Wimbledon: per Federer è una regale esibizione. Riecco Berdych

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Wimbledon: per Federer è una regale esibizione. Riecco Berdych

Roger Federer regala un’ora e poco più di tennis sublime. Dimitrov è incapace di opporre la minima resistenza e lascia il torneo

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[3] R. Federer b. [13] G. Dimitrov 6-4 6-2 6-4 (da Londra, AGF)

Federer contro Dimitrov chiude il lunedì del Centre Court. Si comincia poco dopo le 17.00 e la temperatura è perfetta per giocare a tennis; vento quasi nullo. I precedenti tra i due giocatori sono inequivocabili: 5-0 per Federer (tutti su cemento), ma se non altro Dimitrov è riuscito a strappare un set negli ultimi due confronti (entrambi nel 2016: Brisbane e Australian Open).

Dimitrov comincia a servire per primo e nel game di apertura salva l’unica palla break dei primi otto game. La partita prosegue tranquilla sino al nono gioco, quando Federer comincia a prendere le misure in risposta, entra più spesso nello scambio e obbliga Dimitrov a fronteggiare una serie di palle break. La terza è quella buona, e il break al nono gioco decide il primo set: 6-4 in 44 minuti in cui Federer è stato sostanzialmente intoccabile sui suoi turni di battuta, visto che solo una volta il suo avversario è salito, come massimo, a 30.

 

Nel secondo set la differenza di rendimento del complesso servizio/risposta da parte dei due giocatori sposta progressivamente l’equilibrio. Dimitrov teme di non ottenere abbastanza dalla sua seconda di servizio, che Federer riesce sempre più spesso a controllare; allora inizia a forzarla, ma insieme ai rischi arrivano i doppi falli: due nel terzo gioco, e altri due nel quinto. E la seconda volta gli costano il break. È l’inizio di un piccolo crollo, perché un altro doppio fallo e due dritti fuori misura gli costano un secondo break, che consente a Federer di chiudere 6-2. Un set a senso unico, durato appena 27 minuti.

All’inizio del terzo set per Dimitrov la situazione si fa ancora più frustrante: nel quinto gioco non gli basta servire otto prime (con due ace) su dieci punti giocati per evitare di subire il break. Segno che ormai anche la prima di servizio è diventate gestibile per il suo avversario. Sul 3-2 e servizio, Federer è ormai è in pieno controllo e si permette perfino una piccola distrazione sul 40-30 quando a campo aperto mette lungo un dritto. È il primo game in cui Grigor riesce a raggiungere il 40 pari in risposta.
Con due set e un break di vantaggio Roger comincia a concedersi qualche colpo speciale, come un drop-shot direttamente sulla risposta; e forse dà un po’ troppo presto per chiuso il match. Sul 4-3 una discesa a rete azzardata lo porta sul 15-30, ma poi è tutto merito di Dimitrov il passante di dritto lungolinea del 15-40: una prodezza che gli dà la carica e gli permette di ottenere il break del 4-4 alla terza occasione utile.
La partita è riaperta? Giusto per il tempo di giocare il nono game, nel quale Federer recupera immediatamente il break di vantaggio, che gli permette di salire 5-4 e concludere con un solido game di battuta, vinto a quindici. 6-4 in 37 minuti

Una paio di statistiche per dare l’idea della differenza di rendimento in campo. 75% di punti vinti sulla prima per Federer, 65% per Dimitrov. Ma ancora più marcata e determinante la differenza sulla seconda: 74% Federer, 44% Dimitrov.
Nell’equilibrio del match più che i vincenti (29 a 24 per Dimitrov) sono stati gli errori non forzati a pesare (25 Dimitrov, appena 11 Federer).  In una partita così positiva, e condotta sostanzialmente sempre in controllo, per trovare un dato negativo sul match di Federer bisogna veramente andare a cercare nelle pieghe dei dati forniti dalla IBM: si trova il 2 su 6 nel serve&volley del terzo set.

Al prossimo turno Federer troverà Raonic, con cui conduce 9-3 nei precedenti. Ma a Wimbledon la situazione è in pareggio e Raonic ha vinto l’ultimo match fra di loro: proprio la semifinale di Wimbledon 2016.

[11] T. Berdych b. [8] D. Thiem 6-3 6-7(1) 6-3 3-6 6-3 (Corrado Boscolo)

Tomas Berdych accede per la quinta volta in carriera ai quarti di finale di Wimbledon. Il ceco torna a battere un top 10 a Wimbledon, liquidando Thiem in 5 set, e continua a difendere l’enorme cambiale in scadenza, vedasi semifinale 2016. Buono, comunque, il torneo dell’austriaco.

Due stili diversi con un comune denominatore, la potenza: questo il trailer per presentare la partita odierna. Grazie anche ad un servizio non certo “leggero”, i due hanno ben pochi grattacapi nei propri turni di servizio. Sul 3-2 l’equilibrio si rompe: Berdych conquista tre palle break (sullo 0-30 una volèe fortunosa quanto incredibile) e strappa il servizio grazie al doppio fallo dell’avversario. Il ceco ringrazia e veleggia verso la conquista del primo set. Berdych più pulito, Thiem che non ha il tempo necessario per infastidire l’ex finalista 2010. Per di più la testa di serie numero 8 serve poche prime, concedendo il fianco al boemo. Secondo set che parte in fotocopia del primo: Berdych continua a togliere le ragnatele dai quadrati del servizio. Finale di set che movimenta e rimescola la faccenda: Berdych conquista 2 palle break che Thiem, però, annulla con coraggio. La pressione si sposta sull’avversario: il ceco va sotto 0-30, ma risale grazie al servizio, annullando due palle break, entrambe con ace, la prima dopo una concitata discussione per una chiamata in ritardo, con Berdych infuriato con l’arbitro. Set al tie break, che vede dominare Thiem. L’austriaco cambia qualcosa in risposta e serve meglio; Berdych un pochino meno efficace in questo secondo parziale.

Inizio terzo set a tavoletta per il numero 15 del mondo,  che strappa immediatamente la battuta e si invola 3-0. Non pare lo stesso Berdych del passato: grande forza mentale per il biondo 32enne, almeno quest’oggi, riprova ne è l’aver annullato una delicata palla break sul 4-2. Il set si chiude poco dopo 6-3. Austriaco con minore intensità, Berdych concreto. Quarta partita che scorre liscia, seguendo i turni di battuta. Ma è l’austriaco che rompe gli indugi e conquista il break, dopo un passaggio a vuoto di Berdych al servizio, che permette a Thiem di servire per il set. Berdych però torna subito sotto, ma non sfrutta le due occasioni di break. 2 set pari e si va al quinto.  Set stranissimo, con Berdych che perde il parziale servendo solo prime. Incontro quanto mai in bilico: nessuno dei due molla un centimetro. Berdych parte meglio dai blocchi, annullando palla break, ma strappando successivamente il servizio all’austriaco. L’esperienza evidentemente fa comodo al veterano di boemia, che cancella il set appena perso e si porta 3-0. Thiem pare più scarico di testa, tira a tutto braccio, dentro o fuori. Ma Berdych è sempre avanti. L’austriaco non riesce a ribaltare il parziale e alza bandiera bianca, con Berdych che chiude con l’ace. Bravo Berdych, gran partita per lui e i quarti a Church road. Benino Thiem, con ancora tante pause nel corso del match. Berdych affronterà Djokovic o Mannarino.

 [6] M. Raonic b. [10] A. Zverev 4-6 7-5 4-6 7-5 6-1 (Da Londra, Laura Guidobaldi)

Dopo 3 ore e 23, il n. 7 ATP Milos Raonic stacca il biglietto del suo 3° quarto di finale a Church Road, il 7° negli slam, primo canadese tra uomini e donne a riuscirci. Dall’altra parte della rete ci sarà per lui Roger Federer (vittorioso su Dimitrov) nel remake della semifinale dell’anno scorso. Dopo un inizio altalenante, Milos è andato in crescendo, cercando di aprirsi il campo per poi andarsi a prendere il punto a rete, con ben 30 serve &volley e 67 giocate al volo. Zverev, centrato e solido nella prima parte dell’incontro, paga forse l’inesperieza nei match slam nonché un calo dell’intensità.

Primo set impeccabile per Sascha Zverev che stordisce il finalista dell’anno scorso Milos Raonic con un solido 6-4 in 36 minuti. Ottimo al servizio, il tedesco conquista il 100% dei punti con la prima di servizio e limita di molto i gratuiti. Insufficiente il canadese alla battuta: per lui il 65% di prime palle, il 72% di punti vinti con la prima e soltanto il 31% con la seconda. Nonostante i 13 winner, commette 14 non forzati a fronte degli 8 di Zverev. Nella seconda frazione, Raonic cerca maggiormente l’offensiva, spingendosi il più possibile a rete. Ma il successo con i colpi al volo non è sempre scontato. Il 20enne di Amburgo sale ancora 2-0. Ma ecco che il n. 7 del mondo tenta una reazione e, raggiunto l’avversario sul 3-3, ora per lui c’è il sorpasso sul 4-3. Ed è un crescendo. Raonic intensifica la pressione a rete, con un totale di 31 discese (e 15 punti vinti). Dal canto suo, Sascha Zverev subisce un calo nel rendimento al servizio e il canadese fa suo il secondo parziale con lo score di 7-5.

L’inerzia del match cambia ancora. Nel terzo set, la lotta si fa più serrata e l’equilibrio si mantiene fino al 4-4, momento in cui Zverev sale di nuovo in cattedra e sorprende Raonic al servizio portandosi in vantaggio 5-4. Il braccio del 20enne non trema poiché al primo setpoint chiude il parziale per 6-4 in 46 minuti. Stesso copione nel quarto set con i due che seguono il ritmo dei servizi fino al 5-5. Zverev continua a spingere alla ricerca di profondità. Ma sul 6-5 Raonic – che, spesso, al cambio campo si rifocilla con i datteri- fa la differenza e ha la possibilità di trascinare Zverev al 5° set. Non perde l’occasione e per lui arriva il secondo 7-5.  Djokovic e Mannarino devono ancora attendere prima di scendere in campo. Ma ora è un assolo del pupillo di Piatti. Raonic ingrana la quinta e, tra attacchi, volé e fendenti, annichilisce uno Zverev molto lontano dal giocatore del primo e terzo set con un severo 6-1. In 3 ore e 23 minuti, con lo score di 4-6 7-5 4-6 7-5 6-1, il canadese si assicura il remake del match dell’anno scorso contro Roger Federer, vittorioso su Dimitrov. È il terzo quarto all’All England Club per Raonic, il 7° in un major, primo canadese a riuscirci tra uomini e donne.

Risultati:

[7] M. Cilic b. [18] R. Bautista Agut 6-2 6-2 6-2
[1] A. Murray b. B. Paire 7-6(1) 6-4 6-4
[24] S. Querrey b. K. Anderson 5-7 7-6(5) 6-3 6-7(11) 6-3
[16] G. Muller b. [4] R. Nadal 6-3 6-4 3-6 4-6 15-13
[11] T. Berdych b. [8] D. Thiem 6-3 6-7(1) 6-3 3-6 6-3
[6] M. Raonic vs [10] A. Zverev 4-6 7-5 4-6 7-5 6-1
[3] R. Federer b. [13] G. Dimitrov 6-4 6-2 6-4
[2] N. Djokovic vs A. Mannarino rinviata

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Kyrgios dopo Wimbledon: “Se avessi vinto avrei perso motivazioni. Provo più rispetto per Djokovic, Nadal e Federer”

“Solo dopo una settimana mi sono reso conto di quello che ho combinato”. Nick Kyrgios torna a parlare dopo la sconfitta con Djokovic: “Devi essere un animale a livello mentale per vincere Slam”

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Nick Kyrgios – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @atptour)

Dopo la finale persa a Wimbledon contro Novak Djokovic, Nick Kyrgios si prepara al ritorno in campo. L’australiano esordirà all’ATP 250 di Atlanta questa notte intorno alle 2.30 italiane. Affronterà Peter Gojowczyk, in un torneo di cui è la settima testa di serie e nel quale ha già trionfato nel 2016.

Il tabellone completo dell’ATP di Atlanta

Kyrgios è intervenuto in una diretta sull’account Instagram del Citi Open, l’ATP 500 di Washington che partirà la prossima settimana e che l’anno scorso vide trionfare Jannik Sinner. Sono stati diversi i temi affrontati dall’attuale numero 47 del mondo Kyrgios (che con i 1200 punti di Wimbledon ora sarebbe a ridosso della top15), dal tempo necessario per capire la portata dell’impresa da lui compiuta al crescente rispetto verso i tre alieni di questo sport: Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer.

 

“È stato molto strano: soltanto dopo una settimana mi sono reso conto di quello che ho combinato. Ho perso una finale di Wimbledon. Da una parte è ovviamente triste, ma è comunque stato un cammino fantastico“. Immancabile un accenno ai giorni senza tennis, trascorsi alle Bahamas: “Ero in un piccolo alloggio alle Bahamas e ho passato davvero un’ottima settimana. Mi sono allenato, ma sono comunque stati giorni piuttosto frenetici dopo la finale”.

Sicuramente Kyrgios si porterà via da Wimbledon tante belle sensazioni, ma anche la consapevolezza di quanto difficile sia arrivare così lontano in tornei tanto importanti. Da questa esperienza, inoltre, l’australiano ha dichiarato di avere più rispetto verso i big3, proprio perché ha capito quanto sforzo sia necessario per ottenere certi risultati.

“Devi semplicemente essere un animale a livello mentale per vincere uno Slam. Provo certamente più rispetto ora verso Djokovic, Nadal e Federer. Giocare contro uno di loro in finale è stato bello, anche se sembrava che Novak non avesse giocato a tennis nelle due settimane precedenti: non l’ho mai visto in difficoltà.

In ogni caso, mi porto dietro molta fiducia. Ad inizio anno mi ha aiutato molto la finale di doppio con Thanasi a livello mentale (insieme a Kokkinakis Kyrgios ha vinto il titolo di doppio all’Australian Open, ndr), anche se di trattava di una finale di doppio. Da quando gioco a tennis, più o meno dall’età di sette anni, mi hanno detto che vincere un Major è tutto in questo sport. Probabilmente se avessi vinto avrei perso motivazione. Ogni tennista sogna di vincere Wimbledon, anche se io, guardando indietro nella mia carriera, non avrei mai pensato che sarei riuscito a giocare una finale Slam. Pensavo che ormai il treno fosse passato. Se avessi vinto il titolo, non avrei davvero saputo che cos’altro avrei dovuto dimostrare come tennista. È stato eccitante, sono andato così vicino al trofeo“.

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata al 25 luglio 2022!

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Wimbledon ha bisogno di più momenti “Arthur Ashe”, dentro e fuori dal campo

Nick Kyrgios e Ons Jabeur sono una boccata d’aria fresca nelle finali dei singolari maschile e femminile

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Arthur Ashe col trofeo di Wimbledon il 5 Luglio 1975, dopo la vittoria su Jimmy Connors

Traduzione dell’articolo di Kurt Streeter, NY Times, 11 luglio 2022

WIMBLEDON, Inghilterra – Per la prima volta in quasi mezzo secolo, un fine settimana a Wimbledon è sembrato diverso.

Nick Kyrgios e Ons Jabeur sono stati una boccata d’aria fresca nelle finali del singolare maschile e femminile. Jabeur, tunisina, è diventata la prima giocatrice nordafricana a raggiungere una finale in singolare. Kyrgios, australiano di origini malesi e con una spavalderia ben documentata, che lo contraddistingue e lo fa apparire come qualcosa di completamente diverso dai suoi colleghi, giocava la sua prima finale di un Grande Slam. Jabeur e Kyrgios hanno perso il match, ma non è questo il punto.

 

Era dal 1975, quando Arthur Ashe ed Evonne Goolagong arrivarono in finale, che i due incontri non erano così diversi. Il tennis si evolve in modo discontinuo, e non è mai stato così vero come a Wimbledon.

Osservando il pubblico del campo centrale nelle ultime due settimane, si è capito quanto sia difficile cambiare, soprattutto quando si tratta di tornei.

Sugli spalti, un’omogeneità fin troppo familiare. A parte qualche tocco di colore qua e là, un mare di bianco. Per me, un uomo di colore che ha giocato a questo sport nei circuiti minori e che auspica il rinnovamento del sistema tradizionale, vedere la mancanza di colori è sempre un pugno allo stomaco, soprattutto a Wimbledon, in una città come Londra.

Dopo la finale femminile di sabato, mi sono fermato accanto a un pilastro vicino a una delle uscite del campo centrale. Sono passate centinaia di persone. Poi alcune migliaia. Ho contato circa una dozzina di persone di colore. Questo grande evento si svolge in una delle metropoli più multietniche del mondo, aperta a persone provenienti da ogni parte del mondo. Non si direbbe guardando gli spettatori. C’erano alcuni volti asiatici, oppure alcuni musulmani in hijab. La comunità sikh è molto numerosa a Londra. Ho visto solo uno dei tradizionali turbanti sikh tra gli spalti.

Quando ho preso in disparte alcuni tifosi di colore e ho chiesto loro se si sentissero consapevoli della loro rarità tra il pubblico presente, la risposta è sempre stata rapida come una volée di dritto di Jabeur o un servizio di Kyrgios. “Come potrei non sentirmi una rarità?“, ha detto James Smith, residente a Londra. “Ho visto un ragazzo in un settore appena sopra di me. Ci siamo sorrisi a vicenda. Non lo conosco, ma c’era un legame. Sapevamo di essere pochi e lontani”.

I tifosi lo vedono.

E anche i giocatori.

“Me ne accorgo sicuramente”, ha detto Coco Gauff, la teen star americana, quando abbiamo parlato la scorsa settimana. Ha detto di essere così concentrata quando gioca quasi da non si accorgersi della folla. Ma dopo, quando guarda le sue foto a Wimbledon, le immagini la spaventano. “Non ci sono molte persone di colore tra la folla”.

Gauff ha confrontato Wimbledon con gli U.S. Open, che hanno un’atmosfera più “terrena”, sembra un po’ il più grande torneo di parchi pubblici del mondo e la folla è molto più variegata.

“È decisamente strano qui, perché Londra dovrebbe essere un grande melting pot”, ha aggiunto Gauff, riflettendo per un po’ e chiedendosi perché.

Andare a Wimbledon, proprio come andare ai grandi eventi sportivi in tutto il Nord America e oltre, richiede un impegno notevole. Il collaudato e tradizionale Wimbledon porta questo presupposto al limite. Non è possibile acquistare i biglietti online. Per molti posti c’è un sistema di lotteria. Alcuni fan si mettono in fila in un parco vicino e si accampano per tutta la notte pur di partecipare. Il prezzo non è esattamente a buon mercato.

Dicono che è aperto a tutti, ma il sistema di prenotazione di biglietti è progettato con così tanti ostacoli che è quasi come se fosse destinato a escludere le persone di un certo tipo“, ha detto Densel Frith, un imprenditore edile di colore che vive a Londra.

Mi ha detto di aver pagato circa 100 sterline per il suo biglietto, circa 120 dollari. Sono un sacco di soldi per un ragazzo che si è descritto come un colletto blu. “Non tornerò domani“, ha aggiunto. “Chi può permettersi una cosa del genere? Le persone della nostra comunità non possono permetterselo. Non è possibile. Non se ne parla. Proprio non se ne parla”.

C’è qualcosa di più dell’accesso e del costo, qualcosa di più profondo. Il prestigio e la tradizione di Wimbledon sono allo stesso tempo i suoi punti di forza e il suo tallone d’Achille. Il luogo è meraviglioso – il tennis in un giardino all’inglese non è un’iperbole – ma anche soffocante, tedioso e statico.

“Pensate a cosa rappresenta Wimbledon per molti di noi”, ha detto Lorraine Sebata, 38 anni, cresciuta in Zimbabwe e ora residente a Londra.

“Per noi rappresenta il sistema”, ha aggiunto. “Il sistema coloniale, la gerarchia” che è ancora alla base della società inglese. Basta guardare il palco reale per rendersene conto, è bianco proprio come il dresscode del torneo, risalente all’epoca vittoriana. 

Sebata si è descritta come una fan appassionata. Ama il tennis dai tempi di Pete Sampras, anche se lei non lo gioca. La sua amica Dianah Kazazi, un’assistente sociale arrivata in Inghilterra dall’Uganda e dai Paesi Bassi, ha la stessa passione per il tennis. Mentre parlavamo, si guardavano intorno – su e giù per un corridoio appena fuori dal maestoso campo centrale foderato di edera – e non riuscivano a trovare nessuno che sembrasse avere le radici africane che condividevano. Hanno detto di avere molti amici di colore che amano il tennis, ma non sentono di poter far parte di Wimbledon, situato in un lussuoso sobborgo che sembra esclusivo e così lontano dalla quotidianità.

“C’è un establishment e una storia dietro questo torneo che mantiene tutto legato proprio status quo”, ha detto Kazazi. “Come tifoso, devi uscire dagli schemi per superare questa situazione”. Ha proseguito: “È la storia che ci attrae come tifosi, ma quella storia dice qualcosa alle persone che non si sentono a proprio agio a venire”. Per molte persone di colore in Inghilterra, il tennis semplicemente non è visto come “qualcosa per noi”.

Ho capito. So esattamente da dove venivano questi tifosi. Ho sentito il loro sgomento, la loro amarezza e il dubbio riguardo alla possibilità di un cambiamento. Onestamente, mi ha fatto male.

Forse è utile sapere cosa significa Wimbledon per me.

Mi viene la pelle d’oca ogni volta che entro nei cancelli di Church Road, una strada verdeggiante a due corsie. Il 5 luglio 1975, quando Arthur Ashe sconfisse Jimmy Connors, diventando il primo uomo di colore a vincere il titolo di Wimbledon in singolare e l’unico uomo di colore a vincere un titolo in un torneo del Grande Slam, tranne Yannick Noah agli Open di Francia nel 1983, ero un bambino di 9 anni la cui passione sportiva erano i Seattle SuperSonics.

Vedere Ashe con il suo gioco aggraziato e la sua intelligenza acuta, i suoi capelli afro e la sua pelle che assomigliava alla mia, mi convinse a fare del tennis il mio sport.

Wimbledon non ha modificato la traiettoria della mia vita, ma ne ha cambiato la direzione.

Sono diventato un giocatore junior e di college di livello nazionale. Ho trascorso poco più di un anno nei circuiti minori del gioco professionistico, raggiungendo il numero 448 della classifica ATP. Ai miei tempi i giocatori non bianchi erano rari come ai tempi di Arthur.

Oggi, come abbiamo visto questo fine settimana, c’è una nuova generazione di talenti sull’erba. Serena e Venus Williams sono la loro stella polare. Eppure c’è ancora molto da fare. Non solo in campo, ma anche per avvicinare i tifosi al gioco e portarli sugli spalti di un monumento del tennis come Wimbledon. Un lavoro che richiederà sicuramente molto tempo.

Traduzione di Alice Nagni

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Flash

Quei tifosi inglesi irritati dai posti vuoti al Centre Court di Wimbledon

Durante i Championships avete notato qualche posto vuoto di troppo, specie nei pressi del Royal Box? Ecco le testimonianze dei tifosi che li avrebbero voluti

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Centre Court - Wimbledon 2022 (foto Twitter @Wimbledon)
Centre Court - Wimbledon 2022 (foto Twitter @Wimbledon)

Traduzione dell’articolo di Charlie Parker, The Times, 30 giugno 2022

Gli spettatori che non sono riusciti a prendere i biglietti per vedere Emma Raducanu, Andy Murray e Serena Williams si lamentano delle serie di posti vuoti nelle sezioni principali del Centre Court.

Sebbene quello per il Centrale di Wimbledon sia normalmente il biglietto più richiesto della città, entrare quest’anno dovrebbe essere più facile di quanto non sia stato negli ultimi decenni. Il numero complessivo di spettatori è diminuito in modo significativo e con le partite che si svolgono fino a tarda sera, ci dovrebbero essere maggiori possibilità di ottenere biglietti dell’ultimo minuto per il Centre Court e il Campo n.1.

 

Tuttavia, molti dei posti vuoti intorno al Royal Box per le partite dei due giorni di apertura sono riservati agli ospiti aziendali e ai membri dell’All England Club e della Lawn Tennis Association. Alcuni possessori di questi biglietti sembravano però preferire rimanere nelle suite riservate agli ospiti dopo le vittorie di Novak Djokovic nelle partite di apertura piuttosto che tornare a vedere le partite successive.

Sue Barker, la presentatrice di tennis della BBC, ha fatto notare che “ci sono molti posti vuoti” all’inizio della partita di Raducanu.

Nia Jones, una netballer internazionale gallese, ha twittato lunedì durante la partita di apertura di Murray sul Centre Court: “Confessate. Chi si è accaparrato il biglietto per Wimbledon e non ci è nemmeno andato? Totalmente esaurito online, ma ci sono più posti vuoti per la partita di Murray al Centre Court che per una partita di netball durante il Covid”.

I tentativi dell’All England Club di limitare il numero di posti vuoti rivendendo i biglietti di quegli spettatori che se ne vanno sono stati inizialmente ostacolati da difficoltà tecniche, ha detto uno steward. Alcune persone hanno anche dimenticato di scansionare i biglietti per la rivendita, poiché quest’anno molti sono sullo smartphone anziché essere in formato cartaceo.

Ieri, poco prima dell’inizio della partita di secondo turno di Murray, gli spettatori in fila per la rivendita dei biglietti hanno detto di essere “stufi” dopo aver aspettato in coda per più di due ore.

Max Smith, 24 anni, ha dichiarato: “Lascia l’amaro in bocca vedere tutti quei posti vuoti riservati alle aziende. Al diavolo questa gente: dovrebbero piuttosto andare in un ristorante elegante. Wimbledon ha bisogno di fare di più per far sembrare che il torneo non sia tanto elitario”.

Ha aggiunto che dopo aver fatto la fila “per due ore” sentiva che Wimbledon era più interessato alla “propria reputazione d’élite” che a riempire i posti.

Killy Cavendish, 63 anni, un appassionato di tennis che vive nella zona e va al torneo da anni, ha dichiarato: “Sono stufo. Non mi piace vedere posti vuoti quando le persone sono bloccate fuori in coda. La cosa principale che voglio vedere è la possibilità di acquistare alcuni biglietti per il Centre Court”.

Poiché l’All England Club cerca di vendere il maggior numero possibile di posti, i biglietti restituiti per i campi principali vengono ancora offerti la mattina prima dell’inizio delle partite. Ieri c’era un piccolo numero di posti disponibili sul Centre Court per veder giocare Djokovic, Raducanu e Murray.

Wimbledon incoraggia anche gli spettatori a venire dopo il lavoro vendendo abbonamenti più economici per coloro che arrivano alle 17:00. Questi abbonamenti danno ai titolari l’opportunità di acquistare quei biglietti per i campi principali che sono stati riconsegnati al momento della partenza dal proprietario originale.

La famosa coda di Wimbledon per l’acquisto di biglietti giornalieri per i campi secondari è notevolmente più breve rispetto agli anni precedenti. Lunedì c’erano 36.603 spettatori rispetto ai 42.517 del giorno di apertura nel 2019. È stato il numero più basso dal 2007 per il primo lunedì in un anno senza restrizioni Covid.

Traduzione di Massimo Volpati

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