Miami: Zverev di grinta, Shapo da veterano. Scintille Verdasco

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Miami: Zverev di grinta, Shapo da veterano. Scintille Verdasco

Zverev vince una scazzottata al terzo set con Ferrer. Il canadese batte Querrey in tre. Nando supera Kokkinakis, dopo un alterco per tifo troppo… familiare

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[4] A. Zverev b. D. Ferrer 2-6 6-2 6-4 (Raffaello Esposito)

Alexander Zverev (5 ATP) ha vinto ma è stato ingenuo nel pensare che sarebbe stato facile. Ha prevalso per merito, certo, e perché Ferrer (35 ATP) ormai fatica a reggere i ritmi odierni. Lo spagnolo però gli ha mostrato cosa significhi aver voglia di combattere e usare la testa in campo.

Esiste una proporzione quasi matematica nei precedenti fra Zverev e Ferrer: un incontro ogni due anni, nel 2014 quasi un doppio bagel sulla terra a favore dello spagnolo, altra vittoria, ma sofferta, nel 2016 su cemento outdoor, sconfitta netta un mese fa a Rotterdam. Ebbene, David è quasi riuscito a invertire tale tendenza. Nel primo set infatti lo spagnolo governa da par suo il gioco, vola per il campo e scappa subito su un 3-0 leggero che diventa pesante con il secondo break che vale il 6-2 d’acchito. Zverev troppo brutto per essere vero ma bravissimo Ferrer a non farlo respirare mai. Lo spagnolo entra improvvisamente in riserva a inizio secondo set dopo uno scambio iniziale di break ma Sascha ora comincia a metterci del suo. Ritrova feeling con la battuta rinunciando a un poco di potenza in cambio di maggior precisione, i colpi da fondo acquistano penetrazione e gli errori diminuiscono vistosamente. Aumentano molto invece quelli di Ferrer – ora in netto calo – e il tedesco pareggia il conto con lo stesso punteggio del primo set.

 

Quando nel decider David perde immediatamente la battuta andando sotto 0-2 il suo destino appare segnato, ed è in quel momento che vengono fuori cuore e orgoglio. Ferru ha giocato centinaia di incontri così, recupera il break, ne evita un altro dopo un grandioso passante in corsa dell’avversario e prende a non sbagliare più. Zverev commette l’errore di accettare la ragnatela di scambi, vuole sfondare e rischia di rimanere soffocato. Si salva solo perché nel nono gioco Ferrer, dopo un facile 30-0, si fa rimontare e ai vantaggi crolla con un dritto lungo a campo aperto seguito da un doppio fallo. La racchetta gettata rabbiosamente a terra mostra quanta voglia abbia ancora il vecchio guerriero. Il tedesco cerca ancora di farsi male con un doppio fallo ma due attacchi a rete, il primo salvato con una volée d’istinto, lo mandano avanti contro Kyrgios, che ha vinto facile contro Fognini. 3-1 per l’australiano i precedenti.

D. Shapovalov b. [11] S. Querrey 6-4 3-6 7-5 (Michelangelo Sottili)

Sam Querrey corre verso il miraggio della top ten, ma si schianta contro Denis Shapovalov, autore di una prestazione tutt’altro che convincente sotto il profilo tecnico, ma anche grintoso e bravo a rimettere in piedi un match che, con il 43% di prime in campo e 12 doppi falli, sembrava essergli sfuggito definitivamente dalle corde. Shapo allunga già al terzo gioco facendo alcuni buchi per terra con quel dritto che Sam, pur avvertito del pericolo, non riesce ad arginare. Il californiano resta in scia, ma Denis dimostra un’attenzione e una freddezza impressionanti sui propri turni di battuta: quando gli capita di partire indietro di un quindici, rimedia subito con una prima slice esterna per poi chiudere agevolmente nel campo aperto, al volo o con il dritto, senza lasciare la minima possibilità all’avversario. Incamerato il parziale per 6-4, Shapovalov è atteso al problematico varco di inizio secondo set da Querrey, bravo ad approfittare del calo di concentrazione canadese che finisce con il riflettersi su dritto e servizio. Shapo prova a caricarsi ma, con l’altro che serve per primo e non concede nulla, quel punteggio di 1-4 gli crea una sfiducia evidente; e allora, fra doppi falli e dritti sbagliati, ingenuità e un po’ di zio Sam, regala un altro gioco prima di un sussulto che non può tuttavia salvarlo dal 3-6.

Querrey tenta di uccidere il match al terzo game scodellando un passante di dritto incrociato che è un affronto per un giovane votato allo spettacolo, ma il diciottenne mancino rientra subito in un set che si preannuncia carico di errori e di suspense. Così, mentre la grafica mostra impietosa che la maggior parte delle sue prime di servizio va a finire in territori inesplorati, Shapo riesce a tenere la battuta fino al 5-4, poi chiede l’intervento del fisio che gli applica una fasciatura sotto il ginocchio destro sotto lo sguardo, diciamo, perplesso di Sam che, peraltro, ha una percentuale di prime anche peggiore. Salvata con un drittone lungolinea una palla break sul 5 pari, Shapovalov fa suo il match approfittando di quattro errori di Querrey che, dando la mano all’arbitro Ali Nili, gli fa sapere poco gentilmente la sua opinione sul MTO concesso poco prima. Per Denis, ottavi contro Borna Coric.

[31] F. Verdasco b. [Q] T. Kokkinakis 3-6 6-4 7-6(4) (Michele Trabace)

L’esperienza prevale al fotofinish. Fernando Verdasco è giocatore navigato che vanta tanti anni nel circuito e oggi la sua astuzia l’ha aiutato a tirarsi fuori dai guai, riuscendo sul Grandstand a sconfiggere al tie-break del terzo set Thanasi Kokkinakis, proveniente dalle qualificazioni e attualmente numero 175 ATP. Il giustiziere al turno precedente di Federer questa volta non è riuscito a spuntarla nell’atto finale dell’incontro, soccombendo sotto il gran caldo della torrida giornata a Miami; Verdasco è stato abile nel momento maggiore di difficoltà nella terza partita a far girare l’incontro, ricorrendo ad una “furbata” che ha indubbiamente destabilizzato l’avversario, ma lo è stato ancora di più a recuperare l’iniziale svantaggio nel tie-break conclusivo, centrando cosi la qualificazione con una reazione rabbiosa.

Primo parziale estremamente solido per Kokkinakis: al servizio non concede nulla (solo quattro i punti persi) e in risposta riesce per due volte a strappare la battuta all’iberico, che incappa in una serie considerevole di errori, non dando mai l’impressione di essere in partita. Primo set 6-3 per il ventunenne di Adelaide. Fernando sa bene che deve totalmente cambiare registro e lo fa con un atteggiamento più concentrato e più aggressivo (comprese le urla di esultanza); il risultato è che Kokkinakis inizia a calare con le percentuali alla battuta, arrancando maggiormente negli scambi da fondo e, dopo alcune occasioni non sfruttate, arriva nel quinto game il primo break di giornata per Verdasco che allunga sul 4-2. Il veterano del circuito non molla la presa, aggiudicandosi la seconda frazione per 6-4 al secondo set point (il primo non viene concretizzato nel gioco precedente alla risposta). Si va al terzo.

L’australiano è il primo ad allungare sul 3-1 grazie al doppio fallo di Verdasco, ma è qui che arriva il momento chiave del match: il nativo di Madrid a gran voce si lamenta verso Kokkinakis sull’atteggiamento poco sportivo del padre, reo di applaudire alle spalle ad ogni suo errore; l’australiano non la prende bene. Il risultato è che Thanasi perde il ritmo al servizio, cedendo il suo break di vantaggio. Al cambio campo Kokkinakis si lamenta con il giudice di sedia per aver subito questa polemica. Al rientro in campo il recente finalista a Rio de Janeiro prende in mano le redini del gioco con prepotenza, sul 4 pari si procura tre opportunità per andare a servire per il match, ma l’aussie resiste stoicamente e conserva il suo turno di battuta. Non succede più nulla ed è dunque il tie-break a decretare il vincitore di questo scontro: Kokkinakis sfrutta la crescente frustrazione del suo contendente volando sul 3 a 0, ma la reazione dello spagnolo è veemente, arrivando sul 6-4 a procurarsi match point e chiudendo la contesa con una prima vincente. Dopo quasi tre ore è Verdasco a qualificarsi per gli ottavi di finale, dove sfiderà Carreno Busta (che si è liberato con un doppio 6-4 di Steve Johnson), con cui è in svantaggio 2 a 1 nei precedenti.

[29] B. Coric b. [8] J. Sock 5-7 7-6(4) 6-3 (Andrea Franchino)

Sfida tra teste di serie per un posto negli ottavi: la n°9 Jack Sock (25 anni, 9 ATP) contro la n°29 Borna Coric (21 anni, 36 ATP), recente sfortunato protagonista della semifinale ad Indian Wells. La vittoria finale di Borna Coric al termine di un match equilibrato e combattuto è tutto sommato meritata malgrado le troppe occasioni sprecate soprattutto nella prima frazione. Jack Sock da par suo non è stato in grado di chiudere la contesa nel tie-break del secondo set, quando si è trovato con due servizi a disposizione per arrivare a match-point. Adesso il tennista croato è atteso da un interessante match con l’altro fenomeno emergente Denis Shapovalov per entrare nei primi otto del torneo di Miami.

L’incontro si sviluppa nei primi due set con percorso identico ma con esito finale opposto: Coric avanti di un break fino al 5-3, opportunità per vincere il set (addirittura due nella prima frazione) nel nono gioco brillantemente annullate da Sock, che poi tiene il servizio e riequilibra il match. La differenza sta nella reazione del tennista croato: mentre nel primo set il contraccolpo psicologico lo porta a concedere tre palle break consecutive all’americano che riesce a sfruttare la terza per portarsi in vantaggio e chiudere poi al primo set point utile, nella seconda partita ne concede solo una che riesce ad annullare, tiene il servizio e gioca il tie-break in maniera attenta, forzando la risposta al decimo punto per ottenere due possibilità per chiudere e aggiudicarsi il set nel punto successivo. La delusione di Sock si materializza con la racchetta sfasciata mentre si siede al cambio campo che gli costa non solo un penalty point (comico il siparietto tra il giocatore e l’arbitro di sedia Lahyani con il furbo Jack che tenta di nascondere la racchetta rotta nella borsa e ne mostra un’altra al più furbo Mohamed che non si fa ingannare e gli appioppa la penalità con reprimenda: “Non era il caso, Jack!”) ma anche l’immediato break in avvio del set decisivo. Ma il destino del match rimane ancorato al solito schema e, dopo il momentaneo recupero dell’americano, si arriva di nuovo al fatidico nono gioco con Coric avanti 5-3 ma questa volta con Sock al servizio. E qui entra in gioco l’imponderabile: match sospeso per pioggia per oltre 30 minuti. Quando i giocatori rientrano in campo, Sock riprende a servire ma concede il match point decisivo a Coric che, con un solido scambio sul rovescio, lo induce all’errore e vince il match dopo 2 ore e 45 minuti.

Risultati:

[31] F. Verdasco b. [Q] T. Kokkinakis 3-6 6-4 7-6(4)
[16] P. Carreno Busta b. S. Johnson 6-4 6-4
D. Shapovalov b. [11] S. Querrey 6-4 3-6 7-5
[17] N. Kyrgios b. [15] F. Fognini 6-3 6-3
[6] K. Anderson b. [32] K. Khachanov 4-6 6-2 6-3
[29] B. Coric b. [8] J. Sock 5-7 7-6(4) 6-3
[4] A. Zverev b. [28] D. Ferrer 2-6 6-2 6-4
[10] T. Berdych vs F. Tiafoe 7-6(2) 2-6 4-5 sospesa 

Il tabellone completo

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ATP Cincinnati: esordi vincenti per Alcaraz e Medvedev

Decisamente agevole la prima assoluta in Ohio dello spagnolo, molto meno convincente la vittoria del numero uno del mondo

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Daniil Medvedev, Cincinnati 2022 (foto: twitter @CincyTennis)

La notte italiana è teatro di alcuni degli esordi più attesi al Western & Southern Open, come quelli di Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev, rispettivamente teste di serie numero 3 e 1. Scende in campo per primo l’enfant prodige spagnolo, che in poco più di un’ora ha la meglio su Mackenzie McDonald senza spendere chissà quante energie. Giornata abbastanza negativa quella dello statunitense, che non può opporsi in nessun modo all’avanzata del numero 4 del mondo.

Totalmente diverso il match di Medvedev, chiamato a riscattarsi dopo la sconfitta con Kyrgios patita a Montreal la scorsa settimana e che non ha un battesimo facile contro Botic Van De Zandschulp. L’olandese non sembra in una gran giornata, sbaglia tantissimo – soprattutto nel primo set – ma viene più volte graziato dal russo, bravo a chiudere in due set ma costretto ad annullare un set point nel secondo parziale.

[3] C. Alcaraz b. M. McDonald 6-3 6-2

 

McDonald parte al servizio e conquista i primi due punti della partita, ma Alcaraz non si fa pregare e entra subito al 100%, infilando quattro punti di fila e partendo subito in vantaggio. Non appena si entra nello scambio lo spagnolo fa valere la maggiore pesantezza di palla e lo statunitense può far poco, andando subito sotto 0-2. Il primo set si gioca nei turni di battuta della testa di serie numero 3, che certamente non è una gran notizia per McDonald. Il numero 72 del mondo, data anche la posizione arretrata di Alcaraz in ribattuta, prova a mantenersi in scia accorciando gli scambi con alcuni serve&volley che gli fruttano diversi punti. In risposta, tuttavia, non riesce praticamente mai ad essere aggressivo nonostante una percentuale di prime non elevatissima dello spagnolo, che con la seconda spesso sceglie a ragione di andare al corpo.

Avanti 4-2 il numero 4 del mondo ha la possibilità di crearsi un’altra palla break, ma sul 30-30 McDonald copre benissimo la rete con due ottime volée e accorcia le distanze poco dopo. Nonostante qualche errore qua e là Alcaraz continua a non avere problemi nei suoi turni di battuta, aumentando le percentuali al servizio e portandosi sul 5-3. Nel primo set l’iberico conquista il 90% di punti sulla seconda, dato in cui si cela la grande difficoltà di McDonald a trovare profondità in risposta. Al servizio per rimanere nel set, lo statunitense è costretto a cedere nuovamente la battuta: anche grazie a un lob millimetrico (e al doppio fallo del suo avversario sul set point) Alcaraz chiude 6-3 la prima frazione.

Anche in avvio di secondo parziale la situazione non cambia, con il 19enne di Murcia che continua ad essere dominante con i suoi colpi da fondo, mentre il suo avversario non riesce a trovare le giuste contromisure, specialmente con il dritto. Come nel primo set McDonald cerca di prendere costantemente la rete, ma nel quarto gioco viene passato con il rovescio da Alcaraz, che si procura un break point ma sbaglia la risposta subito dopo. Il game si trascina ai vantaggi, lo statunitense vince il punto più bello della partita dopo uno scambio prolungato nei pressi rete e impatta sul 2-2.

I problemi però per McDonald sono appena iniziati, dato che da quel momento non conquisterà più un singolo gioco. Alcaraz si procura altre due palle break consecutive nel sesto gioco e questa volta va a segno. Lo spagnolo è totalmente in controllo del match, affonda ripetutamente con dritto e rovescio e si porta senza fatica sul 5-2. L’incontro si conclude con il quarto break in favore della testa di serie numero 3, che con l’ennesimo dritto penetrante si impone 6-3 6-2 ed ottiene la sua prima vittoria in carriera a Cincinnati: al terzo turno per lui ci sarà il vincente del match tra Cilic e Ruusuvuori.

[1] D. Medvedev b. B. Van De Zandschulp 6-4 7-5

Decisamente più equilibrato rispetto al match precedente è l’esordio del numero uno del mondo. Van De Zandschulp parte al servizio con le idee chiarissime: conquistare la rete il prima possibile. Il piano funziona a metà, perché sì gli porta i primi due punti, ma gli costa anche il break. Ai vantaggi infatti l’olandese si precipita ancora a rete, ma sbaglia la direzione dell’attacco e viene infilato. Con qualche patema, pur senza annullare chance di controbreak immediato, Medvedev sale subito 2-0 e ha una possibilità per il doppio break nel terzo gioco, ma sbaglia la risposta. Il numero 24 ATP questa volta ne approfitta e accorcia le distanze, cercando spesso di variare gli angoli al servizio vista la posizione arretrata del suo avversario.

Il russo non mostra certo la sua miglior versione in avvio, ma i diversi errori di Van De Zandschulp lo aiutano a mantenersi in vantaggio. L’olandese conquista soltanto due dei primi dodici punti dalla riga di fondo ed è ancora costretto ai vantaggi nel quinto game, dove annulla una nuova opportunità di break grazie allo schema servizio-dritto, portandosi sul 2-3. È una partita povera di spettacolo e ricca di errori, dove a fare la differenza è unicamente il break conquistato da Medvedev ad inizio partita. Anche usufruendo dei diversi gratuiti del suo avversario (e dell’apporto della prima di servizio, 12/12), il russo riesce a conservare il vantaggio fino a fine set, archiviato 6-4 con due grandi dritti alla Medvedev e dopo aver vinto gli ultimi sedici punti al servizio.

In avvio di secondo parziale Van De Zandschulp mette la testa avanti per la prima volta nel match e, in generale, dà la sensazione di essere un po’ più aggressivo e propositivo. Diminuiscono pian piano i gratuiti da una parte e dall’altra, anche se il match resta tutt’altro che spettacolare. I problemi dell’olandese continuano però ad essere in risposta, dove non riesce a conquistare punti. Sul 2-2 Medvedev ha l’occasione di porre una seria ipoteca sul match: sul 15-15, infatti, infila una gran risposta vincente di dritto e ringrazia i due doppi falli consecutivi del suo avversario, che lo mandano avanti di un break anche nel secondo set.

Al momento di allungare il numero uno del mondo fa registrare un calo inaspettato e, con un comodo rovescio spedito in rete, restituisce immediatamente il break. Van De Zandschulp tiene ai vantaggi il settimo game e si porta sul 4-3, ma i problemi per lui si ripalesano nel gioco successivo, dove finisce subito sotto 0-40. L’olandese però non si perde d’animo, gioca soltanto più serve&volley e riesce clamorosamente a rimettere in piedi un game che sembrava perso. Va detto che l’aiuto di Medvedev si rivela fondamentale, con il russo che avrebbe potuto fare decisamente meglio su almeno due delle tre palle break e si trova così a servire per rimanere nel set. Annullato un pericoloso set point, con un ace provvidenziale la testa di serie numero uno opera prima l’aggancio sul 5-5, quindi il definitivo sorpasso. Esattamente come sul 2-2 sono i doppi falli a condannare Van De Zandschulp, addirittura tre in questa occasione. Medvedev fatica a chiudere, annulla una nuova palla break ma al terzo match point si impone 6-4 7-5: al prossimo turno attende il vincente del match tra Paul e Shapovalov.

Il tabellone completo dell’ATP di Cincinnati

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ATP Cincinnati: Carreno Busta subito fuori, Kyrgios e Paul d’ordinaria amministrazione, travolgenti Fritz e De Minaur

Nessun problema per i due australiani, men che meno per gli americani, in un martedì senza scossoni a Cincinnati

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de minaur 16 08 2022

Nessun risultato che lasci a bocca aperta in quanto ad eliminazioni, ma se c’è un risultato che può essere quasi sorprendente, in questo martedì al Western and Southern Open, è quello di Nick Kyrgios. Infatti l’australiano ha battuto 7-5 6-4 Alejandro Davidovich Fokina, dunque per una volta non è il suo il risultato più comodo di giornata. Scendendo nei dettagli della partita, in realtà, non si trovano particolari problemi per l’ex finalista di questo torneo, che subisce solo un contro-break nel secondo set, dunque vedendosi costretto a rimandare il momento della vittoria, ma senza mai trovarsi a rincorrere lo spagnolo, autore di una prestazione sufficiente che non basta però per questo Nick. Chiude con 10 ace e il 71% di conversione con la prima, come sempre abbinando buon servizio e colpi da applausi da fondo, andando a creare un incrocio da urlo al prossimo turno contro il n.1 d’America.

Quella che sulla carta potrebbe sembrare una sorpresa, in realtà non lo è poi tanto: il vincitore di Montreal, Pablo Carreno Busta, è stato sconfitto al primo turno da Miomir Kecmanovic al tie-break del terzo set (1-6 7-5 7-6). È risaputo come chi vince un torneo rischi parecchio all’avvio del torneo successivo, soprattutto in un caso come questo nel quale il torneo vinto è certamente il più prestigioso nella carriera del vincitore. Sceso in campo neanche 48 ore dopo il trionfo in Canada, Carreno Busta è partito benissimo ma ha poi pagato le tante energie nervose spese nel weelend passato e ha dovuto cedere sulla volata finale a Kecmanovic, che ora incontrerà sul suo cammino Jannik Sinner.

 

Taylor Fritz ha travolto per 6-1 6-1 Sebastian Baez (decisamente sfortunato con il sorteggio in questi due 1000, la settimana scorsa all’esordio a Montreal pescò Kyrgios), centrando un ottimo esordio all’ultimo Master dell’anno sul suolo di casa, ben memore di Indian Wells. Decisamente convincente la tds n.11, che chiude con l’80% di conversione con la prima e salvando 3 palle break su 3, contro un argentino che come sempre ci ha provato fino all’ultimo, ma sul cemento ha ben pochi mezzi per impensierire Fritz. Eliminato per due volte di fila (Washington e Montreal) da Daniel Evans agli ottavi l’americano, al secondo turno affronterà per la prima volta in carriera Nick Kyrgios. Uno dei due australiani che hanno vinto con successo oggi, insieme ad Alex De Minaur, tra l’altro eliminato proprio dal connazionale agli ottavi in Canada. Il trottolino ha battuto 6-2 6-2 senza problemi il qualificato Henri Laaksonen, senza dover mai neanche annullare una palla break e perdendo solo 3 punti al servizio. Il recente campione di Atlanta incontrerà al prossimo turno, in una partita da leccarsi i baffi, la settima forza del tabellone Felix Auger-Aliassime.

Parlando di giocatori in forma, chiudiamo citando il debutto vincente e convincente di Tommy Paul, che la scorsa settimana ha raggiunto il primo quarto di finale 1000 della carriera, abbinandolo alla vittoria più prestigiosa nel meraviglioso secondo turno contro Carlos Alcaraz. Il n.31 al mondo ha battuto 6-3 6-2 il connazionale Jenson Brooksby, che ha un po’ deluso nei due 1000 estivi americani, mettendo in campo un brillante 88% di conversione con la prima e divertendo e divertendosi come suo solito con il tipico tennis pieno di estro e ad alto tasso di godibilità che sempre mette in campo. E, a proposito di divertimento e di secondi turni da vedere, il prossimo avversario sarà Denis Shapovalov, alla perenne ricerca di sé stesso, in quello che si preannuncia un blockbuster tennistico per andare a sfidare (eventualmente) il n.1 al mondo Daniil Medvedev.

Il tabellone completo del Masters 1000 Cincinnati

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ATP

ATP Cincinnati, Sinner: “All’inizio non mi sentivo a mio agio, ma con il servizio sono riuscito a invertire la tendenza”

Jannik Sinner soddisfatto della propria tenuta mentale dopo la vittoria contro Kokkinakis. “Spero di alzare il livello al prossimo turno”

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Jannik Sinner - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

(da Cincinnati, il nostro inviato)

Tre ore e tredici minuti, una vera e propria battaglia Jannik. Quali erano le tue sensazioni oggi e cosa pensi alla fine abbia fatto la differenza in una partita così combattuta?

All’inizio le sensazioni non erano buonissime, ho cercato di concentrarmi sul mio servizio. Andando avanti nel match mi sentivo meglio, ho avuto chance nel primo set, nel secondo parziale finalmente sono riuscito ad alzare il livello e nel terzo set abbiamo avuto chance entrambi. L’aspetto che oggi ha fatto la differenza è stato sicuramente la mia tenuta mentale, quando vinci 8-6 al tie break del terzo set le differenze sono minime.

 

Com’è stato l’adattamento dalle condizioni di Montreal a Cincinnati? A livello di velocità dei campi noti delle differenze particolari?

I campi sono un pochino più veloci qui, in generale mi sento meglio rispetto a Cincinnati, è anche più tempo ora che sono arrivato in America. Speriamo di alzare il livello nel prossimo turno che sarà una partita molto difficile.

Vittoria speciale anche perché oggi compi 21 anni. Hai in mente alcun festeggiamento particolare stasera?

Non abbiamo nulla in mente sinceramente. Ho avuto una piccola torta stamattina ma oggi è stata una partita davvero dura e ho bisogno di recuperare se voglio essere pronto domani.

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