L'incredibile squalifica di Denis Shapovalov

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L’incredibile squalifica di Denis Shapovalov

Coppa Davis: il punto decisivo per la Gran Bretagna è firmato… dal giovane canadese

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Kyle Edmund conduce 6-3 6-4 1-1 A-40: sulla racchetta ha l’occasione per portarsi in vantaggio di un break anche nel terzo parziale. Denis Shapovalov, appena al suo secondo match in Davis, prova a salvarsi con un rovescio incrociato ma la palla finisce in corridoio consegnando il game al britannico. Qui il canadese tira fuori una pallina dalla tasca e la scaglia con rabbia verso l’alto: purtroppo per lui il bersaglio finisce per essere l’arbitro e la squalifica è inevitabile. Gran Bretagna ai quarti, Shapovalov disperato.

Qui invece due istantanee del povero arbitro subito dopo il “siluro” scagliato da Shapovalov. Le ultime notizie confermano che sono stati necessari per lui accertamenti presso l’ospedale di Ottawa.

Spunti tecnici: Denis Shapovalov, il futuro del rovescio a una mano

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“Il dritto si fa così. Te lo spiego io che ho vinto 17 titoli dello Slam”. Un maestro d’eccezione per un gruppo di piccoli aspiranti tennisti nella capitale serba

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“Dietro l’atleta”: Lorenzo Musetti si racconta in un documentario

Max Gaggino ha girato un cortometraggio su Lorenzo durante gli Assoluti di Todi di luglio. Le immagini sono perfette per scoprire cosa c’è dietro le quinte di una carriera che promette di essere di altissimo livello

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Lorenzo Musetti - Sardegna Open 2020 (foto @LaPresse)

Sono stati tre mesi intensi per Lorenzo Musetti. Il carrarese, da almeno due anni sui radar degli appassionati ma sconosciuto al grande pubblico, ha scalato quasi 250 posizioni dall’inizio dell’anno di cui circa 160 dalla ripresa della stagione (era N.284 ATP prima del blocco, mentre lunedì dovrebbe essere N.123), e l’ha fatto regalando lampi d’ispirazione su palcoscenici come il Foro Italico e contro avversari come Stan Wawrinka e Kei Nishikori, affermandosi come il miglior classe 2002 sulla scena mondiale per distacco.

Da quando si è tornati a giocare, Musetti ha raggiunto la semifinale al Challenger di Trieste e i quarti a quello di Cordenons, risultati di tutto rispetto ma considerati parte di un processo di crescita stabile. Da lì, però, è arrivata una brusca accelerazione con gli ottavi raggiunti a Roma da qualificato, la vittoria al Challenger di Forlì e la semifinale di questa settimana in Sardegna, dove forse il surmenage degli ultimi tempi ha iniziato a farsi sentire, portandolo a ritirarsi contro Laslo Djere. In totale, da agosto ha ottenuto venti vittorie e sei sconfitte in tutte le competizioni (main draw ATP, Challenger e qualificazioni).

Eppure, tre mesi fa non era assolutamente detto che Musetti, campione all’Australian Open juniores nel 2019 e quindi non ancora del tutto uso al tennis professionistico, riuscisse a diventare competitivo tanto in fretta, specialmente perché a inizio anno si erano avute delle avvisaglie in grandi eventi (la qualificazione sfiorata a Melbourne e quella raggiunta a Dubai) a cui aveva però fatto da contraltare una discontinuità del tutto fisiologica per carta d’identità, sviluppo fisico, e se vogliamo anche per stile di gioco, visto che il nostro è decisamente più dionisiaco che apollineo, a differenza della brutale brillantezza a cui ci sta abituando il quasi coetaneo a cui bene o male sarà sempre accostato, vale a dire Jannik Sinner.

 

Quella che però non è assolutamente rapsodica è la sua voglia di arrivare, unita alla consapevolezza del lavoro necessario per farlo, ed è questo che emerge nello splendido cortometraggio girato da Max Gaggino (istruttore del Park Tennis Club Genova, con cui Musetti ha vinto il campionato di Serie A1 ad agosto) durante gli Assoluti Italiani di Todi, dove Musetti ha perso nei quarti di finale contro il futuro vincitore del torneo Lorenzo Sonego.

Il documentario include interviste a grandi opinionisti della scena tennistica italiana come Alessandro Nizegorodcew e Stefano Meloccaro, che giustamente forniscono un parere spassionato (e soprattutto equilibrato) sulle prospettive del ragazzo – non mancano, ovviamente, le parole del giocatore stesso e del suo allenatore Simone Tartarini, anzi, sono il vero filo conduttore della narrazione.

IL DOCUMENTARIO

Gaggino ci ha inviato il documentario, il primo della serie “Dietro l’atleta” – che è proseguita con gli episodi su Giulio Zeppieri e Matteo Arnaldi – e siamo grati del fatto che abbia pensato proprio ad Ubitennis. Tuttavia, abbiamo pensato che sarebbe stato più interessante pubblicarlo come “retrospettiva” (se si può usare questo termine per un teenager) ora che la carriera di Musetti sembra essersi avviata su canali ben precisi – trascorsi tanto recenti ci mostrano davvero cosa ci sia dietro le quinte di una carriera di altissimo livello, sia in termini di lavoro che in termini di gavetta.

Ci auguriamo che questo documentario possa diventare un reperto di ancora maggiore rilievo testimoniale man mano che la carriera di Lorenzo crescerà e si sposterà su passerelle sempre più auree.

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Chi ha detto che il suo tennis è poco creativo? Colpo sotto le gambe e passante vincente per lo spagnolo nei quarti di Colonia

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