Australian Open: Chung al tavolo dei grandi, ora c'è l'esame Djokovic

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Australian Open: Chung al tavolo dei grandi, ora c’è l’esame Djokovic

Sorprende ma fino a un certo punto l’eliminazione di Sascha Zverev: il coreano è diventato un giocatore vero. Prima volta agli ottavi di uno Slam, incontrerà Novak Djokovic

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Nello spicchio di tabellone che interessa Novak Djokovic, a distinguersi oggi è il coreano Hyeon Chung che elimina – con impietoso bagel finale – la quarta testa di serie Alexander Zverev. Agli ottavi scontro diretto tra ‘l’allievo’ e il maestro. Zverev conferma di avere ancora dei limiti fisici (e comportamentali) che emergono alla distanza dei cinque set. 

IL GIOVANE CHE NON TI ASPETTI – Quando si batte il compagno di classe cresciuto prima, quello che già frequenta l’università del tennis, mentre tu sei solo uno studente modello ma non anticipatario, la soddisfazione è grande. Sascha Zverev, il giovane che esce a cena con i grandi, oggi sapeva di dover alzare il livello del suo gioco contro il sudcoreano Hyeon Chung. Non gli è riuscito. Anzi, ne è uscito con le ossa rotte e ridimensionato proprio sul piano della maturità. Confermando il ‘complesso Slam’ del quale è vittima.

 

Alexander Zverev – Australian Open 2018 (@RDO foto)

Si inizia con un primo scambio durissimo, che sembra preannunciare una battaglia di quelle che consumano attori e spettatori. Botte da orbi da fondo campo, è la scritta che scorre in sovrimpressione. In realtà, la partita scorre via veloce, grazie anche alle bombe di servizio dell’amburghese, cui ricorre nelle poche situazioni delicate. Per contro, l’asiatico, che non ha in dotazione lo stesso obice, compensa con pressing e tennis compatto. L’impressione è che, anche nel palleggio, sia il tedesco ad avere maggiore capacità di variare e produrre angoli. Detto ciò, il primo set si decide solo sul finale. Il classico break subito, da Chung, quando servi per rimanere in partita. Frangente in cui sembra emerge la maggiore esperienza di Zverev. 

Anche se sotto nel punteggio, non è certo nell’indole del vincitore delle Next Gen ATP Finals mollare. In una seconda frazione inchiodata alla regola dei servizi, gioca un tie-break sontuoso, prendendosi i rischi richiesti dalla situazione. Il suo manifesto è uno straordinario passante di rovescio incrociato. Ora l’inerzia del match sembra favorire Chung. Sempre più propositivo, le sue sortite a rete sorprendono un avversario ancora scosso. Ma è un fuoco di paglia. A inizio set, Zverev strappa il servizio al sudcoreano. Che, nonostante due opportunità per recuperare il break, cede. Di schianto. Un 6-2 perentorio per il tedesco, fin troppo severo per Hyeon, che comunque sta affrontando a viso aperto il titolato rivale. A conferma di ciò, la partenza sprint di Chung nella quarta frazione. Sascha appare spento. E nervoso. Si imbarca in una sceneggiata con l’arbitro, dal quale pretende l’accensione delle luci artificiali. Il punto è che, come visto dalla fine del secondo set, è il sudcoreano a muovere il gioco. E se non fosse per la gragnola di ace messi a segno da Zverev, la differenza fra i due sarebbe ancora più marcata di quanto non dica il 6-3 finale. Ormai, il nativo di Suwon è padrone del campo. Molto più fresco del rivale, domina gli scambi e non risparmia al tedesco l’umiliazione del bagel finale. Rimandato Zverev alla prossima sessione di esami, Chung approda per la prima volta alla seconda settimana di un Major, dove attende il vincente di Djokovic-Ramos. E questa sì che è l’iscrizione all’ateneo del tennis.

Andrea Ciocci

NOLE COSÌ COSÌ, MA NON CEDE SET – Novak Djokovic raggiunge gli ottavi di finale al termine di un match tecnicamente dominato contro un Albert Ramos Vinolas molto deficitario col dritto e non di rado pigro in uscita dal servizio. Resta però molta preoccupazione nel suo box per il problema all’inguine e alla parte sinistra della schiena, che l’ha costretto a chiamare due volte il fisioterapista e non l’ha troppo condizionato sia per le ottime soluzioni tecniche trovate sia per la modesta opposizione del mancino catalano. A fine partita, Novak non si è nascosto al pubblico: “Fortunatamente gli Slam ti permettono di avere un giorno di riposo dopo ogni match”.

Quarto match di giornata sulla Margaret Court Arena, sotto un cielo coperto e al fresco di 23°C che quasi non sembrano veri né a giocatori né a pubblico dopo la canicola dei giorni scorsi. 4-0 i precedenti per l’attuale n.14 del mondo, di cui due sul veloce, nessun set portato a casa dal n.22 ATP. Il primo parziale vede diversi errori da ambo le parti, col trentenne di Barcellona che dopo un avvio durissimo (7 punti a 1 per Djokovic) entra in partita. Novak sembra avere problemi a scivolare con le nuove scarpe Asics: dopo ogni errore si ferma e le fissa, forse rimpiangendo le care vecchie Adidas che hanno contribuito alla fama di uomo di gomma. Sul 3-2 arriva il cambio di calzature, ma il break centrato dal serbo è più frutto delle lacune dell’avversario, che annulla tre palle-break ma rovina tutto con un doppio fallo e un dritto largo. Due giochi più tardi Novak chiude la pratica, agevolato da tre orrori dell’avversario, ma quando si siede accenna esercizi di stretching che non lasciano tranquilli, sotto gli occhi imperscrutabili ma molto attenti di Agassi e Stepanek. Sul 2-1 del secondo set, infatti, chiama il MTO e dimostra dolore nella zona inguinale. Paradossalmente, è qui che assistiamo al miglior Djokovic: break al termine di uno scambio di 26 colpi con un vincente di rovescio e poi game da manuale, fermo a disegnare il campo con il povero Ramos-Vinolas nei panni del disperato tergicristallo: 4-1. Due giochi dopo Nole deve annullare 4 palle break, figlie di un’evidente crescita del trentenne di Barcellona ma anche del nervosismo che attanaglia il 6 volte campione di Melbourne per i ripetuti errori del giudice di linea e per la gamba sinistra in sofferenza. Finiscono qui le resistenze di Ramos-Vinolas, con Djokovic che chiude al primo match-point con una bella risposta di dritto. Agli ottavi le sue condizioni fisiche verranno testate da Hyeon Chung; la sensazione è che non sarà una passeggiata.

Ruggero Canevazzi

THIEM CRESCE – Quando Gerulaitis riuscì finalmente a battere Connors, commentò così la vittoria: “Non è ancora nato l’uomo che batte Gerulaitis 17 volte di fila”. Si parva licet, nell’improbabile ipotesi in cui Thiem in futuro si ritirasse prima di lui, il povero Mannarino potrebbe forse dire più o meno la stessa cosa. Con la sconfitta odierna al terzo turno dell’AO, il mancino francese n.27 del mondo è giunto infatti alla settima sconfitta in altrettanti confronti; la seconda consecutiva in uno slam dopo quella dello US Open. L’austriaco, che lo precede di 22 posizioni nel ranking, è troppo solido, troppo atletico, troppo tutto per lui. Mannarino è un giocatore che pratica un leggero e gradevole tennis-ping pong basato su anticipi e variazioni che richiedono un timing sulla palla eccezionale e un avversario che possa essere messo in difficoltà da giocate creative e spiazzanti. Contro un robottino sparamissili che gioca sempre esattamente allo stesso modo (cascasse il mondo) e ti costringe a remare molto lontano dalla linea di fondocampo, tutto ciò non funziona. E in quella posizione lo ha inchiodato Thiem sin dal primo game, peraltro uno dei più combattuti dell’intero incontro. Da quel momento in avanti la partita si è snodata su binari immutabili che vedevano il favorito con i piedi saldamente ancorati sulla linea di fondo campo, mulinare rovesci e diritti terrificanti che costringevano il suo avversario a fare il tergicristallo sino allo sfinimento. Mannarino ci ha comunque provato a tenergli testa. Nel primo set ha per primo fatto il break e nel terzo, dopo aver perso il secondo ancor più nettamente di quanto il punteggio non dica e apparentemente sofferente alla gamba sinistra, è riuscito a recuperare uno svantaggio di 0-2 ed ha tenuto duro sino al punteggio di 5 giochi a cinque. A quel punto Thiem ha gonfiato il bicipite e si è preso a zero il servizio del francese per poi chiudere con uno smash elementare. Per concludere due segnalazioni sull’incontro: una positiva e una negativa. La prima è rappresentata dal meraviglioso lungolinea di diritto in corsa tirato da Mannarino nel quinto game dell’ultimo set; la seconda, sempre nel terzo parziale, le due volée giocate da Thiem nel nono gioco che dimostrano come il giovanotto debba ancora molto da lavorare sulla sua tecnica a rete.

Agli ottavi di finale – raggiunti per la seconda volta consecutiva – l’austriaco incontrerà Tennys Sandgren per provare a migliorare il risultato dello scorso anno. Il giustiziere di Wawrinka si è ripetuto contro il tedesco Marterer, in una sfida dal sottotesto ‘e chissà quando mi ricapita!‘: il tennis è sport imponderabile, certo, ma immaginare che i due avranno diverse altre occasioni di disputare un ottavo Slam rimane al momento un esercizio di fantasia. Forse il futuro del tedesco, ancora 22enne, può avere risvolti più interessanti, anche se oggi a Sandgren è bastato registrare il servizio ballerino del primo parziale per completare la rimonta. È bene rimarcarlo, lo statunitense prima di questo Australian Open aveva disputato due partite negli Slam perdendole entrambe. Non dimenticherà Melbourne facilmente.

Roberto Ferri

Risultati:

[5] D. Thiem b. [26] A. Mannarino 6-2 6-4 7-5
T. Sandgren b. M. Marterer 5-7 6-3 7-5 7-6(5)
H. Chung b. [4] A. Zverev 5-7 7-6(3) 6-2 3-6 6-0
[14] N. Djokovic b. [21] A. Ramos-Vinolas 6-2 6-3 6-3

[25] F. Fognini b. J. Benneteau 3-6 6-2 6-1 4-6 6-3
[19] T. Berdych b. [12] J.M. del Potro 6-3 6-3 6-2
M. Fucsovics b. N. Kicker 6-3 6-3 6-2
[2] R. Federer b. [29] R. Gasquet 6-2 7-5 6-4

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Liyanage, data analyst di Sabalenka: “Non parlo direttamente con Aryna, ma prima con il suo coach. Bisogna evolversi in base allo status del giocatore” [ESCLUSIVA]

Shane Liyanage ha svelato ai microfoni di Ubitennis alcuni segreti e curiosità sul mondo delle statistiche, che hanno portato alla grande crescita di Aryna Sabalenka e non solo

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Aryna Sabalenka è certamente la giocatrice del momento. Ancora imbattutta in quasto 2023, la bielorussa ha vinto due titoli e undici match su altrettanti incontri disputati, conquistando ben 22 set su 23 (l’unico lasciato per strada è il primo parziale della finale dell’Australian Open). Per tornare al n°2 del ranking, Aryna si è affidata ad un servizio stratosferico, che tanti problemi le aveva creato in passato ma che, finalmente, è riuscita a far rendere al meglio.

Per arrivare ad essere così efficace, Sabalenka si è servita dell’aiuto di un esperto di biomeccanica, con il quale ha iniziato a lavorare dall’estate 2022. Da allora, il livello del suo gioco è ampiamente salito: oltre ai due successi in Australia, non vanno dimenticate le semifinali a Cincinnati e allo US Open e la finale alle WTA Finals. Contanto che, nei suoi primi 37 match disputati la scorsa stagione, la bielorussa aveva commesso oltre 300 doppi falli (media superiore agli otto a partita), il bilancio è decisamente positivo. Anche perché la media del 2023 si è quasi dimezzata: con 51 doppi errori negli 11 incontri finora disputati, ci si aggira a poco più di 4,6 doppi falli a match, comunque compensati da 81 ace (quasi 7,4 a partita).

Il nostro Federico Bertelli ha provato ad andare più in profondità intervistando Shane Liyanage, CEO e fondatore della società di statistiche che collabora con la n°2 del mondo. Non solo con lei a dire il vero, perché la Data Drive Sports Analytics (DDSA) segue anche Ons Jabeur, Emil Ruusuvouri e Taro Daniel. Nella sua lunga chiacchierata con Ubitennis, Liyanage ha fornito diversi interessanti spunti di riflessione, dal processo di raccolta dei dati fino al suo utilizzo vero e proprio, passando per il rapporto costruito con Sabalenka. Di seguito il video integrale dell’intervista.

 

Nei primi minuti si parla del gran lavoro svolto con Sabalenka e di quanto Liyanage sia fiero e felice per i risultati ottenuti (“Aryna ha lavorato davvero duro, sono molto contento per lei e per il suo team”). Viene analizzato inoltre anche lo sforzo in termini sia di raccolta dati che di produzione di servizi e report su misura per il singolo giocatore.

I dati vengono raccolti in molti modi diversi, analizzando video manuali e automatizzati, oltre agli Hawkeye data. Non esiste un modello univoco per mettere insieme le diverse statistiche, poiché ogni torneo ATP, WTA e i quattro Slam hanno un approccio diverso di condivisione dei dati, anche se tutti questi arrivano in tempo reale. Ad esempio, Tennis Australia ha ideato un’applicazione che consente ai giocatori e ai rispettivi team di ottenere l’accesso diretto a informazioni approfondite e dati grezzi forniti da occhio di falco, che triangola la posizione della palla e raccoglie dati relativi ad ogni singolo colpo di un match.

Un altro punto interessante riguarda la presentazione, l’analisi e lo studio dei vari dati, che devono poi essere trasformati in informazioni utili. Questa è probabilmente la la parte più impegnativa da un punto di vista intellettuale. Per questo motivo, nella squadra d’analisi di Liyanage è presente anche un allenatore di alto livello, che accompagna l’esperienza di Shane sia nel tennis che nell’analisi dei dati. La presenza di quest’ultima figura è fondamentale per costruire un ponte tra persone con competenze diverse.

Spostandoci invece più nello specifico, la relazione tra Sabalenka e Liyanage vede in realtà una terza persona tra i due, ossia il coach della bielorussa. Al contrario di quanto si potrebbe forse pensare, infatti, Shane non comunica direttamente con Aryna, ma è il suo allenatore a fornire le informazioni necessarie alla n°2 del mondo: L’allenatore capisce la sua giocatrice e le sue emozioni meglio di me. Lui può decidere quali informazioni sono importanti e quali meno, quali passare ad Aryna e quali no”.

Non si parla soltanto di numeri relativi alle prestazioni di Sabalenka, bensì anche a quelli delle sue avversarie: l’analisi di servizio, risposta e movimenti in campo (soltanto per citare alcuni aspetti) sono all’ordine del giorno. Per quanto riguarda Rybakina, ada esempio, Liyanage non ha voluto sbilanciarsi molto: “Non voglio dirvi troppo apertamente su quali aspetti abbiamo lavorato e quali abbiamo analizzato di più. Probabilmente dovremo affrontare Elena ancora molte volte in futuro, non voglio rivelare tutti i nostri segreti!”. L’aspetto più importante, comunque, è fare in modo che il giocatore si senta davvero consapevole delle proprie potenzialità, poiché soltanto in queste condizioni lo studio e l’analisi dei dati potranno essere efficaci al 100%.

Le relazioni tra i data experts e i team dei vari giocatori inevitabilmente variano, tanto in base al carattere del singolo tennista quanto al suo status. È normale e fisiologico, ad esempio, che tra un top10 e un junior ci siano molte differenze. Nel caso specifico di Sabalenka, la sua crescita nel corso degli ultimi tre anni è stata evidente. Questa è stata anche accompagnata da un cambiamento caratteriale, ragion per cui anche il suo allenatore ha dovuto cambiare approccio e prospettive nella comunicazione dei diversi dati.

“Negli ultimi tre anni con Aryna, così come negli ultimi quattro con Ons Jabeur, ci siamo dovuti evolvere notevolmente e in modo diverso per ogni giocatore– spiega Liyanage. “Quest’anno poi, all’Australian Open, arrivavano i dati live direttamente da occhio di falco. C’erano molti data analyst nei box dei vari tennisti: io cercavo di scovare alcuni aspetti interessanti da comunicare al coach, che poi riferiva direttamente al giocatori”.

Spostando il focus sui giocatori in rampa di lancio, con cui Shane ha alcuni rapporti, è ovviamente più complicato (se non quasi impossibile, tolti alcuni campi principali degli Slam junior) avere accesso ai dati di hawk-eye. “Di solito con i tennisti junior non si ha accesso alle statistiche fornite da occhio di falco, quindi la soluzione è prendere dati a mano, che comunque è un metodo da non sottovalutare perché anch’esso può essere molto preciso”.

Un aspetto importante da tenere in considerazione è ovviamente anche quello economico, per cui quando si lavora su un junior si fa una sorta di investimento: “È chiaro che da giovani non si hanno risorse sufficienti per potersi permettere i dati completi e specifici come invece accade con un tennista professionista. Da parte nostra si fa quindi un investimento, ma in coloro con cui scegliamo di lavorare vediamo molto potenziale e crediamo che potrà crescere molto”.

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Craig Tiley: “Djokovic ha giocato con uno strappo di tre centimetri alla coscia sinistra”

Il direttore degli Australian Open: “Non si può mettere in discussione il suo atletismo. Soffre di una cattiva reputazione”

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Novak Djokovic ha vinto per la decima volta in carriera l’Australian Open, perdendo un solo set nella sua cavalcata trionfale che l’ha portato al ventiduesimo successo Slam, e ad entrare ancor di più nella storia di questo sport. Al centro delle discussioni nelle due settimane di torneo c’è stato il problema alla coscia sinistra del serbo, tema d’attualità vista la vistosa fasciatura portata dal numero 1 del mondo per arginare questo guaio fisico. Tanti sono stati i commenti sul tema, e c’è sia chi ritiene leggittime le preoccupazioni del serbo (come Steve Flink, intervistato da Scanagatta al termine del tornei), sia chi è rimasto più perplesso sull’autenticità nel problema, vista la scioltezza nelle movenze specie dagli ottavi di finale in avanti.

Craig Tiley, CEO di Tennis Australia e direttore degli Australian Open, è intervenuto in un’intervista su SEN Sportday a difesa di Djokovic, confermando l’entità del problema: “Ci sono state diverse speculazioni sul fatto che fosse vero o meno… È difficile credere che qualcuno possa fare quello che ha fatto lui con questo tipo di infortunio, ma è straordinario. Ha gestito questa situazione con grande professionalità, è sempre concentrato su quello che fa. Molti dei problemi che circondano Novak sono legati alla cattiva reputazione che ha. Nessuno però può mettere in discussione il suo atletismo, aveva uno strappo di tre centimetri sulla coscia. Ho visto le risonanze magnetiche, i medici non mentono. Ne ha passate tante e con questo decimo titolo è ancora di più nella storia dell’Australian Open”.

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Scanagatta intervista Flink: “Djokovic era davvero preoccupato per la gamba. Il suo servizio è il colpo più sottovalutato” [VIDEO ESCLUSIVO]

L’Hall of Famer Steve Flink risponde alle domande del direttore: “L’attuale situazione del tennis americano è qualcosa di cui vantarsi”. Rune e Alcaraz i nomi da tenere d’occhio per questa stagione

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Terminato il primo slam stagionale, il direttore Ubaldo Scanagatta ci ripropone la consueta intervista-chiacchierata con l’amico e collega Steve Flink, giornalista americano inserito nella Hall of Fame del tennis nel 2017.

0:40 Flink: “Io penso che Djokovic fosse davvero molto preoccupato per la condizione della sua gamba. Alcune persone non ci credono ma io ne sono davvero convinto perché abbiamo visto che ha cancellato diverse sessioni di allenamento, e poi ci sono stati diverse richieste di medical time out nei primi turni del torneo. Solo dal quarto turno contro de Minaur è sembrato essere vicino alla sua forma migliore e invincibile.”

1:40 Scanagatta: “Non sapeva come sarebbe stato accolto al suo ritorno in Australia dopo le vicende dello scorso anno, non conosceva l’entità dell’infortunio, era sicuramente scocciato per quello che era successo con suo padre e alla copertura dei media. Credo fosse completamente sincero quando ha detto che è stata la vittoria più difficile.”

03:00 Flink: “Dopo la prima settimana di torneo si sentiva fisicamente meglio. Nella partita contro de Minaur, credo che sia stata la prima volta in cui Djokovic ha pensato di poter davvero vincere il torneo. Nelle partite seguenti è stato praticamente perfetto”.
03:55 Scanagatta: “Da Wimbledon ha perso solo un match, in finale a Bercy contro Rune”.

 

04:15 Flink: “Immagina quanto vantaggio avrebbe nel ranking con i 2000 punti di Wimbledon. È incredibile già il fatto che sia tornato in vetta alla classifica, nessuno se lo aspettava ed è un grande risultato.”
04:40 Scanagatta: “Alla soglia dei 36 anni è fisicamente il migliore di tutti.”

05:15 Flink: “È molto professionale con tutto ciò che riguarda la cura del suo fisico. Si allena duramente, lavora molto con il fisioterapista, anche durante il torneo, è stato attento a non allenarsi troppo per consentire il recupero della gamba. Ha fatto il possibile per essere in ottima forma. Penso abbia davanti a sé ancora diversi anni a questo livello.”
07:05 Flink: “Credo che Alcaraz sarà l’avversario principale di Novak in questa stagione, potrebbe essere una bella rivalità.”

07:20 Flink: “Tsitsipas sta migliorando: ha raggiunto due finali Slam e in tutto il match ha perso il servizio solo due volte contro il miglior ribattitore probabilmente di tutti i tempi.”
08:04 Scanagatta: “Nel tie-break Tsitsipas ha commesso quattro errori con il diritto che è la sua arma migliore.”

09:05 Flink: “Nel tie-break del terzo set, Djokovic era avanti 5-0 e mentre eseguiva un rovescio, qualcuno dal pubblico l’ha disturbato con un urlo. Si è distratto e da quel momento il tie-break è stato più lottato con Tsitsipas che è tornato sotto 3-5 e sul 3-6 ha salvato anche due match point”.
09:50 Scanagatta: “Considera che Djokovic ha fatto 20 punti consecutivi sul suo servizio e solo nel tie-break ha perso un punto sul suo servizio. E sono diventati 21 punti vinti su 22. Era praticamente impossibile per Tsitsipas togliere il servizio a Djokovic”.

10:30 Scanagatta: “Salvo in due occasioni, Tsitsipas non è stato assolutamente in grado di gestire il servizio di Djookvic”
Flink: “Capisco quello che dici ma comunque nell’intero torneo Djokovic ha perso il servizio per 6 volte. Non era facile affrontare quel colpo, uno di quelli che ha migliorato maggiormente in vista di questo torneo. I meriti vanno dati a Djokovic e alla sua precisione e profondità, uno degli aspetti più sottovalutati del suo gioco”

12:30 Scanagatta: “Il gap tra Djokovic e gli altri è evidente, persino con Tsitsipas in campo”
Flink: “Sì, quello che ci può andare più vicino è Alcaraz. Spero di vederli giocare uno contro l’altro almeno tre, quattro volte quest’anno. Sarebbe fantastico per lo sport”Scanagatta: “Nonostante sia il rivale principale di Djokovic, ci sono ancora troppi alti e bassi nella stagione passati di Alcaraz”
14:50 Flink: “Questa stagione sarà complicata per Alcaraz perché dovrà difendere quanto fatto lo scorso anno. Ma c’è anche Medvedev di cui parlare. Lui è riuscito a fermare Djokovic dal completare il Grande Slam nel 2021.”

18:10 Scanagatta: “Sono molto ottimista per il futuro di Auger-Aliassime. Mi pare più completo di certi altri come Rublev o Ruud. L’ho visto giocare molto bene contro Djokovic a Roma. Si è dimostrato molto completo su tutte le superfici”
Flink: “Sì, ha le armi per competere ovunque e si è dimostrato un giocatore tenace. Mi ha comunque sorpreso il suo rendimento all’Australian Open. Mi aspettavo facesse di meglio”

20:50 Flink: “Rune aveva qualche problema fisico quando ha affrotnato Rublev ma ha comunque avuto molte chance. Sarebbe stato bello vederlo giocare contro Rune, anche considerando il loro match indoor a Bercy. In ogni caso, ha una grande fiducia in se stesso, ma quella è stata una brutta sconfitta per lui. Credo comunque che finirà la stagione in top 5”

23:00 Flink: “L’attuale situazione del tennis americano è qualcosa di cui vantarsi. È il miglior gruppo di giocatori dai tempi di Roddick, Blake, Fish. Ma in questo gruppo c’è molta più profondità, come quello degli anni ’90. Non dico adesso che avremo dei nuovi Sampras, Agassi, Chang ecc, la miglior generazione di sempre, ma tutti questi ragazzi, a partire da Fritz e Tiafoe, poi con Paul e Korda hanno molto talento. Non sono mai stato così entusiasta “

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