Ranking WTA: Sabalenka non vince ma torna in top5. Paolini perde 10 posti

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Ranking WTA: Sabalenka non vince ma torna in top5. Paolini perde 10 posti

La bielorussa non porta a casa il titolo di Nottingham ma le basta per superare Maria Sakkari. Aspettando Wimbledon. Battuta d’arresto per Jasmine, in finale al WTA 125K di Bol nel 2021

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Aryna Sabalenka - WTA Stoccarda 2022 (foto via Twitter @wta)
 

È iniziata la breve stagione su erba, che si concluderà tra un mese con un’edizione molto controversa dei Championships. I primi due tornei, il Libema Open di s’Hertogenbosch e il Rothesay Open Nottingham, hanno riservato due vincitrici a sorpresa, Ekaterina Alexandrova e Beatriz Haddad Maia, che hanno avuto ragione delle due più quotate Aryna Sabalenka e Alison Riske. La bielorussa, con la finale in Olanda, rientra temporaneamente in top5 e mette in cascina 180 punti che le serviranno per tamponare parzialmente i 780 della semifinale a Wimbledon di un anno fa, che, per le ragioni che ormai tutti conosciamo, non potranno essere difesi in questa edizione del terzo slam stagionale. La scorsa settimana si è giocato, però, anche un torneo WTA 125K su terra. Si tratta del BBVA Open Internacional de Valencia, che ha visto trionfare, in una finale tutta cinese, Qinwen Zheng su Xiyu Wang. Ci ricordiamo della diciannovenne Zheng per essere stata l’unica capace di strappare un set a Swiatek al Roland Garros. Il titolo in terra spagnola consente di nuovo a Qinwen di migliorare significativamente la sua posizione in classifica e di entrare per la prima volta nella top50. E le italiane? Questa settimana Camila Giorgi era impegnata a Nottingham e sappiamo tutti com’è andata. La sua classifica non cambia rispetto a quella di una settimana fa, tuttavia, per le altre azzurre, la situazione è ben diversa. Andiamo a vedere i principali movimenti nel ranking di oggi, 13 giugno 2022.

LA CLASSIFICA WTA DI TENNIS AGGIORNATA

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Iga Swiatek178631
20Anett Kontaveit214511
30Paula Badosa254245
40Ons Jabeur204150
5+1Aryna Sabalenka214145
6-1Maria Sakkari194075
70Karolina Pliskova173678
80Jessica Pegula193255
90Danielle Collins193255
100Garbiñe Muguruza193060
110Emma Raducanu242975
120Daria Kasatkina212765
130Coco Gauff172756
140Barbora Krejcikova172642
150Leylah Fernandez232605
160Jelena Ostapenko192596
170Belinda Bencic202585
180Angelique Kerber162474
190Victoria Azarenka172330
200Simona Halep172196
210Elena Rybakina242120
220Jil Teichmann222023
230Madison Keys192009
240Veronika Kudermetova232000
250Amanda Anisimova191840
260Camila Giorgi211782
27+3Ekaterina Alexandrova221751
28-1Martina Trevisan351744
29-1Liudmila Samsonova251650
30-1Elise Mertens221615
310Petra Kvitova201435
32+16Beatriz Haddad Maia361425
33-1Yulia Putintseva221420
34-1Alizé Cornet231386
35+5Alison Riske231381
36-2Sorana Cirstea241350
37-2Anhelina Kalinina341347
38-2Aliaksandra Sasnovich221341
39+3Shelby Rogers261334
40-3Elina Svitolina191324
41-3Kaia Kanepi211297
42-3Sara Sorribes Tormo221276
430Naomi Osaka111235
440Irina-Camelia Begu221234
450Ajla Tomljanovic241221
46+8Qinwen Zheng321219
47-1Alison Van Uytvanck261205
48-1Sloane Stephens161190
490Marketa Vondrousova201181
500Mayar Sherif411175

Questa è la classifica delle prime cinquanta. Ricordiamo che oggi uscivano, tra gli altri, i punti del Viking Open Nottingham 2021. Possiamo notare che:

 
  • l’unico movimento in top10, come anticipavamo, riguarda Aryna Sabalenka che scavalca Maria Sakkari (-1, n.6) e ritorna al n.5. I prossimi punti in scadenza saranno per lei i 100 del Viking International Eastbourne e i 780 di Wimbledon. Senza di questi, ad oggi, riuscirebbe a restare in top10. In quale posizione sarà da vedere anche in virtù dei risultati delle altre top players.
  • In top20, invece, non registriamo alcun movimento, considerato che tutte (tranne Raducanu) avevano punti in scadenza. Solo Emma Raducanu e Belinda Bencic erano impegnate nei tornei di Nottingham e s’Hertogenbosch. L’inglese ha perso ai primi turni, come spesso ormai le accade, l’elvetica si è spinta fino ai quarti. In entrambi i casi i punti guadagnati non sono stati sufficienti per smuovere la loro classifica.
  • Per quanto riguarda le posizioni dal n.21 al n.50, Ekaterina Alexandrova (+3, n.27) si intromette tra Camila Giorgi (n.26) e Martina Trevisan (-1, n.28), Beatriz Haddad Maia (+16, n.32) segna un nuovo personale best ranking, Alison Riske guadagna 5 posizioni e si porta al n.35, Qinwen Zheng se ne mette alle spalle 8 e sale per la prima volta al n.46.
  • Infine, andiamo a dare un’occhiata alle posizioni al di fuori della top50. Guadagnano 4 posizioni le due semifinaliste a Nottingham, Viktorjia Golubic (n.51) e Tereza Martincova (n.56). Cinque posti in più anche per Anna Kalinskaya (n.81) e ben 11 per la ventunenne cinese Xiyu Wang (n.100), che centra la top100.

LE ATLETE CHE PERDONO MAGGIORMENTE TERRENO

Perdono quota un’altra cinese, Shuai Zhang (-13, n.54), finalista a Nottingham nel 2021, e purtroppo anche la nostra Jasmine Paolini (-10, n. 72), all’atto finale del Makarska Open 125 di Bol un anno fa, conquistato da Arantxa Rus (-9, n.86). Esce dalla top100 Lauren Davis (-15, n.108), a cui scadevano 110 punti della semifinale di Nottingham persa contro Zhang.

LA CLASSIFICA WTA DELLE TENNISTE ITALIANE

Camila Giorgi conserva la leadership e si conferma anche questa settimana n.1 d’Italia. Martina Trevisan retrocede di una posizione in classifica generale ma è saldamente la seconda italiana col miglior ranking. Jasmine Paolini cede la terza posizione a Lucia Bronzetti (+1, n.71). Settimana da dimenticare per Sara Errani (-32, n.213), che esce dalle prime 200, e per Federica Di Sarra (-25, n.239). In progresso Camilla Rosatello (+47, n.283), battuta in finale da Kiki Mladenovic all’ITF di Caserta, e Lisa Pigato (+19, n.382).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
260Camila Giorgi211782
28-1Martina Trevisan351744
71+1Lucia Bronzetti41885
72-10Jasmine Paolini28884
1170Elisabetta Cocciaretto21557
190+3Lucrezia Stefanini45360
213-32Sara Errani28324
239-25Federica Di Sarra30292
254-1Cristiana Ferrando30269
276+3Giulia Gatto-Monticone29247
283+47Camilla Rosatello33235
3160Martina Di Giuseppe42205
382-19Lisa Pigato31146
392+1Anna Turati26141
3980Bianca Turati27137
408-6Stefania Rachel Rubini27130
418+4Martina Caregaro22125
422+3Deborah Chiesa23124
424-9Jessica Pieri26122
439-3Angelica Moratelli33118

NEXT-GEN RANKING: LE GIOVANI TENNISTE IN ASCESA

L’unica novità nel Next Gen ranking, la classifica delle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2002, è il sorpasso di Qinwen Zheng ai danni di Clara Tauson. La cinese sale al n.4.

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Emma Raducanu200211
20Cori Gauff200413
30Leylah Fernandez200215
4+1Qinwen Zheng200246
5-1Clara Tauson200253
60Marta Kostyuk200278
70Diane Parry200282
80Daria Snigur2002132
90Elina Avanesyan2002133
100Linda Noskova2004139

LA RACE

A metà della stagione, la RACE comincia ad essere uno specchio fedele dei reali valori tra le atlete. Comanda, com’è giusto che sia, Iga Swiatek, seguita da Ons Jabeur (n.2), Jessica Pegula (n.3) e Cori Gauff (n.4). In top ten anche Daria Kasatkina (n.7) e Veronika Kudemertova (+1, n.9). L’attuale n.2 della classifica generale, Anett Kontaveit, scivola di 2 posti fino al n.13. Entra in top20 Ekaterina Alexandrova (+6, n.16), che prende il posto di Leylah Fernandez (-1, n.21). In top20, e precisamente al n.18, c’è anche Martina Trevisan. Fuori dalle venti, segnaliamo Beatriz Haddad Maia (+24, n.31) e Alison Riske (+11, n.32). Chi manca all’appello delle migliori? Barbora Krejcikova (n.25), Victoria Azarenka (n.26), Angelique Kerber (n.44), Garbine Muguruza (n.47), Emma Raducanu (n.60) e Karolina Pliskova (n.77). La nostra Camila Giorgi? Sale al n.65, guadagnando 3 posti in più rispetto a settimana scorsa, ma resta alle spalle di Trevisan e di un’ottima Bronzetti (n.54).

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Iga Swiatek107290
20Ons Jabeur112520
30Jessica Pegula112232
40Coco Gauff112077
50Paula Badosa122007
60Maria Sakkari111996
70Daria Kasatkina111911
80Danielle Collins71756
9+1Veronika Kudermetova121683
10-1Madison Keys111623
11+4Aryna Sabalenka131537
12+1Belinda Bencic111511
13-2Anett Kontaveit91496
14-2Amanda Anisimova101456
15-1Simona Halep91441
16+6Ekaterina Alexandrova121261
17-1Jelena Ostapenko101237
18-1Martina Trevisan101226
19-1Elena Rybakina131207
20-1Jil Teichmann111165

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Miss Wightie, una vita all’attacco: la prima tennista che conquistò la rete

Dall’assolata California fino a Boston, ecco la storia di Hazel Hotchkiss Wightman, gran signora, campionessa e innamorata del gioco fino alla fine. Senza non avremmo avuto Bilie Jean King e Martina Navratilova

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Hazel Hotchkiss Wightman

Quando è troppo è troppo.

Dopo che avrete letto quel che mi è capitato l’anno scorso mentre mi trovavo negli Stati Uniti credo concorderete con me che sia giunto il momento di affiancare al tennis qualche altra passione.

Partiamo dal principio.

 

C’è una località a circa sei miglia da Boston in cui fra fine estate e l’autunno dolci alture e fitti boschi stingono dal verde a mille tonalità di ruggine e giallo.

Si chiama Chestnut Hill, la collina dei castagni. Qui dal 1850 in poi grandi lotti di terreno vennero venduti tutti in una volta alle più facoltose famiglie del circondario ed esse provvidero a costruirvi grandi magioni di campagna. L’adozione degli stili più in voga al tempo come lo Shingle di pietra e ciottoli e il Neocoloniale con i suoi ampi portici donò all’insediamento un’armonia estetica e naturale che dura ancora oggi.

I lunghi viali alberati costeggiati da siepi rigogliose e prati lasciano intravvedere solo scorci di quelle storiche e imponenti abitazioni. In questi luoghi sospesi a metà fra i quadri di Thomas McKnight e la foresta di Sherwood prese sede nel 1922 il Longwood Cricket Club. Fondato 45 anni prima in contemporanea con l’edizione inaugurale di Wimbledon, negli Stati Uniti è uno dei templi del tennis. I suoi campi affiancati di verde prato videro i pionieri del gioco importato da Mary Outerbridge, la prima Davis nel 1900 e tre anni dopo i fratelli Doherty giocarne i singolari decisivi a pochi metri di distanza l’uno dall’altro contro Larned e Wrenn. Fra le sue mura si respira storia, chiudendo gli occhi si può ancora avvertire il sommesso fruscio di flanelle e l’aroma di tè e tabacco, mentre attutito giunge il suono di una pallina che colpisce corde rigorosamente in budello.

Wham, Bang,

I colpi che sento però non provengono dall’avito luogo.

Esco in Hammond Street e lasciandomi alle spalle le persiane verdi dell’elegante club house color avorio ecco che questi si fanno più forti.

Wham, Bang,

Wham, Bang,

Dopo qualche centinaio di metri, a un paio di profondi lob di distanza, attraversato un ponte di vecchio metallo rivettato e ingentilito da siepi, si incrocia Suffolk Road.

Ora il ritmo è martellante e regolare, come quello di un grande cuore che batte.

Wham, Bang,

Wham, Bang,

Wham, Bang.

Il rumore proviene da un enorme garage doppio di solide mura, con il tetto appuntito decorato da tegole di pietra marrone, che sta accanto a una grande villa gialla.

Mi azzardo ad entrare.

Per continuare clicca qui…

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L’ultimo scambio del coach dei coach: addio a Nick Bollettieri

A 91 anni, ci lascia il più grande coach della storia del tennis. La sua Tennis Academy, fondata nel 1978, ha cambiato per sempre il modo di approcciare al tennis professionistico

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Si è spento a 91 anni Nicholas James Bollettieri, meglio noto come Nick. Figlio di immigrati italo-americani, è stato il coach che più di tutti ha saputo cambiare l’approccio dei giocatori al tennis professionistico. Una vita dedicata a giovani tennisti talentuosi, che lo ha visto trascurare la propria vita privata, in cui si contano ben 8 mogli diverse e 7 figli, per dedicarsi al mestiere di “allenatore di tennis”, sebbene non abbia mai giocato un torneo in tutta la sua vita.

Laureato in filosofia, inizia la sua avventura nel mondo del tennis nei primi anni Settanta, diventando il direttore delle attività agonistiche al Dorado Beach Hotel a Porto Rico, di proprietà dei Rockefeller. Nel 1978 apre la sua Tennis Academy a Bradenton, in Florida – ora di proprietà della IMG. La vera rivoluzione introdotta da Bollettieri è stata quella di trasformare l’accademia in un luogo simile a college americano: i suoi allievi erano invitati a vivere all’interno dell’impianto, dove erano a loro disposizione campi da gioco aperti a tutti le ore, affiancati dall’offerta di numerosi corsi di studio compatibili con gli allenamenti. Secondo Nick, l’amore e la passione per il gioco erano l’elemento cardine per ambire alle vette della classifica mondiale. La sua lungimiranza gli ha permesso di capire, prima degli altri, la direzione futura del tennis: si può lecitamente considerare l’ideatore del power tennis, basato sulla potenza e la forza degli scambi da fondo campo. Forse, in fondo, più che capire in che direzione stava andando il tennis, è lui stesso ad averne indicato la strada.

Ben 12 dei suoi allievi hanno raggiunto la vetta delle classifiche ATP e WTA: Andre Agassi, Jim Courier, Marcelo Rios, Pete Sampras, Jennifer Capriati, Jelena Jankovic, Martina Hingis, Monica Seles, Maria Sharapova e le sorelle Williams.

 

È l’uomo che impose ad Andre Agassi il rovescio a due mani perché, secondo lui, era il colpo migliore per vincere i grandi tornei: in un tennis sempre più rapido, il rovescio a una mano sarebbe diventato un problema. Lo stesso Agassi, nella sua biografia Open, ha parlato molto degli allenamenti alla Bollettieri Academy, criticando aspramente i metodi utilizzati, a suo dire, troppo duri. Anche oggi, chi sceglie di varcare la soglia dell’Accademia deve accettare rigide regole che coinvolgono tutti gli aspetti della vita: dall’alimentazione allo studio, dalla fatica fisica alla preparazione mentale.

Bollettieri è stato anche il primo ad applicare il concetto di mental coaching e a dare risalto all’aspetto mentale dei giocatori. A Milano, nel 2015, in occasione della presentazione della sua ultima fatica editoriale, Bollettieri su Sharapova e Seles aveva detto Nessuna delle due era un’atleta, ma erano entrambe forti mentalmente”.

La sua formula per essere un ottimo coach Capire chi sono i tuoi allievi, anche le loro manie. Non si tratta di insegnare a colpire una palla, ma aiutare i giocatori 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, 365 giorni all’anno”.

Nick ci lascia con una grande eredità che, siamo certi, non sarà lasciata cadere nel vuoto. Dopo aver letto o ascoltato le sue parole, si rimane con la sensazione di aver assistito a una vera lezione di vita che si adatta bene a qualsiasi contesto dell’esistenza umana, non solo all’interno del rettangolo da gioco E come diceva lui stesso, “tutte le persone grandi nella vita devono fare errori, se non commetti errori non puoi diventare una grande persona”.

Buon viaggio Nick.

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Una contro tutte: Chris Evert ed Evonne Goolagong

Dal 1975, 28 giocatrici hanno occupato la prima posizione del ranking mondiale: ripercorriamo le loro storie. Le prime due furono Chris Evert ed Evonne Goolagong

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Dopo la rubrica UNO CONTRO TUTTI” dedicata ai numeri uno della storia ATP di Remo Borgatti, vi proponiamo anche la versione WTA a cura di Viola Tamani: UNA CONTRO TUTTE. Primo episodio dedicato alle carriere di Chris Evert ed Evonne Goolagong


Il tennis mi ha aiutato a darmi un’identità e mi ha reso qualcuno. Christine Marie Evert

Con due anni di ritardo rispetto ai colleghi uomini, dal 3 novembre 1975 anche il circuito femminile fu dotato di una classifica computerizzata che permise di definire l’accesso ai diversi tornei, fino ad allora a discrezione degli organizzatori. Il primo nome che uscì da questi complessi calcoli fu quello della statunitense Christine Marie Evert, a tutti nota come Chris. Nata nel 1954 a Fort Lauderdale, in Florida, iniziò a giocare a tennis nel campo comunale in terra rossa della sua città natale a soli 5 anni.

 

Il padre, Jimmy Evert, era un maestro di tennis e iniziò al tennis tutti e cinque i suoi figli – tutti vincitori dei National Juniors Championship -, forse ignaro di avere tra la progenie la futura stella del tennis americano.

Il primo grande exploit fu durante un piccolo torneo in North Carolina nel 1970. A soli 15 anni, Chris sconfisse l’allora numero uno Margaret Court in due tie-break. L’anno seguente, quando gli US Open si giocavano ancora sull’erba di Forest Hills, Evert infilò una serie di inaspettate vittorie che le consentirono di giocare la sua prima semifinale Slam, contro Billie Jean King. La stessa King ha detto di lei: “Chris non gioca game o set, ma solamente punti”.

Evert fu l’artefice di una piccola rivoluzione tennistica; fu la prima ad utilizzare il rovescio a due mani che, nella mente del padre-coach, avrebbe dovuto essere una soluzione temporanea: infatti Chris, alle prime armi con la racchetta, era troppo piccola e minuta per colpire con una sola mano. Crescendo, decise di non abbandonarlo e anzi, ne fece il suo marchio di fabbrica. Ad oggi, più dell’80% delle top 100 usa il rovescio bimane. Degli insegnamenti di suo padre, dirà lei stessa, ha osservato sempre tre fondamenti che la accompagnarono per tutta la carriera: porta la racchetta dietro, affiancati, fai sempre passo avanti quando colpisci.

Il dominio di Evert fu pressoché incontrastato fino al 1982. Dal 1975 al 1978 conservò la prima posizione del ranking, ceduta per sole due settimane nell’aprile del 1976 all’australiana Evonne Goolagong.

La carriera di Evert è costellata di record. Nel triennio 1975-1977 vinse le uniche tre edizioni degli US Open tenutesi sull’Har-Tru, la terra verde americana. Ed è proprio sulla superficie più lenta, la prima su cui iniziò a giocare da bambina, che Chris Evert ottenne i suoi migliori risultati. A soli 19 anni, vinse il primo dei sette Roland Garros, del quale detiene il record di vittorie.

L’altro record mai eguagliato è quello della sequenza di 125 vittorie consecutive ottenute sulla stessa superficie, la terra, per un totale di ben sei anni da imbattuta (1973-1979). Ha vinto almeno una prova dello Slam per tredici anni consecutivi dal 1974 al 1986. Ha vinto oltre il 90% delle gare disputate (1304 su 1448 incontri disputati) secondo i dati della WTA.

Raggiunge la finale del Master di fine anno per sei anni consecutivi dal 1972 al 1977, perdendo solo due volte dall’australiana Evonne Goolagong nel 1974 e nel 1976. Per 13 anni, dal 1974 al 1986 ha occupato la prima o la seconda posizione del ranking. Ma la carriera di un grande atleta non sta solo nei record.

Jimmy Connors e Chris Evert (Art Seitz)

Questi primi anni ’70 furono per Chris di grande ascesa mediatica: era la sportiva più riconosciuta al mondo e, oltre alle vittorie in campo, un fattore che influì sulla sua popolarità è la felice relazione con il connazionale Jimmy Connors. I due nell’estate del 1974 vincono i rispettivi titoli di singolare a Wimbledon, con il tennis americano al massimo della sua espressione. Sfortunatamente però questo matrimonio non s’ha da fare.

Dal 1979 la si trova in campo col nome di Chris Evert-Lloyd, dopo aver preso il cognome del marito, anche lui tennista. Inizia in questo torno di anni una delle rivalità più seguite e amate del pubblico nello sport. Con Martina Navratilova. Nessuna altra rivalità nella storia del tennis ha visto opporsi i due contendenti per così tanto: le due si affrontarono in 80 occasioni. Praticamente in tutte le fasi finali dei tornei! Si scontravano due tipologie di giocatrice opposte: da un lato Chris consistente e paziente, impeccabile e abile a gestire la pressione; dall’altro Martina emozionale, sentimentale, coinvolgente col pubblico. Anche a livello personale, la percezione mediatica delle due è opposta. Evert incarnava perfettamente la figura della “ragazza della porta accanto”, la figlia e la moglie che tutti desideravano. Navratilova era l’estroversa e la ribelle, anche a causa della sua scelta politica di prendere le distanze dal comunismo, e acquisire la nazionalità americana.

Tra la primavera del 1975 e la fine del 1977 Evert vinse 15 dei 17 match disputati contro la cecoslovacca naturalizzata statunitense; in generale dal 1973 al 1982 Evert ha avuto la meglio sull’avversaria ma nel biennio ‘83-‘84 ha subito ben 13 sconfitte consecutive.

Il coach del marito John, Denis Ralston, iniziò a seguire anche Chris. L’unico modo per arginare la potenza di Navratilova era ricorrere al serve-and-volley. La finale del Roland Garros 1985 è uno dei match più belli della storia del tennis femminile. In tre lottatissimi set, Evert batte 6-3 6-7 7-5 l’avversaria di sempre ed agguanta, per l’ultima volta nella sua carriera la prima posizione mondiale.

Fin da giovanissima, le viene attribuito il soprannome The Ice Maiden: imperturbabile nelle espressioni facciali, quasi priva di emozioni come il ghiaccio; mentre Maiden sta ad indicare l’innocenza di una giovane donna, ma in lingua scozzese, è anche una rudimentale ghigliottina. Le straordinarie capaci mentali di Evert furono chiare fin dal secondo turno dello US Open del 1971 quando vinse, salvando addirittura 6 match point, ribaltando un pesante 4-6 5-6 e 0-40 contro la connazionale Mary Ann Eisel.

La sconfitta certamente più dolorosa da numero 1 del mondo è stata la semifinale del Roland Garros del 1981 persa in due set da Hana Mandlikova, tennista di Praga ma naturalizzata australiana, che la sconfisse nuovamente nel 1985 allo US Open. Nella sua carriera, Evert ha giocato 34 finali Slam, perdendone 16 delle quali 7 solo a Wimbledon, lo Slam in cui ha raccolto meno vittorie (solo 3 affermazioni ai Championship). Come detto, il biennio ’83-’84 fu per Chris, il momento più difficile di tutta la carriera. Stabile al secondo posto del ranking, subì la superiorità di Martina Navratilova che le inflisse anche le due peggiori sconfitte nelle finali Slam: allo US Open ’83 e al Roland Garros ’84, Evert raccolse solo 4 game (6-1 6-3 6-3 6-1).

La dolcezza dei tratti, la bellezza femminile ed elegante di Chris erano in netto contrasto con l’aggressività e l’imperturbabilità del suo volto durante le partite. Uno spirito guerriero sorprendente se si considera che, alla stessa età, a 30 anni, quando Evert decide di passare alla grafite (la sua rivale Navratilova era passata alla nuova tecnologia l’anno prima), un’altra straordinaria atleta come Steffi Graff decideva di ritirarsi. La carriera di Evert si conclude ufficialmente nel 1989.

Nei primissimi anni della sua carriera da professionista, iniziata nel 1973, la sua più grande rivale fu l’australiana Evonne Goolagong. Nata da una famiglia aborigena, ha qualcosa in comune con l’ultima campionessa australiana, Ashleig Barty. Oltre a condividere un’ascendenza comune, entrambe da piccole si sono cimentate nel cricket. A soli 19 anni, nel 1971 vinse il torneo di Wimbledon, diventando la prima tennista aborigena a vincere uno Slam. È diventata mamma nel 1976 e due anni dopo ha vinto gli AUS Open: non accadeva dal 1914. La sua carriera terminò nel 1982. Fu la prima atleta di colore a vincere uno Slam e a diventare la numero 1 del mondo, segnando così i sogni e la carriera di tante giovani atlete dopo di lei.

Evonne Goolagong (foto via Twitter, @Wimbledon)

SCONFITTE DA NUMERO 1 SUBITE DA CHRIS EVERT

1976M. Navratilova – EVERT6-3 6-4Houston
1976D. Fromholtz – EVERT2-6 6-2 6-3Boston
1976E. Goolagong – EVERT6-3 7-6Philadelphia
1976E. Goolagong – EVERT6-3 5-7 6-3Los Angeles
1976V. Wade – EVERT6-2 6-2Londra
1977M. Navratilova – EVERT6-2 6-3Washington
1977V. Wade – EVERT6-3 6-4San Francisco
1977V. Wade – EVERT6-1 4-6 6-2Wimbledon
1978E. Goolagong – EVERT4-6 6-1 6-4Boston
1978M. Navratilova – EVERT6-4 4-6 9-7Eastbourne
1978M. Navratilova – EVERT2-6 6-4 7-5Wimbledon
1979G. Stevens – EVERT6-2 6-3Florida
1979M. Navratilova – EVERT6-4 6-4Dallas
1979S. Barker – EVERT6-3 6-1Boston
1979M. Navratilova – EVERT6-4 6-4Wimbledon
1980M. Navratilova – EVERT7-6 6-2Tokyo
1981H. Mandlikova – EVERT7-5 6-4Roland Garros
1981T. Austin – EVERT6-1 6-4Toronto
1981M. Navratilova – EVERT7-5 4-6 6-4US Open
1981M. Navratilova – EVERT6-3 6-2Tokyo
1981M. Navratilova – EVERT6-7 6-4 7-5AUS Open
1981T. Austin – EVERT6-1 6-2East Rutherford, NJ
1982A. Jaeger – EVERT7-6 6-4California
1982A. Jaeger – EVERT6-1 1-6 6-2Hilton Head
1982A. Jaeger – EVERT6-3 6-1Roland Garros
1982M. Navratilova – EVERT6-1 3-6 6-2Wimbledon
1985M. Navratilova – EVERT4-6 6-3 6-2Wimbledon
1985H. Mandlikova – EVERT4-6 6-2 6-3US Open

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