Si è sempre detto che la terra battuta fosse la superficie meno congeniale al tennis di Jannik Sinner. E sicuramente lo è. Nella testa dell’altoatesino questo però non significa che non si possa essere dei fuoriclasse anche sul mattone tritato. E allora il giocatore di Sesto Pusteria si è messo al lavoro, sporcandosi i calzini di rosso. Pallina dopo pallina, sensazione dopo sensazione, Jannik è riuscito a modellare il suo tennis e a Montecarlo è così arrivato il suo primo grande sigillo su questa superficie.
Dopo i titoli conquistati sul cemento (indoor) di Parigi e sempre sul duro (ma outdoor) a Indian Wells e Miami, Sinner non si è fermato dinanzi al terreno di gioco che cambiava. Dal blu al rosso, l’azzurro ha recuperato più di 3000 punti nel giro di un mese – nella classifica di lunedì 2 marzo, valida fino a domenica 15, Carlos Alcaraz primeggiava con 13550 punti contro i 10400 di Jannik. Inanellando le ultime 5 perle delle 22 totali consecutive a livello Masters, Sinner ha trionfato nel Principato di Monaco. In finale ha battuto in due set il campione in carica Alcaraz, strappandogli dalle mani anche il numero 1 della classifica. Ma occhio a Carlitos, già pronto a riprendersi il trono del ranking in caso di vittoria a Barcellona.
Il lavoro su terra rossa: le parole di Alcaraz e Vagnozzi
“Essere numero 1 è bellissimo, ma la cosa più importante resta lavorare nel modo giusto”, ha affermato Sinner dopo il successo monegasco. Jannik ha poi dichiarato che contano più i titoli della prima posizione, che si riesce a raggiungere se… si vincono titoli. E come si portano a casa i tornei? Lavorando nel modo giusto. Come sempre, quando parla Sinner, tutto torna.
“Il suo livello sulla terra migliora ogni anno”, ha spiegato Alcaraz a seguito della sconfitta in finale. “Sta raggiungendo un livello sulla terra che lo rende davvero pericoloso per tutti. Può vincere ovunque, su qualsiasi superficie”. Un’affermazione non da poco se si considera che negli ultimi due anni lo spagnolo è stato indubbiamente il più forte sulla terra battuta. Ora, però, Jannik sta dimostrando di voler colmare in maniera definitiva il divario. “Ha vinto da fondocampo”, ha ammesso il murciano. “Soprattutto sul rovescio contro rovescio era più aggressivo, più pronto ad attaccare. Nei momenti importanti ha sempre messo la prima. Nel tie-break non ha sbagliato. È per questo che è così difficile da affrontare”.
Come ha raccontato Simone Vagnozzi, coach di Sinner, vincere un grande evento sul mattone tritato era un grande obiettivo di questo 2026. “Dopo due giorni di pausa abbiamo iniziato subito, soprattutto sul movimento e sullo scivolamento”, ha dichiarato l’allenatore marchigiano. “Poi abbiamo lavorato per giocare con più spin, aprire gli angoli, usare le smorzate e variare di più. Siamo rimasti molto impressionati dal suo livello”. Un livello di gioco che gli ha permesso questa volta di spingersi oltre nel torneo monegasco, dove in passato si era fermato in due occasioni (2023 e 2024) in semifinale.
Sinner, verso i prossimi appuntamenti
Ora qualche giorno di stop per Jannik. Poi si riparte a pieno regime. “Madrid sarà diverso come condizioni”, ha puntualizzato Sinner durante l’ultima conferenza stampa. Essendo in altura, il 1000 spagnolo è rinomato per possedere delle condizioni di gioco un po’ anomale se si pensa al tennis classico su terra battuta. Il terreno di gioco un po’ più rapido e i rimbalzi più alti sono i tratti peculiari del torneo madrileno, nel quale Sinner non è mai riuscito a brillare in passato. Tre sono state le sue partecipazioni, con un record di 6 vittorie e 2 sconfitte. Il miglior risultato risale al 2024, quando però Jannik fu costretto a ritirarsi prima di scendere in campo ai quarti di finale contro Felix Auger-Aliassime.
“Poi dovremo farci trovare pronti soprattutto per Roma e Parigi”, ha precisato l’azzurro, volenteroso di trovare la sua miglior condizione sul rosso negli ultimi due appuntamenti dello swing. In entrambi gli eventi il numero 1 del mondo vanta come miglior risultato la finale. Nel 2025 Sinner ha perso in due set, all’ultimo atto del torneo capitolino (14-6 il suo bilancio romano), contro Alcaraz. Quest’ultimo si è poi ripetuto in finale al Roland Garros (22-6 il record di Jannik a Parigi), a seguito di quasi cinque ore e mezza di tennis, dopo cinque set e tre match point consecutivi annullati.
Spunti importanti e nuovo status su terra battuta
L’obiettivo stagionale di Sinner rimane il Roland Garros, ultimo Slam mancante in bacheca, così come anche Madrid e Roma restano gli unici due 1000 non ancora vinti dall’altoatesino. Indian Wells e Montecarlo sono stati spuntati dalla lista. Prima dell’appuntamento più importante Jannik ha potuto quindi già misurarsi con Alcaraz almeno una volta in questo swing sul rosso. Dalla finale monegasca Sinner – così come anche Carlitos – potrà trarre spunti preziosi in vista di un’ipotetica finale parigina contro lo spagnolo, che sarebbe senz’altro il match più importante della sua stagione.
Se nei primi anni della sua carriera Jannik ha raccolto il 71% di successi a livello ATP sulla terra battuta (54-22), dal 2025 l’azzurro viaggia sull’88,9% di successi (16-2). Un numero che dimostra bene quanto lui sia migliorato anche su questo terreno, nel quale non perde più contro giocatori come Francisco Cerundolo o Daniel Altmaier, come accadeva invece nel 2023. Allo stesso tempo, ciò non significa che Sinner abbia già imparato tutto su come esprimersi sul rosso.
Sinner può ancora migliorare?
Senz’altro il 24enne italiano continuerà a lavorare sulla smorzata (ne ha parlato qui) per far sì che diventi un’arma sempre più naturale oltre che letale. Inoltre, proverà a migliorare anche nella transizione verso la rete, che a Montecarlo ha conquistato in 37 occasioni, uscendo con il punto in tasca ben 30 volte. Se si analizza con attenzione, però, si può notare che nei primi tre match Jannik abbia fatto l’en plein. Qualche punto per strada lo ha lasciato invece nella semifinale contro Alexander Zverev (10/13), mentre nell’ultimo atto contro Alcaraz ha perso più punti di quanti ne abbia vinti nei pressi del nastro (3/7).
Con il passare dei giorni Sinner adatterà anche il suo servizio al tennis su terra battuta. Dopo dieci mesi lontano dai campi rossi, l’azzurro sta ancora (comprensibilmente) cercando di ritrovare i tagli più ideali per giocare sul mattone tritato, nel quale i piazzamenti al servizio e il kick hanno un ruolo fondamentale. Complessivamente, a Montecarlo Jannik ha perso la battuta in quattro occasioni.
Nel Principato, poi, le percentuali riguardanti le prime di servizio di Sinner non sono state del tutto positive. Se contro Ugo Humbert Sinner era partito bene (62%), nei match contro Tomas Machac (57%), Felix Auger-Aliassime (58%) e Zverev (59%) l’azzurro ha subito un leggero calo. Questo calo è diventato ancora più evidente contro Alcaraz (51%), anche se è giusto sottolineare che il forte vento ha avuto un ruolo chiave nel lancio di palla. Tutti questi dettagli verranno limati da Jannik senza ombra di dubbio. Tempo di ricaricare le batterie, poi si torna in campo. Il cuore della stagione sul rosso lo aspetta.
