Mezzanotte di fuoco con Berrettini-Nadal, sperando non sia come con Federer

Editoriali del Direttore

Mezzanotte di fuoco con Berrettini-Nadal, sperando non sia come con Federer

US OPEN – In parecchi pensiamo che non lo sarà. Nessuno si illude, ma molti sperano. Matteo ci ha abituato a sorprendere. Questo editoriale… lo avete scritto voi

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

da New York, il direttore

È la vigilia di una semifinale che, a mezzanotte e dintorni (Mezzanotte di fuoco?), si preannuncia “Mission Impossible”. Mai titolo cinematografico fu più abusato. Però io che potrei guardare lo stesso film più volte – almeno all’inizio – credo di ricordare che alla fine Tom Cruise la sfanga, riesce a compiere la Mission Impossible superando mille ostacoli. Più o meno come ha fatto Berrettini con Monfils.

Matteo che, mi par di capire dalle sue citazione di Django Unchained (e altri), è appassionato di cinema, dovrebbe poterne trarre ispirazione e conforto. Certo Rafa Nadal, a caccia dello Slam n.19, è il “leone della giungla” per Schwartzman, il “marziano” per Matteo Berrettini, però la vita e il tennis ci hanno insegnato che nessuno è imbattibile, nemmeno quando i bookmakers pagherebbero un tuo exploit 11 volte quel che scommetti. Io ero qui a Flushing quando Fabio Fognini incontrò Rafa Nadal. Se avessi consultato un bookmaker quando Rafa era avanti due set a zero credo che non ci sarebbe stata quota. In uno Slam Rafa non aveva – e non ha mai perso se non mi sono dimenticato qualcosa – dopo essere stato in vantaggio per due set a zero.

 

Su un campo da tennis possono succedere tante cose. E non sempre le considerazioni tecniche finiscono per prevalere su quelle umane. Altrimenti non ci sarebbero mai grandi sorprese. Secondo Vincenzo Santopadre la “mazzata” inflitta da Federer a Matteo in quel di Wimbledon è stata dolorosa ma alla fine salutare. E anche Matteo ha sostenuto che se non si fanno certe esperienze non si cresce. Occorre avere la capacità di digerirle, di apprendere. Ora Vincenzo è convinto che contro Nadal la mattanza non si ripeterà. Certo che Nadal non è tipo di fare regali, se può darti 6-2 6-1 6-1 – cito un punteggio a caso! – te lo dà. Del resto anche Chris Evert la pensava come Rafa e si comportava così: “Se dai 6-1 6-1 la prima volta che giochi contro un’avversario questo se lo ricorderà e ti rispetterà sempre. E con lui anche gli altri che lo verranno a sapere. Mai regalare nulla sul campo da tennis, potrebbe tornarti indietro come un boomerang!”.

Con le semifinali femminili (leggete qui della vittoria di Serena Williams, e qui del successo di Bianca Andreescu) che cominciavano alle 19 locali ho avuto più tempo. Ho letto i commenti di molti lettori. So che tanti amici di Ubitennis non li leggono, forse allontanati dai “troll” che imperversavano quando avevamo deciso di non moderare preventivamente gli interventi. Chi ci accusava di non farlo per raccattare qualche clic in più non capiva che invece lo facevamo per cercare di risparmiare del tempo prezioso. Ma purtroppo ci siamo dovuti rassegnare, perché l’inciviltà di alcuni – nemmeno tanti – rovinava la gradevolezza di potersi scambiare commenti spesso bene informati e intelligenti. Per carità ce ne scappano ancora, perché il compito di moderare nell’arco di 24 ore è pesantissimo, ma molti, molti meno.

Così colgo l’occasione per complimentarmi per gran parte dei commenti ricevuti a seguito della entusiasmante rocambolesca vittoria di Matteo Berrettini su Gael Monfils (il quale – do una notizia – è venuto a congratularsi con il team di Matteo a fine partite con grande, grandissimo fairplay; sono pochissimi quelli che lo avrebbero fatto dopo una partita di quel genere) e anziché scrivere di mio pugno quel che penso, ho ritenuto stavolta di ripubblicare in ordine sparso (e non di merito) contenuti emersi dai post che avete inviato a corredo del mio articolo. Così facendo mi auguro che, oltre a dare forse un minimo di soddisfazione a chi li ha fatti e vi si riconoscerà (non ho messo i nomi perché non volevo dare la sensazione di fare il maestrino che dà i voti), stimolerò qualcuno dei lettori che solitamente snobba i commenti a invece leggerli e semmai replicare.

Non è detto che quelle frasi che ho scelto… io le condivida tutte al cento per cento. Semplicemente mi è parso che palesassero comunque una certa ragionevolezza, anche quando avrei forse desiderato discutere e approfondire. La ricerchina che ho fatto, con il conseguente copia e incolla, non ha pretese di completezza. Mi scuso fin d’ora con gli autori di post, di frasi all’interno dei post, che mi sono sfuggiti. Ribadisco che l’ordine di raccolta è casuale, sono andato all’indietro, dai più recenti ai più vecchi commenti da voi postati.


Se Nadal sta a posto fisicamente, non ci sarà partita, troppa differenza tra i due. Nadal non farà 17 doppi falli e non gli darà mai 3 palle uguali da colpire, e soprattutto farà tante tante cose che Monfils non riesce a fare. Se invece Nadal dovesse avere qualche problemuccio fisico, cosa che non è da escludere alla sua età, allora qualche possibilità di fare la partita ci sarà anche per Berrettini. Questo ovviamente non deve togliere nulla all’impresa compiuta dall’italiano che, per serietà, qualità e abnegazione, è di gran lunga il migliore tennista che abbiamo in questo momento in Italia.

Attenzione: Nadal ha perso solo due match sul cemento quest’anno.

Preso atto che Nadal sia nettamente favorito le chiavi di lettura del match sono principalmente due: 1) percentuale prima di servizio, 2) ricerca della profondità quando arriveranno i “topponi” dalla parte del rovescio.

Berrettini è in grado di deglutire i rospi delle numerose occasioni sprecate ed ancor di più accettare di averle sprecate più per proprio demerito che per merito altrui, per poi riproporsi come nulla fosse. E’ una caratteristica da grande uomo, che sposata alle non comuni qualità tecniche ed atletiche, pur sempre migliorabili, fa veramente ben sperare per il futuro e, già al presente, lascia una grande soddisfazione in noi che lo tifiamo.

Scanagatta, ma Nadal ha giocato una partita molto difficile in termini fisici. Aveva problemi di stomaco, si è disidratato con un’umidità pazzesca. In preda ai crampi alla mano destra, al braccio destro, alle gambe…

Per scardinare il gioco di Nadal bisogna tirare (forte) tanti rovesci lungolinea. Purtroppo non è ancora un colpo in cui Berrettini si sente sicurissimo, ma ho visto bei miglioramenti.

Davvero contento per lui. Vincesse un set vs RAFA sarebbe un miracolo sportivo ma non farà più di 7 game per me…

1) Andare in campo non pensando: “Vabbè, lui è Nadal, se non lo batto stavolta sarà per la prossima”. No! Andare in campo pensando: “Lo batto OGGI”. 2) Allenare molto, fino alla partita, tre cose: il rovescio, la risposta al servizio e la smorzata. Non bisogna rispondergli con palle (troppo facilmente) aggredibili. E ricordarsi che Nadal ODIA la smorzata degli avversari. Gli spezza il ritmo, cosa che lui odia. Inoltre, mentre lateralmente tuttora può correre per 24 ore e forse più, la corsa in avanti, specialmente quando costretto, lo affatica di più.

Berrettini scenderà in campo senza nulla da perdere e questo credo che lo farà giocare libero mentalmente.

I 4 break subiti da Nadal contro Diego contano poco e nulla, Diego ha un servizio inesistente e per forza per essere a quei livelli deve avere sviluppato altre caratteristiche, in sostanza è uno che brekka molto, è il giocatore che vince più game in risposta dopo Rafa e Nole.

Vero è che Dieghino era davvero ovunque e si muoveva alla velocità della luce. Per forza non finirà come a Wimbledon, dovrebbe fare 2 games…

Servizio, dritto e testa sono già da top 10… il rovescio è un punto debole evidente ancora.

Tutti sappiamo che ha pochissime chance in semi, forse sperare in un malessere dell’avversario ma non è una cosa che sportivamente possiamo fare. Ma intanto è in semi! E l’ha meritato, nessun regalo né scorciatoia. Va applaudito (senza fare l’errore di idolatrarlo) perché i miglioramenti tecnici degli ultimi 18 mesi, notevolissimi, sono il segno dell’umiltà e dell’impegno che questo ragazzo ci mette ogni giorno sul campo.

Credo anch’io che Matteo non abbia le armi tecniche (e fisiche dopo questa sfacchinata) per superare Nadal, seppure lo spagnolo sia ormai solo un simulacro del grandissimo campione che fu.

Questo Nadal dal Nadal migliore prende tre set a zero eppure potrebbe bastare per vincere uno Slam.

Beh Rafa non è piaciuto manco a me direttore, ma non si dimentichi che in conferenza stampa ha lamentato qualche malessere… per non parlare dei crampi!

Rafa secondo me era un insieme di sorpreso, infastidito, non al top fisicamente, e poi si, anche un po’ vecchio.


Beh, non vi sembra di aver letto un gran numero di ragionamenti sensati? Io non saprei fare considerazioni originali supplementari. Mi complimento di cuore con questi lettori che danno un contributo intelligente e di qualità a Ubitennis. Sono loro riconoscente e dovrebbero esserlo anche gli altri lettori. Non mi pare che esistano altrove, nel mondo dei siti di tennis, qualità aggiunte di questo tipo. Ne sono orgoglioso. Ci sono voluti anni per costruire questa eccellente comunità e vi dirò che un mio cruccio – uno ce n’è sempre – consiste nel non essere riuscito a creare un movimento di opinionisti altrettanto preparati anche su Ubitennis.net che a mio avviso sta diventando ogni giorno di più un ottimo sito.

Ma nessuno però commenta, perché mancano i primi che trascinino i secondi. Non dispero però di arrivarci, prima o poi, anche se può sembrare oggi quasi una mission impossible quanto quella che si appresta ad affrontare Matteo Berrettini, un ragazzo che si è fatto uomo, che come persona mi piace tantissimo, che regalerà tante soddisfazioni al tennis italiano negli anni a venire. Stasera intorno a mezzanotte italiana tiferemo tutti per lui.

Continua a leggere
Commenti

Editoriali del Direttore

Non credo che Serena Williams possa vincere il suo quarto Roland Garros, ma…

La caccia al 24° Slam di Court nella sua testa continua. Anche se fa freddo “e io lo odio! Mai vista la neve per metà della mia vita” e le palle sono pesanti. Ma se il maltempo l’aiutasse facendole disputare le sue partite sotto il tetto?

Pubblicato

il

Serena Williams - Roland Garros 2020 (da Twitter, @rolandgarros)

Tanti auguri Serena, buon compleanno davvero alla giocatrice più forte del terzo millennio e forse di sempre (anche se Gianni Clerici direbbe che lo è stata invece Suzanne Lenglen, La Divina).

Ieri Serena Williams ha compiuto 39 anni e ha detto, non per la prima volta: “Non avrei mai creduto di ritrovarmi a giocare ancora a 39 anni. E ora non so quando mi fermerò. Mi diverto ancora e finché mi diverto…”. Pareva di sentire riecheggiare le parole tante volte pronunciate da un suo coetaneo, tal Roger Federer.

Di certo, è la prima volta che Serena li festeggia a Parigi. E di certo è anche la prima volta dopo tantissimi anni che all’avvio di uno Slam non viene considerata fra le primissime favorite, nonostante all’appello manchi la campionessa in carica Barty, e le ultime due vincitrici dell’US Open Osaka e Andreescu (peraltro non fortissime sulla terra rossa).

 

Vero che la terra battuta non è mai stata la superficie prediletta – le spunta in buona parte l’altrimenti micidiale arma del servizio – tuttavia il suo non è un caso… Sampras! Sweet Pete non è mai andato oltre una semifinale a Parigi (1996). Serena ha vinto il Roland Garros tre volte (2002-2013-2015) ed è stata finalista nel 2016, semifinalista nel 2003, nei quarti altre cinque volte. Ai tre trionfi nel torneo di Port Auteuil si devono aggiungere altri 10 titoli conquistati sui campi rossi. Non sono così pochi.

Ma, oltre a dover sottolineare che sono comunque cinque anni che Serena non vince più al Roland Garros – nel 2015 è diventata la più anziana vincitrice del torneo con i suoi 33 anni e mezzo – quest’anno sembra esserci una favorita che sembra stagliarsi su tutte, Simona Halep, e varie altre, come Svitolina e Azarenka nel suo quarto (Vika l’ha battuta a New York), Muguruza e Kenin nell’altra metà, che sembrano avere le stesse chance di Serena se non di più, dopo aver visto che Serena si è fatta trascinare al terzo set da tutte le sue avversarie nel Kentucky e all’US Open prima di soccombere.

Potete, se ne avete voglia, ascoltare i motivi per cui Steve Flink e il sottoscritto ci siamo sbilanciati in sede di presentazione video del sorteggio a sostenere che ci sembra fortemente improbabile che Serena, certo appesantita dagli anni con l’handicap di una superficie ultra-pesante per via dell’umidità incalzante e di palle Wilson che perfino Nadal fa fatica a spingere, riesca a conquistare il suo quarto Roland Garros e il famoso 24° Slam. Cioè quello che le consentirebbe di eguagliare il record di Margaret Court e cancellare l’incubo che la perseguita ormai da nove tentativi falliti, incluse le quattro finali Slam perdute dopo la nascita della sua bambina e tutte perdute senza aver vinto un set.

Serena si è allenata in Francia da lunedì, alla tennis Academy del suo coach Patrick Mouratoglou nei pressi di Nizza, ma sulla terra rossa non gioca da un anno e mezzo, dal terzo turno del Roland Garros del maggio 2019, quando perse da Sofia Kenin (la sconfitta per lei più… prematura in uno Slam dal 2014).

Serena Williams – Roland Garros 2020 (da Twitter, @rolandgarros)

Per una qualsiasi altra giocatrice l’aver centrato quattro finali di Slam e perso soltanto in semifinale all’ultimo US Open avrebbe rappresentato un sogno. Per lei no. Ha vinto 23 Slam su 75 ai quali era iscritta, mica uno solo.

Una semifinale dovrebbe essere un buon risultato per me? Assolutamente no! Mi ritrovo in una posizione nella mia carriera nella quale non posso essere soddisfatta! Non voglio star seduta qui e dire: “Oh, sono felice! No, perché non lo sono!”.

Serena dovrà affrontare al primo turno Kristie Ahn, l’americana che si è distinta particolarmente in questo 2020 per la sua abilità nel movimentare i social, soprattutto Tik Tok, durante i mesi difficili del lockdown. “Non ho giocato alcun torneo di preparazione a questo, il che è inconsueto per me – ha detto ieri Serena a Parigi. Questo è stato un anno davvero inconsueto, raro. Ho cercato di fare tutta la riabilitazione possibile da Patrick, dopo il problema avuto alla caviglia a New York. Sono al 100 per 100 della condizione fisica ora? No, ma abbastanza per provarci. Non giocherei se non pensassi di essere competitiva e non conosco atleti che non competano se non sono al 100%. Se gioco bene posso ancora battere chiunque e più gioco e meglio dovrei riuscire a giocare”.

Insomma la caccia di Serena continua, anche se con questo freddo parigino lei non ha mai giocato. “Fra California e Florida, e nei vari tornei, non mi è mai capitato. Odio il freddo e per metà della mia vita…non ho mai visto la neve!”. Di certo il tempo, che prevede piogge ripetute, non sarà suo alleato… a meno che dovendosi lei esibire quasi sempre sotto il tetto dello Chatrier (sia pure un tetto con delle perdite…), non finisca per avvantaggiarsene.

P.S. A proposito di tetti “bucati”, qualcuno ricorda quello di Napoli per il match di Fed Cup Italia-Spagna?

Continua a leggere

Editoriali del Direttore

Jannik Sinner è il favorito con il mancato sposo Goffin? Il belga: ”In allenamento mi batte sempre e a Rotterdam…”

“Vedo Sinner capace di vincere uno Slam, prima o poi…”. Il belga si è allenato con Berrettini. E Djokovic con Thiem

Pubblicato

il

Il programma del Day 1 a Parigi

C’era stato un risultato, fra i tanti a sorpresa registrati a Roma durante gli Internazionali d’Italia e dovuti a tante concause (transizione dal cemento made in USA, desuetudine agonistica, effetti Covid) che da noi in Italia era passato sotto silenzio pur essendomi apparso impronosticabile: il netto 6-2 6-2 inflitto a David Goffin da Marin Cilic.

Soltanto oggi sono in grado di interpretarlo meglio, alla luce di una notizia fornitami dall’amico e collega belga Yves Simon: il 19 settembre, cioè nel weekend del torneo di Roma, Goffin avrebbe dovuto sposarsi!

Soltanto una decina di giorni prima ha deciso, causa Covid-19 e l’impossibilità di fare il ricevimento che avrebbe voluto, di rinviare il matrimonio.

 

“A quel punto ho deciso di giocare a Roma…ma è stato un errore! Non ero preparato, né tennisticamente né mentalmente. Non ho voluto ripetere l’errore andando anche a Amburgo. Ho preferito allenarmi intensamente a Montecarlo…”.

-E l’hai fatto?

“Sì, ho giocato per cinque giorni con grande intensità, sulla terra rossa naturalmente, e mi sento adesso in forma e ottimamente preparato”.

-Temi Sinner?

“Lo conosco bene, ci siamo allenati diverse volte, sia a Monaco sia a Bordighera. E’ molto forte e sono convinto che sia un giocatore che prima o poi potrà vincere uno Slam. In allenamento mi batteva sempre, e lo ha fatto anche a Rotterdam in gara (76,75, 9 p. a 7p. il punteggio del tiebreak; si è giocato a febbraio 2020), però uno Slam è diverso: si gioca tre set su cinque, e vincere tre set per un giovane non è come vincerne due. Avete visto cosa è successo a Jannik all’US Open con Khachanov? E’ anche una questione di esperienza…”

Tutto vero, come vero che le condizioni climatiche, il freddo che ha costretto in questi giorni tutti i giocatori a indossare leggings – beh, in Francia li chiamano fuseaux, la traduzione italiana calzamaglia, ghette non mi persuade – le palle Wilson assai pesanti di cui si è lamentato Rafa Nadal, sembrerebbero poter favorire il tennis di Sinner al cospetto del “peso leggero” belga.

Questo sabato, alla vigilia del suo match delle 11 sul Chatrier, Goffin si è allenato sul campo Simonne Mathieu con Matteo Berrettini. Per carpirgli qualche segreto su Sinner? Sullo Chatrier hanno invece giocato insieme, curiosamente, Djokovic e Thiem. Vero che l’austriaco è capitato nella metà del tabellone di Nadal, ma fra 15 giorni Nole e Dominic potrebbero trovarsi contro in finale.

Continua a leggere

Editoriali del Direttore

Roland Garros, avvio con il botto: Wawrinka-Murray, ma anche Thiem-Cilic e Sinner-Goffin

Per Thiem, nella metà di Nadal, un percorso di guerra. Rispetto a Rafa, dopo l’inizio in discesa, sta meglio Djokovic

Pubblicato

il

Dominic Thiem - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

IL TABELLONE MASCHILE
IL TABELLONE FEMMINILE


Tengo a precisare, a scanso di equivoci, di avere scritto questo articolo di commento al tabellone entro l’ora successiva al sorteggio. Si è deciso di ritardarne la pubblicazione per la mattina presto di venerdì per dare modo ai lettori di commentarlo senza che Ubitennis con il mio editoriale avesse già dato una sua impronta. Ora potrete verificare se alcuni dei commenti postati dai lettori coincidano più o meno, o addirittura per niente con quanto potete leggere in questo articolo. E sono curioso anch’io di vedere se il mio pensiero sarà stato condiviso o meno. Buona lettura (spero…).

Un sorteggio con il botto: Wawrinka-Murray al primo turno! Un ex campione del Roland Garros contro un ex finalista, lo svizzero ex n.3 contro lo scozzese ex n.1! Ma anche Thiem-Cilic, due che sono o sono stati n.3 del mondo, fra il finalista degli ultimi due anni e il croato quartofinalista nel 2017 e 2018, non è davvero da buttar via, anche se Cilic, 32 anni questo 28 settembre, non è più quello che ha vinto un US Open sei anni fa (2014).

E l’altro aspetto più significativo è che Thiem e Nadal, finalisti degli ultimi due anni si trovano nella stessa metà tabellone. Non solo: per Thiem al di là dell’ostacolo forse non così duro in Cilic, c’è un probabile Ruud al terzo turno e in ottavi teoricamente Wawrinka (più che Murray, ma non si sa mai: il Wawrinka visto con Musetti non è apparso irresistibile) per trovare poi magari Schwartzman più che Monfils. Insomma un vero percorso minato per l’austriaco, per arrivare a Nadal! Non mi pare si possa dire che abbia avuto fortuna.

E anche Nadal, che non si può davvero lamentare del suo tabellone fino ai quarti, poi però non sarà contento neppure lui di avere Thiem dalla sua parte, mentre non credo che tema un’eventuale quarto contro Zverev- Corre meno rischi di lui Djokovic, perché, a parte quel Bautista Agut che lui un po’ soffre (ma più sul cemento che sulla terra rossa, direi) e potrebbe trovare nei quarti se lo spagnolo esce dalla zona presidiata da Berrettini che rischierà a sua volta con Carreno Busta, secondo me difficilmente può perdere da Khachanov o Garin, e nemmeno dal n.4 Medvedev, dal n.13 Rublev, dal 9 Shapovalov

Semmai è Tsitsipas in buona giornata quello che gli può dare più noia, perché gli altri tre succitati sulla terra rossa sono troppo incostanti per metterlo in difficoltà sulla distanza dei tre su cinque. Vedrei il miglior Shapovalov capace di stappargli un set o forse due, ma non tre, almeno oggi. Tsitsipas farà bene però a stare attento a Krajinovic, così come Shapovalov non ha il match in tasca con Dimitrov al terzo turno. Da Medvedev-Fucsovics potrebbe scappar fuori la prima sorpresa, nel senso di un top-5 estromesso dal torneo anzitempo.

Per quanto riguarda gli italiani, beh è un peccato che Fognini non sia (probabilmente) nelle migliori condizioni, perché un tabellone migliore di questo non poteva capitargli. Kukushkin, poi un qualificato, poi un quartetto da cui potrebbe uscire Isner che sulla terra rossa a 34 anni non è troppo temibile, insomma arrivare a Nadal negli ottavi sarebbe un traguardo raggiungibilissimo. Di Berrettini ho accennato: al terzo turno dovrebbe arrivare senza problemi, poi troverebbe o Carreno Busta o Bautista Agut in ottavi e lì probabile disco rosso con Djokovic, contro il quale Matteo sarebbe più temibile sul cemento nonostante che anche Djokovic sui campi duri abbia dimostrato di essere un n.1.

Un primo turno durissimo, e uno dei match di cartello anche per chi non è italiano né belga, è Goffin-Sinner. Entrambi non possono dirsi fortunati. Goffin è certamente favorito, ma c’è partita. Anche in questo caso forse il “nostro” aveva più chances di fargli male sul “veloce” dove il suo dritto soffre meno. I due si conoscono benissimo, si sono allenati tante volte insieme sia a Montecarlo sia al Centro Piatti di Bordighera. Curiosamente più volte su campi in cemento che sulla terra rossa. L’amico giornalista Yves Simon mi ha detto che Goffin gli ha raccontato: “In allenamento con Jannik credo di non aver vinto quasi mai!”.

 

Chi viene fuori da quel duello può far parecchia strada. La testa di serie che presidia la zona è Paire… e più in là a livello di ottavi Zverev che sui campi rossi, anche se ha vinto Roma, non mi convince del tutto. Il tedesco però ha un buon tabellone, fino a Goffin (o Sinner?) non vedo proprio da chi possa perdere. Però Sascha non è ancora un tennista solidissimo, di nervi e prestazioni.

Dagli altri azzurri, più che al massimo un secondo o un terzo turno, non credo ci si possa attendere, perché al primo o al secondo si imbattono in teste di serie, anche se non fortissime. Per ora mi fermo qui. Un commento al tabellone femminile lo farò in un secondo momento, ma se dovessi scommettere su una finale dopo aver visto il tabellone punterei su Halep-Muguruza.

OTTAVI TEORICI

[1] N. Djokovic vs [15] K. Khachanov
[10] R. Bautista Agut vs [7] M. Berrettini
[4] D. Medvedev vs [13] A. Rublev
[9] D. Shapovalov vs [5] S. Tsitsipas

[8] G. Monfils vs [12] D. Schwartzman
[16] S. Wawrinka vs [3] Thiem
[6] A. Zverev vs [11] D. Goffin
[14] F. Fognini vs [2] R. Nadal

PRIMO TURNO PER GLI ITALIANI

[7] M. Berrettini vs V. Pospisil
[14] F. Fognini vs M. Kukushkin
L. Sonego vs qualificato
J. Sinner vs [11] D. Goffin
G. Mager vs [22] D. Lajovic
S. Travaglia vs P. Andujar
A. Seppi vs qualificato
S. Caruso vs G. Pella

Il tabellone maschile del Roland Garros con tutti i risultati aggiornati

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement