US Open: Del Potro, finale dopo 9 anni. Nadal, 2 set e ritiro

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US Open: Del Potro, finale dopo 9 anni. Nadal, 2 set e ritiro

Lo spagnolo abbandona sul 7-6 6-2. Ritiro numero 9 in carriera, tendinite al ginocchio. L’argentino giocherà per il secondo titolo a New York

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[3] J.M. del Potro b. [1] R. Nadal 7-6(3) 6-2 rit. (da New York, il nostro inviato)

Dopo nove anni, nello Slam che gli ha dato più soddisfazione con la vittoria del 2009 su Federer (e semi vinta proprio su Rafa), Juan Martin del Potro torna in finale. La “torcida” dei numerosi tifosi argentini è incontenibile, l’entusiasmo è alle stelle. Rafa Nadal ha alzato bandiera bianca dopo due set, ma la vera partita è durata solo per il primo. Sempre lo stesso vecchio fastidio ricorrente al ginocchio destro.
Nadal e del Potro si incontravano per la terza volta consecutiva in uno Slam
, la quarta negli ultimi 5 (tolto Australian Open 2018). Tutte sfide appannaggio di Nadal. Sul duro, ora sono 6-5 per delP0, e considerando le tante sfortune fisiche che ne hanno minato le prestazioni, forse l’argentino, in condizioni ottimali, era quasi da considerarsi favorito. Quattro operazioni ai polsi, uno al destro, e tre al sinistro. Lo abbiamo visto tante volte su un lettino d’ospedale, che non credevamo di poterlo rivedere in campo, figurarsi tanto vincente. Se lo merita, onestamente. Ma già da Indian Wells pochi mesi fa, Juan Martin ha fatto capire a tutti che era tornato davvero. L’ultimo match qui tra i due era stato la semifinale dell’anno scorso, vinta in 4 set da Rafa, i precedenti totali erano 11 a 5 per lo spagnolo, ora 11-6, Nadal non perdeva con Juan Martin dal torneo Olimpico di Rio 2016.

 

BEL PRIMO SET – Pronti, via, e subito break e controbreak. Perde il servizio Rafa in apertura, restituisce il vantaggio delPo, diversi errori e incertezze in avvio per entrambi. Nadal, fiutato il pericolo, cerca di aumentare la velocità della prima palla, e ne scaglia alcune vicine ai 200 kmh, cosa che aveva fatto molto raramente nel corso del torneo. Juan Martin, come prevedibile, cerca di impostare gli attacchi e la pressione da fondo con il dritto, mentre Nadal fa di tutto per trovargli il rovescio con l’uncinata mancina in top-spin. Nei game successivi, l’intensità degli scambi sale, così come il livello del gioco e le percentuali. Sta rapidamente diventando una bella partita, fino al 4-4 non ci sono grossi affanni per chi è alla battuta. Al cambio campo, come fa spesso, Rafa si fa mettere una fascetta preventiva sotto il ginocchio destro, ma non pare avere il minimo problema negli spostamenti. “Ma è stato in un momento tipo sul 2-2 del primo set che ho sentito un inizio di doloredirà poi Rafa i  conferenza. “L’ho subito detto al mio angolo, che avevo sentito qualcosa, speravo che fosse un fastidio che sarebbe passato durante la partita“.

Nel nono game, accompagnato dai primi cori argentini (bel colpo d’occhio lo stadio oggi pomeriggio), delPo spara tre mazzate delle sue, va 15-40 e due palle break, e converte la prima con un gran lungolinea di dritto. Il servizio di Rafa è tenero in questa fase, e l’argentino giustamente ne approfitta. Anche Juan Martin, in effetti, non è il solito martello alla battuta (ancora nessun ace), ma finora è bravo a comandare gli scambi. La fascetta al ginocchio di Rafa è sparita. Alla battuta per chiudere il parziale, delPo arriva a set-point grazie a un rovescio in rete dell’avversario, ma lo spreca mettendo a sua volta lungo un rovescio semplice da vicino a rete, dopo una difesa incredibile di Nadal. Se ne conquista un secondo, e ancora spreca male stavolta di dritto, per poi regalare una palla del contro-break sparando una pallaccia in corridoio. L’argentino conclude il game-disastro con un rovescio banale in rete, 5-5, può solo recriminare qui Juan Martin, ha fatto tutto lui. Sopravvissuto anche se non per suo merito, Rafa è bravo a salire subito 6-5, poco dopo è 6-6. Un po’ distratto l’argentino comunque, ne è un sintomo il curioso episodio che lo vede lasciare una risposta di Nadal, convinto – e poi smentito da un “auto-challenge” – che la sua prima palla fosse fuori.

Nel tie-break, però, Juan Martin sale 3-1 menando alla grande con il dritto, subisce un nastro sfavorevole assassino, reagisce da campione, e in mezzo alle urla “delPo, delPo” si porta 5-2, e poi 6-3 e tre set-point, con due servizi a disposizione. Il primo (terzo in totale) è quello buono, grazie a un rovescio in rete di Rafa. Un’ora e 9 minuti, bella battaglia, vincenti finora 15 Nadal e 12 Juan Martin, bizzarramente solo un ace in tutta la partita, messo a segno da Rafa. Alla fine, per le occasioni avute, ha meritato l’argentino. Il problema, per Nadal, è che seppur non esplosivo come il dritto, il rovescio di Juan Martin è bello solido, praticamente lo gioca sempre in spinta, e ne ricava anche qualche buon vincente. A destra, come si sa, l’argentino ha un cannone, e a quel punto non è facile scegliere dove tirargli.

RAFA NON CE LA FA – Gran palla corta vincente per delPo che tiene il servizio d’apertura del secondo set, i tifosi con le bandiere biancocelesti sono felici come pasque ora. Li entusiasma ancor di più Juan Martin con un super game in risposta, in cui spara vincenti a ripetizione, e si conquista due palle break. Bravissimo Rafa con dritto e poi servizio esterno a salvarsi, e pareggiare 1-1, che rischio per lo spagnolo. L’impressione è che Nadal sia quasi sempre costretto alla difesa (cosa che da fenomeno qual è gestisce benissimo) anche nei suoi turni di battuta, è una faccenda pericolosa stare così spesso sul proverbiale cornicione. Nel frattempo, arriva il primo ace di delPo, che sale 2-1. Di nuovo il fisio in campo per Rafa, che si fa massaggiare la gamba destra, chiedendo ufficialmente il medical time-out, e facendosi di nuovo fasciare il ginocchio. A vederlo dalla tribuna non pare avere grossi problemi nel correre, ma ovviamente lo sa solo lui se e quando dolore avverte eventualmente. C’è anche da registrare un gesto di stizza con cui lo spagnolo si colpisce la gamba destra con una delle bottigliette di plastica, speriamo che non sia nulla di grave.

Al rientro in campo, però, la corsa di Nadal appare non sciolta come di consueto, va sotto 0-40, e perde il servizio con un dritto largo sulla terza palla break. 3-1 delPo, Rafa parlotta col suo angolo, non ha sinceramente un bel linguaggio del corpo adesso, e lascia anche un paio di palle rinunciando allo scatto verso la sua sinistra. L’argentino sale 4-1, senza giustamente impietosirsi, in tribuna stampa ci si scambiano sguardi preoccupati, la paura è che la tremenda battaglia di due giorni fa con Thiem sia stata un’altra di quelle partite che di giocatori ne eliminano due. La brutta impressione è confermata da una discussione di Nadal con l’arbitro, in cui sembra di capire la frase “It’s ok, I’m gonna retire after this“, non sappiamo se game o set. Di orgoglio lo spagnolo tiene la battuta, accorciando 2-4. Sul 3-5, poco dopo, si vede bene che non affonda più gli appoggi, non scatta, e la stessa scelta di sparare a tutto braccio al primo scambio è tristemente rivelatoria. Arriva palla break che è anche set-point, l’ammirevole Rafa la annulla a rete, ma due punti dopo cede, ed è 6-2 e due set a zero delPo. Scopriamo un minuto dopo che è stato l’ultimo punto del match, Rafa abbraccia l’avversario e getta la spugna, dispiace sinceramente per lui. Juan Martin torna in finale Slam, la seconda, proprio qui dove la prima la vinse nel 2009 su Roger Federer.

Ci sono stati 5 ritiri in semifinale negli Slam nell’era Open, mai qui a Flushing Meadows, l’ultimo è stato Chung che si ritirò contro Federer all’Australian Open di quest’anno. Per Rafa, è il ritiro numero 9 a partita in corso nel circuito maggiore, il terzo negli Slam (prima di stasera, Australian Open 2010 e 2018). “Per forza che non è un bel modo di vincere un match, è brutto e triste vederlo soffrire in campo in quel modo. Certo, sono contento di essere in finale, penso che la chiave della partita sia stato il primo set, dove abbiamo giocato molto bene tutti e due. Questo è un posto speciale per me, lo sapete tutti“, conclude delPo, visibilmente dispiaciuto. Ora per lui Novak Djokovic (14-4 i precedenti per il serbo).

“Era troppo dura continuare per me”, dice Rafa in conferenza. “Odio ritirarmi, dire arrivederci in questo modo, ma davvero non ce la facevo. Non avevo dolori particolari nei giorni scorsi, il tipo di fastidio è sempre quello, ma stavolta è stato più forte, dopo un movimento brusco. Vedremo nei prossimi giorni come andrà. Ma è sempre la stessa cosa che ho già avuto, non è un infortunio che puoi valutare subito, potrebbero essere settimane o peggio. O anche di meno. Non lo posso sapere ora, non c’è nulla di rotto comunque, non ho quel tipo di sensazione. Non mentirò, non sono contento, ma come me anche Juan Martin ne ha passate tante, sono felice per lui che sia di nuovo al suo massimo livello, sarebbe grandioso se rivincesse qui“.

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evidenza

US Open: super Jannik Sinner annulla due match point! Lorenzi al turno decisivo

Il tennista altoatesino sconfigge Galovic nonostante dei problemi alla schiena vincendo 7-5 al terzo set. Bene Lorenzi che supera Couacaud in due set

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Jannik Sinner - US Open 2019 (via Twitter, @usopen)

IIn una giornata complicatissima il neo 18enne Jannik Sinner sconfigge l’amico Viktor Galovic, con cui si è allenato spesso, al termine di una partita combattutissima e resa difficilissima anche dai problemi alla schiena che hanno fortemente condizionato il rendimento al servizio di Sinner. L’altoatesino ha dovuto anhe annullare due match point sotto 5-2 nel terzo set.

CHE CUORE, SINNER – Jannik è partito piuttosto teso e probabilmente condizionato psicologicamente dal fatto che la sua schiena non l’avrebbe lasciato tranquillo, così giá al primo game ha subito un break che ha consentito a Galovic di condurre sin dall’inizio. Con il passare dei games il rendimento di Sinner sembrava salire sempre di più ma il croato, che a lungo ha rappresentato l’Italia, nel primo set ha giocato sempre in spinta e ha avuto anche fortuna con il nastro in diverse occasioni, specialmente nel momento in cui ha servito per il set quando ha annullato una palla break con una palla ricaduta un centimetro dopo la rete e ha chiuso al terzo set point. 

Il rendimento di Sinner in risposta stava crescendo sensibilmente e nel secondo set alla quarta occasione utile, avvenuta sul 3-2, ha strappato la battuta a Galovic per la prima volta nel match ma la sensazione a bordocampo è che la schiena di Sinner peggiorasse game dopo game non consentendo all’altoatesino di spingere il servizio quanto avrebbe voluto ed infatti nel nono gioco il croato ha ripreso il break. Dopo un game tenuto lottando con le unghie e con i denti sul 5-5 e dopo non aver sfruttato dei set point in risposta, il nativo di Sesto in Val Pusteria ha dominato il tie break grazie ad alcune accelerazioni di dritto fulminee. 

I problemi per Sinner, che in precedenza aveva giá richiesto l’intervento del medico sopra 5-4 nel secondo, son continuati nel terzo set quando sotto 2-1 a causa di due doppi falli ha subito un break che sembrava consegnare il match nelle mani di Galovic. Dopo aver tenuto due turni di battuta agevolmente il potente croato ha avuto due match point in risposta sul 5-2 con Sinner che cercava quasi soltanto di tenere la battuta profonda. Il braccio di Galovic è però tremato in quel game e soprattutto in quello successivo quando Jannik, incitato dal proprio angolo semplicemente a tenere la palla in campo, ha controbreakkato approfittando di tantissimi errori di Viktor che ha iniziato a steccare praticamente un colpo ogni due scambi.

Nelle fasi finali si è vista ancora una volta la grande forza mentale di Sinner che si è incitato anche più del solito, urlando per caricarsi e spronarsi al massimo sapendo che fisicamente non era messo per niente bene: agganciato Galovic sul 5-5 grazie ad un turno di battuta tenuto a 30, Jannik ha approfittato del braccio tremolante del suo avversario che ha commesso due deleteri doppi falli nel game successivo consentendo all’altoatesino di andare a servire per il match. Tornato sotto nel punteggio Galovic ha disputato un gran game di risposta procurandosi due palle break ma proprio su queste Jannik è stato aiutato dalle ultime energie utili, ha tirato di più il servizio e tramite due battute vincenti ha trascinato il game ai vantaggi chiudendo poi la contesa con un magnifico dritto lungolinea, il colpo migliore che ha mostrato Sinner quest’oggi. Ad attenderlo domani nel turno decisivo c’è lo spagnolo Vilella Martinez, ma assolutamente da verificare la condizione della schiena di Jannik: si attendono aggiornamenti nelle prossime ore. 

 

SOLIDO LORENZI – Dopo la bella vittoria di primo turno contro Lopez Perez arriva un’altra prestazione molto convincente da parte dell’espertissimo italiano che supera il francese Couacaud con lo score di 7-6(3) 6-3. Il match è stato molto diverso da quello del primo turno: mentre contro lo spagnolo a prevalere erano gli scambi lunghi, quest’oggi Couacaud specialmente con lo splendido rovescio provava ad accelerare il prima possibile ma intelligentemente Lorenzi a sua volta costringeva il francese alla fase difensiva optando per un serve&volley che ha regalato molti punti al tennista toscano. Il game chiave è stato il decimo del primo set nel quale i due tennisti hanno espresso un ottimo livello e Paolo ha annullato due set point al suo avversario; giunti poi al tie break a far la differenza è stata l’esperienza di Lorenzi che è andato subito avanti chiudendo poi col punteggio di 7-3.

Con il gran caldo di quest’oggi di New York, intelligentemente Lorenzi sapeva che sarebbe stato rischioso arrivare al terzo parziale e quindi sotto di un break nel secondo set ha subito giocato un eccezionale game di risposta rimettendo il set in pari, scappando successivamente sul 5-2 grazie a tanti errori di Couacaud dettati dalla grande profonditá delle traiettorie di Lorenzi. Nell’ultimo game, optando ancora due volte per il serve&volley, Paolo ha tenuto la battuta garantendosi così l’accesso al turno finale dove ad attenderlo ci sarà una durissima sfida contro Jiri Vesely, che ha battuto 7-5 al terzo Jason Jung. 

I risultati degli azzurri vincenti al secondo turno

[24] J. Sinner b. V. Galovic 4-6 7-6(2) 7-5
[15] P. Lorenzi b. E. Couacaud 7-6(3) 6-3

Il turno decisivo

[24] J. Sinner VS M. Vilella Martinez
[15] P. Lorenzi VS J. Vesely 

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Focus

Qualificazioni US Open, Day 3: giornata grigia per gli azzurri in gara

Tre sconfitte su tre partite per i giocatori italiani impegnati in questo secondo turno di qualificazioni, rimasti in quattro che scenderanno in campo domani

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Stefano Napolitano - ATP Challenger Bergamo 2018 (foto Antonio Milesi)

Rimpianto Baldi – Esce di scena al secondo turno del tabellone cadetto Filippo Baldi, sconfitto dal tedesco Kamke con lo score di 6-4 7-6(5). Dopo uno scambio di break iniziale, il game chiave nel primo set è stato il settimo dove Filippo aveva rimontato da 0-40 prima di mancare una palla game a causa di un dritto uscito di poco e di cedere il servizio alla quinta occasione utile. Nel secondo set Baldi ha alzato sensibilmente il livello di gioco, vincendo tanti games lottati sul suo servizio grazie ad ottime soluzioni con ambo i fondamentali e a qualche buona discesa a rete che ha colto di sorpresa il tedesco, che dal canto suo ha sempre servito in maniera efficace garantendosi un paio di punti “gratuiti” ogni game di battuta. Sul 5-5 Baldi subisce un break che sembrava condannarlo alla sconfitta, a causa di un doppio fallo e di qualche colpo in difesa lungo di poco, ma nel game successivo grazie a due punti vinti in strenua difesa è riuscito ad allungare il set al tie break, nel quale ancora una volta si è arrivati punto a punto, senza minibreak fino al 5-6. Sul match point purtroppo a Filippo non è entrata la prima di servizio e sulla seconda dell’italiano Kamke ha messo i piedi in campo e ha comandato lo scambio chiuso con un potente rovescio lungolinea sul quale l’italiano non ha potuto far nulla.

Sconfitte nette per Napolitano e Paolini – Due match diversi per gli altri due italiani impegnati quest’oggi, ma che finiscono con lo stesso esito, ossia una sconfitta in due set abbastanza netti ai danni dei nostri portacolori. Stefano Napolitano sin dall’inizio è entrato in campo sfavorito in quanto sappiamo bene che Hyeon Chung, anche se non al meglio della condizione fisica, è un avversario che con le qualificazioni di uno Slam c’entra poco come ha dimostrato appena 20 mesi fa in Australia raggiungeva le semifinali. Sin dall’inizio non ha dato l’impressione di crederci molto e si è fatto innervosire rapidamente dagli errori in cui incappava quando provava ad accelerare per uscire dallo scambio, siccome il ritmo del coreano da fondo era abbastanza duro da sostenere per Stefano. Lo score finale recita 6-2 6-3, con qualche game lottato ma senza che l’italiano abbia mai dato l’impressione di poter ribaltare il match. 
Diversa la situazione di Jasmine Paolini che, nei primi games, sembrava poter vincere ogni scambio lungo e avere la meglio della sua avversaria, molto più efficace con i colpi di inizio gioco. Servizio e risposta son state le chiavi di un match nel quale la Ruse, dal 3-2 sotto, ha ridotto gli errori mentre Jasmine ha diminuito sensibilmente la percentuale di prime in campo consentendo alla rumena di far male già in risposta. Il match sembrava poter girare nuovamente in favore dell’italiana quando, nel secondo set, sotto 2-0 40-15 vinceva un combattutissimo game in risposta strappando per la prima volta il servizio all’avversaria, ma nel gioco successivo nonostante la rimonta da 0-40 e un dritto non impossibile sbagliato su palla game, ha perso nuovamente il servizio e la strada per Ruse da quel punto in poi è stata proprio in discesa.

Fuori Sugita e Mahut – Tra gli stranieri impegnati in gara escono due tra i nomi più altisonanti di queste qualificazioni: il primo è il giapponese Yuichi Sugita, ex top40 che nelle ultime settimane aveva conquistato due tornei challenger, sorpreso dalla giovane WC locale Jenson Brooksby autore di un match solidissimo concluso in due tie break. Il secondo è Nicolas Mahut, all’ultima stagione da professionista ha regalato ancora una volta spettacolo con un match di livello altissimo perso solamente 6-3 al terzo da Dominik Koepfer. Al femminile bella prestazione di Taylor Townsend che supera in rimonta Veronica Cepede Royg, mentre continua l’ascesa di Varvara Gracheva e Elena Rybakina che arrivano senza problemi al turno decisivo. Fuori Liudmilla Samsonova, cresciuta in Italia ma tornata da un anno a rappresentare la Russia, che viene sconfitta in due tie break dall’australiana Fourlis.

 

I risultati degli azzurri

[29] H. Chung b. S. Napolitano 6-2 6-3
T. Kamke b. F. Baldi 6-4 7-6(5)
E. G. Ruse b. [14] J. Paolini 6-3 6-1

 Le sfide degli azzurri impegnati domani

S. Caruso – L. Rosol
P. Lorenzi – E. Couacaud
A. Giannessi – C. Lestienne
J. Sinner –  V. Galovic

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ATP

Qualificazioni US Open, day 2: Sinner dominante. Avanti Giannessi e Caruso

Sei vittorie e sette sconfitte per i tennisti azzurri impegnati nelle qualificazioni a Flushing Meadows

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Jannik Sinner - Lexington 2019 (via Twitter, @ATPchallenger)

Dal nostro inviato a New York

Parte bene la seconda avventura nelle qualificazioni Slam da parte di Jannik Sinner con una netta vittoria per 6-1 6-0 sul connazionale Matteo Viola. Ottima vittoria in rimonta da parte di Alessandro Giannessi contro l’americano Jeffrey John Wolf, più volte vicino a chiudere la sfida in due parziali. Facile vittoria di Caruso ai danni del coreano Yunseong Chung, al quale Salvatore ha concesso solo due games, mentre due parziali più lottati son stati necessari a Lorenzi per regolare Lopez Perez. Esce di scena in due parziali Gianluca Mager mentre grosso rammarico per Lorenzo Giustino che spreca delle grosse occasioni contro l’esperto Garcia Lopez prima di cedere nettamente al terzo set.

Sinner, avanti tutta – Son bastati appena 47 minuti al tennista altoatesino per vincere il primo match in carriera a livello Slam con un netto 6-1 6-0 ai danni di un Matteo Viola apparso sempre in balia del suo giovane avversario. La chiave di tutto il match per Jannik è stata la risposta con la quale è riuscito a comandare quasi sempre gli scambi anche nei games dove a servire era Viola. Notevole anche la profondità dei colpi e la pesantezza di palla di Sinner e quando Viola ha provato a spostarsi in avanti per anticipare la risposta alla seconda di Jannik, lui, intelligentemente, nel secondo set ha usato molto di più il kick mandando fuori giri il tennista nativo di Mestre. Unico piccolo difetto della partita, prontamente appuntato dallo staff di Bordighera presente a bordocampo, il rovescio colpito su palle molto basse e insidiose che proponeva Viola sulla diagonale sinistra del campo e che ha causato qualche grattacapo a Jannik non sempre capace di piegarsi a sufficienza per accompagnare la palla dall’altro parte della rete. Rimane una prestazione ottima di Sinner, che colpisce ogni giorno di più per la maturità con cui indipendentemente dal punteggio mantiene elevata sempre la soglia dell’attenzione e del gioco, continuando ad incitarsi o a rimproverarsi anche a match in pugno. Adesso ad attenderlo al secondo turno ci sarà il croato Galovic mentre si registra nella sua zona di tabellone l’uscita dell’altra testa di serie, Taro Daniel.

 

Sei italiani al secondo turno – Dopo le poco soddisfacenti due vittorie su sei match disputati ieri tra i nostri portacolori, il secondo giorno di qualificazioni sorride maggiormente agli italiani che dopo Baldi, Napolitano e appunto Sinner portano anche Giannessi, Caruso e Lorenzi al secondo turno del tabellone cadetto.

Ottima prova di carattere da parte di Alessandro Giannessi che dopo un primo set sfuggito via troppo velocemente ed un inizio traballante di secondo con Wolf sempre in comando del gioco, che si issava sino al 6-2 3-1 con diverse chances di 4-1, qualcosa è girato con il mancino di La Spezia che piano piano ha iniziato a ridurre al minimo gli errori, approfittando del calo progressivo di Wolf che non riusciva a sfruttare nemmeno l’occasione di servire per il match sopra 5-4 30-0. Dopo aver riagganciato l’avversario sul 5-5 nel secondo set, Giannessi ha acquistato sempre di più fiducia mentre Wolf non è riuscito più a esprimere il suo tennis d’attacco, iniziando a subire l’iniziativa da parte dell’italiano e incappando in eccessivi gratuiti che han permesso al tennista ligure di vincere col punteggio finale di 2-6 7-5 6-2. Al secondo turno Giannessi affronterà Lestienne che ha superato il tedesco Bachinger in tre set lottatissimi.

Molto solida la prestazione da parte di Salvatore Caruso che si è liberato di Yunseong Chung col nettissimo punteggio di 6-0 6-2 in appena 48 minuti. Zero palle break concesse da parte del tennista di Avola che ha servito con il 76% di prime in campo e ha risposto con continuità ai servizi dell’asiatico che è sembrato davvero non avere armi contro la grande solidità di Caruso che dimostra ancora una volta la sua efficacia nelle qualificazioni Slam: adesso ad attenderlo ci sarà Lukas Rosol vincente in tre set su Blaz Rola. 
Vince in due set anche Paolo Lorenzi sullo spagnolo Enrique Lopez Perez grazie ad una prestazione molto solida e ad una grossa caparbietà nell’annullare le tante chance di break concesse al suo avversario, ben otto, concentrate tra il finale di primo set e l’inizio di secondo. Dopo aver tenuto un vitale undicesimo game sul 5-5 del primo set da 0-40, Lorenzi nel game successivo ha breakkato l’iberico approfittando di qualche errore col dritto da parte di Lopez Perez, apparso sempre nervoso e mai realmente in grado di ribaltare la partita, nonostante il servizio nel secondo set di Lorenzi sia apparso molto discontinuo con una percentuale di prime inferiore al 50%. Ostica sfida lo attende al secondo turno contro il francese Couacaud, che rappresenta comunque un avversario non banale sui campi secondari piuttosto rapidi di Flushing Meadows.

Fuori Giustino e Mager – Spreca tante occasioni un ottimo Lorenzo Giustino autore di un set e mezzo di altissimo livello contro l’ex top25 Guillermo Garcia Lopez. Dopo un primo set nel quale è partito bene e ha annullato diverse chance di rientro al suo avversario, i games centrali del secondo set sono stati di livello altissimo con Giustino che ha strappato la battuta al suo avversario nel settimo game al termine di un gioco combattutissimo chiuso con un punto vinto in strenua difesa, ma purtroppo vanificato dal controbreak immediato da parte del tennista iberico. Ancora occasioni in un nono gioco del secondo set che purtroppo è decisivo per le sorti della partita: dopo essersi trovato sotto 40-15, grazie a tre accelerazioni imponenti di rovescio Giustino si è procurato una palla break per andare a servire per il match ma, una volta annullata quella, è crollato piano piano sotto il punto di vista della fiducia e si è arreso con lo score di 3-6 7-5 6-2. Garcia Lopez sfiderà al secondo turno Rubin che ha regolato in due rapidi parziali Gianluca Mager, apparso mai realmente in partita a causa di una scarsa efficacia del servizio contrapposta alla grande abilità invece dello statunitense che con la prima di servizio ha perso solamente due punti all’interno di tutto il match.

Jaziri e Halys out, avanti Jung – Tra gli altri match si segnalano le premature uscite di Malek Jaziri e Quentin Halys, entrambi apparsi molto scarichi e usciti sconfitti da Darian King e dallo spagnolo Menendez Maceiras. Vince Jason Jung per 7-5 al terzo nel match più lottato di giornata col pubblico che non è riuscito a portare alla vittoria il mancino Donald Young, promessa mai rispettata del tennis a stelle e strisce.  Pagano le recenti fatiche nel circuito challenger Pedro Sousa e Pedja Krstin, finalisti domenica a Meerbusch che quest’oggi son stati sconfitti in due set rispettivamente da Jiri Vesely e da Akira Santillan.

I risultati degli azzurri

[6] S. Caruso b. Y. Chung 6-0 6-2
[15] P. Lorenzi b. E. Lopez Perez 7-5 6-2
[24] J. Sinner b. M. Viola 6-1 6-0
G. Garcia Lopez b. [21] Lorenzo Giustino 3-6 7-5 6-2
A. Giannessi b. [WC] J. J. Wolf 2-6 7-5 6-2
N. Rubin b. G. Mager 6-3 6-2

Le sfide al secondo turno degli azzurri
S. Napolitano – H. Chung
F. Baldi – T. Kamke
S. Caruso – L. Rosol
P. Lorenzi – E. Couacaud
A. Giannessi – C. Lestienne
J. Sinner – V. Galovic    

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