Il Roland Garros 2026 è (quasi) pronto a partire. Si è tenuto il sorteggio del tabellone maschile e del main draw femminile dello Slam parigino. Se da una parte Jannik Sinner ha pescato decisamente bene – e non solo per quanto riguarda il debutto – lo stesso non si può dire ad esempio per Jasmine Paolini, chiamata ad un esordio di fuoco contro Dayana Yastremska, una delle tenniste più forti al di fuori delle teste di serie. Al netto degli impegni degli italiani e delle italiane, che abbiamo analizzato a parte, scorrendo i primi turni ci sono almeno 5 match che più di tutti gli altri, a nostro avviso, meritano di essere seguiti. Ecco, dunque, i consigli di Ubitennis sugli incontri da non perdere.
Buse-Rublev: Andrey si farà ancora sorprendere al primo turno?
Quando parli di Slam e pensi ad Andrey Rublev, ti viene in mente quella strana statistica per cui il russo non ha mai superato lo scoglio dei quarti di finale. 17 titoli all’attivo – di cui due Masters 1000 – e il n. 5 come best ranking, ma mai tra i migliori 8 in un Major. Quasi come se il 3 su 5 sia mal digerito dal moscovita, che oltre un certo punto del tabellone non riesce mai a spingersi. È anche capitato in un paio di occasioni, negli ultimi anni, che uscisse al debutto per mano di giovani rampanti. A Wimbledon 2024 fu Francisco Comesana – tutt’altro che ‘erbaiolo’ – ad estrometterlo subito dal main draw, mentre all’Australian Open 2025 fu il turno di Joao Fonseca. E chissà che al Roland Garros 2026 non tocchi ad Ignacio Buse …
Nulla contro Andrey Rublev, anzi profonda stima per l’atleta, il professionista e soprattutto l’uomo. Però ha dimostrato più di una volta di non avere nella tenuta mentale, sulla quale sta comunque lavorando alacremente, il proprio punto di forza. E allora attenzione al primo turno con Ignacio Buse, che nel silenzio generale si sta ritagliando un proprio spazio nel panorama tennistico, con tanto di semifinale raggiunta all’Hamburg Open 2026. In stagione ha già battuto Matteo Berrettini, Flavio Cobolli, Jakub Mensik e Joao Fonseca solo per citarne alcuni. Il Perù è ai suoi piedi, il rischio del tifo contro è altissimo per il moscovita e a quel punto tutto può succedere. Anche perché tecnicamente il classe 2004 ha tutto per ottenere lo scalpo importante.
Baptiste-Krejcikova: la campionesse del 2021 può tornare grande?
Barbora Krejcikova e problemi fisici stanno spesso nella stessa frase. Una tara che le è gravata addosso con costanza nel corso della sua stupenda carriera e che purtroppo, a 30 anni, rischia di non scrollarsi via più. Il 2026 non fa eccezione, con lo stop di quasi tre mesi dal Dubai Duty Free Tennis Championships agli Internazionali BNL d’Italia di Roma. La due volte campionessa Slam, però, ha deciso di rilanciarsi scendendo al piano di sotto, facendo finale al Challenger di Parma – persa contro Dayana Yastremska, l’avversaria di Jasmine Paolini al primo turno – e ritrovando quel minimo di fiducia che era andata persa.
In questo secondo Slam stagionale all’esordio pesca un’altra testa di serie, come era avvenuto all’Australian Open 2026 contro Diana Shnaider, e nel caso in questione l’avversaria risponde al nome di Hailey Baptiste. La statunitense sta tentando di ritagliarsi uno spazio nel circuito WTA – e c’è da dire che piano piano, un passo alla volta, ci sta anche riuscendo – ma ha un tennis imprevedibile che non dà assolutamente sicurezze. Se le riesce tutto, può battere chiunque. In caso contrario, la faccenda si complica. E non dimentichiamoci che Barbora Krejcikova a queste latitudini si è già laureata campionessa nel 2021…
Wawrinka-Fils: scontro generazionale, capitolo 1
Stan Wawrinka, ormai, sta facendo il giro dei tornei a cui è sentimentalmente più legato per dare il suo ultimo saluto prima di ritirarsi al termine della stagione, come già annunciato da tempo. Per quanto fatto in carriera lo svizzero si meriterebbe questo ed altro, ma forse sperava in un sorteggio migliore per il Roland Garros 2026. Il tabellone gli ha regalato un primo turno complicatissimo contro Arthur Fils, testa di serie n. 17, anche se è giusto fare dei ragionamenti a riguardo. Il padrone di casa, tornato a giocare un grande tennis in stagione, è reduce da un ritiro a Roma, non ha svolto alcun allenamento e non è in programma un suo intervento nel Media Day. Nell’ambiente circola la voce di un suo possibile forfait, sebbene ci arrivino notizie rassicuranti in merito alla sua presenza.
Se anche dovesse scendere in campo, per onorare lo Slam casalingo, nessuno ci dà la certezza che sia nelle condizioni fisiche e mentali di poter rendere al 100% delle proprie potenzialità. Stan Wawrinka, che ricordiamo essere stato campione al Roland Garros 2015, non naviga in acque più tranquille, ma negli Slam si trasforma, come avvenuto all’Australian Open 2026 (con il terzo turno raggiunto). E chissà che, nello scontro generazionale in cui i due contendenti si passano 19 anni di differenza, non possa arrivare uno degli upset del primo turno del torneo. Quel che è certo è che sarà un match da seguire (sempre se Arthur Fils dovesse giocare). Anche perché per ‘Stan The Man’ sarebbe una ‘Last Dance’.
Jovic-Eala: giovani stelle a confronto
Se il tabellone maschile ci offre una serie di scontri generazionali, il main draw femminile propone un ‘derby tra giovani stelle’. Alexandra Eala–Iva Jovic è uno dei primi turni assolutamente da non perdere, perché mette di fronte due ragazze che hanno appena cominciato a scrivere la propria storia tennistica e di certo non danno la sensazione di volersi fermare. Quello tra la 2005 filippina e la 2007 statunitense non è solo un testa a testa tra talentuose tenniste, ma anche tra caratteri opposti. Da una parte c’è la nativa di Quezon City, supportata da un seguito di fan mai visto prima che può creare un clima ostile per la sua avversaria. Dall’altra risponde la glaciale californiana, che ha più volte palesato di essere di poche parole (in campo) e di tanti fatti.

L’exploit di Iva Jovic all’Australian Open 2026 le ha garantito una testa di serie a questo Roland Garros 2026, ma anche la stessa Alexandra Eala ha vissuto un’esplosione nella passata stagione cui hanno fatto seguito mesi piuttosto anonimi. Il che ci dimostra quanto sia mutevole il tennis e quanto sia complicato rimanere sulla cresta dell’onda. Entrambe ci vogliono restare e senza dubbio il primo turno di Parigi ci dirà molto. Non va perso perché in primis entrambe giocano un tennis piacevole e poi per la curiosità di capire come questa rivalità si evolverà nel corso degli anni.
Cilic-Kouamé: scontro generazionale, episodio 2
I nomi in campo sono diversi, ma il discorso fatto per Stan Wawrinka–Arthur Fils può essere il medesimo o comunque molto simile. In questo caso a sfidarsi sono Marin Cilic e Moise Kouamé, il passato e il futuro del tennis. Uno scontro generazionale che sicuramente per certi motivi è differente rispetto a quello sopracitato, ma che ha un suo interesse. Anche qui abbiamo un ex campione Slam da una parte e un giovane virgulto dall’altra, ma il primo aspetto che salta all’occhio è il gap di età. 37 anni il croato, 17 il francese. Inoltre, il nativo di Medjugorie non ha ancora palesato l’intenzione di appendere la racchetta al chiodo, così come la wild card di casa è ancora in una fase embrionale della propria carriera tennistica.
In ogni caso, quello tra Marin Cilic e Moise Kouamé è un primo turno che non si può perdere perché rappresenta uno scontro generazionale indubbiamente interessante. L’ex n. 3 del mondo, con il suo strano rituale pre-servizio, metterà a dura prova la tenuta mentale di un ragazzo di cui si parla un gran bene, ma del quale onestamente si conosce ancora poco o nulla. Il tabellone ci ha apparecchiato questi primi turni, ora sta a noi goderceli.
