ATP Ranking: un uomo solo al comando. Il suo nome è Novak Djokovic

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ATP Ranking: un uomo solo al comando. Il suo nome è Novak Djokovic

Il serbo sembra pronto a scavare una voragine tra sé e Nadal: da qui a Wimbledon può davvero blindare la prima posizione. Federer fuori dalla top 5, Tsitsipas vicino alla top 10

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L’Australian Open 2019, dominato da Novak Djokovic, si è abbattuto come un uragano sulla classifica ATP.

Per farcene un’idea più compiuta esaminiamo l’elenco degli attuali primi trenta giocatori del mondo.

 TOP 30

 

Posizione

Nazione

Giocatore

Nato nel

Punti

Variazione

1

Serbia

N. Djokovic

1987

10955

 =

2

Spagna

R. Nadal

1986

8320

 =

3

Germania

A. Zverev

1997

6475

1

4

Argentina

JM del Potro

1988

5060

1

5

S. Africa

K. Anderson

1986

4845

1

6

Svizzera

R. Federer

1981

4600

-3

7

Giappone

K. Nishikori

1989

4110

2

8

Austria

D. Thiem

1993

3960

 =

9

USA

J. Isner

1985

3155

1

10

Croazia

M. Cilic

1988

3140

-3

11

Russia

K. Khachanov

1996

2880

 =

12

Grecia

S. Tsitsipas

1998

2805

3

13

Croazia

B. Coric

1996

2605

-1

14

Canada

M. Raonic

1990

2250

3

15

Italia

F. Fognini

1987

2225

-2

16

Russia

D. Medvedev

1996

2000

3

17

Francia

L. Pouille

1994

1955

14

18

Spagna

R. Bautista Agut

1988

1955

6

19

Italia

M. Cecchinato

1992

1870

-1

20

Argentina

D. Schwartzman

1992

1835

-4

21

Belgio

D. Goffin

1990

1830

1

22

Georgia

N. Basilashvili

1992

1820

-2

23

Spagna

P. Carreno Busta

1991

1705

 =

24

Bulgaria

G. Dimitrov

1991

1610

-3

25

Canada

D. Shapovalov

1999

1485

2

26

Spagna

F. Verdasco

1983

1455

2

27

Francia

R. Gasquet

1986

1445

-1

28

Australia

A. de Minaur

1999

1443

1

29

GB

K. Edmund

1995

1440

-15

30

USA

F. Tiafoe

1998

1430

9

Alcune considerazioni:

  • solo cinque giocatori hanno mantenuto invariata la posizione. Tra questi ci sono Djokovic e Nadal che, però, hanno ora un distacco di oltre 2600 punti l’uno dall’altro contro i 1655 ante-AO.
  • Djokovic da oggi sino al Roland Garros incluso difende 875 punti contro i 4680 di Nadal e i 3405 di Zverev; il serbo ha la concreta opportunità di scavare una fossa profonda come quella delle Marianne tra sé e i suoi più diretti inseguitori.
  • Alexander Zverev è tornato sul gradino più basso del podio ma, alla luce di quanto scritto al precedente punto, non gli sarà facile andare oltre.
  • Roger Federer ha perduto tre posti. Con l’uscita dei 500 punti conquistati nel 2018 al torneo di Rotterdam che gli valse il ritorno al vertice della classifica (Federer proverà a difenderli a Dubai), l’elvetico rischia di venire presto superato da Kei Nishikori.
  • Pouille grazie alla sua prima semifinale in un major guadagna 14 posizioni mentre il semifinalista 2018, Kyle Edmund, ne perde 15.
  • Tsitsipas dopo aver messo per la prima volta il tennis maschile ellenico sulla carta geografica del mondo potrebbe presto essere il secondo NextGen dopo Zverev a entrare in top ten.
  • Best ranking eguagliato per Kevin Anderson nonostante la prematura uscita di scena.
  • ono quattro i giocatori della Next Generation : Tsitsipas, Shapovalov, de Minaur, Tiafoe.

LA TOP 10 – L’analisi delle date di nascita dei dieci migliori tennisti del mondo potrebbe fornire interessanti spunti di riflessione a studiosi di discipline quali: sociologia, medicina sportiva e… gerontologia.

Vediamone alcuni:

  • Sono nati tutti negli anni ’80 ad eccezione di Zverev e Thiem.
  • All’indomani degli Australian Open del 1999 e del 2009 tutti i dieci primi della classe avevano meno di 30 anni e la loro età media era rispettivamente pari a 25 e  24 anni.
  • Attualmente solo Nishikori (ancora per poco), Thiem e Zverev hanno meno di trent’anni. L’età media è pari a 30 anni.

TOP 100 – Allargando la panoramica sino alla centesima posizione per apprendere che:

  • Nick Kyrgios e Hyeon Chung hanno perso complessivamente 40 posti; l’australiano è ora 67esimo e il coreano 50esimo.
  • Andrey Rublev è crollato alla posizione numero 100.
  • Ivo Karlovic (n. 78) è  l’unico giocatore in top 100 nato negli anni ’70. Non è il più alto: Reilly Opelka (n. 98) lo affianca con i suoi 211 cm di statura.
  • Non sono ancora presenti giocatori nati negli anni 2000 (mentre in WTA ce ne sono quattro, e in totale sono cinque le ragazze che vi sono entrate almeno una volta). Il più vicino tra questi è il canadese Auger-Aliassime (n. 106).
  • Tennys Sandgren, discusso eroe dell’edizione 2018, è precipitato al 75esimo posto (- 34).

CASA ITALIA – Torneo in chiaroscuro per i nostri sei rappresentanti. Nessun italiano a raggiungere gli ottavi di finale a Melbourne (per tacere dei quarti disputati da Cristiano Caratti nell’edizione del 1991, che resta il massimo traguardo ottenuto da un italiano in questo torneo), ma le performance di Fabbiano, Travaglia e Berrettini sono state confortanti e, in particolare per i primi due giocatori citati, confortate da significativi passi avanti in classifica.

ITALIANI  TOP 200

Classifica

Giocatore

Punti

Variazione

15

F. Fognini

2225

-2

19

M. Cecchinato

1870

-1

37

A. Seppi

1080

-2

53

M. Berrettini

904

1

85

T. Fabbiano

653

17

113

L. Sonego

495

-9

114

P. Lorenzi

493

2

123

S. Travaglia

463

14

138

S. Bolelli

408

-4

152

G. Quinzi

364

2

153

L. Vanni

360

10

166

F. Baldi

326

1

167

A. Giannessi

324

-6

169

S. Caruso

314

-13

175

A. Arnaboldi

298

3

192

S. Napolitano

269

6

La Race to Milan vede la seguente situazione ai primi otto posti:

Race to Milan

Posizione

Nazione

Giocatore

Nato nel

Punti

12

Grecia

Tsitsipas

1998

765

28

Australia

de Minaur

1999

385

30

USA

Tiafoe

1998

360

194

Svezia

M. Ymer

1998

105

118

Serbia

Kecmanovic

1999

92

25

Canada

Shapovalov

1999

90

124

Australia

Popyrin

1999

90

291

USA

Wolf

1998

80

È chiaramente prematuro fare delle considerazioni, se non quella che tra i primi otto under 21 spuntano nomi sino ad oggi pressoché sconosciuti, quali quello di Alexei Popyrin – che qualche aficionado italiano forse ricorderà vincitore del trofeo Bonfiglio nel 2017 – e del serbo Miomir Kecmanovic capaci di entrare nel tabellone principale in Australia, nonché di J.J. Wolf vincitore del Challenger di Columbus disputato a gennaio e del più giovane dei fratelli Ymer, Michael, pure lui capace di vincere un Challenger a inizio anno.

I primi otto classificati nella Race to London sono sette dei giocatori giunti sino ai quarti di finale dell’Australian Open più Alex de Minaur che precede Tiafoe grazie soprattutto ai 250 punti conquistati a Sidney:

Race to London

Posizione

Nazione

Giocatore

Punti

1

Serbia

Djokovic

2090

2

Spagna

Nadal

1200

12

Grecia

Tsitsipas

765

17

Francia

Pouille

720

18

Spagna

Batista Agut

610

7

Giappone

Nishikori

610

14

Canada

Raonic

405

28

Australia

de Minaur

385

Per la cronaca Roger Federer è 23esimo con 180 punti.

I complimenti per il career best ranking questa settimana vanno a:

BEST RANKING

Classifica

Giocatore

Nazione

12

Tsitsipas

Grecia

28

de Minaur

Australia

30

Tiafoe

USA

41

Lajovic

Serbia

43

Fritz

USA

44

PH Herbert

Francia

56

Copil

Romania

61

Thompson

Australia

64

Norrie

GB

70

Andreozzi

Argentina

73

Hurkacz

Polonia

81

Ivashka

Bielorussia

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Con sette vittorie Novak Djokovic è il tennista ad avere vinto più volte il l’Australian Open in singolare.

Chi è il giocatore ad avere vinto il maggior numero di titoli in doppio?

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WTA Tallinn: Bencic sul velluto, Kontaveit e Kanepi soffrono ma vincono

Belinda Bencic senza problemi contro l’amica Vekic. Kontaveit fa fatica con la qualificata Bonaventure ma vince al terzo set. Affronterà la connazionale Kanepi

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Anett Kontaveit – WTA Tallin (foto via Twitter @WTA)

È una delle migliori versioni stagionali di Krejcikova (si parla chiaramente di singolare visto che in doppio i risultati non sono assolutamente mancati) quella che ha portato a casa il match con Haddad Maia nei quarti di finale del WTA 250 di Tallinn. La ceca, scesa alla 27esima posizione della classifica mondiale dopo essere stata numero due all’inizio dell’anno, ha giocato un incontro senza sbavature riuscendo spesso a neutralizzare il servizio mancino e potente dell’avversaria. Non è infatti bastato alla brasiliana il 68% di prime in campo per evitare di subire ben quattro break nel corso della partita. Krejcikova ha così chiuso sul 6-3 6-4 (ancora nessun set perso in questo torneo) ed ha ottenuto la terza vittoria consecutiva: quest’anno era andata oltre la soglia dei due match vinti solo a Sydney e a Melbourne a gennaio.

Nella semifinale della parte bassa del Tallinn Open Barbora, numero 7 del seeding, affronterà Belinda Bencic che è la seconda favorita del tabellone. Sebbene senza impressionare e faticando al servizio (7 doppi falli e 10 palle break concesse), la svizzera non ha rischiato più di tanto contro Donna Vekic. Il match si è chiuso sul punteggio di 6-4 6-1 dopo poco più di un’ora e mezza di gioco in cui le battute non hanno rappresentato un fattore. Bencic giocherà domani la quarta semifinale dell’anno e lo farà da favorita, almeno guardando al ranking e ai precedenti. Belinda ha infatti sconfitto Krejcikova in entrambe le occasioni in cui le due si sono incrociate: alle Olimpiadi di Tokyo e durante la fase finale di Billie Jean King Cup dell’anno scorso.

La tennista di casa Anett Kontaveit ha faticato non poco contro la qualificata belga Yasaline Bonaventure ma, alla fine, è riuscita a portare a casa l’incontro, vinto al terzo set dopo un’ora e 53 minuti di gioco, con lo score di 6-3 3-6 6-3. Dirompente al servizio nel primo set – con il 92% di prime palle e il 78% dei punti vinti con la prima – Anett, attuale n. 4 del mondo e n. 1 del seeding – subisce la rimonta dell’avversaria nella seconda frazione. Bonaventure infatti migliora ulteriormente anche le proprie percentuali alla battuta (mette in campo il 94% di prime) riuscendo inoltre a brekkare per due volte l’estone. Nel terzo set, la situazione si ribalta ancora, Kontaveit è nuovamente in grande spolvero alla battuta e annulla quattro palle break. In semifinale affronterà la vincente tra la ceca Muchova e la connazionale Kanepi.

 

E sarà derby estone nella semifinale della parte alta del tabellone. Kaia Kanepi, n. 32 del mondo, dopo 2 ore e 22 minuti viene a capo della wild card ceca Karolina Muchova (224 WTA) e affronterà Anett Kontaveit. Dopo aver intascato rapidamente il primo set per 6-2, in cui è stata ottima al servizio con il 100% di prime messe in campo e il 72% dei punti ottenuti con la prima palla, Kanepi subisce un calo e cede alquanto nettamente (6-3) il secondo parziale all’avversaria. La terza e ultima manche è particolarmente lottata tant’è che si risolve al tie-break, chiuso dalla 37enne estone al terzo matchpoint per 8 punti a 6.

(ha collaborato Laura Guidobaldi)

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ATP

ATP Sofia, Sinner fa 11 in Bulgaria e accede alla semifinale: altri punti importanti per la Race

Avvio e conclusione di match non impeccabili per Jannik Sinner che però surclassa Vukic nella parte centrale dell’incontro. C’è Holger Rune tra lui e la finale

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Jannik Sinner - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

[1] J. Sinner b. A. Vukic 6-2 6-3

Dopo la decima vittoria consecutiva in Bulgaria, arriva anche l’undecima. Jannik Sinner ha infatti eliminato in due set l’australiano Vukic nei quarti di finale dell’ATP 250 di Sofia, di cui l’azzurro ha in bacheca già due titoli. Il numero uno italiano ha iniziato e finito il match con qualche errore di troppo, ma è stato ingiocabile per l’avversario nella porzione centrale dell’incontro in cui ha infilato sette game consecutivi (dal 2-2 del primo set al 6-2 3-0). Nella semifinale della parte alta del Sofia Open, domani Jannik sfiderà Ivashka (sarebbe una riedizione dell’ottavo di finale giocato allo US Open a inizio mese) o Rune (sarebbe il primo incontro tra i due Next Gen) con l’obiettivo di guadagnare altri punti preziosi in ottica Race verso Torino: con la vittoria odierna, intanto, ha superato Carreno Busta portandosi in 12esima posizione.

IL MATCH – Nel game di apertura sembra andare tutto liscio per il numero 10 del mondo, ma le cose gli si complicano a causa degli eccessivi errori sia col servizio (3 doppi falli) che col rovescio: si va quindi ai vantaggi da cui ne vengono fuori quattro palle break per Vukic. A livello di scambi però l’australiano è un po’ fiacco e non regge il livello dell’italiano e ciò gli impedisce di sfruttare a dovere le sue chance. Jannik riesce a tirarsi fuori dal guado proprio grazie al servizio. La grande lotta prosegue e poco dopo è l’azzurro, grazie ad uno splendido passante di rovescio, a guadagnarsi la prima palla break, vanificata con un errore.

 

È comunque il presupposto necessario per tornare alla carica nel turno di risposta successivo: sul 3-2 in suo favore, Sinner prende la matita dal suo astuccio e disegna il campo con precisione giottesca. Lo fa per due punti consecutivi che gli valgono il break, confermato poi con un game da tre ace. Il 2001 di San Candido non si accontenta di essersi assicurato la possibilità di servire per il set e sul 5-2 brekka ancora trovando un paio di risposte di dritto con cui prende subito le redini dello scambio. Dopo 40 minuti il primo set è suo.

Jannik è evidentemente a suo agio in campo e prosegue sulla strada intrapresa dal 2-2 del primo set. Vukic è in balia dell’azzurro che è devastante in qualsiasi aspetto del gioco, colpi al volo compresi. Non si registrano più errori da parte di Sinner che così brekka a zero in apertura. I giochi vinti consecutivamente dal numero 10 del mondo diventano poi sette, prima che l’australiano riesca a fermare l’emorragia sfruttando il primo unforced nel set di Jannik. Il gioco dell’italiano non è più scoppiettante come fino a pochi minuti prima e Vukic prova ad approfittarne in un game piuttosto fortunato per lui: prima una traiettoria mal valutata da Sinner e poi un colpo rimasto in campo per millimetri (oltre a un doppio fallo di Jannik) lo portano ad avere due palle break. Sulla seconda, l’azzurro strappa con il dritto permettendo all’avversario di rientrare nel match.

In realtà è solo un’illusione per Vukic che non riesce a cogliere l’attimo. Sinner, invece, ritrova concentrazione e senza rischiare troppo si riguadagna il break di vantaggio. Il numero uno italiano può quindi servire per il match ma i patemi non sono finiti: l’australiano, cresciuto di rendimento con il dritto, sfrutta anche qualche incertezza di Jannik (tra cui un doppio fallo e uno smash fuori misura) per annullare due match point e avere una palla break. Alla terza occasione, però, Vukic non trova il campo in risposta: Sinner chiude sul 6-2 6-3 in un’ora e venti minuti e raggiunge la seconda semifinale dell’anno (la tredicesima in carriera) dopo quella di Umago.

E IL QUARTO SEMIFINALISTA È… – Sarà Holger Rune l’avversario di Jannik sabato pomeriggio. Il diciannovenne danese si è imposto su Ilya Ivashka per 6-2 5-7 6-4 in due ore e venti minuti conquistandosi così anche il pass per le Intesa Sanpaolo Next Gen Finals. Sprazzi di ottimo tennis da parte di Holger, ma anche qualche momento di appannamento, come nel dodicesimo game del secondo set, con la smorzata sullo 0-15, dopo l’errore di rovescio, con cui apre la strada al break irrecuperabile. E almeno uno dei quattro vantaggi esterni che si era ben conquistato qualche gioco prima, sull’1-1, avrebbe potuto essere gestito meglio. Ma è infine stato cinico ad approfittare di un game praticamente senza prima battuta (e anche senza una seconda) di Ivashka, andando poi a chiudere al servizio al secondo match point.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SOFIA

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ATP

Lorenzo Musetti: “Mai servito così bene. Coppa Davis? L’Italia tra le top 3”

“Mai successo di fare così tanti ace, forse è frutto del cambio di maturità che sto facendo”, così il 20enne Musetti in vista della semifinale a Sofia

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Lorenzo Musetti - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Sulla carta non era un match facile visto l’ottimo stato di forma di Jan-Lennard Struff, ed infatti si è rivelata una giornata piuttosto complicata quella di Lorenzo Musetti. Il numero 30 del mondo ha fatto appello a tutta la sua classe e per una volta anche al suo servizio, per avere la meglio 7-6(3) 6-1 nei quarti di finale del torneo di Sofia. “Oggi è stata una grande prova perché Jan stava giocando bene, molto offensivo, un gioco che a me dà fastidio” ha spiegato Lorenzo al termine del match. “Sin dal primo game mi ha messo molta pressione e io ho fatto due doppi falli perché lui era molto offensivo e stava molto dentro il campo però sono stato bravo ad avere una grossa energia, specialmente fisica, agonistica. Poi credo di aver servito mai così bene nella vita”.

“Non mi era mai successo di fare così tanti ace [9] ma forse è frutto del lavoro che ho fatto, del cambio di maturità che sto facendo, quindi sono veramente felice”. L’atteggiamento inizia ad essere sempre più quello di un tennista professionista, poco incline a lasciarsi andare alle distrazioni passeggere che ogni match può riservare. E la sfida di domani contro lo svizzero Marc-Andrea Huesler (26 anni, n.95) non sarà da meno, visto che anche lui predilige un gioco aggressivo. “L’ho visto, è uno che viene spesso a rete anche se non ha una buonissima mobilità essendo molto alto, però ha dei buonissimi fondamentali e io sono pronto per andare avanti”.

Gli eventi tennistici italiani non sono mai stati fitti come quest’anno e tra gli appuntamenti imminenti che il 20enne di Carrara non può assolutamente perdersi è l’UniCredit Firenze Open, in programma dall’8 al 16 ottobre. “Sicuramente da quando è stato annunciato l’evento di Firenze tutti i miei amici sono pronti e carichi anche a mollare l’Università per venire a vedermi e supportarmi, quindi avrò sicuramente la fortuna di avere il tifo dalla mia parte. ma sto facendo sicuramente del mio meglio anche per averlo qua a Sofia. Pensiamo a domani e come affrontare il match al meglio”.

 

A novembre poi sarà il momento di tornare a vestire la maglia della Nazionale italiana per la Coppa Davis, con la quale Musetti ha fatto tanto bene a Bologna. I prossimi avversari saranno gli statunitensi, una delle squadre sulla carta più temibili. Ma quali sono le favorite per Lorenzo? “Il nostro nome lo metto nelle prime tre, poi anche la spagna al completo. Senza Nadal cambierà un pochino ma ci saranno Carreño Busta o Bautista Agut che vengono da belle partite, più Fokina che è molto in forma e ovviamente Carlos. Ma l’America può dire la sua con Fritz e Tiafoe, ora Opelka si è operato, quindi Isner. Poi conta tanto anche il doppio quindi gli Stati Uniti li metto tra i favoriti”.

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