Roland Garros: chiedano scusa gli scettici nei confronti di Matteo Berrettini [VIDEO]

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Roland Garros: chiedano scusa gli scettici nei confronti di Matteo Berrettini [VIDEO]

PARIGI – Ha giocato una gran partita e c’è voluto il miglior Djokovic per domarlo. Ora avremo il duello n.58 con Nadal, ma non è una finale anticipata. La greca Sakkari è la favorita del torneo, un ragazzo greco… L’incredibile vicenda di Musetti

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Matteo Berrettini - Roland Garros 2021 (ph. Ray Giubilo)

da Parigi, il Direttore

Adesso, dopo questa grande partita persa di pochissimo, sfiorando un tie-break anche in chiusura del quarto set che avrebbe potuto portarlo al quinto contro il numero uno del mondo, mi aspetto che, con il capo cosparso di cenere, tutti coloro che hanno sostenuto in passato qui su Ubitennis che Matteo Berrettini non valesse un top 10 scrivessero facendo ammenda.

Eh sì, perché il Djokovic che ha raggiunto la semifinale n.40 d’uno Slam, secondo nella storia dopo Roger Federer, era un gran Djokovic, oggettivamente migliore di quello che aveva subito per due set il pur straordinario Lorenzo Musetti in ottavi. 19 errori gratuiti in 42 game sono un dato impressionante, anche se in buona parte dovuto al fatto che contro uno che serve e spara fucilate di dritto come “Berretto” è anche difficile fare errori davvero gratuiti.

 

Eppure Matteo Berrettini, riscattando il 6-2 6-1 subito nelle finali ATP di Londra 2019, gli ha tenuto testa alla grande per tre set su quattro: il primo – nel quale ha saputo conquistarsi le sole palle break della sua partita, tre in tre diversi game – il terzo e il quarto.

È vero che Djokovic, che in tutto il match non ha concesso alcun break, avrebbe potuto chiudere il match in tre set, perché era avanti 5-4 nel tiebreak con due servizi da giocare ma li ha sprecati con un dritto e un rovescio in rete da metà campo tradendo una certa emozione, ma è anche vero che Berrettini che invece di servizi me ha persi quattro, uno nel primo set, due nel secondo e uno nel quarto, in tre di quei quattro giochi ha avuto la palla game. Compresa quella per approdare al tiebreak sul 5-6 del quarto set. Avesse potuto giocarsi un altro tie-break, magari vincendolo, ho la sensazione che Matteo avrebbe potuto diventare il favorito.

Djokovic, già favorito sul 3-2 nel quarto dall’interruzione di 20 minuti per far uscire dallo Chatrier gli spettatori che non volevano andarsene, era nervosissimo e gli urli liberatori che ha cacciato dopo aver trasformato il match point, a più riprese, verso Marian Vajda e il proprio angolo, gridando come un invasato, strabuzzando gli occhi e le braccia tese verso il cielo in trance spasmodica, la dicono lunga sulla tensione che sembrava averlo agganciato. Ha ruggito e gridato come se avesse rivinto il Roland Garros. Ma non aveva battuto solo Berrettini, n.9 del mondo, che giocava il suo secondo quarto di finale in uno Slam, contro lui, Nole, che aveva appena giocato il suo quindicesimo soltanto al Roland Garros?

Il fatto è che i servizi micidiali e i dritti non meno mortiferi di Matteo, che si è concesso anche qualche rovescio vincente in una serata in cui il solo colpo che lo ha spesso tradito è stata la smorzata, avevano messo in serie ambasce il miglior ribattitore del mondo. E ciò sebbene sui propri turni di battuta Nole – che infatti si sarebbe dichiarato assai soddisfatto del proprio servizio – non avesse più rischiato, dopo il primo set, di subire un break. D’altra parte si sa: il punto più debole di Matteo, nonostante i grandi progressi che ha fatto in tutti i settori del gioco, resta la risposta al servizio. Quando lui rispondeva corto, Djokovic non perdonava.

Novak ha tenuto ben otto servizi a zero. Nel secondo set ha concesso cinque punti, nel terzo tre, nel quarto nove. Per questo dico che nel quarto set l’inerzia della partita aveva preso una piega più favorevole a Matteo e davvero al tie-break avrei voluto vedergli giocare le sue chance. Senza però aver dimenticato che, in quell’ultimo game, il nostro ha fatto tre errori-regalo che gli sono costati cari anche se ha annullato con coraggio poi due match point prima di arrendersi sul terzo. Quello seguito dalle urla belluine di Novak.

Novak Djokovic – Roland Garros 2021 (ph. Ray Giubilo)

Lasciate però che Matteo arrivi a giocare una decina di quarti di finale di Slam, e non solo due, e poi vedremo, quantomeno voi vedrete – io ho una certa età, anche se spero di gustarmi dal vivo tanti altri quarti di finale di Matteo. Quando lui li avrà raggiunti, oltretutto, quei marziani che fan di nome Rafa e Novak non ci saranno più. E non mi venite a raccontare che i pur bravissimi Stefanos, Sasha, Daniil, son fatti della stessa pasta e coglieranno gli stessi risultati. Perché io proprio non ci credo.

Dopo aver applaudito Novak perché ancora una volta ha dimostrato di essere fortissimo – come rispondeva nel primo set alla battute di 220 km orari di Matteo era impressionante – non applaudo invece Guy Forget e la federazione francese. Un torneo di questa tradizione e importanza dovrebbe essere in grado di non subire i diktat delle TV, anche se i diritti TV sono la maggior fonte d’entrata ormai di un torneo.

Quella di ieri era la prima, e l’unica serata, in cui il coprifuoco consentiva a circa quattromila spettatori – il 25% della capienza dello Chatrier – di restare a respirare grande tennis fino alle 23. Per quale motivo non si poteva programmare l’inizio dell’unico match notturno dell’intero torneo con il pubblico alle 19 anziché alle 20?  Perché la TV (americana?) preferiva le 20 (cioè le 14 di New York, le 11 delle California)? Insomma, uno Slam come il Roland Garros deve poter dire di no.

In alternativa, ma forse più cosa più complicata, si poteva fornire agli acquirenti dei biglietti un permesso per rientrare a casa più tardi, come è stato fatto per tantissimi lavoratori del Roland Garros, giornalisti compresi. Io, come almeno un migliaio di addetti ai lavoro, sono regolarmente tornato a casa dopo la mezzanotte (ma anche alle due e mezzo quando ha giocato Federer con Koepfer ed è venuto in conferenza stampa verso le due del mattino) e a parte il fatto che per le strade di Parigi c’erano tanti automobilisti e motociclisti, non credo che sarebbe stato impossibile ottenerlo dalla autorità locali. Voglio invece prevenire l’obiezione di coloro che sostengano che il match poteva essere sospeso prima dell’inizio del quarto set. No, non si potevano sottrarre cinque game della partita a chi aveva acquistato il biglietto per una decisione coercitiva.

Però è stato un vero peccato. Come ha detto Djokovic, l’atmosfera era da match di Coppa Davis, elettrizzante, coinvolgente al massimo, comprese le ola di cui prima dell’epoca Covid non ne potevo più, ma che ieri quasi mi commuovevano. Parevano celebrazioni romantiche del ritorno alla vita. Bellissimo. Aver rovinato quei momenti per ritornare nella ghiacciaia delle emozioni è stato un delitto crudele, insopportabile.

On y va a rester, on y va a rester!” avevano intonato a gran voce gli aficionados furibondi con chi li voleva far uscire dal teatro più bello, più coinvolgente. È andata così. Almeno per un po’ abbiamo rivissuto i bei tempi andati. Speriamo che questo Covid-19 venga definitivamente spazzato via dai vaccini, alla faccia dei No-Vax.

VERSO RAFA-NOLE, CAPITOLO 58 – Intanto i due fenomeni si incontreranno di venerdì pomeriggio, senza coprifuoco che li interrompano. Sarà la sfida n.58 e certo Djokovic che pure non si nasconde – “Scenderò in campo pensando di poter vincere” anche se sulla terra del RG ci ha perso sette volte su otto – sa anche che Rafa Nadal ha giocato 13 semifinali a Parigi e 13 finali …vincendole tutte. Le sole due volte che ha perso, contro Soderling nel 2009 e Nole nel 2015, erano accadute in ottavi e in quarti. Che la più grande rivalità del terzo millennium, in termini di sfide, possa portare al pareggio, 29 vittorie per ciascuno dei “mostri”, è possibile, ma certo non sicuro.

Rafa ha battuto per la diciassettesima volta su diciotto Schwartzman, che aveva osato strappargli un set dopo che Rafa ne aveva vinti 36 di fila al Roland Garros (l’ultimo prima dell’argentino era stato Thiem nella finale 2019: 6-3 5-7 6-1 6-1 il risultato). “El Peque” è stato sincero nello sbottare: “Spero proprio di non incontrarlo mai più!”.

Finale anticipata? Molti pensano di sì. All’inizio del torneo avevo detto che, ripensando al match point sciupato da Tsitsipas a Barcellona con Nadal e alle mille occasioni mancate dallo stesso Tsitsipas a Roma con Djokovic, non mi sarei sorpreso se il torneo lo avesse vinto Tsitsipas, anche perché Rafa e Nole devono rompersi le corna fra loro in semi. Poi magari il torneo lo vince Zverev, ma non ci credo.

Rafa Nadal – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

FRONTE WTA – Dicevo con Flink che sarebbe una bella storia se questo Slam fosse vinto, uomini e donne, da un greco, dopo che la Grecia nel tennis non ha mai avuto alcuna tradizione se non… riflessa, alla lontana (Sampras, Philippoussis, Kyrgios). Sakkari è la miglior classificata delle quattro semifinaliste che hanno in comune una statistica: nessuna di loro ha mai giocato una semifinale d’uno Slam. Del resto la loro classifica, Pavkuychenkova n.32, Zidansedk n.85 (avversarie oggi alle 15), Krejcikova n.33 e Sakkari n.18, dice tutto. E cioè che la WTA, con Serena semi-pensionata, Osaka che ha problemi di tenuta mentale, Barty che li ha un po’ dappertutto, Andreescu non ne parliamo, sta messa proprio maluccio. Quanti biglietti venderebbero queste due semifinali da torneo 250 al di fuori dei Paesi delle quattro ragazze, Russia, Slovenia, Repubblica Ceca e Grecia?

Il primo dei miei 46 Wimbledon consecutivi, 1974, fu vinto da due fidanzati americani, Chris Evert e Jimmy Connors. Non so se siano fidanzati (qualcuno lo sussurra, ma io giuro non lo so) anche Stefanos Tsitsipas e Maria Sakkari che ha sorpreso la grande favorita del torneo, Iga Swiatek, però – mi ripeto – vincessero loro due sarebbe una gran bella storia.  Che qui da Parigi potrebbe scrivere solo la mia amica Vicky Georgatos, unica giornalista greca presente al Roland Garros (ma anche a Melbourne). Dovevo intervistarla ieri, ma c’è stato troppo da fare, abbiamo ri-fissato per oggi.

UNA STORIA SU MUSETTI – Vedrete – più nel dettaglio anche qui su Ubitennis – la storia abbastanza incredibile che ho scritto di Lorenzo Musetti, del suo esame di maturità al liceo di Cecina che gli è stato rinviato all’ultimo momento e che gli ha così fatto saltare la possibilità di iscriversi (o chiedere wild card) ai quattro tornei sull’erba che si giocano nelle prossime settimane (Halle e Queens dal 14 al 20 giugno, Maiorca e Eastbourne dal 20 al 26). Leggerete anche del campo di calcio che nel suo piccolo circolo di Junior Club di San Benedetto (una trentina di km da La Spezia) verrà ‘rasato’ da un gruppo di volenterosi, coach Tartarini in testa, per farlo assomigliare se non proprio a un lawn dell’All England Club almeno a quel campi erbosi più smandruppati di Roehampton.

E c’è poi un grande, grandissimo campione che ha offerto un passaggio sul suo aereo privato a Musetti e al team. Who? Why? Beh, se vi dico tutto poi non leggerete più l’articolo che ho scritto. E siccome sono ormai passate le 6 del mattino, beh, è il minimo che possiate fare, se mi volete un po’ bene. Criticoni compresi.

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WTA Ranking: Barbora Krejcikova irrompe in top 20. Comeback Pavlyuchenkova

Le finaliste dell’ultima prova slam sono i due nuovi ingressi in top 20. Se per Krejcikova è la più alta posizione mai raggiunta, per Pavlyuchenkova è un ritorno dopo tre anni e mezzo di assenza. Best ranking per Paolini

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Barbora Krejcikova vince il Roland Garros 2021 (Credit: @WTA_insider on Twitter)

Abbiamo una nuova (ennesima) vincitrice di un titolo dello Slam e anche una new entry in top 20. Si tratta, ovviamente, di Barbora Krejcikova, che dopo essere stata protagonista a Parigi lo è anche nelle classifiche odierne, di singolare e di doppio. La ceca, che prima della vittoria al Bois de Boulogne non era mai andata oltre il n.33 e che un anno fa era addirittura fuori dalle cento, guadagna 18 posti e si ritrova al n.15 del ranking.

Anche nella Race, Krejcikova si distingue per i progressi. Il balzo di Barbora è di ben dieci posti, fino al n.2, a poco più di 120 punti dalla vetta, dove troviamo sempre Ashleigh Barty. Infine, la vittoria in doppio con Siniakova le vale anche la prima posizione nella classifica di doppio, che però aveva già ricoperto nell’ottobre 2018.  Ma la corsa di Barbora non finirà qui. Il nuovo status di top 15 le permetterà di entrare nei tabelloni dei tornei principali e potrà incrementare ulteriormente i propri punti e risalire la classifica. Se dovesse mantenere il rendimento attuale (prima del successo a Parigi, aveva incamerato il titolo a Strasburgo e fatto finale a Dubai), non ci meraviglieremmo di vederla tra le prime dieci a fine stagione. Alla fine, Pliskova (n.10) dista solo 552 punti da Krejcikova.

Vediamo ora gli altri movimenti più rilevanti. Per prima cosa, la finalista del torneo parigino: Anastasia Pavlyuchenkova ritorna in top 20 dopo tre anni e mezzo. La russa fa un salto di 13 posizioni fino al n.19. Riuscirà ad eguagliare il best ranking (n.13) o addirittura fare meglio? Progrediscono anche Tamara Zidansek (+38, n.47) e Marta Kostyuk (+16. n.65), rispettivamente semifinalista e negli ottavi al Roland Garros, Sorana Cirstea (+9, n.45), Shuai Zhang (+10, n.36) e Ana Bogdan (+11, n.96). Best ranking per Ons Jabeur (+2, n.24) e Cori Gauff (+2, n.23).

 

Ma sono le atlete in discesa a fare più notizia. Johanna Konta non riesce a tamponare i punti persi della semifinale di Parigi con la vittoria a Nottingham su Shuai Zhang e scende fino al n.30, lasciando per strada ben dieci posizioni. Sono invece venti i posti persi da Marketa Vondrousova, in caduta libera al n.41. Escono dalla top50 Donna Vekic (-18, n.54), Anastasija Sevastova (-9, n.57) e soprattutto Amanda Anisimova (-38, n.79). Altri nomi illustri in difficoltà sono quelli di Sloane Stephens (-8, n.67), Caroline Garcia (-16, n.74), Katerina Siniakova (-7, n.75), Kaia Kanepi (-11, n.75) e Anna Blinkova (-11, 88).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty218245
20Naomi Osaka167401
30Simona Halep196330
40Aryna Sabalenka296195
50Sofia Kenin285865
60Elina Svitolina295835
70Bianca Andreescu115265
80Serena Williams144931
90Iga Swiatek184435
100Karolina Pliskova234285
11+1Petra Kvitova194115
12-1Belinda Bencic264080
130Garbiñe Muguruza194000
140Jennifer Brady263840
15+18Barbora Krejcikova303733
160Victoria Azarenka183696
17-2Elise Mertens313685
180Maria Sakkari273480
19+13Anastasia Pavlyuchenkova263300
20-3Kiki Bertens253220
21+1Elena Rybakina333043
22-3Karolina Muchova192876
23+2Cori Gauff222780
24+2Ons Jabeur282415
25-2Petra Martic272360
26+3Jessica Pegula242339
270Angelique Kerber232320
28-4Madison Keys182306
29+2Anett Kontaveit232265
30-10Johanna Konta212265
31-3Alison Riske212181
32-2Veronika Kudermetova312100
33+2Paula Badosa382060
340Ekaterina Alexandrova321940
35+2Daria Kasatkina281860
36+10Shuai Zhang291798
37+1Dayana Yastremska241765
38+1Qiang Wang261700
39+1Svetlana Kuznetsova181692
400Nadia Podoroska371687
41-20Marketa Vondrousova201686
42+1Yulia Putintseva311685
43+1Jelena Ostapenko261680
44+1Magda Linette291628
45+9Sorana Cirstea271614
46+1Shelby Rogers311558
47+38Tamara Zidansek281550
48+2Danielle Collins201529
49+2Fiona Ferro261500
50+2Marie Bouzkova321475

CASA ITALIA

Guadagnano posizioni sia Camila Giorgi (+4, n.76) sia Jasmine Paolini (+4, n.87), suo nuovo best ranking dopo il titolo a Bol. Tra le atlete in maggior progresso, ci sono Federica Di Sarra (+29, n.386), Nuria Brancaccio (+131, n.451), rispettivamente semifinalista e finalista a Grado, e Tatiana Pieri (+29, n.474). Perde ben 25 posti, invece, Cristiana Ferrando (n.453).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
76+4Camila Giorgi251080
87+4Jasmine Paolini40958
98-1Martina Trevisan34841
107-2Sara Errani35754
110+3Elisabetta Cocciaretto27745
174-2Giulia Gatto-Monticone32419
202-8Martina Di Giuseppe35346
250-1Jessica Pieri37267
260+8Bianca Turati22256
277+7Lucia Bronzetti37243
285-2Lucrezia Stefanini31237
286+29Federica Di Sarra29237
306+2Martina Caregaro25210
324+6Stefania Rubini27183
395+2Camilla Rosatello28121
4400Angelica Moratelli32105
451+131Nuria Brancaccio27102
453-25Cristiana Ferrando29102
475+29Tatiana Pieri2692
496+2Claudia Giovine1586

NEXT GEN RANKING

La novità è la scalata di 3 posti di Marta Kostyuk, che sale fino al n.3. Perde 2 posizioni Amanda Anisimova (ed era prevedibile visto lo scivolone in classifica generale). Elisabetta Cocciaretto risale al n.9: per il momento non riesce a spingersi più in alto. (Nel Next Gen ranking del 2021 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2001).

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Iga Swiatek20019
20Cori Gauff200423
3+3Marta Kostyuk200265
40Leylah Fernandez200266
5-2Amanda Anisimova200179
6-1Anastasia Potapova200182
70Clara Tauson200293
80Maria Camila Osorio Serrano200194
9+1Elisabetta Cocciaretto2002110
10-1Catherine McNally2001111

LA RACE

Barbora Krejcikova non è l’unica a scalare la RACE. Anastasia Pavlyuchenkova irrompe al n.7, mettendosi alle spalle ben 27 posizioni. Non è da meno Tamara Zidansek (n.20) con 26 posizioni guadagnate. Ottimi progressi anche per Sakkari (n.8), che sale di otto posti.

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty93381
2+10Barbora Krejcikova113258
3-1Aryna Sabalenka102657
4-1Naomi Osaka62536
50Iga Swiatek82385
6-2Garbiñe Muguruza102095
7+27Anastasia Pavlyuchenkova101898
8+8Maria Sakkari101886
9-3Jennifer Brady91808
10+1Cori Gauff111710
11-4Elise Mertens91707
12-4Veronika Kudermetova131592
134Paula Badosa91496
14-5Jessica Pegula101447
15-5Elina Svitolina101446
16-3Karolina Pliskova101305
17-2Karolina Muchova61256
18+1Ons Jabeur101245
19+1Serena Williams61236
20+26Tamara Zidansek101231

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Roland Garros, Djokovic: “Non ho mai pensato che raggiungere Federer e Nadal fosse impossibile”

“Ero nella stessa posizione nel 2016, e ho finito per perdere con Querrey a Wimbledon”, ha detto Nole di un possibile Golden Slam. “Questa è una delle tre vittorie più belle della mia carriera”

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Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Novak Djokovic ha battuto l’ennesimo record della sua carriera, e stavolta ci è riuscito rimontando due set a Stefanos Tsitsipas, diventando così il primo uomo nell’Era Open a vincere ogni Slam almeno due volte. In conferenza stampa Nole ha subito sottolineato l’importanza di questo titolo, uno dei più belli della sua carriera e per importanza storica e per le tribolazioni a cui è stato sottoposto, soprattutto nella seconda settimana: “Sono felice ed orgoglioso di questo traguardo. Amo la storia di questo sport, è una cosa che mi ispira particolarmente. Visti gli ultimi due giorni non potrei essere più felice o soddisfatto, credo che questo sia uno dei tre più grandi risultati della mia carriera: ho giocato quattro ore e mezza con Rafa venerdì, sabato non mi sono allenato per ricaricare le batterie, e oggi ho fatto altre quattro ore abbondanti con Tsitsipas”.

Questo è stato il suo commento sul match: “Lui giocava la sua prima finale, una situazione non semplice, perché stava giocando per la sua prima vittoria Slam ma allo stesso tempo non hai molto da perdere. Sapevo che sarebbe partito bene: nel primo set c’è stato grande equilibrio, ma lui è stato più bravo nei momenti chiave. Nel secondo sono crollato fisicamente e mentalmente, ero stanco e lui ha dominato. Allora mi sono preso una pausa, e, come contro Musetti al quarto turno, quando sono tornato in campo mi sentivo un altro giocatore, completamente rinato. Dopo aver vinto il terzo set credo di aver acquisito un vantaggio psicologico, e quando l’inerzia è girata a mio favore la partita è cambiata definitivamente”.

Djokovic ha anche accusato un piccolo acciacco a causa di una caduta nel primo set, ma ci ha tenuto a precisare di non averne risentito eccessivamente: “Sì ho avuto qualche piccolo problema, ma niente che potesse condizionarmi a lungo termine dal punto di vista della forza e della mobilità. Però sì, per una mezz’ora ho avvertito il colpo. Una caduta può scombinare il tuo ritmo, in particolare al servizio nel mio caso, non mi entrava più la prima. Comunque non voglio togliere niente al mio avversario, ha giocato benissimo nei primi due set”.

 

IL DIALOGO INTERIORE

Durante la premiazione, Nole ha dichiarato di avere un dialogo molto fervido con sé stesso, cosa che l’ha aiutato a risollevarsi: “Parlo con me stesso, ma non a voce alta, cerco di farlo nella mia testa. Ci sono due voci dentro un giocatore: una che ti dice che è finita, che non ce la farai (questa era piuttosto forte dopo il secondo set) e un’altra che ti dice che puoi ancora farcela. Ho sentito che era il momento di zittire la prima voce, e ho iniziato a ripetere parole di incoraggiamento dentro la mia testa, ho cercato di vivere queste parole con tutto il mio essere. Quando è iniziato il terzo set ho visto che il mio livello di gioco rispondeva a quella seconda voce, più positiva ed incoraggiante. Da lì in poi non ho più avuto dubbi”.

Ha poi aggiunto: “In campo non hai moltissimo tempo per pensare, ma nel corso della mia carriera mi sono allenato tanto da questo punto di vista: cerco sempre di ritrovare il mio equilibrio nel momento, così da non essere sballottato a destra e a manca, anche se in passato mi è capitato, anche in finali Slam che ho perso. Quel dibattito interiore in certi momenti della mia carriera è stato vinto dalla voce più pessimistica. In fondo è uno sport individuale, non hai nessuno su cui fare affidamento: certo, hai un team, ma alla fine devi essere tu a scendere in campo e risolvere il problema, soprattutto in situazione di grande svantaggio come quella odierna. Per questo credo che la preparazione mentale sia importante quanto quella fisica”. Il serbo ha poi scherzato alludendo anche a un supporto… ultraterreno: “Sì, ho un angolo segreto dove si trovano i miei angeli, ma non posso rivelare di più! Diciamo che finora ha funzionato bene”.

In realtà, un aiuto speciale è arrivato per il N.1 ATP. Un suo giovane tifoso, infatti, non ha mai smesso di incitarlo (e non solo) dalla prima fila, e come ringraziamento ha ricevuto la racchetta della vittoria: “Non so chi fosse quel ragazzo, ma mi ha incoraggiato per tutta la partita, soprattutto quando ero sotto di due set, e ha anche cercato di darmi indicazioni tattiche! È stato molto carino, quindi ho pensato che fosse la persona migliore a cui dare la racchetta a fine partita, volevo mostrargli la mia gratitudine”.

IL GOLDEN SLAM E LA CORSA CON FEDERER E NADAL

Inutile nascondersi, vincere i primi due Slam della stagione è un risultato che dà adito alla discussione sulla fattibilità del Grande Slam, mai raggiunto a livello maschile dal 1969, quando ci riuscì Rod Laver. Quest’anno, poi, è teoricamente possibile per Djokovic conquistare il Golden Slam, con l’oro olimpico a corredo dei quattro Major. Sull’argomento il serbo è possibilista ma senza sbilanciarsi, memore di quanto successo in passato: Tutto è possibile. Credo di poter dire di aver raggiunto obiettivi di cui tanti non mi ritenevano capace. Sono in una buona posizione per cercare di fare il Golden Slam, ma ero allo stesso punto nel 2016, e ho finito per perdere al terzo turno a Wimbledon [contro Sam Querrey, ndr]. Quest’anno ci sono solo due settimane fra la finale del Roland Garros e l’inizio di Wimbledon, una situazione non proprio ideale perché si gioca su due superfici completamente diverse, quindi dovrò cercare di adattarmi il più rapidamente possibile”.

E proprio i Championships sono il prossimo obiettivo: “Ovviamente ora cercherò di godermi questa vittoria, e fra qualche giorno mi metterò a pensare a Wimbledon. Sono veramente contento che quest’anno si giochi a Londra, vista la cancellazione del 2020. Ho vinto le ultime due edizioni, quindi spero di poter estendere la striscia positiva. Mi piace l’erba, nel corso degli anni credo di essere migliorato nell’adattare il mio gioco alla superficie. Spero anche di poter traslare a Wimbledon la fiducia che ho in questo momento“.

Al di là di quanto potrà fare nel resto del 2021, Djokovic è ora ad un solo Slam da Federer e Nadal: “Non ho mai pensato che eguagliare i loro Slam fosse una mission impossible, anche se non ci sono ancora riuscito. Stanno ancora giocando benissimo entrambi, soprattutto Rafa, e tutti e tre possiamo ancora vincere a Wimbledon e negli altri Slam. Io continuerò a lottare e ad inseguire record, e allo stesso tempo a tracciare il mio percorso; tutti e tre abbiamo il nostro percorso”.

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Classifica ATP: Djokovic sempre più solo in vetta. Best ranking per Sonego e Musetti

Il serbo fa il vuoto anche nella Race per le Finals di Torino. Miglior classifica per Tsitsipas, Sinner esce dalla Top 20

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Novak Djokovic e Lorenzo Musetti - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

“Tutto ha il suo momento e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e uno per morire,…” ( Dal libro del Qoelet 3,1)

..e ci sarà probabilmente un tempo in cui Stefanos Tsitsipas festeggerà la conquista del suo primo major e Félix Auger-Aliassime del primo torneo in singolare.

Ma non oggi.

 

Oggi infatti sono Novak Djokovic e Marin Cilic a festeggiare: il primo a Parigi il suo diciannovesimo titolo dello Slam e il secondo a Stoccarda il diciannovesimo titolo in carriera, tre anni dopo l’ultimo conquistato sull’erba del Queen’s quando superò in finale proprio Djokovic.

LA TOP 20 ATP

Di seguito i primi venti giocatori al mondo subito dopo la conclusione del Roland Garros:

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1DjokovicSerbia12113 
2MedvedevRussia10143 
3NadalSpagna8630 
4TsitsipasGrecia79801
5ThiemAustria7425-1
6ZverevGermania7350 
7RublevRussia5910 
8FedererSvizzera5065 
9BerrettiniItalia4103 
10Bautista AgutSpagna31701
11SchwartzmanArgentina3105-1
12Carreno BustaSpagna2905 
13GoffinBelgio2830 
14ShapovalovCanada2780 
15RuudNorvegia26901
16MonfilsFrancia2568-1
17HurkaczPolonia25333
18RaonicCanada2473 
19GarinCile24314
20DimitrovBulgaria24323-3

Alcune osservazioni:

·         Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud migliorano il proprio best ranking.

·         Bautista Agut scalza Diego Schwartzman dalla top 10.

·         Jannik Sinner esce dalle prime venti posizioni.

·         Djokovic sempre più simile al “viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich. I suoi avversari lo guardano con il binocolo dal fondovalle.

CASA ITALIA

È mancato l’acuto per definire trionfale la performance italiana a Parigi, ma in generale il coro se l’è cavata bene, grazie in particolare agli ottavi di finale di Lorenzo Musetti e Jannik Sinner ed ai quarti di Matteo BerrettiniHa steccato Lorenzo Sonego, dal quale a Parigi  abbiamo atteso invano la conferma dell’ottima performance romana. Nonostante la sconfitta al primo turno, Sonego ha comunque migliorato il suo best ranking così come ha fatto Musetti, che alla sua prima apparizione in un torneo dello Slam è arrivato alla seconda settimana ed agli ottavi si è preso il lusso di vincere due set contro Djokovic.

Si assottiglia di una unità la pattuglia degli italiani presenti tra i migliori 200 del mondo; Lorenzo Giustino – che nella precedente edizione del Roland Garros era giunto al secondo turno mentre quest’anno non ha superato le qualificazioni – è scivolato al numero 216.

Questi gli azzurri presenti nella Top 200 maschile:

ClassificaNomeVariazionePunti
9Berrettini 4103
23Sinner-42320
26Sonego22042
29Fognini 1843
61Musetti151120
82Mager5893
86Cecchinato-3878
88Travaglia-10870
90Seppi8856
97Caruso-15814
143Gaio-5523
160Giannessi-1441
165Fabbiano-1431
169Lorenzi-2428
195Marcora-2358

Questa settimana appuntamento al Queen’s per Berrettini, Travaglia, Fognini, Sinner e Sonego. Nessun italiano invece ad Halle, dove tornerà in campo Roger Federer.

RACE TO TORINO

Novak Djokovic opera il sorpasso su Stefanos Tsitsipas, che aveva iniziato il torneo da leader della classifica che tiene conto dei soli risultati del 2021. Con i 2000 punti di Parigi, Nole si prende la vetta anche nella Race to Torino.

A questa classifica verrà dedicato un articolo specifico, la cui pubblicazione è prevista per martedì.

RACE TO MILANO (NEXT GEN)

Dopo Carlos Alcaraz, un altro classe 2003 si affaccia nel tennis che conta, il danese classe 2003 Holger Rune, che da fine maggio ha raggiunto due finali consecutive a livello Challenger perdendo ad Oeiras IV prima di sollevare il trofeo a Biella VII – nella settimana appena passata si è invece ritirato durante il suo match di quarti di finale a Lione.

Al primo posto della classifica riservata ai migliori under 21 dell’anno troviamo sempre più solo Jannik Sinner; terzo Lorenzo Musetti. Questa la Race to Milan:

PosizioneGiocatoreNazionePuntiPosizione ATPClasse
1SinnerItalia1510232001
2Augier-AliassimeCanada825212000
3MusettiItalia801612002
4KordaUSA775522000
5AlcarazSpagna484782003
6CerundoloArgentina4211412001
7BrooksbyUSA3521502000
8BaezArgentina3211592000
9RuneDanimarca2262322003

BEST RANKING

I giocatori presenti nella Top 100 che questa settimana hanno migliorato la loro miglior classifica di sempre sono:

GiocatoreNazionePosizione
TsitsipasGrecia4
RuudNorvegia15
KaratsevRussia24
EvansGB25
SonegoItalia26
FokinaSpagna35
PaulUSA50
MusettiItalia61
AlcarazSpagna78

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