US Open, l'analisi del tabellone maschile: chi ferma Djokovic?

Focus

US Open, l’analisi del tabellone maschile: chi ferma Djokovic?

Chi sorride, chi è deluso e le possibili sorprese di questo US Open maschile. Il tabellone di Djokovic non è semplice, ma prima dei quarti qui non prede dal 2006

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Wimbledon 2019 (via Twitter, @wimbledon)

L’ultimo Slam dell’anno è sempre quello con più punti interrogativi, soprattutto per lo stato di forma incerto della maggior parte dei giocatori. L’urna ha posizionato diverse mine vaganti nella sezione di Nole Djokovic, detentore del titolo e già due volte campione Slam quest’anno. Ma cosa ci riserverà l’Open degli Stati Uniti 2019?

CHI SORRIDE – Delle prime quattro teste di serie chi ringrazia maggiormente l’urna newyorchese è di sicuro Roger Federer. La versione scarica dello svizzero vista a Mason nemmeno si avvicina a una stiracchiata sufficienza, ma lo svizzero ha intensificato gli allenamenti a Flushing Meadows e l’inizio soft potrebbe dargli un’ulteriore mano. Pouille al terzo turno, Goffin (finalista a Cincinnati, ma perfetto per mettere in palla Roger) in ottavi e Nishi ai quarti prima della possibile rivincita della finale di Wimbledon con Djokovic in semifinale. Certo, mai come in questo caso il ricordo dei due match point sprecati invaderebbe i suoi pensieri (vedi 2010 e 2011), ma potrebbe essere al contempo la più grande chance di redenzione.

Non può scuotere il capo nemmeno il campione di Montreal Rafael Nadal. Il numero due del mondo non ha la strada spianata verso la finale, ma il sorteggio gli offre la possibilità di arrivare senza troppe fatiche alla seconda settimana (Millman, Kokkinakis e Verdasco nei primi tre turni) e se Rafa sta bene, mai fare l’errore di sottovalutarlo quando la palla inizia a scottare. Agli ottavi probabile sfida con uno tra Cilic e Isner e ai quarti (Khachanov permettendo) Alexander Zverev, tre avversari che non stanno proprio vivendo la loro migliore annata. In semifinale potrebbe ritrovare Dominic Thiem sullo stesso campo in cui diedero vita a uno dei match più entusiasmanti del 2018.

 

CHI È PREOCCUPATO – Per ritrovare un’edizione dell’US Open in cui Novak Djokovic non ha raggiunto le semifinali (2017 escluso, anno in cui si assentò) bisogna risalire fino al lontano 2006. Il serbo aveva solo 19 anni e in quel tabellone figurava il nome di Andre Agassi, giunto all’ultimo torneo della sua carriera. È come se tredici anni fa Novak avesse raccolto il testimone del ragazzo di Las Vegas, riuscendo però a vincere, ad oggi, il doppio dei suoi Slam. Mai come quest’anno il numero uno guarda di traverso il sorteggio di Flushing Meadows: già al secondo turno c’è un americano che gli ha già dato un dispiacere negli Slam, Sam Querrey. Più comodo il terzo round, ma agli ottavi potrebbe trovare Kevin Anderson o Stan Wawrinka, che l’ha battuto in due finali Major, di cui una a New York tre anni fa. Come se non bastassero questi nomi e il fastidio al gomito manifestatosi sette giorni fa, nei quarti Nole potrebbe sfidare il giocatore più caldo del momento, il campione di Cincinnati Daniil Medvedev.

Daniil Medvedev, trofeo – Cincinnati 2019 (via Twitter, @ATP_Tour)

Non sorride nemmeno Stefanos Tsitsipas. Il semifinalista dell’Australian Open ha uno dei primi turni più delicati contro Andrey Rublev, capace di eliminare Federer una settimana fa in Ohio. Al terzo turno potrebbe ritrovare Nick Kyrgios, la rivincita della spettacolare semifinale di Washington prima del teorico ottavo di finale con Roberto Bautista Agut, fresco semifinalista a Wimbledon. Nello stesso lato di tabellone sarà quasi impossibile evitare un tonfo in classifica per John Millman nei quarti di finale lo scorso anno e prossimo avversario di primo turno di Rafa Nadal.

Sorteggio non troppo fortunato anche per il tennis italiano. Il numero uno azzurro Fognini (nell’ottavo di Medvedev) non avrà vita facile con il big server Reily Opelka al primo round, ma parte favorito così come Sonego contro Granollers. Non è un bel periodo quello che sta passando Grigor Dimitrov, ma il bulgaro sarà un ostacolo insidioso per Andreas Seppi, così come Richard Gasquet pronto a testare la forma fisica di Matteo Berrettini. Il peggior sorteggio è capitato a Thomas Fabbiano, accoppiato con Dominic Thiem, mentre ci sono più speranze per Marco Cecchinato (tornato alla vittoria a Winston-Salem dopo tre mesi) contro lo svizzero Laaksonen.

POSSIBILI SORPRESE – Il ruolino di marcia col quale Daniil Medvedev si presenta a New York è invidiabile. Quattordici vittorie nelle ultimi sedici partite, due finali e un titolo Masters 1000. Al momento lui il più pericoloso al di fuori dei Big Three, ma attenzione all’indicatore del carburante. Dopo un’estate così dispendiosa è altamente probabile che la spia della riserva del russo si illumini proprio sul più bello. Il possibile terzo turno con Fritz e gli ottavi con Fognini saranno test decisivi per il proseguo del suo US Open. Nello stesso lato del tabellone c’è un ex campione di Flushing Meadows, che potrebbe partire in sordina (qualificato e poi uno tra Hurkacz e Chardy) avendo però in canna il grande colpo. Parliamo di Stan Wawrinka, inserito nell’ottavo di Nole Djokovic.

Nella parte bassa del tabellone potrebbe emergere dalla mischia Felix Auger-Aliassime, non apparso al massimo della forma a Cincinnati, ma che in ogni Slam ha l’opportunità di fare il definitivo salto di qualità. Al primo round ha però un impegno tutt’altro che semplice con il connazionale Shapovalov, al terzo round avrebbe un match alla pari con Gael Monfils e potrebbe essere protagonista di un grande ottavo di finale con Dominic Thiem.

Il tabellone diviso per quarti

Tabellone completo (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

Continua a leggere
Commenti

ATP

Djokovic scherza con Khachanov a Dubai, resterà N.1

Terza passeggiata di salute per il serbo, che chiude di nuovo in un’ora. Rimarrà in vetta per almeno due settimane, ma potrebbero diventare due mesi

Pubblicato

il

Novak Djokovic non sembra accorgersi del crescente livello degli avversari, stendendo la tds N.7 Karen Khachanov per 6-2 6-2 in un’ora e sette minuti, portando il totale speso in campo a tre ore e sei, meno della finale di Melbourne.

La buona notizia per il serbo, aldilà di una condizione scintillante, è che questa vittoria gli permette di rimanere in vetta al ranking per le prossime due settimane a prescindere dal risultato di Nadal ad Acapulco – Nole difende pochissimi punti (appena 315) fino a Madrid, ed è quindi probabile che resti davanti per almeno i prossimi due mesi, superando Pete Sampras e avvicinando le 310 settimane di Federer.

Khachanov l’aveva notoriamente battuto in finale a Bercy nel 2018, ma questo match è somigliato di più al loro recente confronto in Davis, vinto facilmente da Nole – i confronti diretti sono sul 3-1 ora.

 

Nole ha sofferto pochissimo, prendendo le misure all’avversario come un boa fin dall’inizio, e ha breakkato a zero nel quarto gioco, quando Khachanov ha sbagliato tutto lo sbagliabile prima di essere trafitto da una risposta vincente di dritto:

Il russo non è quasi mai riuscito a rispondere, perdendo i primi otto punti sulla prima dell’avversario, e ha ceduto nuovamente la battuta mostrando tutti i suoi limiti di mobilità e rapidità di braccio – anche una striscia di 14 punti di fila per Nole durante il parziale. Gli va dato comunque merito per aver avuto un sussulto d’orgoglio sul 5-1, quando ha salvato set point su una brutta smorzata e per la prima volta è riuscito a dominare gli scambi, cancellando uno dei due break. Djokovic non si è scomposto, e ha subito chiuso il parziale, vincendo il 60% di punti sulla prima dell’avversario.

Nuovo set ma stessa storia: immediata opportunità per Djokovic su un dritto in rete del russo, che è riuscito a reggere in quella situazione ma ha continuato ad arrancare sui drop shot di Djokovic, mai infastidito dalla pressione dell’avversario e pronto a chiudere lo scambio a piacimento. L’ennesima smorzata, al termine di uno scambio da 20 colpi, gli ha dato lo 0-40 nel terzo gioco, subito sfruttato con un pallonetto non controllato da Khachanov. Ecco la palla corta:

Il match si è concluso rapidamente, se mai è iniziato. Khachanov ha mostrato simpatia quando ha esultato su un raro punto fatto su una palla corta del serbo, ma ha concesso un altro break che ha chiuso la partita senza colpo ferire.

Mi sento bene e sto giocando bene, amo giocare in notturna“, ha detto Nole. “Mi piace giocare qui, l’ho sempre detto. Anche se sono concentrato non vuol dire che non mi diverta, la competizione è sempre qualcosa che mi dà piacere. Non sono sempre calmo in campo, ma la capacità di focalizzarmi sui colpi e l’esperienza di anni sul tour sicuramente mi aiutano a non perdere il controllo“.

Il suo prossimo avversario sarà il vincente del derby Gasquet-Monfils, contro i quali ha uno score totale di 29-1, perciò è presumibile che possa guardare con ottimismo al match di domani, anche perché quando sta così non ci sono partite per cui non possa farlo.

Il tabellone completo

Continua a leggere

Italiani

WTA Acapulco: si ferma Errani, avanti Potapova

L’azzurra è stata superata in tre set dalla cinese Xiyu Wang. Sulla strada della diciottenne russa l’altra giovanissima Leylah Fernandez, sorpresa canadese. Restano in corsa soltanto due teste di serie: Heather Watson e Lin Zhu

Pubblicato

il

Heather Watson - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

Due ore e mezza di lotta non sono bastate a Sara Errani per proseguire la sua corsa nel torneo di Acapulco. L’azzurra è stata superata dalla cinese Xiyu Wang (127 WTA), crollando nel terzo set dopo essere stata comunque brava a conquistare il secondo al tie break. Nel parziale decisivo l’emiliana è risultata facilmente attaccabile sulle prime di servizio, che si sono tradotte in punto appena quattro volte su 17. Entrata in tabellone dalle qualificazioni, Errani conclude comunque con il sorriso la trasferta messicana nella quale è tornata a vincere un match in un main draw del circuito maggiore dopo sette mesi (Bogotà, luglio 2019).

Xiyu Wang troverà ai quarti la connazionale Lin Zhu (6), una delle due uniche teste di serie rimaste in corsa (e che potrebbero ritrovarsi contro in semifinale). L’altra è Heather Watson (7): la britannica, numero 69 del mondo, si troverà davanti Christina McHale uscita vincitrice in rimonta dal derby statunitense con Caroline Dolehide. Nella parte alta del tabellone – dove il pubblico messicano può continuare a spingere Renata Zarazua (due turni superati da wild card, ai quarti troverà Zidansek) – avanza Anastasia Potapova.

La diciottenne russa, reduce dai quarti a San Pietroburgo, prosegue sulla strada d’uscita dalla crisi rifilando un doppio 6-3 a Tatjana Maria. Tra lei e la semifinale, una sfida tra giovanissime contro la sorprendente Leylah Fernandez. La qualificata canadese, classe 2001, ha lasciato appena tre game all’ottava testa di serie Nao Hibino. Il secondo squillo rilevante in pochi giorni: in Fed Cup aveva superato Belinda Bencic.

Risultati:

[Q] X. Wang b. [Q] S. Errani 7-5 6-7(3) 6-1
A. Potapova b. T. Maria 6-3 6-3
[WC] R. Zarazua b. [WC] K. Volynets 4-6 7-5 6-0
[Q] L. Fernandez b. [8] N. Hibino 6-3 6-0
C. McHale b. [Q] C. Dolehide 5-7 6-4 6-3
T. Zidansek b. [Q] K. Juvan 6-2 6-2
[7] H. Watson b. K. Bondarenko 7-6(2) 6-2
[6] L. Zhu b. K. Boulter 7-6(2) 7-5

Il tabellone aggiornato

Continua a leggere

ATP

ATP Acapulco: Paul elimina Sascha Zverev, Nadal ai quarti

Primo successo contro un Top 10 per Tommy Paul contro un Sascha Zverev senza servizio. Eliminato Auger-Aliassime, avanza Nadal

Pubblicato

il

Tommy Paul - Acapulco 2020 (foto Twitter @AbiertoTelcel)

Continuano le sorprese all’Abierto Mexicano Telcel di Acapulco: la testa di serie n.2 Alexander Zverev è stata eliminata a sorpresa mercoledì sul campo centrale dall’americano Tommy Paul, n. 66 del ranking mondiale che ha così conquistato la sua prima vittoria contro un Top 10 oltre che l’accesso ai quarti di finale di un torneo ATP 500.

L’inizio del match ha fatto rivivere a Zverev gli incubi dell’estate scorsa, quando il suo servizio si era semplicemente volatilizzato, costringendolo a commettere più di una dozzina di doppi falli a match. Nei primi due turni di battuta il tedesco è incappato in ben sei doppi falli, alcuni dei quali con la seconda di servizio finita in fondo alla rete o fuori di svariati metri, ed ha rischiato di andare subito sotto di due break, salvando ben quattro palle per lo 0-4. Paul ha giocato piuttosto teso, commettendo qualche errore da fondocampo ma cercando quasi sempre di condurre il gioco con Zverev spesso costretto alla difensiva ben oltre la linea di fondo. Anche lo statunitense ha dovuto annullare quattro palle break nel settimo game, ma a differenza del suo avversario il servizio lo ha sempre assistito, e alla fine i primi disastrosi 10 minuti di Zverev hanno fatto la differenza nel primo parziale, vinto da Paul per 6-3 in 46 minuti.

La battuta di Zverev era sembrata essersi ricomposta dopo il catastrofico inizio, tanto che l’inizio del secondo set è andato piuttosto liscio seguendo la regola dei servizi. Zverev però era chiaramente nervoso e si lasciava andare a qualche protesta plateale contro il sistema di chiamata elettronico Foxtenn, reo a suo dire di non valutare correttamente l’impatto della palla sul terreno di gioco, ma chiaramente il tedesco aveva scelto la vittima sbagliata per le sue invettive, dal momento che anche volendo il giudice di sedia non può far nulla per cambiare la valutazione elettronica (che peraltro era sembrata il più delle volte corretta). Il disastro per Sascha però era in agguato: sul 4-4, un game orribile fatto altri due doppi falli (non ne aveva commesso alcuno dal terzo game del match) e due errori gratuiti da fondo hanno condannato il giovane teutonico al break e alla sconfitta da lì a poco.

 

Come detto si tratta della prima affermazione di Tommy Paul contro un Top 10: il ragazzo del 1997, parte della “covata” di tennisti americani che ha conquistato tre titoli Slam junior nel 2015: lui si impose al Roland Garros, Reilly Opelka vinse a Wimbledon e Fritz conquistò il titolo a Flushing Meadows. Al contrario dei suoi due amici, con i quali passa parecchio tempo fuori dal campo, non era finora riuscito ad imporsi nel circuito maggiore, trascorrendo più di tre anni a viaggiare per Challenger. Paul proverà a dare l’assalto alla Top 50 affrontando nei quarti di finale John Isner, che ha superato al secondo turno il qualificato Marcos Giron.

In precedenza il torneo aveva già perso in questa giornata la testa di serie n. 4, il canadese Felix Auger-Aliassime, uscito sconfitto dal match tra due dei giocatori più in forma di questo periodo. Edmund si è infatti aggiudicato il torneo di Long Island un paio di settimane fa, mentre Auger-Aliassime aveva ottenuto due finali consecutive in Europa (a Rotterdam e Marsiglia) prima di prendere un aereo ed esordire sulla costa del Pacifico nemmeno 48 ore dopo aver giocato la finale in Provenza.

In apertura di sessione serale, la partita tra Grigor Dimitrov (n.22 ATP) e Adrian Mannarino (n. 42 ATP) ha intrattenuto gli spettatori per 2 ore e 47 minuti di lunghi scambi tra due giocatori estremamente abili a colpire la palla. Mannarino ha tentato di tessere la sua solita tela appoggiandosi ai colpi di Dimitrov, ma è mancato proprio nel momento decisivo del tie-break finale, anche perché il suo avversario ha giocato in maniera esemplare in quel frangente. Il francese si era aggiudicato il primo set salvando un set point ed aggiudicandosi gli ultimi tre punti del tie-break; poi, dopo aver ceduto il secondo parziale ed essere andato sotto di due break nel terzo, Mannarino aveva rimontato gioco dopo gioco fino ad arrivare ad avere due match-point consecutivi sul 5-4, peraltro ben cancellati da Dimitrov. Il tie-break decisivo è stato a senso unico, chiuso da uno splendido passante di rovescio da parte del bulgaro che ha chiuso con un punto esclamativo una splendida partita.

L’ultimo match della giornata è stato quello tra la prima testa di serie Rafael Nadal e il serbo Miomir Kecmanovic, nel quale il giovane balcanico è stato quasi travolto nel primo set (subito sotto 1-5 in un attimo), ma è riuscito a riprendersi dopo che il “tram Nadal” lo aveva investito giocando un ottimo secondo set. Non è però bastato, perché dopo sette game senza palle break Nadal si è inventato un passante di diritto in corsa su uno smash di Kecmanovic che sembrava aver aperto la partita come una scatoletta di tonno. Il serbo però aveva altre idee: nonostante fosse mezzanotte passata, Kecmanovic ha alzato il ritmo degli scambi strappando il servizio allo spagnolo mentre stava servendo per il match sul 5-3, ha tenuto quel ritmo folle per una splendida decina di minuti, ma poi, sul 5-6, ha iniziato a deragliare commettendo i tre errori gratuiti che hanno concluso la partita. Nadal proseguirà la sua rincorsa al titolo nei quarti di finale contro il sud coreano Soonwoo Kwon (n. 76 ATP).

I risultati completi:

K. Edmund b. [4] F. Auger-Aliassime 6-4 6-4
S. Kwon b. [8] D. Lajovic 7-6(2) 6-0
[5] J. Isner b. [Q] M. Giron 6-3 7-6(4)
[Q] T. Paul b. [2] A. Zverev 6-3 6-4
[7] G. Dimitrov  b. A. Mannarino 6-7(8) 6-4 7-6(2)
T. Fritz b. U. Humbert 6-4 6-1
[3] S. Wawrinka b.  [SE] P. Martinez 6-4 6-4
[1] R. Nadal b. M. Kecmanovic 6-2 7-5

Il tabellone aggiornato

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement