Wimbledon: Schwartzman e il discusso Sandgren tra l'Italia e gli ottavi

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Wimbledon: Schwartzman e il discusso Sandgren tra l’Italia e gli ottavi

Matteo Berrettini e Fabio Fognini partono favoriti, ma di poco. Le insidie di due partite potenzialmente molto complicate. Il parere in esclusiva di Craig O’Shannessy

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da Londra, il nostro inviato

Matteo Berrettini – Diego Schwartzman (secondo incontro, campo 18, precedenti 1-0 Schwartzman)

Matteo gioca per un sogno, gli ottavi di finale a Wimbledon, che se dovesse realizzarsi, probabilmente si concretizzerà in quello che ora come ora è il massimo premio possibile nel tennis: un match contro il migliore di tutti, Roger Federer (strafavorito contro Pouille), sul campo centrale più prestigioso del mondo. Il problema, e come vedremo potrebbe essere un problema non di facilissima soluzione, è un tipetto di 1.70 per 64 kg, simpaticissimo, argentino, attualmente 24 ATP ma con best-ranking di 11, di nome Diego “El Peque” Schwartzman.

A un’analisi superficiale, sarebbe facile dire che Matteo, per potenza dei colpi e prestanza fisica, che significa soprattutto un servizio di categoria più che superiore come velocità ed efficacia, su erba dovrebbe farcela senza troppi problemi. Berrettini, qui a Church Road, è nei “top-5” come velocità di punta della battuta (225,3 kmh, il primo è Kyrgios con 230,1), mentre Schwartzman è in fondo con i suoi 186 kmh al massimo. Dopo una breve e illuminante ricerca sulle statistiche di rendimento alla risposta, però, grazie ai ragazzi della redazione in Italia, scopro che il buon vecchio Diego è il primo al mondo, sopra Nadal e Djokovic per capirci, come punti vinti sulla seconda palla dell’avversario, con un clamoroso 56% (dati riferiti alle ultime 52 settimane).

Più in generale, sommando i 4 indicatori principali riguardanti la fase di ribattuta, ovvero punti vinti sulla prima, sulla seconda, percentuali di turni di risposta vinti, palle break convertite, Schwartzman è quarto assoluto, dietro – ma di poco – a Nole, Rafa e Fabio Fognini. Insomma, mi pare che le armi per neutralizzare o quantomeno contenere con efficacia il servizio di Matteo l’argentino le abbia eccome. Durante l’ormai tradizionale “caffè dei numeri” che quasi ogni mattina mi concedo con l’amico Craig O’Shannessy (che le statistiche le compila e le analizza per ATP, Wimbledon e il team Djokovic), parlando proprio di questo aspetto, la risposta è stata “I completely agree, Luca. Maybe Matteo will rip enough clean winners to pull through, but were I an Italian fan, given those stats, I wouldn’t be so sure to have an easy match“, cioè sono completamente d’accordo, Luca. Matteo potrebbe sparare abbastanza vincenti netti per farcela, ma se fossi un tifoso italiano, visti questi numeri, non sarei affatto certo di avere una partita facile. E questo è il parere del massimo esperto di match-analysis al mondo, in esclusiva per Ubitennis, direttamente dal bar dei media. Più espresso di così…

Negli scambi, che grazie alla qualità in ribattuta di Schwartzman appena esaminata rischiano di essere molti, Berrettini potrebbe trovarsi di fronte allo stesso problema affrontato – e non risolto – da Ivo karlovic con Thomas Fabbiano. Come mi raccontava lo stesso croato dopo la partita, il suo colpo migliore in manovra, per aprirsi gli spazi e tirare il dritto, cioè lo slice di rovescio, ai giocatori che hanno una naturale propensione a stare bassi (data la scarsa altezza) non fa male per nulla. Matteo su erba le affettate di rovescio le usa spesso e bene, per rallentare il gioco, costringere gli avversari a restituirgli palle aggredibili, e poi sparare gli sventagli di dritto a chiudere. Ma contro Diego rischia di non ottenere questi risultati, non come contro tennisti più alti quantomeno.

Detto questo, sia per classifica che per livello generale di gioco, Berrettini ha le sue buonissime possibilità, s’intende, e concordo anch’io nel ritenerlo favorito. Ma di poco, e il recente precedente di Roma (6-3 6-4 per Diego) impone prudenza, anche se la terra battuta favorisce l’argentino. Speriamo in alte, ma alte davvero, percentuali di prime palle, e che Matteo sia capace di incidere nei primi due-tre scambi al massimo con il suo drittone, nel caso anche prendendosi il rischio di andare a rete spesso, pazienza se la cosa costerà qualche passante preso in più.

Fabio Fognini – Tennys Sandgren (13.30 ora italiana, campo 14, precedenti 2-0 Fognini)

Occasione d’oro, a mio avviso, per il nostro top-10 (che soddisfazione scriverlo, ogni volta, concedetemelo) e ormai 9 ATP virtuale Fabio Fognini per centrare finalmente gli ottavi di finale, e quindi la seconda settimana, anche a Wimbledon. Sarebbe la settima volta in totale, dopo le 3 al Roland Garros (2011, 2018, 2019), le 2 all’Australian Open (2014, 2018), e l’unica allo US Open (2015). In queste 6 circostanze precedenti, Fabio nel match successivo ha un record di 5 perse e una vinta, con i quarti di finale raggiunti a Parigi 2011 (poi rinunciò a scendere in campo, infortunato, con Djokovic). Stoppato in ottavi da giocatori classificati meglio di lui, vittorioso con l’unico inferiore sulla carta, Albert Montanes, un dramma che finì 11-9 al quinto, con Fabio zoppicante che la spuntò per miracolo.

Ma prima di fare tutti questi ragionamenti, sarà bene che il suo terzo turno di oggi Fabio lo vinca. Affronta lo statunitense Tennys Sandgren, già incontrato e battuto due volte, però sempre su terra rossa, a Rio de Janeiro (4-6 6-4 7-6) e Ginevra (7-6 7-6) l’anno scorso, ma come vediamo dai punteggi, pure sulla superficie teoricamente più favorevole all’azzurro, sono stati match durissimi e tirati fino all’ultima palla. Tennys (se scrivere “Fognini top-10” mi fa felice, ogni volta che invece cito per nome proprio Sandgren mi viene da ridere, un destino scritto fin dall’anagrafe), quasi-ventottenne del Tennessee, in piena “Bible-Belt”, la pancia ultra-cristiana degli Stati Uniti, è balzato agli onori delle cronache non solo tennistiche l’anno scorso a Melbourne.

Dopo una carriera passata tra le seconde linee del professionismo, nel 2017 si è avvicinato alla top-100, e all’Australian Open 2018 ha piazzato una zampata notevolissima, eliminando Stan Wawrinka e Dominic Thiem e approdando ai quarti di finale. Il problema è che non appena di questo semi-sconosciuto ha iniziato a occuparsi la stampa americana, che come è noto è implacabile con i “background check”, le analisi del passato in particolare sui social media di ogni celebrità grande o piccola, si è scatenato un putiferio, anche comprensibile a mio avviso.

Come potete leggere nel dettagliato resoconto scritto nell’occasione da Alessandro Stella, venne fuori che Tennys politicamente è un tipo di estrema destra a dire poco, il che – più o meno – può e deve essere considerato legittimo in uno stato di diritto dove vige la libertà di opinione. Ma nel momento in cui le opinioni medesime arrivano ai like messi a tweet esplicitamente razzisti di esponenti del Ku Klux Klan, o a post in cui affermava di essere entrato per sbaglio in un gay bar, e di aver sanguinato dagli occhi per quello che aveva visto, insomma, diciamo che proprio simpatico non risulta.

Ritornando al tennis giocato, Sandgren è un tipico prodotto della scuola americana da cemento, bel servizio, dritto pesante, footwork rapido, eccetera. Le qualità ci sono, ma in effetti, dopo l’exploit di Melbourne, non è che lo statunitense abbia poi continuato a brillare, pur restando più o meno fisso tra il 50 e il 100 ATP (best ranking, 41, all’indomani del bel risultato australiano), con il primo titolo conquistato questo gennaio ad Auckland. In più rispetto a Fabio ha certamente il servizio, che purtroppo come sappiamo è la nota dolente nel tennis altrimenti splendido in tutti i fondamentali dell’azzurro, ma per quanto riguarda il resto, Fognini è un paio di categorie nette superiore.

L’erba, però, è superficie insidiosa, non particolarmente gradita a Fabio (non è un caso che questo sia lo Slam che al ligure ha dato meno soddisfazioni finora), e Tennys l’altro ieri ha saputo battere 8-6 al quinto Gilles Simon al secondo turno, un risultato significativo, il francese è sempre un cliente insidiosissimo, come ben sa lo stesso Fognini, che ci ha perso 5 volte su 5. Sono convinto che Fabio sia stato felicissimo di trovarsi davanti Sandgren al suo posto, il problema, come già detto analizzando i precedenti, è che lo statunitense i mezzi per mettere in difficoltà l’azzurro li ha eccome. La speranza è che Fognini sappia far valere da subito la sua maggior qualità generale, senza innervosirsi se le cose dovessero complicarsi per qualsiasi motivo. Dovesse farcela, arrivare in ottavi per affrontare uno tra Querrey e Millman (meglio l’australiano del bombardiere Sam, ma tra i migliori sedici a livello Slam c’è solo gente forte e si sa) sarebbe veramente intrigante.

 

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Coppa Davis

Verso le Finals di Coppa Davis: i gruppi D, E, F. Italia nelle mani di Fognini e Berrettini

MADRID – Oggi alle 16 cominciano le finali della nuova Davis. Analizziamo gli ultimi tre gironi: Italia favorita assieme a Gran Bretagna e Australia, ma tutto dipende dai due signori in foto

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Fabio Fognini - Italia-Francia, Coppa Davis 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Madrid, il nostro inviato

Concludiamo l’analisi dei sei gruppi delle finali di Coppa Davis, che cominceranno proprio questo pomeriggio, lunedì, alle ore 16. Nel pezzo pubblicato domenica trovate un ripasso della nuova formula del torneo, oltre all’analisi dei gruppi A, B e C. Qui di seguito passiamo invece al setaccio gli ultimi tre raggruppamenti – D, E e F – che ci riguardano molto da vicino perché in quest’ultimo è inserita l’Italia di Barazzutti, assieme a Canada e Stati Uniti. Occhio soprattutto all’Australia di Kyrgios e de Minaur nel gruppo D, da cui iniziamo.

GRUPPO D

Australia: Nick Kyrgios, John Millman, Alex de Minaur, John Peers, Jordan Thompson
Belgio: Kimmer Coppejans, Steve Darcis, Sandor Gille, David Goffin, Joran Vliegen
Colombia: Juan Sebastian Cabal, Robert Farah, Daniel Elhai Galan, Santiago Giraldo, Alejandro Gonzalez

 

CALENDARIO SFIDE

  • Belgio vs Colombia, 18/11/19, ore 16, Stadio 3 (nessun precedente)
  • Australia vs Colombia, 19/11/19, ore 18, Stadio 3 (nessun precedente)
  • Belgio vs Australia, 20/11/19, ore 18, Stadio 3 (precedenti: 3-2 Belgio)

(Da notare che il Belgio è un po’ la bestia nera dell’Australia, avendolo battuto negli ultimi 3 match e soprattutto avendo rimontato nelle ultime due sfide da una situazione di 1-2)

AUSTRALIA – Capitan Hewitt ha tante frecce al suo arco, dall’estroso e potenzialmente esplosivo Nick KYrgios, all’emergente De Minaur (battuto dal nostro Sinner alle finali Next Gen), al pericoloso (soprattutto sul veloce) John Millman. Thompson e Peers dovrebbero essere la coppia di doppio.

BELGIO – David Goffin non ha avuto una grande stagione; nessun titolo, appena due finali nel circuito. Rimane comunque il leader della squadra belga con Darcis (che si ritirerà dopo l’Australian Open, un vero “uomo Davis” per la sua squadra) e Coppejans che si giocano il posto da secondo singolarista. Gille e Vliegen dovrebbero essere la coppia da schierare in doppio.

COLOMBIA – Sulla carta la cenerentola del girone. Il punto forte del team sudamericano è il doppio con i numeri 1 del ranking Cabal e Farah, vincitori a Wimbledon e agli US Open e semifinalisti al Roland Garros e alle Finals. Il problema saranno i singolari, dove il veterano Giraldo darà sicuramente l’anima anche se sembra lontano dai tempi migliori. Al suo fianco ballottaggio tra Galan e Gonzalez. La Colombia è all’esordio nel World Group.

PRONOSTICO – Sicuramente l’Australia è favorita al di là delle lune di Kyrgios. Il Belgio spera in Goffin e nell’ardore agonistico di Darcis, la Colombia spera in un miracolo per centrare la qualificazione ai quarti.

AUSTRALIA 60% – BELGIO 30% – COLOMBIA 10%

Team Australia – Finali Davis 2019 (via Twitter, @TennisAustralia)

GRUPPO E

Gran Bretagna: Kyle Edmund, Daniel Evans, Andy Murray, Jamie Murray, Neal Skupski
Kazakistan: Alexander Bublik, Andrey Golubev, Mikhail Kukushkin, Aleksandr Nedovyesov, Dmitri Popko
Olanda: Tallon Griekspoor, Robin Haase, Wesley Koolhof, Jean-Julien Rojer, Botic van de Zandschulp

CALENDARIO

  • Kazakistan vs Olanda, 19.11.19, ore 11, Stadio 3 (nessun precedente)
  • Gran Bretagna vs Olanda, 20.11.19, ore 11, Stadio 3 (precedenti: 3-0 Gran Bretagna)
  • Gran Bretagna vs Kazakistan, 21.11.19, ore 11, Stadio 3 (nessun precedente)

GRAN BRETAGNA – Una delle squadre meglio assortite che con il recupero di Andy Murray potrebbe anche ambire alla vittoria finale. Evans e Edmund si giocano il posto da secondo singolarista, in doppio Jamie Murray e Skupski con l’alternativa di Andy sono un’ottimo viatico per cercare di fare strada nella competizione

KAZAKISTAN – Sappiamo che i kazaki, soprattutto Kukushkin, in Davis si trasformano. La presenza del talentuoso ed emergente Bublik al suo fianco nei singolari conferiscono ancor di più all’ex repubblica sovietica la qualifica di vera mina vagante del girone. Da sottolineare il ritorno di Andrey Golubev nella competizione dopo due anni. Nedovyesov e Popko probabile doppio.

OLANDA – Capitan Paul Haarhuis si affida a Robin Haase nei singolari e a Jean-Julien Rojer nel doppio per provare ad andare avanti, ma il compito sembra davvero improbo. Il resto della squadra è davvero poca cosa. Griekspoor dovrebbe essere il secondo singolarista.

PRONOSTICO – Gran Bretagna netta favorita, il Kazakistan ha qualche chance, l’Olanda sembra fuori dai giochi.

GRAN BRETAGNA 70% – KAZAKISTAN 25% – OLANDA 5%

Team Gran Bretagna – Finali Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

GRUPPO F

Canada: Felix Auger-Aliassime, Vasek Pospisil, Brayden Schnur, Denis Shapovalov
Italia: Matteo Berrettini, Simone Bolelli, Fabio Fognini, Andreas Seppi, Lorenzo Sonego
USA: Taylor Fritz, Reilly Opelka, Sam Querrey, Jack Sock, Francis Tiafoe

CALENDARIO

  • Italia vs Canada, 18.11.19, ore 16, Stadio 2 (precedenti: 1-0 Canada)
  • USA vs Canada, 19.11.19, ore 18, Stadio 2 (precedenti: 15-0 USA)
  • USA vs Italia, 20.11.19, ore 18, Stadio 2 (precedenti: 7-3 USA)

L’Italia ha perso l’unico precedente con il Canada a Vancouver nel 2013, quando venne sconfitta 3-1 con Raonic decisivo nei singolari ma con Bracciali e Fognini sconfitti solo 16-14 da Nestor e Pospisil in doppio sul punteggio di 1-1 dopo la prima giornata. Più dolce il ricordo dell’ultima vittoria contro gli Stati Uniti nel 1998, un rotondo 4-1 a Milwaukee con Gaudenzi, Nargiso, Sanguinetti e Pozzi che ci portarono in finale, persa poi a Milano contro la Svezia

CANADA – L’assenza di Raonic toglie una bocca di fuoco importante alla squadra capitanata da Frank Dancevic, che in singolare si dovrebbe affidare a Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime, anche se quest’ultimo ha avuto dei problemi fisici nell’ultimo periodo. L’alternativa sarebbe Vasek Pospsil che invece crediamo sia sicuro del suo posto in doppio.

ITALIA –Se guardiamo i valori in campo, le classifiche attuali e i risultati di quest’anno, questa è la nazionale più forte dai tempi di Panatta e Barazzutti. Abbiamo due giocatori tra i primi 15, più di un’alternativa come coppia nel doppio e sicuramente un buon livello medio. Quali sono le incognite? Innanzitutto lo stato fisico e mentale di Berrettini che al termine di una stagione esaltante ha affrontato il Masters di fine anno e senza pause si tufferà nell’avventura di Davis. Quanto sarà stanco Matteo? L’altra incognita sono le condizioni fisiche di Fognini, sempre alle prese con il problema alla caviglia che lo ha limitato non poco nel finale di stagione. Con Fabio e Matteo in buona condizione l’Italia potrà tranquillamente dire la sua.

USA – Mardy Fish (all’esordio nella manifestazione, unico insieme a Grosjean tra i capitani presenti alle Finals) punta sui giovani, dal bombardiere Opelka a Taylor Fritz al rognoso Tiafoe, con Sam Querrey a fare da chioccia e Jack Sock senza ormai più classifica in singolare ma sempre temibile in doppio. Potenzialmente questa squadra potrebbe essere molto pericolosa, da verificare quanto l’inesperienza possa frenare il team a stelle e strisce.

PRECEDENTI DEI TENNISTI ITALIANI CONTRO I POSSIBILI AVVERSARI

Italia vs Canada (globale 10-10)

Fognini-Shapovalov 0-2
2019 Parigi, hard, R32, Shapovalov 36 63 63
2018 Masters Canada, hard, R32, Shapovalov 63 75

Fognini-Auger Aliassime 0-1
2019 Rio de Janeiro, clay, R32, Auger Aliassime 62 63

Fognini-Pospisil 1-1
2015 Wimbledon, grass, R64, Pospisil 63 64 16 63
2012 Houston, hard, Q1, Fognini 64 76(5)

Berrettini-Shapovalov 0-1
Berrettini-Shapovalov 7-6(6) 4-6 6-0

Berrettini-Auger Aliassime 1-0
2019 Stoccarda, grass, F, Berrettini 6-4 7-6(11)

Berrettini e Auger-Aliassime – finale Stoccarda 2019

Seppi-Shapovalov 0-1
2018 US Open, hard, R64, Shapovalov 64 46 57 76(2) 6-4

Seppi-Pospisil 3-3
2019 Pechino, hard, Q1, Pospisil 63 64
2016 Roma, clay, R64, Seppi 76(5) 76(2)
2015 Sydney, hard, R32, Pospisil 63 76(4)
2013 Coppa Davis, Vancouver, hard, QF, Seppi 57 46 64 63 63
2012 Masters Canada, hard, R64, Pospisil 46 64 76(6)
2011 San Pietroburgo, hard, R32, Seppi 75 76(4)

Seppi-Schnur 2-0
2019 Halle, grass, Q1, Seppi 64 75
2014 Masters Canada, hard, R64, Seppi 63 63

Bolelli-Auger Aliassime 1-0
2018 Estoril, clay, Q1, Bolelli 64 61

Bolelli-Pospisil 1-1
2015 Shanghai, hard, R64, Pospisil 63 64
2014 Us Open, hard, R128, Bolelli 26 64 62 36 63

Bolelli-Schnur 1-0
2019 Pune, hard, Q1, Bolelli 63 76(5)

Italia vs USA (globale 15-14)

Fognini-Querrey 2-0
2019 Shanghai, hard, R64, 64 62
2014 Australian Open, hard, R32, 75 64 64

Fognini-Opelka 0-1
2019 US Open, hard, R128, Opelka 63 64 67(6) 63

Fognini-Fritz 1-1
2019 Los Cabos, hard, QF, Fritz 61 76(1)
2018 Chengdu, hard, SF, Fognini 67(5) 60 63

Fognini-Tiafoe 2-0
2019 Wimbledon, grass, R128, Fognini 57 64 63 46 64
2017 Roland Garros, clay, R128, Fognini 64 63 36 16 60

Fognini-Sock 1-2
2019 Laver Cup, hard, RR, Sock 61 76(3)
2017 Stoccolma, hard, QF, Fognini 67(3) 76(2) 75
2015 Miami, hard, R64, Sock 76(4) 61

Berrettini-Querrey 0-1
2019 Indian Wells, hard, R128, Querrey 76(5) 26 64

Berrettini-Tiafoe 1-0
2018 Foro Italico, clay, R64, Berrettini 63 76(1)

Berrettini-Sock 1-0
2018 Wimbledon, grass, R128, Berrettini 67(5) 67(3) 64 75 62

Sonego-Fritz 0-2
2018 Wimbledon, grass, R128, Fritz 36 63 62 62
2018 Queen’s, grass, Q1, Fritz 62 36 61

Seppi-Fritz 0-1
2016 Shanghai, hard, Q1, Fritz 76(5) 76(5)

Seppi-Querrey 6-2
2018 US Open, hard, R128, Seppi 67(4) 64 62 21 rit
2014 Indian Wells, hard, R64, Seppi 46 76(3) 63
2012 Pechino, hard, R16, Querrey 61 64
2011 Parigi, hard, Q2, Seppi 67(2) 61 61
2009 Madrid, clay, R32, Seppi 63 46 64
2009 Foro Italico, clay, R64, Seppi 36 64 63
2008 Montecarlo, clay, R32, Querrey 61 75
2007 Parigi, hard, R64, Seppi 57 61 63

Seppi-Tiafoe 0-1
2019 Australian Open, hard, R32, Tiafoe 67(3) 63 46 64 63

Bolelli-Fritz 0-1
2016 Miami, hard, R128, Fritz 64 62

Bolelli-Querrey 1-1
2015 Winston Salem, hard, R32, Bolelli 76(7) 67(4) 76(9)
2012 Foro Italico, clay, Q1, Querrey 63 64

Bolelli-Tiafoe 0-1
2018 Estoril, clay, QF, Tiafoe 75 62

PRONOSTICO – L’Italia può passare il turno, sulla carta ha i numeri per farlo. Bisognerà vedere all’atto pratico cosa succederà. Le incognite le abbiamo scritte sopra, capitan Barazzutti ci crede, lo facciamo anche noi dando una leggera preferenza alla nostra squadra sugli USA. Comunque il nostro girone è sicuramente uno tra i più equilibrati. Incrociamo le dita

ITALIA 45%-USA 40%-CANADA 15%

Team Italia – Finali Davis 2019 (via Twitter, @federtennis)

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ATP

Tsitsipas vince una bella edizione delle Finals: è Maestro a soli 21 anni

LONDRA – La finale è la degna conclusione di uno splendido torneo. Thiem si fa rimontare ma esce dal campo con onore. Stefanos è il più giovane Maestro dal 2001

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Stefanos Tsitsipas - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[6] S. Tsitsipas b. [5] D. Thiem 6-7(6) 6-2 7-6(4) (da Londra, il nostro inviato)

Stefanos Tsitsipas soffia la polvere dai libri di storia dell’ATP vincendo il torneo di fine stagione a soli 21 anni e tre mesi. Il greco è il ‘Maestro’ più giovane dallo Hewitt poco più che ventenne che si impose nel 2001, ed è soprattutto il vincitore all’esordio più giovane dai tempi del 19enne McEnroe nel 1978, praticamente una vita fa. Maestro a 21 anni come, nel recente passato, Zverev lo scorso anno (21 anni e sette mesi) e soprattutto Djokovic nel 2008 (21 anni e sei mesi).

 

Un torneo già di grande livello trova quindi nella finale una conclusione meravigliosa. Tsitsipas ha battuto con merito un grandissimo Thiem, capace di risorgere dopo aver vinto un primo set di livello eccelso ed equilibratissimo e perso nettamente il secondo. La maggiore propositività di Tsitsipas, molto solido anche in difesa, oggi avrebbe steso sin da subito molti giocatori. Non Thiem, che ha annullato un set point e poi ha sfruttato l’unico vero errore di Tsitsipas, un rovescio quasi steccato che Thiem ha trasformato nel 7-4 finale. Nel secondo set l’austriaco è però sparito dal campo, seppellito da una versione di Tsitsipas simile a un Federer ateniese. Non tanto per qualche colpo di pregio ma per la capacità di variare degna dello svizzero, come volare in campo per chiudere a rete, offrire dal fondo parabole di rovescio e dritti imprevedibili. Il terzo set è stato l’epilogo più alto di queste Finals, con Tsitsipas che salito 3-1 ha subito l’orgoglio e il grande gioco di Thiem, che ha subito contro-breakkato portando il match al tie-break. Stefanos è salito fino al 4-1 con due servizi a disposizione, ma ancora una volta in un’arena ormai tutta per Stefanos, Dominic ha impattato sul 4-4. Un altro errore di dritto però, il suo colpo più deficitario oggi, ha mandato Tsitsipas sull’Olimpo, Maestro a 21 anni.

PRIMA DELLA PARTITAStefan Edberg, Maestro nel 1989, segue da ospite d’onore nello Star Box B (quello dietro il giudice di sedia), in attesa di premiare il vincitore di questa edizione. Nell’altro box degli ospiti d’onore, lo Star Box A (esattamente di fronte al B, quasi perché i VIP si guardino negli occhi invidiando i privilegi altrui o vantandosi dei propri), ci sono Hugh Grant e Woody Harrelson. Entrambi sono grandi appassionati sportivi. nel calcio capita spesso di vedere il bellone di Notting Hill sugli spalti di Craven Cottage per i match del Fulham, mentre il capo della polizia Bill Willoughby di Tre Manifesti a Ebbing Missouri compare ogni tanto con maglie da calcio del tutto imprevedibili (un vecchio tweet lo immortalava addirittura con quella della Reggina). L’ultima immagine di Harrelson ‘sport addicted’ è però il magico show offerto a Wimbledon, quando con addosso un’evidente sbornia ha tentato di riguadagnare il suo posto sul Central Court, venendo invece respinto dallo steward. Nacque addirittura un account Twitter celebrativo, poi tornato alla normalità, ma chi non conosce la storia può rimediare cliccando qui. I precedenti dicono 4-2 Thiem, con Tsitsipas che ha vinto solo uno dei quattro incontri sul duro al 1000 (Toronto 2018).

UN ROVESCIO COSTA CARO A STEF – La finale parte molto bene, anche se notiamo qualche posto vuoto qua e là: è un peccato per l’ultimo grande match dell’anno (Davis by Cosmos a parte) ma i prezzi sono da grande evento londinese. L’intensità degli scambi è subito molto forte, i servizi ben oliati ma gli scambi superiori ai tre colpi sono parecchi. Sul 1-1 40-0 servizio Tsitsipas, Thiem indovina un gran rovescio lungolinea, uno dei colpi migliori e più dolorosi per l’avversario, ma è troppo presto per capire se lo potrà utilizzare spesso nella partita. Il finalista degli ultimi due Roland Garros annulla una palla break sul 2-1 e poi sul 4-3, mentre nel gioco prima, è il due volte giustiziere di Federer (qui ieri e all’Australian Open, non proprio due vittorie in tornei da poco) a salvare il servizio in un’occasione. Il tie-break viene deciso da un rovescio sbagliato da Stefanos nel momento peggiore e dopo aver annullato con uno smash a rete un set point. Poco più di un’ora di grande tennis, che si porta a casa il freddo viennese.

Dominic Thiem – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

TUTTO DA RIFARE PER DOMINIC – Nel secondo set Zeus interviene subito e affianca a Tsitsipas Ade, Dio degli inferi, perché la ferocia con cui reagisce per rispondere al set perso sembra del tutto adatta a mandare l’amico Dominic negli inferi. Naturalmente Ermes dai piedi alati è con lui dal primo turno contro Medvedev. Due divinità dalla tua spiegano bene perché il semifinalista di Melbourne, Roma e Shanghai si porti sul 4-0, ma il campo lo fa certamente meglio. Giunto sul 5-2 40-15 e servizio, la seconda sopra i 200 km orari sul secondo set point rimanda tutto al terzo set, dove Dominic è chiamato a non pensare neanche per un attimo perché in un amen ha perso il set di vantaggio ottenuto dopo più di un’ora di battaglia. Sul 3-0 pesante per Stefanos, la pausa è buona per inquadrare sui maxi-schermi il succitato Woody Harrelson. Anche per quanto detto sopra, un attore così poliedrico e insieme un personaggio così bizzarro, è difficile da odiare e infatti il pubblico si esalta in un’espressione di entusiastica sorpresa cui Woody risponde con un saluto e un’espressione delle sue. Il set non ha storia, complice anche la rottura prolungata dell’austriaco (25 punti a 12, nessun punto portato a casa da Thiem con la seconda di servizio).

LOTTA SENZA QUARTIERE – Apre Thiem al servizio e sul 30 pari un punto da colpi di velocità siderale viene deciso da un vincente lungo linea del n.6 del mondo che manda in visibilio tutta l’O2 Arena. Thiem deve annullare una palla break, ma il servizio viene ceduto due giochi dopo. Dopo 1 ora e 49 minuti di partita, sull’1 pari del terzo, si rompe l’equilibrio. Serve l’austriaco, ma il greco sale 15-40; la prima viene annullata da una buona volèe di Dominic (nonostante l’indegno urletto di disturbo appena prima del colpo di un cretino, versione peggiore dei discendenti della grande civiltà greca), ma sulla seconda il compagno di Kiki Mladenovic manda in rete il dritto in uscita dal servizio. Tsitsipas sembra inarrestabile, conferma il break e sale 3-1. A impressionare di Tsitsipas è l’intelligenza tattica ben superiore ai suoi 21 anni. I colpi difensivi liftati del greco per recuperare il campo quando viene cacciato indietro sotto le bombarde dell’artigliera asburgica sono eloquenti a tal proposito, un’astuzia degna di Ulisse ma senza il suo opportunismo (lui non avrebbe mai lottato alla morte con Nadal, meno male che nel XI secolo abbiamo Stefanos!).

A questo punto il trofeo dei Maestri sembra prendere la strada di Atene, ma la fanteria austriaca ha già mostrato le sue capacità di ricorrere alla rete e di non mollare niente (se non come Nadal – come lui a rifiutare la sconfitta chi altri? – certamente come Michael Chung). Quando Stefanos serve per sul 3-2 15 pari, spedisce inopinatamente lungo uno schiaffo al volo a rete e lo paga a carissimo prezzo: Dominic recupera correndo come Bolt (copyright del collega Ferri) e alla seconda palla del contro-break si giova di un errore di rovescio del greco, che lo scaraventa dall’Olimpo alla terra, nel luogo dove i comuni mortali contano le ore, a Greenwich. Nel momento a lui più sfavorevole e con un pubblico tutto per il semidio ateniese, Thiem mette in campo due dritti anomali mostruosi, giocati girando attorno alla palla, mostruosi perché non indirizzati lungolinea ma strettissimi a lambire la rete.

EPILOGOSul 5 pari, il Colosseo contemporaneo trova la sua estasi. “Tsitsipas, Tsitsipas, Tsitsipas”. L’acustica è perfetta, la battaglia di più. Ma Dominic Thiem, che per il pubblico è ora il cattivo, non fa una piega e serve da Dio sotto gli occhi dell’Olimpo. Dopo quasi due ore e mezza di sublime battaglia, l’epilogo al tie-break è il più giusto, il più epico. Sul 2-1 per il greco, la perfezione di Tsitsipas costringe Thiem ai due errori meno gratuiti di sempre, ma sul 4-1 il roccioso Thiem prima fa due punti sul servizio avversari, agganciandolo sul 4 pari, ma a quel punto dimostra anche lui di essere umano e fragile, con un dritto in rete che pone fine alla contesa. Sul 6-4, Tsitsipas chiude al primo match point e si laurea Maestro 2019.

Stefanos Tsitsipas a terra – ATP Finals 2019 (via Twitter, @atptour)

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Coppa Davis

Verso le Finals di Coppa Davis: analisi dei gruppi A, B e C. Nadal e Djokovic ci sono

Lunedì alle 16 cominceranno le finali della nuova Davis. Analizziamo i primi tre gironi: pesano le assenze di Medvedev e Zverev. Nole è arrivato a Madrid

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Rafa Nadal in Coppa Davis (foto via Twitter, @DavisCupFinals)
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Ci siamo, la nuova Coppa Davis (o Piqué Cup come qualcuno l’ha rinominata) prende il via alla Caja Magica di Madrid lunedì 18 novembre. Si giocherà sui tre campi coperti della struttura spagnola che ospita il Masters 1000 a maggio (la settimana prima degli Internazionali) e si giocherà sul veloce.

18 nazioni al via (le 4 semifinaliste della scorsa edizione, due nazioni assegnatarie di wild card e le 12 qualificate uscite fuori dalle eliminatorie svoltesi a febbraio) suddivise in 6 gironi da 3, le prime classificate più le due migliori seconde (fondamentali le differenze set e anche game per dirimere le eventuali parità nelle classifiche finali) accederanno ai quarti di finale. Sfide nei gironi di sola andata, tutti i match saranno sulla distanza dei 3 set con il tie-break previsto in ogni parziale. In ogni singola sfida si affronteranno prima i numeri due (per ranking) delle due squadre, poi i numeri uno e infine si disputerà il doppio (che sarà sempre giocato nei gironi eliminatori e nei quarti di finale anche su un eventuale 2-0 per una delle due nazioni).

Tra un singolare ed un altro la pausa sarà di 20 minuti, se uno dei due tennisti impegnati nel secondo singolare sarà convocato anche per il doppio la pausa si estenderà a 30 minuti. I singolaristi devono essere annunciati un’ora prima dell’inizio delle gare, la formazione di doppio massimo 10 minuti prima dell’inizio del match.

Sono tanti gli interrogativi che ci si pone su questa nuova formula che rompe in maniera netta con il passato. Vedremo quale seguito ci sarà e quanto il nuovo format sarà capace di attirare gli appassionati di tennis. Certo, la vecchia Coppa Davis era un’altra cosa e nessuno ne dimenticherà storia ed emozioni, vedremo cosa ne sarà della nuova. Andiamo ora ad analizzare girone per girone le rappresentative nazionali partecipanti. In questo pezzo iniziamo con i Gruppi A, B e C, mentre lunedì mattina verrà pubblicata l’analisi degli ultimi tre gruppi che interesserà anche l’Italia, inserita nel raggruppamento F.


GRUPPO A

Francia: Gael Monfils, Benoit Paire, Jo-Wilfried Tsonga, Pierre Hughes Herbert, Nicolas Mahut
Serbia: Novak Djokovic, Dusan Lajovic, Filip Krajinovic, Viktor Troicki, Janko Tipsarevic
Giappone: Yoshihito Nishioka, Yasutaka Uchiyama, Yuichi Sugita, Taro Daniel, Ben McLachlan

 

CALENDARIO SFIDE

  • Francia vs Giappone: 19/11/19, ore 11, Stadio 2 (precedenti: 4-0 Francia)
  • Serbia vs Giappone: 20/11/19, ore 11, Campo Centrale (precedenti: 1-0 Giappone)
  • Francia vs Serbia: 21/11/19, ore 11, Campo Centrale (precedenti: 5-5)

FRANCIASulla panchina francese c’è Sebastien Grosjean che ha preso il posto di Yannick Noah. Francia vincitrice del titolo nel 2017 e finalista l’anno scorso (sconfitta in casa dalla Croazia), qualificata di diritto alla fase finale. Il doppio (Herbert/Mahut, in finale al Masters di specialità di Londra) è sicuramente il punto forte della formazione transalpina che comunque ha tanto estro in Monfils e Paire e potenza in un ritrovato Tsonga. Quest’ultimo insieme a Monfils pare favorito come singolarista. Vero anche che essendo almeno due le sfide da giocare, Paire potrebbe comunque trovare spazio.

SERBIATutto giro attorno alla presenza o meno di Djokovic, che sembra intenzionato a giocare: ha già raggiunto Madrid e ha svolto il primo allenamento questa domenica pomeriggio. L’eliminazione prematura dalle Finals ha dato la spinta decisiva per il sì, anche se il fastidio al gomito accusato nell’ultima sfida contro Federer va valutato. Del resto sappiamo che di fronte ai colori nazionali, eccezion fatta per alcuni casi particolari, Nole ha sempre dato disponibilità. Come secondo singolarista Lajovic dovrebbe avere la meglio su Krajinovic, i veterani Troicki e Tipsarevic (al passo d’addio) forse potrebbero trovare spazio nel doppio.

GIAPPONESembra la cenerentola del girone. L’assenza di Nishikori pesa e non poco. Buoni progressi nell’anno da parte di Nishioka, il miglior risultato in singolare lo ha raggiunto nel circuito Yuichi Sugita con la semifinale a Stoccolma. McLachan punto fermo nel doppio.

PRONOSTICOLa presenza di Djokovic indirizzerebbe in maniera probabilmente decisiva la supremazia nel girone dei serbi, ma la Francia come detto è probabilmente più completa e a livello di doppio nel girone non sembra avere eguali.

FRANCIA 55% – SERBIA 40% – GIAPPONE 5%

Team Francia – Finali Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

GRUPPO B

Spagna: Rafael Nadal, Roberto Bautista Agut, Feliciano Lopez, Pablo Carreno Busta, Marcel Granollers
Croazia: Borna Coric, Mate Pavic, Nikola Metkic, Ivan Dodig, Borna Gojo/Nino Serdarusic
Russia: Karen Khachanov, Andrey Rublev, Evgeny Donskoy

CALENDARIO SFIDE

  • Croazia vs Russia: 18/11/19, ore 16, Campo Centrale (precedenti: 1-0 Croazia)
  • Spagna vs Russia: 19/11/19, ore 18, Campo Centrale (precedenti: 4-2 Spagna)
  • Croazia vs Spagna: 20/11/19, ore 18, Campo Centrale (precedenti: 2-0 Spagna)

SPAGNARuolo scomodo quello di essere la nazione ospitante. Le attese sono tante per il nuovo format della Davis e giocando la Spagna in casa aumentano anche le responsabilità. La squadra iberica, se confermata la presenza del numero 1 del mondo Rafa Nadal, sarà sicuramente una di quelle meglio assortite. Al suo fianco altri due singolaristi di livello, Roberto Bautista Agut e Pablo Carreno Busta, e un probabile doppio di ottima fattura con i veterani Granollers e Feliciano Lopez.

CROAZIAI campioni in carica arriveranno a Madrid nelle condizioni peggiori. Il forfait di Cilic e l’esonero di Krajan non possono non aver influito sull’umore della squadra. Borna Coric proverà a guidare i suoi, dubbi sul secondo singolarista che il nuovo capitano Skugor dovrà scegliere. Il doppio presenta più opzioni e di base dovrebbe comunque garantire una coppia più che affidabile vista la presenza di Dodig, Pavic e Metkic.

RUSSIACapitan Tarpischev ha scoperto nelle ultime ore di dover rinunciare a Daniil Medvedev, e ha così definito ‘un sogno irrealizzabile’ vincere la coppa senza il suo miglior giocatore. Per il momento non è stata prevista alcuna sostituzione e il gruppo russo sarà composto da Karen Khachanov, Andrey Rublev e dal veterano Donskoy, probabile pedina nel doppio.

PRONOSTICO – Quando fu effettuato il sorteggio dei gironi delle Finals della Davis l’attenzione ricadde subito sul gruppo B, quello che sulla carta sembrava davvero un girone di ferro. La Spagna padrona di casa (e con Nadal), la Croazia campione in carica di Cilic e Coric, la Russia degli emergenti Medvedev e Khachanov. Negli ultimi giorni però gli equilibri sono cambiati. Sulla sponda croata è successo di tutto, Cilic ha dato forfait per il solito problema al ginocchio, Krajan aveva convocato al suo posto Karlovic che però ha rinunciato essendosi già iscritto al challenger di Houston e a quel punto ‘è venuto giù tutto’.

La Federazione croata ha di fatto esonerato Krajan lamentando differenti idee di vedute su come gestire la squadra, i giocatori hanno scelto Franko Skugor come capitano, al posto di Cilic sono stati convocati i quasi sconosciuti Gojo e Serdarusic (uno di loro sarà il quinto elemento croato). Insomma un pandemonio che abbiamo l’impressione di fatto lasci la lotta per la qualificazione a Spagna e Russia, che però paga l’assenza di Medvedev. La presenza di Nadal, se confermata, ci farebbe quindi propendere per la Spagna come favorita del raggruppamento.

SPAGNA 60% – RUSSIA 30% – CROAZIA 10%

Team Spagna – Finali Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

GRUPPO C

Argentina: Diego Schwartzman, Guido Pella, Leonardo Mayer, Horacio Zeballos, Maximo Gonzalez
Cile: Cristian Garin, Nicolas Jarry, Marcelo Tomas Barrios Vera, Hans Podlipnik-Castillo, Alejandro Tabilo
Germania: Jan-Lennard Struff, Philipp Kohlschreiber, Dominik Koepfer, Andreas Mies, Kevin Krawietz

CALENDARIO DELLE SFIDE

  • Argentina vs Cile: 19/11/19, ore 11, Campo Centrale (precedenti: 9-8 Argentina)
  • Argentina vs Germania: 20/11/19, ore 11, Stadio 2 (precedenti: 7-2 Argentina)
  • Germania vs Cile: 21/11/19, ore 11, Stadio 2 (nessun precedente)

Nel 2000 la sfida tra Cile e Argentina disputata a Santiago del Cile fu sospesa sull’1-0 per i cileni, in quanto nel secondo singolare vi furono incidenti all’interno del Palasport con i tifosi locali che iniziarono a lanciare di tutto (tra cui anche sedie di plastica) contro il tennista argentino Mariano Zabaleta. La Federazione internazionale decise che la prosecuzione del match ed i restanti incontri si sarebbero dovuti disputare senza pubblico ma la squadra argentina si rifiutò e abbandonò la sfida. La stampa argentina definì quella sfida “la serie de los sillazos” (letteralmente, “la sfida delle sedie”).

ARGENTINA – Sembra il team meglio assortito: un lottatore come Schwartzman, due singolaristi ostici come Pella e Mayer, un buon doppio con Gonzalez e Zeballos.

CILE – Nicolas Jarry rappresenterà la punta di diamante dei sudamericani. L’altro singolarista dovrebbe essere Christian Garin (vincitore a Houston e Monaco quest’anno), sicuramente più adatto alla terra. Nel doppio l’impronunciabile Podlipnik-Castillo l’elemento imprescindibile (con al fianco Jarry?).

GERMANIAL’assenza di Alexander Zverev peserà e non poco. Con lui in campo sarebbe stata tutt’altra musica. La Germania si affiderà nei singolari probabilmente a Struff (buona stagione la sua) e Kohlschreiber che pare ormai nella fase finale della carriera. Nel doppio i tedeschi hanno forse l’arma migliore, Krawietz e Mies sono la sorpresa assoluta di questo 2019 nella specialità, vincitori al Roland Garros e qualificati per il Masters.

PRONOSTICO – È un girone senza una squadra nettamente favorita e con un livello medio dei tennisti non elevato. L’Argentina pare avere più chance di passare direttamente ai quarti, i tedeschi hanno un buon doppio, i cileni si affidano a Nicolas Jarry che sul veloce si difende bene ma sembra troppo solo.

ARGENTINA 50% – GERMANIA 35% – CILE 15%

Team Argentina – Finali Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

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