Coppa Davis: Pavic e Mektic battono Djokovic e Krajinovic, la Croazia è in finale

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Coppa Davis: Pavic e Mektic battono Djokovic e Krajinovic, la Croazia è in finale

Il doppio croato si conferma fenomenale: un nervoso Nole deve rinunciare all’insalatiera

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Croazia b. Serbia 2-1

È la Croazia capitanata da Vedran Martic la prima finalista di questa edizione della Coppa Davis, la seconda disputata con il nuovo formato. È stato il doppio a decidere l’esito di un tie fattosi complicato per la Serbia dopo la sconfitta di Dusan Lajovic a opera del sorprendente Borna Gojo, uno svantaggio poi inesorabilmente pareggiato da Novak Djokovic contro Marin Cilic. A differenza di quanto avvenuto contro il Kazakistan nei quarti, però, la coppia di specialisti affrontati da Nole e Filip Krajinovic è la migliore del mondo e non ha lasciato scampo alla squadra di Viktor Troicki. Buona la terza, quindi, per una Croazia battuta nei due precedenti derby balcanici sia in casa, sia in trasferta, e un’altra delusione per Djokovic in una seconda parte di stagione per lui relativamente avara di soddisfazioni.

M. Pavic/N. Mektic b. N. Djokovic/N. Cacic 7-5 6-1

 

Erano favoriti e hanno rispettato il pronostico, Mate Pavic e Nikola Mektic, battendo in due set Novak Djokovic e Filip Krajinovic, quest’ultimo preferito a Nikola Cacic, buon doppista ma evidentemente di livello troppo inferiore rispetto al fenomenale duo croato. E, forse, è anche un premio per il ventinovenne di Sombor, quasi a scusarsi della scelta di schierare Lajovic in singolare – scelta rivelatasi poi decisiva per l’esito dell’intero confronto. La coppia serba ha tenuto il campo per un set, ben affidandosi al servizio e cercando di evitare che la sfida prendesse le caratteristiche tipiche del “vero” doppio, compito assai arduo visto chi aveva di fronte, soprattutto un Pavic sempre propositivo in risposta e preciso nel fornire comode chiusure al partner. Novak e Filip si sono arresi a un passo dal tie-break, poi l’incontro è scivolato via piuttosto rapidamente una volta ceduto il servizio nel quarto game del secondo parziale, momento che ha visto un Djokovic per un attimo rabbioso e poi subito quasi rassegnato di fronte all’evidente superiorità degli avversari.

IL MATCH – Nessun problema per Pavic in battuta, mentre Djokovic, dopo un bel punto croato e due errori serbi al volo, si affida alla prima di servizio per risalire dallo 0-40 e annullare anche un vantaggio esterno. Anche il turno di Mektic scivola via senza grossi patemi, così come quello di Krajinovic. Se la coppia campione in carica di Wimbledon viene sempre avanti dopo il servizio o quando ne ha la possibilità in risposta, gli altri mischiano un po’ le carte, ma anch’essi non perdono l’occasione di mettere pressione facendosi trovare entrambi a rete. Dal secondo turno di battuta il 20 volte campione Slam di nuovo si fa trovare centrato e preciso con la prima battuta; lo stesso riesce a Krajinovic, che con sicurezza salva una palla break. Senza ulteriori scossoni ci si avvia verso il tie-break, con i croati che ci arriverebbero vedendo confermata la propria superiorità ai punti e con in testa le cinque occasioni non sfruttate, per quanto senza veri rimpianti, quindi forse con più pressione. Invece, al dodicesimo gioco, Novak impallinato su una seconda e una volée incerta di Filip aprono la strada al set point, trasformato dal passante ravvicinato di Mektic dopo una strenua ma vana difesa a rete dei due in blu: 7-5 Croazia.

Si ricomincia sui binari del primo parziale, con la coppia medaglia d’oro a Tokyo che appare ancora più sciolta. Mektic, n. 2 di specialità, colpisce male e manca il possibile 0-30, ma Pavic, n. 1, costringe Krajinovic a una volée complicata che favorisce il successivo passante; Mate tira addosso a Nole che non riesce a contenere ed è 3-1. La conferma del vantaggio passa attraverso l’unico momento vagamente difficile per i croati, ma il nastro fortunato sul 30 pari risolve la situazione. Djokovic rifila un calcio al borsone in occasione del break subito, ma lo scatto di rabbia non gli ha dà alcuna carica, anzi, quasi esce dal match e gli avversari ne approfittano per involarsi sul 5-1. Non troppo imprevista, spunta qui l’unica palla break a favore dei serbi, prontamente annullata dalla prima esterna di Mektic che, dopo un paio di punti, può abbracciare il compagno. La Croazia, vincitrice dell’ultima edizione del formato storico, torna dunque in finale. Borna Gojo rischia, per così dire, di vedersi eretta una statua nella natia Spalato.

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Finali di Coppa Davis ad Abu Dhabi: l’accordo da 200 milioni di dollari in 5 anni si avvicina

Esclusiva Telegraph Sport: gironi in Europa subito dopo lo US Open, fasi finali a novembre negli Emirati

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

Per via del caso Djokovic e dell’Australian Open, da un po’ di tempo non si sentiva parlare delle nuove ombre che incombono sulla Coppa Davis. Un’esclusiva del Telegraph Sports, tuttavia, riporta ulteriori informazioni su quanto era trapelato per la prima volta durante lo scorso dicembre, ma mai confermato in maniera ufficiale: le finali di Davis sotto la gestione Kosmos sono pronte a traslocare ad Abu Dhabi dopo due edizioni disputate a Madrid. Il Telegraph Sports scrive che gli Emirati Arabi avrebbero offerto la cospicua somma di 40 milioni di dollari all’anno (ovvero 200 milioni per un contratto quinquennale).

Non finisce qui, però. Sembra confermata anche la volontà di dividere in due parti le Davis Cup Finals, in due periodi di calendario distinti. La fase a gironi (alla quale prenderebbero parte 16 nazioni) si giocherebbe in sedi europee nella settimana successiva allo US Open, a settembre. Le otto squadre che riusciranno a passare il round robin saranno poi impegnate nella fase a eliminazione diretta ad Abu Dhabi in novembre: come noto si tratta di una città con una relativa tradizione tennistica, dal momento che il torneo più conosciuto che si gioca da quelle parti è il Mubadala World Tennis Championship, esibizione che nemmeno fa parte del calendario del circuito.

 

La scelta che sta per essere confermata ha fatto e farà storcere il naso a molti. Chiaramente Kosmos non ha messo in primo piano i tifosi, da sempre il cuore pulsante della competizione a squadre: gestire una doppia trasferta non è affatto semplice per gli appassionati, europei e non, e al momento – riporta sempre Telegraph Sports – Kosmos sta provando a trovare una soluzione a questo problema, che probabilmente andava però risolto a monte. Lo scorso 5 dicembre era in programma a Madrid una conferenza stampa nella quale avrebbero annunciato tutti i dettagli del nuovo accordo. L’appuntamento è poi stato annullato, ma non è da escludere che nei prossimi giorni arrivi qualche notizia dai canali ufficiali, anche perché la decisione andrà ad avere un impatto non indifferente sul calendario.

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Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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