Nadal si ritira da Brisbane: "Un problema alla coscia sinistra"

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Nadal si ritira da Brisbane: “Un problema alla coscia sinistra”

Lo spagnolo annuncia il forfait alla vigilia del match contro Tsonga e accende l’allarme in vista di Melbourne. “Voglio evitare un infortunio più grave”. Murray non supera Medvedev, Kyrgios si scioglie da campione in carica

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Rafa Nadal si è ritirato prima di scendere in campo al Brisbane International. Il comunicato ufficiale parla di un problema muscolare alla coscia sinistra, emerso dopo la risonanza magnetica, che avrebbe suggerito allo spagnolo di non prendersi rischi a pochi giorni dall’Australian Open. “I medici mi hanno sconsigliato di giocare – le sue parole -, per evitare che un piccolo stiramento possa poi peggiorare”. Lo spagnolo avrebbe dovuto esordire al secondo turno contro Jo-Wilfred Tsonga, ma lascia il posto al giapponese Taro Daniel che subentra da lucky loser. Nadal manca dalle competizioni ufficiali dal ritiro in semifinale agli US Open ed è tornato in campo qualche giorno fa nell’esibizione di Abu Dhabi, dove ha giocato soltanto il match perso contro Anderson. “In quella partita ho avvertito il fastidio – ha spiegato il maiorchino in conferenza stampa -, per questo ho scelto di non scendere in campo nella finale per il terzo posto. Sono arrivato a Brisbane e le mie sensazioni non erano negative, ma mi sono sottoposto a un’ecografia che ha spinto i medici alla prudenza. Giocando qui, correrei un rischio significativo di non farcela per Melbourne“.

Dalla direzione del torneo arrivano dichiarazioni di circostanza che provano a celare il malcontento (“Rispettiamo l’impegno che ci ha messo per provare a esserci“), ma il forfait arriva per il secondo anno di fila e si inserisce in una statistica a suo modo inquietante. Da fine 2017, Nadal ha completatovincendolo, tra l’altro, a Torontosoltanto uno dei 18 tornei sul cemento ai quali ha partecipato. Nel 2018, oltre che per il lieto evento canadese, è sceso in campo soltanto negli Slam a Melbourne e a Flushing Meadows ritirandosi rispettivamente ai quarti (contro Cilic) e nella già citata semifinale con cui ha chiuso la stagione.

Nadal Hard Court 2018/19
1 Brisbane 2018 Forfait
2 Australian Open 2018 Ritiro (QF)
3 Acapulco 2018 Forfait
4 Indian Wells 2018 Forfait
5 Miami 2018 Forfait
6 Toronto 2018 Vincitore
7 Cincinnati 2018 Forfait
8 US Open 2018 Ritiro (SF)
9 Pechino 2018 Forfait
10 Shanghai 2018 Forfait
11 Parigi-Bercy 2018 Forfait
12 ATP Finals 2018 Forfait
13 Brisbane 2019 Forfait
14 Australian Open 2019 ???

I MATCH DI GIORNATA

 

Mette subito un piede in fallo Nick Kyrgios sulla strada che lo porta al tanto atteso Slam di casa. Da campione in carica, il numero 35 del mondo saluta appena al secondo turno il torneo di Brisbane. A eliminare il campione in carica dalla contesa ci pensa Jeremy Chardy, in quello che è stato il loro primo incrocio in carriera. Il finalista dell’ultima Davis non ha rubato nulla. Spalla a spalla il primo set che Kyrgios porta a casa al tie break, poi però si spegne la luce e Nick inizia a toppare nei turni di servizio che l’avevano visto dominare (44 ace) nel match precedente contro Harrison. La partita gira definitivamente nel set decisivo, quando Chardy si prende il break al quarto game (1-3). Tutt’altro che centrato, l’australiano stavolta si fa superare nel conteggio complessivo degli ace (17-13) e paga l’eccessiva vulnerabilità sulle seconde di servizio. Il francese, tra l’altro, potrà beneficiare di uno spicchio di tabellone diventato favorevole: ai quarti troverà il qualificato giapponese Uchiyama, che in due set ha trasformato in una doccia fredda il battesimo stagionale di Kyle Edmund (tre del seeding).

Secondo pronostico l’andamento degli altri match. Rimanendo in tema di big server, Milos Raonic spara 21 ace in faccia al buon Kecmanovic e incrocia ai quarti Medvedev nella sfida tra la quarta e la quinta testa di serie. Il russo dà la misura del fisiologico ritardo di condizione che separa Andy Murray dai migliori: lo scozzese tiene botta nel primo set, poi non regge il ritmo. Nishikori e Dimitrov vanno di regolarità rispettivamente su Kudla e Millman, garantendosi un bel quarto di finale l’uno contro l’altro nella parte bassa (su cinque precedenti, il bulgaro l’ha spuntata una sola volta). Sarà Alex De Minaur, passato facilmente su Thompson, ad attendere il vincente di Daniel-Tsonga nello spicchio orfano di Nadal.

Risultati:

[7] A. De Minaur b. [WC] J. Thompson 6-4 6-2
[4] D. Medvedev b. A. Murray 7-5 6-2
[5] M. Raonic b.[Q] M. Kecmanovic 6-3 7-6(2)
J. Chardy b. [8] N. Kyrgios 6-7(5) 6-2 6-3
[Q] Y. Uchiyama b.[3] K. Edmund 7-6(6) 6-4
[6] G. Dimitrov b. J. Millman 6-1 6-4
[2] K. Nishikori b. D. Kudla 7-5 6-2

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ATP Winston-Salem: Sonego dura solo un set

Dopo un primo set tiratissimo, Lorenzo Sonego crolla contro Pablo Carreno Busta

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Nel Winston Salem Open esce di scena anche l’ultimo rappresentante azzurro che era rimasto in gara in North Carolina. Lorenzo Sonego ha combattuto come un leone contro Pablo Carreno Busta, ex top-10 ancora in fase di rientro dopo una lunga pausa per infortunio, ma dopo aver perso un primo set equilibratissimo ha ceduto mentalmente nel secondo dando via libera all’avversario.

Peccato davvero per il primo set, nel quale Sonego era andato subito in vantaggio di un break sul 3-1 prima che la pioggia interrompesse il match per diverse ore. Alla ripresa infatti è stato ripreso da Carreno Busta, che ha messo ha segno tre giochi consecutivi al rientro in campo ristabilendo la parità. Nel tie-break Sonego si è battuto con grande generosità, superando il disappunto per una chiamata molto dubbia sul 2-5 che ha mandato lo spagnolo a quadruplo set-point: lì Lorenzo è riuscito a recuperare fino al 6-6, ha annullato il quinto set-point sul 6-7 con uno splendido passante di rovescio in corsa, ma alla fine ha pagato un’altra volée non definitiva e, sulla sesta palla set per Carreno Busta, un colpo di palleggio troppo corto su cui si è fatto attaccare.

Purtroppo il match è finito lì: la sconfitta di misura nel primo parziale ha lasciato un solco molto pesante nella testa di Sonego, che perso il servizio nel secondo game dopo avere avuto la palla dell’1-1, non è più riuscito a vincere un game, subendo prima una serie di 12 punti consecutivi e poi finendo per mollare il set 6-0 in soli 26 minuti.

 

Tutti i risultati:

[1] B. Paire b. [15] U. Humbert 3-6 7-6(2) 6-3
[2/WC] D. Shapovalov b. [13] M. Kecmanovic 6-2 6-3
[3] H. Hurckacz b. [16] F. Lopez 6-3 3-1 rit.
[11] P. Carreno Busta b. [7] L. Sonego 7-6(7) 6-0
[10/WC] F. Tiafoe  b. [8] F. Krajinovic 6-2 rit.
S. Johnson b. [12] C. Ruud 6-2 7-6(5)
[14] J. Millman b. R. Haase 6-3 6-4
A. Rublev b. [6] S. Querrey 7-6(4) 7-6(10)

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Shapovalov riparte da Winston-Salem con un nuovo coach: è Mikhail Youzhny

Un alleanza ‘filo-russa’ per tornare in alto. Inizia la collaborazione tra Shapovalov e Youzhny, che di lui disse “È il più interessante dei NextGen”

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Un grande sorriso accompagna la convincente prestazione di Shapovalov a Winston Salem, vincitore per 6-2 6-4 contro l’americano Sandgren. Il canadese non raggiungeva gli ottavi in un torneo da maggio (Lione, sconfitto da Paire) e proverà adesso a vincere due match consecutivi come non gli accade addirittura dal 1000 di Miami, quando venne sconfitto in semifinale dal futuro campione Roger Federer. È stata una grande vittoria” ha commentato a caldo Denis. “Ho cercato di essere aggressivo e di rubargli il tempo. Mi sento carico e pronto per situazioni difficili come il secondo set di oggi”, dove ha avuto 3 palle per il 4-0, prima di trovarsi sotto 3-4 e chiudere 6-4.

Tra le strategie che il giovane canadese (classe 1999) sta mettendo in atto per tornare a brillare, l’ultima riguarda la composizione del suo team. Se ad aprile aveva mollato Steckley per riprendere Adriano Fuorivia, il volto nuovo sui campi di Winston-Salem ha un nome certamente più glamour. Durante la sfida di primo turno, nel suo angolo era infatti presente l’ex numero 8 del mondo Mikhail Youzhny, ritiratosi lo scorso settembre nella ‘sua’ San Pietroburgo, alla sua prima esperienza da coach.

L’inizio di questa collaborazione, appena annunciato, non è del tutto inaspettato. Ad accomunarli c’è il rovescio a una mano come colpo distintivo e l’origine russa (entrambi i genitori di Denis sono nati in Russia), ma anche un generico feeling per quanto riguarda lo stile di gioco. Mikhail aveva infatti espresso il suo apprezzamento per il tennis di Shapovalov già nel 2018. “Ognuno dei giocatori della NextGen è unico nel suo genere. Zverev è quello che ha ottenuto i migliori risultati finora, ma il giocatore che mi piace di più è Shapovalov. Il suo stile è diverso rispetto agli altri, il gioco di Denis è molto più interessante. È mancino, è molto più divertente da vedere in campo“.

C’è curiosità di scoprire se con l’aiuto di un genuino estimatore come Youzhny, che per il momento ha scelto di aiutarlo fino al termine degli US Open, Denis riuscirà a riallinearsi alle aspettative sul suo conto. Il canadese non sta infatti attraversando un periodo brillante. Dopo aver raggiunto il suo best ranking proprio in seguito alla semifinale del Miami Open (numero 20), ha inanellato un misero ruolino di marcia: 5-11 è il bilancio tra vittorie e sconfitte, aggiornato all’esordio vincente di Winston-Salem. Sulla terra ha vinto appena due partite (a Roma e Lione), e addirittura non ne ha vinta nessuna su erba. Tra i giocatori che l’hanno sconfitto compare addirittura tre volte il nome del tedesco Struff.

 

Lorenzo Fattorini

Il tabellone aggiornato di Winston-Salem

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Murray ancora sconfitto a Winston-Salem. “Forse devo scendere di livello”

Dopo la sconfitta contro Tennys Sandgren, l’ex numero uno del mondo sta valutando di riprendere più gradualmente nel circuito challenger. “Ho bisogno di giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco”

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L’ATP 250 di Winston-Salem è sempre più il torneo dei ritorni, benché non tutti troppo felici. Non solo Italia quindi, con il ritorno alla vittoria di Cecchinato e la sconfitta di Seppi coincisa con il rientro in campo di Berdych, ma anche la seconda uscita ufficiale di Andy Murray dopo il traballante comeback di Cincinnati (sconfitto in due set da Gasquet).

L’ex numero uno scozzese ha mostrato qualche timido miglioramento, ma non è riuscito a evitare un’altra sconfitta contro Tennys Sandgren. Lo statunitense ha incanalato l’incontro dalla sua parte vincendo al tie-break un set lunghissimo, da ben 75 minuti, ma quando era ormai sul punto di chiedere (5-4 e servizio nel secondo) ha subito la reazione di Andy. Un fuoco di paglia in realtà, della durata di un solo game, perché Sandgren ha poi piazzato l’allungo decisivo per chiudere 7-5.

C’era una grande atmosfera e tutti erano molto eccitati“, ha detto Sandgren a fine partita. “Ovviamente la carriera di Andy parla per lui, per me è un onore essere qui e poter competere con lui. L’incontro è stato molto lottato. Il primo set avrebbe potuto finire in qualsiasi modo, vincerlo è stato un sollievo, ma anche il secondo è stato lungo è tirato“. Murray si è comunque detto soddisfatto della sua prestazione: “Alcune cose sono andate meglio, stasera. Ho colpito in modo più pulito, forse, rispetto a Cincinnati e sento di essermi mosso meglio, per esempio per rincorrere alcune palle corte come non era accaduto una settimana fa. Fisicamente mi sento bene, non provo dolore né fastidio. Solo un po’ di stanchezza in più del solito. Sono consapevole del mio livello attuale ma è necessario che migliori. Forse ho bisogno di scendere di categoria, per giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco prima di tornare nel Tour“.

L’intenzione di Murray dunque, neanche troppo latente, sembra quella di valutare un paio di puntate nel circuito challenger prima di ributtarsi nella mischia. L’unico challenger sul veloce della prossima settimana è il Rafa Nadal Open Banc Sabadell di Maiorca, poi comincerà un mini-swing asiatico da tre settimane. L’alternativa è restare negli Stati Uniti, che nello stesso lasso temporale propone i challenger di New Haven, Cary e Columbus.

Il tabellone completo di Winston-Salem

 

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