Stefanos Tsitsipas: “Il gomito? Sento ancora dolore, ma credo in un recupero per l'Australian Open”

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Stefanos Tsitsipas: “Il gomito? Sento ancora dolore, ma credo in un recupero per l’Australian Open”

Il gomito del greco è sulla via del recupero, ma il giorno dopo l’esordio in doppio “non riuscivo a servire”

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Stefanos Tsitsipas - ATP Toronto 2021 (via Twitter, @NBOtoronto)

Si è concluso con una sconfitta l’esordio in singolare di Stefanos Tsitsipas nel 2022, sconfitto da Diego Schwartzman dopo due ore e tre quarti di un match godibile. L’attesa non era tanto per il risultato in sé, quanto per come avrebbe risposto il gomito operato alla fine di novembre. L’articolazione non è ancora in condizioni perfette tanto che Stefanos, nella prima giornata di ATP Cup, ha preferito non scendere in campo in singolare.

“È stato positivo vedermi giocare a questo livello” dice Stefanos dopo l’incontro. “Non me lo aspettavo, è andata meglio di quanto mi aspettassi. Sono stato capace di colpire palle che due settimane fa avevo paura di colpire, quindi procedo nella direzione giusta”. Certo, durante la conferenza stampa ammette di “sentire un po’ di dolore, ma è normale. Ho tirato più servizi che in qualsiasi giorno dell’ultimo mese. Ne avrò tirati 180 oggi [115, ndr], mentre in allenamento cercavo di arrivare a 50 o 60. Un po’ di stanchezza alla fine, ma ho cercato di sopportare il dolore e concludere il match in qualche modo”. Il servizio, tuttavia, è stato il colpo che più è stato limitato, con le percentuali sia di prime in campo sia di realizzazione precitate nel corso della sfida con Dieguito. Tsitsipas conferma, ma “non mi piacciono le scuse, anche se non ero al 100% per battere come volevo mentre l’incontro si allungava e ora vorrei non aver voluto male e servito meglio perché mi avrebbe aiutato parecchio”.

Non poteva mancare la richiesta di un commento alle recenti esternazioni di Sascha Zverev, che ora considera sé stesso, Djokovic e Medvedev come i nuovi Big 3, con la rumorosa esclusione del greco che, però, evita la polemica: “Abbiamo un anno lungo davanti a noi. Giochiamo tutti il nostro miglior tennis e vediamo chi avrà dato di più a fine stagione”.

 

Essendo appena rientrato dopo la chirurgia, Tsitsipas non ha ancora le idee chiare su cosa aspettarsi del prossimo Slam. “Mi piacerebbe tanto giocare, ma non so come mi sentirò domani. Era una delle mie più gradi preoccupazioni per il match di oggi, che è stato il problema dopo il doppio: il giorno dopo non riuscivo a servire per il dolore. Spero quindi di poter andare in campo domani e allenare la battuta senza dolore. L’obiettivo è recuperare il gomito al 100%”.

Sempre in ottica Australian Open, il numero 4 del mondo pensa che, nonostante il calo della resa al servizio contro Schwartzman, “con le giuste precauzioni e seguendo le indicazioni dei medici, mi vedo al 100% a Melbourne. All’inizio il dottore non era sicuro che fosse una buona idea giocare l’Australian Open, ma il recupero è stato molto migliore di quanto si aspettasse paragonato ad altri tennisti che aveva trattato in passato. È venuto a Dubai ed è rimasto sorpreso nel vedermi colpire quasi al 100%. Credo che sia una questioni di geni. DNA, non so”.

Con queste dichiarazioni che passano dal generare grande preoccupazione al trasmettere moderato ottimismo a un paio settimane dall’inizio del primo Slam della stagione, Tsitsipas finisce con il mostrarsi fiducioso riguardo alla propria presenza: “Abbiamo ancora due settimane di tempo: credo che sia abbastanza per poter recuperare, anche se non ne ho la certezza, è la prima volta che ho un’esperienza del genere”.

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Il direttore Ubaldo Scanagatta ospite di 90° Minuto su Rai 2 oggi alle 19:25 (alle 15 su Radio Sportiva)

Nel giorno dell’espulsione di Djokovic, il Direttore ospite di Radio Sportiva e poi del programma calcistico. Commenterà la clamorosa decisione e il percorso più favorevole per Sonego e Berrettini

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Novak Djokovic - Olimpiadi Tokyo 2021 (via Twitter, @ITFTennis)

La domenica che precede l’inizio del primo slam della stagione è stata caratterizzata dall’esclusione di Novak Djokovic dal tabellone degli Australian Open. Mancano meno di ventiquattro ore dai primi match dello slam australiano con quattordici italiani al via (dieci uomini e quattro donne). Il direttore di Ubitennis.com, Ubaldo Scanagatta, sarà ospite alle 19:20 del famoso programma di Rai Due, 90° Minuto, condotto da Marco Lollobrigida.

Il direttore ritorna sui canali Rai, dopo essere stato ospite durante le ATP Finals a fianco di Omar Camporese e Nicola Sangiorgio per commentare i match giocati al PalaAlpitour.

Ubaldo, nel corso del suo intervento, commenterà l’esito della controversa vicenda che ha visto coinvolto il numero 1 del ranking ATP per poi focalizzarsi sulle speranze italiane nel primo torneo del Grande Slam stagionale. Senza più Djokovic nella parte alta del tabellone, con Salvatore Caruso n.150 al suo posto contro Kecmanovic, potrebbero avvantaggiarsene altri due azzurri. Infatti Lorenzo Sonego che esordirà nella notte contro l’ostico Querrey avrebbe teoricamente potuto incontrare Djokovic al terzo turno e ora è lui la testa di serie più alta nel suo settore fino ai sedicesimi. Al secondo avrebbe eventualmente Tseng o Otte e al terzo chi esce dal quartetto Kecmanovic-Caruso, Paul-Kukushkin. Insomma al momento Sonego sarebbe favorito per raggiungere un posto in ottavi di finale, forse contro Monfils o magari Bublik. La nuova situazione potrebbe alla lunga favorire anche Berrettini che nei quarti avrebbe potuto scontrarsi con Djokovic, ma invece adesso se superasse Nakashima, poi o Vesely o Kozlov, quindi forse il giovane portento Alcaraz con il quale Matteo ha perso l’ultimo match e poi o Norrie (Korda?) o Carreno Busta, nei quarti potrebbe scontrarsi con Monfils o Sonego….Magari!!!

 

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Australian Open

Annullato visto a Filip Serdarusic: “Se non si fosse trattato di Djokovic, sarei ancora in Australia”

Filip Serdarusic, allenatore del fratello Nino, dichiara di essere stato costretto a lasciare l’Australia dopo lo scoppio del caso Djokovic

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Nino Serdarusic alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Jose Manuel Alvarez/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

Il caso dei visti rilasciati a persone non vaccinate che hanno beneficiato di un’esenzione medica si arricchisce di un’altra testimonianza. Dopo il caso Djokovic e quello della doppista ceca Renata Voracova, è toccato a un coach, il croato Filip Serdarusic.

Filip, fratello e allenatore del tennista Nino Serdarusic, numero 246 del mondo, ha ammesso in un’intervista rilasciata a Sportklub, canale sportivo online della regione balcanica, di essere stato costretto a lasciare l’Australia in seguito allo scoppio della polemica Djokovic.

Filip non si era sottoposto alla vaccinazione contro il Covid-19 ma era risultato positivo lo scorso ottobre. Positività che aveva garantito al croato la possibilità di viaggiare insieme al fratello in Australia grazie alla medesima esenzione medica rilasciata a Djokovic.

 

Durante l’intervista FIlip ha raccontato di aver ottenuto il via libera per partire via mail in data 10 dicembre e di essere arrivato in Australia insieme al fratello su uno dei charter organizzati da Tennis Australia.

Serdarusic racconta nel dettaglio quanto accaduto alla dogana con gli agenti della Border Force, in seguito alla domanda sul suo status vaccinale: “All’arrivo in Australia una agente dell’immigrazione mi ha chiesto se fossi vaccinato. Ho detto di no, ma ho specificato di aver ottenuto un’esenzione medica. L’agente mi ha palesato la possibilità che dovessi affrontare una quarantena di 14 giorni, ma ho risposto che non sarei partito per l’Australia se avessi saputo di dover passare del tempo in quarantena”.

In seguito all’osservazione di Serdarusic, i documenti sono stati visionati da un responsabile e gli è stato concesso libero accesso. Infatti, come da programma, l’avventura australiana dei fratelli croati si è svolta tra Melbourne e Traralgon, luogo dove Nino ha giocato uno dei tornei challenger organizzati nella prima settimana.

Il 5 gennaio, quando Djokovic è atterrato a Melbourne, Serdarusic ha ricevuto una telefonata dal Centro Immigrazione per un colloquio. Prima del quarto di finale che avrebbe visto in campo il fratello FIlip è stato prelevato da un’auto di Tennis Australia e portato a Melbourne. “Avevo due opzioni: tornare a casa legalmente o richiedere un nuovo visto. – ha dichiarato il croato – Ho deciso di partire perché non sono potente come Novak per combattere questa battaglia. Se hanno fermato lui dovevano fermare anche noi”.

Serdarusic ha anche ribadito il fatto di aver agito secondo le regole che erano state comunicate: “Quando abbiamo richiesto un visto dovevamo soddisfare determinati requisiti. Né Novak né io abbiamo inventato l’esenzione, abbiamo agito secondo le loro regole e ci era stato permesso di entrare. Abbiamo solo sfruttato l’opportunità che ci hanno dato”.

L’allenatore croato conclude fornendo sostegno a Novak ribadendo che a suo avviso la scelta del governo australiano segua principalmente delle ragioni politiche: “La scelta di vietare l’ingresso a Djokovic serviva al governo per rafforzare la propria posizione prima delle elezioni. Se hanno lasciato entrare me e Voracova perché non hanno fatto lo stesso con Djokovic? Tennis Australia sperava che gli sarebbe stato garantito l’ingresso in Australia così come è stato concesso a noi. Se non fosse successo quel che è successo a Novak, noi saremmo rimasti in Australia”.

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ATP

Caso Djokovic, l’ATP: “L’assenza di Novak una perdita per l’Australian Open. Ma la vaccinazione è raccomandata”

L’ATP descrive gli eventi degli ultimi giorni come “profondamente deplorevoli” e augura buona fortuna al numero uno del mondo

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Novak Djokovic alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

A poche ore dal termine dell’udienza che ha visto i giudici australiani della Corte Federale revocare il visto a Novak Djokovic, si è espressa con un breve comunicato anche l’Association of Tennis Professionals. Qui la traduzione integrale del documento firmato ATP:

“La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione. Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una perdita per il nostro gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo. L’ATP continua a raccomandare vivamente la vaccinazione a tutti i giocatori.”

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