Pagelle: ci mancava solo Berrettini… – Ubitennis

Pagelle

Pagelle: ci mancava solo Berrettini…

Si completa una settimana da incubo per Ubitennis. Gli anti-italiani costretti a raccontare tre trionfi azzurri. Per fortuna luglio sta finendo

Antonio Garofalo

Pubblicato

il

Eh no però, Berrettini! Ti ci metti pure tu ora? Ma che male abbiamo fatto noi di Ubitennis per meritarci tutto questo? Meno male che questo maledetto luglio volge al termine e si può sperare di tornare alle vecchie e sane abitudini con gli italiani fuori da tutti i tornei già il martedì!

Meno male che inizia la stagione sul cemento e raccoglieremo le nostre consuete magre figure, così da poterci rilassare e goderci il tennis che conta. Perché sì, passino Fognini e Seppi che raggiungono gli ottavi a Melbourne, tanto l’Australia è lontana e poi con Roger Federer che vince il suo ventesimo Slam a chi vuoi che importi dei nostri? Ma addirittura noi di Ubitennis, gli anti italiani per eccellenza, abbiamo dovuto sorbirci Marco Cecchinato che fa semifinale al Roland Garros dopo quaranta anni di goduria per il nostro Direttore! Ma tanto è stato solo un exploit! Ma dove deve andare ‘sto Cecchinato?

Poi arriva Wimbledon e niente di meno pure Camila Giorgi si mette a vincere quattro partite di fila? Ma soprattutto è mai possibile che Camila debba fare pace con la federazione? Mannaggia! E noi che avevamo trovato un’italiana per la quale fare spassionatamente il tifo…

 

E niente poi arriva luglio, il mese degli incubi. Cecchinato e Fognini che fanno doppietta e poi quando finalmente perdono al primo turno al torneo successivo e siamo pronti a pregustarci una settimana di soddisfazioni… ecco che arriva Matteo Berrettini (9) a rovinarci i piani. Pure il doppio poi ha pensato bene di vincere, per giunta in coppia con Daniele Bracciali (7), dato per disperso tra tribunali, procure e avvocati: niente, per fare un dispetto a noi di Ubitennis anche i quarantenni ai quali la federazione ha chiesto i danni tornano e vincono tornei.

A questo punto ci manca solo che Sara Errani torni a giocare e faccia tre ace di fila e che Quinzi diventi top-10 così possiamo procedere direttamente a chiudere questo inutile sito che leggono quattro gatti sfigati e che campa sulle disgrazie italiane e sulle racchette spaccate da Fognini.

A tal proposito, ma questo Matteo Berrettini che intenzioni ha? Forte, umile, serio, educato, gentile, bello… troppo vicino alla perfezione! Non temete! Ci penseremo noi di Ubitennis, gli specialisti, a trovare tutti i suoi difetti.

Obnubilati dai trionfi azzurri (dai su, lo sapete anche voi che hanno vinto tre torneini da Villaggio Valtur, che se li avesse giocati Scanagatta avrebbe fatto man bassa) non abbiamo avuto modo di seguire le gesta della diciassettenne Danilovic (7,5) degna figlia di cotanto padre, del vincitore seriale Isner (7) e addirittura del primo trionfo georgiano di Basilashvili (7,5): lo vedete? Quando vincono gli italiani vincono proprio tutti…

Perché Matteo Berrettini ispira tanta fiducia
Il mondo e il tennis di Matteo Berrettini
Spunti tecnici: Matteo Berrettini, al ‘servizio’ (e dritto) del futuro d’Italia
Perché credo in Matteo Berrettini

Continua a leggere
Advertisement
Commenti

Pagelle

Pagelle: l’umile Serena e il Federer birichino

Primi scambi del 2019 con vecchi leoni alla ribalta. Federer mattatore a Perth tra gli sguardi preoccupati di Mirka. Il bluff di Nole, i tormenti di Rafa e la censura di Serena Williams

Antonio Garofalo

Pubblicato

il

Anno nuovo, vita nuova amici. L’anno che verrà è iniziato con tutti i sintomi del rinnovamento che bussa alle porte del nostro amato tennis. Rafa Nadal (S.V.) si è rotto ancor prima di cominciare la stagione sul cemento disarmato, Andy Murray ha brindato ubriacandosi per lasciare alle spalle lo sciagurato 2018, Roger Federer (7) si è levato dal letto del 2019 tennistico passeggiando sui giovani aspiranti al trono: è vero la Hopman Cup è solo un’esibizione (anche se gli amici di Skysport24 hanno festeggiato i 100 tornei vinti da Roger…) , ma andatelo a raccontare a Tsitsipas e soprattutto a Zverev che al cospetto del Re ha già spaccato le prime racchette del nuovo anno.

La kermesse di Perth comunque ci lascia in eredità una strepitosa Belinda Bencic (9), non tanto per le sue performance in campo (lì la bravura è stata nello scegliere il compagno) quanto al microfono in un’esilarante discorso di premiazione. Certo gli sguardi di intesa e affetto con Rogerino non saranno sfuggiti alla padrona del giocattolo e sarà meglio che il signor Vavrinec faccia poco il piacione se vorrà portare a casa la pelle dalla trasferta australiana.
Dicevamo del nuovo che avanza, il giovane Ivo Karlovic (7) piegatosi solo dinanzi al ragazzino Anderson (8), Kei Nishikori (8) che torna a vincere una finale dopo mille anni e soprattutto riesce a stare in campo intero per una settimana, Bautista Agut (9) che si improvvisa dominatore spazzando via tutti.
Si, anche Novak Djokovic (5), ancora magnanimo dopo il finale di stagione scorso e chissà se sono scricchiolii del vecchio Nole-pre Cecchinato (bravo Ceck, 7 semi e nuovo best ranking) che riaffiorano o è solo un bluff, un tentativo di depistaggio per fa tornare un po’ di interesse nel circuito. Detto che anche gli imberbi  Berdych (7,5) e Tsonga (7) sono tornati a dare segnali di vita, resta da augurarsi che i NextGen si sveglino, altrimenti avrà davvero avuto ragione Fabio Fognini.
Tra le donne la diciottenne Bianca Andreescu (8) ha fatto capire a tutti, se ancora ce ne fosse bisogno, che ci attende un’altra stagione di sorprese e di tornei aperte a più o meno tutte. Ma la notizia della settimana è la dimostrazione di grande umiltà e di sincero pentimento di Serena Williams (2) che dopo il burrascoso finale di stagione scorso si è finalmente cosparsa il capo di cenere dinanzi alla stampa mondiale in quel di Perth, rispondendo a tutte le domande dei cronisti. Sulla Hopman Cup e sul suo stato di forma, perché la signorina non accetta domande sugli Us Open. Peccato che i giornalisti presenti non abbiano avuto il coraggio e la dignità di alzarsi e lasciare Serena da sola. Ma arriveranno gli Australian Open, un torneo serio, nel quale mica si possono scegliere le domande a cui rispondere? O no?

Continua a leggere

Pagelle

Pagelle: il primo 10 del giovane Zverev, ma brutto torneo

Si conclude con la grande sorpresa la stagione maschile. Zverev pronto per il grande salto. Djokovic stanco o distratto. Il raccattapalle di Federer e un Master soporifero

Antonio Garofalo

Pubblicato

il

Ebbene sì, c’eravamo illusi durante il Masters femminile che il punto più basso della stagione fosse stato toccato, ma l’esibizione (5 di stima) dei migliori otto maschietti del circuito – se possibile – è stata ancora più avvilente. Il finale a sorpresa però finirà per far passare questo torneo alla storia, come la prima grande vittoria di Sascha Zverev (10). Sembra incredibile ma all’improvviso, sul 4-4 del primo set, il robot si è inceppato e d’incanto è sembrato rispuntare il Novak Djokovic (8) ante-Cecchinato. Chissà se le due ultime scoppole in finale contro Khachanov e Sascha sono solo frutto della stanchezza dopo un’incredibile rincorsa durata sei mesi o il segno di una nuova era alle porte. Con questo dubbio ce ne andiamo in off-season sognando che l’Australia arrivi presto.

I due round robin sono stati stimolanti quasi quanto un girone di Nations League e per fortuna durante le semifinali ci ha pensato l’incauto raccattapalle (10) a restituire un po’ di interesse alla vicenda. Il povero bambino ha visto tramutarsi un ipotetico sogno – chiacchierare a tu per tu con Roger Federer – in un incubo, anche se il toro disegnato sulla canotta con le inequivocabili iniziali RN destano qualche sospetto.

Il competente pubblico londinese è comunque riuscito a dimostrare tutta la sua imparzialità, riuscendo nell’incredibile impresa di far risultare Sascha Zverev più antipatico di quello che in realtà è. Marin Cilic (5) ha dimostrato che al Masters proprio non riesce a ritrovarsi e la scusa della finale di Coppa Davis regge fino ad un certo punto. La figura del comprimario l’ha fatta anche Dominic Thiem (4,5) che indoor si trova come il pecorino sulla pizza.

 

Kei Nishikori (4,5) ha fatto il fenomeno per un giorno, per poi ritornare nelle consuete vesti di giocatore improponibile per questi livelli, nemmeno così alti peraltro. Almeno non si è rotto e questa è già una novità. John Isner (4) contrariamente a ciò che sembra ha fatto la figura del vaso di coccio tra quelli di ferro. Diciamo che questa qualificazione strappata grazie a qualche forfait di troppo è un premio alla carriera, una vacanza-premio a Londra che ha lasciato poche tracce agonistiche.

Kevin Anderson (7) in questo clima da ultimi giorni di scuola ha fatto la sua degna figura, da festeggiare anche con il lancio della cagnolina su twitter. Certo, il modo in cui ha ceduto al Federer di questi tempi e a Nole fa capire come siamo messi male, in attesa che con Zverev sboccino Tsitsipas, Khachanov e Shapovalov.

Insomma alla fine il vecchietto terribile Roger Federer (7), scivolando, sbuffando e ansimando ha fatto la sua dignitosa figura. Mica possiamo pretendere che a 37 e spicci si facciano miracoli in continuazione anche contro i rampanti nipotini? Se poi ci si mettono contro anche i raccattapalle…

Continua a leggere

Pagelle

Pagelle: più Roger per tutti da Pune a Marrakech

Roger Federer trionfa per la nona volta a Basilea. Una nuova programmazione per un finale travolgente? Svitolina maestra tra la noia ma non ditelo a Serena

Antonio Garofalo

Pubblicato

il

Perché non lo fai, Roger? Sarebbe straordinario, davvero, se Roger Federer (9) fresco novantanovenne decidesse all’improvviso di dedicarsi a se stesso e non più all’ostinata corsa contro il tempo e contro tutti i record. Ma si, Roger, lasciali perdere questi noiosi tornei di due settimane, tanto ne hai già 20 in bacheca e non vale nemmeno più la pena sfiancarsi per arrivare magari ai quarti esausto. E lascia perdere pure questi altri tornei super-frequentati dai tuoi vecchi nemici e dai giovani rampanti, questi 1000 da 1000 e una notte.

Su Roger, bevi l’elisir di lunga vita e assolvi il tuo dovere terreno di divulgare il verbo tennistico in ogni angolo del mondo. Annuncia solennemente il tuo ritiro dai palchi sovrani e dai campi di battaglia e gira il mondo con moglie e figli illuminando i campi di tornei affascinanti e meno stressanti. Fino a quaranta, cinquanta fino a quando vuoi tu: vuoi mettere giocare a Pune tra il delirio delle folle che ti trascinerebbero a camminare sul Gange.

Oppure deliziare i neozelandesi di Auckland? E a Quito? Ad altezze imperiali mai frequentate! Roger a Marrakech, sai che spettacolo! Ti concediamo un passaggio ad Halle e Stoccarda, ma solo come preparazione ad Antalya. E poi in vacanza a Umago, Gstaad e Kitzbuhel, mare e montagna, con un salto a Los Cabos tanto sei ubiquo. Ti pare giusto che a San Pietroburgo non ti abbiano mai visto? E a Chengdu? Pensaci Roger, quattro, cinque, dieci anni a divertirti e divertire senza più ansie e tra il visibilio delle folle. Dovrebbe convincerti anche l’Atp, vedrai che spunterebbero tornei ovunque, persino in Italia!

 

Vorrai mica lasciarci tutti in balia degli eventi? Tra Anderson (8) e Nishikori (7) a darsi battaglia al Masters? Tra geni estemporanei alla Copil (8,5) e giovani amletici alla Shapovalov (5) o magari iracondi come Taitsipas (6 ma 3 per la scena col raccattapalle).

O ancora peggio, vorrai mica abbandonarci in balia delle donne? Si potrà dire che è stato un Masters agghiacciante o si rischia che Serena ci accusi di sessismo? Onora a Elina Svitolina (10) una che quando arriva in fondo non perde mai e che magari come a tante altre in passato dal Master troverà la linfa vincente anche per gli Slam. E in bocca al lupo alla povera Woznacki (10) chiamata ad una battaglia infida e difficile.

Per il resto, ci scuserete ma non riusciamo ad esaltarci per una Stephens (8) che corre tanto e tira poco, per una Bertens (7,5) che chissà se mai tornerà da queste parti, per Pliskova (6,5) che si squaglia sul più bello, per una Kerber (5) cotta. Le uniche che avrebbero un qualcosa in più, o erano già in vacanza come Osaka (4,5) o non ne avevano voglia come Kvitova (4).

Avanti, inizia Bercy. C’è Nadal, c’è Djokovic. Ma la domanda è una sola: Roger c’è o non c’è? (per ora sembrerebbe di sì). Dai Ruggè, lascia stare, preparati per Pune…

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement