In cosa i protocolli anti-Covid del Roland Garros 2020 sono stati diversi da quelli dello US Open

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In cosa i protocolli anti-Covid del Roland Garros 2020 sono stati diversi da quelli dello US Open

ESPN ha elencato le differenze fra New York e Parigi nell’approccio al contenimento della pandemia. Vediamo quali sono, nel dettaglio

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Rafa Nadal e Novak Djokovic - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)
 

Qui il link all’articolo originale – pubblicato prima della conclusione del Roland Garros. Alcuni tempi verbali sono stati corretti in accordo alla pubblicazione successiva fine del torneo


L’Open di Francia 2020 iniziato domenica 27 settembre a Parigi si è svolto, come la maggior parte degli altri eventi sportivi, con rigorosi protocolli a tutela della salute, a causa della pandemia da coronavirus. Gli organizzatori dell’evento, posposto rispetto alla sua consueta collocazione a tarda primavera proprio a causa della crisi sanitaria, sperano di lasciare un segno profondo. Vogliamo che il nostro torneo sia eccezionale e che faccia da esempio, da tutti i punti di vista, ha dichiarato Jean-François Vilotte, direttore generale della Federazione Francese di Tennis in un’intervista pubblicata sul sito del torneo. “Dando l’esempio con la nostra manifestazione, speriamo di mostrare che sia possibile rimettere l’economia in riga, anche se, naturalmente, determinate condizioni e restrizioni dovranno essere rispettate”.

L’unico altro torneo dello Slam disputato dall’esplosione della pandemia è stato lo US Open recentemente conclusosi a New York. Anche se taluni protocolli e restrizioni adottati dalla Federazione Francese potranno sembrare simili, se non identici, c’è una differenza sostanziale di approccio rispetto a quanto fatto dalla USTA. Gli organizzatori dello US Open hanno progettato il loro evento affinché si svolgesse all’interno di una bolla biologicamente sicura, che tra le altre cose escludeva la presenza del pubblico e limitava in qualche modo i comportamenti dei giocatori. I francesi hanno scelto di prendersi un rischio calcolato e creare un torneo un po’ più… open. Mettiamo di seguito a confronto i due differenti approcci in alcune aree chiave.

IL PUBBLICO

ROLAND GARROS – Gli organizzatori del Roland Garros inizialmente avevano un ingegnoso piano per portare 11.500 spettatori in loco, dividendoli in tre aree separate per limitare i possibili assembramenti a 5.000 persone. Ma un picco dei casi di COVID-19 nella tarda estate ha costretto il torneo, dopo un consulto con le autorità sanitarie, a ridurre il numero massimo di spettatori a 1.000. L’idea iniziale della divisione per settori è stata quindi scartata. I posti a sedere al Roland Garros sono stati assegnati secondo determinati parametri di distanziamento sociale, lasciando dei posti vuoti a separare le persone (anche se è capitato, soprattutto durante le finali, di vedere persone sin troppo vicine tra loro sugli spalti, ndr). Fino a quattro persone in gruppi singoli sono state autorizzate a sedere in posti contigui. I posti nei campi esterni sono rimasti liberamente accessibili, ma con l’obbligo di lasciare almeno una seggiola libera tra gli spettatori. Tutti coloro che hanno più di undici anni hanno dovuto indossare costantemente una mascherina o una qualche copertura del viso, e inoltre sono stati installati degli erogatori di igienizzante per le mani in varie zone dello stadio.

 

US OPEN – Poiché New York stava uscendo proprio in quel momento dai giorni peggiori della pandemia, l’USTA ha deciso di creare una bolla per avere il nulla osta da parte delle autorità sanitarie locali e statali alla manifestazione. Consentire l’ingresso agli spettatori sarebbe stato del tutto incoerente con questo approccio. Senza la presenza dei tifosi, l’USTA è stata in grado di convertire l’intero Billie Jean King National Tennis Center in una zona sicura e confortevole per i giocatori e per il personale essenziale.

Dettaglio pubblico, finale Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

I TORNEI

ROLAND GARROS – La Federazione Francese non vuole alcun asterisco a fianco del proprio Slam, cosicché gli organizzatori hanno deciso di ospitare tutte le consuete manifestazioni, incluse le qualificazioni, i doppi e i tornei junior e per giocatori in sedia a rotelle. Soltanto il doppio misto è stato cancellato.

US OPEN – Gli organizzatori hanno ritenuto che fosse assolutamente necessario limitare il numero di persone all’interno della bolla, pur continuando a mettere in scena un torneo Slam credibile, con tutti gli eventi principali. Alla fine, hanno optato per dieci manifestazioni, con tabelloni di singolare e doppio maschili, femminili e per giocatori in carrozzina, nonché singolare e doppio per la categoria quad. Qualificazioni, tornei junior e doppio misto sono stati invece cancellati.

PREMI

ROLAND GARROS – Il montepremi complessivo del Roland Garros è stato ridotto soltanto dell’11% rispetto al 2019 ed ammonterà a circa 44,3 milioni di euro. Ma, mentre i giocatori top guadagneranno di meno, ne trarranno beneficio i professionisti che ne hanno più bisogno in tempi difficili come questi. A questo scopo, la differenza di premi assegnata ai vincitori dei singolari è stata ridotta drasticamente. I campioni di singolare riceveranno circa 1,8 milioni di euro (a differenza dei 2,7 milioni dello scorso anno), mentre gli eliminati al primo turno guadagneranno circa 70.000 euro, un aumento del 30% rispetto al 2019.

US OPEN – Il montepremi totale di 53,4 milioni di dollari ha rappresentato una diminuzione del 6,7% rispetto al 2019. La quota assegnata ai vincitori dei tornei di singolare maschile e femminile ha subito la decurtazione maggiore, scendendo del 22% e assestandosi sui tre milioni di dollari. Gli sconfitti al primo turno hanno guadagnato 61.000 dollari, 3.000 in più dell’anno scorso. Anche gli eliminati al primo e secondo turno nei tornei di doppio hanno beneficiato di un leggero aumento.

QUALIFICAZIONI

ROLAND GARROS – Gli incontri di qualificazione sono stati disputati senza spettatori, soprattutto per le preoccupazioni relative all’affollamento, visto che un gran numero di giocatori stava iniziando in quei giorni ad arrivare nella sede del torneo per cominciare ad allenarsi in vista degli eventi principali. Gli organizzatori hanno aumentato il montepremi delle qualificazioni del 27%. Gli sconfitti al primo turno hanno guadagnato circa 11.500 dollari, il 42% in più rispetto all’anno scorso. “I giocatori impegnati in queste qualificazioni sono stati quelli maggiormente affetti dalla crisi generata dal Covid-19, dal punto di vista economico” hanno dichiarato i dirigenti della Federazione Francese in un comunicato stampa.

US OPEN – Gli ufficiali dello Stato di New York hanno imposto che il torneo non ospitasse qualificazioni separate, a causa delle preoccupazioni legate alla pandemia e all’integrità della bolla. Al contrario, i 16 posti solitamente spettanti ai giocatori qualificati sono stati assegnati ai più meritevoli, in base al ranking – è semplicemente stato esteso il cut-off.  

TEST AI GIOCATORI E PROTOCOLLI

ROLAND GARROS – Appena arrivati a Parigi, i giocatori (così come tutto il personale legato all’evento) hanno dovuto sottoporsi ad un test per il covid-19, con un secondo controllo 72 ore più tardi. Se negativi, i giocatori sono stati successivamente controllati “ad intervalli regolari” [dopo la stesura di questo articolo il protocollo sulla positività è stato leggermente modificato, e il torneo ha tenuto in considerazione la “storia medica” di giocatori e allenatori prima di decidere se escluderli dal torneo anche in seguito a un test positivo, ndr]. Inoltre, dovranno anche soggiornare in uno dei due hotel ufficiali del torneo, ma non sono state annunciate restrizioni a loro carico sugli spostamenti al di fuori del sito. Il divieto di soggiornare in abitazioni private è stato un peso per Serena Williams, ad esempio, che possiede un appartamento a Parigi.

“Sono super prudente, perché ho alcune serie problematiche di salute, quindi cerco di stare alla larga dai luoghi pubblici, ha dichiarato Serena agli U.S. Open. “Sono stata all’ospedale in condizioni davvero difficili un po’ di volte, quindi non vorrei finirci di nuovo”. Ai giocatori è stato concesso di esser presenti nella sede del torneo soltanto nei giorni in cui sono programmate le loro partite. Negli altri giorni (ai tornei dello Slam, i giocatori alternano un giorno di gioco ed uno di riposo) i giocatori hanno avuto accesso solo al centro di allenamento Jean-Bouin”, una struttura nelle vicinanze solitamente utilizzata per il rugby. Questa è stata attrezzata per soddisfare le esigenze dei partecipanti in modo del tutto analogo al Roland Garros, con zone per l’allenamento, aree relax e servizi di ristorazione. Ai giocatori è stato chiesto di indossare mascherine o coperture per il viso quando non impegnati in partite ufficiali o allenamenti.

Serena Williams – Roland Garros 2020 (da Twitter, @rolandgarros)

US OPEN – L’approccio della bolla ha portato necessariamente a limitare molto la libertà di movimento dei giocatori rispetto a quanto succede invece in Francia, ma ha anche significativamente ridotto i rischi di contagio e trasmissione. Lo US Open è stato organizzato come blocco biologicamente sicuro per gli allenamenti, le partite, i pasti e il relax. La maggior parte del National Tennis Center è stato convertito in un gigantesco salotto all’aperto, cosicché i giocatori avessero l’opzione di trascorrere lì l’intera giornata. È stato loro richiesto di indossare la mascherina in qualsiasi momento non fossero impegnati in allenamenti o partite. Senza la presenza di pubblico o persone estranee al torneo, l’atmosfera era estremamente rilassata, sebbene Andy Murray l’abbia invece definita “triste”, trovandola in qualche modo fastidiosa.

Coloro che volevano alloggiare in case private hanno potuto farlo, con alcune condizioni e restrizioni per assicurarsi che non violassero i protocolli e le regole della bolla. La maggior parte dei giocatori ha alloggiato in uno dei due hotel vicini. Indipendentemente dal luogo in cui soggiornavano, erano loro vietati i viaggi a Manhattan. Sebbene la maggior parte dei giocatori abbia condiviso l’approccio della bolla e si sentisse sicura al suo interno, alcuni si sono risentiti per le restrizioni, soprattutto tra i sette che hanno dovuto sottostare al “protocollo avanzato” perché venuti in contatto con Benoit Paire, l’unico positivo al coronavirus prima che cominciassero le partite (ed escluso dal tabellone). Una di questi giocatori, Kristina Mladenovic, dopo la sconfitta al secondo turno ha dichiarato: “Stavo giocando bene, ma mi sentivo al limite. Ciò a cui ci hanno sottoposto è stato abominevole. Rivoglio la mia libertà. Mi sento come se fossimo prigionieri qui”.

PROTOCOLLI IN CAMPO

ROLAND GARROS – È stata disposta la pulizia costante di tutte le superfici di contatto nell’intero sito, oltreché un’abbondanza di erogatori di igienizzante per le mani nei grounds. Raccattapalle, giudici di linea e di sedia hanno indossato mascherine. Gli asciugamani non sono stati passati di mano in mano, i giocatori hanno deciso se usare o meno l’asciugamano, pur dovendo rispettare la regola dei 25 secondi fra un punto e l’altro. Gli ufficiali del torneo ritengono che la verifica elettronica delle righe non sia necessaria sulla terra, perché la palla lascia un segno sulla superficie che può esser controllato dall’arbitro di sedia in caso di chiamata dubbia. Durante i match ci sono stati i giudici di linea, che hanno indossato mascherine e rispettato il distanziamento sociale e tutti gli altri protocolli di sicurezza.

US OPEN – A New York ci sono state restrizioni simili. La regola sugli asciugamani ha infastidito alcuni giocatori, che credevano fosse impossibile utilizzarli senza sentirsi troppo sotto pressione per lo scorrere del tempo. Lo US Open è diventato il primo torneo dello Slam ad utilizzare il controllo elettronico di linea Hawk-eye totalmente automatico in tutti i campi, ad eccezione dei due principali (l’Arthur Ashe e il Louis Armstrong, nei quali c’erano i consueti giudici di linea e il sistema Hawk-eye a disposizione su chiamata dei giocatori).

CAMBI ALLE INFRASTRUTTURE

ROLAND GARROS – Lo stadio principale, il Philippe Chatrier, è stato interessato da profondi lavori di ristrutturazione, con l’aggiunta di un tetto e l’installazione di luci per il gioco in notturna, quando la pandemia ha costretto a posticipare il torneo agli ultimi giorni di settembre. I lavori sono ora completati. Altri 12 campi sui 30 acri del sito sono stati dotati di riflettori. Sebbene non siano previste sessioni in notturna fino all’anno prossimo, le luci sono tornate utili per terminare più di qualche partita nel crepuscolo autunnale o sotto al tetto, se il tempo dovesse virare al brutto (basti pensare a Sinner-Nadal, che per il prolungarsi del programma di giornata si è concluso sullo Chatrier in piena notte, ndr).

US OPEN – La USTA non ha intrapreso cambi strutturali significativi nei passati 13 mesi. Il National Tennis Center occupa una superficie di estensione del 50% maggiore rispetto al Roland Garros (46,5 acri) e lo Slam statunitense vanta una lunga tradizione di gioco in notturna. Anche con le restrizioni legate alle condizioni sanitarie e al distanziamento sociale, non c’era alcuna pressione su chi programmava le partite. Tuttavia, il torneo ha rinunciato ad utilizzare il campo Grandstand da 8.215 spettatori inaugurato nel 2016 per dedicarlo alla disputa del Western & Southern Open, il primo appuntamento del “double in the bubble”.

Traduzione a cura di Filippo Ambrosi

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ATP

Lorenzo Sonego: “Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire”

“Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, come in Coppa Davis. “. In una lunga intervista al quotidiano La Repubblica di Torino, Lorenzo Sonego racconta le sue abitudini e gli obiettivi per l’anno prossimo

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Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Che Lorenzo Sonego sia un ragazzo umile e alla mano l’hanno capito tutti gli appassionati di tennis. Un’ulteriore conferma la si ha leggendo l’intervista rilasciata a Fabrizio Turco, collega che scrive per La Repubblica di Torino. In questa off-season, Lorenzo è nella sua Torino e si allena allo Sporting “perché qui mi sento a casa”.

Per lui che vive a poche centinaia di metri dal circolo, la sveglia è alle 7:30 ogni mattina e poi 4 ore di allenamento in campo e preparazione atletica al mattino e altrettante al pomeriggio, sempre sotto la guida attenta del suo inseparabile coach Gipo Arbino (intervistato in esclusiva pochi giorni fa) che l’ha scoperto e condotto nel mondo dello sport di racchetta quando ancora alternava il tennis al calcio nel Toro.

Classe 1995, Lorenzo non è ancora arrivato al suo meglio “Ho iniziato tardi e non sono mai stato un predestinato”. La passione per il tennis ha affiancato per tanti anni l’amore per il calcio, mai sopito che ancora agita il cuore del giovane torinese Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, proprio come in Coppa Davis. Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire, anche sul campo da tennis”.

 

Già, la Coppa Davis. In due giornate straordinarie, Lorenzo è stato l’eroe della spedizione azzurra. Prima la vittoria contro Frances Tiafoe, n. 19 del ranking, poi contro il mancino Denis Shapovalov, n. 18 “Però la partita della vita resta il 6-2 6-1 contro Djokovic, un paio d’anni da a Vienna. L’obiettivo per il 2023 è ritoccare il best ranking, mentre ora resta al n. 45. “Un pensierino alle Finals lo faccio e nel frattempo alzo l’asticella: l’obiettivo per il 2023 è migliorare la mia miglior posizione raggiunta in carriera, la n.21. La Coppa Davis purtroppo non assegna punti in classifica, ma vuoi mettere la soddisfazione?”. E chissà che quel sogno Finals di fine anno non possa concretizzarsi anche in doppio con il suo amico Andrea VavasSori. QUI INTERVISTATI IN ESCLUSIVA

Tra i suoi colleghi, il più simpatico è Berrettini, e non solo perché mi ha presentato Alice” cui Lorenzo riserva parole al miele sebbene non si parli ancora di matrimonio; Nadal “fuori dal campo è molto disponibile pur restando uno che daÀpoca confidenza” mentre Djokovic “è molto aperto”.

Gli Internazionali a Roma e Wimbledon sono per Lorenzo i tornei più belli ed emozionanti per l’atmosfera sugli spalti del primo e l’eleganza e la storia che si respira nel secondo ma i grandi spazi infiniti dei tornei americani come Miami e Indian Weels esercitano sempre un grande fascino. La stagione 2023 di Lorenzo Sonego inizierà il 2 gennaio al torneo di Adelaide e subito dopo il primo Slam dell’anno, gli Australian Open.

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ATP

ATP e WTA, calendario di gennaio: manca poco al via della stagione 2023 in Australia

A breve si ricomincia In Australia. Dopo la United Cup, ATP e WTA di nuovo in campo ad Adelaide. Ecco il calendario ufficiale del primo mese dell’anno

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La stagione 2022 si è conclusa da poco con le finali di Coppa Davis e della Billie Jean King Cup – e le storiche vittorie rispettivamente del Canada e della Svizzera – tuttavia manca pochissimo all’avvio del circuito 2023 che, come da tradizione, ripartirà dall’emisfero australe.

Oltre alla United Cup, competizione mista a 18 squadre che si svolgerà tra Brisbane, Perth e Sydney dal 29 dicembre all’8 gennaio, i ragazzi possono ricominciare a scaldare i motori il 2 gennaio con l’Adelaide International 1, evento della categoria 250. Per il primo appuntamento del 2023 hanno confermato la loro presenza Novak Djokovic – fresco campione delle Nitto ATP Finals – e Jannik Sinner che ha scelto proprio Adelaide per ricominciare a competere dopo lo stop per infortunio.

Si gareggerà contemporaneamente anche a Pune (in India, l’unico evento ATP a gennaio che non si trova nell’emisfero australe), con un torneo della stessa categoria. Dal 9 gennaio i ragazzi saranno impegnati ancora ad Adelaide con l’Adelaide International 2 e con l’opzione dell’ASB Classic di Auckland, in Nuova Zelanda.

Anche per le ragazze, oltre alla United Cup, la stagione riparte il 1 gennaio da Adelaide (Adelaide International 1), anche se per loro il torneo apparterrà alla categoria 500. Allo stesso tempo si svolgerà anche il torneo femminile 250 ASB Classic di Auckland (una settimana prima rispetto a quello maschile), a cui parteciperanno anche le sorelle Fruhvirtova (Linda grazie al ranking e Brenda con una wild card). Dal 9 gennaio, si continua con l’Adelaide International 2 (ancora un 500 per le donne). Il circuito WTA sarà impegnato contemporaneamente anche all’evento ‘250’ di Hobart.

E poi, dal 16 gennaio, tutti presenti a Melbourne per il primo slam dell’anno, l‘Australian Open, che si concluderà il 29 gennaio con la finale maschile. La finale femminile si disputerà invece il sabato 28.

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Flash

Il dilemma del tennista: andare sul sicuro o rischiare il tutto per tutto?

Colpo dopo colpo, i giocatori devono decidere se sparare a raffica o lavorare di fino

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Nick Kyrgios - Wimbledon 2022 (foto @bet365_aus)

Di Stuart Miller, New York Times, 22 settembre 2022

I giocatori di tennis devono costantemente prendere decisioni tattiche sul modo migliore per vincere un punto. Tutto inizia col decidere dove servire e quanto forte colpire quella palla, ma una volta iniziato lo scambio, spesso la scelta si riduce semplicisticamente al mirare alle linee o colpire la palla con forza verso un bersaglio più sicuro con più margine di errore. La scelta giusta è particolarmente importante in una partita equilibrata, quando la posta in gioco è alta e l’avversario è uno dei migliori giocatori del mondo. Il miglior approccio tattico, dicono giocatori e analisti, richiede un combinazione di entrambi gli stili.

“Dipende dai tuoi punti di forza, dal tuo avversario e dalla situazione della partita“, ha detto Patrick McEnroe, vicecapitano del Team World USA della Laver Cup. “Questo è ciò che rende un evento così interessante. Ogni partita è contro i migliori giocatori e bisogna valutare tutte e tre queste cose contemporaneamente”.

 

Non è così semplice. Chiunque abbia visto Carlos Alcaraz agli US Open sa che il nuovo re del tennis correrà, correrà, correrà in scambi infiniti, ma potrà anche tentare un vincente in qualsiasi momento e da qualsiasi punto del campo; giocatori superbi come Casper Ruud e Frances Tiafoe hanno provato a inseguirlo per ore ma alla fine hanno ceduto.Quando Tiafoe ha avuto l’occasione di colpire una palla a metà campo, probabilmente ha pensato: ‘Devo mandarla più vicino alla riga di quanto farei contro, ad esempio, Fabio Fognini”, che è classificato al numero 55″, ha detto McEnroe.

“Giocatori d’élite come Roger Federer e Andy Murray nel fiore degli anni avrebbero potuto colpire rovesci difensivi in risposta a un tentativo di vincente dell’avversario – non deboli ma difensivi, con l’intento di neutralizzarne l’aggressività – McEnroe ha detto. Durante l’incontro degli US Open tra Alcaraz e Sinner si sono visti due giocatori tirare colpi estremamente aggressivi e procedere punto a punto fino alla fine”. Ma questa è una situazione non comune. Spesso i momenti importanti nelle partite importanti contro i migliori avversari richiedono un aggiustamento.

“Il tennis è un gioco di fiducia“, ha affermato Jimmy Arias, ex numero 5 del mondo negli anni ’80 e ora analista di Tennis Channel.

Giocatori come Novak Djokovic o Serena Williams al loro apice avrebbero sparato sulle righe nei grandi momenti semplicemente perché erano convinti di vincere e quindi giocavano in modo più rilassato. Arias poi cita come esempio di una situazione diametralmente opposta la sua vittoria nei quarti di finale degli US Open del 1983 su Yannick Noah, che quell’anno aveva vinto gli Open di Francia.

Quando Noah, sotto 5-6 nel quinto set, commise un doppio fallo sul 15-30 e mancò il suo primo servizio sul match point, Arias, che non aveva mai brekkato il servizio dell’avversario in oltre due set, vide aprirsi un’opportunità.

So al 100 percento che lui farà un servizio in sicurezza e sarò in grado di corrergli intorno e colpire un dritto“, ha ricordato Arias, che all’epoca aveva 19 anni. “In una partita normale, sarei stato fiducioso e avrei cercato il vincente. Ma non avevo mai raggiunto una semifinale di un major, e la volevo così tanto”. Così Arias decise di andare sul sicuro e colpì forte verso il centro del campo, concedendosi un margine di errore. “Ero così ansioso che ho colpito la palla molto, troppo davanti al corpo”, ha detto. Se avesse mirato alle linee laterali, il tiro sarebbe andato fuori probabilmente, ma poiché ha giocato sul sicuro, l’errore di esecuzione “ha finito per risultare in un vincente nell’angolo!”.

L’approccio giusto è spesso determinato dalla prospettiva del giocatore. “I giovani giocatori a volte cercano di strafare quando giocano con i migliori, che di conseguenza conservano un vantaggio mentale. Se giochi contro [Rafael] Nadal, Djokovic o Federer, tendi a pensare: “Devo fare qualcosa in più”, ha detto Bjorn Borg, capitano del Team Europe.

Borg suggerisce di iniziare le partite più dure colpendo forte ma mirando a zone più facili del campo “per farsi un’idea della partita”, prima di diventare più ambiziosi e cercare le righe; se un giocatore inizia a diventare impreciso a metà partita, dovrebbe ritornare a colpi più sicuri per alcuni game fino a ritrovare il ritmo e le sensazioni.

McEnroe dice che un giocatore come Diego Schwartzman sa che “deve giocare fuori dalla sua zona di comfort o non avrà alcuna possibilità”, ma che puntare alla perfezione subito significa che “puoi uscire dalla partita in anticipo“, quindi non bisogna tendere a sovrastimare l’avversario all’inizio. “Ma, ha detto Arias, diventa più difficile mentalmente cercare di colpire le righe man mano che i set procedono, specialmente in un torneo come la Laver Cup, quando sembra che tutti gli avversari siano migliori di te. C’è una tensione supplementare sul 5-5 o sul 6-6, quindi potresti non trovare il tiro“.

Giocando contro Andre Agassi alla fine della sua carriera, Arias lo aveva raggiunto sul 4-4, ma Agassi stava giocando ogni punto in sicurezza mentre Arias stava rischiando tutto su ogni palla e si è reso conto di non avere alcuna possibilità: “Non riuscirò a farlo per sempre” ha pensato. Arias ha perso il set e la partita. Ruud ha detto che anche i graffi e le ammaccature della vita durante il tour sono un fattore determinante. “Cerco di fare il mio gioco contro i migliori giocatori“, ma ha aggiunto: “Se non mi sento al top correrò più rischi, mentre se mi sento forte cercherò di sfinire il mio avversario”.

Un giocatore più in forma e più veloce può essere più paziente e cercare di spingere l’avversario a forzare e commettere errori. La prima delle vittorie Open in cinque set di Alcaraz è arrivata su Marin Cilic, che è in forma ma ha 14 anni in più e senza la velocità esplosiva di Alcaraz. “Non ho dubbi che Cilic stesse cercando di giocare in modo più aggressivo per questo motivo”, ha detto McEnroe.

Nick Kyrgios, uno dei protagonisti di questa stagione, ha detto che preferisce tentare il tutto e per tutto, soprattutto nei momenti più importanti.Mi piace il tennis a bassa percentuale”, ha detto Kyrgios, che ha messo a segno due rischiosi vincenti di dritto incrociato stretto sotto 0-30 a 4-4 nel quarto set della sua vittoria al secondo turno agli US Open di quest’anno. “La mia forza sul campo da tennis è la mia imprevedibilità. Perché non dovrei semplicemente provarci?” Ma Arias ha notato che nel secondo turno, contro il giovane J.J. Wolf, Kyrgios ha cambiato marcia, cercando soluzioni più sicure e lasciando che fosse Wolf a commettere errori. “Si poteva quasi vedere la luce accendersi nella testa di Nick durante la partita” ha detto.

Cambiare marcia è più facile a dirsi che a farsi, ovviamente, soprattutto nel bel mezzo di una partita. “Può avere senso cambiare”, ha detto McEnroe, “e contro i giocatori di alto livello tutte queste decisioni diventano amplificate”.

Traduzione di Alessandro Valentini

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