Sembra che tutto fili liscio. Alexander Zverev vince il suo primo Slam al Roland Garros, svolge i suoi consueti impegni con i media, compresa la conferenza stampa, e la sera festeggia con la sua squadra il meritato traguardo. La mattina si sveglia, si prepara per gli shooting con la Coppa dei Moschettieri e sale in macchina per recarsi alla location designata. In auto con lui, un cronista de L’Équipe gli pone inizialmente alcune domande sulla finale vinta e sulle emozioni provate. Poi, la conversazione vira in maniera brusca su una tematica molto delicata per Sascha.
L’intervista troncata
“Probabilmente si ricorda dell’incidente avvenuto l’anno scorso, a Melbourne, durante la cerimonia di premiazione (una spettatrice aveva gridato: «L’Australia crede a Olya e Brenda»)”. Il giornalista si riferisce a Olya Sharypova e Brenda Patea. Sia la russa che la tedesca, ex fidanzate di Zverev, in passato avevano denunciato pubblicamente di essere state vittime di violenza domestica nel periodo in cui erano legate ad Alexander. Se Sharypova non aveva mai intrapreso azioni legali, qualche anno dopo Patea aveva invece deciso di querelare Zverev. Il tutto si era risolto con un patteggiamento tra le parti.
Sascha, “per abbreviare il procedimento, nell’interesse della figlia”, aveva pagato 200mila euro per porre fine al procedimento, su richiesta del Pubblico Ministero e con il benestare della parte accusante. “Alexander Zverev è quindi considerato innocente. L’archiviazione del caso non comporta un accertamento di colpevolezza o un’ammissione di colpa”, affermarono i legali di Zverev al tempo.
Tornando al presente, il tennista di Amburgo risponde con un secco “sì” al cronista, che poi gli chiede se durante la premiazione parigina aveva avuto paura che sarebbe potuto succedere di nuovo. “No”, replica Zverev. “Negli ultimi giorni si è parlato molto di come affrontare la sua potenziale incoronazione, alla luce delle accuse di violenza domestica mosse contro di lei diversi anni fa…”, dichiara il giornalista, che viene però interrotto da Zverev. “Innanzitutto, non è questo il tipo di intervista. E poi, sa che è stato dimostrato che le accuse erano false?” A questo punto Sascha, irritato, decide di concludere l’intervista: “Penso che sarebbe meglio che smettessimo”.
L’Equipe preferisce la pallamano a Zverev
Per la prima volta dal 2005, nel lunedì che segue l’ultimo atto del Roland Garros, L’Equipe ha deciso di non dedicare la prima pagina al campione dello Slam parigino. Ventun’anni fa era stato ignorato il primo alloro Slam di Rafael Nadal, per fare spazio alla candidatura di Parigi come sede delle Olimpiadi del 2012 (che si sono svolte a Londra, mentre la capitale francese ha dovuto aspettare il 2024).
Questa volta è stata invece la pallamano femminile a prendersi la copertina del giornale transalpino. Per la prima volta una squadra francese, in questo caso il Metz, è riuscita a vincere la Champions League. In un angolino in alto a sinistra, ecco Zverev sdraiato a terra pochi istanti dopo la vittoria. Relegato a un riquadrino, ‘snobbato’ dal quotidiano sportivo francese.
