Roland Garros: chiedano scusa gli scettici nei confronti di Matteo Berrettini [VIDEO]

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Roland Garros: chiedano scusa gli scettici nei confronti di Matteo Berrettini [VIDEO]

PARIGI – Ha giocato una gran partita e c’è voluto il miglior Djokovic per domarlo. Ora avremo il duello n.58 con Nadal, ma non è una finale anticipata. La greca Sakkari è la favorita del torneo, un ragazzo greco… L’incredibile vicenda di Musetti

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Matteo Berrettini - Roland Garros 2021 (ph. Ray Giubilo)

da Parigi, il Direttore

Adesso, dopo questa grande partita persa di pochissimo, sfiorando un tie-break anche in chiusura del quarto set che avrebbe potuto portarlo al quinto contro il numero uno del mondo, mi aspetto che, con il capo cosparso di cenere, tutti coloro che hanno sostenuto in passato qui su Ubitennis che Matteo Berrettini non valesse un top 10 scrivessero facendo ammenda.

Eh sì, perché il Djokovic che ha raggiunto la semifinale n.40 d’uno Slam, secondo nella storia dopo Roger Federer, era un gran Djokovic, oggettivamente migliore di quello che aveva subito per due set il pur straordinario Lorenzo Musetti in ottavi. 19 errori gratuiti in 42 game sono un dato impressionante, anche se in buona parte dovuto al fatto che contro uno che serve e spara fucilate di dritto come “Berretto” è anche difficile fare errori davvero gratuiti.

 

Eppure Matteo Berrettini, riscattando il 6-2 6-1 subito nelle finali ATP di Londra 2019, gli ha tenuto testa alla grande per tre set su quattro: il primo – nel quale ha saputo conquistarsi le sole palle break della sua partita, tre in tre diversi game – il terzo e il quarto.

È vero che Djokovic, che in tutto il match non ha concesso alcun break, avrebbe potuto chiudere il match in tre set, perché era avanti 5-4 nel tiebreak con due servizi da giocare ma li ha sprecati con un dritto e un rovescio in rete da metà campo tradendo una certa emozione, ma è anche vero che Berrettini che invece di servizi me ha persi quattro, uno nel primo set, due nel secondo e uno nel quarto, in tre di quei quattro giochi ha avuto la palla game. Compresa quella per approdare al tiebreak sul 5-6 del quarto set. Avesse potuto giocarsi un altro tie-break, magari vincendolo, ho la sensazione che Matteo avrebbe potuto diventare il favorito.

Djokovic, già favorito sul 3-2 nel quarto dall’interruzione di 20 minuti per far uscire dallo Chatrier gli spettatori che non volevano andarsene, era nervosissimo e gli urli liberatori che ha cacciato dopo aver trasformato il match point, a più riprese, verso Marian Vajda e il proprio angolo, gridando come un invasato, strabuzzando gli occhi e le braccia tese verso il cielo in trance spasmodica, la dicono lunga sulla tensione che sembrava averlo agganciato. Ha ruggito e gridato come se avesse rivinto il Roland Garros. Ma non aveva battuto solo Berrettini, n.9 del mondo, che giocava il suo secondo quarto di finale in uno Slam, contro lui, Nole, che aveva appena giocato il suo quindicesimo soltanto al Roland Garros?

Il fatto è che i servizi micidiali e i dritti non meno mortiferi di Matteo, che si è concesso anche qualche rovescio vincente in una serata in cui il solo colpo che lo ha spesso tradito è stata la smorzata, avevano messo in serie ambasce il miglior ribattitore del mondo. E ciò sebbene sui propri turni di battuta Nole – che infatti si sarebbe dichiarato assai soddisfatto del proprio servizio – non avesse più rischiato, dopo il primo set, di subire un break. D’altra parte si sa: il punto più debole di Matteo, nonostante i grandi progressi che ha fatto in tutti i settori del gioco, resta la risposta al servizio. Quando lui rispondeva corto, Djokovic non perdonava.

Novak ha tenuto ben otto servizi a zero. Nel secondo set ha concesso cinque punti, nel terzo tre, nel quarto nove. Per questo dico che nel quarto set l’inerzia della partita aveva preso una piega più favorevole a Matteo e davvero al tie-break avrei voluto vedergli giocare le sue chance. Senza però aver dimenticato che, in quell’ultimo game, il nostro ha fatto tre errori-regalo che gli sono costati cari anche se ha annullato con coraggio poi due match point prima di arrendersi sul terzo. Quello seguito dalle urla belluine di Novak.

Novak Djokovic – Roland Garros 2021 (ph. Ray Giubilo)

Lasciate però che Matteo arrivi a giocare una decina di quarti di finale di Slam, e non solo due, e poi vedremo, quantomeno voi vedrete – io ho una certa età, anche se spero di gustarmi dal vivo tanti altri quarti di finale di Matteo. Quando lui li avrà raggiunti, oltretutto, quei marziani che fan di nome Rafa e Novak non ci saranno più. E non mi venite a raccontare che i pur bravissimi Stefanos, Sasha, Daniil, son fatti della stessa pasta e coglieranno gli stessi risultati. Perché io proprio non ci credo.

Dopo aver applaudito Novak perché ancora una volta ha dimostrato di essere fortissimo – come rispondeva nel primo set alla battute di 220 km orari di Matteo era impressionante – non applaudo invece Guy Forget e la federazione francese. Un torneo di questa tradizione e importanza dovrebbe essere in grado di non subire i diktat delle TV, anche se i diritti TV sono la maggior fonte d’entrata ormai di un torneo.

Quella di ieri era la prima, e l’unica serata, in cui il coprifuoco consentiva a circa quattromila spettatori – il 25% della capienza dello Chatrier – di restare a respirare grande tennis fino alle 23. Per quale motivo non si poteva programmare l’inizio dell’unico match notturno dell’intero torneo con il pubblico alle 19 anziché alle 20?  Perché la TV (americana?) preferiva le 20 (cioè le 14 di New York, le 11 delle California)? Insomma, uno Slam come il Roland Garros deve poter dire di no.

In alternativa, ma forse più cosa più complicata, si poteva fornire agli acquirenti dei biglietti un permesso per rientrare a casa più tardi, come è stato fatto per tantissimi lavoratori del Roland Garros, giornalisti compresi. Io, come almeno un migliaio di addetti ai lavoro, sono regolarmente tornato a casa dopo la mezzanotte (ma anche alle due e mezzo quando ha giocato Federer con Koepfer ed è venuto in conferenza stampa verso le due del mattino) e a parte il fatto che per le strade di Parigi c’erano tanti automobilisti e motociclisti, non credo che sarebbe stato impossibile ottenerlo dalla autorità locali. Voglio invece prevenire l’obiezione di coloro che sostengano che il match poteva essere sospeso prima dell’inizio del quarto set. No, non si potevano sottrarre cinque game della partita a chi aveva acquistato il biglietto per una decisione coercitiva.

Però è stato un vero peccato. Come ha detto Djokovic, l’atmosfera era da match di Coppa Davis, elettrizzante, coinvolgente al massimo, comprese le ola di cui prima dell’epoca Covid non ne potevo più, ma che ieri quasi mi commuovevano. Parevano celebrazioni romantiche del ritorno alla vita. Bellissimo. Aver rovinato quei momenti per ritornare nella ghiacciaia delle emozioni è stato un delitto crudele, insopportabile.

On y va a rester, on y va a rester!” avevano intonato a gran voce gli aficionados furibondi con chi li voleva far uscire dal teatro più bello, più coinvolgente. È andata così. Almeno per un po’ abbiamo rivissuto i bei tempi andati. Speriamo che questo Covid-19 venga definitivamente spazzato via dai vaccini, alla faccia dei No-Vax.

VERSO RAFA-NOLE, CAPITOLO 58 – Intanto i due fenomeni si incontreranno di venerdì pomeriggio, senza coprifuoco che li interrompano. Sarà la sfida n.58 e certo Djokovic che pure non si nasconde – “Scenderò in campo pensando di poter vincere” anche se sulla terra del RG ci ha perso sette volte su otto – sa anche che Rafa Nadal ha giocato 13 semifinali a Parigi e 13 finali …vincendole tutte. Le sole due volte che ha perso, contro Soderling nel 2009 e Nole nel 2015, erano accadute in ottavi e in quarti. Che la più grande rivalità del terzo millennium, in termini di sfide, possa portare al pareggio, 29 vittorie per ciascuno dei “mostri”, è possibile, ma certo non sicuro.

Rafa ha battuto per la diciassettesima volta su diciotto Schwartzman, che aveva osato strappargli un set dopo che Rafa ne aveva vinti 36 di fila al Roland Garros (l’ultimo prima dell’argentino era stato Thiem nella finale 2019: 6-3 5-7 6-1 6-1 il risultato). “El Peque” è stato sincero nello sbottare: “Spero proprio di non incontrarlo mai più!”.

Finale anticipata? Molti pensano di sì. All’inizio del torneo avevo detto che, ripensando al match point sciupato da Tsitsipas a Barcellona con Nadal e alle mille occasioni mancate dallo stesso Tsitsipas a Roma con Djokovic, non mi sarei sorpreso se il torneo lo avesse vinto Tsitsipas, anche perché Rafa e Nole devono rompersi le corna fra loro in semi. Poi magari il torneo lo vince Zverev, ma non ci credo.

Rafa Nadal – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

FRONTE WTA – Dicevo con Flink che sarebbe una bella storia se questo Slam fosse vinto, uomini e donne, da un greco, dopo che la Grecia nel tennis non ha mai avuto alcuna tradizione se non… riflessa, alla lontana (Sampras, Philippoussis, Kyrgios). Sakkari è la miglior classificata delle quattro semifinaliste che hanno in comune una statistica: nessuna di loro ha mai giocato una semifinale d’uno Slam. Del resto la loro classifica, Pavkuychenkova n.32, Zidansedk n.85 (avversarie oggi alle 15), Krejcikova n.33 e Sakkari n.18, dice tutto. E cioè che la WTA, con Serena semi-pensionata, Osaka che ha problemi di tenuta mentale, Barty che li ha un po’ dappertutto, Andreescu non ne parliamo, sta messa proprio maluccio. Quanti biglietti venderebbero queste due semifinali da torneo 250 al di fuori dei Paesi delle quattro ragazze, Russia, Slovenia, Repubblica Ceca e Grecia?

Il primo dei miei 46 Wimbledon consecutivi, 1974, fu vinto da due fidanzati americani, Chris Evert e Jimmy Connors. Non so se siano fidanzati (qualcuno lo sussurra, ma io giuro non lo so) anche Stefanos Tsitsipas e Maria Sakkari che ha sorpreso la grande favorita del torneo, Iga Swiatek, però – mi ripeto – vincessero loro due sarebbe una gran bella storia.  Che qui da Parigi potrebbe scrivere solo la mia amica Vicky Georgatos, unica giornalista greca presente al Roland Garros (ma anche a Melbourne). Dovevo intervistarla ieri, ma c’è stato troppo da fare, abbiamo ri-fissato per oggi.

UNA STORIA SU MUSETTI – Vedrete – più nel dettaglio anche qui su Ubitennis – la storia abbastanza incredibile che ho scritto di Lorenzo Musetti, del suo esame di maturità al liceo di Cecina che gli è stato rinviato all’ultimo momento e che gli ha così fatto saltare la possibilità di iscriversi (o chiedere wild card) ai quattro tornei sull’erba che si giocano nelle prossime settimane (Halle e Queens dal 14 al 20 giugno, Maiorca e Eastbourne dal 20 al 26). Leggerete anche del campo di calcio che nel suo piccolo circolo di Junior Club di San Benedetto (una trentina di km da La Spezia) verrà ‘rasato’ da un gruppo di volenterosi, coach Tartarini in testa, per farlo assomigliare se non proprio a un lawn dell’All England Club almeno a quel campi erbosi più smandruppati di Roehampton.

E c’è poi un grande, grandissimo campione che ha offerto un passaggio sul suo aereo privato a Musetti e al team. Who? Why? Beh, se vi dico tutto poi non leggerete più l’articolo che ho scritto. E siccome sono ormai passate le 6 del mattino, beh, è il minimo che possiate fare, se mi volete un po’ bene. Criticoni compresi.

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ATP Metz: Murray è in buona forma e batte anche Pospisil. Pouille torna a vincere

Il tennista britannico trova una buona vittoria contro Pospisil, Carreno Busta senza problemi su Ymer

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Andy Murray - ATP Metz 2021 (via Twitter, @atptour)

Sembra averci preso di nuovo gusto Andy Murray. Dopo la grande prestazione dello US Open contro Tsitsipas e la vittoria di martedì contro Humbert, oggi è arrivata un’altra vittoria di livello contro Vasek Pospisil, sconfitto a Metz con un doppio 6-3. Poche le armi che poteva opporre il tennista canadese contro un buon Murray, apparso finalmente in buone condizioni fisiche. L’ex numero 1 del mondo ha fatto valere la sua “solita” superiorità in risposta e nello scambio, a cui Pospisil non ha saputo trovare risposte – in tutti i sensi.

Particolarmente dominante nel primo set, in cui Murray ha servito benissimo e ha martellato la seconda del canadese chiudendo il set con due break consecutivi. Qualche problema in più in apertura di secondo, nel quale Murray incappa nel primo brutto game di servizio e deve concedere il break. La reazione è quella del campione qual è: due break consecutivi e zero possibilità concesse a Pospisil sul suo servizio, con il canadese che rimarrà con soli tre punti vinti in risposta in tutto il resto del secondo set.

Murray sfiderà ai quarti uno tra Lucas Pouille, vincitore in tre set sull’altro canadese in tabellone Bradney Schnur, e la testa di serie numero 1 Hubert Hurkacz. Dovesse sfidare il polacco, si tratterebbe di un altro test di alto livello per misurare con ulteriore precisione la bontà della sua condizione atletica.

 

Qualche problema in più invece per Pablo Carreno-Busta, che ha dovuto lottare più del previsto per portare a casa il primo set contro Mikael Ymer. Lo svedese ha mancato due palle set nel decimo game del set di apertura e da lì è uscito completamente dalla partita a livello mentale. Lo spagnolo ha infilato un parziale di otto giochi a due che non ha lasciato scampo a Ymer e si è guadagnato il posto in uno dei quarti di finale più interessanti, quello contro il giovane norvegese Holger Rune, che ha battuto Sonego in tre set.

Fuori il secondo tennista di casa impegnato in questo mercoledì a Metz, il francese Antoine Hoang, sconfitto da Peter Gojowczyk in tre set. Il tennista tedesco, reduce dagli ottavi dello US Open, sfiderà Khachanov per guadagnarsi i quarti di finale.

[WC] Pouille b. [Q] Schnur 3-6 6-4 6-4
[WC] Murray b. Pospisil 6-3 6-3
[Q] Gojowczyk b. [LL]Hoang 6-2 3-6 6-4
[Q] Rune b. [5] Sonego 6-7(6) 6-4 6-4
[2] Carreno-Busta b. [Alt] Ymer 7-5 6-2

Il tabellone aggiornato di Metz

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WTA Ostrava: Swiatek e Kvitova ai quarti con qualche sofferenza

Iga si fa impegnare da Putintseva, ma chiude in due; mentre Petra si complica la vita dopo aver dominato per un set e mezzo. Tutto facile per Ostapenko

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La testa di serie numero uno Iga Swiatek è la prima giocatrice a qualificarsi per i quarti di finale del WTA 500 di Ostrava. La polacca elimina Yulia Putintseva con più fatica di quanto non si intuisca dal doppio 6-4 col quale si è chiuso il match. Nonostante le 3 ore e 24 minuti passate in campo nel precedente incontro contro Shuai Zhang, la kazaka ha infatti giocato un’ottima partita, sbagliando poco o nulla e costringendo una fallosa Swiatek a pescare parecchi jolly per vincere lo scambio.

Dopo una partenza sprint, Swiatek si fa rimontare da 3-0 a 3-3, salvo poi riuscire a trovare l’allungo decisivo sul 4-4 nel primo set. Nel secondo, Putintseva lima ancora gli errori e fa sudare ogni punto a Iga, che viceversa sbaglia più di frequente. La costanza dell’avversaria la costringe infatti a cercare rischi sempre più consistenti, non sempre ripagati. Nonostante tutto, la polacca ha una ghiotta occasione di scappare avanti nel sesto game, nel quale si procura tre consecutive palle break, ma cinque punti di fila di Putintseva respingono il suo tentativo. Sul 4-4, è Iga ad andare in difficolta e a dover salvare due palle break. La testa di serie numero uno gestisce entrambe le situazioni da campionessa, salvandosi prima con un ace e poi con un rovescio lungolinea vincente. Proprio il rovescio lungolinea si rivela l’arma in più di questo finale di partita, come testimonia eloquentemente il gran vincente sul primo match point. La sua prossima avversaria uscirà dalla sfida tra Elena Rybakina e Magda Linette.

Ai quarti pure la seconda testa di serie Petra Kvitova, che si complica terribilmente la vita contro Anastasia Potapova, ma alla fine riesce a vincere in tre set. Avanti 6-1 4-2 in totale scioltezza, la ceca ha avuto uno dei suoi classici momenti di black out e si è ritrovata addirittura a dover salvare due set point sul 5-4 con altrettante prime esterne vincenti da sinistra. Giunta al tiebreak, Kvitova rimonta da 3-0 a 3-3, ma finisce per cedere 7-4, facendosi trascinare al terzo set. Potapova prova sfruttare l’onda e si prende un break di vantaggio, che però restituisce subito, mancando così l’opportunità di andare in fuga. Kvitova rimette un po’ d’ordine nel suo tennis e dal 3-3 cambia passo, facendo suo il match dopo poco più di due ore di gioco.

 

Esordi vincenti anche per le finaliste della scorsa settimana Alison Riske (battuta da Jasmine Paolini a Portorose) e Jelena Ostapenko (sconfitta da Clara Tauson in Lussemburgo). La statunitense è venuta a capo in tre set (6-4 1-6 6-4) delle resistenze di Fiona Ferro, nonostante un secondo parziale disastroso e rimontando un break di svantaggio sia nel primo che nel terzo, e sfiderà Jil Teichmann per un posto nei quarti di finale. La lettone invece, dopo aver vinto un primo set altalenante contro Anna Blinkova, ha preso il largo nel secondo, vinto addirittura 6-0, e ora affronterà Maria Sakkari in un match potenzialmente molto interessante.

Il tabellone aggiornato

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WTA Ostrava, Teichmann a sorpresa. Maratona Putintseva

La svizzera batte nettamente Kerber grazie ad un 6-2 6-3. Putintseva ha la meglio su Zhang dopo 3 ore e 24 minuti

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Ha il dolce sapore della piccola ma grande impresa la vittoria di Jil Teichmann, sulla più quotata Angelique Kerber, numero 15 al mondo, ottenuta nel primo turno del torneo di Ostrava. La svizzera, che per la prima volta in carriera affrontava l’ex numero 1 al mondo, si è infatti imposta con il netto punteggio di 6-2 6-3 in 1h12′.

Un punteggio abbastanza netto che lascia pochi dubbi sull’andamento dell’incontro, incanalatosi subito e prepotentemente verso la via dei tre cantoni grazie ad un iniziale parziale di 5-0 del primo set. La 24enne rossocrociata non ha praticamente permesso mai il ritorno in partita di Kerber chiudendo il primo set sul punteggio di 6-2. Sulla stessa falsariga anche il secondo parziale che ha visto subito Teichmann portarsi avanti di un break che ha gestito fino alla fine dell’incontro nonostante i tentativi di rientrare in partita da parte della tedesca. Teichmann se la vedrà ora con la vincente dell’incontro tra l’americana Alison Riske (fresca finalista a Portorose, battuta da Jasmine Paolini) e la francese Fiona Ferro.

Primo turno del torneo caratterizzato da partite che hanno visto nella lunghezza delle stesse una caratteristica comune. Tra queste sicuramente la più interessante ed intensa è stata il confronto tra Yulia Putintseva e Shuai Zhang risoltosi a favore della kazaka con il punteggio di 5-7 7-6(7) 6-4 dopo 3h:24 di gioco. Partita che ha vissuto di altalenanti momenti come le due volte in cui Putintseva si è trovata a due punti dalla sconfitta nel tie break del secondo set annullando sul 5-4 Zhang un match point per la tennista cinese. Grazie a questo successo Putintseva affronterà Iga Swiatek testa di serie numero 1 del torneo.

 

Da segnalare tra le partite del primo turno, andata anch’essa oltre le tre ore di gioco è il derby ceco tra Tereza Martincova e Katerina Siniakova vinto dalla prima con il risultato di 5-7 6-4 7-6(7). Anche in questo match il risultato è stato in bilico fino alla fine: decisivo in tal senso il match point a favore di Siniakova nel tie break del terzo set che avrebbe potuto regalarle il secondo turno del torneo che invece sarà disputato dalla sua connazionale Martincova.

Il tabellone aggiornato

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