WTA Ranking: sorridono Giorgi e Yastremska, entrambe a best ranking

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WTA Ranking: sorridono Giorgi e Yastremska, entrambe a best ranking

L’italiana e la giovane ucraina salgono rispettivamente al n.28 e n.66. Quattro posti in più per l’altra titolata della settimana, Garcia

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Ottime notizie per i nostri colori: Camila Giorgi vince a Linz e sale al n.28, posizione che fino ad oggi è la migliore mai raggiunta dall’atleta italiana. Camila ha deciso di far riposare la gamba acciaccata e di non partecipare al torneo del Lussemburgo. Chiude quindi l’anno con il titolo in Austria e potrebbe, per via di assestamenti in classifica, migliorare di qualche posizione il best ranking. Ad esempio settimana prossima potrebbe salire al n.27 se Sasnovich e Tsurenko (che ora la precede in classifica ma ha i punti dei quarti a Mosca 2017 in scadenza) non dovessero andare avanti alla Kremlin Cup. Comunque vada, si chiude una stagione tutto sommato positiva per Giorgi, in cui, oltre al secondo titolo in carriera, ha raggiunto per la prima volta i quarti in uno Slam. Come ha affermato il padre a caldo dopo la vittoria, Camila è “n.28 senza aver giocato Doha, Dubai, Indian Wells, Madrid, Pechino e tanti altri tornei importanti”. Il 2019 inizierà subito con la cambiale delle semifinali a Sydney da onorare. Anche in questa ottica, la scelta di terminare la stagione con una settimana in anticipo è la migliore per arrivare pronta all’appuntamento di gennaio.

Non solo Giorgi, anche la diciottenne Dayana Yastremska festeggia. Il titolo di Hong Kong le fa fare un balzo di 36 posti, fino al n.66 del ranking. La giovane ucraina sarà tra quelle da tenere d’occhio per la prossima stagione.

TOP10 E TOP20 – Non ci sono grossi movimenti tra le dieci: Pliskova supera Svitolia al n.5, “grazie” alla finale a Tianjin persa da Garcia, che recupera ben 4 posti e si riporta al n.12 del ranking. Per la francese però ci sono i punti delle Finals in scadenza (625 p.) che potrà cercare di sostituire con quelli del Masterino di Zhuahi, dove ne assegnano 700 alla vincitrice. Perde 4 posizioni Sabalenka (n.15), finalista a Tianjin un anno fa. Per lei i sono anche i 160 punti del 125K di Mumbai in uscita a fine novembre. Chiudiamo con il best ranking di Sevastova, che sale al n.11.

 
Pos. Giocatrice Punti Tornei Diff. dal 08/10/18
1 Simona Halep 7421 16 0
2 Caroline Wozniacki 6461 19 0
3 Angelique Kerber 5400 20 0
4 Naomi Osaka 4740 19 0
5 Karolina Pliskova 4465 22 1
6 Elina Svitolina 4350 19 -1
7 Petra Kvitova 4255 20 0
8 Sloane Stephens 4022 19 0
9 Julia Goerges 3785 24 0
10 Kiki Bertens 3740 24 0
11 Anastasija Sevastova 3240 23 1
12 Caroline Garcia 3225 23 4
13 Garbiñe Muguruza 3225 22 0
14 Daria Kasatkina 3150 24 0
15 Aryna Sabalenka 3145 26 -4
16 Elise Mertens 3115 22 -1
17 Serena Williams 2976 10 0
18 Jelena Ostapenko 2863 22 0
19 Madison Keys 2816 17 0
20 Ashleigh Barty 2605 21 0

UP AND DOWN – Sale ancora, anche se di un posto, la rivelazione di questo finale di stagione, Qiang Wang (n.23). Son invece ben 32 i posti in più per l’avversaria di Giorgi in finale a Linz, Ekaterina Alexandrova (n.87). Altri movimenti in salita:

42           +6          [FRA]    Kristina Mladenovic
49           +7          [BEL]     Alison Van Uytvanck
67           +15       [GER]    Andrea Petkovic

Perde 4 posizioni Maria Sharapova (n.30), vincitrice a Tianjin nel 2107. Retrocede anche Belinda Bencic (-6, n.47). Altri movimenti in discesa:

38           -4           [AUS]    Daria Gavrilova
40           -5           [RUS]    Anastasia Pavlyuchenkova
107         -16        [SUI]     Viktorija Golubic

ROAD TO SINGAPORE – La RACE completa e aggiornata è consultabile qui.

1             Simona Halep   6921     
2             Angelique Kerber   5375             
3             Caroline Wozniacki   5086          
4             Naomi Osaka   4740       
5             Petra Kvitova   4255
6             Sloane Stephens   3943               
7             Elina Svitolina   3850
8             Karolina Pliskova   3840
——————————————
9             Kiki Bertens   3710          

Sloane Stephens si aggiunge al gruppo delle qualificate (Halep, Kerber, Wozniacki, Osaka e Kvitova). Infatti Svitolina non parteciperà né alla Kremlin Cup né al torneo del Lussemburgo.  Questo vuol dire che Stephens può anche permettersi di farsi superare da Pliskova e Bertens e rimarrebbe al n.8 della RACE.

Pliskova e Bertens devono quindi cercare di superare i 3850 punti di Svitolina se vogliono andare a Singapore.  Sabalenka è fuori dalla corsa: ha perso a Tianjin, mentre avrebbe dovuto vincere il torneo e poi giocarsi il tutto per tutto a Mosca. Vediamo una tabella riassuntiva:

  PUNTI 16° RISULTATO
Elina Svitolina   3850 100
Karolina Pliskova   3840 100
Kiki Bertens   3710 30
PUNTI DISPONIBILI A MOSCA
W 470
F 305
SF 185
QF 100
2T 55
1T 1

Bertens e Pliskova si trovano ai due lati del tabellone a Mosca, quindi potrebbero trovarsi davanti solo in una ipotetica finale. I punti conquistati alla Kremlin Cup andranno a sostituire il 16° risultato del best16. Questo vuol dire che entrambe non potranno incamerare la totalità dei punti disponibili ma la differenza tra questi e il loro 16° risultato. Per superare Svitolina, sia Pliskova che Bertens dovrebbero almeno arrivare in semifinale a Mosca. Infatti, con i 185 punti della semifinale, decurtati del 16° risultato, Pliskova raggiungerebbe quota 3925 mentre Bertens 3865. Qualunque altro risultato non smuoverebbe la classifica di Pliskova, ma sarebbe sicura della qualificazione nel caso in cui Bertens non arrivasse in semifinale.

Svitolina, infine, ha scelto di non chiedere alcuna wild card per gli ultimi due tornei e di restare a guardare. Anche nel suo caso, per migliorare il punteggio avrebbe dovuto almeno arrivare in semifinale in uno dei due tornei. Elina ha preferito riposare e lasciare a Pliskova e Bertens l’onere di qualificarsi, correndo però il rischio di essere clamorosamente esclusa sul filo di lana.

CASA ITALIA

In classifica generale, Camila Giorgi (+4, n.28) raggiunge con la vittoria a Linz il best ranking, come già detto.  Crollo di Sara Errani (-16, n.92), mentre sono in forte progresso Jasmine Paolini (+11, n.93), Anastasia Grymalska (+14, n.232), rispettivamente semifinalista e finalista a Santa Margherita di Pula, Gaia Sanesi (+52, n.350) e Dalila Spiteri (+34, n.460), in finale e nei quarti a Obidos. Complessivamente, il ranking medio della top5 italiana è 143,2. Nella top20 nazionale,  Jasmine Paolini torna n.3 d’Italia, entra per la prima volta nella top20 nazionale Dalila Spiteri (n.19).

Pos. Giocatrice Class. WTA Diff. dal 01/10/18
1 Camila Giorgi 28 0
2 Sara Errani 92 0
3 Jasmine Paolini 193 2
4 Martina Trevisan 197 -1
5 Giulia Gatto-Monticone 202 -1
6 Martina Di Giuseppe 220 0
7 Deborah Chiesa 227 0
8 Anastasia Grymalska 232 0
9 Jessica Pieri 270 0
10 Stefania Rubini 293 0
11 Georgia Brescia 318 0
12 Gaia Sanesi 350 1
13 Federica Di Sarra 399 -1
14 Angelica Moratelli 404 0
15 Camilla Rosatello 406 0
16 Lucrezia Stefanini 420 0
17 Martina Caregaro 427 0
18 Martina Colmegna 445 0
19 Dalila Spiteri 460
20 Lucia Bronzetti 489 0

NEXT GEN RANKING

Salto in avanti di 5 posti di Dayana Yastremska che si assesta al n.5 del ranking. Tutte le prime 10 under20 del mondo sono in top100. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1998).

Pos. Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 01/10/18
1 Aryna Sabalenka 1998 15 0
2 Sofia Kenin 1998 51 0
3 Viktoria Kuzmova 1998 58 0
4 Vera Lapko 1998 62 0
5 Dayana Yastremska 2000 66 5
6 Marketa Vondrousova 1999 70 -1
7 Amanda Anisimova 2001 93 -1
8 Anastasia Potapova 2001 94 -1
9 Olga Danilovic 2001 98 -1
10 Anna Blinkova 1998 99 -1

NATION RANKING

Questa settimana ci sono molte posizioni condivise nella classifica per Nazioni. Cominciamo con il n.1. In cima al ranking ci sono Stati Uniti e Repubblica Ceca, entrambe con 44 punti. Al 3° posto, invece, salgono Romania e Germania. Per il team di Simona Halep è il best ranking. La Russia scivola al n.5, inevitabilmente. Sale di 2 posti anche la Francia, mentre rientra al n.7 l’Ucraina, grazie all’exploit di Dayana Yastremska. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Pos. Nazione Punteggio Diff. dal 01/10/18
1 Repubblica Ceca 44 0
1 Stati Uniti 44 1
3 Romania 79 1
3 Germania 79 2
5 Russia 84 -2
6 Francia 97 2
7 Ucraina 98
8 Bielorussia 102 -2
9 Australia 104 -2
10 Spagna 121 -1

LE TOP 50

1 0 [ROU] Simona Halep 27 7421 16
2 0 [DEN] Caroline Wozniacki 28 6461 19
3 0 [GER] Angelique Kerber 30 5400 20
4 0 [JPN] Naomi Osaka 20 4740 19
5 1 [CZE] Karolina Pliskova 26 4465 22
6 -1 [UKR] Elina Svitolina 24 4350 19
7 0 [CZE] Petra Kvitova 28 4255 20
8 0 [USA] Sloane Stephens 25 4022 19
9 0 [GER] Julia Goerges 29 3785 24
10 0 [NED] Kiki Bertens 26 3740 24
11 1 [LAT] Anastasija Sevastova 28 3240 23
12 4 [FRA] Caroline Garcia 24 3225 23
13 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 3225 22
14 0 [RUS] Daria Kasatkina 21 3150 24
15 -4 [BLR] Aryna Sabalenka 20 3145 26
16 -1 [BEL] Elise Mertens 22 3115 22
17 0 [USA] Serena Williams 37 2976 10
18 0 [LAT] Jelena Ostapenko 21 2863 22
19 0 [USA] Madison Keys 23 2816 17
20 0 [AUS] Ashleigh Barty 22 2605 21
21 0 [EST] Anett Kontaveit 22 2330 23
22 0 [USA] Venus Williams 38 2161 13
23 1 [CHN] Qiang Wang 26 2155 23
24 -1 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 2124 20
25 0 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1900 29
26 1 [UKR] Lesia Tsurenko 29 1830 20
27 1 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1805 20
28 4 [ITA] Camila Giorgi 26 1800 21
29 1 [TPE] Su-Wei Hsieh 32 1720 27
30 -4 [RUS] Maria Sharapova 31 1603 14
31 0 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 24 1570 21
32 -3 [CZE] Barbora Strycova 32 1565 24
33 0 [CZE] Katerina Siniakova 22 1517 24
34 2 [CRO] Petra Martic 27 1465 22
35 2 [CRO] Donna Vekic 22 1425 25
36 2 [USA] Danielle Collins 24 1395 28
37 3 [CHN] Shuai Zhang 29 1370 27
38 -4 [AUS] Daria Gavrilova 24 1335 23
39 0 [SVK] Magdalena Rybarikova 30 1240 23
40 -5 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1220 23
41 2 [PUR] Monica Puig 25 1188 20
42 6 [FRA] Kristina Mladenovic 25 1180 28
43 1 [FRA] Alizé Cornet 28 1175 27
44 1 [GBR] Johanna Konta 27 1170 23
45 -3 [GRE] Maria Sakkari 23 1164 25
46 0 [AUS] Ajla Tomljanovic 25 1157 28
47 -6 [SUI] Belinda Bencic 21 1147 20
48 -1 [KAZ] Yulia Putintseva 23 1145 24
49 7 [BEL] Alison Van Uytvanck 24 1128 26
50 -1 [FRA] Pauline Parmentier 32 1099 28

Legenda – Nella top 50 trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice- anni – punti – tornei.

LA RACE

1 0 [ROU] Simona Halep 27 6921 15
2 0 [GER] Angelique Kerber 30 5375 18
3 0 [DEN] Caroline Wozniacki 28 5086 18
4 0 [JPN] Naomi Osaka 20 4740 19
5 0 [CZE] Petra Kvitova 28 4255 20
6 0 [USA] Sloane Stephens 25 3943 18
7 0 [UKR] Elina Svitolina 24 3850 18
8 0 [CZE] Karolina Pliskova 26 3840 21
9 0 [NED] Kiki Bertens 26 3710 23
10 0 [BLR] Aryna Sabalenka 20 3145 26
11 1 [BEL] Elise Mertens 22 3065 21
12 -1 [LAT] Anastasija Sevastova 28 3060 21
13 0 [USA] Serena Williams 37 2976 9
14 0 [RUS] Daria Kasatkina 21 2900 23
15 0 [USA] Madison Keys 23 2817 16
16 0 [GER] Julia Goerges 29 2775 22
17 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2725 21
18 0 [FRA] Caroline Garcia 24 2600 22
19 0 [AUS] Ashleigh Barty 22 2420 20
20 0 [LAT] Jelena Ostapenko 21 2363 21

Legenda – Nella RACE trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice – anni – punti – tornei

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WTA Parma: a vincere è l’esperienza di Begu, il gioiello di Paoletti però brilla sempre di più

La 19enne perugina fa intravedere spunti da futuro roseo, ma il dritto e il servizio della rumena delineano la differenza nei momenti concitati. 12° successo in fila sul rosso per la n. 33 WTA

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Matilde Paoletti - Palermo 2022 (foto Palermo Ladies Open)

[3] I. C. Begu b. [WC] M. Paoletti 6-4 6-4

L’Italia del tennis femminile ha avuto in questa fredda serata emiliana, la conferma di avere tra le mani un gioiello dal potenziale ancora indecifrabile nella sua totalità – se sarà un diamante, solo il tempo ce lo dirà -, e che potrebbe essere in grado di rinverdire i fasti gloriosi della racchetta delle Ladies italiche. Lungi da noi mettere eccessiva pressione sulle spalle di una giovane 19enne perugina o paragonarla alle dive del passato, ma quello che ha mostrato Matilde Paoletti nel match contro Irina Camelia Begu va ben oltre il – seppur assolutamente significativo – “giocar bene” e fornire una performance importante alle prime esperienze di alto livello nel tennis professionistico. Perché la classe 2003, che si allena presso il Centro Federale di Formia, ha dimostrato di possedere uno stile decisamente completo per quelli che sono i canoni del tennis moderno e soprattutto di poter rappresentare un progetto tecnico diametralmente opposto a quello a cui ci hanno abituato le nostre Girls nel post: Pennetta, Vinci, Errani e Schiavone.

Non sulla stregua delle “trottoline” – l’unica eccezione è Camila Giorgi -, sì forti di gambe che però comunque devono necessariamente impregnare il loro gioco di un’accentuata fase difensiva per essere competitive; ma una giocatrice che fa del servizio e del dritto le sue armi principali ed imprescindibili. A ciò abbina anche un signor rovescio, ed in particolar modo una tenuta mentale da fare invidia per la sua età. La capacità di coprire il campo poi, per una delle sue leve, è più che ottima. Chiaramente bisogna lavorare sulla consistenza da fondo, ma l’istinto alla propensione offensiva, alla spinta e al dominio del punto, con un focus tattico che non si fa distogliere dalla prima tramontana che passa; è una bella base di partenza. Che migliori, il futuro è suo. Nel frattempo ha tenuto testa ad una, esperta come la 32enne di Bucarest che con il successo odierno, conseguenza di un dritto e di una battuta implacabili quando più contava, è arrivata a quota 12 vittorie consecutive su terra – prima di questo torneo, ha trionfato all’ITF 125 di Budapest senza perdere set – e che vuole ripercorrere le orme palermitane. Dal canto suo Matilde fa fruttare ancora una volta la wc concessale dalla Federazione: dopo le prime prime vittorie a Palermo nelle quali, a Parma si è spinta anche oltre e questo è certamente solo l’inizio. Al prossimo turno, il primo quarto di finale della parte bassa, sarà stracittadina rumena per Begu: ad attenderla, infatti, ci sarà la tds n. 6 Ana Bogdan.

 

IL MATCH – Nell’ultimo incontro di giornata al Parma Ladies Open, in una cornice di pubblico non di quelle che si vedono nelle grandi occasioni – tutt’altro, pochissimi i seggiolini occupati, forse anche a causa della temperatura rigida, scesa di colpo nella serata emiliana – si affrontano la nostra Matilde Paoletti opposta alla tds n. 3 del torneo emiliano: la rumena Irina Camelia Begu. La classe 2003 perugina è forse tra le tenniste, su cui è riversato il maggior interesse nazionale tra le giovani ragazze italiche che si stanno affacciando al Tour professionistico. Infatti, grazie al suo metro e 80, si distingue e distacca pienamente dal prototipo italiano, ora in voga nel tennis femminile: grande efficacia in battuta, sfruttando a dovere le sue lunghe leve, accompagnata da un’ottima propensione alla solidità e allo stesso tempo alla spinta con i suoi fondamentali di rimbalzo. Curiosamente la sua avversaria odierna, è una giocatrice che per caratteristiche ricorda molto la 19enne azzurra. La 32enne di Bucarest, chiaramente però può contare su un’esperienza ai massimi livelli del circuito, anche per una questione puramente anagrafica, assolutamente non paragonabile con quella agli albori della propria carriera della giovane nativa del capoluogo umbro.

La prima parte del match è difatti, condizionata e determinata, proprio dal fattore abitudinale a calcare certi palcoscenici: il primo momento di rottura arriva nel terzo gioco, dove sul 30-30 due doppi falli consecutivi dell’italiana spianano la strada al primo break dell’incontro. Sempre un doppio errore al servizio, tuttavia, dà il là al contro-break immediato con la rumena che si fa male un po’ da sola anche a causa di alcuni errori banali in lunghezza uscendo dal servizio. Ciò nonostante, meriti a Matilde per essersi fatta trovare pronta quando serviva, questa sua puntualità è dimostrata perfettamente da una risposta profonda e solida. Ma Irina Camelia, come detto, non è una alle prime armi – anzi – e senza scomporsi minimamente si va a riprendere subito il vantaggio nel quinto game, breakkando addirittura a 0 (3-2). Bisogna comunque sottolineare, come non ci siano state per nulla gravi disattenzioni della “nostra” nel concedere il break, ma che il nuovo strappo sia dipeso esclusivamente dall’eccezionale consistenza della n. 33 WTA, che ha costretto Paoletti a doversi disimpegnare sempre con un ulteriore colpo per vincere un quindici.

Ebbene questo è sostanzialmente il leitmotiv di tutto il parziale, con la n. 366 del mondo a fare la partita in continua spinta da fondo, comandando le operazioni di ogni scambio, e dall’altro lato a contro bilanciare l’estrema solidità difensiva di Begu. La 19enne italiana tiene benissimo il campo, ma come è facilmente intuibile, non è pensabile che in questa fase della sua carriera forzi a tutto gas attraverso le accelerazioni, senza incorrere in qualche gratuito. Tra settimo e ottavo game, altre tre palle break si materializzano: una a favore dell’ex n. 22 del ranking mondiale per il doppio break, annullata meravigliosamente dalla wc di casa che è bravissima nel tirare su dalle sabbie mobili un game quasi perso dimostrando tutta la sua tempra e il proprio attaccamento alla partita, e due per riequilibrare la contesa cancellate dalla prima di servizio da Bucarest. Matilde non molla neanche un punto, e come Paolini nel match precedente, prima mette in mostra tutta la sua forza di volontà frantumando un set point, per poi accorciare sul 4-5. La terza forza del torneo riesce comunque a mettere fine al parziale senza dover affrontare ulteriori insidie facendo affidamento al suo “essere veterana”: a 30 il suo ultimo turno di servizio, per il 6-4 in 51 minuti.

Nonostante il set perso, ripetiamo, prova assolutamente di livello e degna di un appuntamento WTA per la giovanissima azzurra: ha fatto vedere il suo tennis in toto, il dritto – sua arma principale – in tutte le sfaccettature possibili ed immaginabili, dagli strettini alle debordanti fiondate a sventaglio. Anche il rovescio è un ottimo colpo, non solo in tenuta, ma pure in spinta, ed infine ha fatto perfino vedere di possedere buona manualità negli approcci in slice. Nel frattempo una nervosa Begu, o comunque non soddisfatta appieno della propria performance odierna, prima si copre il volto tra un set e l’altro con il suo berretto – non Matteo nazionale, ma un semplice cappellino – giallo e poi dopo aver rotto le corde della racchetta, scaraventa il suo attrezzo rabbiosamente verso il campo. Questo nervosismo è per certi versi propedeutico per la rumena, che rinsavisce dal piattume passivo nel quale era entrato il suo gioco innalzando i giri del motore in termini di velocità delle sbracciate da fondo. Specialmente di dritto, con questo fondamentale tira fuori tre vincenti lungolinea che gli regalano il 3-0 “pesante”. Irina Camelia dà però seguito a qualche sensazione negativa percepita sul suo stato, confermando che non tutto è al proprio posto, rimettendo in partita la padrona di casa con un gentile cadeaux.

A questo punto, sulle ali dell’entusiasmo per il break omaggiato dall’avversaria, l’ex n. 17 junior prova il forcing finale per rientrare completamente nel match: è autrice dell’incredibile e spettacolare punto partita, con un’eccezionale arpionata di rovescio sullo smash al volo rumeno. Ma ancora una volta, la prima della 33 del mondo toglie quest’ultima d’impiccio. (4-2 Begu). La ragazza italica che è seguita dal Centro Federale di Formia, dà riprova del suo invidiabile atteggiamento, che le permette di rimanere sempre “connessa” dentro la partita e di navigare nel fluttuante mare che è un incontro di tennis, senza essere travolta dalle intemperie del momento ed essendo in grado di tener fede al proprio piano tattico qualunque cosa accada. Annulla anche due match point Paoletti ma al terzo deve cedere, per il 6-4 finale a favore di Begu – la quale negli ultimi scampoli del match ha sostituito, come luogo metaforico di rifugio dalla realtà circostante affinché potesse mantenere intatta la propria concentrazione, il cappellino con il classico asciugamano – dopo 1h42’ di una prova alquanto positiva della nostra giovane promessa.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI PARMA

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WTA Parma: tempra inossidabile per una Paolini d’acciaio, ma quante chance mancate da Cocciaretto

Elisabetta propone un tennis più vario, con molte soluzioni, ma paga il 5 su 20 nella concretizzazione delle palle break. Ne approfitta Jasmine, che trova gusto nel rimontare

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Jasmine Paolini - Parma Ladies Open 2022 - Credits Daniele Combi

J. Paolini b. E. Cocciaretto 4-6 6-3 6-4

Ci ha preso gusto, oramai, a vincere di rimonta Jasmine Paolini, a trionfare soffrendo. Dopo aver passato in campo 2h21’ di gioco, sul Centrale del Tennis Club Parma, per avere la meglio sulla quartofinalista dell’ultima edizione di Wimbledon Julie Niemeier, le è servito lo stesso kilometraggio temporale con l’aggiunta di un minuto, per superare la connazionale di cinque anni più giovane Elisabetta Cocciaretto. Lo score finale recita 4-6 6-3 6-4 in, appunto, 2h22’. Un risultato però, per ampi tratti della partita andata in scena, bugiardo rispetto alla prestazione mostrata dalla marchigiana. Il dato emblematico, che rappresenta alla perfezione la mole di tennis messa a disposizione del mattone tritato romagnolo da parte della 21enne di Ancona, ma allo stesso tempo ciò che le è mancato per andarsi prendere realmente la partita; è quello relativo al cinismo nel far fruttare la quantità industriale di palle break che si è procurata. Infatti Betta, ha concretizzato soltanto 5 dei – udite, udite – 20 break point offerti gentilmente dall’avversaria, ma anche costruiti di forza a suon di soluzioni pregiate e raffinate. Variazioni, che tuttavia si sono frantumate in mille pezzi dinanzi all’agonismo inossidabile di Jas e che hanno fatto da cornice al solito derby azzurro tra sfidanti “trottoline”, con i servizi ovviamente viziati da una sfilza di break (11 in tutto il match). Ai quarti del Parma Ladies Open per Paolini ci sarà la montenegrina Danka Kovinic (n. 78 WTA), esattamente un posto avanti in classifica alla 26enne toscana.

IL MATCH – Primo set molto equilibrato e disputato dinanzi ad una non foltissima cornice di pubblico. Parte bene Cocciaretto che strappa il servizio alla sua connazionale alla quinta palla break costruita. Paolini si rifà subito nel turno di battuta successivo, ma la precarietà della prima di servizio da una parte e dall’altra rende spigoloso il percorso di entrambe. E’ Paolini la giocatrice più in affanno sul suo turno di battuta e sarà costretta ad annullare ben sette palle break. La svolta nel primo set, arriva dopo 40 minuti quando Cocciaretto aumenta la qualità dei suoi colpi e costringe Paolini alla resa nel corso del nono gioco. Il break viene consolidato immediatamente dalla n. 98 del ranking che al primo set point chiude 6-4

 

Nel secondo set, Cocciaretto avrebbe immediatamente l’occasione per ammazzare la partita, anzi ben tre, issandosi 0-40 nel game iniziale della seconda frazione. Qui però, ad un passo dal precipitare nel burrone, Paolini riesce a salvarsi miracolosamente facendo affidamento a tutta la sua caparbietà agonistica. Tuttavia questo turno di servizio tenuto in piedi in extremis dalla 26enne di Castelnuovo di Garfagnana, si rivelerà soltanto un unicum nell’andamento intrapreso dal parziale. Infatti, dopo che la 21enne di Ancora porta a casa, a quindici, il proprio game alla battuta inaugurale del set, viene dato il via libera al Festival “dei servizi strappati”, con addirittura un filotto di quattro break consecutivi, che hanno fissato così il punteggio a metà score sul 3-3 in perfetto equilibrio. Il match sembrava decisamente ben indirizzato nelle fauci della n. 98 WTA, invece quel sesto game – del secondo set – in cui Elisabetta pur andando avanti 30-15, non è riuscita consolidare il vantaggio ma anzi si è fatta rimontare subendo un nuovo contro-break e dimostrandosi anche non cinica nello sfruttare due possibilità di 4-2 – cedendo al contrario, ai vantaggi, il fondamentale d’inizio gioco alla seconda chance -; può aver di fatto cambiato l’inerzia della contesa e riscritto le pieghe della sfida. Questo perché, nell’ottavo gioco sul 4-4, la classe 2001 marchigiana si è vista sottrarsi per la terza volta nel parziale il proprio gioco di servizio, dando il là alla conquista della frazione da parte della tennista toscana; la quale nonostante sia stata costretta a ricorrere al terzo set point, in qualche modo è riuscita nell’intento di trascinare la contesa al set decisivo: 6-3 in 45 minuti per la n. 79 del ranking mondiale.

Coccia rischia di capitolare definitivamente, nel game d’apertura della frazione finale ritrovandosi a dover rincorrere dal 15-30; tuttavia aggrappandosi al match con tutta la sua forza di volontà supera indenne questo svarione recuperando lo svantaggio. A quel punto, rinvigorita dallo spavento corso ma brillantemente “sconfitto” si procura complessivamente nei due turni di risposta successivi: tre palle break, una nel secondo gioco del set e due consecutive nel quarto. Purtroppo però, alla semifinalista junior dell’Australian Open 2018 manca per l’ennesima volta in questo incontro la “castagna” del killer instinct – ha concretizzato soltanto 4 dei 18 break point avuti a disposizione in tutta la partita -. Ed in questa circostanza, non riesce a dimostrarsi – come invece fatto nelle precedenti medesime situazioni – forte mentalmente nel farsi scivolare di dosso le possibilità sprecate, concede la testa della “corsa” all’avversaria in un momento che potrebbe essere fatale per il prosieguo del suo torneo emiliano. Ma la classe ’96 di madre ghanese, con anche origini polacche, è benevola nei confronti della connazionale, decidendo dunque di rimetterla in careggiata quasi come se provasse un certo senso di disagio nel poter – anche solo immaginare – di vincere questo derby nonostante tutte le chance avute da Elisabetta (3-3). La 21enne toscana però, che si allena presso il CT di Porto San Giorgio, sembra frastornata e tramortita da tutte le ghiotte occasioni non concretizzate, e perciò inizia a spegnersi fragorosamente riconsegnando nelle mani dell’ex n. 44 delle classifiche nuovamente le redini del duello. Come accaduto anche nella parte centrale del secondo set, va in scena un parziale di break in fila – questa volta tre, nel secondo erano stati quattro -. Sul 4-3 per Paolini, infatti, non c’è alcun acuto di reazione della inseguitrice con Jas che prima s’inerpica sul 5-3, e poi sui guadagna un match point nel gioco successivo. All’allieva di Fausto Scolari va comunque riconosciuto il merito di non essersi lasciata andare totalmente, allungando l’allungabile; ma al terzo match ball nulla ha potuto, dovendosi arrendere alla combattività formidabile di Jasmine: un 6-4 di rimonta, a chiudere i giochi dopo la bellezza di 2h22’ di partita.

GLI ALTRI MATCH – (a cura di Paolo Michele Pinto) Sugli altri campi, Zanevska sfrutta un infortunio occorso a Galfi nel secondo game del primo parziale. La belga vince 6-1 6-3 in 1h16’. Tanta sofferenza per l’ungherese, mentre la belga tiene saldamente il suo servizio e chiude la pratica agevolmente. Affronterà Sakkari, che invece vince in rimonta su Rus 3-6 6-2 6-3 in un match dai due volti. Olandese che non mette mai in partita la greca nel primo parziale e che arriva a palla break nel primo gioco del secondo parziale. Da lì in poi Sakkari sale di livello e riesce a limitare gli errori gratuiti. Non sfrutta una palla break nel sesto gioco del terzo set e va in affanno nel suo turno di servizio successivo dove deve rimontare da 15-30. Anche nel game decisivo della gara annulla una palla break prima di chiudere al secondo match point.

Anche Bogdan vince soffrendo: la sua sfida contro Schmiedlova finisce 6-2 3-6 6-3 in 2he21’. La testa di serie n. 6 si complica la vita dopo un set agevole. Finisce sotto di un break nel set decisivo e con un medical time-out da chiamare per allentare la fatica fisica. Da lì in poi è un’altra partita e per la belga si spalancano le porte dei quarti di finali.

Sherif, invece, battaglia e conquista meritatamente il passaggio del turno ai danni di Waltert 6-3 7-6(1) in 1h48’. Gara intensa, con numerosi game combattuti. Primo set agevole per l’egiziana che, però, soffre nel secondo set il ritorno dell’avversaria che va avanti anche di un break. Sherif è brava a restare lucida e a rientrare in partita. Domina il tiebreak e continua la sua avventura a Parma. Affronterà una splendida Lauren Davis tornata ad esprimersi su buonissima livelli. L’americana batte Sorribes Tormo con il punteggio di 3-6 6-4 7-5, dopo una battaglia tennistica durata ben 3h05’. Brava a crederci la n. 99 del ranking. Sotto di un set e di un break nel terzo, ha saputo trovare la forza per risalire la corrente e vincere 7-5 una gara molto combattuta.

Va fuori, invece, Sloane Stephens, testa di serie n. 4. Kovinic la batte in tre set con il punteggio di 7-5 2-6 7-5. L’americana dovrà soffermarsi molto dopo questa sconfitta sulle occasioni mancate, una su tutte il black-out in cui incappa quando è andata a servire per il primo set: subisce un parziale di tre giochi a zero che serve alla montenegrina per portare a casa il round. Poi arriva la roboante reazione di Stephens che lascia poco margine all’iniziativa dell’avversaria e con il suo gioco riequilibra la gara. Nel terzo set succede di tutto. Americana avanti di un break sul 2-1, cede subito il servizio e finisce sotto 4-2. Stephens annulla un match point all’avversaria prima di ribaltare, ancora una volta, il filo conduttore del match. Kovinic va a servire per il match, ma incappa in due doppi che rimettono in partita l’americana. La montenegrina soffre anche per un problema alla gamba destra vistosamente fasciata, ma stringe i denti e infila otto punti di fila e passa il turno chiudendo in 2h35’.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI PARMA

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ATP

ATP Sofia: troppo Sonego per Miralles, l’azzurro accede agli ottavi di finale

Per l’azzurro Lorenzo Sonego si tratta della sesta partita consecutiva senza perdere un set

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Lorenzo Sonego - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)
Lorenzo Sonego - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

L. Sonego. B. Zapata Miralles 6-3 6-4

Lorenzo Sonego è reduce dalla vittoria a Metz della settimana scorsa dove ha battuto avversari come Hubert Hurkacz e Alexander Bublik. Non vinceva partite consecutive di main draw da giugno. Bernabe Zapata Miralles invece non gioca una partita ufficiale da quasi tre settimane. Lo spagnolo ha vinto più partite di main draw nel 2022 rispetto a tutte le altre stagioni messe assieme nella sua carriera finora (8 contro 6). La vittoria di Sonego per 6-3 6-4 è la sesta consecutiva senza perdere un set.

IL TABELLONE COMPLETO DEL TORNEO

 

PRIMO SET – Sonego parte meglio del suo avversario e sin dai primi colpi sembra manovrare bene con il diritto. Il primo break per l’azzurro arriva nel secondo game dopo un lungo scambio sulla diagonale di rovescio. Zapata Miralles soffre gli scambi da fondo e risulta per questo molto falloso; Sonego invece è molto ispirato nei colpi di rimbalzo dimostrando di sentire molto bene la palla quest’oggi. Nel settimo gioco Lorenzo piazza un ottimo game al servizio per portarsi avanti 5-2. Il 6-3 con cui Sonego archivia il primo set arriva dopo uno scambio intenso terminato con l’ennesimo forzato di Miralles.

SECONDO SET – Lo spagnolo tiene con successo il game di apertura del secondo set. Sonego risponde con un game autoritario al servizio. Zapata Miralles salva un game, il terzo, che si stava complicando per lui e si porta avanti 1-2. In questo set lo spagnolo serve meglio rispetto al primo e conquista più punti sia con la prima che con la seconda palla. Nel nono game Lorenzo si porta sullo 0-40 dopo un errore di rovescio di Zapata con il campo aperto; il doppio fallo successivo consegna a Sonego la possibilità di servire per il match. L’azzurro però comincia male con un doppio fallo e un errore di misura con il dritto; con due punti coraggiosi Sonego torna 30-30, mentre con il successivo ace si guadagna un match point. L’errore di Miralles chiude i conti e consegna la vittoria a Sonego con il punteggio di 6-3 6-4.

IL TABELLONE COMPLETO DEL TORNEO

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