In cosa i protocolli anti-Covid del Roland Garros 2020 sono stati diversi da quelli dello US Open

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In cosa i protocolli anti-Covid del Roland Garros 2020 sono stati diversi da quelli dello US Open

ESPN ha elencato le differenze fra New York e Parigi nell’approccio al contenimento della pandemia. Vediamo quali sono, nel dettaglio

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Rafa Nadal e Novak Djokovic - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Qui il link all’articolo originale – pubblicato prima della conclusione del Roland Garros. Alcuni tempi verbali sono stati corretti in accordo alla pubblicazione successiva fine del torneo


L’Open di Francia 2020 iniziato domenica 27 settembre a Parigi si è svolto, come la maggior parte degli altri eventi sportivi, con rigorosi protocolli a tutela della salute, a causa della pandemia da coronavirus. Gli organizzatori dell’evento, posposto rispetto alla sua consueta collocazione a tarda primavera proprio a causa della crisi sanitaria, sperano di lasciare un segno profondo. Vogliamo che il nostro torneo sia eccezionale e che faccia da esempio, da tutti i punti di vista, ha dichiarato Jean-François Vilotte, direttore generale della Federazione Francese di Tennis in un’intervista pubblicata sul sito del torneo. “Dando l’esempio con la nostra manifestazione, speriamo di mostrare che sia possibile rimettere l’economia in riga, anche se, naturalmente, determinate condizioni e restrizioni dovranno essere rispettate”.

L’unico altro torneo dello Slam disputato dall’esplosione della pandemia è stato lo US Open recentemente conclusosi a New York. Anche se taluni protocolli e restrizioni adottati dalla Federazione Francese potranno sembrare simili, se non identici, c’è una differenza sostanziale di approccio rispetto a quanto fatto dalla USTA. Gli organizzatori dello US Open hanno progettato il loro evento affinché si svolgesse all’interno di una bolla biologicamente sicura, che tra le altre cose escludeva la presenza del pubblico e limitava in qualche modo i comportamenti dei giocatori. I francesi hanno scelto di prendersi un rischio calcolato e creare un torneo un po’ più… open. Mettiamo di seguito a confronto i due differenti approcci in alcune aree chiave.

IL PUBBLICO

ROLAND GARROS – Gli organizzatori del Roland Garros inizialmente avevano un ingegnoso piano per portare 11.500 spettatori in loco, dividendoli in tre aree separate per limitare i possibili assembramenti a 5.000 persone. Ma un picco dei casi di COVID-19 nella tarda estate ha costretto il torneo, dopo un consulto con le autorità sanitarie, a ridurre il numero massimo di spettatori a 1.000. L’idea iniziale della divisione per settori è stata quindi scartata. I posti a sedere al Roland Garros sono stati assegnati secondo determinati parametri di distanziamento sociale, lasciando dei posti vuoti a separare le persone (anche se è capitato, soprattutto durante le finali, di vedere persone sin troppo vicine tra loro sugli spalti, ndr). Fino a quattro persone in gruppi singoli sono state autorizzate a sedere in posti contigui. I posti nei campi esterni sono rimasti liberamente accessibili, ma con l’obbligo di lasciare almeno una seggiola libera tra gli spettatori. Tutti coloro che hanno più di undici anni hanno dovuto indossare costantemente una mascherina o una qualche copertura del viso, e inoltre sono stati installati degli erogatori di igienizzante per le mani in varie zone dello stadio.

 

US OPEN – Poiché New York stava uscendo proprio in quel momento dai giorni peggiori della pandemia, l’USTA ha deciso di creare una bolla per avere il nulla osta da parte delle autorità sanitarie locali e statali alla manifestazione. Consentire l’ingresso agli spettatori sarebbe stato del tutto incoerente con questo approccio. Senza la presenza dei tifosi, l’USTA è stata in grado di convertire l’intero Billie Jean King National Tennis Center in una zona sicura e confortevole per i giocatori e per il personale essenziale.

Dettaglio pubblico, finale Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

I TORNEI

ROLAND GARROS – La Federazione Francese non vuole alcun asterisco a fianco del proprio Slam, cosicché gli organizzatori hanno deciso di ospitare tutte le consuete manifestazioni, incluse le qualificazioni, i doppi e i tornei junior e per giocatori in sedia a rotelle. Soltanto il doppio misto è stato cancellato.

US OPEN – Gli organizzatori hanno ritenuto che fosse assolutamente necessario limitare il numero di persone all’interno della bolla, pur continuando a mettere in scena un torneo Slam credibile, con tutti gli eventi principali. Alla fine, hanno optato per dieci manifestazioni, con tabelloni di singolare e doppio maschili, femminili e per giocatori in carrozzina, nonché singolare e doppio per la categoria quad. Qualificazioni, tornei junior e doppio misto sono stati invece cancellati.

PREMI

ROLAND GARROS – Il montepremi complessivo del Roland Garros è stato ridotto soltanto dell’11% rispetto al 2019 ed ammonterà a circa 44,3 milioni di euro. Ma, mentre i giocatori top guadagneranno di meno, ne trarranno beneficio i professionisti che ne hanno più bisogno in tempi difficili come questi. A questo scopo, la differenza di premi assegnata ai vincitori dei singolari è stata ridotta drasticamente. I campioni di singolare riceveranno circa 1,8 milioni di euro (a differenza dei 2,7 milioni dello scorso anno), mentre gli eliminati al primo turno guadagneranno circa 70.000 euro, un aumento del 30% rispetto al 2019.

US OPEN – Il montepremi totale di 53,4 milioni di dollari ha rappresentato una diminuzione del 6,7% rispetto al 2019. La quota assegnata ai vincitori dei tornei di singolare maschile e femminile ha subito la decurtazione maggiore, scendendo del 22% e assestandosi sui tre milioni di dollari. Gli sconfitti al primo turno hanno guadagnato 61.000 dollari, 3.000 in più dell’anno scorso. Anche gli eliminati al primo e secondo turno nei tornei di doppio hanno beneficiato di un leggero aumento.

QUALIFICAZIONI

ROLAND GARROS – Gli incontri di qualificazione sono stati disputati senza spettatori, soprattutto per le preoccupazioni relative all’affollamento, visto che un gran numero di giocatori stava iniziando in quei giorni ad arrivare nella sede del torneo per cominciare ad allenarsi in vista degli eventi principali. Gli organizzatori hanno aumentato il montepremi delle qualificazioni del 27%. Gli sconfitti al primo turno hanno guadagnato circa 11.500 dollari, il 42% in più rispetto all’anno scorso. “I giocatori impegnati in queste qualificazioni sono stati quelli maggiormente affetti dalla crisi generata dal Covid-19, dal punto di vista economico” hanno dichiarato i dirigenti della Federazione Francese in un comunicato stampa.

US OPEN – Gli ufficiali dello Stato di New York hanno imposto che il torneo non ospitasse qualificazioni separate, a causa delle preoccupazioni legate alla pandemia e all’integrità della bolla. Al contrario, i 16 posti solitamente spettanti ai giocatori qualificati sono stati assegnati ai più meritevoli, in base al ranking – è semplicemente stato esteso il cut-off.  

TEST AI GIOCATORI E PROTOCOLLI

ROLAND GARROS – Appena arrivati a Parigi, i giocatori (così come tutto il personale legato all’evento) hanno dovuto sottoporsi ad un test per il covid-19, con un secondo controllo 72 ore più tardi. Se negativi, i giocatori sono stati successivamente controllati “ad intervalli regolari” [dopo la stesura di questo articolo il protocollo sulla positività è stato leggermente modificato, e il torneo ha tenuto in considerazione la “storia medica” di giocatori e allenatori prima di decidere se escluderli dal torneo anche in seguito a un test positivo, ndr]. Inoltre, dovranno anche soggiornare in uno dei due hotel ufficiali del torneo, ma non sono state annunciate restrizioni a loro carico sugli spostamenti al di fuori del sito. Il divieto di soggiornare in abitazioni private è stato un peso per Serena Williams, ad esempio, che possiede un appartamento a Parigi.

“Sono super prudente, perché ho alcune serie problematiche di salute, quindi cerco di stare alla larga dai luoghi pubblici, ha dichiarato Serena agli U.S. Open. “Sono stata all’ospedale in condizioni davvero difficili un po’ di volte, quindi non vorrei finirci di nuovo”. Ai giocatori è stato concesso di esser presenti nella sede del torneo soltanto nei giorni in cui sono programmate le loro partite. Negli altri giorni (ai tornei dello Slam, i giocatori alternano un giorno di gioco ed uno di riposo) i giocatori hanno avuto accesso solo al centro di allenamento Jean-Bouin”, una struttura nelle vicinanze solitamente utilizzata per il rugby. Questa è stata attrezzata per soddisfare le esigenze dei partecipanti in modo del tutto analogo al Roland Garros, con zone per l’allenamento, aree relax e servizi di ristorazione. Ai giocatori è stato chiesto di indossare mascherine o coperture per il viso quando non impegnati in partite ufficiali o allenamenti.

Serena Williams – Roland Garros 2020 (da Twitter, @rolandgarros)

US OPEN – L’approccio della bolla ha portato necessariamente a limitare molto la libertà di movimento dei giocatori rispetto a quanto succede invece in Francia, ma ha anche significativamente ridotto i rischi di contagio e trasmissione. Lo US Open è stato organizzato come blocco biologicamente sicuro per gli allenamenti, le partite, i pasti e il relax. La maggior parte del National Tennis Center è stato convertito in un gigantesco salotto all’aperto, cosicché i giocatori avessero l’opzione di trascorrere lì l’intera giornata. È stato loro richiesto di indossare la mascherina in qualsiasi momento non fossero impegnati in allenamenti o partite. Senza la presenza di pubblico o persone estranee al torneo, l’atmosfera era estremamente rilassata, sebbene Andy Murray l’abbia invece definita “triste”, trovandola in qualche modo fastidiosa.

Coloro che volevano alloggiare in case private hanno potuto farlo, con alcune condizioni e restrizioni per assicurarsi che non violassero i protocolli e le regole della bolla. La maggior parte dei giocatori ha alloggiato in uno dei due hotel vicini. Indipendentemente dal luogo in cui soggiornavano, erano loro vietati i viaggi a Manhattan. Sebbene la maggior parte dei giocatori abbia condiviso l’approccio della bolla e si sentisse sicura al suo interno, alcuni si sono risentiti per le restrizioni, soprattutto tra i sette che hanno dovuto sottostare al “protocollo avanzato” perché venuti in contatto con Benoit Paire, l’unico positivo al coronavirus prima che cominciassero le partite (ed escluso dal tabellone). Una di questi giocatori, Kristina Mladenovic, dopo la sconfitta al secondo turno ha dichiarato: “Stavo giocando bene, ma mi sentivo al limite. Ciò a cui ci hanno sottoposto è stato abominevole. Rivoglio la mia libertà. Mi sento come se fossimo prigionieri qui”.

PROTOCOLLI IN CAMPO

ROLAND GARROS – È stata disposta la pulizia costante di tutte le superfici di contatto nell’intero sito, oltreché un’abbondanza di erogatori di igienizzante per le mani nei grounds. Raccattapalle, giudici di linea e di sedia hanno indossato mascherine. Gli asciugamani non sono stati passati di mano in mano, i giocatori hanno deciso se usare o meno l’asciugamano, pur dovendo rispettare la regola dei 25 secondi fra un punto e l’altro. Gli ufficiali del torneo ritengono che la verifica elettronica delle righe non sia necessaria sulla terra, perché la palla lascia un segno sulla superficie che può esser controllato dall’arbitro di sedia in caso di chiamata dubbia. Durante i match ci sono stati i giudici di linea, che hanno indossato mascherine e rispettato il distanziamento sociale e tutti gli altri protocolli di sicurezza.

US OPEN – A New York ci sono state restrizioni simili. La regola sugli asciugamani ha infastidito alcuni giocatori, che credevano fosse impossibile utilizzarli senza sentirsi troppo sotto pressione per lo scorrere del tempo. Lo US Open è diventato il primo torneo dello Slam ad utilizzare il controllo elettronico di linea Hawk-eye totalmente automatico in tutti i campi, ad eccezione dei due principali (l’Arthur Ashe e il Louis Armstrong, nei quali c’erano i consueti giudici di linea e il sistema Hawk-eye a disposizione su chiamata dei giocatori).

CAMBI ALLE INFRASTRUTTURE

ROLAND GARROS – Lo stadio principale, il Philippe Chatrier, è stato interessato da profondi lavori di ristrutturazione, con l’aggiunta di un tetto e l’installazione di luci per il gioco in notturna, quando la pandemia ha costretto a posticipare il torneo agli ultimi giorni di settembre. I lavori sono ora completati. Altri 12 campi sui 30 acri del sito sono stati dotati di riflettori. Sebbene non siano previste sessioni in notturna fino all’anno prossimo, le luci sono tornate utili per terminare più di qualche partita nel crepuscolo autunnale o sotto al tetto, se il tempo dovesse virare al brutto (basti pensare a Sinner-Nadal, che per il prolungarsi del programma di giornata si è concluso sullo Chatrier in piena notte, ndr).

US OPEN – La USTA non ha intrapreso cambi strutturali significativi nei passati 13 mesi. Il National Tennis Center occupa una superficie di estensione del 50% maggiore rispetto al Roland Garros (46,5 acri) e lo Slam statunitense vanta una lunga tradizione di gioco in notturna. Anche con le restrizioni legate alle condizioni sanitarie e al distanziamento sociale, non c’era alcuna pressione su chi programmava le partite. Tuttavia, il torneo ha rinunciato ad utilizzare il campo Grandstand da 8.215 spettatori inaugurato nel 2016 per dedicarlo alla disputa del Western & Southern Open, il primo appuntamento del “double in the bubble”.

Traduzione a cura di Filippo Ambrosi

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Opinioni

Australian Open: impossibile dire (o twittare) senza essere fraintesi. Lo sanno Djokovic, Bautista Agut e Azarenka

La quarantena è una pericolosa cassa di risonanza: lo hanno scoperto i tennisti sparsi tra Melbourne e Adelaide. Povera Putintseva, Cuevas si salva ballando

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Novak Djokovic - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Che stiamo attraversando tempi difficili è fuori discussione. La situazione legata alla pandemia contribuisce a inasprire le reazioni verso comportamenti e dichiarazioni che forse sarebbero passati quasi inosservati fino a un anno fa. Finiti in fretta i giorni dei canti dai balconi, rieccoci pronti a prendere di mira chiunque non tenga, a nostro insindacabile giudizio, comportamenti impeccabili, al contempo trovando sacrosante giustificazioni per nostre azioni tutt’altro che irreprensibili. D’altronde, contemporanei a quei canti, c’erano i balconi presidiati dalle sentinelle pronte a urlare all’untore verso il solitario runner notturno.

Non importa nemmeno la bontà dei propositi alla base di un pensiero espresso magari un po’ ingenuamente: nulla viene perdonato. Come il tweet di Anastasia Potapova, che ringraziando gli australiani dei cinque mesi di lockdown per permettere di giocare il torneo, si è prestato fin troppo facilmente a una lettura ben diversa rispetto alle migliori intenzioni che lo avevano animato. Per quello che da queste pagine ci interessa, ne stanno facendo le spese in misura eccessiva i tennisti impegnati nella trasferta australiana, messi a dura prova dalla combinazione potenzialmente esplosiva di quarantena/isolamento e wi-fi.

PRIGIONIERO – Cominciamo con Roberto Bautista Agut, a quanto pare colpevole di essersi dimenticato della regola sulle conversazioni private: non contarci. È successo così che il paragone del nostro RBA, imbeccato dall’intervistatore, tra la sua quarantena e una prigione ha suscitato reazioni quantomeno perplesse quando non feroci. E non perché i detenuti godono dell’ora d’aria e lui no. Si è allora affidato ai social, il n. 13 ATP, scusandosi e spiegando l’accaduto.

 

“Voglio chiedere scusa a chiunque si sia sentito offeso dal video su di me recentemente pubblicato. È una conversazione privata estrapolata dal contesto che purtroppo è stata divulgata senza che ne fossi a conoscenza e senza il mio consenso. Prosegue assicurando che lui e il coach seguono i protocolli e ringraziando le persone che rendono possibile giocare.

OVER THE TOP – Se il prison-gate si può considerare chiuso, dev’essere rimasto aperto il cancelletto della gabbia dei topolini. L’altro giorno, Yulia Putinseva protestava per la presenza di un piccolo, iperattivo e inaspettato inquilino. Per quanto un’identica lagnanza avrebbe potuto farla lo stesso roditore, a Yulia è stato concesso di cambiare camera. A quarantotto ore di distanza, tuttavia, la situazione non è migliorata, anzi: sembra che ora ci sia più di un topo a farle compagnia. È vero che, proprio un anno fa al secondo turno dell’ultimamente poco-happy Slam, Yulia non uscì benissimo dalla sconfitta contro Belinda Bencic con quel dito medio alzato verso il pubblico; però, l’aspetto ironico sulle severe misure per la tutela della salute in mezzo ai topi lascia il posto a tutta la nostra comprensione per le più che legittime rimostranze della tennista kazaka che sul suo profilo Twitter appaiono fin troppo contenute, nonostante alla reception le abbiano comunicato che l’hotel è pieno e non ci sono altre stanze a disposizione.

BEL TENTATIVO? – Un altro protagonista di questi giorni della quarantena australiana è Novak Djokovic, uno degli eletti che stanno trascorrendo le due settimane ad Adelaide. Il numero 1 del mondo ha compilato una lista di richieste in favore dei colleghi che sono stati considerati “contatti stretti” e quindi impossibilitati a lasciare le rispettive stanze per allenarsi. Se le intenzioni erano lodevoli, la faccenda non è stata gestita nel migliore dei modi. Non si è trattato di una richiesta formale (non certo in quanto leader della PTPA che, per quanto se ne parli, ancora non esiste) rivolta a Tennis Australia o al governo dello Stato di Victoria, né di una richiesta in sé, poiché pare che la lista sia “trapelata”. Anche il contenuto lasciava perplessi a causa dell’idea secondo cui si potrebbe ridurre la durata dell’isolamento sottoponendo i tennisti a un numero maggiore di test, anche perché dall’Australia ci confermano che i test vengono effettuati ogni giorno.

A ogni modo, con il problema dei pasti risolto immediatamente, il premier Daniel Andrews ha seccamente rifiutato le proposte, richieste o “suggerimenti”, così definiti da Craig Tiley per smorzare i toni visto che, come si rilevava all’inizio, le reazioni degli abitanti non possono non essere esacerbate dalla situazione. Dal loro punto di vista, infatti, ci sono il rischio di vanificare mesi di lockdown e i parenti all’estero che aspettano da tempo di poter rientrare in patria. Dopo questo tentativo da alcuni percepito in modo non dissimile a un regale invito al popolo a mangiare brioche, anche Nole si è sentito in dovere di replicare a chi ha frainteso la bontà delle sue motivazioni e si è rivolto all’Australia tutta con una lunga lettera pubblicata sui social. Vedremo se ciò stimolerà un nuovo intervento da parte di Nick Kyrgios, il quale, però, non ha nemmeno la scusa della quarantena.

MANEGGIARE CON CURA – Immancabili sono anche le preoccupazioni di e per Kei Nishikori, per il quale l’aggettivo cristallino viene solitamente affiancato al fisico molto prima che al talento. Considerando che parliamo di un finalista Slam ed ex quarto tennista del mondo, è facile intuire anche per chi non ne conosce la carriera che il trentunenne di Shimane ha più volte dovuto fare i conti con diversi problemi fisici. Spesso infortunato ma anche sfortunato, Kei non solo ha contratto il Covid-19 lo scorso agosto (dovendo così rinunciare a “Cincinnati” e allo US Open), ma si è pure ritrovato su uno degli aerei “infetti” e quindi costretto nella sua stanza.

Purtroppo per lui come del resto per Tennys Sandgren, per quanto rara e tuttora oggetto di studi, esiste la possibilità di essere nuovamente infettati e, evidentemente, le autorità locali hanno preferito la strada dell’estrema precauzione. “Sto bene, ma dovrò giocare degli incontri (ATP Cup) appena due giorni dopo la fine di questa quarantena. Sono preoccupato per il rischio di infortunarmi e per il livello di gioco ha spiegato in un video, aggiungendo la sua routine quotidiana: “Sveglia alle nove, colazione, due ore di allenamento, pranzo, pisolino e un altro allenamento. Cerco di mantenere la sensazione di giocare a tennis così provo i colpi e giochicchio con le palline”. Ma anche libri, videogiochi e altri passatempi, “eppure un po’ mi annoio”.

ATLETI VERI – Oltre a Nishikori, c’è tutta una schiera di tennisti concentrati su allenamenti di ogni tipo, ben decisi a tirare fuori il meglio dal proprio fisico (o, quanto meno, di perderne il meno possibile), benché costretti nello spazio ridotto delle loro camere. Per catapultarsi verso la porta, infilarsi il borsone portaracchette e farsi trovare prontissima, a Elina Svitolina bastano 4,5 secondi dal momento in cui sente bussare. Non che qualcuno abbia bussato. Si danno tutti e tutte davvero da fare, almeno durante quei brevissimi video che ci mostrano.

CARTE FALSE – Non è mancato neanche un politico locale che, apparentemente a caccia di facili consensi da bar, ha commentato in modo offensivo la foto postata da uno Stan Wawrinka intento a fare colazione in rigoroso rispetto del distanziamento sociale, nonché #happytobehere e #grateful. Questo non troppo ameno personaggio, membro del Parlamento, pochi mesi fa aveva pubblicato la propria versione delle carte da gioco “most-wanted Iraqi” usate nel 2003 dai militari statunitensi in Iraq per identificare i membri del governo di Saddam Hussein da catturare o uccidere. Ovviamente, nella sua versione, sulle carte c’erano le foto del premier Andrews e della sua squadra. Non ci farebbe piacere vederne una con il viso di Stan.

SE NON RISPONDI AL TELEFONO – Bravo a guadagnarsi la qualificazione in quel di Doha, Viktor Troicki ha i nervi a fior di pelle: Non posso preparare un match tre su cinque così, non sarei venuto se lo avessi saputo riportano i media serbi. La storia del “non lo sapevamo” è stata però smentita da Tiley e dal doppista Artem Sitak che ha raccontato di una teleconferenza con Tennis Australia in cui sono stati messi al corrente della spiacevole possibilità. Lo stesso Sitak ha tuttavia notato che, almeno in quella occasione, non erano tantissimi i colleghi presenti.

IN RIGA – A questo punto, era necessario qualcuno che mettesse un po’ di ordine: chi meglio di mamma Vika poteva assumersi l’onere? Con un lungo post, Azarenka ha allora chiesto ai colleghi cooperazione, comprensione ed empatia nei confronti della comunità locale. Inutile dire che nemmeno l’ex n. 1 del mondo è stata esente da critiche. Colpa della frase “stare in quarantena stretta per 14 giorni è molto dura da accettare”. Impossibile dire qualcosa senza tirarsi addosso le ire di qualcuno, ma nemmeno starsene zitti potrebbe ovviare al problema: “Uhm, cosa avrà da nascondere quello che non posta nulla?”.

IL PREFERITO – Concludiamo con Pablo Cuevas e le sue storie Instagram giornaliere. Appoggiato il materasso alla parete, lo ha utilizzato come “muro” contro cui scagliare rovesci a tutto braccio. Il giorno dopo lo ha rimesso a posto (beh, probabilmente la sera stessa per poter dormire sdraiato) e ha usato il letto munito di rotelle per fare “surf en Australia”. Scenette telefoniche,, tentativi di grafica, party solitari… Insomma, il Pablo che un anno fa all’ATP Cup era andato un po’ fuori testa potrebbe trascorrere queste due settimane meglio di tutti. Oppure lo perdiamo per sempre.

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ATP

L’ATP annuncia nuove modifiche al calendario: si gioca a Singapore e Marbella

Ufficializzati due nuovi tornei, a Singapore (22-28 febbraio) e Marbella (5-11 aprile). Il torneo di Budapest si sposta a Belgrado, mentre Houston viene cancellato

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Come già nella passata stagione, anche nel 2021 il calendario del tennis sarà suscettibile di varie modifiche e aggiunte in corso d’opera in modo da far fronte all’emergenza coronavirus, garantendo al tempo stesso un adeguato numero di eventi. L’ATP ha dunque annunciato l’inserimento di due nuovi tornei, cui è stata concessa una licenza della validità di un anno. Il primo si disputerà sul cemento indoor di Singapore nella settimana successiva all’Australian Open (22-28 febbraio), mentre il secondo avrà luogo a Marbella, in Spagna, dal 5 all’11 aprile e la superficie prescelta sarà la terra rossa.

Per dare ai tennisti maggiori possibilità di giocare e guadagnare, l’ATP ha inoltre aumentato le dimensioni dei tabelloni di alcuni tornei. il caso del torneo di Dubai il cui tabellone principale passerà da 32 a 48 giocatori, mentre quello delle qualificazioni verrà allargato da 16 a 24. Anche i tornei di Acapulco, Cordoba e Santiago del Chile disporranno di tabelloni allargati da 16 a 32 giocatori per le qualificazioni.

Altre misure di aggiornamento del calendario prevedono lo spostamento del torneo di Budapest a Belgrado (19-25 aprile) e la cancellazione dello storico U.S. Men’s Clay Court Championship di Houston (unico torneo nordamericano su terra) inizialmente programmato per la settimana del 5 aprile. Alla data attuale, tutti gli altri eventi presenti nel calendario ufficiale non subiscono variazioni.

 

L’ATP ha inoltre annunciato di essere disponibile a concedere altre licenze temporanee (valide per il solo 2021) in modo da riempire eventuali vuoti nel calendario.

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Focus

A scuola dai professionisti: se sai Ascoltare impari, se impari, vinci!

Una comunicazione efficace, come deve essere quella tra il giocatore ed il suo coach, parte da un presupposto: la capacità di ascoltare. Ce ne parla Amanda Gesualdi, mental coach di atleti di livello internazionale, nella ripartenza della rubrica ISMCA sul mental training

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Rafa Nadal e Carlos Moya - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Riprende su Ubitennis la serie di contributi sul mental training grazie alla sinergia con la ISMCA, l’Associazione Internazionale dei mental coach specializzati nel tennis fondata da Alberto Castellani. Il primo articolo della nuova serie è a cura di Amanda Gesualdi, dott.ssa in Scienze e Tecniche Psicologiche, Life/Sport/Tennis Coach, Docente/Formatore di Mental Coaching presso Bocconi Sport Team dell’Università Bocconi di Milano e Direttore Tecnico e Sportivo della Accademia Tennis Olistico dove si allenano diversi tennisti con classifica ATP e WTA. Coach GPTCA e membro del Comitato Scientifico ISMCA, Gesualdi ha scritto diversi libri, tra i quali “L’Atleta Zen” (2007), “Tennis Olistico” (2011), “Emotions” (2015), “Coaching Sense” (2019).

Che cos’è la mente – il primo articolo di Amanda Gesualdi

L’Ascolto è l’atto dell’ascoltare. È l’Arte del sentire con Attenzione. Per ascoltare non si intende il semplice “stare a sentire”, ma una combinazione tra ciò che laltro sta dicendo associato ad un coinvolgimento attivo. Significa saper utilizzare l’Empatia per entrare in sintonia con l’altro. Con l’Ascolto assertivo si presta attenzione a ciò che gli altri hanno da dire e il messaggio che possiamo inviare è: “Ciò che tu mi stai dicendo è importante”. L’atteggiamento di Ascolto migliore è la comprensione, cioè provare a Capire e Sentire lo Stato dAnimo del nostro interlocutore, risuonare. Ascoltare è una capacità determinante per poter migliorare, attraverso un atto di fiduciosa umiltà!

 

In psicologia lAscolto è uno strumento dei nostri cinque sensi per apprendere, conoscere il tempo e lo spazio che ci circonda, e comunicare con noi stessi e il mondo circostante. L’Ascolto è un processo psicologico e fisico del nostro corpo per comunicare con i nostri neuroni, ovvero il cervello, che traduce il tutto in Emozioni e Nozioni. Dalla radice Auris “Orecchio”, latino parlato, Ascoltare è verbo transitivo. La parola Ascolto nasce in italiano come derivato del verbo ascoltare, che proviene a sua volta dal latino “auscultare”, cioè sentire con l’orecchio. Il significato tradizionale del termine Ascolto è appunto quello che indica in genere l’azione e il risultato dell’ascoltare, ed è fortemente legato al concetto di Attenzione.

NellAscolto c’è la componente fisica, tra orecchio e neuroni, di come noi assimiliamo stimoli acustici, e la componente psicologica, che è l’Apprendimento attraverso i cinque sensi. Bisognerebbe parlare di tante cose sull’Apprendimento, partendo da Sigmund Freud con la fase orale, quella in cui apprendiamo dalla bocca in quanto i bambini attraverso quel mezzo assaporano, il gusto (freddo, amaro, …), il tatto (forma, durezza, …) per capire che cos’è. È il loro primo approccio con il mondo esterno. Sempre in quel periodo c’è l’Apprendimento attraverso la vista e l’udito, che poi durerà tutta la vita. L’udito è molto importante, perché la percezione dello spazio e del nostro equilibrio si basa sull’orecchio.

Udire, ascoltare, e ascoltare attivamente: tre modalità diverse di entrare in relazione col mondo intorno a noi che richiedono livelli diversi di coinvolgimento. Ma mentre ci basta l’esperienza di mettere un po’ di musica per comprendere la differenza fra udire e ascoltare, lAscolto Attivo ha delle caratteristiche particolari che richiedono di mettere in campo tutta la Sensibilità, lAttenzione, la Comprensione, lIntelligenza, lEmpatia di cui siamo capaci. Per la sua capacità di favorire l’apertura al dialogo, l’Ascolto Attivo è lo strumento principe della psicoterapia e, più in generale, delle relazioni d’aiuto. Tuttavia esso può diventare un alleato speciale anche nelle relazioni quotidiane di ognuno di noi, in quanto ci consente di stabilire un contatto autentico con l’altro e di avviare con lui un tipo di comunicazione più efficace e proficua.

Imparare ad ascoltare attivamente ci rende capaci di:

  • evitare errori molto comuni che contribuiscono a formare delle “barriere” nella comunicazione che portano a quelle facili incomprensioni di cui ognuno di noi ha esperienza;
  • diventare più sensibili e attenti al vissuto emotivo che accompagna ogni comunicazione e si esprime attraverso il linguaggio para-verbale e non verbale, consentendoci di andare oltre ciò che viene espresso con le parole;
  • empatizzare con l’altro, la nostra autentica presenza gli “dirà” che è ascoltato e compreso.
Novak Djokovic e Marian Vajda – Rolex Paris Masters 2018 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

La capacità di Ascolto, che tutti in qualche misura possediamo, può essere sviluppata e migliorata: chi ascolta non è più un ricevente passivo, ma qualcuno che facilita con intelligenza emotiva la comunicazione in quanto l’altro è un nostro Specchio!

La capacità di ascolto di un giocatore si può misurare con il seguente test, rispondendo alle affermazioni con un semplice Sì o No.

  1. Anche se il tuo Coach dice qualcosa su cui non sei d’accordo, continui ad ascoltarlo.
  2. Sai interpretare quello che il Coach vuole comunicarti, anche al di là delle sue parole.
  3. Sei interessato a quello che il Coach ha da dirti senza annoiarti o perdere attenzione.
  4. Non smetti di ascoltare quando presumi di sapere che cosa l’allenatore sta per dirti.
  5. Ti capita di verificare se hai capito ripetendo con parole tue (anche solo dentro di te) quanto il Coach ti ha appena detto.
  6. Ascolti con curiosità il punto di vista del Coach, anche se è diverso dal tuo.
  7. Tendi a interessarti di tutto quanto si dice durante l’allenamento, anche se a volte ti sembra di poco conto.
  8. Ti preoccupi di chiedere il significato delle parole che non conosci.
  9. Mentre il Coach ti sta ancora parlando non pensi a come replicare, ma rimani concentrato su quello che sta dicendo per capirlo fino in fondo.
  10. Non sei uno che finge di ascoltare attentamente anche quando non ascolti affatto.
  11. Quando comunichi le tue idee e il tuo punto di vista, solitamente sono compresi con chiarezza dal tuo Coach, anche se non condivisi.
  12. Usi le domande spesso, rivolgendole al tuo allenatore mentre ascolti.
  13. Ti rendi conto che le parole non hanno esattamente lo stesso significato per tutti.
  14. Quando ascolti non segui solo il senso generale del discorso, ma sei attento anche ai particolari.
  15. Non ascolti solo quel che ti interessa, sei attento a tutto il feedback del tuo allenatore.
  16. Guardi sempre il Coach negli occhi.
  17. Sai quali sono le parole o le frasi capaci di suscitare in te una reazione emotiva.
  18. Sai aspettare senza impazienza l’occasione migliore per comunicare quel che vuoi dire al tuo allenatore.
  19. Pensi a come potrebbe reagire il tuo allenatore al tuo modo di comunicare con lui/lei.
  20. Osservi con attenzione l’espressione non verbale del tuo Coach (arrabbiato, deciso, distaccato, autorevole, motivato, ecc.).
  21. Lasci che il Coach esprima la sua determinazione verso di te senza interromperlo.
  22. Quando è utile, prendi appunti per poter ricordare meglio.
  23. Riesci a mantenere la concentrazione senza farti distrarre da suoni e rumori.
  24. Quando gli altri parlano con te sono generalmente a loro agio e si sentono rilassati, comportandosi con naturalezza.
  25. Tendi, in ogni situazione, a rivolgere domande al tuo Coach, quando non hai compreso con chiarezza.
  26. Sei in grado, nelle diverse situazioni, di riconoscere lo stato d’animo del tuo allenatore, e comportarti di conseguenza.
  27. A volte usi le domande per aiutare il tuo allenatore a chiarire il suo pensiero e le sue idee su di te.
  28. Scegli sempre la maniera migliore (scritta, orale, al telefono, sulla lavagna, un appunto, ecc.) di comunicare?
  29. Sai distinguere nella comunicazione ciò che dipende dai fatti e ciò che riguarda, invece, le emozioni.
  30. Sei consapevole e attento al fatto che i tuoi pregiudizi possono condizionarti nell’ascoltare.
  31. Ti trattieni ad esaminare a fondo tutti gli aspetti di ciò che ti viene detto, senza arrivare velocemente alla conclusione.
  32. Concentri la tua attenzione su tutti gli aspetti del tuo modo di comunicare, verbali e non verbali, e sei consapevole degli effetti che produci.
  33. Ripeti messaggi e istruzioni ascoltati per essere sicuro/a di aver ben capito.
  34. Ti accerti di verificare se l’allenatore ha capito, senza presumere che “sa già di che si tratta”.
  35. Sai tenere sotto controllo le valutazioni e i pregiudizi che hai in alcuni momenti sul tuo allenatore, ed eviti di comportarti avendo la convinzione di conoscere anticipatamente quel che vuol dirti.

Risultati

  • Da 30 a 35 Sì – Ottima capacità di Ascolto
  • Da 25 a 30 Sì – Buona capacità di Ascolto
  • Da 20 a 25 Sì – Discreta capacità di Ascolto
  • Da 10 a 20 Sì – Mediocre capacità di Ascolto
  • Meno di 10 Sì – Pessima capacità di Ascolto

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