US Open: Cilic e Isner out, Shapo ok. Metà tabellone senza top-18

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US Open: Cilic e Isner out, Shapo ok. Metà tabellone senza top-18

Con il campione 2014 già 4 dei top 8 sono out. Shapovalov approfitta del ritiro di Edmund. Sarà Anderson-Lorenzi, Isner sorpreso da Mischa Zverev. Schwartzman fa fuori Cilic

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Non si è fermato, in questo day 5 dello US Open 2017, lo stillicidio di favoriti e teste di serie eliminate. Ne abbiamo perse 16, al momento. La parte bassa del tabellone, quella che in origine avrebbe dovuto essere presidiata da Andy Murray, poi sostituito da Marin Cilic in seguito al ritiro dello scozzese, è diventata terra di conquista. Fuori Sascha Zverev, Jo-Wilfried Tsonga, Jack Sock, David Ferrer, Gilles Muller, Marin Cilic, e John Isner, il giocatore più in alto in classifica rimane Pablo Carreno Busta, numero 19 ATP. Dopo di lui, ci sono Lucas Pouille (20 ATP) e Sam Querrey (21), già semifinalista a Wimbledon. Oltre a loro, per chi saprà cogliere l’occasione, magari il giovane Denis Shapovalov, il forte Kevin Anderson, il talentuoso Mischa Zverev, il trottolino tutto cuore e corsa Diego Schwartzman, o (consentiteci di sognare) l’esperto e solido Paolo Lorenzi, potrebbe essere un torneo a dir poco memorabile.

[29] D. Schwartzman b. [5] M. Cilic 4-6 7-5 7-5 6-4 (Marco Costantino)

 

Per il secondo anno di fila il terzo turno degli Open degli Stati Uniti è fatale a Marin Cilic, ma con ogni probabilità la sconfitta odierna appare ben più sanguinosa rispetto a quella di dodici mesi fa. Considerando infatti i tanti big assenti (Djokovic e Murray su tutti) e la sconfitta della testa di serie numero quattro Alexander Zverev, Cilic poteva essere ragionevolmente considerato il favorito numero uno della parte bassa, anche in virtù del fatto che il croato era l’unico tra tutti i tennisti di questa zona di tabellone ad aver già vinto un torneo dello Slam, proprio qui a New York nel 2014.

A sbarrargli la strada invece un volitivo Diego Schwartzman: l’argentino, testa di serie numero ventinove, è stato abile nel cogliere l’occasione di confrontarsi con un avversario falloso e discontinuo, cercando di indirizzare la partita sugli unici binari a lui favorevoli, quelli della corsa e della lotta, strategia che ha dato i suoi frutti soprattutto grazie ad un Cilic smarrito in una pletora di disarmanti errori, confezionati sia col dritto che con il rovescio (se ne conteranno ottanta a fine match), e in numeri alla battuta insufficienti per un giocatore del suo calibro (nove doppi falli e solo il 32% di punti vinti con la seconda palla).

Unica attenuante da riconoscere a Cilic, l’infortunio agli adduttori che lo ha tenuto fermo dopo la finale giocata e persa a Wimbledon (contro Roger Federer) e che probabilmente lo ha fatto approdare a New York scarsamente sicuro del proprio tennis, fatto di pressing da fondo e grandi accelerazioni. Di contro Schwartzman è stato bravo nel reagire ad un primo set giocato non al meglio da parte sua e a resistere al ritorno del tennista di Medjugorje nel quarto set (dove è risalito da 2-5 a 4-5) soprattutto nel conclusivo decimo game, nel quale è stato costretto ad annullare tre palle break – che avrebbero potuto riportare il set in parità -, prima di chiudere parziale e incontro con un dritto vincente. Il venticinquenne argentino raggiunge così per la prima volta in carriera gli ottavi di finale in un torneo del Grande Slam. Incredibile ormai il numero dei caduti tra le teste di serie: 4 delle prime 8 (Zverev, Cilic, Dimitrov, Tsonga) e ben 14 complessivamente.

[Q] D. Shapovalov b. K. Edmund 3-6 6-3 6-3 1-0 rit. (dal nostro inviato a New York, Luca Baldissera)

Per il secondo incontro di questo Day 5 dello US Open 2017, scendono in campo sul centrale l’inglese Kyle Edmund (22 anni, 42 ATP) e il canadese Denis Shapovalov (18 anni, 69 ATP). la partita promette di essere molto interessante, nei precedenti Denis ha vinto sul campo al Queens tre mesi fa, 6-4 al terzo, e perso facendosi squalificare in Coppa Davis a febbraio, sul punteggio di un set pari. Molto equilibrio quindi tra i due ragazzi, che anche dal punto di vista tecnico sono giocatori non banali, Kyle con il suo gran dritto impugnato full western, Denis con l’ormai famoso turborovescio.

A inizio match Denis sembra contratto, e non siesce a mettere a segno le sue ficcanti sbracciate, mentre Kyle macina da subito gioco con la pressione da fondo, e ottiene così un break al secondo game, poi confermato per il 3-0 in suo favore. Shapovalov reagisce con un buon turno di battuta tenuto a zero, comincia a trovare sufficiente aggressività in risposta, e grazie a un doppio fallo di Edmund recupera lo svantaggio, 3-2. Ma nel game successivo un’autentica sciocchezza (smash elementare non chiuso, e successivo passante subito, bravissimo Kyle), gli costa altre due palle break da affrontare, annullate, siamo 3-3. Ma due game dopo, mentre nel frattempo l’ottimo Edmund continua a tenere bene la battuta e a martellare col dritto, la situazione si ripresenta, e stavolta un dritto lungolinea che scappa largo condanna il canadese a subire il secondo break, 5-3 per Kyle. Prova a reagire nuovamente Shapovalov, si prende a sua volta due palle break, ma non le trasforma anche per la solidità dell’inglese, che chiude 6-3. Set giocato a sprazzi, con qualche bella soluzione, danno l’impressione di essere un po’ tesi entrambi, a fare la differenza è stata la maggiore consistenza di Edmund, giusto così.

Parte il secondo set, e sale anche il livello del gioco, Denis ci fa vedere un paio di rovesci dei suoi, Kyle picchia duro con la manata western da destra, sta diventando una bella partita. In particolare, si vede un deciso cambio di marcia del canadese, anche a livello di linguaggio del corpo, si rivede l’elettricità a cui ci aveva abituati nei match precedenti. La cosa si traduce in un break al quarto gioco per lui, 3-1, Edmund all’improvviso è un po’ calato come pesantezza di palla, di fianco, dalla tribuna stampa, vediamo i suoi topponi di dritto saltare molto meno alti. Shapovalov porta il vantaggio fino al 5-2, costringendo Kyle a servire per rimanere nel parziale. L’inglese si fa trascinare ai vantaggi, e poi la pressione di rovescio di Denis lo costringe ad affrontare un set point, fallito dal canadese. Inizia qui una sequenza punto-errore che dà a Shapovalov altri tre set point, tutti non trasformati, Edmund si salva per il rotto della cuffia e accorcia 4-5. Occasioni che possono pesare, meglio che Denis stia attento. Infatti, poco dopo, sul 30-30 Kyle innesca una sparatoria col dritto che lo porta a palla break, ma la pressione del canadese lo cosrringe all’errore. E due punti dopo, ecco il quinto set point per Denis, che azzecca lo slice vincente e chiude 6-4, un set pari.

Nei primi game del terzo set Edmund sembra contrarsi ulteriormente, mentre Shapovalov gioca a ottimo livello. C’è una palla break, salvata dall’inglese, nel terzo game, il canadese invece nei suoi turni di battuta va via liscio. Kyle chiama il trainer per un massaggio alle spalle, probabile un indurimento muscolare, e il break subito al settimo gioco, a zero, ne evidenzia le difficoltà. Sale poi senza problemi 5-3 Denis, e arriva a set point, chiudendo alla prima opportunità, dopo una brutta palla corta di Edmund e un errore in lunghezza con il dritto, che oltre a essere diventato falloso, come detto non fa più male come prima. In questo momento, +2 vincenti-errori (34/32) Denis, -10 (14/24) Kyle, il vantaggio di due set a uno pertanto ci sta tutto, ma il grosso problema di Edmund ora sono le condizioni fisiche. E dopo solo un game del quarto set, il povero Edmund si ritira, il dolore al collo evidentemente è troppo fastidioso. Primi ottavi di finale Slam per “El Shapo”, il ranking potenziale adesso è di numero 51, tanta roba a 18 anni, la curiosità adesso è vedere fino a dove arriverà. Intanto, lo rivedremo dopodomani contro Pablo Carreno Busta, 19 ATP, rimasto il giocatore con classifica più alta nell’intera metà bassa del tabellone.

[28] K. Anderson b. B. Coric 6-4 6-3 6-2 (dal nostro inviato a New York, Vanni Gibertini)

Nel frescolino di questo inatteso autunno anticipato al primo settembre a New York, sul “nuovo” Grandstand di Flushing Meadows il sudafricano Kevin Anderson (n. 28 del seeding) ha disposto in maniera tutto sommato piuttosto agevole di del croato “NextGen” Borna Coric, alla sua prima apparizione in un terzo turno di uno Slam. Il match è stato sostanzialmente a senso unico, comandato da Anderson dall’inizio alla fine, che oltre ad avere espresso un tennis più aggressivo e completo, è stato molto più solido nei momenti importanti. Coric è stato bravo a rimanere in scia dell’avversario per tutto il primo set, durante il quale c’è stata solamente una palla break, sull’ultimo punto del parziale che ha consegnato il vantaggio ad Anderson. Costretto a remare in fondo al campo dal tennis aggressivo a tutto campo dell’australiano, il giovane Borna ha comunque tenuto con grande spavalderia i propri turni di battuta, inciampando però nel finale quando, sul 4-5, ha commesso un doppio fallo mortifero sul 30-30, per poi farsi aggredire sulla seconda da una bella risposta di Anderson.

L’occasione più ghiotta per lasciare un segno pesante nel match il croato l’ha avuta sul 2-2 nel secondo set, quando si è trovato 0-40 sul servizio dell’avversario ed ha avuto in totale cinque palle break, senza tuttavia riuscire a mettere il naso avanti nel punteggio. Sono state quelle le uniche opportunità per strappare il servizio all’avversario, che ha strangolato il match con la battuta approfittando di errori piuttosto gravi di Coric, come i due diritti in rete sul 30-30 durante l’ottavo gioco, quello che ha visto l’unico break del set ed ha di fatto incanalato il risultato in una direzione molto precisa. Nella terza frazione, infatti, Anderson è andato in vantaggio di un break prima della prima pausa, quando gli spettatori del Grandstand, in posizione periferica rispetto agli altri campi, provavano a rientrare dopo essere andati a rifocillarsi. Un’ora e cinquanta minuti di tennis neanche malvagio, ma con una perenne sensazione di inevitabilità che ha iniziato ad aleggiare tra le tribune un po’ troppo presto per consentire al pubblico di farsi coinvolgere dal match. Anderson raggiunge quindi il quarto turno in uno Slam per la terza volta quest’anno su tre Slam giocati, dal momento che non ha giocato in Australia a causa del suo infortunio all’anca, ed affronterà per un posto nei quarti il nostro Paolo Lorenzi.

[23] M. Zverev b. [10] J. Isner 6-4 6-3 7-6(5) (Domenico Giugliano)

Sull’Artur Ashe Stadium apre il programma serale della quinta giornata degli US Open l’idolo di casa, il re degli ace John Isner, che sfida il più grande, e unico superstite, dei fratelli Zverev, Mischa. Si tratta del quinto precedente tra i due, bilancio in perfetta parità ma con il tedesco che ha vinto gli ultimi due incontri, tra cui la maratona in Australia conclusa 9-7 al quinto. Il match parte con i due tennisti molto solidi al servizio e con uno Zverev come sempre molto aggressivo con le sue discese a rete. Il momento clou del set è nel nono game quando Mischa sfrutta un passaggio a vuoto di Isner al servizio (solo una prima in campo) e si porta a condurre per 5-4, chiudendo nel game successivo il parziale in 32 minuti di gioco. Il secondo set riparte sulla falsa riga del primo, con Isner incerto al servizio e Mischa che porta a casa i suoi turni di battuta con molta facilità. Il gigante statunitense annulla nel quinto game una pericolosa palla break con un servizio vincente, ma si arrende nel suo turno successivo di battuta, permettendo a Zverev di issarsi sul 4-3 e servizio. Isner appare sempre più in apnea e confuso, forse anche qualche problema fisico per lui, e finisce per cedere il servizio anche nel nono game, chiuso da Zverev con un grande rovescio vincente che gli permette di chiudere per 6-3 il secondo set in 40 minuti. Nel terzo set Isner prova a reagire, mette in campo una percentuale di prime più alta e nel settimo game riesce a procurarsi due palle break consecutive, annullate con due ottime prime da Mischa. L’epilogo di questo parziale molto equilibrato è il tiebreak, dove Isner arriva con ben 9 ace messi a segno nel set. Il minibreak decisivo lo conquista il tedesco sul 3-2 a suo favore, lo sfrutta a dovere chiudendo set e incontro con una volée di rovescio in due ore e sei minuti di ottimo e solido tennis per lui. Isner per l’ennesima volta in uno Slam è rimandato, ma mai come questa notte è sembrato molto lontano dal poter vincere questa partita. Per Zverev agli ottavi di finale ci sarà Sam Querrey. Un match che si preannuncia interessante e molto equilibrato.

Gli altri incontri

Servono quattro set a Lucas Pouille per superare il qualificato Mikhail Kukushkin: il francese, quartofinalista a New York lo scorso anno quando superò Rafael Nadal in cinque set, rispolvera il suo ottimo tennis, che quest’anno lo aveva portato in semifinale a Montecarlo, poi persa contro Albert Ramos e una condizione fisica non perfetta. Lo imita Pablo Carreno Busta, ormai di diritto da considerarsi come uno dei primi tra i secondi: dopo i quarti di finale colti al Roland Garros (si ritirò per un problema agli addominali contro Nadal), troverà in ottavi Shapovalov grazie al successo di autorità su Nicolas Mahut. Vittoria comoda anche per Kevin Anderson, su uno sfinito Borna Coric che dopo la splendida prestazione contro Sascha Zverev non aveva più benzina Il sudafricano affronterà Paolo Lorenzi per un posto in quarti di finale. Sam Querrey si candida come serio pretendente alle semifinali: quattro set per battere il moldavo Radu Albot, autore di uno splendido torneo. Adesso per Querrey ci sarà Mischa Zverev che ha eliminato in tre set John Isner con una prestazione brillante. Ci sarà in ogni caso un nuovo semifinalista Slam, in uscita da questo spicchio di tabellone.

Risultati:

[29] D. Schwartzman b. [5] M. Cilic 4-6 7-5 7-5 6-4
[12] P. Carreno Busta b. [Q] N. Mahut 6-3 6-4 6-3
P. Lorenzi b. T. Fabbiano 6-2 6-4 6-4
[Q] D. Shapovalov b. K. Edmund 3-6 6-3 6-3 1-0 rit.
[28] K. Anderson b. B. Coric 6-4 6-3 6-2
[16] L. Pouille b. [Q] M. Kukushkin 2-6 6-3 6-4 6-4
[17] S. Querrey b. [Q] R. Albot 4-6 6-2 6-4 6-4
[23] M. Zverev b. [10] J. Isner 6-4 6-3 7-6(5)

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US Open, c’è il protocollo di sicurezza. Niente limitazioni al team degli atleti

Il ‘Cincinnati newyorchese’ si giocherà dal 22 al 28 agosto. Chi vorrà potrà affittare una casa fuori Manhattan (a 40.000 dollari). Le teste di serie avranno una suite a testa. US Open più vicino per Djokovic, Thiem e Nadal?

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Secondo il primo protocollo, se Nole deciderà di partecipare, potrà contare su entrambi i suoi coach

Qualche ora dopo la conferma della disputa dello US Open e del “torneo di Cincinnati” traslocato a Flushing Meadows, hanno iniziato a circolare sui social media copie del protocollo che è stato messo in atto dalla USTA per proteggere i giocatori e il loro staff durante gli eventi.

Innanzitutto le date sono leggermente diverse da quelle che erano trapelate nei giorni precedenti: il Western & Southern Open si svolgerà da sabato 22 a venerdì 28 agosto, con le qualificazioni che invece si terranno giovedì 20 e venerdì 21. Ci sarà poi il weekend di pausa e lo US Open inizierà il 31 agosto per concludersi il 13 settembre.

Tutti i giocatori potranno arrivare a New York a partire da sabato 15 agosto ed avranno accesso al National Tennis Center di Flushing Meadows il giorno seguente.

Saltata l’idea di organizzare voli charter per far arrivare i giocatori dalle parti più disparate del globo: i tennisti dovranno raggiungere New York con i mezzi propri, e verranno rimborsati del prezzo del volo nel caso in cui il torneo dovesse essere cancellato all’ultimo minuto.

Ogni tennista avrà diritto a due camere, nelle quali potranno soggiornare fino a due persone. La prima camera sarà a carico dell’organizzazione, la seconda a carico del giocatore. Di conseguenze ogni partecipante al torneo potrà portare con sé fino a tre persone, a patto che condividano le due camere a disposizione.

Nessuna menzione nemmeno per il limite di una persona che può accompagnare i tennisti all’impianto per allenamenti e match. Da quello che si era capito, la limitazione sembrava legata più a una questione di camere disponibili nell’albergo ufficiale (che sarà il TWA Hotel all’aeroporto JFK, nel quale soggiorneranno solamente giocatori e loro accompagnatori): sembra quindi che il costo degli extra test per gli altri accompagnatori sia stato valutato come affrontabile dalla USTA, che proprio su questo punto aveva ricevuto le maggiori critiche da parte dei giocatori ATP durante la teleconferenza di mercoledì scorso. D’altronde la disponibilità dei kit per effettuare i test, nonostante fosse un problema durante i primi mesi della pandemia, sembra non sia più una questione rilevante, dal momento che anche la NBA, in preparazione dei prossimi mesi di stagione a porte chiuse nell’impianto Disney di Orlando, ha già fatto sapere di aver provveduto all’approvvigionamento di tutti i test kit necessari fino a metà ottobre.

Ci sarà anche la possibilità, per chi volesse, di affittare una casa privata fuori Manhattan, nel caso in cui non si volesse stare in albergo. In questo caso sembra che si potrebbero avere anche più dei tre accompagnatori previsti dalla soluzione al TWA Hotel, ma la cosa non è precisata nel documento. Il costo per l’alloggio, che sarebbe interamente a carico del giocatore, sarebbe di circa 40.000 dollari per l’intero periodo dei due tornei.

La transportation dall’hotel a Flushing Meadows sarà effettuata con autobus da 55 passeggeri a una capacità che non eccederà mai il 50%. Tre pasti al giorno saranno forniti ai giocatori, con opzioni per spuntini a metà giornata e la possibilità di pre-ordinare il cibo attraverso un’apposita app e di farselo consegnare all’interno dell’impianto. Tutti i ristoranti normalmente disponibili per il pubblico saranno aperti esclusivamente per giocatori e personale di servizio. Si tratta davvero di parecchie opzioni, tutte di buona qualità.

Ci saranno spogliatoi supplementari, si potranno utilizzare le docce, a patto di mantenere una distanza minima tra un giocatore e l’altro. Le teste di serie potranno richiedere una delle corporate suite dell’Arthur Ashe Stadium a loro uso esclusivo. Man mano che i giocatori vengono eliminati, le suite saranno redistribuite agli altri giocatori in ordine di classifica.

Ogni membro del team dovrà essere testato per il COVID-19 prima di arrivare negli USA e comunque all’albergo. Si prevedono un minimo di 1-2 test la settimana, con l’utilizzo di tamponi nasali o attraverso l’analisi della saliva. Ogni giorno verrà controllata la temperatura di tutti gli individui e sarà richiesta la compilazione di un questionario di auto-valutazione dei sintomi.

Se un giocatore viene trovato positivo al test verrà isolato e trattato secondo i protocolli del Center For Disease Control statunitense (il Centro per il Controllo delle Malattie).

Verrà richiesto l’uso della mascherina durante la permanenza a Flushing Meadows ad eccezione dei periodi di allenamento, competizione e di esercizio in palestra. Presumiamo che si consideri anche la doccia esente dall’uso della maschera, ma non è segnalato sul protocollo.

LA REAZIONE DI DABROWSKI – Questo è quanto descritto nelle due pagine fatte avere ai giocatori dalla USTA. Bisognerà vedere quanti dei Top 100 (o forse più, dati i forfait) delle classifiche ATP e WTA saranno disposti a sottostare a queste regole per giocarsi lo US Open 2020.

La prima reazione ad arrivare è stata quella della doppista canadese Gabriela Dabrowski, attualmente n.7 del ranking WTA di doppio, che in un suo tweet ha criticato aspramente le condizioni imposte, la riduzione dei tabelloni di doppio oltre che l’eliminazione del torneo di doppio misto. Inoltre si lamenta il rischio di essere confinati in una stanza d’albergo in caso di positività a uno dei test, senza la possibilità di lasciarla fino a quando il test non risulti negativo.

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Flash

È ufficiale: US Open e Cincinnati si faranno. Ma Djokovic, Nadal e gli altri top ci saranno?

Il Governatore di New York annuncia via Twitter la disputa del torneo. Confermato anche il combined “di Cincinnati” trasferito a Flushing Meadows. Ora comincia il difficile: far venire quanti più giocatori possibile

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La prima conferma ufficiale della disputa dello US Open arriva nientemeno che dal Governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo.

Lo US Open si terrà nel Queens, NY, senza spettatori dal 31 agosto al 13 settembre. La USTA si premurerà di proteggere i giocatori e lo staff con misure straordinarie, che comprenderanno test frequenti, pulizie supplementari, spazio extra per gli spogliatoi, alloggi e trasporti dedicati”.

Il torneo quindi si farà, anche se rimangono ancora da definire un numero importante di dettagli. Tanto per cominciare bisogna capire come verrà gestito l’arrivo degli atleti e del loro (contingentatissimo) staff a New York: il Dipartimento di Sicurezza Interna (Department of Homeland Security) ha fatto capire qualche settimana fa che avrebbe concesso il permesso ai tennisti di arrivare negli Stati Uniti e di essere esentati dalla quarantena di 14 giorni normalmente prevista per chi arriva dall’estero, ma si tratta di stabilire quale sarà la procedura da seguire e se anche lo staff sarà trattato allo stesso modo. Le procedure di ingresso negli USA sono di pertinenza federale, quindi il Governatore Cuomo non ha nessuna giurisdizione per prendere decisioni in questo caso.

Poi bisogna vedere chi deciderà di partecipare: Federer si è già chiamato fuori per infortunio, Djokovic ha già espresso le sue perplessità, e così ha fatto anche Nadal, sia pure in maniera meno diretta. Durante la tappa di Belgrado dell’Adria Tour ci sono stati mugugni anche da parte di Thiem e Zverev, e proprio nelle ultime ore Simona Halep ha detto che per tutto il 2020 non si sposterà dall’Europa.

È evidente che i tennisti che non hanno robustissimi forzieri già pieni su cui contare vedranno sicuramente di buon occhio la possibilità di guadagnare somme che possono sistemare una stagione: un secondo turno allo US Open garantirà vicino ai 100.000 dollari (meno il 35% di tasse), che in un’annata nella quale non si guadagna da febbraio sono una manna dal cielo.

Inoltre bisognerà capire che cosa succederà prima dello US Open ad una inevitabilmente mutilata stagione nordamericana. Le indiscrezioni delle ultime ore suggeriscono la possibile disputa del torneo di Washington DC (solo a livello maschile) a partire dal 10 agosto e quella del Masters 1000/Premier 5 di Cincinnati a partire dal 17 agosto ma nell’impianto di Flushing Meadows, con la contestuale cancellazione delle qualificazioni. Un’alternativa potrebbe essere invece quella della cancellazione del torneo di Cincinnati e della disputa invece delle qualificazioni, per dare un po’ di ossigeno e possibilità di giocare anche ai tennisti al di sotto del 100° posto, che vedranno la stagione dei Challenger completamente cancellata.

AGGIORNAMENTO: Nemmeno un’ora dopo la conferma da parte del Governatore Cuomo della disputa dello US Open, la USTA ha diffuso un breve comunicato stampa nel quale, tramite le parole del suo presidente Mike Dowse ha confermato che verrà disputato anche il Western & Southern Open prima dello US Open. Si realizza quindi l’ipotesi di avere due tornei consecutivi a Flushing Meadows con il trasloco da Cincinnati del torneo combined che unisce il Masters 1000 ATP e il Premier 5 WTA.

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Focus

US Open, la USTA presenta il piano: voli charter, una persona per giocatore e Hawk Eye

Svelata la bozza per far disputare lo slam newyorkese. Porte chiuse molto probabili, team ridotti e niente bambini a fare i raccattapalle

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US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Cominciano a prendere forma i dettagli di quello che potrebbe essere uno degli sforzi organizzativi più straordinari della storia del tennis. La USTA (United States Tennis Association) sta cercando di creare un protocollo che permetta la disputa del prossimo US Open, in programma dal 31 agosto al 13 settembre prossimi al Billie Jean King National Tennis Center di Flushing Meadows a New York, dove fino a un paio di settimane fa era operativo un ospedale temporaneo per la cura dei pazienti affetti da COVID-19.

È tutto ancora in uno stato molto fluido – ha spiegato Stacey Allaster, direttore esecutivo per il tennis professionistico della USTA, durante un’intervista telefonica rilasciata all’Associated PressNessuna decisione definitiva è stata presa”.

Tuttavia se tutto dovesse procedere secondo i piani cui si sta lavorando alacremente da settimane, il torneo si dovrebbe svolgere nella data e nel luogo previsti. Nessuno slittamento di data, dunque, e nessun trasloco a Indian Wells oppure a Orlando, come era stato ventilato diverse volte. Si stanno considerando diversi modelli, con e senza pubblico sugli spalti, ma Lew Sherr, il chief revenue officer della USTA, ha rivelato come sia sempre meno probabile” che sarà permesso agli spettatori di assistere all’edizione 2020 del torneo. “Dovremo fare a meno degli incassi del botteghino, dell’ospitalità, di una parte degli introiti dalle sponsorizzazioni. Ma rimane abbastanza, con i diritti TV e i rimanenti soldi degli sponsor, per far sì che valga la pena giocare a porte chiuse” ha spiegato Sherr.

 

Senza pubblico, la USTA dispone di 18.800 metri quadrati di impianto nel quale poter costruire extra spogliatoi per aumentare il distanziamento tra gli individui, ma solo per chi è impegnato nelle gare: i giocatori che andranno a Flushing Meadows solo per allenarsi non potranno utilizzare alcuno spogliatoio. Venerdì scorso, il piano operativo per il torneo è stato presentato al gruppo di esperti creato per lo scopo, e la settimana prossima verrà discusso con le autorità.

Lo stato di New York, nella persona del suo governatore Anthony Cuomo, così come il sindaco della Grande Mela Bill De Blasio dovranno dare il loro benestare prima che si possa passare alla fase operativa del progetto, ma già da diversi giorni le autorità hanno pubblicamente affermato che forniranno il loro sostegno a tutti rappresentanti dello sport professionistico che vorranno riprendere l’attività, seppur senza pubblico presente.

In precedenza, c’era stata anche il semaforo verde del Dipartimento di Sicurezza Interna (Department of Homeland Security) che aveva fatto sapere che gli atleti professionisti impegnati nelle competizioni di alto livello saranno esentati dalla quarantena purché presentino prove di negatività al test per il COVID-19 al loro arrivo negli Stati Uniti.

La USTA cercherà di rendere tutto più semplice offrendo agli atleti impegnati dei voli speciali per poter arrivare all’Aeroporto JFK di New York da varie località: saranno a disposizione voli charter da Parigi, Vienna, Francoforte, Dubai e Buenos Aires, così come voli di ritorno alla fine del torneo per qualunque sia il torneo successivo. Il trasferimento dal Sud America potrebbe presentare qualche problema in più in quanto l’Argentina ha dichiarato chiuse le proprie frontiere fino alla fine di settembre, quindi ci sarà bisogno di un cambiamento di rotta da parte del governo argentino oppure di una speciale dispensa per permettere a Schwartzman e compagni di arrivare allo US Open.

L’entourage di ogni giocatore sarà limitato a una sola persona, come è stato già deciso a livello WTA. Sarà interessante vedere come gestiranno questa situazione gli atleti di punta, abituati a viaggiare con un’equipe al seguito di una decina di persone o anche più.

Ogni membro del gruppo dovrà arrivare a New York con un test negativo al COVID-19 e sarà testato per tutta la durata del torneo con controlli quotidiani della temperatura, questionari sullo stato di salute e test periodici (si dice ogni due giorni, e comunque sicuramente prima di ogni incontro) a tampone, con la saliva oppure attraverso altri metodi che verranno messi a punto nelle prossime settimane.

Ci saranno meno giudici di linea, sostituiti in parte dalle chiamate elettroniche, e tutti i raccattapalle dovranno essere adulti. Si sta considerando l’ipotesi di far giocare alcuni match del tabellone del singolare maschile al meglio dei tre set, ma “non verrà presa una decisione unilaterale in questo ambito, i giocatori saranno coinvolti nella decisione” se si dovesse decidere di seguire questa strada, ha precisato Allaster.

La decisione finale sarà presa nella seconda parte del mese di giugno, e a quel punto dovremmo avere un’idea molto più precisa di quale e quanto tennis professionistico vedremo durante il resto del 2020.

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