Il mese indimenticabile di Flavio Cobolli

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Il mese indimenticabile di Flavio Cobolli

Abbiamo intervistato Flavio Cobolli, che pochi giorni fa ha raggiunto la sua prima finale in un challenger e in un mese ha scalato ben 500 posizioni. Gli piace Djokovic, tifa Roma sogna il grande tennis

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Flavio Cobolli ha vissuto un aprile indimenticabile, a cominciare dal suo primo titolo da professionista al Futures di Antalya (eliminando tra gli altri Edoardo Eremin e il promettentissimo giapponese Shintaro Mochizuki), per poi proseguire con un ottimo Challenger a Roma 1 dove ha superato le qualificazioni e un turno di tabellone. Ma il capolavoro è arrivato con il secondo torneo andato in scena sui campi del Garden: una cavalcata trionfale che si è fermata solo in finale ad opera del fortissimo argentino Juan Manuel Cerundolo (n.176 ATP).

Forse è mancato il lieto fine, ma diteci se non è comunque una fiaba guadagnare circa 500 posizioni in un mese (ora è n.449 ATP) e passare in un attimo dalla fase delle promesse da mantenere a una realtà fatta di risultati e di consapevolezza. Oggi, 6 maggio, Flavio compie 19 anni e qualche giorno fa ne abbiamo approfittato per fare due chiacchiere con lui. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente a Tirrenia, mentre era impegnato nel torneo di pre-qualificazione per il Foro Italico che si è concluso positivamente per lui: ha perso in semifinale contro Pellegrino, ma si è aggiudicato la finale per il terzo post contro Moroni conquistando così il terzo e ultimo pass per il torneo di qualificazione. Niente male per un ragazzo che a fine 2020 chiudeva la sua carriera juniores vincendo il Roland Garros di doppio, in coppia con Stricker.


Buongiorno Flavio, grazie per il tuo tempo. Sappiamo che il calendario non ti lascia respiro.
Figurati, grazie a voi. 

 

Un mese di aprile incredibile.
Effettivamente è stato un mese che non dimenticherò mai. Sono felice perché il tanto lavoro che stiamo facendo con il mio staff comincia a dare i suoi frutti.

Risultati addirittura in anticipo sulle tue speranze. A gennaio avevi detto che chiudere l’anno a ridosso dei top 400 sarebbe stato un ottimo risultato.
Inaspettatamente ce l’ho fatta in soli quattro mesi. E consideriamo che a inizio anno le entry list erano molto selettive e così mi toccava sempre giocare le qualificazioni che, come ben sai, sono un autentico campo minato. Però il mio obiettivo non è tanto la classifica, quanto migliorare in maniera costante le mie prestazioni. Poi la classifica viene di conseguenza. 

Parlavi del tuo staff, il coach è tuo padre (Stefano Cobolli, ex giocatore che nel 2003 ebbe un best ranking al n.236 ATP). Funziona il rapporto?
Direi di sì, litighiamo spesso ma sempre, per così dire, a fin di bene. Del resto se ce l’ha fatta Stefanos Tsitsipas (che col padre/coach ha un rapporto abbastanza burrascoso) perché non posso farcela io?

Spari alto. Chi sono i tuoi giocatori preferiti?
Djokovic su tutti, adoro il suo gioco di pressione. Tra i più giovani mi piace molto Andrey Rublev cui ruberei volentieri il diritto. Tra gli italiani Fognini. 

So che a dicembre hai ripreso a collaborare con il tuo storico preparatore atletico Gianluca Pasquini.
Sì, nel nostro team stanno entrando nuove professionalità. Oltre a Gianluca è arrivato anche Matteo Fago che aiuterà mio babbo. Poi un fisioterapista e un mental coach.

Parlami un po’ allora della Rome Tennis Academy.
La struttura è grande, un posto magnifico in mezzo al verde, dove c’è tutto quello che serve per migliorare. Ci sono tanti ragazzi di talento, anche se il mio compagno di allenamento preferito è Lorenzo Claverie (18enne nato a Caracas che si è unito al gruppo nello scorso gennaio).

Tu sei visceralmente romano ma in realtà sei nato a Firenze.
Sì, perché mia madre è toscana e i miei genitori si sono conosciuti in un paesino che si chiama Strada in Chianti (frazione di Greve in Chianti, a soli 12 km da Firenze, ndr) dove sono nato io. Fino a quando non ci siamo trasferiti tutti a Roma per il lavoro del babbo. 

All’ATP 250 di Parma ci sarai?
Purtroppo, nonostante il balzo in classifica, dipendo ancora dagli inviti della Federazione e dunque farò domanda. È dura ottenere una wild card in un torneo ATP, anche se in questo caso non è impossibile perché molti giocatori saranno a Parigi per le qualificazioni.

A Proposito di Parigi, ti piace viaggiare?
Non è mai stato un problema. Sono un tipo estroverso che adora stare in compagnia. Mi piace, per così dire, fare un po’ ‘il coglione’, soprattutto coi ragazzi stranieri.

Con l’inglese come va?
Sta migliorando anche se si capisce che non sono madrelingua (ride, ndr).

Quando viaggi ti ritagli qualche spazio per fare del turismo?
Non è una mia priorità, diciamo che se c’è il mare ne approfitto, ma non credo che possa proprio definirsi turismo (ride, ndr). Quindi sto molto al circolo, mi piace davvero guardare il tennis.

E al circolo nei momenti off cosa fai?
Gioco a carte, e soprattutto cazzeggio con gli altri. Poi, immancabile, parte la telefonata a Matilde, la mia nuova fidanzata. E lì non c’è più spazio per nessuno.

La inchiodi al telefono?
Assolutamente sì. (ride, ndr)

Flavio Cobolli con la sua ragazza, Matilde

Netflix, libri?
Netflix non mi fa impazzire anche se ‘Suburra’ mi è piaciuta. I libri forse in futuro. Per ora la cosa che leggo più volentieri è la formazione della Roma. (ride, ndr).

Non starò a chiederti per l’ennesima volta del tuo passato calcistico (Flavio era un terzino assai promettente nelle giovanili della squadra capitolina, ndr) ma mi sembra che adesso sia la Roma a prendere spunto da te, con il suo approccio tennistico alle partite (vedi la sconfitta per 6-2 a Manchester).
Lascia stare, ti prego. Non infierire! 

Hai visto il docufilm di Alex Infascelli su Totti e la serie TV di Castellitto?
Certamente. Mi è piaciuto soprattutto il docufilm cui darei un bel nove, sette alla serie.

Tu eri allo stadio per l’ultima partita di Totti?
Ovviamente sì, a piangere come tutti. 

Hai definito l’ambiente del tennis ‘più elegante’ rispetto al calcio.
Sì, è un ambiente dove c’è maggiore sportività, e parlo un po’ di tutte le persone che gravitano attorno a quel mondo, a partire dagli avversari, dai genitori, dai tecnici e dai tifosi. 

Prima di entrare in campo hai qualche rito scaramantico? 
Niente di particolare, però prima di ogni partita cambio il grip della racchetta e in spogliatoio mi siedo sempre nello stesso posto e uso la stessa doccia.

Il luogo più brutto dove hai giocato?
Senza dubbio Algeria ed Egitto. Al Cairo da junior fu un vero incubo.

Chi sono i tuoi migliori amici nel circuito?
Tra gli stranieri Holger Rune, Shintaro Mochizuki e Dominick Stricker. Tra gli italiani Fausto Tabacco, Jimbo Moroni e Matteo Gigante. Ma in realtà vado d’accordo con tutti.

Cosa mi dici di Stricker (quest’anno già vincitore del Challenger di Lugano, ndr) con cui nel 2020 hai vinto il doppio junior al Roland Garros?
Non ti saprei dire fin dove potrà arrivare. Certamente promette molto bene, anzi è già molto forte.

A proposito di ‘fin dove potranno arrivare’, inevitabile la domanda su Sinner e Musetti.
Sono due fenomeni. Sinner arriverà al n.1 e Musetti in top 10. Con Sinner non ho mai giocato, con Musetti tante volte, soprattutto a livello giovanile. (una volta anche agli assoluti di Todi nel 2020 con vittoria sofferta di Musetti, ndr).

Conosci i tennisti del passato? Tuo padre te ne parla?
Sì me ne parla, per cui li conosco di nome. Ma non è che vada a ripescare i vecchi filmati.

La scuola?
Ho frequentato il liceo pubblico scientifico a indirizzo sportivo fino alla terza e quest’anno farò la maturità da privatista.

Parlami dei tuoi tatuaggi.
Ne ho quattro, un fulmine, un’immagine della fascia da capitano della Roma di De Rossi, uno sui piedi e l’ultimo che raffigura Brontolo. A questo sono particolarmente affezionato perché penso che mi rappresenti molto.

Ho notato che sei molto attivo sui social.
Sì, mi piace e riesco a rispondere a tutti, non avendo ancora molti follower (su Instagram sono 6600, per adesso, ndr). Facendo sempre in modo che questo non interferisca col tennis. 

Grazie del tuo tempo Flavio, forse avrai notato che non appena noi di Ubitennis ti abbiamo chiesto un’intervista hai fatto il botto. La stessa cosa era successa con Musetti al Challenger di Forlì. Qualcosa vorrà pur dire…
Immagino di sì, teniamoci in contatto (ride, ndr).

Flavio Cobolli al Challenger di Roma Garden

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WTA Ranking: Barbora Krejcikova irrompe in top 20. Comeback Pavlyuchenkova

Le finaliste dell’ultima prova slam sono i due nuovi ingressi in top 20. Se per Krejcikova è la più alta posizione mai raggiunta, per Pavlyuchenkova è un ritorno dopo tre anni e mezzo di assenza. Best ranking per Paolini

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Barbora Krejcikova vince il Roland Garros 2021 (Credit: @WTA_insider on Twitter)

Abbiamo una nuova (ennesima) vincitrice di un titolo dello Slam e anche una new entry in top 20. Si tratta, ovviamente, di Barbora Krejcikova, che dopo essere stata protagonista a Parigi lo è anche nelle classifiche odierne, di singolare e di doppio. La ceca, che prima della vittoria al Bois de Boulogne non era mai andata oltre il n.33 e che un anno fa era addirittura fuori dalle cento, guadagna 18 posti e si ritrova al n.15 del ranking.

Anche nella Race, Krejcikova si distingue per i progressi. Il balzo di Barbora è di ben dieci posti, fino al n.2, a poco più di 120 punti dalla vetta, dove troviamo sempre Ashleigh Barty. Infine, la vittoria in doppio con Siniakova le vale anche la prima posizione nella classifica di doppio, che però aveva già ricoperto nell’ottobre 2018.  Ma la corsa di Barbora non finirà qui. Il nuovo status di top 15 le permetterà di entrare nei tabelloni dei tornei principali e potrà incrementare ulteriormente i propri punti e risalire la classifica. Se dovesse mantenere il rendimento attuale (prima del successo a Parigi, aveva incamerato il titolo a Strasburgo e fatto finale a Dubai), non ci meraviglieremmo di vederla tra le prime dieci a fine stagione. Alla fine, Pliskova (n.10) dista solo 552 punti da Krejcikova.

Vediamo ora gli altri movimenti più rilevanti. Per prima cosa, la finalista del torneo parigino: Anastasia Pavlyuchenkova ritorna in top 20 dopo tre anni e mezzo. La russa fa un salto di 13 posizioni fino al n.19. Riuscirà ad eguagliare il best ranking (n.13) o addirittura fare meglio? Progrediscono anche Tamara Zidansek (+38, n.47) e Marta Kostyuk (+16. n.65), rispettivamente semifinalista e negli ottavi al Roland Garros, Sorana Cirstea (+9, n.45), Shuai Zhang (+10, n.36) e Ana Bogdan (+11, n.96). Best ranking per Ons Jabeur (+2, n.24) e Cori Gauff (+2, n.23).

 

Ma sono le atlete in discesa a fare più notizia. Johanna Konta non riesce a tamponare i punti persi della semifinale di Parigi con la vittoria a Nottingham su Shuai Zhang e scende fino al n.30, lasciando per strada ben dieci posizioni. Sono invece venti i posti persi da Marketa Vondrousova, in caduta libera al n.41. Escono dalla top50 Donna Vekic (-18, n.54), Anastasija Sevastova (-9, n.57) e soprattutto Amanda Anisimova (-38, n.79). Altri nomi illustri in difficoltà sono quelli di Sloane Stephens (-8, n.67), Caroline Garcia (-16, n.74), Katerina Siniakova (-7, n.75), Kaia Kanepi (-11, n.75) e Anna Blinkova (-11, 88).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty218245
20Naomi Osaka167401
30Simona Halep196330
40Aryna Sabalenka296195
50Sofia Kenin285865
60Elina Svitolina295835
70Bianca Andreescu115265
80Serena Williams144931
90Iga Swiatek184435
100Karolina Pliskova234285
11+1Petra Kvitova194115
12-1Belinda Bencic264080
130Garbiñe Muguruza194000
140Jennifer Brady263840
15+18Barbora Krejcikova303733
160Victoria Azarenka183696
17-2Elise Mertens313685
180Maria Sakkari273480
19+13Anastasia Pavlyuchenkova263300
20-3Kiki Bertens253220
21+1Elena Rybakina333043
22-3Karolina Muchova192876
23+2Cori Gauff222780
24+2Ons Jabeur282415
25-2Petra Martic272360
26+3Jessica Pegula242339
270Angelique Kerber232320
28-4Madison Keys182306
29+2Anett Kontaveit232265
30-10Johanna Konta212265
31-3Alison Riske212181
32-2Veronika Kudermetova312100
33+2Paula Badosa382060
340Ekaterina Alexandrova321940
35+2Daria Kasatkina281860
36+10Shuai Zhang291798
37+1Dayana Yastremska241765
38+1Qiang Wang261700
39+1Svetlana Kuznetsova181692
400Nadia Podoroska371687
41-20Marketa Vondrousova201686
42+1Yulia Putintseva311685
43+1Jelena Ostapenko261680
44+1Magda Linette291628
45+9Sorana Cirstea271614
46+1Shelby Rogers311558
47+38Tamara Zidansek281550
48+2Danielle Collins201529
49+2Fiona Ferro261500
50+2Marie Bouzkova321475

CASA ITALIA

Guadagnano posizioni sia Camila Giorgi (+4, n.76) sia Jasmine Paolini (+4, n.87), suo nuovo best ranking dopo il titolo a Bol. Tra le atlete in maggior progresso, ci sono Federica Di Sarra (+29, n.386), Nuria Brancaccio (+131, n.451), rispettivamente semifinalista e finalista a Grado, e Tatiana Pieri (+29, n.474). Perde ben 25 posti, invece, Cristiana Ferrando (n.453).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
76+4Camila Giorgi251080
87+4Jasmine Paolini40958
98-1Martina Trevisan34841
107-2Sara Errani35754
110+3Elisabetta Cocciaretto27745
174-2Giulia Gatto-Monticone32419
202-8Martina Di Giuseppe35346
250-1Jessica Pieri37267
260+8Bianca Turati22256
277+7Lucia Bronzetti37243
285-2Lucrezia Stefanini31237
286+29Federica Di Sarra29237
306+2Martina Caregaro25210
324+6Stefania Rubini27183
395+2Camilla Rosatello28121
4400Angelica Moratelli32105
451+131Nuria Brancaccio27102
453-25Cristiana Ferrando29102
475+29Tatiana Pieri2692
496+2Claudia Giovine1586

NEXT GEN RANKING

La novità è la scalata di 3 posti di Marta Kostyuk, che sale fino al n.3. Perde 2 posizioni Amanda Anisimova (ed era prevedibile visto lo scivolone in classifica generale). Elisabetta Cocciaretto risale al n.9: per il momento non riesce a spingersi più in alto. (Nel Next Gen ranking del 2021 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2001).

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Iga Swiatek20019
20Cori Gauff200423
3+3Marta Kostyuk200265
40Leylah Fernandez200266
5-2Amanda Anisimova200179
6-1Anastasia Potapova200182
70Clara Tauson200293
80Maria Camila Osorio Serrano200194
9+1Elisabetta Cocciaretto2002110
10-1Catherine McNally2001111

LA RACE

Barbora Krejcikova non è l’unica a scalare la RACE. Anastasia Pavlyuchenkova irrompe al n.7, mettendosi alle spalle ben 27 posizioni. Non è da meno Tamara Zidansek (n.20) con 26 posizioni guadagnate. Ottimi progressi anche per Sakkari (n.8), che sale di otto posti.

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty93381
2+10Barbora Krejcikova113258
3-1Aryna Sabalenka102657
4-1Naomi Osaka62536
50Iga Swiatek82385
6-2Garbiñe Muguruza102095
7+27Anastasia Pavlyuchenkova101898
8+8Maria Sakkari101886
9-3Jennifer Brady91808
10+1Cori Gauff111710
11-4Elise Mertens91707
12-4Veronika Kudermetova131592
134Paula Badosa91496
14-5Jessica Pegula101447
15-5Elina Svitolina101446
16-3Karolina Pliskova101305
17-2Karolina Muchova61256
18+1Ons Jabeur101245
19+1Serena Williams61236
20+26Tamara Zidansek101231

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Roland Garros, Djokovic: “Non ho mai pensato che raggiungere Federer e Nadal fosse impossibile”

“Ero nella stessa posizione nel 2016, e ho finito per perdere con Querrey a Wimbledon”, ha detto Nole di un possibile Golden Slam. “Questa è una delle tre vittorie più belle della mia carriera”

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Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Novak Djokovic ha battuto l’ennesimo record della sua carriera, e stavolta ci è riuscito rimontando due set a Stefanos Tsitsipas, diventando così il primo uomo nell’Era Open a vincere ogni Slam almeno due volte. In conferenza stampa Nole ha subito sottolineato l’importanza di questo titolo, uno dei più belli della sua carriera e per importanza storica e per le tribolazioni a cui è stato sottoposto, soprattutto nella seconda settimana: “Sono felice ed orgoglioso di questo traguardo. Amo la storia di questo sport, è una cosa che mi ispira particolarmente. Visti gli ultimi due giorni non potrei essere più felice o soddisfatto, credo che questo sia uno dei tre più grandi risultati della mia carriera: ho giocato quattro ore e mezza con Rafa venerdì, sabato non mi sono allenato per ricaricare le batterie, e oggi ho fatto altre quattro ore abbondanti con Tsitsipas”.

Questo è stato il suo commento sul match: “Lui giocava la sua prima finale, una situazione non semplice, perché stava giocando per la sua prima vittoria Slam ma allo stesso tempo non hai molto da perdere. Sapevo che sarebbe partito bene: nel primo set c’è stato grande equilibrio, ma lui è stato più bravo nei momenti chiave. Nel secondo sono crollato fisicamente e mentalmente, ero stanco e lui ha dominato. Allora mi sono preso una pausa, e, come contro Musetti al quarto turno, quando sono tornato in campo mi sentivo un altro giocatore, completamente rinato. Dopo aver vinto il terzo set credo di aver acquisito un vantaggio psicologico, e quando l’inerzia è girata a mio favore la partita è cambiata definitivamente”.

Djokovic ha anche accusato un piccolo acciacco a causa di una caduta nel primo set, ma ci ha tenuto a precisare di non averne risentito eccessivamente: “Sì ho avuto qualche piccolo problema, ma niente che potesse condizionarmi a lungo termine dal punto di vista della forza e della mobilità. Però sì, per una mezz’ora ho avvertito il colpo. Una caduta può scombinare il tuo ritmo, in particolare al servizio nel mio caso, non mi entrava più la prima. Comunque non voglio togliere niente al mio avversario, ha giocato benissimo nei primi due set”.

 

IL DIALOGO INTERIORE

Durante la premiazione, Nole ha dichiarato di avere un dialogo molto fervido con sé stesso, cosa che l’ha aiutato a risollevarsi: “Parlo con me stesso, ma non a voce alta, cerco di farlo nella mia testa. Ci sono due voci dentro un giocatore: una che ti dice che è finita, che non ce la farai (questa era piuttosto forte dopo il secondo set) e un’altra che ti dice che puoi ancora farcela. Ho sentito che era il momento di zittire la prima voce, e ho iniziato a ripetere parole di incoraggiamento dentro la mia testa, ho cercato di vivere queste parole con tutto il mio essere. Quando è iniziato il terzo set ho visto che il mio livello di gioco rispondeva a quella seconda voce, più positiva ed incoraggiante. Da lì in poi non ho più avuto dubbi”.

Ha poi aggiunto: “In campo non hai moltissimo tempo per pensare, ma nel corso della mia carriera mi sono allenato tanto da questo punto di vista: cerco sempre di ritrovare il mio equilibrio nel momento, così da non essere sballottato a destra e a manca, anche se in passato mi è capitato, anche in finali Slam che ho perso. Quel dibattito interiore in certi momenti della mia carriera è stato vinto dalla voce più pessimistica. In fondo è uno sport individuale, non hai nessuno su cui fare affidamento: certo, hai un team, ma alla fine devi essere tu a scendere in campo e risolvere il problema, soprattutto in situazione di grande svantaggio come quella odierna. Per questo credo che la preparazione mentale sia importante quanto quella fisica”. Il serbo ha poi scherzato alludendo anche a un supporto… ultraterreno: “Sì, ho un angolo segreto dove si trovano i miei angeli, ma non posso rivelare di più! Diciamo che finora ha funzionato bene”.

In realtà, un aiuto speciale è arrivato per il N.1 ATP. Un suo giovane tifoso, infatti, non ha mai smesso di incitarlo (e non solo) dalla prima fila, e come ringraziamento ha ricevuto la racchetta della vittoria: “Non so chi fosse quel ragazzo, ma mi ha incoraggiato per tutta la partita, soprattutto quando ero sotto di due set, e ha anche cercato di darmi indicazioni tattiche! È stato molto carino, quindi ho pensato che fosse la persona migliore a cui dare la racchetta a fine partita, volevo mostrargli la mia gratitudine”.

IL GOLDEN SLAM E LA CORSA CON FEDERER E NADAL

Inutile nascondersi, vincere i primi due Slam della stagione è un risultato che dà adito alla discussione sulla fattibilità del Grande Slam, mai raggiunto a livello maschile dal 1969, quando ci riuscì Rod Laver. Quest’anno, poi, è teoricamente possibile per Djokovic conquistare il Golden Slam, con l’oro olimpico a corredo dei quattro Major. Sull’argomento il serbo è possibilista ma senza sbilanciarsi, memore di quanto successo in passato: Tutto è possibile. Credo di poter dire di aver raggiunto obiettivi di cui tanti non mi ritenevano capace. Sono in una buona posizione per cercare di fare il Golden Slam, ma ero allo stesso punto nel 2016, e ho finito per perdere al terzo turno a Wimbledon [contro Sam Querrey, ndr]. Quest’anno ci sono solo due settimane fra la finale del Roland Garros e l’inizio di Wimbledon, una situazione non proprio ideale perché si gioca su due superfici completamente diverse, quindi dovrò cercare di adattarmi il più rapidamente possibile”.

E proprio i Championships sono il prossimo obiettivo: “Ovviamente ora cercherò di godermi questa vittoria, e fra qualche giorno mi metterò a pensare a Wimbledon. Sono veramente contento che quest’anno si giochi a Londra, vista la cancellazione del 2020. Ho vinto le ultime due edizioni, quindi spero di poter estendere la striscia positiva. Mi piace l’erba, nel corso degli anni credo di essere migliorato nell’adattare il mio gioco alla superficie. Spero anche di poter traslare a Wimbledon la fiducia che ho in questo momento“.

Al di là di quanto potrà fare nel resto del 2021, Djokovic è ora ad un solo Slam da Federer e Nadal: “Non ho mai pensato che eguagliare i loro Slam fosse una mission impossible, anche se non ci sono ancora riuscito. Stanno ancora giocando benissimo entrambi, soprattutto Rafa, e tutti e tre possiamo ancora vincere a Wimbledon e negli altri Slam. Io continuerò a lottare e ad inseguire record, e allo stesso tempo a tracciare il mio percorso; tutti e tre abbiamo il nostro percorso”.

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Classifica ATP: Djokovic sempre più solo in vetta. Best ranking per Sonego e Musetti

Il serbo fa il vuoto anche nella Race per le Finals di Torino. Miglior classifica per Tsitsipas, Sinner esce dalla Top 20

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Novak Djokovic e Lorenzo Musetti - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

“Tutto ha il suo momento e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e uno per morire,…” ( Dal libro del Qoelet 3,1)

..e ci sarà probabilmente un tempo in cui Stefanos Tsitsipas festeggerà la conquista del suo primo major e Félix Auger-Aliassime del primo torneo in singolare.

Ma non oggi.

 

Oggi infatti sono Novak Djokovic e Marin Cilic a festeggiare: il primo a Parigi il suo diciannovesimo titolo dello Slam e il secondo a Stoccarda il diciannovesimo titolo in carriera, tre anni dopo l’ultimo conquistato sull’erba del Queen’s quando superò in finale proprio Djokovic.

LA TOP 20 ATP

Di seguito i primi venti giocatori al mondo subito dopo la conclusione del Roland Garros:

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1DjokovicSerbia12113 
2MedvedevRussia10143 
3NadalSpagna8630 
4TsitsipasGrecia79801
5ThiemAustria7425-1
6ZverevGermania7350 
7RublevRussia5910 
8FedererSvizzera5065 
9BerrettiniItalia4103 
10Bautista AgutSpagna31701
11SchwartzmanArgentina3105-1
12Carreno BustaSpagna2905 
13GoffinBelgio2830 
14ShapovalovCanada2780 
15RuudNorvegia26901
16MonfilsFrancia2568-1
17HurkaczPolonia25333
18RaonicCanada2473 
19GarinCile24314
20DimitrovBulgaria24323-3

Alcune osservazioni:

·         Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud migliorano il proprio best ranking.

·         Bautista Agut scalza Diego Schwartzman dalla top 10.

·         Jannik Sinner esce dalle prime venti posizioni.

·         Djokovic sempre più simile al “viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich. I suoi avversari lo guardano con il binocolo dal fondovalle.

CASA ITALIA

È mancato l’acuto per definire trionfale la performance italiana a Parigi, ma in generale il coro se l’è cavata bene, grazie in particolare agli ottavi di finale di Lorenzo Musetti e Jannik Sinner ed ai quarti di Matteo BerrettiniHa steccato Lorenzo Sonego, dal quale a Parigi  abbiamo atteso invano la conferma dell’ottima performance romana. Nonostante la sconfitta al primo turno, Sonego ha comunque migliorato il suo best ranking così come ha fatto Musetti, che alla sua prima apparizione in un torneo dello Slam è arrivato alla seconda settimana ed agli ottavi si è preso il lusso di vincere due set contro Djokovic.

Si assottiglia di una unità la pattuglia degli italiani presenti tra i migliori 200 del mondo; Lorenzo Giustino – che nella precedente edizione del Roland Garros era giunto al secondo turno mentre quest’anno non ha superato le qualificazioni – è scivolato al numero 216.

Questi gli azzurri presenti nella Top 200 maschile:

ClassificaNomeVariazionePunti
9Berrettini 4103
23Sinner-42320
26Sonego22042
29Fognini 1843
61Musetti151120
82Mager5893
86Cecchinato-3878
88Travaglia-10870
90Seppi8856
97Caruso-15814
143Gaio-5523
160Giannessi-1441
165Fabbiano-1431
169Lorenzi-2428
195Marcora-2358

Questa settimana appuntamento al Queen’s per Berrettini, Travaglia, Fognini, Sinner e Sonego. Nessun italiano invece ad Halle, dove tornerà in campo Roger Federer.

RACE TO TORINO

Novak Djokovic opera il sorpasso su Stefanos Tsitsipas, che aveva iniziato il torneo da leader della classifica che tiene conto dei soli risultati del 2021. Con i 2000 punti di Parigi, Nole si prende la vetta anche nella Race to Torino.

A questa classifica verrà dedicato un articolo specifico, la cui pubblicazione è prevista per martedì.

RACE TO MILANO (NEXT GEN)

Dopo Carlos Alcaraz, un altro classe 2003 si affaccia nel tennis che conta, il danese classe 2003 Holger Rune, che da fine maggio ha raggiunto due finali consecutive a livello Challenger perdendo ad Oeiras IV prima di sollevare il trofeo a Biella VII – nella settimana appena passata si è invece ritirato durante il suo match di quarti di finale a Lione.

Al primo posto della classifica riservata ai migliori under 21 dell’anno troviamo sempre più solo Jannik Sinner; terzo Lorenzo Musetti. Questa la Race to Milan:

PosizioneGiocatoreNazionePuntiPosizione ATPClasse
1SinnerItalia1510232001
2Augier-AliassimeCanada825212000
3MusettiItalia801612002
4KordaUSA775522000
5AlcarazSpagna484782003
6CerundoloArgentina4211412001
7BrooksbyUSA3521502000
8BaezArgentina3211592000
9RuneDanimarca2262322003

BEST RANKING

I giocatori presenti nella Top 100 che questa settimana hanno migliorato la loro miglior classifica di sempre sono:

GiocatoreNazionePosizione
TsitsipasGrecia4
RuudNorvegia15
KaratsevRussia24
EvansGB25
SonegoItalia26
FokinaSpagna35
PaulUSA50
MusettiItalia61
AlcarazSpagna78

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