ATP Barcellona, Ferrero: "Alcaraz? Se vince un set siamo contenti...". Sarà Carreño Busta-Sonego

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ATP Barcellona, Ferrero: “Alcaraz? Se vince un set siamo contenti…”. Sarà Carreño Busta-Sonego

Lo spagnolo batte facilmente Zapata Miralles e racconta un aneddoto sul baby fenomeno spagnolo: “In allenamento contro di me alle ATP Finals del 2017 era lui il giocatore migliore”

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Carlos Alcaraz - Montecarlo 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

dal nostro inviato a Barcellona

Giornata interlocutoria questo mercoledì al torneo di Barcellona, con nuvoloni minacciosi che fanno capolino dalla mattina; la bella giornata del lunedì di Pasquetta è un ricordo, ma nonostante il tempo poco clemente il pubblico continua ad affluire anche nella giornata odierna; in particolare sui campi secondari il colpo d’occhio non è niente male, dove la vicinanza delle tribune al campo rende lo spettacolo molto godibile. Da quanto risulta dalle previsioni meteo le probabilità di veder giocare sia Tsitsipas che Alcaraz concludere i propri match sono probabilmente le stesse di vedere Rafa perdere al primo turno del Roland Garros, ma speriamo di essere smentiti.

Ne approfittiamo allora per riportare alcune pillole dei commenti rilasciati alla stampa spagnola da Juan Carlos Ferrero, l’allenatore di Alcaraz e campione qua a Barcellona nel 2001:

 
  • “Carlos ha un gioco che si adatta maggiormente ai campi veloci (“la pista ràpida es màs su elemento natural”), ma con il giusto allenamento non avrà problemi anche sulla terra”.
  • “La sconfitta di Montecarlo non è certamente un dramma, perché i cambi di superficie sono sempre complicati.  Ha avuto poco tempo dopo Miami, prima di Montecarlo si è allenato sulla terra solo un paio di giorni“.
  • “Da un punto di vista mediatico si comincia a vedere che Carlos sta diventando un fenomeno: noi stiamo cercando di tenere sotto controllo questo aspetto, come team, ma Carlos deve abituarsi a gestire questo suo nuovo status. Le cose stanno andando veloci ed è necessario mantenere i piedi per terra”.
  • Il prossimo avversario? Il coreano Kwon, prossimo avversario di Carlos, ha vinto un torneo di classe 250, gioca bene, soprattutto di rovescio, anche se forse la sua superfice preferita è il veloce; per il torneo non abbiamo aspettative, se vince un set siamo contenti (sorridendo ironicamente)”.

L’altro big Stefanos Tsitsipas, che arriva a Barcellona dopo la vittoria di Montecarlo, ha scambiato anch’egli due chiacchiere con la stampa spagnola, da uomo copertina del torneo con l’uscita di Nadal.

  • “Mi sento bene in campo e sto giocando un buon tennis. Rafa quest’anno non c’è e sento la pressione di essere uno dei favoriti del torneo. Quest’anno sarà dura perché ci sono tanti giocatori che possono fare bene e li vedo come rivali diretti”.
  • “Se nel corso dell’anno riuscirò a conquistare buoni risultati sulle superfici veloci con la stessa consistenza con cui ho ottenuto risultati sulla terra battuta, credo di avere ottime possibilità di finire fra i primi due del ranking”. In effetti, il record di Tsitsipas sulla terra è simile a quello di David Ferrer, noto per essere uno specialista della superficie.
  • “Alcaraz? Uno dei rivali più complicati che ho affrontato finora. Ha un tennis completo e può giocare bene su tutte le superfici. Non ho ancora vinto contro di lui e realmente è qualcosa che desidero conseguire. Carlos è un bravo ragazzo, ma questa è una cosa che in campo non conta; quello che conta è spero che si sviluppi una bella rivalità tennistica nei prossimi anni”.
  • “Barcellona è il torneo che mi ha visto esplodere e che mi ha un po’ adottato, la mia relazione con il pubblico è molto buona nonostante abbia giocato due finali contro Rafa e ho sentito sempre molto affetto”.

Intanto, nella mattinata – prima dell’interruzione per pioggia – Pablo Carreño Busta ha vinto il suo match di secondo turno, superando il compatriota Carlos Taberner. Sarà lui il prossimo avversario di Lorenzo Sonego, vincitore su Elias Ymer: il match andrà in scena domani, giovedì 21 aprile.

[8] P. Carreño Busta b Zapata Miralles 6-3 6-3

Vittoria tutto sommato facile per un Carreño che porta a termine una giornata di ordinario lavoro in ufficio e in poco meno di un’ora e mezzo si sbarazza di Zapata Miralles, giustiziere di un Robredo arrivato ai titoli di coda della sua carriera professionistica. Il qualificato spagnolo prova a opporre resistenza ma, appena Pablo schiaccia il piede sull’acceleratore, la differenza si vede. Nel primo set l’asturiano parte piano, forse risentendo del freddo, e lascia scappare il suo avversario sul 3-1, salvo poi svegliarsi e piazzare un parziale micidiale di 5 giochi a 0. Nel secondo parziale Pablo probabilmente sconta il classico rilassamento di inizio set e lascia scappare nuovamente il suo avversario, ma come nel primo set riprende prontamente in mano il controllo della situazione, facendo valere la maggior caratura nell’allungo finale.

Riportiamo anche alcuni estratti della conferenza stampa dell’asturiano, che sarà il prossimo avversario di Sonego:

D: Ci puoi raccontare com’andata oggi e come ti senti?

R: Oggi le condizioni erano complicate, c’era vento e freddo, per me era la prima partita del torneo ed è sempre necessario abituarsi in fretta alle condizioni di gioco. Sono doppiamente contento per essere riuscito a vincere e a terminare la partita prima dell’inizio della pioggia. Fisicamente mi sento bene, avevo qualche problema al collo ma sembra superato, domenica mi sono allenato al 100% e oggi stavo bene in campo. Magari non recupero più gli sforzi come a vent’anni e infatti penso che prima del Roland Garros cercherò di avere un momento di riposo per non arrivare esausto al Roland Garros. Fortunatamente qua sono a casa e ho il lusso di non dover stare in albergo ma tornare dopo la partita con la mia famiglia.

D: Quali sono le tue prospettive per il match di domani e per il resto del torneo?

R: Contro Sonego sarà una partita difficile, lui è migliorato molto negli ultimi anni, adesso sta a ridosso della top 20. I precedenti risalgono al 2019, entrambi su superfice rapida. Domani le condizioni saranno diverse e Sonego comunque ha dimostrato di saper gestire bene anche condizioni lente, l’anno scorso a Roma ha fatto semifinale durante una settimana di pioggia. Io spero di poter giocare sul campo centrale per poter approfittare del supporto del pubblico; ultimamente ho avuto partite molto lottate, ad esempio contro Sinner a Miami, ma sono comunque fiducioso. Per quanto riguarda il resto del torneo è vero che ci sono state delle assenze, in particolare quella di Rafa che ci solleva un po’ (ridendo, “que nos alivia”) e permette di aprire un po’ il tabellone. In ogni caso è difficile con specialisti come Tsitsipas e Ruud.

D: Ci puoi raccontare le tue impressioni su Alcaraz?

R: Beh ovviamente è impressionante che a 18 anni abbia già vinto un Master 1000, sono in pochi a quell’età ad essere riusciti in un’impresa del genere. Siccome ci alleniamo entrambi nella stessa accademia (Academia Equelite a Villena) durante la pandemia abbiamo avuto di allenarci spesso e sono sempre stati allenamenti di alto livello; probabilmente è stato utile anche per lui al fine di velocizzare il processo di crescita. Poi parlando di Carlos mi rimane impresso un aneddoto che risale a qualche anno fa, nel 2017, quando stavo a Londra alle ATP Finals. Nello stesso periodo Carlos aveva 14 anni e stava giocando un torneo proprio a Londra con i suoi pari età e nel mio team mi avevano proposto di fare due palleggi con il ragazzo. Devo dire che ero rimasto un po’ perplesso ma alla fine ho accettato; e sapete cosa? Abbiamo palleggiato sul campo centrale della O2 Arena, e lui ha sbagliato meno di me. E dopo qualche ora ho lottato con Thiem al Masters…chissà se a quell’età su un campo del genere a 14 sarei riuscito a tenere in mano la racchetta (ridendo). Per Carlos evidentemente era tutto normale.

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Gestaccio di Elias Ymer a Salisburgo: con una pallata rompe la telecamera

Ancora episodio di intemperanza nel circuito ATP, con protagonista il maggiore dei fratelli svedesi

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Elias Ymer - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Abbiamo tutti ancora negli occhi la partita di sabato tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas, uno spettacolo dal punto di vista del gioco, una vergogna per quello che hanno combinato entrambi. Se ormai le multe e le intemperanze di Kyrgios sono all’ordine del giorno (già due multe in questo Wimbledon, la prima per lo sputo verso uno spettatore dopo il match con Jubb) aveva sorpreso l’improvvisa perdita della ragione di Tsitsipas. Il greco infatti, dopo aver perso il secondo set, ha scagliato una pallina in tribuna, e ciò gli è valso 10.000 dollari di multa.

Senza entrare nei meriti di chi abbia ragione tra i due, anche perché hanno più probabilmente entrambi torto, ieri c’è stato un altro episodio che con lo sport ha poco a che fare. Elias Ymer, il più grande dei due fratelli svedesi, ha avuto un accesso d’ira dopo un errore non forzato a fine primo set nella sua partita (poi persa 2-0), al Challenger di Salisburgo contro Corentin Moutet. Ancora una volta, preso dalla rabbia, si vede il giocatore scagliare violentemente la pallina verso le tribune… solo che in questo caso la corsa si è fermata prima. Ymer infatti riesce a colpire, e chiaramente anche a rompere, la videocamera di Challenger TV posta in alto, spargendo vetri sul campo e causando l’interruzione del match da parte dell’arbitro, per verificare la praticabilità.

Ora, chiaramente si può sindacare sulla volontà o meno di centrare proprio la telecamera da parte di Ymer, ma resta il gesto di scagliare una pallina con tanta forza e veemenza verso l’alto, alla cieca, e spesso anche verso il pubblico: celebre tra questi episodi poco edificanti per professionisti come questi, quello di Djokovic allo US Open 2020, che colpendo una giudice di linea con una violenta pallata, fu anche costretto a subire la squalifica dal torneo. Dunque, al di là del livello o del nome del giocatore, sempre meno raramente accade che gesti di rabbia per un errore o un punto perso generino reazioni di questo genere, che alla lunga possono essere pericolose. E, più che procedere con delle multe, il modo migliore per iniziare ad eliminare questo fastidioso vizio sarebbe passare direttamente alle squalifiche.

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Wimbledon, Goffin vince una maratona di 4h30′ contro Tiafoe e va ai quarti: troverà Norrie, la speranza Brit

Il belga torna nei quarti a Wimbledon dopo averli raggiunti anche nel 2019. Sfiderà Cameron, il primo suddito della Regina nei quarti da Murray 2017

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

D. Goffin b. [23] F. Tiafoe 7-6 5-7 5-7 6-4 7-5

David Goffin eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon (e negli Slam). Il belga ha superato al quinto set (7-6 5-7 5-7 6-4 7-5) dopo una maratona di oltre 4 ore e mezza Frances Tiafoe ed è così tra gli ultimi 8 giocatori in gara ai Championships 2022: aveva raggiunto questo traguardo a Londra anche nel 2019 e altre due volte (una a Parigi e una a Melbourne). È stato un match a tratti entusiasmante, con continui colpi di scena. David è stato nel complesso più continuo e spesso anche più propositivo rispetto all’avversario che ha comunque mostrato un livello di attenzione costante, a dimostrazione della maturità ormai raggiunta dall’americano. Goffin si conferma però un raffinato interprete dell’erba. Contro Norrie avrà una grande occasione per conquistare la prima semifinale Slam della carriera.

IL MATCH – Dopo il break in apertura di Goffin, nel quarto game gli standard di gioco si alzano decisamente: Goffin cerca spesso la rete, Tiafoe fa il tergicristallo anche da molto lontano rispetto alla linea di fondo campo ma riesce a trovare un paio di guizzi che gli permettono di effettuare il contro break alla seconda opportunità. Dopo aver chiuso il punto che vale il 2-2 con una volée colpita in risposta a un passante di ovescio quasi a botta sicura di Goffin, l’americano dà un primo assaggio delle sue doti di showman avvicinandosi e stringendo le mani ad alcuni spettatori che si complimentano con lui. Nei giochi successi non mancano le occasioni di break da entrambe le parti, ma nessuno riesce a concretizzarle più per meriti dell’avversario che per demeriti propri. Dopo oltre un’ora di set molto equilibrato si arriva così al tie-break, da cui esce vincitore il più propositivo dei due: Goffin.

 

Tiafoe non ha però intenzione di arrendersi dopo solo un set. Sull’1-1 Goffin non sfrutta ben sei occasioni per tenere il servizio in un gioco in cui era avanti 40-0 e l’americano, più propenso a prendere in mano le redini dello scambio, brekka. Pochi minuti dopo ha anche diverse occasioni per operare il doppio break e andare in fuga. Il belga, però, non regala nulla e dopo essersi salvato ha la forza e il cinismo per riagganciare l’avversario sul 3-3. In ogni game è battaglia: Tiafoe dà l’impressione di avere il potenziale per accelerare ma sbaglia spesso sul più bello. Non, però, all’ennesima palla break del set sul 5-5: Frances entra bene in campo e chiude con una volée a campo aperto. È lo strappo decisivo per vincere un parziale che poteva finire con più di venti minuti di anticipo. Invece, dopo 2 ore e 15 inizia una partita al meglio dei tre set.

Il match rimane equilibrato anche nel terzo. L’unica novità è che i giochi scorrono molto più rapidamente (soprattutto quelli in cui batte il belga) e le palle break sono meno frequenti. Fino al 5-5 le uniche, nel sesto game, sono appannaggio di Goffin che però non sfrutta una percentuale bassissima di prime in campo dell’avversario. Nell’undicesimo gioco, però, Tiafoe cambia passo e trasforma la prima opportunità di break in suo favore del set. Sul 6-5 Frances si conferma solido e aggressivo e porta a casa il parziale.

Inaspettatamente Tiafoe ha bisogno di un medical time out nella pausa tra terzo e quarto, pur non mostrando particolari problemi fisici. In ogni caso, l’avvio del nuovo parziale è a tinte belghe: David vince 12 dei primi 15 punti e si porta rapidamente sul 3-0 in virtù di una ritrovata spinta che così mancava dal primo set (e di un calo d’attenzione dell’americano). Goffin va anche vicino a mettere un’ipoteca sul parziale quando ha l’occasione per portarsi sul 4-0, ma un dritto lungo linea che sarebbe stato vincente finisce per pochi centimetri in corridoio. La fuga del belga arriva pochi minuti dopo, ma sul 5-1, quando anche Tiafoe era probabilmente già con la testa al quinto set, inizia il black-out di David. Frances non può credere ai suoi occhi e così ne approfitta per recuperare i due break di svantaggio e servire per agganciare l’avversario sul 5-5. Ma qui arriva un altro colpo di scena: Tiafoe sente il momento, commette due doppi falli, sbaglia una chiamata con il falco e non riesce a completare la rimonta. Goffin, senza essersi ripreso più di tanto dal passaggio a vuoto, riesce quindi a chiudere sul 6-4 e a portare la partita al quinto.

Nonostante le quattro ore di match nelle gambe, nel set decisivo il livello di gioco torna ad alzarsi dopo un quarto set piuttosto negativo per entrambi. Le occasioni di break, però, latitano: la stanchezza si fa comunque sentire e i giocatori, dopo essersi concentrati sui rispettivi turni di servizio, si lasciano un po’ andare in risposta. Il punto che porta l’americano sul 5-5, con un botta e risposta di colpi difensivi che diventano offensivi, è uno dei più belli del match. Frances si carica e capisce che deve cogliere l’attimo, ma Goffin tira fuori non uno ma tre jolly (ovvero altrettanti servizi vincenti) per annullare due palle break e salire sul 6-5. L’americano accusa il colpo, mentre il belga è un muro e sul match point ha il coraggio di attaccare. Quando il timer sul campo segna 4 ore e 37, David taglia il traguardo di questa divertente maratona.

[9] C. Norrie b. [30] T. Paul 6-4 7-5 6-4

La prima volta in un quarto Slam non potrebbe essere più dolce per Cameron Norrie: l’inglese centra questo traguardo proprio a Wimbledon, dimostrando la sua solidità con una vittoria in tre set su Tommy Paul. In due ore e 21 minuti Cameron, che non aveva mai oltrepassato il terzo turno in uno Slam prima di questo torneo, è il primo britannico a finire nei Last 8 da Andy Murray nel 2017 ed il quinto suddito della Regina ad avercela mai fatta. Per farcela, nella sua quinta apparizione all’All England Club, ha superato Munar in una battaglia di cinque set, ma poi non ha concesso nulla a Pablo Andujar e a Steve Johnson così come a Paul. Tommy abbandona così quello che è stato per lui un ottimo torneo: agli USA, vista anche l’eliminazione di Frances Tiafoe, restano le carte Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Norrie, invece, ha l’occasione della vita: David Goffin è un avversario decisamente ostico, ma in quarti di finale a Wimbledon si può trovare di peggio.

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John Isner nuovo primatista mondiale di aces: superato Ivo Karlovic

L’americano ha commentato così il suo record: “Continuando a giocare il numero totale salirà ancora: potrei restare lassù molto a lungo”

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John Isner - Roma 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

L’ace con cui è salito 30-30 nel terzo gioco della partita contro Jannik Sinner poteva sembrare un ace qualunque, per John Isner. Ma non lo era: con quella bordata centrale l’americano ha battuto il record mondiale per il numero totale di aces messi a segno in carriera, salendo a quota 13.729. Il primato precedente del dato, che l’ATP registra dal 1991, apparteneva al croato Ivo Karlovic. Isner, che contro Sinner ha tirato in tutto 24 aces, ha dichiarato in merito: “È davvero fantastico. È una cosa di cui sono molto orgoglioso. Sarò il leader di tutti i tempi. Continuerò a giocare, continuerò ad aumentare il mio totale… E non so se la cifra finale sarà battuta. Potrei restare in vetta davvero per molto tempo”.

Il 37enne originario della North Carolina, diventato professionista nel 2007, ha ottenuto risultati notevoli nell’arco della sua carriera (tra cui una semifinale a Wimbledon nel 2018, due quarti agli US Open nel 2011 e nel 2018, con il quarto turno raggiunto in tutte le prove dello Slam) sfruttando il servizio come arma principale. Oltre al record messo a segno contro Sinner a Wimbledon, l’americano è anche in testa alla classifica degli ace del 2022 con 629 in 28 partite. Isner si è classificato al primo posto dell’ATP Tour per numero di ace in sette stagioni e ha superato la soglia dei 1000 ace per sette volte, compreso il record di carriera di 1260 del 2015.

Se è vero che i record sono fatti per essere battuti, sarà di certo difficile trovare un servizio migliore di quello di John: è evidente che Isner sia aiutato dalla sua altezza (è uno spilungone di 208 cm e alzando la racchetta scaglia la pallina a terra da quasi 4 metri), ma è altrettanto chiaro che ciò non basta per tirare fuori dal servizio ciò che ha saputo ottenere lui, che in carriera ha vinto il 92% dei suoi game di servizio, compreso il 79% dei punti con la prima palla. Subentrano infatti altre qualità tecniche e mentali. E lo ha confermato anche un altro grande battitore come Andy Roddick. “Isner, sempre Isner. Ci sono stati grandi servitori che sono stati giocatori più forti, ma il suo servizio è il migliore di sempre”. Come dargli torto.

 

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