WTA Ranking: Jabeur ritorna al n.7, Pegula a un passo dalla top10. Paolini esce dalle 50

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WTA Ranking: Jabeur ritorna al n.7, Pegula a un passo dalla top10. Paolini esce dalle 50

La tunisina eguaglia il suo best ranking e punta la top5. L’americana, invece, sale fino al n.11. La sconfitta al primo turno a Madrid costa a Paolini la top50

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2022-04-28 MUTUA MADRID OPEN 2022 CAJA MAGICA MADRID ( SPAIN ) WTA ONS JABEUR OF TUNISIA PHOTO: ANGEL MARTINEZ / MMO
 
 

Il Mutua Madrid Open ha incoronato la prima giocatrice africana vincitrice di un WTA 1000, la tunisina Ons Jabeur. Dopo il forfait della dominatrice di questa parte della stagione, Iga Swiatek, gli occhi erano puntati su altri nomi: Paula Badosa, giocatrice di casa e tds n.2 nonché semifinalista lo scorso anno e Aryna Sabalenka, detentrice del titolo e accreditata della tds n.3. Entrambe sono uscite prematuramente, battute rispettivamente al secondo e al primo turno da Simona Halep e Amanda Anisimova. Il titolo conquistato in terra spagnola, oltre ad essere il più importante vinto in carriera, arriva dopo una finale a Charleston e i quarti a Stoccarda e sancisce – se così si può dire – lo status di top ten di Jabeur, che fino a ieri aveva nel suo carniere solo la vittoria a Birmingham nel 2021.

Nella conferenza post-match Ons ha dichiarato che il torneo di Roma è una grande opportunità per salire ancora in classifica ed entrare tra le prime cinque. Ed effettivamente ora, scalando i punti guadagnati al Foro un anno fa alle sue dirette competitrici, la tunisina sarebbe virtualmente n.6. La top 5 sembra però difficile da agguantare già a Roma: dovrebbe arrivare nelle fasi finali del torneo e sperare che Kontaveit, n.5, ma anche Sabalenka, Pliskova, Collins o Muguruza, che la seguono in classifica, non vincano troppe partite.

Le altre protagoniste del torneo madrileno sono state Jessica Pegula, per la prima volta in finale in un torneo di questo livello, e le due semifinaliste, un po’ a sorpresa, Jil Teichmann ed Ekaterina Alexandrova, proveniente dalle qualificazioni. Si è rivista a buoni livelli Bianca Andreescu, che si è spinta fino al terzo turno, continua il buon momento di forma di Amanda Anisimova, che ha raggiunto i quarti così come le due outsider Anhelina Kalinina e Sara Sorribes Tormo. Tutti questi risultati hanno avuto, come è ovvio, degli effetti sulla classifica odierna. Per quanto riguarda le azzurre, avevamo solo due rappresentanti in tabellone a Madrid, Camila Giorgi e Jasmine Paolini. Entrambe non sono state fortunate nel sorteggio che le ha messe di fronte a due avversarie meglio classificate e oltretutto particolarmente in forma del calibro di Jessica Pegula e Ons Jabeur. Ricordiamo che nella classifica di oggi, 9 maggio 2022, sono stati decurtati, tra gli altri, i punti del Mutua Madrid Open 2021 e de L’Open 35 de Saint-Malo.

 
Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Iga Swiatek177061
2+1Barbora Krejcikova195011
3-1Paula Badosa274720
4+1Maria Sakkari184596
5+1Anett Kontaveit214446
6+1Karolina Pliskova164152
7+3Ons Jabeur193895
8-4Aryna Sabalenka203721
9-1Danielle Collins183211
10-1Garbiñe Muguruza183135
11+3Jessica Pegula203040
12-1Emma Raducanu222914
13-1Jelena Ostapenko192725
14-1Belinda Bencic192466
15+1Coco Gauff192410
16+1Victoria Azarenka162336
17+1Elena Rybakina242316
18+2Leylah Fernandez242191
190Angelique Kerber152178
20-5Anastasia Pavlyuchenkova112092
210Simona Halep172067
220Madison Keys191958
230Daria Kasatkina221825
240Tamara Zidansek201712
25+1Liudmila Samsonova281682
26+1Sorana Cirstea231670
27+Elina Svitolina211642
28-3Veronika Kudermetova221635
29+6Jil Teichmann231623
30+1Camila Giorgi211612
31+14Ekaterina Alexandrova221576
32+1Amanda Anisimova201525
33-5Elise Mertens211446
34-4Petra Kvitova211440
35-3Marketa Vondrousova201422
36+1Anhelina Kalinina331357
37+10Sara Sorribes Tormo231345
38-2Naomi Osaka111296
39-5Alizé Cornet241295
40+4Yulia Putintseva241231
41-3Ajla Tomljanovic231216
42-2Shuai Zhang361210
43-1Alison Riske251201
44-3Clara Tauson281199
45+6Katerina Siniakova201171
46+9Kaia Kanepi211150
47+11Petra Martic211143
480Shelby Rogers261134
49-6Sloane Stephens161128
500Aliaksandra Sasnovich211123

In top50, vediamo che:

  • tra le prime dieci, Barbora Krejcikova supera Paula Badosa e ritorna n.2. Crolla di 4 posti Aryna Sabalenka, che precipita al n.8. Ne approfittano Maria Sakkari (+1, n.4), Anett Kontaveit (+1, n.5) e Karolina Pliskova (+1, n.6), che in questo tribolato 2022 ha vinto sinora solo due match. Il titolo a Madrid frutta ben 3 posti a Ons Jabeur (n.7), che ritorna al suo best ranking, mentre perdono una posizione Danielle Collins (n.9) e Muguruza (n.10).
  • In top20, tre posti in più per Jessica Pegula (n.11), mai stata così in alto prima di oggi. L’americana è a 95 punti dalla n.10, Muguruza, ma la prossima settimana le usciranno i punti dei quarti a Roma 2021. Due posizioni guadagnate anche da Leylah Fernandez (n.17) mentre scende di 5 posti Anastasia Pavlyuchenkova (n.20). La russa tra qualche settimana dovrà difendere la finale raggiunta a Parigi un anno fa.
  • Per quanto riguarda le posizioni dal n.21 al n.50, sono in salita Jil Teichmann (+6, n.29), Ekaterina Alexandrova (+14, n.31), Sara Sorribes Tormo (+10, n.37), Katerina Siniakova (+6, n.45), Kaia Kanepi (+9, n.45) e Petra Martic (+11, n.46). Perdono quota Elise Mertens (-5, n.33), Petra Kvitova (-4, n.34), Alizé Cornet (-5, n.39) e Sloane Stephens (-6, n.49).

Escono dalla top50 Tereza Martincova (-4, n.53), Viktorija Golubic (-17, n.56) e purtroppo la nostra Jasmine Paolini (-9, n.55), che perde tutti i punti della finale di Saint-Malo e non li rimpiazza con quelli ottenuti a Madrid. Tra i tanti movimenti in top100, segnaliamo quelli di Beatriz Haddad Maia (+13, n.52), marie Bouzkova (+9, n.68), Dayana Yastremska (+12, n.80), Bianca Andreescu (+21, n.90), Danka Kovinic (+23, n.91) e la giovane tedesca Jule Niemeier (+16, n.94), semifinalista all’ITF di Wiesbaden. In difficoltà Camila Osorio (-5, n.55), Madison Brengle (-7, n.61), Karolina Muchova (-11, n.78) e Lauren Davis (-12, n.102). Fuori dalla top100, Jennifer Brady, ex n.13, un anno fa in top20 e ferma per un infortunio, perde ben 105 posti e si assesta al n.279. Per contro, Taylor Townsend, rientrata nel tour dopo la gravidanza, vince un ITF a Charleston e fa registrare un +406 che la porta fino al n.333.

CASA ITALIA

Come abbiamo già sottolineato, la novità più rilevante è l’uscita dalla top50 di Jasmine Paolini. Un posto in più per Camila Giorgi (n.30) e Lucia Bronzetti (n.79), che migliora il proprio best ranking. Camilla Rosatello guadagna ben 69 posti e si porta al n.340. in discesa invece Jessica Pieri (-47, n.367) e Lisa Pigato (-10, n.400). Qui gli impegni delle italiane al Foro Italico.

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
30+1Camila Giorgi211612
55-9Jasmine Paolini301074
79+1Lucia Bronzetti45804
82-1Martina Trevisan37783
154-2Lucrezia Stefanini44424
158-2Sara Errani29411
159-2Elisabetta Cocciaretto21405
208-1Federica Di Sarra32324
2740Martina Di Giuseppe47257
276+2Cristiana Ferrando34254
286-4Giulia Gatto-Monticone33244
340+69Camilla Rosatello33172
367-47Jessica Pieri33150
3890Bianca Turati28137
400-10Lisa Pigato27133
403-5Anna Turati23133
406+1Stefania Rachel Rubini29132
415-5Martina Caregaro24125
444-1Angelica Moratelli34108
460-4Dalila Spiteri22103

NEXT GEN RANKING

Sono stabili le prime nove posizioni del Next Gen ranking, la classifica delle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2002. Si affaccia al n.10 la diciottenne tedesca Nastasja Schunk, grazie al balzo di 63 posti in classifica generale dopo la finale raggiunta all’ITF di Wiesbaden.

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Emma Raducanu200212
20Cori Gauff200415
30Leylah Fernandez200218
40Clara Tauson200244
50Marta Kostyuk200259
60Qinwen Zheng200273
70Diane Parry200296
80Daria Snigur2002143
90Elina Avanesyan2002146
10Natasja Schunk2003165

LA RACE

Enormi progressi per le due finaliste del WTA 1000 di Madrid. Ons Jabeur sale al n.2 con un balzo di 10 posizioni, Jessica Pegula fino al n.4, mettendosi alle spalle 7 posti. Entra in top20 Ekaterina Alexandrova (+18, n.18), mentre Jil Teichmann (+26, n.22) si ferma a pochi passi.

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Iga Swiatek84390
2+10Ons Jabeur91925
3-1Paula Badosa101772
4+7Jessica Pegula91697
5-2Maria Sakkari81676
6-2Danielle Collins51581
7-2Anett Kontaveit81485
8-2Madison Keys91382
9+1Simona Halep71311
10-2Belinda Bencic81261
11-4Jelena Ostapenko81166
12-3Veronika Kudermetova91142
13+4Amanda Anisimova81026
14-1Naomi Osaka5990
15+1Elena Rybakina10942
16-2Barbora Krejcikova4895
17-2Aryna Sabalenka10877
18+18Ekaterina Alexandrova9851
190Daria Kasatkina9781
20-2Sorana Cirstea10746

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Wimbledon, preview quarti: Halep-Anisimova, Nadal-Fritz e Garin-Kyrgios

LONDRA – Due semifinali anticipate fra Simona e Amanda, e fra Rafa e Taylor. Più la curiosità per Nick contro Cristian, fisico dell’australiano permettendo

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(da Londra il nostro inviato)
Simona Halep – Amanda Anisimova
Dal punto di vista di Simona, una partita molto molto simile a quella vinta in modo nettissimo su Paula Badosa, che è una giocatrice di tipologia quasi sovrapponibile ad Amanda. Bei fisici, belle botte con tutti i fondamentali, tendenza a cercare le palle filanti e semipiatte. Purtroppo per loro, davanti a una maestra della corsa e del contrattacco come la Halep in forma vista qui a Wimbledon, o realizzano percentuali straordinarie, o non ne escono. Favorita Simona, quindi, a meno di una prestazione straordinaria di Anisimova.
Consigliata a chi apprezza le battaglie fra violenza e manovra.

Taylor Fritz – Rafael Nadal
Il match del giorno, perchè Taylor è arrivato ai quarti giocando bene, in crescendo, e mettendo in mostra un bell’adattamento all’erba. Mi perdoneranno gli avversari precedenti, a cominciare da Lorenzo Sonego, ma questo sarà il primo vero test per Rafa, e se lo supererà probabilmente la semifinale con chi vincerà tra Garin e Kyrgios sarà meno pericolosa, dati i problemucci fisici e di affaticamento accusati dal favorito di quella sfida Nick. Se poi dovesse uscirne Garin, insomma, immaginarlo battere Nadal sul centrale mi riesce difficile. Ma prima, per lo spagnolo ci sono da affrontare i gran servizi, i drittoni, i rovesci ficcanti e l’ottima fisicità di Fritz, che a Indian Wells l’ha battuto, anche se era stata una partita fra infortunati vinta dal meno malconcio.
Consigliata ai tifosi di Rafa, e pure a quelli di Djokovic che potranno monitorare lo spauracchio.

Cristian Garin – Nick Kyrgios
Il simpatico Cristian piace un po’ a tutti, è un ragazzone allegro e davvero forte (è stato nei primi 20, ora è 43 ATP), ma decisamente quello che gli sta succedendo quest’anno a Wimbledon ha del miracoloso, considerato che è un picchiatore da terra e cemento prestato ai prati con diverse perplessità tecniche. Qualche giorno fa ha dichiarato: “quando ho visto che avrei dovuto giocare contro Berrettini ero furibondo. Lui e Djokovic per me erano i più forti del torneo, mi sembrava una vera sfortuna avere Matteo al primo turno“. Sono d’accordo con lui, i rimpianti per Matteo vengono fuori ogni volta che scrivo il suo nome. Dovrebbe bastare una versione di Nick appena sufficiente per far valere la differenza di talento e propensione all’erba, ma con l’australiano fare pronostici è semplicemente inutile. Speriamo che Kyrgios stia bene atleticamente, e che sia un confronto divertente.
Consigliata a tutti, come sempre quando scende in campo Nick.

 

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Wimbledon, Sinner: “Allenarsi con Djokovic ha vantaggi e svantaggi. Credo di poter essere orgoglioso di quello che ho fatto”

Jannik Sinner non aveva mai vinto un match sull’erba a livello ATP prima di questo torneo. Oggi è andato ad un solo set dalla vittoria contro Djokovic, ma non è bastato

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Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)
Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)

Jannik Sinner è andato ad un passo dalla gloria, ha cullato l’idea di poter eliminare Novak Djokovic (che non perde a Wimbledon dal 2017), ma si è dovuto arrendere al rientro in partita del serbo, che lentamente ha girato il match a suo favore. Una partita che certamente lascia qualche rimpianto visto come si era messa, ma dalla quale certamente l’azzurro saprà ricavare le cose positive. Che non sono assolutamente poche.

“È stato un match molto duro, ma lo sapevo già prima di scendere in campo. Stavo giocando bene, ma lui ha alzato il suo livello di gioco nel quarto set. Penso di aver giocato bene nel quinto, ho soltanto sbagliato alcuni colpi alla fine, ma penso di poter essere orgoglioso di quanto ho fatto. Comincia così la conferenza stampa di Sinner, che si dice poi “fiducioso per il futuro prossimo”.

D: Al termine del match Novak ha detto che era convinto di vincere la partita. A che punto del match invece tu hai pensato che l’incontro di stesse scivolando via?

 

Jannik Sinner: “È una partita al meglio dei cinque set. Quando sei in vantaggio di due set giochi ogni parziale nel miglior modo possibile. Nel terzo quando stavo servendo ed ero 0-15, ho mandato in rete un dritto semplice e sono andato sotto 0-30. Poi dopo lui ha giocato un buon punto e, invece di essere, 15-30 eravamo 0-40, poi ho subito il break. A quel punto lui ha iniziato a giocare meglio. Come ho detto, nel quinto set credo di aver giocato bene. Dovevo probabilmente fare qualcosa in più perché, alla fine, era lui a dettare gli scambi“.

D: Visto il modo in cui hai giocato a Wimbledon quest’anno e i diversi giocatori che hai battuto, pensi di poter tornare qui in futuro e fare nuovamente bene? E, chissà, magari un giorno vincere il torneo?

Jannik Sinner: Penso di aver giocato ogni partita meglio rispetto alla precedente, anche se gli avversari erano sempre diversi. Penso anche al futuro, tornare qui l’anno prossimo può aiutami molto. Ho imparato molte cose sull’erba e questo è stato il motivo per cui abbiamo scelto di giocare su questa superficie. Ho dimostrato di saper giocare un buon tennis, chissà che un giorno non riuscirò ad esprimermi ancora meglio. Cercherò di continuare a lavorare sodo, perché questa alla fine è la cosa più importante. Ora magari avremo qualche giorno libero, ma subito dopo torneremo a spingere di nuovo. Poi vediamo come andranno i prossimi mesi”.

D: Hai avuto la possibilità di allenarti spesso con Novak: in che modo ciò ti ha permesso di migliorare? E come ti ha aiutato oggi, in particolare, visto che nei primi due set colpivi veramente bene la palla?

Jannik Sinner: Credo che abbiamo uno stile di tennis simile, per certi versi. Mi piace sempre allenarmi con lui, ovviamente ti offre una buona palla da colpire. Penso di avercela anch’io, quindi riusciamo a mantenere un buon ritmo. In un certo senso può aiutarti, perché quando giochi contro sai che cosa aspettarti. Dall’altra parte, chiaramente si conoscono le debolezze reciproche. Dopo il primo turno ci siamo allenati insieme e, il giorno dopo, abbiamo vinto entrambi. È sempre una sensazione speciale poter soltanto allenarsi con lui. Poi il torneo è diverso, ci sono tante cose diverse, come la tensione e il pubblico, che è sempre speciale”.


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D: Quando Nick Kyrgios era qui l’altro giorno (in sala stampa, ndr), ha parlato di te e di come ti non abbia paura nonostante tu sia giovane. Ti ha paragonato a lui, quando a 19 anni ha battuto Nadal qui, rendendo evidente che lui e Djokovic non erano degli dei, potevi far loro del male. Come ti senti a scendere in campo contro Novak Djokovic a livello psicologico?

Jannik Sinner: “Sicuramente quando scendi in campo sai di essere sul Centre Court con molta gente che ti guarda. Questo è quanto di buono sai prima della partita. Quando affronti questo tipo di giocatori è un po’ diverso dal solito, ma mi piace sfidare me stesso: sono un ragazzo a cui piace la competizione. Questo è ovviamente anche il motivo per cui mi alleno, ossia per poter arrivare a giocare partite speciali e in turni importanti, come i quarti di finale di oggi. So di avere ancora molto da migliorare, ma credo di poter essere felice dopo questo Wimbledon. Dopo che Djokovic ha perso il secondo set ha dovuto alzare il suo livello, altrimenti probabilmente avrebbe perso. Ma so bene che lui è uno dei migliori giocatori di tutti i tempi.

D: Ci potresti parlare degli aspetti che secondo te sono andati bene e di quelli che sono andati male in questa partita e che lavoro si fa con il tuo team per trarre insegnamenti da questo match?

Jannik Sinner: “Oggi non era semplice, perché lui [questo] campo lo conosce bene. Tutti e due eravamo tesi, tutti e due sapevamo che era una partita molto importante, soprattutto lo era per me, per capire tante cose. Mi sentivo che oggi avrei fatto una bella partita, poi non è andata come volevo. Ci sono state alcune cose nel terzo set che hanno cambiato la situazione, lui mi ha messo in difficoltà, poi nel quinto set ho fatto quello che dovevo fare. Dovevo andare io a comandare, poi sbaglio ancora le volée, sbaglio ancora le smorzate, sbaglio ancora un po’ il modo di servire, ma il modo di affrontare la partita è giusto. E si sbaglierà ancora tanto nella vita, ma non dubito che quello che ho fatto oggi sia giusto, poi ci saranno tante cose da analizzare, stasera o domani, della partita, ma la cosa più importante è quella di continuare a lavorare.”

D: Novak ha detto che i suoi 20 anni di esperienza sul circuito lo aiutano a gestire il flusso di emozioni nella partita e che questo gli ha permesso di rovesciare partite che erano molto compromesse. Credi che questa potrebbe essere una tua area di miglioramento?

Jannik Sinner: “Lui in questa situazione ci è stato tante volte, ha tanti anni nel circuito, ha giocato tante partite importanti, e questo sicuramente aiuta. È una domanda difficile, non so come lui si senta in quelle situazioni. Però i migliori al mondo hanno modo di cambiare la partita molto velocemente, tante scelte diverse. Alla fine sto provando anch’io a fare la stessa cosa: questo è giocare a tennis, cambiare il momentum della partita.”

D: Si è avuta l’impressione che negli ultimi tre set ti abbia abbandonato un po’ il servizio, la tua percentuale di prima sia calata e Djokovic è riuscito a prendere lui il comando delle operazioni.

Jannik Sinner: “Ti porta anche lui a cambiare il servizio, non è che sparisce di colpo. C’era una parte del campo nella quale si giocava a favore di vento e una nella quale si giocava contro vento, e io facevo molta fatica a giocare contro vento. Poi lui entrava molto bene, tirando piatto e molto profondo, però parlando del servizio credo di essere migliorato molto, anche nelle partite scorse, quindi il lavoro fatto è quello giusto.”

D: Cosa ti sei detto quando hai visto sul tabellone 7-5, 6-2 contro Djokovic? E cosa ha fatto Djokovic dal terzo set in poi per cambiare la partita?

Jannik Sinner: “Alla seconda domanda non rispondo, perché magari giochiamo ancora un po’ di volte l’uno contro l’altro. Lui lo sa, ma non voglio che gli altri avversari lo sappiano. Per quel che riguarda il punteggio, non guardo tanto il punteggio, ma il livello di gioco, e il mio era molto alto. Ho servito bene, ho mosso la palla io, volevo continuare in quel modo, poi lui ti porta a giocare il match nel modo che piace a lui, è molto bravo a fare questo.
Credo di poter essere contento di quello che ho fatto oggi. A me non piace perdere, ma è successo, tuttavia ho fatto tante cose positive nell’ultima settimana e mezzo, cose che magari non mi aspettavo perché non mi sentivo bene su erba, e spero che tutto questo mi possa aiutare per il prossimo anno e per le prossime edizioni. C’è un po’ la delusione per la sconfitta, ma alla fine lui ha vinto sei volte qui, e c’è un motivo, e lui ha giocato molto bene perché l’ho portato a giocare bene.

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Wimbledon: Sinner gioca una gran partita, ma Djokovic rimonta due set e la spunta al quinto

LONDRA – Battaglia memorabile tra Jannik e Novak. L’azzurro va in vantaggio 2 set a zero, il serbo lo riprende e conquista la semifinale

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Pic credits Wimbledon Twitter

[1]N.Djokovic b. [10]J.Sinner 5-7 2-6 6-3 6-2 6-2 (da Londra, il nostro inviato)

Pubblico delle grandi occasioni, Kate Middleton e il principe William compresi, per l’incontro che apre il programma del campo centrale di Wimbledon, il primo quarto di finale della parte alta del tabellone. Di fronte il sei volte campione qui, e detentore del titolo, Novak Djokovic, e l’attuale numero uno italiano, Jannik Sinner. I consueti pronostici fatti al volo tra i presenti in tribuna stampa danno il serbo come vincitore quasi all’unanimità, la speranza è che sia almeno una partita lottata.

L’avvio sembra purtroppo dare ragione al pessimismo generalizzato, con sette punti a zero per Nole, che in due minuti scarsi si ritrova 1-0 e tre palle break, dire che Jannik è partito contratto è poco. Un paio di colpi vincenti dell’italiano finalmente arrivano, ma arriva anche un brutto errore di dritto che manda Djokovic in vantaggio 2-0. Dal vivo si vede bene la difficoltà, chiara conseguenza della tensione, che Sinner incontra nel far scorrere il braccio e nel muoversi con la necessaria reattività. Il 3-0 vede un parziale di 12 punti a 3 per Nole, uno di quei tre è un doppio fallo: difficile fare peggio, speriamo che le cose migliorino, alla fin fine è solo un break. Un paio di game regolari portano il punteggio sul 4-1, Jannik pare sbloccarsi, peccato l’handicap iniziale concesso in quel modo. Bravo Sinner ad annullare col servizio una palla del secondo break che sarebbe stata letale, e ad accorciare sul 4-2. Poco dopo, un’ovazione del centrale saluta le prime due palle break per l’italiano, che ora è ben salito di livello, e incassa volentieri il doppio fallo (secondo del game per Djokovic) che gli consegna il contro-break, per poi pareggiare 4-4.

Ci sono voluti 30 minuti, ma adesso la palla di Jannik viaggia che è un piacere, e Nole si trova spesso in difficoltà, c’è equilibrio, e per come era iniziata va già benissimo così. La gente si alza in piedi gridando per un rovescio diagonale di violenza spaventosa che porta Sinner a un’altra palla break, ma Djokovic è bravo a cancellarla col dritto, per poi salire 5-4. Senza corrrere rischi l’italiano tiene la battuta, e poi sale 15-40, altre due opportunità per lui: uno splendido dritto incrociato fa letteralmente venire giù lo stadio, ma soprattutto manda Jannik a servire per il set. per la prima volta con qualcosa da perdere, Sinner sembra esitare, commette un doppio fallo, la prima latita, ma non trema spingendo le seconde palle, e si procura un set point. Bravo e fortunato Nole a salvarsi col rovescio esterno che sfiora il nastro, ma poi una sontuosa smorzata di Jannik, e una battuta vincente, decretano il 7-5 per l’azzurro. Che set ragazzi, intensità altissima, spettatori entusiasti, tutto davvero bello.

Il livello non scende a inizio secondo set, ora se le stanno suonando di santa ragione, e da fondocampo è spesso Sinner a comandare. Il gran tennis di Jannik appare sempre più incisivo, e arriva un altro break nel terzo gioco, confermato per il 3-1. In tribuna stampa ci si stropiccia gli occhi, il parziale ora è di 9 giochi a 2 per l’italiano dopo il 4-1 iniziale (ripensandoci, quanto è stato fondamentale in quel game il servizio che ha cancellato una palla del 5-1 Djokovic). Che non siamo davanti a una gran versione di Nole è chiaro, ma Sinner è bravissimo a tenerlo costantemente sotto pressione. Sul 4-2 per l’azzurro, Djokovic si salva momentaneamente dal doppio break (con un nastro assassino in suo favore), ma poi un doppio fallo e una risposta di Jannik che pizzica la riga lo mandano sotto 5-2, roba da non credere. Poco dopo l’ora e mezza di gioco, la battuta vincente di Sinner decreta il 6-2, due set a zero in suo favore, speriamo davvero che l’inerzia della vicenda non cambi. C’è la consueta pausa che consente ai tennisti di andare in bagno.

Nel secondo game del terzo set Jannik, che sembra stia un attimo tirando il fiato, annulla bene una palla break (Nole non ne aveva più avute dopo la metà del primo parziale), ma poco dopo si trova sotto 0-40, e stavolta cede, 3-1 Djokovic. Ci sta un calo dopo due set giocati in modo straordinario, così come ci sta la reazione del campione, che allunga 4-1. Sinner non cede, tiene la battuta, e riprova la rimonta come all’inizio. Uno splendido pallonetto vincente fa ben sperare, ma servendo e passando bene Nole si porta 5-2. Come temevo, l’inerzia è cambiata, spingendo alla grande il serbo va 15-40, sono due set point. Jannik li annulla con coraggio, servendo potente e solido accorcia 5-3, ma la conclusione del parziale è solo rimandata, Djokovic non esita ed è 6-3, si va al quarto.

Il passaggio a vuoto di Sinner purtroppo continua, il fatto che Nole sembri piuttosto rinfrancato e più sicuro di sè chiaramente non aiuta, e il primo game del quarto set vede subito un break subìto dall’italiano. E’ davvero un momentaccio adesso, a Jannik volano via dritti lunghi anche di metri, sbaglia tocchi banali, lascia palle dentro di spanne, è come se stesse pagando lo sforzo più mentale che fisico profuso nella prima parte della partita. Quando nel terzo gioco arriva il secondo break per Djokovic, si inizia a fare il conto alla rovescia per il quinto set. Sinner, ammirevole, giustamente non molla, tiene due turni di battuta, si procura una palla break sotto 2-5, e capitola solo al terzo set point. Nell’ultimo game, un attimo di paura per l’azzurro quando si impunta la caviglia sinistra in un recupero in avanti, bello e sportivo il gesto di Nole che si precipita ad assicurarsi che vada tutto bene, per fortuna nulla di grave. Inizia il quinto, siamo a tre ore di gioco, che gran battaglia comunque vada.

Jannik tiene con autorità il primo game al servizio, nel secondo concede buona una palla mal chiamata fuori a Djokovic risparmiandogli un “challenge”, dal punto di vista del fair play l’atmosfera in campo è esemplare. Devo onestamente rilevare che in questa edizione di Wimbledon i giudici di linea non stanno facendo proprio una gran figura. Sull’1-1, alla fine di uno scambio durissimo, Sinner fallisce una smorzata, ed è ancora break per Nole, che sale 2-1, e senza problemi allunga 3-1. Pochi minuti dopo, il Djoker (è proprio il caso di definirlo così) spara un passante incrociato di rovescio in corsa irreale, brekka per la seconda volta, e va a servire per il match sul 5-2. Ormai qui sul campo centrale lo sappiamo in 15.000 come andrà a finire, e quando il cronometro segna 3 ore e 35, la battuta vincente di Nole gli consegna la semifinale. Pochi rimpianti per Jannik, che ce l’ha messa tutta, forse all’inizio del terzo avrebbe dovuto fare di più per impedire al serbo di ringalluzzirsi, ma è facile dirlo dalla tribuna. L’intramontabile Djokovic attende il vincitore della sfida fra Goffin e Norrie.

Molto soddisfatto Nole nell’intervista post.match: “Possiamo parlare solo degli ultimi tre set, e non dei primi due? (risate) Sono sicuro che ci saranno tante possibilità per Jannik in futuro, gli auguro solo tanta fortuna. Sì, sono state due partite differenti, all’inizio lui è stato migliore, poi io sono uscito, mi sono parlato da solo allo specchio – è vero, l’ho fatto! – e insomma, quando vieni messo sotto, è necessario riordinare le idee. Sono stato fortunato a brekkarlo subito a inizio terzo, ho notato qualche crepa nel suo gioco, e sì, il toilet break è stato il momento di svolta. Ho giocato per 20 anni ormai, ma lo stesso mi capitano momenti di dubbio interiore come a tutti, è quella la sfida maggiore, e l’esperienza, gestire le pause, come ho detto sfruttare le pause bagno, credo che sia per quello che sono riuscito diverse volte in carriera a ribaltare partite in cui ero sotto. Questo campo mi ha ispirato a prendere in mano la racchetta quando avevo 5 anni, e spero che mi possa motivare a continuare

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