicuro protagonista nei prossimi Slam; per Flink sorpasserà Federer, ma c’è l’incognita Nadal: “Se Rafa riuscisse a vincere altri due Roland Garros, allora chiuderà da solo in vetta in questa speciale classifica, altrimenti penso possano chiudere entrambi con lo stesso numero di Slam vinti, comunque davanti allo svizzero”. Ubaldo ritiene Federer in grado di competere ancora per uno Wimbledon, ma è d’accordo sul fatto che Djokovic sia il favorito per i restanti Slam dell’anno, nonostante l’incombere delle nuove leve. A questo proposito, Ubaldo ricorda l’impressionante statistica di 57 tornei Slam su 68 vinti dai Big Three dal 2004 ad oggi.

41:30 – L’ultimo argomento affrontato è il record di settimane al numero 1 per Djokovic, che il serbo raggiungerà fra poche settimane: per Flink “è la dimostrazione che ha avuto una grandiosa e lunga carriera: per me resterà al numero 1 ben oltre queste due settimane”. Aggiunge che “di sicuro proverà anche a chiudere l’annata in testa alla classifica, perché sarebbe il settimo anno per lui al numero 1, ed è una cosa che nessuno ha mai fatto”.

 

Transcript a cura di Antonio Flagiello

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Naomi Osaka: la regina del cemento

Con la vittoria all’Australian Open di Naomi Osaka, è emerso un verdetto chiaro: gli Slam sul duro hanno trovato la giocatrice da battere

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Naomi Osaka - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Quattro finali Slam, quattro vittorie. Dopo l’impresa di sabato scorso a Melbourne, il palmarès di Naomi Osaka inizia a diventare storicamente rilevante, e i suoi numeri cominciano a essere confrontati con quelli delle grandi giocatrici del passato.

Grazie a questi successi, Osaka spicca nel computo dei Major non solo rispetto a tutte le coetanee, ma anche rispetto a tutte le tenniste nate dagli anni ‘90 in poi: nessuna di loro è riuscita ad andare oltre i due titoli, e si parla di nomi come Kvitova, Halep, Muguruza. La più vicina a Naomi è Angelique Kerber, con tre Slam, che però è nata nel 1988. Davanti a Osaka c’è Maria Sharapova, del 1987, che ne vanta cinque, ma che è ormai ritirata.

Prima di entrare nel dettaglio delle prestazioni della nuova bicampionessa australiana, va rimarcato il primato generazionale che continua a emergere dallo Slam appena concluso: ancora una volta a prevalere nei Major sono le giovani. Da quando proprio Osaka vinse lo US Open 2018, è cominciata la linea verde: a vincere sono giocatrici al massimo di 23 anni, con l’unica eccezione di Halep a Wimbledon 2019. Questa la sequenza degli ultimi nove Slam: US Open 2018: Osaka. 2019: Osaka, Barty, Halep, Andreescu. 2020: Kenin, Osaka, Swiatek. 2021: Osaka.

Insomma, sembra proprio che il tennis femminile abbia voltato pagina: al via degli Slam le giocatrici accreditati sono tante, e di età differente; ma poi, per un motivo o per l’altro, le più mature non riescono a vincere. Va anche sottolineato che in questo caso Naomi ha conquistato il titolo partendo da prima favorita (almeno per i bookmaker), una condizione che aggiungeva un ulteriore carico di stress ai suoi impegni. Perché un conto è scendere in campo da outsider, come era accaduto alla stessa Naomi nel 2018 a New York, o a Kenin (Australian Open 2020) e Swiatek (Roland Garros 2020), un conto è farlo con le attenzioni di tutti che pesano sin dal primo turno.

Il palmarès di Osaka al momento non è formato da una grande quantità di titoli (7 in totale), ma è il peso specifico a renderlo speciale: Naomi ha addirittura vinto più Slam che altri tornei del circuito WTA (4 Slam, 2 Premier Mandatory, 1 Premier). Segno che è capace di alzare il proprio livello di gioco quando la posta in palio è più alta.

E visto che siamo in tema di dati e numeri, segnalo che il suo cammino a Melbourne non è stato affatto semplice, anche se il nuovo metodo di calcolo del ranking ha reso le cose meno evidenti. Per esempio: Naomi ha trovato Pavlyuchenkova al primo turno. Anastasia era fuori dalle teste di serie, ma con i punti raccolti nel solo anno 2020 (cioè secondo i classici criteri precedenti) sarebbe stata numero 30 in classifica e quindi (considerate le assenze di Bertens, Keys, Yastremska) testa di serie numero 27. Malgrado questo, Osaka ha superato l’esordio senza particolari problemi: 6-1, 6-2.

Punteggio simile per il secondo turno, contro una ex Top 10 come Caroline Garcia: 6-2, 6-3, addirittura senza concedere alcuna palla break. Questi due primi incontri hanno dimostrato che quasi tutte le giocatrici che basano il proprio tennis sulla aggressività, in questo momento fanno fatica a fare partita pari con Osaka.

La spiegazione più logica è questa: rispetto a Naomi non hanno particolari ambiti di gioco nei quali prevalgono, e al contrario pagano nel confronto diretto sui colpi base (efficacia in battuta e risposta, ma anche qualità esecutiva del dritto e del rovescio in topspin). In sostanza Naomi propone un gioco simile, ma lo fa meglio. Per la verità sia Pavlyuchenkova che Garcia sono superiori volleatrici rispetto a Osaka, ma con le velocità di palla attuali è molto, molto difficile trovare i tempi di gioco per riuscire a verticalizzare e colpire a rete; e dunque queste qualità non sono così importanti né sufficienti per riequilibrare il confronto. Sotto questo aspetto, però, che Garcia sia riuscita ad avanzare appena 4 volte in tutto il match (peraltro vincendo tutti e 4 i punti), suona a mio avviso come un atto di accusa sulle sue scelte tattiche. Ma sto divagando.

Al terzo turno Osaka ha trovato una giocatrice un po’ differente: Ons Jabeur. Testa di serie numero 27, ma reduce da un 2020 di grandi progressi (virtuale numero 14 con il vecchio calcolo del ranking: di nuovo una avversaria sottostimata). Sappiamo quanto sia talentuosa Jabeur, di cosa sia capace quando è sfidata sulla esecuzioni di tocco, e come sappia sorprendere grazie a soluzioni inusuali. Tanto per dire: nel corso del primo game ha vinto un punto giocando una palla corta direttamente in risposta, su una seconda di servizio di Osaka. Ma a conti fatti neppure questo genere di tennista è apparsa in grado, almeno sul cemento, di mettere davvero in crisi la futura campionessa: 6-3, 6-2, con un solo break subito da Naomi.

Il vero crocevia del torneo è arrivato al quarto turno: il confronto con la finalista dell’Australian Open dello scorso anno Garbiñe Muguruza. Al momento del sorteggio era apparso chiaro che, salvo sorprese, questo sarebbe stato uno dei match chiave della parte bassa del tabellone, quella che appariva più carica di favorite: Osaka, Williams, Halep, Sabalenka, Muguruza… Sarò ripetitivo, ma si è trattato del quarto confronto su quattro che Naomi ha avuto contro avversarie “sottostimate” dal nuovo ranking; Garbiñe era ufficialmente testa di serie numero 14, ma sarebbe stata la numero 8 con i soli punti del 2020.

a pagina 2: I match contro Muguruza e Hsieh

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