US Open, guida al day 1: i match scelti dalla redazione

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US Open, guida al day 1: i match scelti dalla redazione

Il day 1 vi sembra una selva oscura nella quale è pressoché impossibile districarsi? Date un’occhiata qui

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Jannik Sinner - US Open 2019 (via Facebook, @PiattiTennisCenter)

L’ordine di gioco completo di oggi, lunedì 26 agosto

I primi giorni di uno Slam portano in dote agli appassionati una gran quantità di partite ed è fin troppo facile perdersi nel marasma, angosciati dal grande quesito: “Quale partita guardo?”.

Per cercare di dare una risposta ai vostri dubbi, come sempre ci siamo noi della redazione di Ubitennis, che dall’alto della nostra competenza (permetteteci la boria. Suvvia, siate clementi) vi consigliamo i match da non perdere in questa prima giornata di gioco a Flushing Meadows.

 

Wawrinka-Sinner (Louis Armstrong Stadium, ore 01)

Davvero dobbiamo spiegarvi perché guardare questa partita? Non c’è sveglia o lavoro che tenga, l’esordio in uno Slam di Jannik Sinner deve essere visto. Prima di tutto perché il ragazzo ha appena compiuto 18 anni e secondo perché si troverà davanti un ex vincitore di questo torneo, Stanislas Wawrinka. Molto probabilmente non vincerà, ma il ragazzo ha già dimostrato di avere la testa per giocarsela ad alti livelli, soprattutto quando non ha niente da perdere come in questo caso. Un match così, su un campo importante e contro un avversario importante, contribuirà a farlo crescere a prescindere dal risultato. Ah ovviamente non ci siamo dimenticati di quel ragazzone dall’altra parte e del suo rovescio, quello da solo vale la nottata di veglia ed è lapalissiano ricordarlo.

S. Williams-Sharapova (Artur Ashe Stadium, ore 01)

Sì, sappiamo cosa state pensando. Perché consigliare due match che si svolgono in contemporanea? È ingiusto e anche un po’ crudele da parte nostra, visto che ci eravamo promessi di aiutarvi a decidere. Tuttavia era davvero difficile, se non impossibile, ignorare questa supersfida. Il pronostico sembra scritto: Serena non perde con Maria dal 2004 e conduce 19 a 2 nei precedenti (non è considerato il walkover al Roland Garros di quest’anno). In più la siberiana sta ancora cercando la sua forma migliore e per risalire la china si è affidata alle cure di Riccardo Piatti. Anche Serena però ha avuto problemi fisici recentemente e potrebbe non essere al 100%. Pronostico più aperto del previsto dunque, ma soprattutto, volete davvero perdervi gli sguardi e le occhiatacce che si lanceranno?

Federer-Nagal (Artur Ashe Stadium, ore 02 circa)

No, nessun errore di battitura. L’avversario di Federer al primo turno si chiama proprio Nagal. È indiano, di nome fa Sumit, è stato campione junior di Wimbledon in doppio ed occupa attualmente la 190esima posizione del ranking ATP. Perché dovreste vedere un match apparentemente scritto? Beh prima di tutto perché è difficile non consigliare di vedere un incontro con Federer in campo, in secondo luogo perché l’idea che gli US Open avranno il Fegal invece del Fedal è molto divertente e terzo…ok, non abbiamo un terzo motivo.

Roger Federer, allenamento – US Open 2019 (via Twitter, @usopen)

Seppi-Dimitrov (Campo 11, ore 20:30 circa)

Ancora una volta un match da allerta quinto set per il nostro buon Andreas, quantomai allenato alle maratone Slam (chiedere a Istomin per maggiori informazioni). La partita potrebbe sovrapporsi con le fasi finali di Fognini-Opelka (Campo 17, ore 18:30 circa), match che non è stato inserito in questa lista perché non siamo così crudeli da consigliarvi di vedere due ore di tennis senza scambi. Vi invitiamo a puntare su Seppi-Dimitrov perché oggettivamente entrambi giocano molto bene a tennis e anche perché, anca permettendo, Andreas potrebbe anche spuntarla. Grisha ha fatto vedere a tratti qualche buona cosa quest’anno, ma sembra ben lontano dai suoi massimi livelli e l’ipotesi di una vittoria azzurra non è così improbabile.

BONUS HIPSTER – Niculescu-Yastremska (Campo 4, ore 18:30 circa)

Non poteva mancare il bonus hipster, vista l’altissima percentuale di monocoli presenti in redazione. La scelta era tra questo incontro e Jabeur-Garcia, ma alla fine abbiamo optato per il match con il più spiccato “confronto di stili” (ecco, lo abbiamo detto finalmente. Contenti?). Una partita per appassionati di tennis femminile nella sua declinazione più intrigante: da una parte il tennis sincopato di Monica Niculescu fatto di variazioni e chop di dritto, dall’altra le accelerazioni filanti della giovanissima ucraina. O sarà un massacro o ci sarà da divertirsi molto. In entrambi i casi, vi consigliamo di buttarci uno sguardo.

RAFFICA DI PARTITE

Così, senza soffermarci troppo sulle spiegazioni, una serie di match che abbiamo escluso dal novero dei consigliati(ssimi) ma che comunque terremmo d’occhio:

  • Konta vs Kasatkina (ore 17, court 17)
  • Rybakina vs Muchova (secondo incontro sul court 7)
  • Mannarino vs Evans (secondo incontro sul court 10)
  • Moutet vs Goffin (terzo incontro sul court 4)
  • Doi vs Keys (ore 03 circa, Louis Armstrong)

GLI ALTRI ITALIANI

Tanto per darvi il quadro completo. Anche se non ci aspettiamo grande spettacolo da questi match, Fognini-Opelka scenderanno in campo attorno alle 19 sul campo 17, Lorenzi-Svajda terzo match sul campo 5 e Giorgi-Sakkari terzo match sul campo 12.

Tutto quello che c’è da sapere sul torneo

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Pliskova supera Martic (e pioggia) in finale a Zhengzhou e punta il numero uno

La ceca soffre un po’ nel primo set ma poi domina il secondo in una partita segnata da due interruzioni per pioggia. Quarto titolo dell’anno, quindicesimo della carriera. Barty è nel mirino

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Karolina Pliskova è la vincitrice dell’edizione 2019 del WTA Premier di Zhengzhou. La ceca supera in due set Petra Martic, che le ha creato più di un grattacapo nel primo set, ma si è poi sciolta nel secondo. Bravissima Pliskova a partire sempre forte dopo le due pause per pioggia che hanno sospeso il gioco all’inizio del primo e del secondo set. Titolo numero quindici della carriera, il quarto del 2019 (dopo Brisbane, Roma e Eastbourne) e ulteriore passettino compiuto verso la riconquista del numero uno di Ashleigh Barty, attualmente distante solamente 86 punti.

LA PARTITA – Martic esce meglio dai blocchi e riesce a spostare Pliskova, guadagnando un immediato break di vantaggio. Sul 2-0 però la pioggia costringe le due giocatrici a fermarsi e addirittura a rientrare negli spogliatoi. Quando riprende il gioco, Pliskova tiene il servizio agevolmente e comincia a picchiare da fondo alle sue condizioni. Un paio di bei vincenti le permettono di agganciare l’avversaria nel punteggio. La partita è più equilibrata ora con Martic che tenta come al suo solito molte variazioni per cercare di disinnescare il gioco di Pliskova.

La croata costringe l’avversaria ad una difficile volèe bassa che le vale una palla break nel settimo gioco, annullata di forza da un vincente della ceca. Pliskova ormai è salita di ritmo e nel gioco successivo è lei a cogliere il break decisivo. Il primo set si chiude 6-3 in 46 minuti. Il secondo set è un assolo di Pliskova che gioca a braccio sciolto, disponendo a piacere di una Martic decisamente scoraggiata. Un break arriva prima della seconda sospensione per pioggia (sul 3-1) e un altro si aggiunge subito dopo. 6-2 il punteggio che chiude il set e il torneo.

VERSO LA VETTA – Karolina incamera 290 punti ‘netti’ in classifica (ai 470 della vittoria si sottraggono i 180 della finale di Tianjin 2018, che escono dal conteggio dei migliori 16 risultati) e si assicura anche un discreto margine su Svitolina e Osaka, rispettivamente terza e quarta a circa 1300 e 1600 punti dalla giocatrice ceca. Pliskova si concederà adesso una settimana di riposo, come del resto la numero uno Barty, per tornare in campo in occasione dei tornei di Wuhan (Premier 5) e Pechino (Premier Mandatory).

Come detto la vetta della classifica è vicina, ma per agguantarla serviranno prestazioni di rilievo nei tornei conclusivi della tournée asiatica. Se vuole colmare il misero gap di 86 punti che la separa da Barty, Pliskova dovrà infati raggiungere almeno la semifinale a Wuhan e i quarti a Pechino, altrimenti non aumenterà il suo bottino in classifica e dovrà rinviare l’assalto al mese di ottobre, che confluirà nelle Finals di Shenzhen.

 

Risultato:

[1] Ka. Pliskova vs [7] P. Martic 6-3 6-2

Il tabellone completo

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San Pietroburgo: cinque italiani in tabellone, occhi puntati su Berrettini e Sinner

Derby di primo turno tra Fabbiano e Caruso, in tabellone anche Travaglia. Matteo è N.3 del seeding, Jannik trova Kukushkin all’esordio. Medvedev e Khachanov prime due teste di serie

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Matteo Berrettini - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

L’edizione 2019 del torneo di San Pietroburgo si fregia di un tabellone veramente intrigante. Medvedev e Khachanov si sono spartiti le prime due teste di serie. Della partita anche Borna Coric e Stan Andrey Rublev. Ben cinque gli italiani ai nastri di partenza: Matteo Berrettini, Thomas Fabbiano, Salvatore Caruso, Stefano Travaglia e Jannik Sinner. I primi quattro hanno acceduto direttamente al tabellone principale grazie al ranking, mentre Sinner ha beneficiato di una wild card degli organizzatori. Per l’altoatesino il torneo russo sarà il settimo main draw dell’anno (e della carriera). Fino ad oggi il suo bilancio riporta tre vittorie e sei sconfitte, ripartite nei tornei di Budapest, Roma, Lione, ‘s-Hertogenbosch, Umago e US Open.

(clicca per ingrandire)

Il sorteggio effettuato nella mattinata di domenica ha fissato un derby italiano al primo turno tra Fabbiano e Caruso. Berrettini in qualità di testa di serie N.3 del seeding ha un bye e poi affronterà il vincente di Carballes Baena vs Klizan. Jannik Sinner esordirà contro la testa di serie N.6 Mikhail Kukushkin, mentre Travaglia affronterà la N.7 Adrian Mannarino.

I FAVORITI – C’è poco da inventarsi quando quattro tra le prime cinque teste di serie sono giocatori in forma e piuttosto abili su questa superficie. La Russia si affida – con ottime probabilità di vincere il torneo – al trio composto da Medvedev, Khachanov e Rublev, in rigoroso ordine di classifica. Medvedev è in condizione di forma favolosa, ma qualche perplessità sulla sua scelta di prendersi una sola settimana di riposo dopo la cavalcata di New York resta; Khachanov non ha fatto bene allo US Open, a differenza di Rublev che si è fermato agli ottavi contro Berrettini ed è decisamente in scia positiva. Entrambi, in ogni caso, hanno abbastanza dimestichezza col tennis indoor per arrivare in fondo al torneo. L’altro giocatore in grande spolvero è il nostro Matteo Berrettini, mentre la quarta testa di serie di Borna Coric forse non corrisponde al suo attuale momento di forma. In parziale crisi di risultati, il croato ha rotto di recente con l’allenatore Riccardo Piatti. Fuor di teste di serie, occhio a Klizan e Bublik, due tennisti per i quali la follia è fattore primario come anche la qualità del braccio.

COME CI ARRIVANO GLI ITALIANI – Sicuramente benissimo Berrettini e Sinner, che da New York hanno guadagnato rispettivamente la prima semifinale Slam e la prima partecipazione Slam, con tanto di sfida giocata ad armi pari contro Wawrinka. La curiosità riguarda soprattutto Sinner, il cui livello di tennis cresce a vista d’occhio; l’altoatesino è entrato nella fase di irrobustimento tecnico-tattico fondamentale per entrare in top 100 e possibilmente rimanerci a lungo. Il derby dei ‘mastini da Slam’ tra Fabbiano e Caruso vede il pugliese, decisamente più a suo agio sulle superfici rapidi, abbastanza favorito. La possibilità di sfidare Bublik (che lo ha sconfitto a New York) al secondo turno potrebbe costituire ulteriore motivazione. Ci sono discrete chance di fare strada anche per Stefano Travaglia, che ha fatto il pieno di fiducia nel circuito challenger (titolo a Sopot, semi a Como e quarti a Genova) e non parte certo sconfitto contro Mannarino.

Possibilità di accedere al tabellone principale anche per Matteo Viola, che al primo turno di qualificazione ha sconfitto il russo Vasilenko e domani affronterà il vincente di Ivashka-Tiurnev.

 

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David Goffin: ce la farà?

David Goffin rischia di essere stritolato tra un vertice molto arzillo e un gruppo di Next Gen agguerrito. Ma forse può ancora dire la sua

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David Goffin - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Camminando sulle acque dell’Arthur Ashe Stadium, appena un paio di giorni prima della rovinosa caduta contro Dimitrov che forse avrebbe potuto ispirare Honoré De Balzac, Federer si era bevuto un quarto turno in tre rapidi set. Ma obiettività vuole che sia stato un vallone dagli occhi semplici e i modi garbati ad aver attratto la nostra attenzione. David Goffin non è esattamente un outsider e ha visto tempi migliori ma è comunque una piacevole conferma per chi ama il bel tennis. Qualcuno lo associa ad Agassi anche se per lo scrivente è più simile a Berdych, così come altri gli accreditano un gran rovescio mentre lui predilige più apertamente il diritto. Questione di opinioni. Ciò che mette d’accordo tutti, invece, è che il belga di Liegi sia un talento che ama il tennis completo e su ogni superficie così come, a suo tempo, deve aver suggerito papà Michel, ottimo maestro di tennis.

Non ancora trentenne, un metro e ottanta scarso per 68 chili di leggerezza, il buon Davide non entrerebbe di diritto tra i soggetti dalla stazza preoccupante! Poco importa se in cambio si rientra nella ristretta cerchia dei talentuosi dal timing tanto raffinato da replicare alle sassate in arrivo mantenendo compattezza e controllo. Una virtù, nel suo caso, da tirare a lucido tutti i giorni prima di uscire di casa. Non bastasse, c’è anche quella rara elasticità con la quale incute rispetto ogni qualvolta che la sorte lo chiama al servizio.

Dopo una crescita spesa tra futures e challenger con ottimi risultati, la grande occasione passa grazie al ritiro di Gael Monfils dal Roland Garros 2012. Un carpe diem inatteso che fa di lui un lucky loser molto lucky, e tanto equipaggiato da battere in successione Stepanek, Clement e Kubot cedendo il passo solo a Federer non prima di avergli strappato un set. Finisce l’anno tra i primi 50 e inforca un 2013 di luci e ombre che rimanda il vero salto all’anno successivo con il terzo turno agli US Open, la vittoria sulla terra di Kitzbuhel e quella sul cemento di Metz. Chiuderà in bellezza con la finale a Basilea.

Il 2015 lo vede finalista sulla terra di Gstaad e l’erba di ‘s-Hertogenbosch nonché protagonista nel match clou di Davis perso contro la Gran Bretagna di Murray. Poi, su, su, fino alla settima posizione, un paradiso dove nessun altro belga, fiammingo o vallone che sia, aveva osato issarsi prima di lui. Tutto si arresta di fronte a una maledetta pallata in un occhio che lo estromette dalla semi di Rotterdam 2018, costringendolo a uno stop che lo spinge fuori dai primi venti. È curioso constatare come il Belgio abbia sfornato molti giocatori e giocatrici dal tennis ricercato. Penso, tanto per limitarci ai più recenti, a Olivier Rochus piuttosto che a Xavier Malisse, a Justine Henin e a Kim Clijsters, tutti tennisti che hanno compensato alla mancanza del fisicaccio con un gioco di gran tocco. Probabilmente fa parte di quell’effetto traino di cui Goffin rappresenta il prodotto più avanzato.

Nell’anno in corso sembra finalmente cavalcare la ripresa. La finale di Cincinnati e i quattro turni nella Grande Mela ne sono un segnale palpabile e tutto farebbe pensare a un suo ritorno in grande stile, al netto delle incognite, naturalmente. Oggi risiede a tra i primi 15, in quella terra di nessuno dove si rischia di essere stritolati tra un vertice ancora molto arzillo e un gruppo di Next Gen col coltello tra i denti. Uscirne sarà una faticaccia!
Ce la farà?
Il virus di capire cosa sarà di lui ormai è in circolo.

Nell’anno in corso non ha grandi punti da difendere e potrebbe mettere molto in cascina. Da quanto visto in terra d’America, il sentore è che pur non parlando di lui come un giovanissimo, Goffin sia ancora nel pieno della maturazione, abbastanza fresco mentalmente e fisicamente per disputare partite importanti con buone possibilità di successo. Ora si apre il sipario dell’attività indoor e sarà interessante vederlo all’opera su una superficie che, è risaputo, richiede quelle doti naturali di cui lui è sicuramente beneficiario.

A cura di Massimo D’Adamo


Massimo D’Adamo è maestro di tennis, giornalista pubblicista ed organizzatore di eventi sportivi. Già Direttore Tecnico del Foro Italico e del Centro Nazionale di Riano, è stato Responsabile in Italia della formazione Junior, selezionatore e capitano di tutte le rappresentative nazionali. Coach internazionale, vanta collaborazioni con giocatori di Coppa Davis di Italia e Giappone. Ha già pubblicato due libri: “…IN VIA DELL’IDROSCALO” nel 2013 e “VAGABONDO PER MESTIERE” nel 2016

 

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