Da Parigi a Shanghai: Cecchinato concede la rivincita a Djokovic

Marco supera un ritrovato Chung dopo oltre due ore e mezzo, grazie a due eccellenti tie break. Ora il remake del Roland Garros, con prospettiva top 20. Seppi cede a Edmund

Da Parigi a Shanghai: Cecchinato concede la rivincita a Djokovic

Shanghai: Federer la spunta al terzo ma Medvedev brilla ancora

AGLI OTTAVI CONTRO NOLE – Oltre due ore e mezza di battaglia, punto a punto. Sul traguardo passa a braccia alzate Marco Cecchinato, uno che tira fuori il meglio di sé quando la contesa si sposta sul piano dell’agonismo e della sfrontatezza (quest’anno nel circuito maggiore, nelle partite 2 set su 3, quando è giunto al terzo set dopo aver perso il primo ha poi vinto in dieci occasioni su dodici). L’interpretazione eccellente dei due tie break consente al siciliano di avere la meglio su un Chung in crescita, regalandosi così il primo ottavo di finale in carriera in un Masters 1000. Ci si mette il tabellone, poi, a raccontare una storia appassionante: Ceck ritroverà Djokovic, battuto ai quarti di finale del Roland Garros nella sfida che ha dato lo slancio definitiva alla sua carriera.

 

LA PARTITA – Il match per il numero 21 del mondo si mette subito in salita, visto che il coreano ci mette poco a tirar fuori la sua miglior versione di tignoso ribattitore. Chung va subito avanti di due break e Cecchinato, rimasto con la testa negli spogliatoi, sotto 4-1 si prende il warning per aver rabbiosamente spedito una pallina in tribuna. La scossa emotiva lo fa piombare però in partita. Il controbreak che dimezza lo svantaggio (4-2) arriva nel primo game in cui l’azzurro prende l’iniziativa ed entra nel campo con l’intento di spostare l’avversario. Il set è ormai andato, ma inizia tutt’altra storia. Chung costruisce le sue fortune sulla regolarità, ma non è ingiocabile nei suoi turni di battuta. Cecchinato ribalta l’inerzia prendendosi d’autorità il break del 3-1 e da quel momento si gioca pochissimo, visto che per quattro game di fila chi risponde arriva al massimo a un 15. Quando ha la possibilità di servire per il match, Marco però si rivela fallosissimo. Matura così il tie break, che Cecchinato interpreta invece con un picco di personalità chiudendo a rete i due punti decisivi.

Ripristinato l’equilibrio nel punteggio, resta da colmare il gap di solidità mentale.  L’azzurro prende penalty point per intemperanze verbali in avvio del terzo set e affonda a rete una comoda volée in un game in cui sembrava in controllo, ma finisce per subire il break. Nei momenti di difficoltà, però, non gli manca la capacità di arrampicarsi sulle pareti del match. Il contro break è immediato e da quel momento in poi si va spalla a spalla, con i rispettivi stili di gioco. Più coraggio e incisività da una parte (specie su servizio e dritto), più precisione complessiva dall’altra. Fino a un nuovo tie break. Sul 2-1 per Chung, in uno scambio di 25 colpi, il nastro sorride al sudcoreano tenendo in campo un rovescio destinato al corridoio. Sembra la mazzata nelle gambe, arriva invece l’ennesima risurrezione: un passante lungolinea in corsa rimette in gioco Cecchinato che – in pura estasi agonistica – infila cinque punti uno dopo l’altro, complici un paio di regali infiocchettati dal numero 26 del mondo.

TOP 20 PIÙ VICINA – Arriva così un successo che per il palermitano significa avvicinarsi di molto al best ranking, raggiungibile con una combinazione di risultati non improbabile: in caso di sconfitta odierna di Medvedev contro Federer, soltanto una semifinale di Bautista Agut e la contemporanea vittoria nel torneo di uno tra Fritz, Ebden, de Minaur o Jarry impedirebbe a Ceck di fare il suo ingresso in top 20 da lunedì. All’Italia due giocatori in top 20 mancano da 39 anni: Barazzutti numero 16 e Panatta 19 il 28 maggio del 1979. Sulle spalle di Marco però, c’è soprattutto l’onere e l’onore di intercettare la corsa di Novak Djokovic verso il numero uno del mondo. Rispetto al giugno parigino, sia chiaro, è cambiato tutto. Soprattutto per il serbo, che non ha mai nascosto come quella sconfitta abbia rappresentato per lui un punto di svolta da cui ripartire. Il fascino del nuovo incrocio resta però enorme, da vivere per entrambi con una diversa consapevolezza. Con i favori del pronostico, innegabilmente, ben orientati. Ma anche con la pressione tutta da una parte.

SEPPI OUTSi ferma alle porte degli ottavi di finale il cammino di Andreas Seppi, superato da Kyle Edmund come era già accaduto nei due precedenti. L’azzurro resta sempre a contatto con la partita, senza mai dare però l’impressione di poterla portare dalla propria parte. Il primo set gli sfugge dalle mani nei suoi turni di servizio. Andreas regge lo scambio alla pari quando non concede nulla, ma raramente riesce a difendere il punto sulle seconde (redditività al 27%). Seppi recupera il primo break subito ma non il secondo, quello del 3-5, che orienta il parziale in maniera definitiva a favore del numero 14 del mondo. La sintesi dei 29 minuti del primo set è nel gap fisiologico maturato sui vincenti (4-11) che Seppi non riesce a compensare riducendo gli errori (12-12). Una tendenza che rimarrà costante nel corso del match. Pur rimanendo Edmund a menare le danze, il numero tre d’Italia rimane comunque sul pezzo. La potenza di braccio è però differente, in battuta ma anche in risposta a ogni seconda di servizio attaccabile. Lo strappo decisivo avviene nel break che il 23enne nato a Johannesburg porta a casa nel quinto game, scoprendo inaspettatamente i nervi dell’azzurro. Fa strano, infatti, vedere Seppi prendere a racchettate un microfono posizionato a fondo campo. Quel pizzico di frustrazione fisiologica quando chi ti batte non è poi così distante, ma comunque non riesci a raggiungerlo. Agli ottavi, per Edmund, l’inedito e intrigante incrocio tra importanti battitori con Nicolas Jarry.

Risultati:

[11] K. Edmund b. A. Seppi 6-3 6-4
A. de Minaur b. [Q] B. Paire 6-4 6-3
[4] A. Zverev b. N. Basilashvili 7-5 6-4
[3] J.M. del Potro b. R. Gasquet 7-5 7-6(7)
[10] S. Tsitsipas b. K. Khachanov 6-4 7-6(8)
[16] M. Cecchinato b. H. Chung 4-6 7-6(5) 7-6(5)
[7] K. Anderson b. [Q] M. Kukushkin 6-3 6-2
R. Bautista Agut vs [Q] M. McDonald
[8] K. Nishikori b. [WC] Y. Wu 3-6 6-0 6-3
S. Querrey b. [Q] T. Fritz 6-3 6-7(4) 7-5
[1] R. Federer b. D. Medvedev 6-4 4-6 6-4

Il tabellone completo

La Race to London aggiornata 

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