Per un tennista non c’è regalo migliore di una vittoria. A maggior ragione, se compi 40 anni e giochi il tuo ultimo Slam in carriera. È quello che è successo a Gael Monfils, nella serata di martedì, sul Louis Armstrong Stadium. Perso piuttosto nettamente il primo set, il veterano francese ha imbastito una notevole rimonta che ha a dir poco schiacciato Adolfo Daniel Vallejo. Il paraguaiano ha racimolato solamente tre giochi negli ultimi tre set, e ha così ceduto al primo turno dello US Open al semifinalista del lontano 2016 – ma anche nel doppio misto, con la moglie Elina Svitolina, in questo 2026.
Terzo uomo a vincere un match nello Slam newyorkese a 40 anni compiuti, dal 1977 in poi, Monfils ha così raccolto la sua quinta affermazione stagionale, lui che arrivava nella Grande Mela con un record non proprio incoraggiante nei match disputati in quest’annata (4-9). Nel post-partita, il transalpino è stato accolto in conferenza stampa dal direttore del torneo, Eric Butorac, che gli ha fatto preparare una torta di compleanno. A seguito dei ringraziamenti, l’ex numero 6 del mondo (ora 311) ha risposto alle domande dei giornalisti. Qui sotto, un estratto delle sue dichiarazioni.
D: Puoi dirci qualcosa sul tuo livello di gioco?
Gael Monfils: “Sono contento della vittoria. Ho avuto un inizio lento, davvero lento, ma sentivo comunque di avere molte occasioni per chiudere il punto. Non ero quindi particolarmente preoccupato per il set successivo. Per me si trattava più che altro di muovere meglio le gambe. Credo di aver tenuto il busto troppo eretto per gran parte del tempo. Mi sono irrigidito un po’, ma sapevo che durante la settimana stavo colpendo bene la palla. Era quindi solo questione di tempo. Quando l’inerzia della partita è cambiata, sono riuscito a mantenerla a mio favore e a giocare un’ottima partita”.
D: Il modo in cui hai colpito mi è sembrato davvero pulito per gran parte dell’incontro. Quanto ti sentivi a tuo agio e quanto è stato importante per te essere efficiente, chiudere rapidamente i punti e mettere a segno colpi vincenti quando potevi?
Gael Monfils: “Mi sembra di essere in uno stato di forma migliore in questo swing nordamericano. Ho giocato con alcuni ragazzi, ho ritrovato un po’ di ritmo, anche se non sto disputando tanti tornei. Ma è stato importante. Non è facile perché non ho molte partite alle spalle su cui fare affidamento. Però ci si prova comunque, allenandosi.
Stasera è stato l’esempio perfetto. Non volevo perdere al primo turno. In qualche modo ho sentito che, nonostante un inizio un po’ incerto, potevo fare di meglio. Penso di aver continuato a cercare i miei colpi, di essere stato versatile con il rovescio e di aver cercato di utilizzare il dritto. Anche se non avevo una percentuale elevata con la prima di servizio, credo di aver servito seconde piuttosto forti. Questo mi ha permesso di osare un po’ di più con la prima. Il mio ritmo c’era. Per un po’ ho avuto la sensazione che fosse lui a sentire la pressione, perché non riusciva a superarmi. In quei momenti riesco a giocare in totale tranquillità”.
D: Com’è l’esperienza di non partecipare a tanti tornei, ma allo stesso tempo di assicurarti che, quando sei in campo, quei momenti contino davvero e che tu riesca a divertirti?
Gael Monfils: “È molto difficile. Ne ho anche parlato con la stampa francese. Abbiamo discusso del fatto di trovare il giusto equilibrio, di allenarmi a sufficienza con giocatori di alto livello, di acquisire la fiducia necessaria per reggere il confronto con quei ragazzi. Perché loro, ovviamente, giocano ogni settimana. Onestamente, mi è sembrato uno swing americano davvero lungo, ma allo stesso tempo positivo, perché ho potuto restare e allenarmi ogni giorno con i migliori giocatori. Così facendo, ho ritrovato i miei colpi e quella fiducia che sento derivare dalla mia esperienza. Poi, quando in qualche modo si è un po’ fortunati, si può trarre vantaggio anche da quello. È esattamente quello che è successo stasera”.
D: Tra tutti i compleanni che ricordi, quali sono stati i più belli o i più memorabili? C’è stato un regalo o un momento speciale? E questa serata che spazio occupa in questa classifica?
Gael Monfils: “Ricordo che proprio qui ho giocato un’ottima partita contro Jeremy Chardy il giorno del mio compleanno, e l’ho battuto abbastanza facilmente. In quel momento ero nel picco della mia carriera. Poi ho alcune foto qui del mio trentesimo compleanno, che ho ritrovato grazie alla mia vecchia squadra. Non vi mentirò, il mio compleanno più bello è stato con la mia famiglia quando non potevo venire qui a giocare. Ovviamente, anche questa serata è stata speciale. Ma il compleanno a casa è stato sicuramente il migliore. In ogni caso, quest’ultimo lo metto nella top 10”.
