US Open, il tabellone degli italiani. Sorteggi difficili, con un Sinner in più

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US Open, il tabellone degli italiani. Sorteggi difficili, con un Sinner in più

Fognini e Berrettini dovranno stare attenti al primo turno, Fabbiano sembra spacciato con Thiem. Sinner vs Wawrinka. Incrocio difficile anche per Giorgi, fattibile per Sonego e Cecchinato

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Fabio Fognini - Montreal 2019 (foto via Twitter, @CoupeRogers)

Sorteggiati i tabelloni dei singolari degli US Open, dopo avervi dato una panoramica generale sui vari accoppiamenti e aver analizzato i due tabelloni (maschile e femminile), cerchiamo di porre la lente d’ingrandimento sul sorteggio dei giocatori italiani. Erano ben sei gli azzurri entrati d’ufficio nel main draw maschile, ma sono diventati sette grazie alla qualificazione di Jannik Sinner e successivamente otto con il ritiro di Kevin Anderson che ha promosso Lorenzi in tabellone come lucky loser. In quello femminile ha trovato posto solo Camila Giorgi, già scesa in campo questa settimana a New York… ma per il Bronx Open, dove ha raggiunto la finale nella quale affronterà Linette.

Partiamo proprio dall’analisi del tabellone di Giorgi, sicuramente non semplice. All’esordio la tennista maceratese se la dovrà vedere con la greca Maria Sakkari, testa di serie numero 30 che l’ha recentemente battuta (in maniera anche abbastanza netta, 6-3 6-0) al torneo di Cincinnati. La greca ha vinto anche l’altro precedente è sempre in due set, nel 2016 a New Haven (6-3 6-3).

Come sappiamo Camila ha avuto un anno abbastanza travagliato, limitata da problemi al polso che l’hanno costretta a lunghi stop. Il mese di agosto l’ha certamente riabilitata – finale a Washington e ora un’altra finale al Bronx Open -, ma prima dell’inizio di questo torneo aveva fatto registrare nel 2019 appena 7 vittorie ed 11 sconfitte. Da un lato quindi c’è il recente periodo positivo, sebbene limitato a tornei minori – a Toronto e Cincinnati l’italiana ha rimediato due nette sconfitte al primo turno – e dall’altro la possibilità che le scorie del torneo di preparazione agli US Open (prima della finale, Camila è rimasta in campo già per sette ore e mezza) possano rendere ancora più arduo un cammino già complesso in partenza.

 

Maria Sakkari è in grande forma (29 vittorie e 18 sconfitte in stagione), ha vinto a Rabat, fatto semifinale a Roma e quarti a Cincinnati ed è vicina al suo best ranking (è attualmente numero 31, un anno fa è stata n. 29). Se Camila dovesse spuntarla, al secondo turno avrebbe un incrocio più morbido (Peng o Lepchenko), ma subito dopo si troverebbe di fronte con ogni probabilità la tennista dell’anno, Ashleigh Barty. Insomma una strada davvero in salita, forse troppo per immaginare un exploit di Camila che questa settimana si è comunque garantita il ritorno in top 50.

GLI ITALIANI: LE TESTE DI SERIE – Abbiamo in tabellone due teste di serie: Fabio Fognini, n.11, e Matteo Berrettini, n.24 del seeding. Per entrambi i sorteggi non sono stati agevoli.

Fabio se la dovrà vedere con il gigante americano Reilly Opelka, sul veloce uno dei giocatori più insidiosi tra le non teste di serie. L’americano è n.42 del ranking e non ha mai incontrato in precedenza il tennista italiano. Inutile soffermarsi sulle incognite di partite del genere. Fognini dovrà armarsi di sacrosanta pazienza e scardinare il servizio del suo avversario. Un match sicuramente ostico: l’americano quest’anno ha vinto il torneo di New York e fatto semifinale ad Atlanta, segnale che in patria dà il meglio di sé, figuriamoci nello Slam di casa. Se Fabio dovesse (come ci auguriamo) spuntarla, il cammino fino agli ottavi sarebbe probabilmente più comodo.

Al secondo turno avrebbe il vincente tra lo spagnolo Munar ed un qualificato, al terzo turno con ogni probabilità il georgiano Basilashvili che non è un avversario comodo, ma sicuramente alla portata. Poi la sua corsa incrocerebbe quella di Medvedev, il tennista più in forma del momento. L’eventuale quarto con Novak Djokovic sembra, per ovvi motivi, un traguardo difficile da raggiungere. È chiaro che molto dipenderà dai fastidi alla caviglia di Fabio i cui alti e bassi di questa stagione purtroppo sono stati condizionati proprio da questo malanno fisico.

Non è andata meglio a Matteo Berrettini che ha pescato dall’urna il veterano francese Richard Gasquet, che sembra aver recuperato una buona condizione dopo l’infortunio dello scorso anno, come dimostra la recente semifinale a Cincinnati. Dopo Wimbledon. anche Matteo è stato bersagliato da un problema fisico alla caviglia, una distorsione che lo ha costretto a un difficile ritorno in campo a Cincinnati, dove ha perso al primo turno contro Londer. Di base ci sono i presupposti per vedere una bella partita (non c’è nessun precedente), e servirà tutta la potenza nei colpi di inizio gioco di Matteo per venire a capo di Gasquet. Battuto eventualmente il francese, Berrettini avrebbe uno tra il portoghese Sousa e l’australiano Thompson e poi probabilmente lo spagnolo Bautista-Agut, tennista tra i più arcigni e temibili del circuito. Un Berrettini in forma può fare progetti di terzo turno, ma la condizione fisica sarà decisiva.

SINNER – C’erano tredici italiani iscritto al torneo maschile di qualificazione, ma l’unico a ottenere il pass per il tabellone principale è stato anche il più giovane, e per certi verso il più atteso: Jannik Sinner. A 18 anni appena compiuti, esattamente come Auger-Aliassime lo scorso anno, disputerà il primo Slam della sua carriera (secondo italiano più giovane a riuscirci, dopo Nargiso agli Australian Open del 1988). Il sorteggio che si è svolto immediatamente dopo la fine dell’ultimo incontro di qualificazione non ha però premiato la sua cavalcata cadetta, sistemandolo di fronte a Stan Wawrinka, 23esima testa di serie. Inutile dire che si tratta di un banco di prova che va oltre l’attuale dimensione tennistica dell’italiano, e che Jannik potrà affrontare la sfida (su un campo verosimilmente non troppo secondario) con la classica tranquillità di chi non ha nulla da perdere. Sarà interessante verificare come riuscirà a fronteggiare uno dei giocatori con la palla più pesante del circuito.

Immaginando che Sinner possa già ottenere qui a New York la sua prima vittoria in uno Slam, l’ipotetico secondo turno lo vedrebbe di fronte a Hurkacz (finalista a Winston-Salem questa settimana) o Chardy con vista sul terzo turno presidiato da Anderson. Discorsi estremamente prematuri, che vengono fatti più che altri per onore di cronaca. Ma in fondo Jannik ha dimostrato di poter stupire ogni volta più della partita precedente, dunque perché non concedergli il beneficio del dubbio?

ITALIANI: TUTTI GLI ALTRIMarco Cecchinato ha recentemente interrotto una lunga striscia di sconfitte consecutive a Winston-Salem, perdendo poi al secondo turno. Il sorteggio di New York gli ha dato una mano assegnandogli come avversario lo svizzero Henri Laaksonen, una vita (tennistica) da comprimario dietro le stelle della sua nazione. Laaksonen ha vinto l’unico precedente tra i due l’anno scorso a Basilea, ma quest’anno ha fatto davvero poco per considerarlo favorito. Sul veloce si difende, ma siamo dell’idea che Cecchinato possa passare il turno e mettere un altro piccolo mattone sulla strada della sua risalita. Il secondo turno sarebbe ben più ostico perché il palermitano avrebbe il vincitore del derby canadese tra Shapovalov e Auger-Aliassime.

Sorteggio difficile da decifrare per Andreas Seppi. In altri tempi l’accoppiamento con Grigor Dimitrov avrebbe procurato più di qualche preoccupazione, ma in questo momento il tennista bulgaro è più o meno in grado di perdere contro chiunque, sebbene nella seconda delle due sfide contro Wawrinka nel back-to-back Montreal-Cincinnati si sia espresso certamente su livelli più consoni alla sua fama (ormai sbiadita, però). Non c’è nessun precedente, e non ci stupiremmo di vedere una partita piuttosto combattuta.

Il secondo turno vedrebbe Seppi opposto a uno tra Coric e Donskoy, verosimilmente il croato (12esimo testa di serie). Giocatore di sicura solidità, anche se in un momento di forma non brillantissimo. Benintesi, parliamo di avversari che un buon/ottimo Seppi può sempre battere nella sua carriera, ma è ormai sempre più difficile capire quando l’altoatesino è nel pieno delle sue forze, con l’anca che lo limita ormai di frequente. L’eventuale terzo turno con Raonic è una prospettiva purtroppo non molto probabile.

La mano che ha sorteggiato l’avversario di Lorenzo Sonego sembra invece la stessa che ha agito a Wimbledon. Il torinese comincerà infatti il secondo Slam consecutivo contro lo spagnolo Marcel Granollers, che sui prati di Church Road aveva approfittato della stanchezza di Sonego (reduce dal titolo di Antalya) per imporgli la sconfitta in tre set abbastanza lottati. Non solo quindi una buona occasione di ripetere il secondo turno dello US Open 2018 (sconfitto da Khachanov), ma soprattutto la possibilità di vendicare la sconfitta di Wimbledon (Granollers ha vinto anche l’unico precedente a livello Challenger, nel 2018 a Zhuhai). In caso di vittoria, Sonego affronterebbe al secondo turno uno tra Andujar e Edmund (due avversari temibili ma non impossibili) prima di incrociare probabilmente Dominic Thiem.

L’austriaco, testa di serie nr. 4 e finalista al Roland Garros sarà l’avversario di Thomas Fabbiano che è stato sicuramente il più sfortunato tra gli azzurri nel sorteggio. Peccato, perché Fabbiano sul cemento si sa difendere. Non ci sono precedenti tra i due, ma nonostante i larghi favori del pronostico, Thiem non potrà permettersi di iniziare il torneo con la guardia abbassata. Fabbiano sa come fare male ai big nei primi turni di uno Slam. Per informazioni chiedere a Tsitsipas.

L’ottavo e ultimo giocatore nel tabellone maschile si è unito nella serata (italiana) di sabato, quando Kevin Anderson ha dovuto dichiarare forfait. Si tratta di Paolo Lorenzi, che giocherà il torneo in qualità di lucky loser. Trovandosi a occupare lo spot di una testa di serie, il tabellone di Paolino può trasformarsi in una buona occasione. Esordirà contro la wild card statunitense Zachary Svajda, appena sedici anni. Dovesse superare il primo ostacolo, è sicuro di affrontare un serbo al secondo turno: Djere o Kecmanovic. A voler fare il passo più lungo della gamba, ovvero dare uno sguardo all’eventuale avversario di terzo turno, si scorgerebbe il nome di Stan Wawrinka.


Il sorteggio degli italiani

[LL] P. Lorenzi vs [WC] Z. Svajda
[11] F. Fognini vs R. Opelka
[24] M. Berrettini vs R. Gasquet
A. Seppi vs G. Dimitrov
M. Cecchinato vs H. Laaksonen
T. Fabbiano vs [4] D. Thiem
L. Sonego vs M. Granollers
[Q] J. Sinner vs [23] S. Wawrinka

C. Giorgi vs [30] M. Sakkari

Il tabellone maschile completo
Il tabellone femminile completo

L’articolo è stato aggiornato in data 25 agosto a seguito dell’ingresso in tabellone di Paolo Lorenzi

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A scuola dai professionisti: se sai Ascoltare impari, se impari, vinci!

Una comunicazione efficace, come deve essere quella tra il giocatore ed il suo coach, parte da un presupposto: la capacità di ascoltare. Ce ne parla Amanda Gesualdi, mental coach di atleti di livello internazionale, nella ripartenza della rubrica ISMCA sul mental training

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Rafa Nadal e Carlos Moya - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Riprende su Ubitennis la serie di contributi sul mental training grazie alla sinergia con la ISMCA, l’Associazione Internazionale dei mental coach specializzati nel tennis fondata da Alberto Castellani. Il primo articolo della nuova serie è a cura di Amanda Gesualdi, dott.ssa in Scienze e Tecniche Psicologiche, Life/Sport/Tennis Coach, Docente/Formatore di Mental Coaching presso Bocconi Sport Team dell’Università Bocconi di Milano e Direttore Tecnico e Sportivo della Accademia Tennis Olistico dove si allenano diversi tennisti con classifica ATP e WTA. Coach GPTCA e membro ISMCA, Gesualdi – che ha scritto diversi libri, tra i quali “L’Atleta Zen” (2007), “Tennis Olistico” (2011), “Emotions” (2015), “Coaching Sense” (2019).

Che cos’è la mente – il primo articolo di Amanda Gesualdi

L’Ascolto è l’atto dell’ascoltare. È l’Arte del sentire con Attenzione. Per ascoltare non si intende il semplice “stare a sentire”, ma una combinazione tra ciò che laltro sta dicendo associato ad un coinvolgimento attivo. Significa saper utilizzare l’Empatia per entrare in sintonia con l’altro. Con l’Ascolto assertivo si presta attenzione a ciò che gli altri hanno da dire e il messaggio che possiamo inviare è: “Ciò che tu mi stai dicendo è importante”. L’atteggiamento di Ascolto migliore è la comprensione, cioè provare a Capire e Sentire lo Stato dAnimo del nostro interlocutore, risuonare. Ascoltare è una capacità determinante per poter migliorare, attraverso un atto di fiduciosa umiltà!

 

In psicologia lAscolto è uno strumento dei nostri cinque sensi per apprendere, conoscere il tempo e lo spazio che ci circonda, e comunicare con noi stessi e il mondo circostante. L’Ascolto è un processo psicologico e fisico del nostro corpo per comunicare con i nostri neuroni, ovvero il cervello, che traduce il tutto in Emozioni e Nozioni. Dalla radice Auris “Orecchio”, latino parlato, Ascoltare è verbo transitivo. La parola Ascolto nasce in italiano come derivato del verbo ascoltare, che proviene a sua volta dal latino “auscultare”, cioè sentire con l’orecchio. Il significato tradizionale del termine Ascolto è appunto quello che indica in genere l’azione e il risultato dell’ascoltare, ed è fortemente legato al concetto di Attenzione.

NellAscolto c’è la componente fisica, tra orecchio e neuroni, di come noi assimiliamo stimoli acustici, e la componente psicologica, che è l’Apprendimento attraverso i cinque sensi. Bisognerebbe parlare di tante cose sull’Apprendimento, partendo da Sigmund Freud con la fase orale, quella in cui apprendiamo dalla bocca in quanto i bambini attraverso quel mezzo assaporano, il gusto (freddo, amaro, …), il tatto (forma, durezza, …) per capire che cos’è. È il loro primo approccio con il mondo esterno. Sempre in quel periodo c’è l’Apprendimento attraverso la vista e l’udito, che poi durerà tutta la vita. L’udito è molto importante, perché la percezione dello spazio e del nostro equilibrio si basa sull’orecchio.

Udire, ascoltare, e ascoltare attivamente: tre modalità diverse di entrare in relazione col mondo intorno a noi che richiedono livelli diversi di coinvolgimento. Ma mentre ci basta l’esperienza di mettere un po’ di musica per comprendere la differenza fra udire e ascoltare, lAscolto Attivo ha delle caratteristiche particolari che richiedono di mettere in campo tutta la Sensibilità, lAttenzione, la Comprensione, lIntelligenza, lEmpatia di cui siamo capaci. Per la sua capacità di favorire l’apertura al dialogo, l’Ascolto Attivo è lo strumento principe della psicoterapia e, più in generale, delle relazioni d’aiuto. Tuttavia esso può diventare un alleato speciale anche nelle relazioni quotidiane di ognuno di noi, in quanto ci consente di stabilire un contatto autentico con l’altro e di avviare con lui un tipo di comunicazione più efficace e proficua.

Imparare ad ascoltare attivamente ci rende capaci di:

  • evitare errori molto comuni che contribuiscono a formare delle “barriere” nella comunicazione che portano a quelle facili incomprensioni di cui ognuno di noi ha esperienza;
  • diventare più sensibili e attenti al vissuto emotivo che accompagna ogni comunicazione e si esprime attraverso il linguaggio para-verbale e non verbale, consentendoci di andare oltre ciò che viene espresso con le parole;
  • empatizzare con l’altro, la nostra autentica presenza gli “dirà” che è ascoltato e compreso.
Novak Djokovic e Marian Vajda – Rolex Paris Masters 2018 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

La capacità di Ascolto, che tutti in qualche misura possediamo, può essere sviluppata e migliorata: chi ascolta non è più un ricevente passivo, ma qualcuno che facilita con intelligenza emotiva la comunicazione in quanto l’altro è un nostro Specchio!

La capacità di ascolto di un giocatore si può misurare con il seguente test, rispondendo alle affermazioni con un semplice Sì o No.

  1. Anche se il tuo Coach dice qualcosa su cui non sei d’accordo, continui ad ascoltarlo.
  2. Sai interpretare quello che il Coach vuole comunicarti, anche al di là delle sue parole.
  3. Sei interessato a quello che il Coach ha da dirti senza annoiarti o perdere attenzione.
  4. Non smetti di ascoltare quando presumi di sapere che cosa l’allenatore sta per dirti.
  5. Ti capita di verificare se hai capito ripetendo con parole tue (anche solo dentro di te) quanto il Coach ti ha appena detto.
  6. Ascolti con curiosità il punto di vista del Coach, anche se è diverso dal tuo.
  7. Tendi a interessarti di tutto quanto si dice durante l’allenamento, anche se a volte ti sembra di poco conto.
  8. Ti preoccupi di chiedere il significato delle parole che non conosci.
  9. Mentre il Coach ti sta ancora parlando non pensi a come replicare, ma rimani concentrato su quello che sta dicendo per capirlo fino in fondo.
  10. Non sei uno che finge di ascoltare attentamente anche quando non ascolti affatto.
  11. Quando comunichi le tue idee e il tuo punto di vista, solitamente sono compresi con chiarezza dal tuo Coach, anche se non condivisi.
  12. Usi le domande spesso, rivolgendole al tuo allenatore mentre ascolti.
  13. Ti rendi conto che le parole non hanno esattamente lo stesso significato per tutti.
  14. Quando ascolti non segui solo il senso generale del discorso, ma sei attento anche ai particolari.
  15. Non ascolti solo quel che ti interessa, sei attento a tutto il feedback del tuo allenatore.
  16. Guardi sempre il Coach negli occhi.
  17. Sai quali sono le parole o le frasi capaci di suscitare in te una reazione emotiva.
  18. Sai aspettare senza impazienza l’occasione migliore per comunicare quel che vuoi dire al tuo allenatore.
  19. Pensi a come potrebbe reagire il tuo allenatore al tuo modo di comunicare con lui/lei.
  20. Osservi con attenzione l’espressione non verbale del tuo Coach (arrabbiato, deciso, distaccato, autorevole, motivato, ecc.).
  21. Lasci che il Coach esprima la sua determinazione verso di te senza interromperlo.
  22. Quando è utile, prendi appunti per poter ricordare meglio.
  23. Riesci a mantenere la concentrazione senza farti distrarre da suoni e rumori.
  24. Quando gli altri parlano con te sono generalmente a loro agio e si sentono rilassati, comportandosi con naturalezza.
  25. Tendi, in ogni situazione, a rivolgere domande al tuo Coach, quando non hai compreso con chiarezza.
  26. Sei in grado, nelle diverse situazioni, di riconoscere lo stato d’animo del tuo allenatore, e comportarti di conseguenza.
  27. A volte usi le domande per aiutare il tuo allenatore a chiarire il suo pensiero e le sue idee su di te.
  28. Scegli sempre la maniera migliore (scritta, orale, al telefono, sulla lavagna, un appunto, ecc.) di comunicare?
  29. Sai distinguere nella comunicazione ciò che dipende dai fatti e ciò che riguarda, invece, le emozioni.
  30. Sei consapevole e attento al fatto che i tuoi pregiudizi possono condizionarti nell’ascoltare.
  31. Ti trattieni ad esaminare a fondo tutti gli aspetti di ciò che ti viene detto, senza arrivare velocemente alla conclusione.
  32. Concentri la tua attenzione su tutti gli aspetti del tuo modo di comunicare, verbali e non verbali, e sei consapevole degli effetti che produci.
  33. Ripeti messaggi e istruzioni ascoltati per essere sicuro/a di aver ben capito.
  34. Ti accerti di verificare se l’allenatore ha capito, senza presumere che “sa già di che si tratta”.
  35. Sai tenere sotto controllo le valutazioni e i pregiudizi che hai in alcuni momenti sul tuo allenatore, ed eviti di comportarti avendo la convinzione di conoscere anticipatamente quel che vuol dirti.

Risultati

  • Da 30 a 35 Sì – Ottima capacità di Ascolto
  • Da 25 a 30 Sì – Buona capacità di Ascolto
  • Da 20 a 25 Sì – Discreta capacità di Ascolto
  • Da 10 a 20 Sì – Mediocre capacità di Ascolto
  • Meno di 10 Sì – Pessima capacità di Ascolto

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Al femminile

Russia 2: Veronika Kudermetova

Il lungo percorso compiuto prima della affermazione ad alti livelli della attuale numero 2 di Russia Kudermetova, recente finalista del torneo di Abu Dhabi

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Veronika Kudermetova - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

In attesa che il Tour superi la tormentata quarantena australiana e torni a offrire tennis giocato, continuiamo l’analisi delle giocatrici impegnate nel primo torneo dell’anno, il WTA500 di Abu Dhabi. Dopo l’articolo di martedì scorso dedicato a Ekaterina Alexandrova, proseguo con la linea russa: è il momento di Veronika Kudermetova. Per Kudermetova quella negli Emirati è stata una settimana molto positiva, dato che per la prima volta in carriera è riuscita a raggiungere la finale di un WTA500 (nuova definizione dei Premier che assegnano 470 punti alla vincitrice).

Durante il torneo Kudermetova ha sconfitto Kontaveit, Turati, Badosa, Svitolina, Kostyuk, e ha perso soltanto da Aryna Sabalenka (che tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 vanta una striscia vincente aperta di 15 match). A conferma dell’ottimo momento di Veronika c’è il best ranking raggiunto proprio questa settimana (numero 36) e il primato nazionale mancato di poco: sarebbe diventata numero 1 di Russia (superando Alexandrova) se avesse vinto la finale.

Va sottolineato però che tutti i discorsi sul ranking sono “ingessati” dalle regole introdotte con la pandemia, regole che tendono a mantenere lo status quo, e di fatto sfavoriscono le tenniste in crescita come Kudermetova. Se per esempio nel 2020 si fossero conteggiati solo i risultati ottenuti in quell’anno solare, Veronika avrebbe concluso la stagione al numero 29 invece che al 46. Tenendo poi conto della finale raggiunta negli Emirati Arabi mercoledì scorso, staremmo parlando di una giocatrice senza dubbio dentro le prime 30 del mondo.

Potrebbe sembrare insensato continuare a riferirsi a un ranking virtuale, calcolato secondo i metodi precedenti, ma credo aiuti a individuare le giocatrici che stanno facendo meglio, pur nelle mille difficoltà che il periodo propone. Sappiamo infatti che si sta giocando meno del solito e questo rende più difficile la costruzione di quei momenti positivi che, grazie a condizioni di forma e di entusiasmo sopra la media, si traducono in significativi salti di qualità.

Per quanto riguarda Kudermetova, ci sono almeno due aspetti della sua carriera che, a mio avviso, la rendono particolarmente interessante: le difficoltà affrontate per finanziare la propria formazione nel periodo da teenager, e il confronto con le coetanee nate nel 1997, visto che che per il tennis femminile quella del 1997 è considerata una annata speciale. Veronika infatti è nata nello stesso anno di giocatrici di successo e precocissime come Bencic, Ostapeniko, Osaka, oltre che Konjuh (purtroppo fermata dagli infortuni) e Kasatkina, sua “gemella” russa con la quale ha condiviso i primi anni di carriera da junior. Cominciamo proprio da quegli anni.

a pagina 2: I primi anni di Veronika Kudermetova

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Coppa Davis

Finali di Coppa Davis: Kosmos propone sedi multiple, tra cui anche Torino

Meno squadre, più giorni e più città tra le idee per migliorare la fase finale della manifestazione

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Kosmos Tennis, il partner dell’ITF per quanto riguarda la Coppa Davis, ha avanzato una serie di proposte per migliorare le Finali della manifestazione dopo aver scrupolosamente analizzato l’evento inaugurale – e finora unico – disputato a Madrid al termine della stagione 2019. È la stessa Federazione Internazionale a confermare che alcune proposte sono già state accolte, mentre altre sono in fase di discussione.

Oltre alla riduzione delle squadre da 18 a 16 per il 2022, è già stato approvato l’allungamento a 11 giorni della manifestazione che quest’anno si terrà dal 25 novembre al 5 dicembre, a partire quindi dal giovedì successivo alla conclusione delle ATP Finals di Torino. Ricordiamo che l’edizione 2019 si è disputata alla Caja Mágica dal 18 al 24 novembre – collocazione che aveva provocato qualche perplessità per l’allungamento del calendario. È invece in discussione la proposta di disputare le Finali in tre sedi diversi già da quest’anno. Lo scopo, si legge nel comunicato, è di “migliorare la programmazione dei giocatori e l’esperienza degli appassionati, nonché di portare la competizione a un pubblico più ampio”. Evidentemente, la scrupolosa analisi ha evidenziato come solo i tie con protagonista la nazione ospitante avessero le tribune affollate da un numero di spettatori consono al nome dell’evento. Anche la parte in cui alcuni incontri sono finiti piuttosto tardi pure per gli standard spagnoli non deve essere sfuggito all’occhio attento degli esperti di Kosmos. Ecco allora l’ipotesi di accostare a Madrid – originariamente designata per il 2019 e il 2020 – altre due città, ognuna delle quali ospiterebbe due gironi e un quarto di finale. Alla capitale spagnola si giocherebbero così i restanti due gironi e gli altri due quarti, oltre che le semifinali e la finale.

Kris Dent, direttore esecutivo senior dell’ITF, ha detto che “nonostante il successo, era chiaro che le Finali 2019 avrebbero tratto giovamento da qualche modifica del gioco e del formato. Dopo la delusione per aver dovuto cancellare l’edizione 2020, ci concentriamo per offrire il miglior evento possibile nel 2021”. Quanto la cancellazione delle Finals dello scorso novembre (più precisamente, la riprogrammazione a fine 2021) sia stata una delusione e quanto un’opportunità, è già stato discusso.

 

Nel frattempo, Kosmos Tennis ha già lanciato la gara per arrivare a selezionare un lista ristretta di città europee che potranno potenzialmente unirsi a Madrid per ospitare le prossime Finali. La decisione definitiva sarà presa entro marzo e terrà conto delle proposte, anche rispetto alle condizioni legate al Covid-19, avanzate dalle città candidate. Riproponendo quelle che avrebbero dovuto essere le Finali 2020, la composizione dei gruppi è nota da una decina di mesi, con l’Italia che tenterà di emergere dal girone con Usa e Colombia.

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