Ostapenko col dritto e Goerges col servizio, possono farcela?

Torneo femminile sorprendente, può succedere di tutto. Serena Williams e Kerber favorite, ma solo sulla carta. Ci sono aspetti tecnici specifici che potrebbero metterle in difficoltà

Ostapenko col dritto e Goerges col servizio, possono farcela?
Jelena Ostapenko - Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

dal nostro inviato a Londra

Ormai il traguardo è lì, a due passi, per quattro ragazze che sperano di arrivarci con tutte le loro forze. La vittoria avrebbe significati molto diversi per ciascuna di loro, ma non minore importanza. Ritoccare un record già storico (Serena)? Dimostrare, una volta di più, di non essere arrivata in cima per caso (Angelique)? Confermarsi definitivamente come la miglior giovane della sua generazione (Jelena)? Coronare per la prima volta il sogno Slam (Julia)? Per quanto concerne gli aspetti tattici, rimando al come sempre ottimo pezzo di AGF in homepage oggi. Proviamo invece a inquadrare le sfide del pomeriggio da un punto di vista strettamente tecnico.

 

Jelena Ostapenko vs Angelique Kerber (ore 14 italiane, centrale, nessun precedente)

La più aggressiva e potente di tutte con il gioco da fondocampo, contro una delle migliori in contenimento. Già questa premessa può farci sperare in una gran partita. Ricordiamo tutti come la “belvetta” lettone Jelena ha vinto il Roland Garros l’anno scorso: 299 vincenti (stiamo parlando di 41 abbondanti a match, pazzesco), con il dritto che le viaggiava a velocità superiori all’allora numero uno dei maschi, Andy Murray. Tecnicamente, il cannone che si ritrova dal lato destro Ostapenko può fare la differenza contro chiunque, soprattutto per il movimento a colpire, con impatto leggermente ritardato, gestito con la flessione del gomito, e direzionato solo con la frustata finale, rapidissima, dell’avambraccio. Risultato, fucilate illeggibili, si capisce dove tira solo dopo che la palla è già partita. Qui l’analisi tecnica dettagliata, è un dritto unico, molto simile sia come esecuzione che come rendimento a quello di Steffi Graf, che come sappiamo a manate vincenti non scherzava affatto.

Dall’altra parte della rete, esattamente come ha cercato giustamente di fare “cipollina” Cibulkova nei quarti, la missione di Angie Kerber sarà una e una sola: perdere meno campo possibile, affrontando il bombardamento senza indietreggiare. Puoi difendere e correre bene quanto vuoi, davanti a certe legnate in tre scambi sei fritta se lasci tempo e metri a chi ti aggredisce in quel modo. A prescindere dalle scelte di geometria e angoli, sarà quindi questione di elasticità e reattività articolare, in altre parole Angie dovrà essere pronta a giocare una palla su due accucciata con le ginocchia rasoterra, in controbalzo o quasi. Cosa che sa fare benissimo, s’intende, ma il coefficiente di difficoltà aumenta paurosamente. Dopo aver dato Federer certamente vincente (in compagnia del 100% dei colleghi), ed essere stato clamorosamente smentito (vecchiaccio malefico che non sei altro, ti costava tanto mettere in campo il passante e chiudere in tre set?), a questo punto non temo più nulla: mi sbilancio senza problemi, e dico che a mio avviso questa sarà la finale anticipata. Non vedo come chi uscirà vincitrice tra le splendide Ostapenko e Kerber viste finora possa perdere con Serena Williams ancora in rodaggio, personalità o non personalità, oppure con Julia Goerges alla prima occasione Slam.

Consigliato a chi ama veder giocare a tennis senza la minima paura, sia in attacco, sia in difesa.

Angelique Kerber – Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

Serena Williams vs Julia Goerges (secondo match, centrale, precedenti 3-0 Williams)

Sperando di non venire accusato di sessismo, credo che il motivo di fascino principale del match tra Serena e Julia sarà assistere, come e forse più che in occasione del quarto in cui Williams ha eliminato la nostra Camila Giorgi (tre break in tutta la partita), a un confronto WTA giocato, interpretato e probabilmente determinato dagli stessi fattori che risultano decisivi tra i maschi. Banalmente, il rendimento al servizio. Concordo assolutamente con le valutazioni di AGF (ne stiamo parlando mentre scrivo) sugli aspetti agonistici, tattici e in parte tecnici che fanno di Serena la favorita d’obbligo, ma penso che la percentuale che le ragazze sapranno esprimere in battuta sarà più determinante di tutte le altre considerazioni messe insieme. A parte gli ace, quello che conta in realtà sono gli “unreturned serves“, tutti i punti diretti ottenuti al servizio insomma. Serena comanda con il 50%, ma Julia la incalza con il 46%. Per darvi un’idea, Camila contro Williams ha piazzato un 39% in questa statistica, e le è bastato per rischiare di vincere. Come si sa, quando la tua tecnica esecutiva è eccellente (sia Serena che Julia sono pressoché perfette), le discriminanti diventano l’emotività, la concentrazione, la tenuta mentale: la battuta è probabilmente il colpo che maggiormente risente di qualsiasi irrigidimento muscolare, anche minimo, dovuto alla tensione.

Serena Williams – Wimbledon 2018 (foto Art Seitz c2018)

Ieri sia Federer (30-30, 11 pari quinto set), che Nadal (6-5 avanti nel tie-break del secondo set) hanno semplicemente sbagliato il lancio di palla, commettendo doppio fallo. A Roger è costato la partita, Rafa ha rischiato. Un lancio di palla sbagliato, nel 99% dei casi, ha una sola ragione, la muscolatura della spalla lievemente troppo contratta, ed è una cosa quasi impossibile da controllare. In conclusione, quindi, credo che chi tra Williams e Goerges saprà essere più tranquilla, e di conseguenza sciolta al servizio, avrà le maggiori probabilità di vincere. Difficile non pensare che possa essere Serena, ma una possibilità, se e solo se entrerà in modalità “servebot”, ce l’ha anche Julia.

Consigliato a chi apprezza la potenza e la tecnica dei colpi di inizio gioco.

Julia Goerges – Wimbledon 2018

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