Ranking WTA: Sabalenka non vince ma torna in top5. Paolini perde 10 posti

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Ranking WTA: Sabalenka non vince ma torna in top5. Paolini perde 10 posti

La bielorussa non porta a casa il titolo di Nottingham ma le basta per superare Maria Sakkari. Aspettando Wimbledon. Battuta d’arresto per Jasmine, in finale al WTA 125K di Bol nel 2021

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Aryna Sabalenka - WTA Stoccarda 2022 (foto via Twitter @wta)
 
 

È iniziata la breve stagione su erba, che si concluderà tra un mese con un’edizione molto controversa dei Championships. I primi due tornei, il Libema Open di s’Hertogenbosch e il Rothesay Open Nottingham, hanno riservato due vincitrici a sorpresa, Ekaterina Alexandrova e Beatriz Haddad Maia, che hanno avuto ragione delle due più quotate Aryna Sabalenka e Alison Riske. La bielorussa, con la finale in Olanda, rientra temporaneamente in top5 e mette in cascina 180 punti che le serviranno per tamponare parzialmente i 780 della semifinale a Wimbledon di un anno fa, che, per le ragioni che ormai tutti conosciamo, non potranno essere difesi in questa edizione del terzo slam stagionale. La scorsa settimana si è giocato, però, anche un torneo WTA 125K su terra. Si tratta del BBVA Open Internacional de Valencia, che ha visto trionfare, in una finale tutta cinese, Qinwen Zheng su Xiyu Wang. Ci ricordiamo della diciannovenne Zheng per essere stata l’unica capace di strappare un set a Swiatek al Roland Garros. Il titolo in terra spagnola consente di nuovo a Qinwen di migliorare significativamente la sua posizione in classifica e di entrare per la prima volta nella top50. E le italiane? Questa settimana Camila Giorgi era impegnata a Nottingham e sappiamo tutti com’è andata. La sua classifica non cambia rispetto a quella di una settimana fa, tuttavia, per le altre azzurre, la situazione è ben diversa. Andiamo a vedere i principali movimenti nel ranking di oggi, 13 giugno 2022.

LA CLASSIFICA WTA DI TENNIS AGGIORNATA

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Iga Swiatek178631
20Anett Kontaveit214511
30Paula Badosa254245
40Ons Jabeur204150
5+1Aryna Sabalenka214145
6-1Maria Sakkari194075
70Karolina Pliskova173678
80Jessica Pegula193255
90Danielle Collins193255
100Garbiñe Muguruza193060
110Emma Raducanu242975
120Daria Kasatkina212765
130Coco Gauff172756
140Barbora Krejcikova172642
150Leylah Fernandez232605
160Jelena Ostapenko192596
170Belinda Bencic202585
180Angelique Kerber162474
190Victoria Azarenka172330
200Simona Halep172196
210Elena Rybakina242120
220Jil Teichmann222023
230Madison Keys192009
240Veronika Kudermetova232000
250Amanda Anisimova191840
260Camila Giorgi211782
27+3Ekaterina Alexandrova221751
28-1Martina Trevisan351744
29-1Liudmila Samsonova251650
30-1Elise Mertens221615
310Petra Kvitova201435
32+16Beatriz Haddad Maia361425
33-1Yulia Putintseva221420
34-1Alizé Cornet231386
35+5Alison Riske231381
36-2Sorana Cirstea241350
37-2Anhelina Kalinina341347
38-2Aliaksandra Sasnovich221341
39+3Shelby Rogers261334
40-3Elina Svitolina191324
41-3Kaia Kanepi211297
42-3Sara Sorribes Tormo221276
430Naomi Osaka111235
440Irina-Camelia Begu221234
450Ajla Tomljanovic241221
46+8Qinwen Zheng321219
47-1Alison Van Uytvanck261205
48-1Sloane Stephens161190
490Marketa Vondrousova201181
500Mayar Sherif411175

Questa è la classifica delle prime cinquanta. Ricordiamo che oggi uscivano, tra gli altri, i punti del Viking Open Nottingham 2021. Possiamo notare che:

 
  • l’unico movimento in top10, come anticipavamo, riguarda Aryna Sabalenka che scavalca Maria Sakkari (-1, n.6) e ritorna al n.5. I prossimi punti in scadenza saranno per lei i 100 del Viking International Eastbourne e i 780 di Wimbledon. Senza di questi, ad oggi, riuscirebbe a restare in top10. In quale posizione sarà da vedere anche in virtù dei risultati delle altre top players.
  • In top20, invece, non registriamo alcun movimento, considerato che tutte (tranne Raducanu) avevano punti in scadenza. Solo Emma Raducanu e Belinda Bencic erano impegnate nei tornei di Nottingham e s’Hertogenbosch. L’inglese ha perso ai primi turni, come spesso ormai le accade, l’elvetica si è spinta fino ai quarti. In entrambi i casi i punti guadagnati non sono stati sufficienti per smuovere la loro classifica.
  • Per quanto riguarda le posizioni dal n.21 al n.50, Ekaterina Alexandrova (+3, n.27) si intromette tra Camila Giorgi (n.26) e Martina Trevisan (-1, n.28), Beatriz Haddad Maia (+16, n.32) segna un nuovo personale best ranking, Alison Riske guadagna 5 posizioni e si porta al n.35, Qinwen Zheng se ne mette alle spalle 8 e sale per la prima volta al n.46.
  • Infine, andiamo a dare un’occhiata alle posizioni al di fuori della top50. Guadagnano 4 posizioni le due semifinaliste a Nottingham, Viktorjia Golubic (n.51) e Tereza Martincova (n.56). Cinque posti in più anche per Anna Kalinskaya (n.81) e ben 11 per la ventunenne cinese Xiyu Wang (n.100), che centra la top100.

LE ATLETE CHE PERDONO MAGGIORMENTE TERRENO

Perdono quota un’altra cinese, Shuai Zhang (-13, n.54), finalista a Nottingham nel 2021, e purtroppo anche la nostra Jasmine Paolini (-10, n. 72), all’atto finale del Makarska Open 125 di Bol un anno fa, conquistato da Arantxa Rus (-9, n.86). Esce dalla top100 Lauren Davis (-15, n.108), a cui scadevano 110 punti della semifinale di Nottingham persa contro Zhang.

LA CLASSIFICA WTA DELLE TENNISTE ITALIANE

Camila Giorgi conserva la leadership e si conferma anche questa settimana n.1 d’Italia. Martina Trevisan retrocede di una posizione in classifica generale ma è saldamente la seconda italiana col miglior ranking. Jasmine Paolini cede la terza posizione a Lucia Bronzetti (+1, n.71). Settimana da dimenticare per Sara Errani (-32, n.213), che esce dalle prime 200, e per Federica Di Sarra (-25, n.239). In progresso Camilla Rosatello (+47, n.283), battuta in finale da Kiki Mladenovic all’ITF di Caserta, e Lisa Pigato (+19, n.382).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
260Camila Giorgi211782
28-1Martina Trevisan351744
71+1Lucia Bronzetti41885
72-10Jasmine Paolini28884
1170Elisabetta Cocciaretto21557
190+3Lucrezia Stefanini45360
213-32Sara Errani28324
239-25Federica Di Sarra30292
254-1Cristiana Ferrando30269
276+3Giulia Gatto-Monticone29247
283+47Camilla Rosatello33235
3160Martina Di Giuseppe42205
382-19Lisa Pigato31146
392+1Anna Turati26141
3980Bianca Turati27137
408-6Stefania Rachel Rubini27130
418+4Martina Caregaro22125
422+3Deborah Chiesa23124
424-9Jessica Pieri26122
439-3Angelica Moratelli33118

NEXT-GEN RANKING: LE GIOVANI TENNISTE IN ASCESA

L’unica novità nel Next Gen ranking, la classifica delle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2002, è il sorpasso di Qinwen Zheng ai danni di Clara Tauson. La cinese sale al n.4.

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Emma Raducanu200211
20Cori Gauff200413
30Leylah Fernandez200215
4+1Qinwen Zheng200246
5-1Clara Tauson200253
60Marta Kostyuk200278
70Diane Parry200282
80Daria Snigur2002132
90Elina Avanesyan2002133
100Linda Noskova2004139

LA RACE

A metà della stagione, la RACE comincia ad essere uno specchio fedele dei reali valori tra le atlete. Comanda, com’è giusto che sia, Iga Swiatek, seguita da Ons Jabeur (n.2), Jessica Pegula (n.3) e Cori Gauff (n.4). In top ten anche Daria Kasatkina (n.7) e Veronika Kudemertova (+1, n.9). L’attuale n.2 della classifica generale, Anett Kontaveit, scivola di 2 posti fino al n.13. Entra in top20 Ekaterina Alexandrova (+6, n.16), che prende il posto di Leylah Fernandez (-1, n.21). In top20, e precisamente al n.18, c’è anche Martina Trevisan. Fuori dalle venti, segnaliamo Beatriz Haddad Maia (+24, n.31) e Alison Riske (+11, n.32). Chi manca all’appello delle migliori? Barbora Krejcikova (n.25), Victoria Azarenka (n.26), Angelique Kerber (n.44), Garbine Muguruza (n.47), Emma Raducanu (n.60) e Karolina Pliskova (n.77). La nostra Camila Giorgi? Sale al n.65, guadagnando 3 posti in più rispetto a settimana scorsa, ma resta alle spalle di Trevisan e di un’ottima Bronzetti (n.54).

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Iga Swiatek107290
20Ons Jabeur112520
30Jessica Pegula112232
40Coco Gauff112077
50Paula Badosa122007
60Maria Sakkari111996
70Daria Kasatkina111911
80Danielle Collins71756
9+1Veronika Kudermetova121683
10-1Madison Keys111623
11+4Aryna Sabalenka131537
12+1Belinda Bencic111511
13-2Anett Kontaveit91496
14-2Amanda Anisimova101456
15-1Simona Halep91441
16+6Ekaterina Alexandrova121261
17-1Jelena Ostapenko101237
18-1Martina Trevisan101226
19-1Elena Rybakina131207
20-1Jil Teichmann111165

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Wimbledon, preview quarti: Halep-Anisimova, Nadal-Fritz e Garin-Kyrgios

LONDRA – Due semifinali anticipate fra Simona e Amanda, e fra Rafa e Taylor. Più la curiosità per Nick contro Cristian, fisico dell’australiano permettendo

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(da Londra il nostro inviato)
Simona Halep – Amanda Anisimova
Dal punto di vista di Simona, una partita molto molto simile a quella vinta in modo nettissimo su Paula Badosa, che è una giocatrice di tipologia quasi sovrapponibile ad Amanda. Bei fisici, belle botte con tutti i fondamentali, tendenza a cercare le palle filanti e semipiatte. Purtroppo per loro, davanti a una maestra della corsa e del contrattacco come la Halep in forma vista qui a Wimbledon, o realizzano percentuali straordinarie, o non ne escono. Favorita Simona, quindi, a meno di una prestazione straordinaria di Anisimova.
Consigliata a chi apprezza le battaglie fra violenza e manovra.

Taylor Fritz – Rafael Nadal
Il match del giorno, perchè Taylor è arrivato ai quarti giocando bene, in crescendo, e mettendo in mostra un bell’adattamento all’erba. Mi perdoneranno gli avversari precedenti, a cominciare da Lorenzo Sonego, ma questo sarà il primo vero test per Rafa, e se lo supererà probabilmente la semifinale con chi vincerà tra Garin e Kyrgios sarà meno pericolosa, dati i problemucci fisici e di affaticamento accusati dal favorito di quella sfida Nick. Se poi dovesse uscirne Garin, insomma, immaginarlo battere Nadal sul centrale mi riesce difficile. Ma prima, per lo spagnolo ci sono da affrontare i gran servizi, i drittoni, i rovesci ficcanti e l’ottima fisicità di Fritz, che a Indian Wells l’ha battuto, anche se era stata una partita fra infortunati vinta dal meno malconcio.
Consigliata ai tifosi di Rafa, e pure a quelli di Djokovic che potranno monitorare lo spauracchio.

Cristian Garin – Nick Kyrgios
Il simpatico Cristian piace un po’ a tutti, è un ragazzone allegro e davvero forte (è stato nei primi 20, ora è 43 ATP), ma decisamente quello che gli sta succedendo quest’anno a Wimbledon ha del miracoloso, considerato che è un picchiatore da terra e cemento prestato ai prati con diverse perplessità tecniche. Qualche giorno fa ha dichiarato: “quando ho visto che avrei dovuto giocare contro Berrettini ero furibondo. Lui e Djokovic per me erano i più forti del torneo, mi sembrava una vera sfortuna avere Matteo al primo turno“. Sono d’accordo con lui, i rimpianti per Matteo vengono fuori ogni volta che scrivo il suo nome. Dovrebbe bastare una versione di Nick appena sufficiente per far valere la differenza di talento e propensione all’erba, ma con l’australiano fare pronostici è semplicemente inutile. Speriamo che Kyrgios stia bene atleticamente, e che sia un confronto divertente.
Consigliata a tutti, come sempre quando scende in campo Nick.

 

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Wimbledon, Sinner: “Allenarsi con Djokovic ha vantaggi e svantaggi. Credo di poter essere orgoglioso di quello che ho fatto”

Jannik Sinner non aveva mai vinto un match sull’erba a livello ATP prima di questo torneo. Oggi è andato ad un solo set dalla vittoria contro Djokovic, ma non è bastato

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Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)
Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)

Jannik Sinner è andato ad un passo dalla gloria, ha cullato l’idea di poter eliminare Novak Djokovic (che non perde a Wimbledon dal 2017), ma si è dovuto arrendere al rientro in partita del serbo, che lentamente ha girato il match a suo favore. Una partita che certamente lascia qualche rimpianto visto come si era messa, ma dalla quale certamente l’azzurro saprà ricavare le cose positive. Che non sono assolutamente poche.

“È stato un match molto duro, ma lo sapevo già prima di scendere in campo. Stavo giocando bene, ma lui ha alzato il suo livello di gioco nel quarto set. Penso di aver giocato bene nel quinto, ho soltanto sbagliato alcuni colpi alla fine, ma penso di poter essere orgoglioso di quanto ho fatto. Comincia così la conferenza stampa di Sinner, che si dice poi “fiducioso per il futuro prossimo”.

D: Al termine del match Novak ha detto che era convinto di vincere la partita. A che punto del match invece tu hai pensato che l’incontro di stesse scivolando via?

 

Jannik Sinner: “È una partita al meglio dei cinque set. Quando sei in vantaggio di due set giochi ogni parziale nel miglior modo possibile. Nel terzo quando stavo servendo ed ero 0-15, ho mandato in rete un dritto semplice e sono andato sotto 0-30. Poi dopo lui ha giocato un buon punto e, invece di essere, 15-30 eravamo 0-40, poi ho subito il break. A quel punto lui ha iniziato a giocare meglio. Come ho detto, nel quinto set credo di aver giocato bene. Dovevo probabilmente fare qualcosa in più perché, alla fine, era lui a dettare gli scambi“.

D: Visto il modo in cui hai giocato a Wimbledon quest’anno e i diversi giocatori che hai battuto, pensi di poter tornare qui in futuro e fare nuovamente bene? E, chissà, magari un giorno vincere il torneo?

Jannik Sinner: Penso di aver giocato ogni partita meglio rispetto alla precedente, anche se gli avversari erano sempre diversi. Penso anche al futuro, tornare qui l’anno prossimo può aiutami molto. Ho imparato molte cose sull’erba e questo è stato il motivo per cui abbiamo scelto di giocare su questa superficie. Ho dimostrato di saper giocare un buon tennis, chissà che un giorno non riuscirò ad esprimermi ancora meglio. Cercherò di continuare a lavorare sodo, perché questa alla fine è la cosa più importante. Ora magari avremo qualche giorno libero, ma subito dopo torneremo a spingere di nuovo. Poi vediamo come andranno i prossimi mesi”.

D: Hai avuto la possibilità di allenarti spesso con Novak: in che modo ciò ti ha permesso di migliorare? E come ti ha aiutato oggi, in particolare, visto che nei primi due set colpivi veramente bene la palla?

Jannik Sinner: Credo che abbiamo uno stile di tennis simile, per certi versi. Mi piace sempre allenarmi con lui, ovviamente ti offre una buona palla da colpire. Penso di avercela anch’io, quindi riusciamo a mantenere un buon ritmo. In un certo senso può aiutarti, perché quando giochi contro sai che cosa aspettarti. Dall’altra parte, chiaramente si conoscono le debolezze reciproche. Dopo il primo turno ci siamo allenati insieme e, il giorno dopo, abbiamo vinto entrambi. È sempre una sensazione speciale poter soltanto allenarsi con lui. Poi il torneo è diverso, ci sono tante cose diverse, come la tensione e il pubblico, che è sempre speciale”.


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D: Quando Nick Kyrgios era qui l’altro giorno (in sala stampa, ndr), ha parlato di te e di come ti non abbia paura nonostante tu sia giovane. Ti ha paragonato a lui, quando a 19 anni ha battuto Nadal qui, rendendo evidente che lui e Djokovic non erano degli dei, potevi far loro del male. Come ti senti a scendere in campo contro Novak Djokovic a livello psicologico?

Jannik Sinner: “Sicuramente quando scendi in campo sai di essere sul Centre Court con molta gente che ti guarda. Questo è quanto di buono sai prima della partita. Quando affronti questo tipo di giocatori è un po’ diverso dal solito, ma mi piace sfidare me stesso: sono un ragazzo a cui piace la competizione. Questo è ovviamente anche il motivo per cui mi alleno, ossia per poter arrivare a giocare partite speciali e in turni importanti, come i quarti di finale di oggi. So di avere ancora molto da migliorare, ma credo di poter essere felice dopo questo Wimbledon. Dopo che Djokovic ha perso il secondo set ha dovuto alzare il suo livello, altrimenti probabilmente avrebbe perso. Ma so bene che lui è uno dei migliori giocatori di tutti i tempi.

D: Ci potresti parlare degli aspetti che secondo te sono andati bene e di quelli che sono andati male in questa partita e che lavoro si fa con il tuo team per trarre insegnamenti da questo match?

Jannik Sinner: “Oggi non era semplice, perché lui [questo] campo lo conosce bene. Tutti e due eravamo tesi, tutti e due sapevamo che era una partita molto importante, soprattutto lo era per me, per capire tante cose. Mi sentivo che oggi avrei fatto una bella partita, poi non è andata come volevo. Ci sono state alcune cose nel terzo set che hanno cambiato la situazione, lui mi ha messo in difficoltà, poi nel quinto set ho fatto quello che dovevo fare. Dovevo andare io a comandare, poi sbaglio ancora le volée, sbaglio ancora le smorzate, sbaglio ancora un po’ il modo di servire, ma il modo di affrontare la partita è giusto. E si sbaglierà ancora tanto nella vita, ma non dubito che quello che ho fatto oggi sia giusto, poi ci saranno tante cose da analizzare, stasera o domani, della partita, ma la cosa più importante è quella di continuare a lavorare.”

D: Novak ha detto che i suoi 20 anni di esperienza sul circuito lo aiutano a gestire il flusso di emozioni nella partita e che questo gli ha permesso di rovesciare partite che erano molto compromesse. Credi che questa potrebbe essere una tua area di miglioramento?

Jannik Sinner: “Lui in questa situazione ci è stato tante volte, ha tanti anni nel circuito, ha giocato tante partite importanti, e questo sicuramente aiuta. È una domanda difficile, non so come lui si senta in quelle situazioni. Però i migliori al mondo hanno modo di cambiare la partita molto velocemente, tante scelte diverse. Alla fine sto provando anch’io a fare la stessa cosa: questo è giocare a tennis, cambiare il momentum della partita.”

D: Si è avuta l’impressione che negli ultimi tre set ti abbia abbandonato un po’ il servizio, la tua percentuale di prima sia calata e Djokovic è riuscito a prendere lui il comando delle operazioni.

Jannik Sinner: “Ti porta anche lui a cambiare il servizio, non è che sparisce di colpo. C’era una parte del campo nella quale si giocava a favore di vento e una nella quale si giocava contro vento, e io facevo molta fatica a giocare contro vento. Poi lui entrava molto bene, tirando piatto e molto profondo, però parlando del servizio credo di essere migliorato molto, anche nelle partite scorse, quindi il lavoro fatto è quello giusto.”

D: Cosa ti sei detto quando hai visto sul tabellone 7-5, 6-2 contro Djokovic? E cosa ha fatto Djokovic dal terzo set in poi per cambiare la partita?

Jannik Sinner: “Alla seconda domanda non rispondo, perché magari giochiamo ancora un po’ di volte l’uno contro l’altro. Lui lo sa, ma non voglio che gli altri avversari lo sappiano. Per quel che riguarda il punteggio, non guardo tanto il punteggio, ma il livello di gioco, e il mio era molto alto. Ho servito bene, ho mosso la palla io, volevo continuare in quel modo, poi lui ti porta a giocare il match nel modo che piace a lui, è molto bravo a fare questo.
Credo di poter essere contento di quello che ho fatto oggi. A me non piace perdere, ma è successo, tuttavia ho fatto tante cose positive nell’ultima settimana e mezzo, cose che magari non mi aspettavo perché non mi sentivo bene su erba, e spero che tutto questo mi possa aiutare per il prossimo anno e per le prossime edizioni. C’è un po’ la delusione per la sconfitta, ma alla fine lui ha vinto sei volte qui, e c’è un motivo, e lui ha giocato molto bene perché l’ho portato a giocare bene.

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Wimbledon: Sinner gioca una gran partita, ma Djokovic rimonta due set e la spunta al quinto

LONDRA – Battaglia memorabile tra Jannik e Novak. L’azzurro va in vantaggio 2 set a zero, il serbo lo riprende e conquista la semifinale

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Pic credits Wimbledon Twitter

[1]N.Djokovic b. [10]J.Sinner 5-7 2-6 6-3 6-2 6-2 (da Londra, il nostro inviato)

Pubblico delle grandi occasioni, Kate Middleton e il principe William compresi, per l’incontro che apre il programma del campo centrale di Wimbledon, il primo quarto di finale della parte alta del tabellone. Di fronte il sei volte campione qui, e detentore del titolo, Novak Djokovic, e l’attuale numero uno italiano, Jannik Sinner. I consueti pronostici fatti al volo tra i presenti in tribuna stampa danno il serbo come vincitore quasi all’unanimità, la speranza è che sia almeno una partita lottata.

L’avvio sembra purtroppo dare ragione al pessimismo generalizzato, con sette punti a zero per Nole, che in due minuti scarsi si ritrova 1-0 e tre palle break, dire che Jannik è partito contratto è poco. Un paio di colpi vincenti dell’italiano finalmente arrivano, ma arriva anche un brutto errore di dritto che manda Djokovic in vantaggio 2-0. Dal vivo si vede bene la difficoltà, chiara conseguenza della tensione, che Sinner incontra nel far scorrere il braccio e nel muoversi con la necessaria reattività. Il 3-0 vede un parziale di 12 punti a 3 per Nole, uno di quei tre è un doppio fallo: difficile fare peggio, speriamo che le cose migliorino, alla fin fine è solo un break. Un paio di game regolari portano il punteggio sul 4-1, Jannik pare sbloccarsi, peccato l’handicap iniziale concesso in quel modo. Bravo Sinner ad annullare col servizio una palla del secondo break che sarebbe stata letale, e ad accorciare sul 4-2. Poco dopo, un’ovazione del centrale saluta le prime due palle break per l’italiano, che ora è ben salito di livello, e incassa volentieri il doppio fallo (secondo del game per Djokovic) che gli consegna il contro-break, per poi pareggiare 4-4.

Ci sono voluti 30 minuti, ma adesso la palla di Jannik viaggia che è un piacere, e Nole si trova spesso in difficoltà, c’è equilibrio, e per come era iniziata va già benissimo così. La gente si alza in piedi gridando per un rovescio diagonale di violenza spaventosa che porta Sinner a un’altra palla break, ma Djokovic è bravo a cancellarla col dritto, per poi salire 5-4. Senza corrrere rischi l’italiano tiene la battuta, e poi sale 15-40, altre due opportunità per lui: uno splendido dritto incrociato fa letteralmente venire giù lo stadio, ma soprattutto manda Jannik a servire per il set. per la prima volta con qualcosa da perdere, Sinner sembra esitare, commette un doppio fallo, la prima latita, ma non trema spingendo le seconde palle, e si procura un set point. Bravo e fortunato Nole a salvarsi col rovescio esterno che sfiora il nastro, ma poi una sontuosa smorzata di Jannik, e una battuta vincente, decretano il 7-5 per l’azzurro. Che set ragazzi, intensità altissima, spettatori entusiasti, tutto davvero bello.

Il livello non scende a inizio secondo set, ora se le stanno suonando di santa ragione, e da fondocampo è spesso Sinner a comandare. Il gran tennis di Jannik appare sempre più incisivo, e arriva un altro break nel terzo gioco, confermato per il 3-1. In tribuna stampa ci si stropiccia gli occhi, il parziale ora è di 9 giochi a 2 per l’italiano dopo il 4-1 iniziale (ripensandoci, quanto è stato fondamentale in quel game il servizio che ha cancellato una palla del 5-1 Djokovic). Che non siamo davanti a una gran versione di Nole è chiaro, ma Sinner è bravissimo a tenerlo costantemente sotto pressione. Sul 4-2 per l’azzurro, Djokovic si salva momentaneamente dal doppio break (con un nastro assassino in suo favore), ma poi un doppio fallo e una risposta di Jannik che pizzica la riga lo mandano sotto 5-2, roba da non credere. Poco dopo l’ora e mezza di gioco, la battuta vincente di Sinner decreta il 6-2, due set a zero in suo favore, speriamo davvero che l’inerzia della vicenda non cambi. C’è la consueta pausa che consente ai tennisti di andare in bagno.

Nel secondo game del terzo set Jannik, che sembra stia un attimo tirando il fiato, annulla bene una palla break (Nole non ne aveva più avute dopo la metà del primo parziale), ma poco dopo si trova sotto 0-40, e stavolta cede, 3-1 Djokovic. Ci sta un calo dopo due set giocati in modo straordinario, così come ci sta la reazione del campione, che allunga 4-1. Sinner non cede, tiene la battuta, e riprova la rimonta come all’inizio. Uno splendido pallonetto vincente fa ben sperare, ma servendo e passando bene Nole si porta 5-2. Come temevo, l’inerzia è cambiata, spingendo alla grande il serbo va 15-40, sono due set point. Jannik li annulla con coraggio, servendo potente e solido accorcia 5-3, ma la conclusione del parziale è solo rimandata, Djokovic non esita ed è 6-3, si va al quarto.

Il passaggio a vuoto di Sinner purtroppo continua, il fatto che Nole sembri piuttosto rinfrancato e più sicuro di sè chiaramente non aiuta, e il primo game del quarto set vede subito un break subìto dall’italiano. E’ davvero un momentaccio adesso, a Jannik volano via dritti lunghi anche di metri, sbaglia tocchi banali, lascia palle dentro di spanne, è come se stesse pagando lo sforzo più mentale che fisico profuso nella prima parte della partita. Quando nel terzo gioco arriva il secondo break per Djokovic, si inizia a fare il conto alla rovescia per il quinto set. Sinner, ammirevole, giustamente non molla, tiene due turni di battuta, si procura una palla break sotto 2-5, e capitola solo al terzo set point. Nell’ultimo game, un attimo di paura per l’azzurro quando si impunta la caviglia sinistra in un recupero in avanti, bello e sportivo il gesto di Nole che si precipita ad assicurarsi che vada tutto bene, per fortuna nulla di grave. Inizia il quinto, siamo a tre ore di gioco, che gran battaglia comunque vada.

Jannik tiene con autorità il primo game al servizio, nel secondo concede buona una palla mal chiamata fuori a Djokovic risparmiandogli un “challenge”, dal punto di vista del fair play l’atmosfera in campo è esemplare. Devo onestamente rilevare che in questa edizione di Wimbledon i giudici di linea non stanno facendo proprio una gran figura. Sull’1-1, alla fine di uno scambio durissimo, Sinner fallisce una smorzata, ed è ancora break per Nole, che sale 2-1, e senza problemi allunga 3-1. Pochi minuti dopo, il Djoker (è proprio il caso di definirlo così) spara un passante incrociato di rovescio in corsa irreale, brekka per la seconda volta, e va a servire per il match sul 5-2. Ormai qui sul campo centrale lo sappiamo in 15.000 come andrà a finire, e quando il cronometro segna 3 ore e 35, la battuta vincente di Nole gli consegna la semifinale. Pochi rimpianti per Jannik, che ce l’ha messa tutta, forse all’inizio del terzo avrebbe dovuto fare di più per impedire al serbo di ringalluzzirsi, ma è facile dirlo dalla tribuna. L’intramontabile Djokovic attende il vincitore della sfida fra Goffin e Norrie.

Molto soddisfatto Nole nell’intervista post.match: “Possiamo parlare solo degli ultimi tre set, e non dei primi due? (risate) Sono sicuro che ci saranno tante possibilità per Jannik in futuro, gli auguro solo tanta fortuna. Sì, sono state due partite differenti, all’inizio lui è stato migliore, poi io sono uscito, mi sono parlato da solo allo specchio – è vero, l’ho fatto! – e insomma, quando vieni messo sotto, è necessario riordinare le idee. Sono stato fortunato a brekkarlo subito a inizio terzo, ho notato qualche crepa nel suo gioco, e sì, il toilet break è stato il momento di svolta. Ho giocato per 20 anni ormai, ma lo stesso mi capitano momenti di dubbio interiore come a tutti, è quella la sfida maggiore, e l’esperienza, gestire le pause, come ho detto sfruttare le pause bagno, credo che sia per quello che sono riuscito diverse volte in carriera a ribaltare partite in cui ero sotto. Questo campo mi ha ispirato a prendere in mano la racchetta quando avevo 5 anni, e spero che mi possa motivare a continuare

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