Jannik Sinner ha appena completato il Career Golden Masters. A nemmeno 25 anni, l’azzurro entra nell’esclusivo e assai ristretto club di giocatori che hanno vinto almeno una volta tutti i nove Masters 1000 in calendario.
A restituire la portata storica dell’impresa è il fatto che nella storia del tennis era riuscito a un solo tennista, Novak Djokovic. Il serbo, però, che si è laureato campione di ciascun Masters almeno in due occasioni, aveva completato la collezione di 1000 a 31 anni.
Il successo di Sinner agli Internazionali BNL d’Italia è doppiamente storico. Cinquant’anni dopo Adriano Panatta, un italiano torna a trionfare al Foro Italico, nel giorno in cui, tra gli altri, Simone Bolelli e Andrea Vavassori sono diventati la prima coppia tutta azzurra, a livello di tabellone maschile, a conquistare il trofeo di doppio.
L’ennesima giornata storica per l’Italia del tennis.
E come dopo ogni vittoria leggendaria che ha scandito la propria carriera, Jannik Sinner ha festeggiato collegandosi con Fabio Fazio e i telespettatori di “Che Tempo Che Fa”.
Sinner: “Abbiamo vinto insieme. Ora due giorni di riposo e poi focus sul Roland Garros”
Benché si trattasse di un collegamento a distanza, il numero 1 del mondo ha potuto sentire tutto l’affetto dei presenti in studio, che lo hanno tributato con una standing ovation.
L’emozione di tutti ha trovato un portavoce in Fabio Fazio, che non ha nascosto la commozione: “Che poi hai vinto tu, non noi. Ma è come se avessimo vinto noi”.
“Abbiamo vinto insieme” quasi lo ha corretto Jannik. “Sono due settimane che sono a Roma. Due settimane molto lunghe e toste. Il pubblico mi ha aiutato tantissimo sin dall’inizio. Tutti gli allenamenti erano quasi già come una partita” ha ricordato l’azzurro, al quale non è mai mancato il supporto degli appassionati che hanno invaso il Foro Italico.
“Sono molto contento di dare qualcosa di positivo a tutti voi, al pubblico. È stato un torneo incredibile”.
Sinner ha passato in rassegna gli ultimi due mesi e mezzo di (stra)ordinaria follia tennistica. Dal Sunshine Double fino ai tre Masters sulla terra, che sono parte integrante di quella striscia di sei 1000 consecutivi messi in bacheca, impresa mai riuscita prima.
“Devo riposarmi un attimo, perché ho dato tanto fisicamente e soprattutto mentalmente“ ha sottolineato il quattro volte campione Slam. Incalzato da conduttore su Parigi, Sinner non si è scomposto: “Lasciatemi due giorni. Ormai due giorni liberi sono oro”.
Poi ha scherzato su sua mamma Siglinde e sulle sue espressioni che mai hanno abbandonato la tensione: “Il problema è che dal campo io lo vedevo pure ed era difficile. È già tanto che è rimasta lì devo dire“.
Adriano Panatta e il presidente Mattarella protagonisti della premiazione
Poi qualche domanda di rito sulla premiazione. A consegnare il trofeo è stato proprio Adriano Panatta, in una sorta di passaggio di consegne tanto simbolico quanto suggestivo. Nel 1976 il tennista romano riuscì a portare a termine la doppietta Roma-Roland Garros.
“È stato simpaticissimo. Personalmente lo conosco veramente poco, abbiamo scambiato due parole ed è stato bello” ha confessato Sinner. “Mi ha detto che lui viene anche a Parigi, spero di rivederlo lì. Lui è stato contento e anche io di conoscerlo un pochettino di più. Poi speriamo di avere modo di conoscerlo senza tanto pubblico intorno“.
Ad accompagnare la premiazione è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La prima carica di Stato non manca mai di far sentire il proprio appoggio agli sportivi del nostro Paese.
Jannik ha potuto incontrarlo e lo ha definito simpaticissimo.
“Non sono partito benissimo, con il piede giusto un po’ di tempo fa” ha detto riferendosi al discorso tenuto, senza riuscire a frenare la risata, al Quirinale due anni fa, quando tutta la squadra di Coppa Davis era stata ricevuta dal presidente Mattarella per celebrare il successo che, nel 2023, ha riportato l’Insalatiera in Italia 47 anni dopo Santiago.
“Però ero e sono ancora molto emozionato, scambiare due parole anche con lui è stato incredibile” ha sottolineato l’altoatesino. “Che gli piaccia lo sport è la cosa più bella. È già venuto per le finali l’anno scorso e a noi fa molto piacere”.
Sinner sui paragoni con il passato: “Io faccio la mia storia. Il mio segreto? Essere più lucido dell’avversario”
La conversazione poi ritorna sulla portata storica della vittoria degli Internazionali BNL d’Italia. Golden Masters completato e 34 vittorie di fila nei 1000 sono solo due dei record infranti in queste settimane.
Sinner ha avuto un pensiero per le leggende del tennis. Nadal, Federer e Djokovic hanno innalzato questo sport in una dimensione altra, con numeri e statistiche inarrivabili. Per il momento, almeno.
“Quello che hanno fatto Rafa, Roger e Novak nel circuito per 15 anni nei circuito è incredibile” ha ricordato. “Non mi metterò mai nella posizione di dire che sono allo stesso livello, di quello che hanno fatto loro per tantissimi anni. È stato, e quello che sta facendo ora Novak, incredibile”.
“Io sto facendo la mia storia, sto provando a dare tutto quello che ho, fisicamente e mentalmente, sto cercando di trovare anche la forza nei momenti difficili che ho avuto l’anno scorso, a inizio anno” ha proseguito l’azzurro. “Il ritorno qua a Roma è stato un ritorno molto emozionante. Quest’anno sono arrivato a Roma un po’ in modo diverso, con più fiducia. Sono contento di quello che sto facendo, pero adesso c’è già di nuovo Parigi, forse l’obiettivo dell’anno per me. Però adesso voglio godermi anche un po’ la famiglia”.
Infine, Fabio Fazio ha celebrato il lavoro del team di Sinner. Da Simone Vagnozzi a Darren Cahill, il conduttore di “Che Tempo Che Fa” non ha risparmiato le lodi a ogni membro della squadra che da qualche stagione a questa parte sta propiziando la crescita del numero 1 del mondo.
Jannik ha confessato come non ci siano segreti per il successo, ma di un aspetto è particolarmente fiero: “Cerco di essere più lucido dell’avversario. Questo è forse il segreto più importante. Nel momento in cui uno è più stanco fisicamente e anche mentalmente ragioni un po’ di più. Per esempio oggi sentivo tanta tensione prima di entrare in campo perché sapevo quello che mi stavo giocando. Ma devi superare certe difficoltà per giocare una buona partita”.
L’appuntamento è già per Parigi, una città che più di altre ha segnato la carriera di Sinner – durante il Roland Garros 2024 è diventato per la prima volta numero 1 del mondo e con la vittoria del Masters 1000 di Parigi non più Bercy è tornato in vetta al ranking a fine 2025. Tuttavia, il trionfo all’Open di Francia è sempre rimasto a un passo. Adesso, però, vale tanto. Vale la storia. Vale il completamento del tennis.
