Pagelle: Serena ancora in Bianca e la casetta in Ca..Nadal

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Pagelle: Serena ancora in Bianca e la casetta in Ca..Nadal

Quinto trionfo per Nadal, mentre continua la maledizione finali per Serena. I progressi di Fognini, la riconoscenza di Cecchinato e il trofeo di Kyrgios

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Bianca Andreescu - Toronto 2019 (via Twitter, @rogerscup)

Il cemento del Canada deve avere qualcosa di particolare, qualcosa di magico per Rafa Nadal (9), che affanna e si rompe sul duro nel resto del circuito mentre tra le foglie d’acero ritrova sensazioni simili al rosso. Sembrava che Daniil Medvedev (8) fosse ingiocabile e imbattibile ed invece in finale è stato spazzato via. In ogni caso ombre russe si affacciano sul circuito con Daniil e Khachanov (7) che sul cemento fanno davvero paura.

Fabio Fognini (7) ha centrato i quarti in un 1000 sul cemento, è tornato in top 10, ha impensierito Nadal, ha vinto il punto del torneo. In più l’Inter gli ha comprato Lukaku, per cui la settimana è stata trionfale.

Così come per Nick Kyrgios (10) che dopo il trionfo di Washington ha portato a casa anche il trofeo canadese: dopo Genie, anche Beatrice è finita nel suo carniere di caccia e conta poco che abbia perso al primo turno nel suo hobby chiamato tennis.

 

Feliciano Lopez (8) invece ha regalato un momento di felicità a tutti i pignoli (e bastardi) dei circoli del mondo che da oggi, quando il proprio avversario prenderà al volo una palla destinata alle tribune, avrà l’occasione di dire “eh no, amico, anche a Feliciano hanno fatto perdere il punto”.

Marco Cecchinato (4) ha perso l’ennesima partita e con signorilità e generosità ha speso belle parole per il suo ex coach, uno che in effetti lo ha solo portato in semifinale Slam. Poi ne ha persa anche un’altra, la decima consecutiva, quando a Cincinnati era già cominciato il torneo ma non… la settimana del torneo. Camila Giorgi (5) è ancora convalescente ma la sindrome di doppi falli non pare debellabile. Contro Maria Sakkari a Cincinnati, non prima delle 18:30, proverà a fare un passo verso la guarigione.

Serena Williams (7,5) ha perso un’altra finale ma stavolta si è dovuta arrendere al suo fisico prima ancora che alla scatenata Bianca Andreescu (10): certo che beffa per l’americana, costretta al ko contro un’avversaria più giovane, più sana, senza figli e per giunta anche Bianca. E non c’era nemmeno Ramos (mica Vinolas…) nei dintorni.

L’oscar della settimana va in ogni caso a quei due mattacchioni di Benoit Paire e Stan Wawrinka (10) che si sono giocati alla morra cinese il diritto di giocarsi il punto decisivo in doppio: al prossimo torneo previsto uno spareggio a briscola…

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Pagelle: Italia 8 volante, Nole torna padrone e l’ATP inventa

Caruso porta a otto il numero degli azzurri in top 100, Djokovic torna e vince. Si rivede Murray. Kyrgios e l’imbarazzo dell’ATP, il caso Moscarella

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E così l’ATP una mattina si è scoperta brutta e cattiva: al povero Nick gli hanno dato sei mesi di sospensione, una bella multa, il divieto di bestemmiare, l’impossibilità di spaccare racchette, no a patatine e hotdog, niente sesso prima delle partite, cellulare sequestrato per dieci ore al giorno, due ore di pilates a settimana, PlayStation limitata al gioco del tennis ma con la possibilità di giocare solo nelle vesti di Carreno Busta, chierichetto la domenica mattina e obbligo di rifare il letto ogni giorno. Però, “se farai il bravo Nicolino, faremo finta che non sia successo nulla!”.

Insomma non si chiama ATP (3) per caso, Associazione del Tempo Perso. In fondo basta aver dato una lettura anche veloce a ‘Open’ per capire cosa è solita fare l’associazione dei giocatori di fronte alle marachelle dei suoi componenti. Vorrete che si rovini il giocattolo da sola? Un pagliaccio poi, in fondo, fa sempre comodo averlo nel circo.

Per fortuna però ci sono anche le persone serie, tipo quelli che sono deputati a far rispettare le regole in campo. “Firenze lo sai, non è riuscita a cambiarlo…” cantava Ivan Graziani e l’aria della Toscana deve in qualche modo aver suscitato i più bassi istinti all’arbitro Moscarella (0).

 

Se il tifo travestito da coaching per Sousa possiamo in qualche modo giustificarlo con un tentativo di emulazione del Re Lahyani, quello che è ne venuto dopo con gli apprezzamenti “calienti” alla malcapitata raccattapalle è degno (si fa per dire) di una novella di Boccaccio, giusto per restare in zona. Solo che qui da sorridere c’è davvero poco e anche se come dice il Direttore, Moscarella non ha ucciso nessuno e non è corretto definirlo il mostro di Firenze, va allontanato da questo mondo. Spiace soprattutto per la ragazza che con i suoi compagni era stata invitata a partecipare al torneo dagli organizzatori (solidarietà anche a loro) con il lodevole intento di avvicinare i ragazzi al tennis. Il problema purtroppo è stato avvicinare qualcun altro ai ragazzi.

Abbiamo finalmente rivisto con gioia Andy Murray (8) anche se a farne le spese è stato il nostro Matteo Berrettini (5), ancora in affanno nel post-US Open e ricacciato indietro da un buon Fabio Fognini (7) nella lotta al vertice del tennis azzurro. Per la corsa alle Finals i due nostri sono in ballo ma la sensazione è che sarà durissima.

Ah, è tornato a giocare Novak Djokovic (8), che doveva essere rotto e invece ha maciullato tutti gli altri candidandosi ad un rush finale da padrone.

Tra un Thiem (8) solido e convincente anche sul duro e una ritrovata Osaka (8), tanti applausi a Salvatore Caruso (8) che corona una splendida stagione fatta anche degli acuti negli Slam, con lo sbarco in top 100, dove troviamo per la prima volta otto italiani. Dopo tempi tanto cupi guai a chi si lamenta.

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Pagelle: Laver sì, Laver no e Daniil se la ride

Mentre il mondo guarda all’esibizione di Ginevra, Medvedev vince un altro torneo e continua l’ascesa. Il successo della Laver Cup e i suoi detrattori

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Team Europa si aggiudica la Laver Cup 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

“Sì sì voi giocate, divertitevi, sorridete, disperatevi e fate il tifo! Abbracciatevi, esultate e fate spettacolo… intanto io centro la quinta finale di fila e mi porto a casa un altro trofeo. La prossima volta magari invitatemi eh. Cosa? Non si sa se la Russia sia in Europa o nel Resto del Mondo? Fa niente, tanto tra un po’ dovrete fare Russia contro il resto del mondo”.

Mentre frizzi e lazzi si concentravano in quel di Ginevra, il dimenticato Daniil Medvedev (8) faceva il profeta in patria (mai quanto Osaka 7,5 che ha vinto proprio ad Osaka) badando alla sostanza ed alla concretezza. Insomma la sbornia post-US Open è stata subito smaltita, a differenza di Matteo Berrettini (5) che potrà consolarsi con l’ottavo posto nella Race e la notizia che Nishikori è praticamente fuori gioco per un “imprevedibile” infortunio.

In ogni caso la Laver Cup (9) è un successo, i giocatori sono entusiasti, si divertono come bambini e ci tengono da matti a vincere. L’unica fesseria che si sente in giro è quella del “finalmente una competizione in cui si rivede l’essenza del tennis”. Amici cari, prendete Roger, Rafa o un altro a caso (tranne Kyrgios per il quale il torneo del condominio o Wimbledon è la stessa cosa, ovvero circo) e chiedetegli se vogliono vincere uno Slam o un 1000 o la Laver Cup.

 

Laver Cup che vede finalmente schierati dalla stessa parte gli ultras federeriani e nadaliani, abituati ad insultarsi per anni ed ora ritrovatisi abbracciati a piangere emozionati sul divano come un Di Maio e uno Zingaretti di turno. Ma la spaccatura nonsense tra gli appassionati è comunque cosa fatta: da una parte quelli che “la Laver Cup è solo circo con abbracci finti e poca sostanza… e poi si lamentano che si gioca troppo… eh ma per soldi questo e altro”, e dall’altra quelli che “la miglior invenzione della storia del tennis”. E vabbè, una via di mezzo no?

È stato comunque bello trovare un azzurro come Fabio Fognini in tale contesto, con due coach come Roger e Rafa a fargli da sostegno, anche se il Corriere della Sera ci ha informato che il nostro li avrebbe “snobbati”. Vabbè, non ve la prendete, magari non conoscono il significato del verbo.

Archiviata la prima tazza della stagione del Tè, in attesa delle altre due Cup, Davis Cup e ATP Cup, entra nel vivo la fase del circuito del cosiddetto swing asiatico. Camila Giorgi (7) ha dato buoni segnali di sé con i quarti a Osaka, ma a Wuhan si è ritirata dopo un set per problemi al polso. Muchova (8) ha finalmente concretizzato il suo tennis originale, mente addirittura è risorto Tsonga (7,5) nel giardino di Metz. Alleluja.

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Pagelle: Rafa a un soffio dai venti, Bianca al primo dei tanti, Matteo tra i giganti

Rafael Nadal argina uno strepitoso Medvedev ed è ad un passo da Roger Federer. Andreescu aggiunge un tassello alla maledizione di Serena Williams. Matteo Berrettini ipoteca il futuro e fa sognare l’Italia

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Rafa Nadal - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Rafa Nadal 10
Rafa 2019 o anche Rafa 20-19 fate voi. È arrivato in finale trotterellando tra un Millman, un Chung, un ex come Cilic, ha tenuto a bada le velleità di Berrettini e si involava sereno verso l’apoteosi. Tutto troppo sereno per Rafa e allora eccolo tirare fuori un’altra impresa delle sue, quando l’altro sembrava mettergli una mano in testa. Il più grande sportivo della storia nel rifiutare il concetto di sconfitta. Ancora una volta. Ancora una volta e sempre Rafa. L’uomo a cui nessuna impresa è proibita, tranne rispettare la regola dei 25 secondi.

Bianca Andreescu 10
“Un anno fa mi deprimevo e mi venivano spesso pensieri negativi, rompevo racchette, anche in allenamento, ma ho visto che non funzionava comportarmi così. Ho chiesto aiuto e consiglio ad altre persone. A questo livello tutte sanno giocare bene a tennis, la cosa che separa le campionesse dalle altre è l’attitudine mentale”. Il tutto a 19 anni. Visto quello che è successo con Osaka dopo l’Australia ci andremmo cauti, ma per come ha chiuso il secondo set dopo la rimonta di Serena, saremmo stupiti se non la dovessimo trovate tra qualche anno con il carniere di caccia strapieno di titoli.

Daniil Medvedev 9,5
Ha iniziato insultando tutti, ball-bay brutalizzati, dito medio al pubblico e via di partita in partita con teatrini al microfono e bordate di fischi. Ha finito per essere l’idolo dell’Arthur Ashe. Una roba da fenomeno puro. A differenza di altri che fenomeni lo sono ma solo da baraccone, Daniil ha dimostrato di avere tanta sostanza, tanta tigna e cattiveria e un tennis molto personale ma devastante. Aggiusterà la testa o forse no, ma la sensazione è che dominerà.

 

Fabio Fognini 5,5
Stavolta le bombe gliele ha recapitate in capo Opelka al primo turno (meno male perché se Trump avesse sentito di bombe su New York lo avrebbe mandato a Sing Sing), e così il primo US Open da top 10 è finito al primo turno, con la caviglia in disordine e poche recriminazioni.

L’atteggiamento dei tifosi italiani con Fognini 1
Cecchinato va in semifinale a Parigi? “Chissà Fognini come rosica…”. Berrettini fa semifinale a New York? “Ah, finalmente un italiano con la testa sulle spalle, non come Fognini”. Ma perché ad ogni impresa di un tennista azzurro si deve deridere Fabio? Non è un santo, ha sbroccato tante volte, ma chi ha portato sulle spalle il tennis azzurro negli ultimi 10 anni? Top 10, tanti scalpi eccellenti, un 1000 e altri tornei: ma cosa volete da Fognini?

Serena Williams 7
Lo psicodramma continua, il ventiquattro che vuole non è uscito sulla ruota di New York (anche se ventiquattro sono i game raccattati nelle ultime quattro finali Slam perse), almeno stavolta ci ha risparmiato lo show del 2018. Oddio, sempre simpatica su Sharapova e performance alla Mourinho su Ramos. “Conosco solo Sergio Ramos, Albert Ramos, Ramos del Lagos di Comos…”.

Novak Djokovic S.V.
Si è rotto. E lo hanno pure fischiato. Sta a vedere che il Guru porta sfiga.

Stan Wawrinka 7
Sprazzi di Stanimal ma è riuscito a perdere contro un Medvedev che sembrava morto. E lì si sono rivisti sprazzi dello Stan prima maniera.

La psiche dei Next Gen 2
Nick Kyrgios (5) ci ha deliziato stavolta dicendoci che l’ATP è corrotta, Shapovalov (5,5) ci informa che non essere testa di serie gli fa schifo, come se fosse colpa nostra, Tsitsipas (4,5) dà di matto con l’arbitro reo di essere francese. E poi c’è Medvedev che lancia asciugamani a destra e a manca, sbraita, litiga con il pubblico e lo trolla, salvo pentirsi strada facendo. Forse hanno visto troppo McEnroe, ma mai fare il McEnroe (magari…) se non sei McEnroe. State buoni se potete…

Matteo Berrettini 9,5
Si chiama Matteo, è italiano, non twitta sui social ogni cosa che mangia, non fa comizi sulle spiagge, non ha offerto 80 euro agli italiani. Eppure può governare il nostro tennis e non solo. Mezzo voto in meno per due motivi: 1) come ha giocato i set point contro Nadal; 2) la sensazione che si meriterà presto il voto pieno. Il quinto set con Monfils si incastona tra le gemme dello sport italiano, il modo in cui ha disinnescato Rublev (6,5), che sembrava un indemoniato, è da fuoriclasse pronto per i vertici. La lezione di Federer è servita eccome, ora è in un’altra dimensione. Carbonara power ha fatto innamorare tutti e ci farà divertire per anni.

Jannik Sinner 7,5
Primo main draw Slam, meritato nelle quali. Presto non le farà più e ricorderà la splendida figura fatta con Stanimal come l’inizio di una straordinaria avventura. Vai Jannik, che fratellone Matteo ti aspetta per conquistare il mondo.

Paolo Lorenzi 8
Il tennis non ha età e accanto al ragazzino terribile gli US Open raccontano la storia di passione e sacrifico di Paolino. Mai fortuna (LL) fu più meritata. Si parla tanto di talento, di presunti fenomeni che giocano un tennis da circolo. Ma il tennis è Paolo Lorenzi.

Roger Federer 5
Non ha paura di Ubaldo, ma dei ragni. Ma ormai non ha più i superpoteri di Spiderman. A 70 anni si vede comodo in pantofole in Svizzera, a 40 ancora in campo. Per adesso è rimasto a quel maledetto 40… -15. La schiena ha fatto crack, ma contro l’ex baby-Fed ha perso un match che non doveva perdere. Avrà altre occasioni Slam? La logica dice no, ma ha sorpreso talmente tante volte…

Grigor Dimitrov 8
Sembrava perso, ha battuto quello lì e il paragone che gli ha rovinato la vita, ma ha perso una chance di farsi asfaltare da Rafa in finale. Alla fine, meglio così per tutti.

Alexander Zverev 4,5
Non si riprende più. Che sia stato un clamoroso bluff o sono solo pause di gioventù?

Lorenzo Sonego 7
Si vendica di Granollers, crolla al secondo turno, prende un aereo, arriva a Genova, gioca 3-4 maratone, fa un selfie con Dell’Olivo e vince il torneo. C’erano una volta gli italiani fannulloni, oramai siamo terra di stakanovisti.

Thomas Fabbiano 7
Purtroppo per lui le teste di serie sono solo 32, altrimenti arriverebbe in fondo ad ogni Slam.
Thiem e poi quinto fatale

Marco Cecchinato 4
Un italiano fa semifinale in uno Slam e a pensare a come è ridotto quello che c’era riuscito un anno fa, viene tanta tristezza. Matteo, via con i gesti apotropaici.

Belinda Bencic 8
Un gran piacere ritrovarla qui ma resta la sensazione di un’occasione sprecata. Forse per Serena…

Elina Svitolina 7,5
Magari se non fosse rimasta a soffrire cinque ore al fianco di Gael (7) avrebbe avuto qualche energia in più contro Serena. Ma al cuor non si comanda e un’altra occasione Slam se ne va.

Osaka 5
Una brutta difesa del titolo, ma l’abbraccio e le parole a Gauff (6,5) sono da libro cuore.

Taylor Townsend 8
Un altro tennis è possibile. Anche nel 2019. I nostalgici di Martina e Amelie ringraziano.

Simona Halep 4
È vero che ai Championships è andata a rete solo per i saluti, ma da una campionessa di Wimbledon ci si aspetta qualcosa di più che farsi uccellare dal serve&volley.

Camila Giorgi 4
Avevamo visto una bella Camila sul cemento (minore) americano. Poi 6-1 6-0 da Sakkari che è forte ma…

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