ATP Montreal, verso il sorteggio del tabellone: Sinner e Berrettini teste di serie n. 7 e 11

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ATP Montreal, verso il sorteggio del tabellone: Sinner e Berrettini teste di serie n. 7 e 11

Assenti Nadal e Djokovic i primi due favoriti saranno Medvedev e Alcaraz. Occasione per gli italiani per scalare posizioni nella rincorsa alle finali di Torino

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Sinner 4R Wimbledon 2022
 
 

La stagione sul duro nordamericano entra nel vivo. Sabato con le qualificazioni prenderà il via il primo dei due tornei Masters 1000 back to back, che faranno da apripista al momento più atteso dell’estate americana, lo US Open.

Per il principio di alternanza tra Toronto e Montreal, l’edizione 2022 del National Bank Open presented by Rogers si svolgerà sui campi dello Stade IGA di Montreal. Toronto, che sarà la sede del torneo nel 2023, vedrà quest’anno impegnate le ragazze per un WTA1000. Il torneo di Montreal prenderà la luce tra poche ore: il sorteggio del tabellone principale andrà in scena nella giornata di oggi venerdì 5 agosto alle 16 locali (le 22 in Italia)

Nel giro di 48 ore la lista dei partecipanti ha visto due cancellazioni di tutto rispetto. Non saranno al via del torneo canadese né Novak Djokovic, impossibilitato ad entrare in territorio canadese viste le restrizioni in ingresso per i non vaccinati contro il COVID-19, né Rafael Nadal, che ha dato ascolto al suo corpo e rinunciato al torneo canadese per un piccolo fastidio. Come era già noto, out anche Alexander Zverev, alle prese con il suo infortunio alla caviglia rimediato al Roland Garros.

 

Non mancheranno tutta via i nomi di rilievo nella lista di coloro che saranno a Montreal. Sono infatti presenti 41 dei primi 44 giocatori del mondo. A guidare il tabellone sarà il numero 1 al mondo e campione in carica Daniil Medvedev, al momento impegnato in Messico in quel di Los Cabos.

Subito dietro il russo come numero 2 del seeding vi sarà lo spagnolo Carlos Alcaraz, fresco di best ranking al numero 4 nonostante la sconfitta subita in quel di Umago contro il nostro Jannik Sinner. Speranza dello spagnolo è quella che gli italiani non siano nella sua parte di tabellone visti i recenti risultati contro i tennisti azzurri. Testa di serie numero 3 il greco Tsitsipas, semifinalista lo scorso anno, mentre al numero 4 ci sarà il norvegese Casper Ruud.

Sinner guiderà la risicata pattuglia di tennisti italiani al via. Infatti, oltre al già citato tennista altoatesino, al via saranno presenti solo Matteo Berrettini e Fabio Fognini. Il tennista di Arma di Taggia tuttavia dovrà tentare di ottenere l’accesso al main draw attraverso il tabellone di qualificazione.

Sinner ha deciso di saltare il Citi Open, torneo vinto nel 2021, per preparare al meglio l’accoppiata Montreal-Cincinnati. L’altoatesino con i 500 punti di Washington in uscita abbandonerà momentaneamente la top 10 e nel torneo canadese cercherà miglior fortuna rispetto allo scorso anno, quando si arrese al qualificato australiano Duckworth. Sinner nel torneo canadese sarà testa di serie numero 7 e come tutte le sedici teste di serie usufruirà di un bye al primo turno. Le mine vaganti non mancheranno sin dai primi turni visto il possibile rodaggio necessario per il passaggio dal mattino tritato al duro americano.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Possibile avversario di Sinner agli ottavi potrebbe essere Matteo Berrettini, che in Canada sarà al via nelle vesti di testa di serie numero 11. Il tennista romano ritornerà a calcare i campi dalla sconfitta nella finale di  Gstaad contro Ruud. Anche Berrettini arriva in Canada senza il fardello dei punti da difendere vista l’assenza dello scorso anno.

Il torneo, per i due alfieri italiani, è inoltre un’occasione dorata per recuperare punti e posizioni nella Race. Al momento Berrettini è situato alla posizione numero 12 e Sinner subito dietro (con il rischio di essere superato da Norrie, semifinalista nel 250 messicano). La caccia al settimo posto, visto che l’ottavo sembra essere prenotato dal campione slam Djokovic, comincia proprio dall’appuntamento canadese.

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Darren Cahill : “Jannik può giocare qualsiasi tipo di tennis. Può vincere uno Slam”

Il supercoach di Jannik Sinner parla a Tennis Italiano: “Può farcela in uno Slam ora, a patto che continui a migliorare”

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Darren Cahill

Darren Cahill è stato un tennista di tutto rispetto, sia in singolare (n.22) che in doppio (n.10), ma se possibile da allenatore – consigliere tecnico che dir si voglia – ha fatto ancora meglio. Tra gli altri si è seduto, portandoli in alto, sulle panchine di Lleyton Hewitt (che definisce il più vicino a Sinner dei suoi assistiti), Andre Agassi, e Simona Halep, prima di approdare come supercoach al fianco di Simone Vagnozzi su quella di Jannik Sinner. E proprio dell’altoatesino, in un’intervista realizzata da Stefano Semeraro per la rivista “Il Tennis Italiano“, parla lungamente e con vista rosea sul futuro.

Ho accettato di allenare Jannik perché è un bravissimo ragazzo, oltre che un grande giocatore“, esordisce Cahill, “In Australia mi ha impressionato perché sorrideva sempre, era molto gentile e determinato. Non mi interessa il ranking, ma la persona e le potenzialità che vedo in lui“. Ma da ciò, subito si parte poi a parlare dei miglioramenti in campo di Jannik, e degli obiettivi per il prossimo futuro: “Negli ultimi 12-15 anni il tennis è stato dominato da quattro signori molto forti, e per gli altri è stata dura. Potevano andare un po’ avanti, ma poi c’erano Roger, Rafa, Nole e Andy, anche gli ottimi giocatori. Ora le cose stanno cambiando, ci sono giovani campioni che crescono, e Jannik è tra quelli che possono vincere negli Slam. E non intendo in futuro, ma proprio ora, a patto che poi continui a migliorarsi nei prossimi 10 anni“.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Jannik gioca molto bene sul duro“, prosegue il coach con sguardo alle prossime, intense settimane, “Ho visto i suoi match agli Australian Open, si muove bene sul cemento e il suo gioco è abbastanza potente per quel tipo di superficie, i campi degi US Open sono inoltre abbastanza veloci. Il suo servizio sta migliorando, come la transizione a rete e il gioco a volo, ha fatto importanti progressi negli ultimi due anni, con Riccardo e poi con Simone; è importante però che ragioni in prospettiva, che sappia che tipo di tennis vuole giocare nel giro di due anni e faccia di tutto per arrivarci“. E Sinner è migliorato decisamente anche sulla seconda di servizio, oltre che nel gioco a rete, per cui Cahill ha ricevuto i complimenti di Pat Cash: “Sia io che Simone ci stiamo lavorando, abbiamo le idee chiare ma Jannik deve esserne convinto. Sta dando il massimo, l’esercizio e la costanza rendono automatico ciò che non lo è. Pensiamo a Rafa, Novak o Andy: nessuno di loro all’età di Jannik andava volentieri a rete, hanno sviluppato il loro gioco nel corso degli anni. Ha inciso anche il secondo servizio, importantissimo, perché se riesci a renderlo vario ti aiuta anche con il primo, ti fa sentire più libero. Per me è più importante“.

 

Non dimentichiamo, inoltre, che Sinner senza mai aver vinto prima un match su erba, è stato due set in vantaggio contro Novak Djokovic, con Cahill al suo angolo: “Sull’erba più ci giochi e più ti trovi a tuo agio. I primi match sono stati incredibilmente importanti, ha imparato come muoversi, come stare nel punto. Sull’erba Jannik può diventare un giocatore molto pericoloso e lo ha dimostrato nella seconda settimana a Wimbledon. Deve essere solo orgoglioso di ciò che ha fatto“. Toccando l’argomento superfici, ormai sempre meno limitanti di quanto fossero un tempo, si parla anche della varietà gioco che possiede l’azzurro: “Per me è un tennista all around molto aggressivo da fondo che deve rifinire le sue qualità a rete. Non è il solo, altri possono fare il suo gioco, ma non si può vincere facendo un solo tipo di tennis, devi avere una varietà di opzioni, e Jannik può farlo“.

L’obiettivo ATP Final non può naturalmente essere taciuto: “Non ci siamo posti un traguardo preciso, un numero, un torneo. Jannik può vincere subito. ma è un processo che richiede tempo. Le ATP Finals sono importanti, un obiettivo per chiunque. Ci sono gli Slam e poi le Finals, giocarle è un grande onore; che siano a Torino è bellissimo, ma lo sarebbe ovunque“. In ultimo l’australiano parla anche del ruolo dell’allenatore, e di quanto sia cambiato: “Oggi è più facile allenare rispetto a 20 anni fa, perché non c’è un solo coach, ma i tennisti investono per avere più voci tecniche da ascoltare. Novak, Rafa, Roger e Andy hanno reso questo sport molto professionale. Sono scattati avanti, e gli altri hanno dovuto inseguirli e imparare da loro, capire perché erano così forte e dove migliorare“.

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Daniil Medvedev insultato dopo la sconfitta con Kyrgios. Troverà mai l’amore dei fan? [VIDEO]

Il n.1 al mondo non riceve un bel trattamento dopo la sconfitta all’esordio a Montreal

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Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Daniil Medvedev è un gran giocatore di tennis, il suo rovescio sfida le leggi della bellezza fisica, serve bene, è il primo giocatore al mondo, ma non manca (chiaramente) di difetti. Spesso si trova invischiato in fastidiose situazioni di amore/odio da parte del pubblico, il quale la maggior parte delle volte va contro il russo. Certamente Medvedev non sempre è un pezzo di pane, alle volte ha apertamente risposto alle provocazioni (fa scuola la lamentela nella conferenza di fine torneo all’ultimo Australian Open, considerando solo gli eventi più recenti). Eppure alcuni episodi non sono certo passabili di giustificazione, come appunto quello (di cui mettiamo il video in calce al testo) accaduto qualche giorno fa a Montreal.

Daniil, al rientro in una competizione importante dopo la pausa forzata da Wimbledon, carico del titolo di Los Cabos, ha appena perso all’esordio del Masters 1000 di Montreal, di cui era campione in carica, contro Nick Kyrgios, dopo aver anche vinto il primo set. Una brutta sconfitta certamente, doccia fredda per i suoi fan, ma l’episodio all’uscita dallo stadio non è per nulla ragionevole: mentre cammina, chiaramente anche scuro in volto, un tifoso gli urla “loser!” (“perdente” in inglese) più volte, costringendo il russo a fermarsi. Ma, stavolta, Medvedev dimostra grande maturità, e si limita a discutere con questo “simpatico” tifoso pacatamente, portando infine la mano alla tempia, come per invitarlo a ragionare. Che questo possa essere un piccolo passo, per il n.1 al mondo, verso una nuova vita dal punto di vista dell’amore dei tifosi?

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ATP Montreal, preview finale: Hurkacz, il servizio e il feeling con le finali. Ma a Carreno l’aria nordamericana fa bene

Il polacco, imbattuto nelle finali, non può prescindere dalla battuta, ma lo spagnolo si sente a casa sul cemento USA, a un passo dalla storia

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L’Open del Canada, negli anni, si è sempre mostrato un torneo foriero di sorprese fino all’atto conclusivo, di rivelazioni a due soli set dal titolo, e quest’anno, in effetti, non farà eccezione. Ma se, giusto una settimana fa, qualcuno avesse detto che la finale avrebbe visto incrociare le racchette di Hubert Hurkacz e Pablo Carreno Busta, difficilmente sarebbe stato preso seriamente in considerazione. Ma il polacco, n.8 del tabellone, e lo spagnolo giustiziere di italiani (eliminati sia Sinner che Berrettini sulla sua strada) sono stati autori di un grande torneo, sconfiggendo avversari anche più quotati, e venendo a capo di due semifinali decisamente dure contro Casper Ruud e Daniel Evans. Oggi, per entrambi, è un’occasione da non sprecare, di quelle che capitano “once in a lifetime” (per Hurkacz già il suo primo titolo 1000, a Miami 2021, venne dopo una finale tra rivelazioni, battendo Jannik Sinner).

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

Le statistiche vengono in soccorso per capire quanto la chance sia ghiotta: Carreno non era mai arrivato così lontano in un torneo di questo livello, nonostante i sei titoli vinti in carriera, fermandosi massimo in semifinale (Indian Wells 2017 e Miami 2018), a sostegno della teoria del suo essere uno spagnolo atipico, con i migliori risultati sempre ottenuti sul cemento d’oltreoceano, comprese le due semifinali del 2017 e del 2020 allo US Open. Inoltre per la terza volta negli ultimi 4 anni, dopo Reilly Opelka che si arrese a Daniil Medvedev nella passata edizione, e Stefanos Tsitsipas battuto da Nadal nel 2018 (nel 2020 il torneo fu cancellato), in finale arriva un giocatore fuori dai primi 16, non sorteggiato tra le teste di serie. Ma per trovare l’ultimo campione in questo senso, bisogna risalire addirittura al 2002 a Toronto, quando Guillermo Canas batté Andy Roddick.

 

E questa è una delle statistiche che porta decisamente acqua al mulino di Hurkacz, insieme alla ben favorevole percentuale del polacco nelle finali in tour: 5 vittorie su 5 disputate, compresa appunto l’unica 1000 a Miami, una piccola dose, a questo tipo di partite, di esperienza in più, non dimenticando che quella vittoria lo portò ad essere il vincitore di un Master classificato più in basso dai tempi di Berdych a Parigi Bercy 2005. Altro dato che può far sorridere Hubi, riguarda però i precedenti tra lui e Carreno, in parità (1-1), uno dei quali però disputato in finale a Metz lo scorso anno, e vinto abbastanza nettamente dal n.10 del mondo (lo spagnolo vinse invece a Cincinnati, sempre nel 2021). Se c’è un dato che forse può dare qualche fastidio al polacco, è il pensare che dal 2021 in poi ci sono stati (lui compreso) ben 5 campioni 1000 al loro primo titolo (gli altri sono Tsitsipas, Norrie, Fritz e Alcaraz).

Dunque il ritratto statistico darebbe leggermente favorito il n.8 del seeding, già campione in precedenza, più avvezzo di recente a trovarsi ancora in campo nei 1000 nel fine settimana… ma il campo cosa dice? La partita, inutile negarlo, passa dai turni di battuta di Hurkacz, che ha nel servizio la sua arma micidiale, e più letale. D’altra parte lo spagnolo è un ottimo ribattitore, e già ha eliminato un big server importante come Berrettini questa settimana (con tutte le variabili del caso riguardanti Matteo, certo) e nello scambio da fondo è nettamente avvantaggiato, avendo più resistenza e tendenza al sacrificio, per quanto paghi la differenza a rete con la mano dolce del suo avversario. E i colpi da fondo? Entrambi, pur con caratteristiche diverse, spiccano sulla diagonale di rovescio, dove però Hurkacz è capace più di cambiare o accelerare, oltre che giocare buoni slice, rispetto alla compostezza del compitino dello spagnolo. Insomma, anche il gioco li vede partire appaiati, forse con il muso del polacco qualche centimetro in avanti, ma lo spagnolo in Nord America trova la sua dimensione ideale, e potrebbe definitivamente eleggerla sua meta prediletta questa sera, nella partita più importante della sua carriera.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

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