Indian Wells: fuori Dimitrov con Verdasco, rimandati i giovani

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Indian Wells: fuori Dimitrov con Verdasco, rimandati i giovani

INDIAN WELLS – Fernando Verdasco sorprende Grigor. Si fermano sia Tsitsipas, eliminato da Thiem, che Shapovalov, battuto da Cuevas

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F. Verdasco b [3] G. Dimitrov 7-6(4) 4-6 6-3 (Michele Pascolini)

Clamorosa sconfitta per Dimitrov contro Verdasco. Le loro partite non durano mai poco. I tre precedenti si erano conclusi al terzo set, e questa partita non fa eccezione. Lo spagnolo, recente finalista a Rio, si presenta agguerrito fin dal primo 15, vinto con un dritto al fulmicotone, suo marchio di fabbrica. Punterà, nel  corso del primo set, ad impostare lo scambio sulla diagonale del suo dritto mancino contro il rovescio del bulgaro, il quale appare in difficoltà sui rimbalzi alti. Se l’indubbia maggiore classe di Dimitrov gli consente di fare partita pari, è evidente che non si è ancora potuto ambientare nel torneo: il bye al primo turno talvolta non è un vantaggio.

Nel corso del primo set Dimitrov ha le sue occasioni: strappa per primo il servizio allo spagnolo, che però lo riprende. Quando inoltre sul 4-5 deve fronteggiare due setpoint consecutivi, Verdasco prima conclude vittoriosamente un lunghissimo scambio giocato con coraggio e saggezza da entrambi, e poi piazza un robusto servizio. Dopo un buffo episodio in cui a Dimitrov vola la racchetta mentre chiude il movimento del servizio, ma a differenza di Fognini qualche giorno fa non gli torna in mano, è tempo di tiebreak. Verdasco allunga sul 4-2 e poi si affida al servizio per chiudere 7-4. Nel secondo set, il bulgaro accende la versione dinamica di se stesso: risponde coi piedi dentro al campo ad ogni seconda di Verdasco, va a caccia di ogni palla da una parte all’altra dello stadio, accelera, attacca, inventa. Su un tremendo rovescio ad effetto di Verdasco, Dimitrov si trova a colpire di dritto esternamente alla linea del doppio, ma esplode uno spettacolare inside in che lascia a bocca aperta la folla. Sale così 3-0 con due break. Ne perde uno per strada, subendo i cross di dritto molto stretti dello spagnolo, ma prosegue la corsa di testa. Verdasco però continua a lottare nel set, rimontando anche 4 palle break, di cui tre consecutive, nel settimo gioco. Dimitrov si affida alla sua classe e ai suoi garretti esplosivi per non farsi riprendere dall’avversario. Con un perfetto turno di servizio, impreziosito da uno smash dal fondo, un dritto anomalo, e un attacco in controtempo sul setpoint, Grigor vince 6-4.

 

Nel terzo set, in avvio Verdasco cerca a sua volta di rendersi più aggressivo alla risposta, ma Dimitrov si difende con classe. Il set sembra tuttavia segnato, perché al servizio del bulgaro si perviene sempre ai vantaggi, mentre lo spagnolo sorvola veloce forte di un’altissima percentuale di prime davvero ingiocabili. Dimitrov si salva in vari frangenti, ora con un rovescio lungolinea in salto, poi con un dritto che lambisce la linea, o quando necessita anche con un net benevolo. Ma dopo il Master il bersaglio sulla sua schiena è sempre più grosso, e Verdasco lo inquadra bene quando, nell’ottavo gioco, gli episodi gli arridono finalmente. Dopo aver scavalcato l’avversario con un lob che cade sulla linea, si procaccia l’unica, definitiva, palla break, a causa di un doppio fallo di uno sfiduciato Dimitrov, che poi spara lungo il dritto e manda lo spagnolo a servire per il match, sotto gli occhi della fresca sposa. Subito due ace consecutivi e poi 40-0. Dimitrov gioca i matchpoint avversi con coraggio da leone, ma affossando a rete l’ultima volée si arrende al combattivo Verdasco in poco più di due ore. Coerentemente, le statistiche annoverano 36 vincenti a 26 per lo spagnolo con 12 ace, e rilevano che è negli scambi brevi il predominio della partita. Non sarà un avversario facile per Fritz nel prossimo turno se saprà mantenere l’esplosività di servizio e dritto.

T. Fritz b. [27] A. Rublev 6-4 7-6(4) (Andrea Ciocci)

I confronti tra USA e Russia non evocano più gli “Io ti spiezzo in due”, se persino due tipetti focosi come Putin e Trump riescono a non calpestarsi i piedi. E poi, come fai a voler male a Taylor Fritz, il ragazzo con la posatezza di un vecchio saggio, testa sulle spalle e low profile come pochi? L’avversario battuto oggi a sorpresa, Andrey Rublev, apparentemente più adatto al ruolo di villain, ma in fondo non così duro, deve fare i conti con il difficile passaggio alla maturità. Percorso simile a quello del quasi russo Shapovalov. Un primo set giocato a velocità supersonica ma condito da molti errori. Il numero di break da tennis femminile – imbarazzanti le percentuali di punti vinti con la seconda – è indice di un certo nervosismo. Che ha matrici diverse. Per il californiano, si tratta del torneo di casa. Dove tentare di fare quel salto di qualità che è riuscito ad altri della sua generazione. Come Rublev, finalista alle Finals riservate ai Next Gen, ma soprattutto, grande protagonista agli scorsi US Open. E teso, a sua volta, proprio per il nuovo status di tennista attenzionato da media e pubblico. Lo stress gioca da livella fino al 5-4. Lì lo statunitense trova un game fantastico in risposta e strappa prepotentemente battuta e set a un Rublev che tenta di spaccare piede e racchetta. Più regolare l’andamento del secondo parziale, ma verso il finale il germe della follia attecchisce ancora. Il russo strappa il servizio a Fritz sul 4-4, per poi subire lo stesso destino quando va a servire per allungare il match. Inevitabile il tie-break, in cui Rublev, in piena trance masochistica, cede di schianto. Due mini-break salutati da altrettante standing ovation sanciscono la fine delle ostilità. Grande vittoria per l’americano, che attende il vincente di Dimitrov-Verdasco. Ennesima dimostrazione di scarsa tenuta mentale da parte del moscovita. Il suo meraviglioso braccio, come quello di tantissimi altri talenti che l’hanno preceduto, non basterà a farne un top player. Ma se anche Roger Federer da giovane spaccava racchette, Rublev non può dire di non avere esempi da imitare.

[5] D. Thiem b. S. Tsitsipas 6-2 3-6 6-3 (Michele Trabace)

Ad aprire il programma qui a Indian Wells è la vittoria stentata di Dominic Thiem, numero 5 del seeding, contro Stefanos Tsitsipas, numero 71 ATP. Nella sfida tra due giocatori col rovescio a una mano Thiem si impone in tre set, dove spesso è sembrato non centrato e non concentrato, superando il diciannovenne di Atene che ha pagato l’emozione iniziale di un palcoscenico cosi importante. Tra i due vi era un solo precedente con l’austriaco che si era imposto a Doha all’inizio di questa stagione. Partenza da incubo per il giovane greco: Thiem gli strappa subito due volte il servizio, volando sul 4-0 e incamerando successivamente il primo parziale con un severo 6-2. Nel momento in cui Dominic parrebbe in totale controllo, ecco che paga caro un passaggio a vuoto, consentendo a Stefanos di entrare finalmente in gara e di ottenere un break prezioso, che difenderà fino a conquistare la seconda partita per 6-3; troppi gli errori di Thiem in questo frangente del match, incapace di reagire nei momenti di difficoltà. Si va al terzo. Il numero 6 mondiale continua nell’alternare buone cose con i fondamentali da fondocampo a colpi sbagliati in maniera grossolana, che rischiano di minarne le certezze; per sua fortuna nel quarto game alla quinta palla break (sesta del set) arriva il punto del tanto sospirato allungo, proiettandosi avanti 3-1. Thiem conferma la sua prestazione fatta di luci ed ombre perdendo la battuta nel settimo gioco, ma per sua fortuna è bravo nel dimenticare subito e a riprendersi un break di vantaggio, che lo portano a servire per archiviare la pratica: questa volta il recente vincitore sulla terra di Buenos Aires non tradisce le attese e al primo match point conclude le sue fatiche odierne, scagliando in maniera stizzita la pallina in aria. Nel prossimo turno affronterà Cuevas.

[30] P. Cuevas b. D. Shapovalov 7-6(4) 6-3 (Andrea Ciocci)

Non basterà più regalare alla folla plaudente quei magnifici rovesci sospesi. Lo sa bene Denis Shapovalov, per molti la speranza più speranza di tutte. Pochi mesi dopo la sua fantastica cavalcata a Flushing Meadows, per lui il 2018 è la stagione delle conferme, come i gruppi musicali chiamati a scrivere un album dopo un successo planetario. L’aver perso oggi da un canaccio come l’uruguaiano Pablo Cuevas non rappresenta in sé una bocciatura. Ma indica che il 18enne di Toronto dovrà pazientare ancora un po’ per trovare continuità. Sin dal principio, il pattern tecnico del mancino canadese viene un po’ stravolto dal fatto che il suo dritto incrociato va a scontrarsi con l’ottimo rovescio (monomane, come il suo) del 32enne di Salto. Un avversario capace di sporcare il gioco, passando da topponi interlocutori ad accelerazioni pregevoli. Dai primi scambi si capiscono due cose: il pubblico propende per il canadese e lo stesso non ha ancora fatto propri gli aurei principi del tennis percentuale. Come conferma un suo orrendo turno di servizio perso a zero sul 2-2. Una coltre di nuvole ingrigisce la Coachella Valley portando una pioggerella leggera. A gioco fermo, il groove della musica in sottofondo coinvolge il giovane Denis. E sembra innescare la sua esplosività: fra traccianti e colpi di volo casuali quanto spettacolari Shapo si riprende il proscenio e il filo del discorso. Sempre più aggressivo, sotto lo sguardo ammirato di Rod Laver, dimostra un buon feeling con la rete. Ma nel tie-break dimostra tutta la sua inesperienza. Non chiama un challenge che avrebbe vinto. E l’esperto avversario ne approfitta, chiudendo la partita all’undicesimo punto. Il contrappunto fiammate-momenti no non paga mai nel tennis. Ma questo sembra sia l’unico spartito che il canadese è in grado di leggere. Cuevas, che ci mette del suo in termini di sapienza tattica ed esecuzione, vince in scioltezza anche la seconda frazione. Un break, quanto basta per garantirsi il confronto con un opaco Dominic Thiem. In quanto a Shapovalov, la traversata del deserto non è ancora terminata. Ma il ragazzo ha dalla sua tutto il tempo del mondo.

GLI ALTRI INCONTRI (Raffaello Esposito)

IN ORDINE DI FEDERER – Sempre indecisi se elencare gli incontri rimanenti in ordine cronologico, oggi scegliamo di aggiornarvi innanzitutto sugli avversari più vicini a Roger lungo la strada dei quarti di finale, e così via fino all’altra metà del tabellone. Certo la via non pare troppo accidentata ma è un torneo lungo, fa caldo e la vittoria 2017 del re svizzero non è di per sé garanzia di conferma. Il primo match in questa sorta di sistema solare tennistico designa il possibile avversario di Federer nei sedicesimi. Entrambi se la giocano serenamente, “tanto” – avranno pensato l’uno dell’altro – “se mi batti non andrai lontano”. È Filip Krajinovic (28 ATP, tds 25) a mettere sul piatto della bilancia le oltre 200 posizioni di scarto in classifica contro il qualificato statunitense Mitchell Kreuger (231 ATP) in due set che hanno poco da dire. A seguire ecco Adrian Mannarino (23 ATP, tds 20) disporre facimente di un altro nordamericano – stavolta canadese – sopravvissuto alle qualificazioni. Peter Polansky (134 ATP) poteva nutrire qualche speranza ricordando la debacle in Davis di Adrian contro DeBakker ma oggi il braccio mancino del suo avversario non gli ha lasciato scampo. Prossimo turno Mannarino-Chardy – ahinoi! –, il vincente contro Roger. Continuando a scendere in tabellone ecco Tomas Berdych (15 ATP, tds 12) esordire nel torneo contro il ventiduenne tedesco Maximilian Marterer (73 ATP). Il ceco storicamente perde di rado contro chi lo segue in classifica e questo match non ha fatto eccezione. Percorso insidioso per Tomas, che per raggiungere i quarti dovrà forse vedersela con Thiem. Ma prima incontrerà Hyeon Chung (26 ATP, tds 23), che ha battuto Dusan Lajovic (91 ATP). Il primo set vinto dal serbo per 11-9 in un tie break da cineteca è di gran lunga il più bello del torneo. Chung comunque non ha paura di nessuno e non molla mai, chiedere a Sascha Zverev per conferma. E infatti, alla fine con un duplice 6-3 fa sua la sfida.

LONTANO DAL SOLE – Gli incontri seguenti attengono invece alla parte opposta del tabellone alto, quella presidiata da Kevin Anderson (9 ATP, tds 7). L’allampanato tennista di Johannesburg fa il suo ingresso nella competizione sconfiggendo per la quarta volta in carriera il russo Donskoy (76 ATP), che non ha difese adeguate contro la sua velocità di palla ma cede solo di misura entrambi i parziali. Due set lisci che lo mandano al terzo turno contro Nicolas Kicker (94 ATP), un tipetto ostico che sa sopravvivere bene su un campo da tennis e ha testa. Nella sera californiana ha usato queste sue armi per sovrastare Damir Dzumhur (30 ATP, tds 26) al terzo e in rimonta. Per finire eccoci in una zona del tabellone presidiata da folta colonia spagnola. Albert Ramos Vinolas (22 ATP, tds 19) ha una volta di più certificato le sue difficoltà di stagione uscendo subito dal torneo. A stracciarlo letteralmente – con bagel nel primo set – il croato Borna Coric (49 ATP), apparso perfettamente a proprio agio su questo cemento. Avversario di Borna sarà lo spagnolo Roberto Bautista Agut (16 ATP, tds13), che pareggia gli scontri diretti nei confronti di Jared Donaldson (48 ATP) in due netti parziali. Infine, maratona doveva essere e maratona è stata. Pablo Carreno Busta (14 ATP, tds 11) batte Horacio Zeballos (66 ATP) in 2h e 40 al tie break del terzo dopo aver annullato un match point in battuta nel corso del decimo gioco. Al prossimo turno incrocerà Danil Medvedev che ha sconfitto Berrettini nostro.

Risultati:

[12] T. Berdych b. M. Marterer 6-1 6-4
[7] K. Anderson b. E. Donskoy 7-5 6-4
[13] R. Bautista Agut b. J. Donaldson 6-4 6-2
N. Kicker b. [26] D. Dzumhur 4-6 6-2 6-1
[23] H. Chung b. D. Lajovic 6-7(9) 6-3 6-3
[11] P. Carreno Busta b. H. Zeballos 3-6 6-3 7-6(3)
B.Coric b. [19] A. Ramos-Vinolas 6-0 6-3
[25] F. Krajinovic b. [Q] M. Krueger 6-2 6-2
[20] A Mannarino b. [Q] P. Polansky 6-1 6-4
J. Chardy b. [16] F. Fognini 4-6 7-6(2) 6-4
[30] P. Cuevas b. D. Shapovalov 7-6(4) 6-3
[5] D. Thiem b. S. Tsitsipas 6-2 3-6 6-3
F. Verdasco b. [3] G. Dimitrov 7-6(4) 4-6 6-3
T. Fritz b. [27] A. Rublev 6-4 7-6(4)
D. Medvedev b. [LL] M. Berrettini 6-7(5) 7-5 6-4
[1] R. Federer vs F. Delbonis 6-3 2-2 sospesa

Il tabellone maschile

Indian Wells: Fognini spreca, Chardy passa al terzo. Matteo, che peccato!

Il podcast dei nostri inviati Vanni e Luca

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Classifica ATP: eppur si muove

Nadal torna fra i primi cinque, Sinner rientra in Top 10 dopo una settimana. Best ranking per Auger-Aliassime, grandi exploit per Cressy e Kokkinakis

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Jannik Sinner - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

Il caso Djokovic rischia di diventare per il tennis l’equivalente di un buco nero in astrofisica: una vicenda che inghiotte tutto ciò che la circonda. Per ribellarci a questo destino, dedichiamo tempo e attenzione anche a ciò che accade al di fuori delle vicende che hanno coinvolto il tennista serbo e le autorità australiane, cominciando dalla classifica ATP che, nonostante la stagione sia appena cominciata, “eppur si muove”.

E i movimenti che compie sono interessanti. Di seguito la Top 20:

17/01/2022Giocatore03/01/2022Differenza
1Djokovic10
2Medvedev20
3Zverev30
4Tsitsipas40
5Nadal6+1
6Rublev5-1
7Berrettini70
8Ruud80
9Auger-Aliassime11+2
10Sinner100
11Hurkacz9-2
12Norrie120
13Schwartzman130
14Shapovalov140
15Karatsev18+3
16Thiem15-1
17Federer16-1
18Bautista Agut19+1
19Garin17-2
20Monfils21+1

 

Qualche annotazione:

  • Il canadese Felix Auger-Aliassime – grazie alla vittoria del Canada nella ATP Cup, ottenuta anche con il suo decisivo contributo – torna ad occupare una posizione tra i 10 migliori giocatori del mondo, la numero 9, dopo una fugace apparizione al numero 10 lo scorso novembre. Hubert Hurkacz scende al numero 11: Jannik Sinner torna dunque in Top 10 dopo una fugace uscita la scorsa settimana.
  • Aslan Karatsev, grazie alla vittoria conquistata a Sidney, eguaglia il proprio best ranking: il numero 15.
  • Il francese Arthur Rinderknech – finalista ad Adelaide 2 – entra tra i primi 50. È numero 48.
  • Maxime Cressy – uno degli ultimi interpreti del serve & volley – è stato protagonista di un grande inizio di stagione, prima con la finale di Melbourne e poi con i quarti di finale a Sidney. Questi risultati gli sono valsi l’ingresso per la prima volta in carriera nella top 100; oggi lo troviamo al numero 70.
  • Lo statunitense Cressy non è l’unico giocatore ad avere varcato per la prima volta la soglia della Top 100 nel corso di questo mese; il tedesco Oscar Otte (96) e il danese Holger Rune (99) hanno fatto altrettanto. Non ce ne vorrà Otte ma in termini prospettici ci sembra più significativo l’exploit compiuto dal danese; con il suo arrivo, Carlos Alcaraz non è più l’unico tennista nato nel 2003 presente tra i primi 100.

Nell’ultima classifica pubblicata lo scorso anno, nove tennisti italiani occupavano una delle prime 100 posizioni; oggi ne troviamo uno in meno:

17/01/2022NOMENATO NEL
7Berrettini1996
10Sinner2001
26Sonego1995
32Fognini1987
60Musetti2002
65Mager1994
95Cecchinato1992
98Travaglia1991

Andreas Seppi è scivolato al numero 101. Inizio di stagione importante sotto il profilo statistico per il diciannovenne Flavio Cobolli; il tennista fiorentino è entrato tra i primi 200 giocatori del pianeta, al numero 199.

Un mese di gennaio indimenticabile per Thanasi Kokkinakisl’australiano in un sol colpo ad Adelaide ha vinto il primo torneo della carriera, ha ricevuto un messaggio di congratulazioni da Roger Federer e si è portato a sole tre posizioni di distanza dalla Top 100. Forse non è troppo tardi per immaginare un futuro importante per un ragazzo di 25 anni che a 20 era arrivato a occupare la poltrona numero 69 e che poi a causa di un’infinita serie di problemi fisici era caduto in una profonda depressione e sembrava perduto per il tennis che conta.

Bentornato Thanasi.

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ATP

Australian Open uomini: Zverev avanti. Bene Shapovalov, Monfils e Alcaraz, Korda asfalta Norrie. Maratona Karatsev

Un primo turno allenante per Sascha contro Altmaier. Sorprende il giovane americano: lasciati solo sette giochi al britannico numero 12 del mondo. Servono quasi cinque ore ad Aslan per battere Munar

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Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)
Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)

Dopo tanta attesa e tante distrazioni extra-tennistiche è iniziato nella notte italiana tra domenica e lunedì il primo Slam della stagione. La prima giornata degli Australian Open 2022 non ha riservato grandi sorprese per quanto riguarda il tabellone maschile e tutti i principali favoriti hanno vinto piuttosto agevolmente il loro primo turno. Ecco la carrellata di quello che è successo nel Day 1 oltre ai match che hanno visto protagonisti gli italiani, di cui parliamo in altri articoli: dalla vittoria di Matteo Berrettini contro Nakashima a quella di Sonego contro Querrey.

La prima testa di serie di rilievo a scendere in campo in ordine cronologico è stata la n. 14, cioè Denis Shapovalov, che in quattro set ha superato Laslo Djere per 7-6(3) 6-4 3-6 7-6(3) in 3 ore e 23 minuti. Il canadese, reduce dalla vittoria della ATP Cup, non è apparso al meglio sotto l’aspetto tecnico (68 errori gratuiti) ma sicuramente sta facendo progressi sotto quello mentale; “Sto lavorando col mio team per raggiungere una mentalità alla Nadal”, ha confermato lui. Sopra 5-2 nel quarto set, Shapovalov stava servendo per chiudere la partita ma si è creato da solo dei problemi quando con tre errori non forzati e un doppio fallo ha prolungato la sua permanenza in campo. Il n. 51 del mondo ha annullato un match point sul 5-4 e ha brekkato il canadese due volte per giungere al tiebreak, ma lì Djere ha ceduto concedendo la vittoria a Shapovalov.

Alla sua seconda partecipazione all’Australian Open Carlos Alcaraz raggiunge il secondo turno replicando il risultato dello scorso anno dove aveva battuto anche in quel caso un qualificato. Questa volta ha superato nel match di esordio il cileno Alejandro Tabilo 6-2 6-2 6-3 con una prestazione travolgente con un leggero tentennamento solamente nel primo set dove parecchi game ai vantaggi hanno prolungato l’incontro. Lo spagnolo, che dodici mesi fa si presentava a questo torneo da n. 141 mentre ora è n. 31, quest’oggi farà parlare di sé forse più per il vestiario che per la sua vittoria agevole e si potrebbe dire scontata. Il 18enne infatti è sceso in campo con una canotta smanicata che molto ha ricordato lo stile del giovane Nadal, e che ha messo in mostra i suoi muscoli molto più definiti rispetto a quelli del suo connazionale ex n. 1 del mondo.

 

Altre vittorie di tennisti di alto profilo sono quelle di Gael Monfils che ha iniziato la stagione con il titolo vinto nell’ATP 250 di Adelaide 1. Il francese, alla sua 17esima partecipazione in carriera agli Australian Open, ha superato nettamente l’argentino Federico Coria per 6-1 6-1 6-3 concedendo 6 palle break e salvandole tutte. Ha lasciato un set per strada invece il kazako Alexander Bublik contro il ripescato statunitense Ernesco Escobedo. Il n. 37 del mondo ha vinto in rimonta 3-6 7-6(5) 6-3 6-3 e ora se la vedrà proprio contro Monfils in una sfida tra due tennisti estrosi che promette scintille.

Il risultato più sorprendente della giornata è rappresentato forse dalla vittoria di Sebastian Korda su Cameron Norrie. Il numero 12 del mondo, che ha partecipato da Alternate alle ATP Finals di Torino, esce mestamente al primo turno, e con un risultato pure netto: 6-3 6-0 6-4 il risultato a favore del giovane americano, che fino a pochi giorni fa era in quarantena dopo essere risultato positivo al Covid. Korda, che a Melbourne vinse il trofeo junior, alla Kia Arena ha sostanzialmente dominato dalla prima all’ultima pallina, vincendo in un’ora e 42 minuti. “Non è stato facile, non ho avuto una grande preparazione – ha detto Korda -. E non avevo ancora potuto giocare un match quest’anno. Però su questi campi mi trovo molto bene e le mie tattiche hanno funzionato alla perfezione”. Il figlio d’arte Sebastian affronterà al secondo turno Corentin Moutet, vittorioso nel derby francese contro Lucas Pouille.

Nell’ultimo match della sessione serale sulla Rod Laver Arena, Sascha Zverev – uno dei primissimi favoriti del torneo vista l’assenza di Djokovic – ha staccato il suo biglietto per il secondo turno vincendo in tre set contro il compatriota Daniel Altmaier. Non è stata una passeggiata per il vincitore delle ATP Finals di Torino: 7-6 6-1 7-6 il risultato finale, con il meno noto dei due tedeschi, attuale 87 del mondo, che ha dato tutto costringendo il rivale a giocare due tie-break. Zverev ha commesso qualche sbavatura ma nei momenti decisivi ha messo grande concentrazione. Vedere per credere il momento in cui, così preso dalla partita, non si è accorto di aver vinto dopo aver trasformato il match point decisivo con una prima vincente. “Ho vinto, ma per il resto non è andato tutto secondo i piani. Se non sei Roger o Rafa sai che difficilmente inizi perfettamente un torneo già dalla prima partita – ha detto Zverev nell’intervista in campo, in cui c’è stato un simpatico siparietto per il fatto che il tedesco non capisse alla perfezione l’accento fortemente australiano dell’intervistatore -. Millman? L’ho affrontato un paio di volte a Parigi, una volta un match molto lungo al Roland Garros. Lui è difficile da battere qui in Australia e ricordo un match epico contro Roger. Mi auguro sarà una bella partita e non vedo l’ora di tornare in campo”.

In coda di giornata è arrivata anche la prima vera maratona del torneo, quella che ha visto coinvolti Aslan Karatsev, semifinalista uscente, e Jaume Munar. Il russo ha prevalso per 3-6 7-6(1) 6-7(3) 6-4 6-4, ma gli sono servite quattro ore e 52 minuti per avere ragione dell’iberico classe 1997; al prossimo turno affronterà lo statunitense Mackenzie McDonald. Un Karatsev estremamente falloso, soprattutto se si ripensa alla prestazione pressoché perfetta di due giorni fa contro Andy Murray nella finale del torneo si Sydney: Aslan ha infatti concluso con ben 107 errori non forzati contro 87 vincenti, andando in attivo nel saldo solo negli ultimi due parziali e prevalendo solo negli scambi corti (117-91, mentre Munar ha vinto quelli superiori ai cinque colpi per 93-72).

Inizio davvero negativo per lui. Nel primo set ha fatto fatica a trovare il campo (appena 7 vincenti) e ha fatto sembrare la prima del rivale quella di un peso massimo (14/15 Munar nel parziale). Andato sotto 3-0 nel secondo, e pur continuando a regalare (26 errori contro i 3 del rivale), Karatsev è riuscito a prendere in mano il pallino del gioco nel secondo (21-4 il conto dei vincenti), colmando il gap e finendo per dominare il tie-break senza più concedere opportunità nei propri turni. Nel terzo, tuttavia, percentuali negative al servizio (63% con la prima, 40% con la seconda) l’hanno visto andare sotto in due circostanze: prima Munar si è portato avanti 2-0, e poi ha potuto servire per il set sul 6-5. Pur salvandosi, Karatsev è andato sotto 3-1 nel tie-break, ma ancora una volta non è riuscito a sfruttare il mini-break recuperato sul 3-4 ed è andato nuovamente in svantaggio.

All’inizio del quarto, tuttavia, il semifinalista uscente è riuscito a portarsi avanti nel set per la prima volta, vincendo un lungo game in cui ha avuto cinque palle break a disposizione e doppiando per il 3-0 pesante. A sorpresa, Munar è riuscito a rimontare solo per riperdere immediatamente il servizio, venendo così trascinato al quinto nonostante i tre set point salvati sul 3-5. Anche nel parziale decisivo Karatsev si è preso due break di vantaggio, ma Munar si è riavvicinato sul 3-4 e ha anche avuto un ghiotto 0-40 nell’ottavo game per pareggiarla, ma Aslan ha tenuto ed è riuscito a chiudere la contesa (e il Day 1) nel turno di battuta successivo.

QUI IL TABELLONE COMPLETO DELL’AUSTRALIAN OPEN MASCHILE 2022

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ATP

Caso Djokovic, l’ATP: “L’assenza di Novak una perdita per l’Australian Open. Ma la vaccinazione è raccomandata”

L’ATP descrive gli eventi degli ultimi giorni come “profondamente deplorevoli” e augura buona fortuna al numero uno del mondo

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Novak Djokovic alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

A poche ore dal termine dell’udienza che ha visto i giudici australiani della Corte Federale revocare il visto a Novak Djokovic, si è espressa con un breve comunicato anche l’Association of Tennis Professionals. Qui la traduzione integrale del documento firmato ATP:

“La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione. Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una perdita per il nostro gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo. L’ATP continua a raccomandare vivamente la vaccinazione a tutti i giocatori.”

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