Pagelle: i padroni del mondo, il tramonto del Re e la speranza greca

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Pagelle: i padroni del mondo, il tramonto del Re e la speranza greca

Djokovic e Osaka trionfano confermandosi i più forti. L’incubo di Serena, il declino di Federer e l’avvento di Tsitsipas. Il solito Zverev e il sogno di Kvitova

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(foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)


Naomi Osaka 10
L’altra volta aveva trovato un’avversaria scorretta e fuori di testa che aveva provato a privarla del legittimo gusto della festa, stavolta dall’altra parte della rete c’era per sua fortuna una signora che non ha approfittato del momento in cui Naomi si è ricordata di essere così giovane. Due Slam di fila sono una cosa enorme, il numero 1 una conseguenza. Può dominare e il sospetto è che avrà tante occasioni per imparare anche a recitare un discorso di premiazione come si deve.

Petra Kvitova 9,5
C’è mancato davvero poco per avere il lieto fine alla favola di Petra, ma magari arriverà a Wimbledon, il posto del cuore. Sembrava non potesse più tenere in mano una racchetta e comunque non tornare a questi livelli. E invece è a un passo dalla vetta. Troppo buona, troppo dolce Petra per approfittare delle paure di Osaka sul più bello. Ma ha già vinto il suo Slam.

 

Il sonnellino di Ubaldo 10
Straordinario trappolone teso a Nadal, che ha abboccato come un totanone. Ha studiato a tavolino la finta sonnolenza per conquistare la ribalta mondiale. La prossima vittima sarà Federer, dinanzi al quale però occorrerà svenire in diretta tv con tanto di cappellino e sponsor in bella mostra. Scaltro come una faina.

Novak Djokovic 10
Se non ci fossimo trovati lì quel giorno di giugno mentre annaspava contro Cecchinato e sfuggiva iracondo alla stampa, preannunciando un possibile forfait per Wimbledon, penseremmo di parlare di due giocatori differenti. Ma in fondo, senza quella “vacanza” di un anno e mezzo scarso, staremmo qui a discorrere di un dominio senza precedenti. “Not too bad” per dirla alla Nole, ma ha tempo per…peggiorare, frantumando ogni record.

Rafael Nadal 9
Il primo degli umani. Che per uno come lui può sembrare una diminutio, ma considerando gli ultimi risultati sul cemento è un mezzo miracolo che sia arrivato in finale praticamente in carrozza. Ma arriverà la terra, ci sarà spazio per epiche battaglie tra i due. Certo, l’Australia gli regala un’altra amarezza: da quando provocò le lacrime di Roger sembra che gli Dei Down Under si divertano farlo soffrire. Rafa è un toro, ci riproverà. Ancora, ancora e ancora.

Camila Giorgi 6,5
Tutta un’altra Camila. Vince le partite che deve vincere, perde le partite che deve perdere, si sganascia dalle risate in sala stampa. Qualche rimpianto per l’ottimo match con Pliskova ma visto il torneo della ceca, non c’è motivo per essere tristi.

Roger Federer 5
Giocatore finito, eroe dimenticato. I suoi record vacillano e oramai nemmeno gli addetti ai controlli lo riconoscono. Quota cento resta un miraggio, forse gli conviene chiedere asilo nell’Italia a cinque stelle. Ha una sola speranza, che questa storia del passaggio di consegne nella sconfitta con Tsitsi così come lo fu con la sua vittoria su Pete, sia vera: il ventunesimo sarebbe cosa fatta…

Stefanos Tsitsipas e Roger Federer – Australian Open 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

La borsa di Busta 2
Errore arbitrale o no (più no che si in realtà), solidarietà al borsone maltrattato. O la borsa o la vita, ma Pablo ha perso la testa. Carreno, basta.

Serena Williams 5
Il suo problema è che quando chiamano in campo la numero uno, lei si lancia perché è davvero convinta di esserlo ancora. Siamo cattivi (ed anche maschilisti e razzisti, ovviamente) ma ci piace pensare che il Dio del tennis, offeso a New York dalla sua indegna sceneggiata, abbia voluto vendicarsi con la peggiore sconfitta della vita avanti 5-1, match point, fallo di piede, altri 3 match point…

Stefanos Tsitsipas 8,5
Federer ci avrà messo anche del suo, ma sono queste le partite in cui sbocciano i futuri campioni. Quanto sia lontano questo futuro è ancora presto per dirlo e in fondo lo stesso Roger vide trascorrere due anni dal Samprascidio prima di trionfare per la prima volta a Wimbledon. Tsitsifast va veloce, sembra avere tutte le carte in regola per arrivare al top, ma non dimentichiamo che lo scorso anno in semifinale qui c’erano Chung e Edmund…

Lucas Pouille 8
Il massacro in semifinale non deve far dimenticare lo splendido lavoro fatto da Amelie con questo ragazzo. Quasi persi Tsonga, Gasquet e Monflis, i galletti trovano sempre qualcuno da piazzarci davanti…

Le lacrime di Andy e Vika 8
Lacrime diverse, di addio, di dolore, di rimpianto, di amore, di frustrazione, di speranza, di passione. Li vediamo come eroi, li dipingiamo come divinità. Ma sono pur sempre ragazzi.

Il resto del mondo
Il suo compare greco lo ha lasciato piuttosto indietro, certo trovarsi sulla strada Nole non è il massimo, ma Denis Shapovalov (6) deve crescere in fretta, se non vuole perdere il treno.

Speravamo magari di non doverlo ritrovare tra “gli altri” ma Fabio Fognini (5,5) si è infranto sullo scoglio Carreno. Una bestia nera, non c’è che dire e anche se Fabio non punta più alla top-10 la stagione sulla terra può ancora essere la sua stagione. Brutto il ko di Marco Cecchinato (4,5) e chissà che non serva a spronarlo. Berrettini (6) ha pescato male dall’urna, Seppi (6) ha fatto il suo e non può fare sempre miracoli, ottimo Fabbiano (7) e bravo Travaglia (6,5).

Sascha Zverev (5) sembra voler dare per forza ragione al Direttore ogni qual volta si trova in uno slam, mentre Marin Cilic (5) si è sciolto alla Cilic. Ci si attendeva di più da Khachanov (5,5), mentre Daniil Medvedev (7) è stato quello che ha messo più in difficoltà Robo-Nole ed è da tenere d’occhio.

Sono crollate senza scusanti le torri Anderson (4) e Isner (4), mentre la bandiera della lost generation è stata tenuta discretamente alta da Raonic (6,5) e Nishikori (7) che però ha mostrato ancora una volta quanto lo sport faccia male alla salute. Bautista Agut (7,5) non si è accontentato di porre fine (forse) alla carriera di Murray ed è rifiorito a gennaio come di consueto, come un ciclamino.

Tra le ragazze, detto del superbo torneo di Pliskova (8,5) impreziosito dalla remuntada della vita su Serena, l’exploit lo ha fatto Collins (8), mentre Svitolina (6) si conferma piazzata ma non vincente. Non si poteva chiedere molto di più a Simona Halep (6,5) e alla sfortunata campionessa uscente Wozniacki (SV), decisamente si ad Ostapenko (3) e Kerber (4,5). Sussulti di orgoglio da Maria Sharapova (6,5), gioie di casa per Barty (7) e un’ipotesi di futuro strabiliante per Anisimova (7).

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Australian Open: i giocatori potranno allenarsi durante la quarantena. Niente ATP Cup

Questa concessione scongiurerebbe il rischio di rinunce da parte dei migliori giocatori. Non si giocheranno ATP Cup e torneo juniores

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Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Pur con la data d’inizio dell’Australian Open apparentemente destinata a slittare di una o più probabilmente di due settimane, durante la nottata sarebbe comunque arrivato un significativo passo avanti: come riporta The Age, un quotidiano di Melbourne, ai giocatori sarà consentito allenarsi durante i 14 giorni della quarantena, anche se non vi sono ancora dettagli su quali strutture li potrebbero ospitare e consentir loro di prepararsi. I giocatori arriverebbero Down Under alla fine della prima settimana dell’anno nuovo, e avrebbero il nulla osta immediato per mettersi al lavoro, ancorché rispettando le regole pensate da Tennis Australia e dal governo locale e rimanendo separati dalla comunità locale.

Stando all’articolo originale, la possibilità di allenarsi è stata uno dei punti più rilevanti della trattativa fra autorità locali e sindacati dei giocatori, a maggior ragione nel periodo immediatamente successivo alla off-season, quando la condizione è comprensibilmente non al meglio e 15 giorni di pausa potrebbero causare non pochi problemi. Un regime di questo tipo scaccerebbe il pericolo di un torneo senza star, come ha sottolineato John Millman, N.2 australiano.

“Non si può star fermi due settimane e poi giocare l’Australian Open, nessun giocatore lo farebbe. Il nostro corpo è quello che paga le bollette, e andare da zero a cento in un attimo farebbe aumentare il rischio di infortuni. Se il governo decidesse altrimenti, il torneo probabilmente salterebbe, o almeno io la vedo così. I giocatori non accetterebbero una quarantena dura dopo essere stati esposti al virus per gran parte dell’anno”.

L’ATP avrebbe comunicato ai giocatori con una nota che la quarantena inizierà probabilmente l’8 gennaio, ma allo stesso tempo avrebbe consigliato di non prenotare ancora il viaggio per sicurezza. Secondo l’articolo, il messaggio reciterebbe: “Al momento ci sono ancora limitazioni sul numero di persone che possono entrare nel Paese. Un rinvio di una o due settimane dell’Australian Open è ancora probabile. Saranno presto annunciate le decisioni definitive sui protocolli anti-Covid e sulle procedure da adottare in caso di avvenuto contatto con un positivo, nonché quelle sul numero di persone che potranno accompagnare i giocatori”.

 

Mentre il rinvio al primo febbraio sembra ancora l’esito più probabile, ci sono ancora diverse ipotesi sul tavolo: la data di inizio potrebbe anche essere il 25 gennaio (solo una settimana dopo quella originale, una soluzione che sarebbe gradita al mercato televisivo e ai tornei del secondo mese dell’anno, per i quali al momento si sta come d’autunno), e non si sa ancora se si potranno giocare le qualificazioni.

Oggi è il ventottesimo giorno di fila senza casi nello Stato della Victoria, dove si trova Melbourne, e le autorità locali vogliono accertarsi che la situazione non cambi. Per questo motivo, alcuni eventi accessori, come la ATP Cup e l’Australian Open junior, non si giocheranno, mentre il torneo Wheelchair sembra potersi salvare. Allo stesso tempo, però, si dovrebbero disputare alcuni tornei di preparazione fra la fine della quarantena e l’inizio dello Slam.

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Australian Open, posticipo di due settimane? Murray e il vaccino obbligatorio

Notizie frenetiche, vaccini, ministri, professori universitari e perfino tennisti: ecco le ultime sull’Happy Slam

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Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Continuano a rincorrersi le notizie sull’Australian Open. L’escalation è iniziata con Craig Tiley, CEO di Tennis Australia, che dava tutto per deciso, rendendo così necessario l’intervento dei rappresentanti del governo dello Stato della Victoria, secondo i quali la situazione era ed è in divenire. Nel suo ultimo intervento, Tiley aveva comunicato che ci sarebbe stato un annuncio. Se in questi giorni abbiamo imparato a familiarizzare con il premier dello Stato con capitale Melbourne, Daniel Andrews, tocca ora al ministro dello sport Martin Pakula farsi avanti con una nuova informazione. Dopo le voci di uno spostamento anche molto più avanti nel calendario, addirittura in aprile, Pakula afferma perentorio: “Penso ancora che sia più probabile un breve rinvio piuttosto che uno lungo”. Il quotidiano The Age parla di un inizio ritardato di una o due settimane rispetto alla data originariamente prevista del 18 gennaio.

La riapertura degli arrivi internazionali del 7 dicembre, per consentire il rientro per le vacanze di Natale, è limitata a 160 persone al giorno. “La questione è ancora sul tavolo” dice Pakula. “Non sappiamo ancora se i tennisti debbano rientrare in quel numero o vi si aggiungeranno, quindi non voglio fare congetture”.

L’altro nodo, ancora più centrale, rimane la possibilità per i giocatori di allenarsi durante la quarantena. “Non puoi restare due settimane in isolamento e poi essere pronto per l’Australian Open”, rileva John Millman. “Credo che nessuno dei tennisti internazionali lo farebbe. Il tuo corpo ne paga le conseguenze. Sei a rischio di infortuni, non puoi andare subito da zero a 100”. Secondo Millman, le priorità sono la sicurezza, la salute ed evitare una nuova diffusione del contagio. E, come ribadito più volte, la Victoria ha troppo da perdere in caso di un nuovo focolaio in coincidenza con l’evento. “Se vogliamo disputare il torneo, ci deve essere una qualche forma di flessibilità. Senza un livello di flessibilità sicuro, potremo non arrivare al risultato desiderato”. Sulla stessa lunghezza d’onda, il nuovo Maestro Daniil Medvedev: “Non credo che ci sarà il torneo se, per esempio, dovremo passare 14 giorni in una stanza d’albergo”.

 

Sempre stando al ministro Pakula, “i requisiti della quarantena saranno quelli concordati con il dipartimento di salute pubblica e a quel punto toccherà all’ATP e alla WTA decidere se considerarli o meno accettabili”. Riguardo ai protocolli, prosegue: “Un programma di test estremamente rigoroso sarà applicato prima della partenza e all’arrivo. Poi, immagino regolarmente durante la loro permanenza nella bolla”. Ricordiamo che alla O2 Arena, con il rilevante distinguo che si trattava di una manciata di persone nemmeno lontanamente comparabile ai numeri dello Slam di Melbourne, i tennisti sono stati testati solo all’arrivo.

Visto che ormai il vaccino (più di uno, in realtà) pare in dirittura d’arrivo, a Andy Murray è stato domandato se i tennisti dovrebbero obbligatoriamente vaccinarsi per partecipare ai tornei. “Sì, credo che probabilmente sarebbe il caso” ha risposto l’ex n. 1 del mondo. “Spero che tutti i giocatori siano disposti a farlo per il bene dello sport – a condizione che ne sia stata provata la sicurezza, che siano stati eseguiti i test clinici e che non ci siano effetti collaterali significativi”. Sull’obbligatorietà per i tennisti si era a suo tempo espresso in senso contrario l’attuale n. 1 del ranking Novak Djokovic.

A organizzatori, politici e tennisti si aggiungono anche gli accademici. Secondo Ross Booth, professore associato di Economia dello Sport all’Università Monash di Melbourne, “più tardi è, meglio è, c’è tempo in abbondanza”. Queste le parole riportante dal Guardian Australia. “Non ci sono altri eventi in quel periodo. Anche cominciando il torneo all’inizio di marzo, sarebbe concluso al momento di partire con l’AFL e la Formula Uno”. Ci vengono in mente alcuni problemi con quelle date. “Sì, le vacanze scolastiche estive saranno terminate, ma più si va avanti nell’anno, maggiore sarà il numero di spettatori ammessi… piuttosto che averne uno ogni quattro posti”.

Oltre alle vacanze scolastiche, tuttavia, a marzo sono terminate anche le ferie. E, come ci ricorda spesso il nostro Vanni Gibertini, tra raccattapalle e addetti ai diversi servizi, l’evento di Melbourne Park è reso possibile da un esercito di 20.000 volontari. E magari non ci saranno eventi di grande importanza in Australia nelle prime due settimane di marzo, ma forse il dottor Booth non ha pensato che esiste un intero Tour tennistico con un suo calendario. Calendario 2021 che, a dirla tutta, ancora non c’è.

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Australian Open 2021, rischio rinvio? È attesa una decisione nelle prossime 72 ore

Già rimandati a data da destinarsi i tornei juniores dello Slam di Melbourne. Se non sarà possibile garantire ai giocatori la possibilità di allenarsi durante la quarantena, anche l’evento principale potrebbe essere rinviato

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Novak Djokovic - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Vuoi per la gestione esemplare dell’emergenza sanitaria nei mesi scorsi, vuoi perché (come accaduto in Europa) durante il periodo estivo si riesce a contenere meglio il virus, in Australia al 21 novembre i contagi giornalieri da Covid-19 si contano sul palmo di una mano. Il rischio però è sempre presente, come dimostra il caso del mini-lockdown nel Sud del Paese causato da un focolaio in un hotel. Avendo fatto comunque un lavoro straordinario per appiattire la curva, i governi dei singoli stati vogliono evitare in ogni modo un’ulteriore ondata generata da casi di ritorno, ovvero da persone che portano il virus arrivando dall’estero.

È il caso dei tennisti che già tra qualche settimana vorrebbero raggiungere lo Stato di Victoria per poter smaltire la quarantena e poi prepararsi al meglio per l’Australian Open (al momento in calendario dal 18 al 31 gennaio). Nei giorni scorsi il governo ha vietato ai giocatori di recarsi in Australia prima di Capodanno e ha confermato i 14 giorni di quarantena obbligatoria per gli arrivi internazionali, ma secondo il quotidiano The Age ci sarebbero degli sviluppi importanti.

Infatti nelle prossime 72 ore verrà presa una decisione definitiva che presumibilmente toccherà sia l’Australian Open di Melbourne, che tutti i “lead-up tournaments” che si giocano sul cemento australiano nelle due settimane precedenti al torneo dello Slam. Una notizia è già nota però, ovvero il rinvio dei tornei juniores. Secondo quanto riporta The Age, i giocatori iscritti sono stati informati sabato 21 novembre che gli eventi di categoria juniors sono stati rimandati a data da destinarsi.

 

Il problema centrale è che dal 7 dicembre l’Australia riaprirà agli arrivi internazionali e “non è semplice avere potenzialmente più di mille arrivi nel Paese tra atleti, staff e media per l’evento: deve essere fatto tutto in sicurezza” ha precisato il premier Daniel Andrews. L’ipotesi che sta prendendo piede è il rinvio del torneo per evitare ai giocatori di stare rinchiusi in hotel nelle due settimane antecedenti il torneo (e in tal caso anche gli eventi di preparazione, tra cui l’ATP Cup, verrebbero cancellati o rinviati a data da destinarsi).

Sono fiducioso che l’Australian Open si giocherà nella prima parte del 2021. L’esatto periodo e le esatte misure che adotteremo però non sono ancora decisi” ha precisato Andrews. Tennis Australia con il suo CEO Craig Tiley ha da tempo aperto il dialogo proponendo le sue idee per svolgere il torneo in sicurezza ma comunque nel lasso di tempo prestabilito, ma ovviamente si trova davanti a cause di forza maggiore. Cero è che i giocatori saranno restii ad accettare una soluzione che li veda bloccati per 14 giorni senza potersi allenare alla vigilia di un torneo dello Slam (nonostante il rappresentante dei doppisti Bruno Soares abbia detto che sarebbe propenso ad accettare ciò che verrà deciso, ‘obtorto collo’).

A tal proposito, il manager di Alex de Minaur, Andy Craig, ha dichiarato che c’è il rischio che i giocatori boicottino il torneo se non verrà adottata una soluzione che permetta loro di giocare nelle migliori condizioni possibili. Tennis Australia ha proposto l’organizzazione di una bolla per i tornei pre-Australian Open (stile Cincinnati-US Open), in modo che i giocatori possano stare in quarantena e allo stesso tempo allenarsi in vista del Major. Le parti dovranno venirsi incontro in qualche modo: il numero uno del mondo Nole Djokovic durante la settimana delle Finals ha anche lanciato un appello al governo dello stato di Victoria chiedendo il loro supporto e la loro comprensione nei confronti dei giocatori, che sarebbero disposti anche ad attendere la seconda settimana di quarantena per scendere in campo, ma non di più. Sappiamo però che in questi casi le proposte possono essere molteplici e totalmente condivisibili, sia da parte di Tennis Australia che dei giocatori, ma è il governo ad avere l’ultima parola.

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