Emma Raducanu ci vuole riprovare. Nonostante il suo avvio di stagione non sia stato dei migliori, la 23enne britannica è pronta a reagire sull’erba di casa. Nel pomeriggio di martedì 9 giugno l’attuale numero 42 al mondo esordirà al HSBC Championships, WTA 500 che va in scena sui campi del Queen’s Club, contro la russa Anna Blinkova. Raducanu arriva a questa sfida forte (si fa per dire) di un bilancio di 7 vittorie e 9 sconfitte nel 2026.
Il picco stagionale è senza ombra di dubbio la finale giocata (e persa) nel 250 di Cluj Napoca. L’ultimo successo della giocatrice inglese, invece, risale al secondo turno di Indian Wells (a inizio marzo), torneo nel quale ha poi ceduto facilmente ad Amanda Anisimova. Dopo un’infezione virale che l’ha debilitata per svariate settimane, Raducanu è tornata in campo per gli ultimi due appuntamenti sul rosso. Sia a Strasburgo che al Roland Garros, però, ha perso in due set all’esordio.
Raducanu: “Devo essere costante e lavorare ogni giorno”
“Non è stato un inizio anno facile, e siamo già a metà stagione”, ha dichiarato la tennista britannica in un’intervista concessa alla BBC. “Tutto quello che posso fare è continuare a lavorare ogni giorno, a prescindere da come mi sento. Bisogna cercare di essere costanti, presentarsi ogni giorno e mettersi sempre nelle condizioni di migliorare. È quello che sto facendo. Non so quando si vedranno i risultati, ma ci sto lavorando”.
L’importante, per Raducanu, è quindi riuscire a mantenere una costanza negli allenamenti, soprattutto nelle giornate più complicate. “Non credo che sia necessario apprezzare sempre il tennis. Come in qualsiasi lavoro, non ci si sveglia ogni giorno con la sensazione che sarà una giornata fantastica. L’importante è fare del proprio meglio con quello che si ha a disposizione quel giorno. Se si ha solo il 10% di energia, bisogna cercare di trasformare quel 10% nel miglior 10% possibile. Ci saranno giorni in cui ci si sveglierà al 100% e ci si sentirà benissimo. È più una questione di disciplina che di motivazione”.
Raducanu: “Vincere uno Slam dalle qualificazioni? Se ci sono riuscita io…”
Di recente, Raducanu si è riavvicinata ad Andrew Richardson, l’allenatore che nel 2021 la portò al successo sino ad ora più importante della sua carriera: lo US Open partendo dalle qualificazioni. Dieci partite vinte una dietro l’altra, nessun set lasciato per strada. Dopo la separazione tra i due, avvenuta a seguito del titolo newyorchese, da qualche settimana i due sono tornati a collaborare. “Andiamo molto d’accordo: mi conosce da quando ero piccola. Mi fido completamente di lui e lui si fida di me. Semplicemente, abbiamo lavorato sodo e ci siamo divertiti lungo il percorso. L’obiettivo è sfruttare al massimo ogni giorno e concentrarci su ciò che possiamo controllare. Andrew non è ossessionato dai risultati o dall’esito finale. Mi riporta sempre al processo, al lavoro quotidiano. Per lui, questo è ciò che conta di più”.
Facendo un parallelo con quanto compiuto da lei in quel magico US Open, a Raducanu è stato poi chiesto un commento sulla cavalcata di Maja Chwalinska, finalista dell’ultima edizione del Roland Garros. “È rarissimo che qualcuno superi le qualificazioni e raggiunga la finale. Ha fatto un lavoro incredibile. Sono stata felicissima di vederla giocare così bene. Il modo in cui è migliorata nel corso del torneo è stato impressionante e sono sicuro che le darà molta fiducia per il futuro. Queste cose non capitano spesso nel tennis. È stato speciale vederla divertirsi e godersi la partita. Quello che ho realizzato nel 2021 è qualcosa che nessuno ha ancora ripetuto, ma la strada è ancora lunga e qualcuno potrebbe farcela. Se ci sono riuscita io, possono farcela anche gli altri”.
