Miami: del Potro domina, ma anche Chung non scherza

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Miami: del Potro domina, ma anche Chung non scherza

MIAMI – Quattordicesima vittoria consecutiva per Juan Martin del Potro. Chung vince e impressiona. La caduta di Cilic invece non fa troppo rumore

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[5] J.M. del Potro b. [22] F. Krajinovic 6-4 6-2 (Antonio Ortu)

Il motore di Juan Martin delPotro entra ormai di diritto nella categoria diesel. Dopo aver lasciato l’iniziativa a Krajinovic nel primo set, infila nove giochi consecutivi per portarsi a casa il match di ottavi di finale sul campo principale. Il campione di Indian Wells insegue ora il suo miglior risultato in Florida (semifinalista nel 2009), ma soprattutto il suo best ranking, perché, dopo la sconfitta di Marin Cilic contro Isner, in caso di completamento di Sunshine Double si isserebbe al terzo posto della classifica ATP. Per del Potro si tratta della quattordicesima vittoria consecutiva e della ventesima del 2018 (meglio di tutti per ora). Esce dal campo con un po’ di amaro in bocca invece il 26enne serbo, che in avvio di partita scatta bene dai blocchi e converte la seconda palla break che del Potro concede nel quarto gioco, trovando il vincente da entrambi i lati del campo. L’argentino però, fino all’1-4, è ancora nascosto. Inizia a caricare il dritto due giochi dopo: inevitabilmente Krajinovic sbanda e concede il controbreak.

L’inerzia della partita cambia completamente sul 4-4 30-30, quando dopo un braccio di ferro estenuante il campione di Flushing Meadows 2009 gira attorno alla palla e piazza un drittone sulla riga. Dopo il break, Filip tenta la reazione, ma sul vantaggio esterno non riesce a imporsi con la stessa brillantezza del primo quarto d’ora. Il primo set si chiude quindi in 47 minuti. L’emorragia però non si ferma e del Potro strappa per altre due volte la battuta al serbo, che paga una percentuale di punti vinti con la seconda palla troppo deficitaria. Un po’ come accaduto contro Federer a Indian Wells, la troppa passività e le imprecisioni liberano il braccio del più quotato avversario: il numero 5 del seeding fa schioccare qualche altro dritto prima di chiudere la pratica dopo 83 minuti di gioco. Juan Martin ora sfiderà Milos Raonic nei quarti di finale (2-2 i precedenti), affrontato e battuto nella semifinale di Indian Wells qualche giorno fa.

 

[19] H. Chung b. J. Sousa 6-4 6-3 (Alessandro Calia)

Sul Grandstand il primo match di ottavi ci regala lo scontro inedito tra il sudcoreano Hyeon Chung (tds n.19) e il portoghese Joao Sousa‎(n.80 ATP). Quest’ultimo, al suo primo ottavo qui a Miami, viene dal successo in rimonta contro il giovane statunitense Jared Donaldson. Ben diverso, fino a questo momento, il percorso del campione Next Gen‎, che in questa stagione ha già raggiunto le semifinali a Melbourne e i quarti ad Indian Wells. Sebbene il neo numero uno asiatico (succeduto a Key Nishikori) sia il favorito di questa sfida, il portoghese, tra i più “cattivi” del circuito, può far leva sul pubblico, in gran parte di origini ispaniche; inoltre arriva a questo appuntamento in buone condizioni fisiche e con una discreta continuità di risultati.

I primi scambi del match ci mostrano come il portoghese sia più propenso a prendere l’iniziativa con frequenti discese a rete; appena ne ha l’occasione gira attorno alla palla per colpire di dritto ( la sua vera arma) e comandare le operazioni anche se il suo avversario è tra i migliori difensori del Tour. ‎Tutto abbastanza facile per i due giocatori al servizio fino all’inizio del settimo gioco (non a caso definito dai più il game critico) in cui il nativo di Guimaraes va in cortocircuito cedendo a zero la battuta al suo più giovane avversario che conferma il break con un altro game “bianco”, per poi amministrare il risultato fino al 6-4‎. ‎La grande solidità del nativo di Suwon manda su tutte le furie il portoghese (non mancano le” occhiatacce”al suo angolo) che, in avvio di secondo set, perde nuovamente il servizio. Nel secondo game Sousa riesce, dopo ben 41 minuti, a vincere il primo punto sulla seconda di servizio del sudcoreano, il che mette in evidenza i limiti del portoghese in risposta. ‎Chung gioca sul velluto (al servizio è pressoché intrattabile e col rovescio fa quello che vuole ) e non dà alcun segno di cedimento; Sousa,dal canto suo, dopo aver scialacquato il primo game, resta aggrappato al match sperando in un miracolo; nell’ottavo game (Chung serve in vantaggio 4-3) ha una chance di controbreak (la prima del match), buttata via con una risposta lunga di rovescio che lo condanna definitivamente. Chung è il primo giocatore ad accedere ai quarti di finale dove affronterà uno tra Marin Cilic e John Isner.

[20] M. Raonic b. J. Chardy 6-3 6-4 (Lorenzo Fattorini)

L’incontro di ottavi si conclude con la settima vittoria di Raonic su Chardy in altrettanti match, 6-3 6-4. Partita tra due giocatori molto simili, in cui la differenza l’ha fatta la percentuale di prime (63% per il canadese, 54% per il francese) e il minor numero di errori. Match però mal giocato, con i giocatori in grande difficoltà con gli spostamenti, forse anche a causa del vento. Il primo set gira attorno al servizio dei due, si contano sulle dita di una mano gli scambi sopra i 5 punti. Normale, viste le caratteristiche dei protagonisti. Su questo fondamentale però Raonic ha pochi eguali al mondo, e infatti nei suoi turni non si gioca: 8 ace (di cui 6 al centro) e numerosi gli schemi servizio-dritto che risultano vincenti. Il francese non riesce a trovare soluzioni e sbaglia troppo nei suoi turni di servizio: gli errori su una voleè comoda nel terzo game e uno smash a campo aperto nel nono sono gli emblemi del set, consegnato a Raonic per 6-3 con doppio break.

Il secondo set vede ridursi moltissimo la qualità del livello di gioco. Molti errori da ambo le parti anche in fase di impostazione, con Raonic sceso al servizio (poche prime e 3 doppi falli per lui) ma soprattutto con le risposte in campo, praticamente nulle. Chardy riesce a tenersi a galla grazie al servizio e all’aiuto dell’avversario, il cui dritto sembra scomparso. Sul 5-4 a suo favore però, il canadese riesce ad alzare il livello del gioco quel tanto che basta per procurarsi 3 palle match. Sulla terza, è una voleè di dritto di Chardy fuori di metri a consegnare l’incontro all’avversario, che aspetta il vincente di Del Potro – Krajinovic. Servirà ben altro livello per essere competitivo.

Dopo il match Jeremy Chardy ha incontrato la stampa francese con un grande sorriso stampato in volto a dispetto della sconfitta, merito della convocazione in Davis arrivata qualche ora prima: “Ovviamente sono dispiaciuto per come è andata la partita, le condizioni erano molto difficili, la palla si muoveva parecchio e sono piuttosto frustrato per non aver avuto buone sensazioni per tutta la partita – ha commentato Chardy – Raonic oggi ha servito molto bene, come al solito, e quando un giocatore come lui serve bene è difficile crearsi occasioni. Non ho ancora parlato con nessuno della squadra di Davis, avevo avuto contatti la settimana scorsa nei quali mi era stato detto che Noah pensava a me come membro per la squadra. Ovviamente sono molto felice, l’ho saputo stamattina. Ora che ho finito di giocare qui tornerò a casa ed inizierò a prepararmi sulla terra e se il capitano vorrà sarò pronto a giocare. Rinuncerò al torneo di Houston, cui ero iscritto [la settimana successiva alla Davis] e rimarrò in Europa per preparare il torneo di Montecarlo, dove dovrò giocare le qualificazioni“.

[14] J. Isner b. [2] M. Cilic 7-6(0) 6-3 (Michele Trabace)

Il programma a Miami si apre con una gioia per il tennis a stelle e strisce. John Isner (tds n.14) fa fuori Marin Cilic, numero 2 del seeding. Big John con i suoi 12 ace è stato certamente il miglior giocatore in campo, capace di adattarsi meglio al vento che soffiava sul campo ed è stato freddo nei momenti topici del match, ovvero il tie-break stravinto e il break chirurgico conquistato nella seconda partita. Dall’altra parte della rete prestazione impalpabile del croato, che perde per la terza volta su dieci incroci con Isner senza dar mai l’impressione di poter ribaltare l’andamento del confronto. In un primo set dominato dai giocatori al servizio e dove non c’è nemmeno l’ombra di una palla break, l’epilogo naturale è ovviamente il tie-break (il tredicesimo nei loro confronti diretti): in questo frangente Cilic praticamente smette di giocare, mentre Isner sale in cattedra, aggiudicandoselo per 7 punti a 0. La seconda frazione è più combattuta nei turni di battuta dei due contendenti, ma la svolta arriva nell’ottavo game con il break che consente all’americano di servire per il match: John a zero chiude la contesa con grande soddisfazione sua e del pubblico di casa. Nei quarti di finale affronterà Chung, con cui è in vantaggio 2-1 nei precedenti (ultimo incrocio andato in scena questa stagione a Auckland con la vittoria del coreano), ma il trentaduenne del North Carolina, dopo aver conquistato pochi giorni fa il torneo di doppio a Indian Wells, proverà ad eguagliare il suo miglior risultato qui a Crandon Park, ovvero la semifinale persa nel 2015 contro Djokovic.

Risultati:

Terzo turno

F. Tiafoe b. [10] T. Berdych 6-7(2) 6-2 7-6(1)

Ottavi, parte bassa

[19] H.Chung b. J. Sousa 6-4 6-3
[14] J. Isner b. [2] M. Cilic 7-6(0) 6-3
[20] M. Raonic b. J. Chardy 6-3 6-4
[5] J.M. del Potro b. [22] F. Krajinovic 6-4 6-2

Ottavi, parte alta

[29] B. Coric b. D. Shapovalov 7-6(2) 4-6 6-4
[16] P. Carreno Busta b. [31] F. Verdasco 6-0 6-3
[6] K. Anderson b. F. Tiafoe 7-6(3) 6-4
[4] A. Zverev b. [17] N. Kyrgios 6-4 6-4

Gli altri incontri: Coric batte il vento e Shapo. Zverev c’è, Kyrgios no
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ATP Cincinnati, Kyrgios: “Ho lavorato molto sui miei scatti di rabbia”

“Sento che la benzina nel serbatoio sta per finire”. Il tennista australiano dopo la vittoria su Davidovich analizza il 2022: “Giocherò lo US Open e poi tornerò a casa”. “Non ho mai davvero accettato di perdere, senza prendermela con me stesso”

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Nick Kyrgios - Washington 2022 (Twitter - @atptour)
Nick Kyrgios - Washington 2022 (Twitter - @atptour)

Continua a brillare la stella di Nick Kyrgios in questo 2022 di rinascita del bad boy australiano. Anche al Western & Southern Open Kyrgios non delude, sconfigge in due set il campione di Montecarlo Alejandro Davidovich Fokina e continua la sua striscia di imbattibilità nei match di primo turno in questo 2022, con un bilancio di 11-0. Stagione di rinascita che lo ha visto raggiungere la finale a Wimbledon, trionfare a Washington per uno score stagionale che recita 31 vittorie sul campo (più 3 per walkover) a fronte di sole 9 sconfitte. E del nuovo Kyrgios di questo 2022 ha parlato nella conferenza post-match.

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IL MODERATORE: Siamo al sedici agosto e tu hai giocato 15 partite, tra singolo e doppio, vincendone 14. Come ti senti?

 

NICK KYRGIOS: “Mi sento bene, soprattutto per quanto riguarda la fiducia in me stesso quando sono in campo. Mi sembra di colpire la palla abbastanza bene. Sto arrivando alla fine del mio viaggio. Mi sento come se fosse quasi finita. Dopo questo torneo, giocherò lo US Open e poi tornerò a casa. In fondo è questo quello che penso. Ho dato tutto ogni giorno sul campo di allenamento e durante i match. Sento che la benzina nel serbatoio sta per finire e devo solo andare avanti, devo andare avanti. Mancano solo due tornei.

D: Le tue tattiche sono sempre abbastanza varie. Penso che tu abbia menzionato di recente come alcuni altri giocatori stiano chiedendo la tua opinione. È qualcosa che ti è venuto naturale da bambino, o ad un certo punto hai capito come fare?

NICK KYRGIOS: “Mi sento come se facessi ricerche su tutti i giocatori e mi sento come se avessi un ottimo cervello da tennista. Guardando il tennis da bambino e considerando tutto il tennis che ho giocato e quanto lo guardo, conosco i punti di forza e di debolezza di tutti.

Mi sembra di conoscere bene il mio stile di gioco e so cosa funziona. Ovviamente contro qualcuno come Fokina o Medvedev, de Minaur, questo tipo di giocatori, se faccio troppi scambi, non è un tennis alto livello. Alcuni giocatori di tennis sentono di raggiungano percentuali elevate semplicemente allungando gli scambi. Ma per me, non è così. Non è così che vincerò le partite.

Per il 90% dei giocatori è una percentuale alta, ma per me è una percentuale di tennis molto bassa. Contro questo tipo di giocatori, so che devo stare al top, rimanere aggressivo, sai, provare ad accorciare gli scambi quando posso, serve & volley, variare il gioco, giocare slice. Devo giocare il mio tipo di tennis, e questo è alto livello.

Io credo che giocare ad alto livello per un tennista sia sapere cosa funziona nel tuo stile di gioco e cercare di eseguirlo al massimo livello. Per me è davvero chiaro cosa questo rappresenti per il mio gioco e so come le altre persone stanno cercando di giocare. Questa è la chiave. Sento che non avere un allenatore ha funzionato. Negli ultimi sei mesi non credo che molte persone abbiano raggiunto questi obiettivi senza un allenatore prima di me, e credo che sia qualcosa che derivi dalla fiducia e dalla conoscenza del tuo gioco.

D: Pensi che il Nick del 2022 possa avere gli scatti di rabbia o emotivi che ha avuto nel 2019?

NICK KYRGIOS: “Credo di essere stato un tennista emotivo per tutta la mia carriera. Da quando ho preso in mano una racchetta, mia madre mi guardava fare i capricci e piangere in campo ed essere emotivo quando perdevo. Penso che sia, in un certo senso, solo dimostrare che mi importa del risultato. Penso che sia importante. A un ragazzo dovrebbe importare del risultato, e non ho mai davvero accettato di perdere, senza prendermela con me stesso dopo la partita o durante la partita. Mi sono sempre preoccupato così tanto dei risultati.

Adesso raramente mi vedrete lanciare la mia racchetta. Di tanto in tanto capita qualche sfogo, ma non più di un altro giocatore. Sento che è qualcosa su cui ho lavorato, ovviamente in campo, perché fuori dal campo sono molto rilassato. Non hai mai scatti di rabbia. In campo, c’è voluto molto lavoro per arrivare a questo punto. Si può chiaramente dire che sono un ragazzo che ha lavorato su alcune cose, ha la sua personalità, ma a volte si muove su una filo sottile. Sono orgoglioso di questo, di poter giocare una partita come oggi. Ci sono stati un paio di scatti di rabbia qua e là, ma è una specie di mindset.

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ATP Cincinnati: esordi vincenti per Alcaraz e Medvedev

Decisamente agevole la prima assoluta in Ohio dello spagnolo, molto meno convincente la vittoria del numero uno del mondo

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Daniil Medvedev, Cincinnati 2022 (foto: twitter @CincyTennis)

La notte italiana è teatro di alcuni degli esordi più attesi al Western & Southern Open, come quelli di Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev, rispettivamente teste di serie numero 3 e 1. Scende in campo per primo l’enfant prodige spagnolo, che in poco più di un’ora ha la meglio su Mackenzie McDonald senza spendere chissà quante energie. Giornata abbastanza negativa quella dello statunitense, che non può opporsi in nessun modo all’avanzata del numero 4 del mondo.

Totalmente diverso il match di Medvedev, chiamato a riscattarsi dopo la sconfitta con Kyrgios patita a Montreal la scorsa settimana e che non ha un battesimo facile contro Botic Van De Zandschulp. L’olandese non sembra in una gran giornata, sbaglia tantissimo – soprattutto nel primo set – ma viene più volte graziato dal russo, bravo a chiudere in due set ma costretto ad annullare un set point nel secondo parziale.

[3] C. Alcaraz b. M. McDonald 6-3 6-2

 

McDonald parte al servizio e conquista i primi due punti della partita, ma Alcaraz non si fa pregare e entra subito al 100%, infilando quattro punti di fila e partendo subito in vantaggio. Non appena si entra nello scambio lo spagnolo fa valere la maggiore pesantezza di palla e lo statunitense può far poco, andando subito sotto 0-2. Il primo set si gioca nei turni di battuta della testa di serie numero 3, che certamente non è una gran notizia per McDonald. Il numero 72 del mondo, data anche la posizione arretrata di Alcaraz in ribattuta, prova a mantenersi in scia accorciando gli scambi con alcuni serve&volley che gli fruttano diversi punti. In risposta, tuttavia, non riesce praticamente mai ad essere aggressivo nonostante una percentuale di prime non elevatissima dello spagnolo, che con la seconda spesso sceglie a ragione di andare al corpo.

Avanti 4-2 il numero 4 del mondo ha la possibilità di crearsi un’altra palla break, ma sul 30-30 McDonald copre benissimo la rete con due ottime volée e accorcia le distanze poco dopo. Nonostante qualche errore qua e là Alcaraz continua a non avere problemi nei suoi turni di battuta, aumentando le percentuali al servizio e portandosi sul 5-3. Nel primo set l’iberico conquista il 90% di punti sulla seconda, dato in cui si cela la grande difficoltà di McDonald a trovare profondità in risposta. Al servizio per rimanere nel set, lo statunitense è costretto a cedere nuovamente la battuta: anche grazie a un lob millimetrico (e al doppio fallo del suo avversario sul set point) Alcaraz chiude 6-3 la prima frazione.

Anche in avvio di secondo parziale la situazione non cambia, con il 19enne di Murcia che continua ad essere dominante con i suoi colpi da fondo, mentre il suo avversario non riesce a trovare le giuste contromisure, specialmente con il dritto. Come nel primo set McDonald cerca di prendere costantemente la rete, ma nel quarto gioco viene passato con il rovescio da Alcaraz, che si procura un break point ma sbaglia la risposta subito dopo. Il game si trascina ai vantaggi, lo statunitense vince il punto più bello della partita dopo uno scambio prolungato nei pressi rete e impatta sul 2-2.

I problemi però per McDonald sono appena iniziati, dato che da quel momento non conquisterà più un singolo gioco. Alcaraz si procura altre due palle break consecutive nel sesto gioco e questa volta va a segno. Lo spagnolo è totalmente in controllo del match, affonda ripetutamente con dritto e rovescio e si porta senza fatica sul 5-2. L’incontro si conclude con il quarto break in favore della testa di serie numero 3, che con l’ennesimo dritto penetrante si impone 6-3 6-2 ed ottiene la sua prima vittoria in carriera a Cincinnati: al terzo turno per lui ci sarà il vincente del match tra Cilic e Ruusuvuori.

[1] D. Medvedev b. B. Van De Zandschulp 6-4 7-5

Decisamente più equilibrato rispetto al match precedente è l’esordio del numero uno del mondo. Van De Zandschulp parte al servizio con le idee chiarissime: conquistare la rete il prima possibile. Il piano funziona a metà, perché sì gli porta i primi due punti, ma gli costa anche il break. Ai vantaggi infatti l’olandese si precipita ancora a rete, ma sbaglia la direzione dell’attacco e viene infilato. Con qualche patema, pur senza annullare chance di controbreak immediato, Medvedev sale subito 2-0 e ha una possibilità per il doppio break nel terzo gioco, ma sbaglia la risposta. Il numero 24 ATP questa volta ne approfitta e accorcia le distanze, cercando spesso di variare gli angoli al servizio vista la posizione arretrata del suo avversario.

Il russo non mostra certo la sua miglior versione in avvio, ma i diversi errori di Van De Zandschulp lo aiutano a mantenersi in vantaggio. L’olandese conquista soltanto due dei primi dodici punti dalla riga di fondo ed è ancora costretto ai vantaggi nel quinto game, dove annulla una nuova opportunità di break grazie allo schema servizio-dritto, portandosi sul 2-3. È una partita povera di spettacolo e ricca di errori, dove a fare la differenza è unicamente il break conquistato da Medvedev ad inizio partita. Anche usufruendo dei diversi gratuiti del suo avversario (e dell’apporto della prima di servizio, 12/12), il russo riesce a conservare il vantaggio fino a fine set, archiviato 6-4 con due grandi dritti alla Medvedev e dopo aver vinto gli ultimi sedici punti al servizio.

In avvio di secondo parziale Van De Zandschulp mette la testa avanti per la prima volta nel match e, in generale, dà la sensazione di essere un po’ più aggressivo e propositivo. Diminuiscono pian piano i gratuiti da una parte e dall’altra, anche se il match resta tutt’altro che spettacolare. I problemi dell’olandese continuano però ad essere in risposta, dove non riesce a conquistare punti. Sul 2-2 Medvedev ha l’occasione di porre una seria ipoteca sul match: sul 15-15, infatti, infila una gran risposta vincente di dritto e ringrazia i due doppi falli consecutivi del suo avversario, che lo mandano avanti di un break anche nel secondo set.

Al momento di allungare il numero uno del mondo fa registrare un calo inaspettato e, con un comodo rovescio spedito in rete, restituisce immediatamente il break. Van De Zandschulp tiene ai vantaggi il settimo game e si porta sul 4-3, ma i problemi per lui si ripalesano nel gioco successivo, dove finisce subito sotto 0-40. L’olandese però non si perde d’animo, gioca soltanto più serve&volley e riesce clamorosamente a rimettere in piedi un game che sembrava perso. Va detto che l’aiuto di Medvedev si rivela fondamentale, con il russo che avrebbe potuto fare decisamente meglio su almeno due delle tre palle break e si trova così a servire per rimanere nel set. Annullato un pericoloso set point, con un ace provvidenziale la testa di serie numero uno opera prima l’aggancio sul 5-5, quindi il definitivo sorpasso. Esattamente come sul 2-2 sono i doppi falli a condannare Van De Zandschulp, addirittura tre in questa occasione. Medvedev fatica a chiudere, annulla una nuova palla break ma al terzo match point si impone 6-4 7-5: al prossimo turno attende il vincente del match tra Paul e Shapovalov.

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ATP Cincinnati: Carreno Busta subito fuori, Kyrgios e Paul d’ordinaria amministrazione, travolgenti Fritz e De Minaur

Nessun problema per i due australiani, men che meno per gli americani, in un martedì senza scossoni a Cincinnati

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de minaur 16 08 2022

Nessun risultato che lasci a bocca aperta in quanto ad eliminazioni, ma se c’è un risultato che può essere quasi sorprendente, in questo martedì al Western and Southern Open, è quello di Nick Kyrgios. Infatti l’australiano ha battuto 7-5 6-4 Alejandro Davidovich Fokina, dunque per una volta non è il suo il risultato più comodo di giornata. Scendendo nei dettagli della partita, in realtà, non si trovano particolari problemi per l’ex finalista di questo torneo, che subisce solo un contro-break nel secondo set, dunque vedendosi costretto a rimandare il momento della vittoria, ma senza mai trovarsi a rincorrere lo spagnolo, autore di una prestazione sufficiente che non basta però per questo Nick. Chiude con 10 ace e il 71% di conversione con la prima, come sempre abbinando buon servizio e colpi da applausi da fondo, andando a creare un incrocio da urlo al prossimo turno contro il n.1 d’America.

Quella che sulla carta potrebbe sembrare una sorpresa, in realtà non lo è poi tanto: il vincitore di Montreal, Pablo Carreno Busta, è stato sconfitto al primo turno da Miomir Kecmanovic al tie-break del terzo set (1-6 7-5 7-6). È risaputo come chi vince un torneo rischi parecchio all’avvio del torneo successivo, soprattutto in un caso come questo nel quale il torneo vinto è certamente il più prestigioso nella carriera del vincitore. Sceso in campo neanche 48 ore dopo il trionfo in Canada, Carreno Busta è partito benissimo ma ha poi pagato le tante energie nervose spese nel weelend passato e ha dovuto cedere sulla volata finale a Kecmanovic, che ora incontrerà sul suo cammino Jannik Sinner.

 

Taylor Fritz ha travolto per 6-1 6-1 Sebastian Baez (decisamente sfortunato con il sorteggio in questi due 1000, la settimana scorsa all’esordio a Montreal pescò Kyrgios), centrando un ottimo esordio all’ultimo Master dell’anno sul suolo di casa, ben memore di Indian Wells. Decisamente convincente la tds n.11, che chiude con l’80% di conversione con la prima e salvando 3 palle break su 3, contro un argentino che come sempre ci ha provato fino all’ultimo, ma sul cemento ha ben pochi mezzi per impensierire Fritz. Eliminato per due volte di fila (Washington e Montreal) da Daniel Evans agli ottavi l’americano, al secondo turno affronterà per la prima volta in carriera Nick Kyrgios. Uno dei due australiani che hanno vinto con successo oggi, insieme ad Alex De Minaur, tra l’altro eliminato proprio dal connazionale agli ottavi in Canada. Il trottolino ha battuto 6-2 6-2 senza problemi il qualificato Henri Laaksonen, senza dover mai neanche annullare una palla break e perdendo solo 3 punti al servizio. Il recente campione di Atlanta incontrerà al prossimo turno, in una partita da leccarsi i baffi, la settima forza del tabellone Felix Auger-Aliassime.

Parlando di giocatori in forma, chiudiamo citando il debutto vincente e convincente di Tommy Paul, che la scorsa settimana ha raggiunto il primo quarto di finale 1000 della carriera, abbinandolo alla vittoria più prestigiosa nel meraviglioso secondo turno contro Carlos Alcaraz. Il n.31 al mondo ha battuto 6-3 6-2 il connazionale Jenson Brooksby, che ha un po’ deluso nei due 1000 estivi americani, mettendo in campo un brillante 88% di conversione con la prima e divertendo e divertendosi come suo solito con il tipico tennis pieno di estro e ad alto tasso di godibilità che sempre mette in campo. E, a proposito di divertimento e di secondi turni da vedere, il prossimo avversario sarà Denis Shapovalov, alla perenne ricerca di sé stesso, in quello che si preannuncia un blockbuster tennistico per andare a sfidare (eventualmente) il n.1 al mondo Daniil Medvedev.

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