Mattoncino dopo mattoncino. Allo US Open Daniil Medvedev sta di nuovo giocando un ottimo tennis. Dopo aver battuto il francese Hugo Gaston all’esordio, senza perdere set, il campione dell’edizione 2021 si è ripetuto al secondo turno, sconfiggendo la wild card di casa Sebastian Gorzny sempre in tre frazioni. “Penso che sia andata piuttosto bene, il livello era buono”, ha affermato il numero 8 del mondo in conferenza stampa. “Nel terzo set lui ha alzato il ritmo. Sono contento di essere riuscito a continuare a lottare, a non mollare”, ha continuato il russo, che tra gomme da masticare e uccellini dispettosi è già stato protagonista di diversi episodi divertenti in campo. Di seguito, proponiamo un estratto delle dichiarazioni di Meddy nel post-partita.
D: Il primo anno in cui sei arrivato in finale hai vissuto un’estate fantastica. Allora mi sarei sentito più tranquillo a puntare su di te, ma molti giocatori dicono: ‘No, gli Slam sono diversi, non importa cosa sia successo due mesi fa o due settimane fa’. Allo stesso tempo, parlando in particolare di Alcaraz, se non fossi stato nel tabellone come avresti valutato una sua possibile vittoria finale, dato che lui non ha disputato tornei preparatori?
Daniil Medvedev: “Penso che se qualcuno come Carlos, o anche Novak nonostante abbia 39 anni – insomma, è arrivato in semifinale a Wimbledon e in finale agli Australian Open; poi sì, qui ha perso subito, ma può succedere – siano nel tabellone, siano comunque i favoriti.
Non abbiamo idea di come starà il polso di Carlos, né di come si sentirà fisicamente man mano che il torneo andrà avanti. Per rispondere alla tua domanda, di solito è un mix di fattori. Ovviamente conta come hai giocato a Cincinnati e in generale durante l’estate. Allo stesso tempo, abbiamo appena visto perdere Arthur Fils e Brandon Nakashima, che hanno avuto un’estate fantastica. Un altro aspetto è cercare di valutare le partite che si giocano qui. Sono soddisfatto dei miei primi due match, quindi non vedo l’ora di continuare a migliorare la mia forma. Ogni Slam fa storia a sé. Voglio provare a scriverne una bella”.
D: Volevo chiederti della vittoria di Gael Monfils al primo turno, all’età di 40 anni. Hai visto la partita? Se sì, cosa ne pensi? E poi, riesci a immaginarti nella sua situazione alla stessa età?
Daniil Medvedev: “Non si può mai sapere, mai dire mai. Al momento direi probabilmente di no. Probabilmente smetterò prima. Ma, ripeto, mai dire mai. Se hai la capacità di giocare come Gael — certo, in classifica magari non sarà tra i primi dieci — puoi comunque esprimere un buon tennis.
Ieri non ho guardato la partita perché oggi ho giocato di mattina presto, quindi stavo cenando mentre lui era in campo. Ho seguito solo il punteggio. È incredibile che a 40 anni riesca a battere i migliori, perché negli Slam indipendentemente da chi affronti sono tutti giocatori di alto livello. È davvero divertente, questo è certo. Il tennis sentirà la sua mancanza, senza dubbio. Più partite riuscirà a vincere prima di ritirarsi, meglio è, perché così il pubblico potrà vederlo giocare più a lungo. È davvero incredibile quanto sia ancora in forma fisicamente. Ho visto quel punto nel doppio misto in cui ha recuperato quelle palle. È incredibile riuscire a farlo a 40 anni. È semplicemente fantastico”.
D: La USTA ha iniziato ad accreditare alcuni content creator e influencer lo scorso anno. Quest’anno ne ha accreditati ancora di più, con l’obiettivo di attirare più appassionati verso il tennis. Tuttavia, ci sono anche alcuni aspetti negativi. Ci sono alcuni video realizzati in cui si vedono grandi luci accese durante le partite sul campo centrale, e altre cose del genere. Cosa ne pensi?
Daniil Medvedev: “In realtà è semplicissimo. Più cerchiamo di far conoscere il tennis meglio è, perché questo sport diventa sempre più popolare. Di sicuro ci sono anche degli aspetti negativi, come il fatto che magari più persone ti riconosceranno per strada e sarà più difficile andare al ristorante.
La metterei così: ho fiducia in ciò che sta facendo la USTA. Certo, se durante il gioco c’è qualche disturbo, ad esempio se si vede una luce o qualcosa del genere, lo si segnala sempre all’arbitro. A volte può essere complicato, specialmente se succede durante un punto. Ma sono anche abbastanza sicuro che, così facendo, loro magari si comporterebbero in questo modo una sola volta. Poi qualcuno gli direbbe di non farlo più. Credo che ci siano molti più vantaggi che svantaggi, quindi avanti così”.
D: Craig Tiley ha detto di voler trasformare questo torneo in una sorta di “Disneyland del tennis”. Ti piace questa iniziativa? È qualcosa di cui il tennis ha bisogno?
Daniil Medvedev: “Non ho parlato con Craig. Lui comunque mi sta simpatico. Ti direi più o meno quello che ho detto ora: mi fido di lui. Penso che faccia molte cose positive per il tennis. Per quanto riguarda l’espressione “Disneyland del tennis”, non mi piace perché si tratta pur sempre di uno sport in cui, in un certo senso, lottiamo per la nostra vita.
Chiedilo a qualsiasi giocatore dopo che ha perso, perché quando vince non te lo dirà. Ma se si prova un po’ di dolore, di sicuro sì. Forse se hai vent’anni, però, no. Qua di sicuro lottiamo per la nostra vita. Quando magari Craig ha utilizzato questa espressione, intendeva dire che vorrà semplicemente far crescere il tennis. Quindi, penso che sia una cosa positiva”.
