Roland Garros: Pliskova rimonta, stupisce la 17enne Tauson. Il peccato di Eva (Asderaki)

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Roland Garros: Pliskova rimonta, stupisce la 17enne Tauson. Il peccato di Eva (Asderaki)

La N.2 del seeding cede un set alla qualificata egiziana Sherif. La vincitrice dell’Australian Open junior accede al secondo turno battendo Brady . Avanti anche Rybakina, Ostapenko e Keys

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Clara Tauson - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Pioggia ancora di scena a Parigi, per fortuna non nel ruolo di protagonista. Un paio di sospensioni stanno comunque ritardando il programma della giornata che dovrebbe completare il primo turno dei tabelloni; per quanto riguarda il torneo femminile non sono mancate sorprese, rimonte rocambolesche e match point annullati.

LA NUMERO 2 IN 3 – Avevamo lasciato Karolina Pliskova in finale a Roma, con il ritiro dopo aver tentato di giocare a dispetto di un problema alla coscia sinistra. Nell’incontro che apre il programma sullo Philippe-Chatrier, fatica (ma la coscia non c’entra) e supera in rimonta la qualificata egiziana Mayar Sherif che ha fatto suo il primo parziale dopo aver annullato otto set point. La risposta di Karolina soffre il kick esterno di Sherif che lo scaglia da posizione piuttosto decentrata. Mayar alza topponi, accelera, gioca drop shot e difende. Interessante (ma non da provare a casa) la sua impugnatura estrema di dritto, praticamente una continental colpendo però con la faccia opposta del piatto corde; la parte interessante è che non ha bisogno di cambiare presa per giocare le smorzate. In ogni caso, ceduto il primo set in cui ha anche rotto una racchetta e preso il relativo warning, Pliskova fa finalmente valere il divario tecnico per un comodo 6-2, ma fatica a trovare l’allungo nella partita finale. L’equilibrio si rompe sul 3 pari, quando Pliskova passa alla sesta palla break del game, dopo un’ottima risposta al solito servizio esterno. Ce la mette tutta per restare nel match, Sherif, comprese alcune corse disperate in uno scambio che stava diventando quasi comico per l’incapacità di Karo di chiudere una palla facile dopo l’altra, ma alla fine Pliskova prevale.

“TOUCH” VS “NOT UP” – Risalendo da 1-5 nel primo set, Laura Siegemund ha la meglio su Kristina Mladenovic in due set. La cronaca potrebbe iniziare con “Mladenovic vince il primo set 6-1, ma l’arbitro, Eva Asderaki, non se ne accorge e il parziale è appannaggio di Siegemund” e sarebbe un riassunto senz’altro veritiero. Su quello che sarà solo il primo set point, succede infatti che la smorzata francese rimbalzi due volte prima che Siegemund la rimandi con un notevole effetto all’indietro; Kiki si allunga, tocca la rete e l’altra, zitta zitta, si prende il punto. Appurato che è not up solo nel momento in cui l’arbitro lo chiama, non si può allora neanche omettere che Mladenovic, volata 5-1, si è procurata complessivamente sette set point, di cui cinque in risposta al nono gioco. In quello successivo, mentre serve una seconda volta per far suo il parziale, il rumore proveniente dal tetto può essere scambiato per quello della pioggia che ha fermato i match sugli altri campi, ma in realtà sono i fantasmi newyorchesi che bussano violentemente desiderosi di ricordarle la sua sconfitta con Gracheva.

Poi, si accorgono che la struttura lascia parecchio spazio per entrare e per Kiki si mette davvero male. La campionessa di doppio allo US Open, che in effetti era risultata assente all’appello iniziale, ha ormai iniziato a dispensare le sue giocate, altamente apprezzabili purché si abbia la pazienza di aspettare che rimetta in gioco la palla, sperando che entri la prima: un let sulla seconda darebbe tempo allo spettatore di andare in bagno senza perdersi un punto. In grado di esprimersi molto bene su terra indoor, Siegemund si prende la vittoria per 7-5 6-3 chiudendo con l’ennesimo dritto vincente. Al prossimo turno affronterà Julia Goerges, trascinata al terzo nonostante tre opportunità di chiudere in due set dalla tds n. 19 Alison Riske, certo meno temibile sulla terra rispetto alle superfici più veloci.

 

C’È DEL NUOVO IN DANIMARCA – Non si ferma la vincitrice dell’Australian Open junior Clara Tauson, che annulla due match point a Jennifer Brady e si prende il secondo turno alla sua prima apparizione Slam. La diciassettenne danese, che nelle qualificazioni aveva lasciato tre giochi alla nostra Elisabetta Cocciaretto, continua a tirare mazzate e vincere, arrivando virtualmente alle porte della top 150, con un po’ di collaborazione della sua la più quotata avversaria che pensava di aver ormai girato l’incontro dopo aver vinto il secondo set e andata avanti di un break risultato effimero nel terzo. Niente da fare neanche quando, servendo su 5-6, Clara si è ritrovata 15-40, perché una buona prima e uno scambio in cui lascia andare il braccio fino a far andare fuori giri Brady cancellano la doppia opportunità di chiudere per la statunitense, che accusa il colpo e cede la battuta. Riagguanta il pareggio annullando tre match point, ma, impantanata nel gioco successivo dopo uno smash sbagliato, Jennifer perde ancora il servizio. Tauson ha bisogno di altri due match point per chiudere, dopo aver soffocato l’ultima speranza di Brady sul 30-40 scaraventando dritti violentissimi da ogni piastrella.

NON CONVINCE MA – Sofia Kenin lascia un set alla coetanea Liudmila Samsonova, n. 125 WTA e certo meno avvezza a dare il meglio sui punti importanti a questi livelli, soprattutto al cospetto della numero 6 del mondo. Si può dire che, per il gioco complessivo espresso, avrebbe senza dubbio potuto battere un’avversaria non centrata come l’odierna Kenin se non avesse pensato di avere di fronte una campionessa Slam in carica. Guardando alle scorse settimane, le sconfitte all’esordio sia a “Cincinnati” sia a Roma (doppio bagel da Azarenka), separate dagli ottavi allo US Open, non promettevano bene per Kenin, che infatti non è né particolarmente precisa né continua nel muovere efficacemente la palla di fronte a una Samsonova che sa colpire forte quando è ben posizionata con gli appoggi.

Dopo il primo parziale vinto senza troppo convincere dalla statunitense per 6-4, Liudmila aumenta la pressione e pareggia il conto dei set, dopo un’arrabbiatura di Kenin per la sospensione quand’era sotto 3-5, visto che aveva infilato due giochi consecutivi che promettevano una rimonta, ma in alcuni punti il campo era un vero pantano e diventava pericoloso. Sulle ali dell’entusiasmo, Samsonova vola allora 2-0 nella partita decisiva, ma Sofia è pronta a rintuzzare l’assalto e passa a fare gara di testa. Allungo decisivo all’ottavo gioco grazie a un rovescio che continua a funzionare e Kenin chiude 6-3.

La fresca finalista del torneo di Strasburgo Elena Rybakina infligge un netto 6-0 6-3 a Sorana Cirstea; troverà Fiona Ferro, al rientro dopo la vittoria a Palermo (infortunio a una costola, secondo l’Équipe) e vincitrice di Heather Watson. Tre sono anche i giochi lasciati da Jelena Ostapenko a Madison Brengle, mentre Danielle Collins batte in rimonta la qualificata Monica Nicolescu.

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ATP Vienna: Sonego vola ai quarti da Djokovic. Sinner si ritira dopo tre giochi con Rublev

Lorenzo batte Hurkacz in due tie-break e si regala un grande match contro Novak Djokovic. Vede ora l’ingresso nei primi 40 del mondo. Jannik abbandona subito il match per un fastidio al piede

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[LL] L. Sonego b. H. Hurkacz 7-6(6) 7-6(2)

Ottima vittoria per Lorenzo Sonego che supera in due tiebreak il numero 31 del mondo, Hubert Hurkacz e si qualifica per i quarti di finale dell’Erste Bank Open di Vienna. Ad attenderlo tra gli ultimi otto del torneo ci sarà nientemeno che il numero uno del mondo, Novak Djokovic. L’azzurro partirà sicuramente sfavorito contro il serbo, ma se si manterrà solido al servizio come nella partita odierna, avrà certamente occasione di fare una bella figura.

Lorenzo ha iniziato benissimo l’incontro: la battuta girava a meraviglia, il dritto faceva male e anche a rete i risultati erano davvero incoraggianti. Il break in suo favore è arrivato già nel quinto gioco e Sonego si è rapidamente issato sul 5-3, avendo perso appena tre punti col servizio a disposizione. Al momento di chiudere però il meccanismo perfetto si è un po’ inceppato e Hurkacz ne ha prontamente approfittato per rimettersi in partita. Avanti 6-5, il polacco ha addirittura avuto un break point che gli sarebbe valso la vittoria del set, ma con un paio di risposte imprecise ha tolto lui stesso le castagne dal fuoco a Sonego. Nel tiebreak, Hurkacz è andato avanti 5-3, si è fatto riprendere, ma è comunque riuscito a procurarsi un secondo set point. Persa anche quest’ultima chance, è stato Sonego ha piazzare la zampata decisiva e ad aggiudicarsi il parziale.

 

Nel secondo set i due non hanno concesso praticamente niente al servizio fino al 5-4, quando Sonego si è procurato un match point in risposta, cancellato da un ace di Hurkacz. Ancora una volta è stato dunque il tiebreak a dirimere la contesa. Stavolta però l’esito è stato molto meno incerto: un doppio fallo del polacco ha infatti consegnato un provvidenziale vantaggio a Sonego che poi ha giocato sul velluto fino al 7-2 finale. Con questo successo, Lorenzo si piazza virtualmente alla posizione numero 38 del ranking ATP (suo nuovo best ranking) in attesa di conoscere i risultati di Adrian Mannarino, ancora in gioco a Nur Sultan.

SINNER OUT – Dura appena tre giochi la partita tra Jannik Sinner e Andrey Rublev. L’azzurro, dopo aver subito un break, si è ritirato per un fastidio al piede che si portava dietro da inizio torneo. Avendo avvertito dolore, Jannik ha probabilmente deciso di non aggravare ulteriormente la situazione e ha lasciato via libera a Rublev. Il russo ora attende il vincente della sfida tra Dominic Thiem e Cristian Garin.

Risultati:

[LL] L. Sonego b. H. Hurkacz 7-6(6) 7-6(2)
[3] S. Tsitsipas vs G. Dimitrov
[SE] D. Evans b. [WC] J. Rodionov 7-5 6-3
[4] D. Medvedev vs [Q] V. Pospisil
[5] A. Rublev b. [WC] J. Sinner 2-1 rit.
[2] D. Thiem vs C. Garin

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Si ritira (di nuovo) Magdalena Rybarikova, l’unica capace di giocare con un muro alle spalle

Sperava di chiudere con la maglia della Slovacchia, ma la cancellazione della Fed Cup ha chiuso definitivamente la sua carriera. Lascia con 4 titoli e la semifinale di Wimbledon del 2017

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Magdalena Rybarikova - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Magdalena Rybarikova ha (definitivamente) appeso la racchetta la chiodo. La tennista slovacca, che questo mese ha compiuto 32 anni, non giocava un match ufficiale da più di un anno – il primo turno delle quali dello US Open 2019, perso contro la coreana Na Lae Han – e aveva sostanzialmente già annunciato il ritiro otto mesi fa. Nei suoi piani c’era una chiusura della carriera con i colori della Slovacchia, alle finali di Fed Cup che si sarebbero dovute disputare questo aprile a Budapest, ma la pandemia ha rinviato tutto al 2021 e Magda ha deciso di ritirarsi senza passerella finale.

Dopo aver valuto ogni scenario, ho deciso di mettere fine alla mia carriera. Sono grata per tutto quello che il tennis mi ha dato, dopo 15 anni di alti e bassi; oltre ad aver incontrato molte persone interessanti in tutto il mondo, ho potuto provare grandi emozioni – a partire dal primo torneo vinto da ragazzina fino alla semifinale di Wimbledon del 2017“, ha scritto Rybarikova in un post di congedo su Instagram. Per curiosa coincidenza, il suo ritiro arriva appena otto giorni dopo il medesimo annuncio fatto da Julia Goerges, sua coetanea, che ha raggiunto la semifinale a Wimbledon un anno dopo di lei (nel 2018).

Voglio ringraziare la mia famiglia per il supporto, tutti i miei allenatori che hanno provato a tirare fuori il meglio da me sul campo e Kristian Cupak, che si è assicurato che fossi abbastanza in forma per farcela ed è stato nel mio team per tutta la carriera” prosegue Rybarikova. “Voglio ringraziare tutti i tifosi per essermi stati accanto nei momenti buoni e meno buoni, per avermi incoraggiato durante i match e sui social; mi hanno aiutato a fare quel passo in più quando pensavo di non farcela. Lascio con un grande sorriso e non vedo l’ora di vedere cosa mi riserverà il prossimo capitolo della mia vita“.

 

Il capitolo che si è appena concluso l’ha vista salire fino alla 17° posizione del ranking WTA a inizio 2018, nel mezzo del biennio in cui Magdalena Rybarikova ha espresso il suo tennis migliore raggiungendo anche i migliori risultati a livello Slam (oltre alla semi di Wimbledon, gli ottavi all’Australian Open 2018). Ha vinto i suoi quattro titoli tutti nella prima parte di carriera, tra 2009 e 2013, ma non è mai riuscita a dare continuità al suo tennis fatto di anticipi e movimenti leggeri cui abbinava un gioco di volo talvolta eccezionale. Dopo l’infortunio patito nella seconda metà del 2016 e le operazioni a polso e ginocchio, un tentativo di risolvere acciacchi con cui ha dovuto convivere per tutta la carriera, Rybarikova ha vissuto un secondo periodo d’oro culminato nella cavalcata sui prati di Church Road del 2017 – dove si è inchinata solo al cospetto dell’irresistibile Muguruza di quell’estate – e nell’ingresso in top 20, dopo il quale si è avviato un lento declino che ha condotto al ritiro.

Di Rybarikova mancherà soprattutto una qualità, probabilmente unica nel panorama tennistico mondiale. I suoi swing di dritto e rovescio, più simili a rapidi schiaffetti che a veri ceffoni a mano aperta con la racchetta, le avrebbero consentito di giocare a tennis anche con un muro alle spalle. Bye bye (di nuovo), Magda.

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ATP

Sinner parte bene a Vienna, eliminato Ruud in due set

Jannik annulla un set point nel primo parziale al norvegese, poi controlla la partita con autorità. Quattordicesima vittoria stagionale per lui

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Jannik Sinner – ATP Colonia 2 (foto via Twitter @atptour)

[WC] J. Sinner b. C. Ruud 7-6(2) 6-3

Nuovo torneo, nuova buonissima prestazione per Jannik Sinner, che supera in due set il sempre coriaceo Casper Ruud. Sul veloce indoor, l’italiano dimostra ancora una volta di trovarsi incredibilmente a proprio agio e di avere molto più armi per far male rispetto al proprio avversario, che pure per un set lo ha impegnato seriamente. Il 21enne norvegese infatti ha contenuto molto bene le solite potentissime accelerazioni di Sinner e addirittura ha avuto un set point sul 6-5 che, se convertito, avrebbe potuto portare ad tutt’altri sviluppi. Dal tiebreak in poi però, Jannik ha preso in mano la partita e si è portato a casa la quattordicesima vittoria stagionale (nessun italiano ha fatto meglio nel 2020). Al prossimo turno se la vedrà con Andrey Rublev in un incontro che preannuncia spettacolo.

IL MATCH – Il piano partita di Sinner è piuttosto chiaro sin dall’inizio: insistere maniacalmente sul rovescio dell’avversario ogniqualvolta si presenti l’occasione per farlo. Grazie a servizi ben piazzati, Ruud riesce però a evitare per larghi tratti la diagonale sinistra. Le chance di break per Sinner si concentrano tutte nel settimo gioco del primo set. In tutte e tre le occasioni è molto bravo il norvegese a giocare aggressivo e a salvarsi. Passato questo piccolo momento di difficoltà, Ruud torna a gestire abbastanza tranquillamente i propri turni di battuta, manovrando benissimo col dritto, colpo col quale non teme il confronto con Sinner. Un po’ a sorpresa, il 21enne norvegese si procura addirittura un set point in risposta nel dodicesimo gioco, ma Sinner storna subito via il pericolo e trascina il primo parziale al tiebreak. Tiebreak che l’italiano domina con il punteggio di 7-2.

 

Sulla scorta dell’ottimo finale di primo set, Jannik prova a scappare e si invola rapidamente sul 3-0. Un brutto passaggio a vuoto, il primo della sua partita, però rimette in carreggiata Ruud, che si scuote e impatta sul 3-3. Come spesso lo abbiamo visto fare nella sua pur giovane carriera, Sinner cancella immediatamente quanto di brutto accaduto e torna a macinare gioco con entrambi i fondamentali. Un impressionante parziale di undici punti a uno (peraltro frutto di un suo dritto in rete) gli consegna tre consecutivi match point. Qui l’azzurro si fa prendere un po’ dalla fretta, commettendo tre errori di dritto, prima di rimettere insieme i pezzi e chiudere il match dopo un’ora e 47 minuti di gioco.

Risultati

Secondo turno
[1/WC] N. Djokovic b. B. Coric 7-6(11) 6-3
[PR] K. Anderson b. P. Carreno Busta 7-5 6-1

Primo turno
[3] S. Tsitsipas b. J-L Struff 6-7(3) 6-3 6-4
[Q] V. Pospisil b. F. Auger-Aliassime 7-5 7-5
[4] D. Medvedev b. [LL] J. Jung 6-3 6-1
[WC] J. Sinner b. C. Ruud 7-6(2) 6-3

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