In cosa i protocolli anti-Covid del Roland Garros 2020 sono stati diversi da quelli dello US Open

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In cosa i protocolli anti-Covid del Roland Garros 2020 sono stati diversi da quelli dello US Open

ESPN ha elencato le differenze fra New York e Parigi nell’approccio al contenimento della pandemia. Vediamo quali sono, nel dettaglio

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Rafa Nadal e Novak Djokovic - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Qui il link all’articolo originale – pubblicato prima della conclusione del Roland Garros. Alcuni tempi verbali sono stati corretti in accordo alla pubblicazione successiva fine del torneo


L’Open di Francia 2020 iniziato domenica 27 settembre a Parigi si è svolto, come la maggior parte degli altri eventi sportivi, con rigorosi protocolli a tutela della salute, a causa della pandemia da coronavirus. Gli organizzatori dell’evento, posposto rispetto alla sua consueta collocazione a tarda primavera proprio a causa della crisi sanitaria, sperano di lasciare un segno profondo. Vogliamo che il nostro torneo sia eccezionale e che faccia da esempio, da tutti i punti di vista, ha dichiarato Jean-François Vilotte, direttore generale della Federazione Francese di Tennis in un’intervista pubblicata sul sito del torneo. “Dando l’esempio con la nostra manifestazione, speriamo di mostrare che sia possibile rimettere l’economia in riga, anche se, naturalmente, determinate condizioni e restrizioni dovranno essere rispettate”.

L’unico altro torneo dello Slam disputato dall’esplosione della pandemia è stato lo US Open recentemente conclusosi a New York. Anche se taluni protocolli e restrizioni adottati dalla Federazione Francese potranno sembrare simili, se non identici, c’è una differenza sostanziale di approccio rispetto a quanto fatto dalla USTA. Gli organizzatori dello US Open hanno progettato il loro evento affinché si svolgesse all’interno di una bolla biologicamente sicura, che tra le altre cose escludeva la presenza del pubblico e limitava in qualche modo i comportamenti dei giocatori. I francesi hanno scelto di prendersi un rischio calcolato e creare un torneo un po’ più… open. Mettiamo di seguito a confronto i due differenti approcci in alcune aree chiave.

IL PUBBLICO

ROLAND GARROS – Gli organizzatori del Roland Garros inizialmente avevano un ingegnoso piano per portare 11.500 spettatori in loco, dividendoli in tre aree separate per limitare i possibili assembramenti a 5.000 persone. Ma un picco dei casi di COVID-19 nella tarda estate ha costretto il torneo, dopo un consulto con le autorità sanitarie, a ridurre il numero massimo di spettatori a 1.000. L’idea iniziale della divisione per settori è stata quindi scartata. I posti a sedere al Roland Garros sono stati assegnati secondo determinati parametri di distanziamento sociale, lasciando dei posti vuoti a separare le persone (anche se è capitato, soprattutto durante le finali, di vedere persone sin troppo vicine tra loro sugli spalti, ndr). Fino a quattro persone in gruppi singoli sono state autorizzate a sedere in posti contigui. I posti nei campi esterni sono rimasti liberamente accessibili, ma con l’obbligo di lasciare almeno una seggiola libera tra gli spettatori. Tutti coloro che hanno più di undici anni hanno dovuto indossare costantemente una mascherina o una qualche copertura del viso, e inoltre sono stati installati degli erogatori di igienizzante per le mani in varie zone dello stadio.

 

US OPEN – Poiché New York stava uscendo proprio in quel momento dai giorni peggiori della pandemia, l’USTA ha deciso di creare una bolla per avere il nulla osta da parte delle autorità sanitarie locali e statali alla manifestazione. Consentire l’ingresso agli spettatori sarebbe stato del tutto incoerente con questo approccio. Senza la presenza dei tifosi, l’USTA è stata in grado di convertire l’intero Billie Jean King National Tennis Center in una zona sicura e confortevole per i giocatori e per il personale essenziale.

Dettaglio pubblico, finale Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

I TORNEI

ROLAND GARROS – La Federazione Francese non vuole alcun asterisco a fianco del proprio Slam, cosicché gli organizzatori hanno deciso di ospitare tutte le consuete manifestazioni, incluse le qualificazioni, i doppi e i tornei junior e per giocatori in sedia a rotelle. Soltanto il doppio misto è stato cancellato.

US OPEN – Gli organizzatori hanno ritenuto che fosse assolutamente necessario limitare il numero di persone all’interno della bolla, pur continuando a mettere in scena un torneo Slam credibile, con tutti gli eventi principali. Alla fine, hanno optato per dieci manifestazioni, con tabelloni di singolare e doppio maschili, femminili e per giocatori in carrozzina, nonché singolare e doppio per la categoria quad. Qualificazioni, tornei junior e doppio misto sono stati invece cancellati.

PREMI

ROLAND GARROS – Il montepremi complessivo del Roland Garros è stato ridotto soltanto dell’11% rispetto al 2019 ed ammonterà a circa 44,3 milioni di euro. Ma, mentre i giocatori top guadagneranno di meno, ne trarranno beneficio i professionisti che ne hanno più bisogno in tempi difficili come questi. A questo scopo, la differenza di premi assegnata ai vincitori dei singolari è stata ridotta drasticamente. I campioni di singolare riceveranno circa 1,8 milioni di euro (a differenza dei 2,7 milioni dello scorso anno), mentre gli eliminati al primo turno guadagneranno circa 70.000 euro, un aumento del 30% rispetto al 2019.

US OPEN – Il montepremi totale di 53,4 milioni di dollari ha rappresentato una diminuzione del 6,7% rispetto al 2019. La quota assegnata ai vincitori dei tornei di singolare maschile e femminile ha subito la decurtazione maggiore, scendendo del 22% e assestandosi sui tre milioni di dollari. Gli sconfitti al primo turno hanno guadagnato 61.000 dollari, 3.000 in più dell’anno scorso. Anche gli eliminati al primo e secondo turno nei tornei di doppio hanno beneficiato di un leggero aumento.

QUALIFICAZIONI

ROLAND GARROS – Gli incontri di qualificazione sono stati disputati senza spettatori, soprattutto per le preoccupazioni relative all’affollamento, visto che un gran numero di giocatori stava iniziando in quei giorni ad arrivare nella sede del torneo per cominciare ad allenarsi in vista degli eventi principali. Gli organizzatori hanno aumentato il montepremi delle qualificazioni del 27%. Gli sconfitti al primo turno hanno guadagnato circa 11.500 dollari, il 42% in più rispetto all’anno scorso. “I giocatori impegnati in queste qualificazioni sono stati quelli maggiormente affetti dalla crisi generata dal Covid-19, dal punto di vista economico” hanno dichiarato i dirigenti della Federazione Francese in un comunicato stampa.

US OPEN – Gli ufficiali dello Stato di New York hanno imposto che il torneo non ospitasse qualificazioni separate, a causa delle preoccupazioni legate alla pandemia e all’integrità della bolla. Al contrario, i 16 posti solitamente spettanti ai giocatori qualificati sono stati assegnati ai più meritevoli, in base al ranking – è semplicemente stato esteso il cut-off.  

TEST AI GIOCATORI E PROTOCOLLI

ROLAND GARROS – Appena arrivati a Parigi, i giocatori (così come tutto il personale legato all’evento) hanno dovuto sottoporsi ad un test per il covid-19, con un secondo controllo 72 ore più tardi. Se negativi, i giocatori sono stati successivamente controllati “ad intervalli regolari” [dopo la stesura di questo articolo il protocollo sulla positività è stato leggermente modificato, e il torneo ha tenuto in considerazione la “storia medica” di giocatori e allenatori prima di decidere se escluderli dal torneo anche in seguito a un test positivo, ndr]. Inoltre, dovranno anche soggiornare in uno dei due hotel ufficiali del torneo, ma non sono state annunciate restrizioni a loro carico sugli spostamenti al di fuori del sito. Il divieto di soggiornare in abitazioni private è stato un peso per Serena Williams, ad esempio, che possiede un appartamento a Parigi.

“Sono super prudente, perché ho alcune serie problematiche di salute, quindi cerco di stare alla larga dai luoghi pubblici, ha dichiarato Serena agli U.S. Open. “Sono stata all’ospedale in condizioni davvero difficili un po’ di volte, quindi non vorrei finirci di nuovo”. Ai giocatori è stato concesso di esser presenti nella sede del torneo soltanto nei giorni in cui sono programmate le loro partite. Negli altri giorni (ai tornei dello Slam, i giocatori alternano un giorno di gioco ed uno di riposo) i giocatori hanno avuto accesso solo al centro di allenamento Jean-Bouin”, una struttura nelle vicinanze solitamente utilizzata per il rugby. Questa è stata attrezzata per soddisfare le esigenze dei partecipanti in modo del tutto analogo al Roland Garros, con zone per l’allenamento, aree relax e servizi di ristorazione. Ai giocatori è stato chiesto di indossare mascherine o coperture per il viso quando non impegnati in partite ufficiali o allenamenti.

Serena Williams – Roland Garros 2020 (da Twitter, @rolandgarros)

US OPEN – L’approccio della bolla ha portato necessariamente a limitare molto la libertà di movimento dei giocatori rispetto a quanto succede invece in Francia, ma ha anche significativamente ridotto i rischi di contagio e trasmissione. Lo US Open è stato organizzato come blocco biologicamente sicuro per gli allenamenti, le partite, i pasti e il relax. La maggior parte del National Tennis Center è stato convertito in un gigantesco salotto all’aperto, cosicché i giocatori avessero l’opzione di trascorrere lì l’intera giornata. È stato loro richiesto di indossare la mascherina in qualsiasi momento non fossero impegnati in allenamenti o partite. Senza la presenza di pubblico o persone estranee al torneo, l’atmosfera era estremamente rilassata, sebbene Andy Murray l’abbia invece definita “triste”, trovandola in qualche modo fastidiosa.

Coloro che volevano alloggiare in case private hanno potuto farlo, con alcune condizioni e restrizioni per assicurarsi che non violassero i protocolli e le regole della bolla. La maggior parte dei giocatori ha alloggiato in uno dei due hotel vicini. Indipendentemente dal luogo in cui soggiornavano, erano loro vietati i viaggi a Manhattan. Sebbene la maggior parte dei giocatori abbia condiviso l’approccio della bolla e si sentisse sicura al suo interno, alcuni si sono risentiti per le restrizioni, soprattutto tra i sette che hanno dovuto sottostare al “protocollo avanzato” perché venuti in contatto con Benoit Paire, l’unico positivo al coronavirus prima che cominciassero le partite (ed escluso dal tabellone). Una di questi giocatori, Kristina Mladenovic, dopo la sconfitta al secondo turno ha dichiarato: “Stavo giocando bene, ma mi sentivo al limite. Ciò a cui ci hanno sottoposto è stato abominevole. Rivoglio la mia libertà. Mi sento come se fossimo prigionieri qui”.

PROTOCOLLI IN CAMPO

ROLAND GARROS – È stata disposta la pulizia costante di tutte le superfici di contatto nell’intero sito, oltreché un’abbondanza di erogatori di igienizzante per le mani nei grounds. Raccattapalle, giudici di linea e di sedia hanno indossato mascherine. Gli asciugamani non sono stati passati di mano in mano, i giocatori hanno deciso se usare o meno l’asciugamano, pur dovendo rispettare la regola dei 25 secondi fra un punto e l’altro. Gli ufficiali del torneo ritengono che la verifica elettronica delle righe non sia necessaria sulla terra, perché la palla lascia un segno sulla superficie che può esser controllato dall’arbitro di sedia in caso di chiamata dubbia. Durante i match ci sono stati i giudici di linea, che hanno indossato mascherine e rispettato il distanziamento sociale e tutti gli altri protocolli di sicurezza.

US OPEN – A New York ci sono state restrizioni simili. La regola sugli asciugamani ha infastidito alcuni giocatori, che credevano fosse impossibile utilizzarli senza sentirsi troppo sotto pressione per lo scorrere del tempo. Lo US Open è diventato il primo torneo dello Slam ad utilizzare il controllo elettronico di linea Hawk-eye totalmente automatico in tutti i campi, ad eccezione dei due principali (l’Arthur Ashe e il Louis Armstrong, nei quali c’erano i consueti giudici di linea e il sistema Hawk-eye a disposizione su chiamata dei giocatori).

CAMBI ALLE INFRASTRUTTURE

ROLAND GARROS – Lo stadio principale, il Philippe Chatrier, è stato interessato da profondi lavori di ristrutturazione, con l’aggiunta di un tetto e l’installazione di luci per il gioco in notturna, quando la pandemia ha costretto a posticipare il torneo agli ultimi giorni di settembre. I lavori sono ora completati. Altri 12 campi sui 30 acri del sito sono stati dotati di riflettori. Sebbene non siano previste sessioni in notturna fino all’anno prossimo, le luci sono tornate utili per terminare più di qualche partita nel crepuscolo autunnale o sotto al tetto, se il tempo dovesse virare al brutto (basti pensare a Sinner-Nadal, che per il prolungarsi del programma di giornata si è concluso sullo Chatrier in piena notte, ndr).

US OPEN – La USTA non ha intrapreso cambi strutturali significativi nei passati 13 mesi. Il National Tennis Center occupa una superficie di estensione del 50% maggiore rispetto al Roland Garros (46,5 acri) e lo Slam statunitense vanta una lunga tradizione di gioco in notturna. Anche con le restrizioni legate alle condizioni sanitarie e al distanziamento sociale, non c’era alcuna pressione su chi programmava le partite. Tuttavia, il torneo ha rinunciato ad utilizzare il campo Grandstand da 8.215 spettatori inaugurato nel 2016 per dedicarlo alla disputa del Western & Southern Open, il primo appuntamento del “double in the bubble”.

Traduzione a cura di Filippo Ambrosi

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ATP

Rublev spodesta Thiem a Vienna: sfiderà un ottimo Anderson, che batte Medvedev

Tredicesima vittoria di fila in un ATP 500 per il russo, contro un Thiem non al top. Anderson ritrova la semifinale in un torneo ATP dopo quasi due anni

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Nella parte bassa del tabellone di Vienna giocheranno la semifinale i due sfavoriti (sulla carta) dei quarti di finale. Kevin Anderson e Andrey Rublev. A dirla tutta la vera sorpresa è la vittoria del sudafricano, che ha sbarrato la strada a Daniil Medvedev nel primo incontro in programma sui campi dell’ATP 500 austriaco. Rublev invece è ormai una certezza e nonostante Thiem non perdesse in Austria da 11 partite (ha vinto il titolo qui a Vienna e a Kitzbhuel lo scorso anno), la sua non può nemmeno definirsi un’impresa: quest’anno solo Novak Djokovic ha vinto più partite di lui (39 contro le 37 del moscovita).

Anderson e Rublev si sono sfidati un mese fa al terzo turno del Roland Garros. Il russo ha vinto agevolmente, ma è lecito aspettarsi tutta un’altra partita a Vienna e non solo per via della superficie. Kevin Anderson è tornato finalmente a brillare, ritrovando la semifinale dopo quasi due anni di attesa (l’ultima risaliva all’ATP di Pune di gennaio 2019). La sofferta vittoria del primo turno contro Dennis Novak ( tre match point annullati nel finale) l’ha sbloccato. Al secondo turno ha dato due set a zero a Carreno Busta e nei quarti ha riservato lo stesso trattamento a Daniil Medvedev, non di certo uno che non digerisce il cemento indoor.

La partita si è messa subito sui binari giusti per il numero 111 ATP (con questo risultato salirà almeno nei primi 90 del mondo). Con il break di vantaggio sin dal primo game, il sudafricano ha dovuto annullare solo una palla break nel primo set e nonostante Medvedev non abbia perso nemmeno un punto con la prima in tutto il set, il punteggio della prima frazione recita 6-4 Anderson, in 35 minuti. Anche all’inizio del secondo set il copione è rimasto lo stesso: la profondità in risposta di Anderson si è rivelata decisiva e il russo ha dovuto correre rischi enormi per poter salvare la battuta nei primi due game (quattro palle break salvata, con rovesci sulla riga e seconde di servizio sopra i 180 orari).

 

Alla fine è stato il tie-break a dare la semifinale ad Anderson. Dopo essere scivolato sotto 2-0, ha trovato tre mini-break per portarsi 6-3. Con un vincente di dritto e un solido passante Medvedev ha provato ha rientrare in partita, ma al servizio per portarsi sul 6-6 ha spedito lungo un rovescio non impossibile. Vittoria assolutamente meritata per Kevin, che non batteva un top 10 dal 2018 (Nishikori alle Finals). Allo stesso anno, proprio contro Nishikori in finale, risale il suo successo a Vienna, il suo primo successo a livello di ATP 500 in carriera.

ANDREY… IN SEMI – E parlando della categoria ‘500’ non possiamo che ricollegarci alla striscia di 13 vittorie consecutive di Andrey Rublev nella categoria d’argento (ha trionfato a San Pietroburgo e ad Amburgo). Oggi ha battuto per la seconda volta in carriera Dominic Thiem, per la prima volta sul duro e l’ha fatto addirittura a casa sua, dove difendeva il titolo. Ci si aspettava una partita entusiasmante, e così è stato. Ma solo nel primo set. Thiem ha avuto l’opportunità di fare gara di testa nel terzo game, ma ha mancato due palle break. Da lì in poi entrambi hanno infilato una lunga striscia di game rapidissimi, ma pieni di vincenti di alta qualità. E alla fine si è arrivati al tie-break, altrettanto spettacolare: dopo due punti in difesa, Rublev ha beneficiato di un dritto sparato lungo di qualche spanna da Thiem e con un ace si è preso il primo parziale.

L’austriaco ha iniziato a dare segnali non incoraggianti all’inizio del secondo. Infatti non riusciva più a muoversi così rapidamente come nel primo set, complice un fastidio al piede destro. Rublev, impassibile e costante nel suo martellamento da fondocampo, si è trovato avanti non di uno, ma ben due break, sul 5-1. Impossibile per questo Thiem, lontano dalla sua miglior forma atletica, anche solo tentare una rimonta. Avanza perciò in semifinale per la quinta volta in stagione il russo, dopo un’ora e 34 minuti. Negli ultimi quattro tornei vanta un impressionante bilancio di 17 vittorie e una sconfitta.

Risultati:

[PR] K. Anderson b. [4] D. Medvedev 6-4 7-6(5)
[5] A. Rublev b. [2] D. Thiem 7-6(5) 6-2

Il tabellone completo

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ATP

Parigi-Bercy, le entry list aggiornate: ci sono Nadal e Berrettini. Sabato alle 12 il sorteggio

Il torneo si disputerà nonostante il lockdown nazionale in vigore in Francia, ma senza pubblico. Al via anche Lorenzo Sonego, assente Novak Djokovic. Tutto quello che c’è da sapere sull’ultimo Masters 1000 della stagione

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Rafael Nadal - Bercy 2019 (foto via Twitter, @RolexPMasters)

La prossima settimana avrà luogo l’ultimo Masters 1000 della stagione, vale a dire Parigi-Bercy (Rolex Paris Masters), l’unico a disputarsi indoor e soltanto il terzo ad avere luogo nel 2020. In virtù delle nuove disposizioni in vigore da oggi, il torneo sarà a porte chiuse ma si dovrebbe disputare salvo decisioni dell’ultimo minuto da parte del governo francese.

Le qualificazioni inizieranno domani, sabato 31 ottobre, alle 10, mentre il tabellone principale (quest’anno allargato a 56 giocatori rispetto ai consueti 48) verrà inaugurato lunedì 2 novembre alle 11; il sorteggio di quest’ultimo avrà luogo a sua volta sabato a partire dalle 12. Il prize money, già ridotto in precedenza per chi dovesse raggiungere le ultime fasi del torneo, è stato ulteriormente ridimensionato per via della chiusura definitiva al pubblico (ricordiamo che ci sarebbero dovute essere 1000 persone durante la sessione diurna).

 

RAFA PER LA DOPPIETTA PARIGINA – L’unico presente fra i Big Three sarà Rafa Nadal, che ha appena vinto il suo tredicesimo Slam nella capitale francese ma non ha mai conquistato il titolo alla AccorHotels Arena. Mai come quest’anno il maiorchino sembra avere la posizione giusta per riempire il buco nel palmarès e completare la doppietta parigina nel corso della stessa stagione, impresa riuscita solo ad Ilie Nastase nel 1973 e ad Andre Agassi nel 1999 – curiosamente, l’unico campione del torneo presente è Karen Khachanov, che qui vinse il suo unico Masters 1000 nel 2018.

Non ci sarà invece Novak Djokovic, che è sicuro di mantenere i 1000 punti dello scorso anno e ha quindi deciso di inseguire (con successo) la certezza matematica del N.1 di fine anno a Vienna; per sperare di superarlo, Nadal dovrebbe vincere qui, accettare una wildcard a Sofia e vincere anche a Londra, ma solo nel caso in cui Djokovic perdesse oggi con Sonego e chiudesse le Finals a bocca asciutta, scenario abbastanza improbabile.

Mentre gli altri big saranno tutti presenti (a parte il lungodegente Federer), la corsa alle ATP Finals sarà meno centrale rispetto ad edizioni precedenti del torneo, visto che molti potenziali concorrenti si sono chiamati fuori, da Monfils a Shapovalov a Bautista Agut. Gli unici a giocarsi realisticamente gli ultimi due posti fra gli otto finalisti saranno quindi Andrey Rublev (ragionevolmente certo), Diego Schwartzman e il nostro Matteo Berrettini, che però ha 200 punti in scadenza dallo scorso anno e ha saltato tre tornei di fila. Qui le entry list aggiornate, con Lorenzo Sonego direttamente in tabellone come secondo rappresentante italiano.

(clicca per ingrandire)

WILDCARD – Tutti francesi gli invitati al torneo. Nel tabellone principale ci saranno Benjamin Bonzi, Hugo Gaston, Pierre-Hugues Herbert e Corentin Moutet, mentre i nomi delle qualificazioni sono Antoine Cornut-Chauvinc, Hugo Grenier, Alexandre Muller e Arthur Rinderknech.

COPERTURA TV – Il torneo verrà trasmesso su Sky Sport per quanto riguarda la television, e su TennisTV (nonostante il nome controintuitivo) in streaming.

Tutte le entry list aggiornate del Masters 1000 di Parigi-Bercy

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ATP

Nur-Sultan: Seppi cede alla distanza contro McDonald

Buona partenza per l’altoatesino, che vince il primo set facilmente ma poi cala in maniera vistosa e si fa rimontare da Mackenzie McDonald

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Andreas Seppi - Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Sarà Mackenzie McDonald a giocare i quarti di finale dell’Astana Open di Nur-Sultan 2020, torneo di categoria ‘250’ indoor che si gioca negli impianti della capitale kazaka. Lo statunitense ha battuto in rimonta Andreas Seppi (3-6 6-3 6-3) in due ore di partita e ora incrocerà la racchetta con Mannarino per cercare di raggiungere la semifinale. C’è qualche rimpianto per Andreas, che sembrava in totale controllo della sfida nel primo set, ma è apparso molto meno reattivo per il resto del match, anche quando l’inerzia poteva spostarsi dalla sua parte nel terzo dopo aver recuperato il break di svantaggio. Ha perso così la seconda partita in carriera contro il giocatore di origini californiane (nel 2018 venne sconfitto in due set a ‘s-Hertogenbosch).

Nel primo set non c’è stata partita per i primi tre game. Seppi è riuscito a mettere subito i piedi dentro al campo e lo statunitense non ha mai opposto resistenza: solamente il servizio gli ha concesso di conquistare punti facili (un set point salvato con un ace per evitare un parziale ancora più pesante) e mettere a referto tre game vinti. Per il resto Seppi non ha mai sofferto alla battuta dopo il break iniziale, anche favorito dal fatto che i tentavi di McDonald di tornare in partita siano stati pressoché inesistenti. Perciò il primo parziale si è chiuso col punteggio di 6-3 in favore dell’altoatesino in 36 minuti.

È abbastanza inaspettato ciò che si è verificato invece a inizio secondo set. Seppi ha perso tutta l’energia mostrata nel primo parziale e McDonald ha limitato visibilmente gli errori. In più l’americano ha trovato un colpo importante, il rovescio lungolinea, che gli ha permesso di trovare ritmo e giocare in maniera più offensiva. Stavolta è stato lui a piazzare l’allungo iniziale (3-0) e ad avere anche occasione di conquistare un secondo break. È sembrato di rivedere il calo del secondo set contro Karatsev (perso 6-1) ventiquattro ore prima. Tuttavia l’azzurro ha comunque provato a rientrare, trovando il controbreak sull’1-5, ma due game più tardi McDonald non ha sbagliato nel suo turno di servizio e in maniera piuttosto convincente si è preso il secondo set.

 

Non è stata una grande partita e il racconto del terzo set lo dimostra ancora di più. Andreas purtroppo è uscito male dai blocchi anche stavolta, poco mobile e falloso soprattutto dal lato sinistro. Su quella diagonale McDonald ha provato a costruire la sua partita: si è portato avanti di un break, ma un game abbastanza falloso (sicuramente quello con più errori dal primo set) ha permesso ad Andreas di rimettere le cose a posto, dopo due palle del 2-0 sprecate dall’americano. Quando sembrava che avesse ripreso in mano la partita, sul 40-15, si è bloccato ancora una volta, concedendo un altro break. È in questi frangenti che McDonald è apparso il chiaro favorito per la vittoria finale.

C’è tempo per una reazione d’orgoglio di Andreas però: un passante di rovescio in allungo per riportarsi 3-3. Tuttavia l’impressione è che abbia pagato quello sforzo a caro prezzo, poiché McDonald ha vinto gli ultimi nove punti del match abbastanza in scioltezza, piazzando un altro 6-3 in suo favore e chiudendo il match dopo due ore.

Risultati:

[Q] E. Ruusuvuori b. [8] J. Thompson 6-2 3-6 6-4
[3] A. Mannarino b. [Q] Y. Sugita 6-1 6-1
[PR] M. McDonald b. [WC] A. Seppi 3-6 6-3 6-3
[1] B. Paire vs M. Kukushkin

Il tabellone aggiornato

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