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Italiani

ATP Parigi: Berrettini rinuncia alle qualificazioni. Scelta ponderata per la Davis

L'azzurro si chiama fuori dall'ultimo 1000 della stagione. La preparazione per le finali di Bologna passa da Metz

Ultimo aggiornamento: 27/10/2025 13:16
Di Beatrice Becattini Pubblicato il 26/10/2025
9 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Matteo Berrettini –ATP Vienna 2025 (foto © e-motion/Bildagentur Zolles KG/Michael Meindl )

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Matteo Berrettini sceglie di non prendere parte all’ultimo Master 1000 della stagione. A Parigi, che a partire da questo 2025 trasloca alla Defense Arena, l’azzurro era presente tra le fila delle qualificazioni, ma la decisione è quella di chiamarsi fuori dal tabellone cadetto. In vista della Final Eight di Coppa Davis, dove il tennista romano è chiamato a guidare la compagine italiana insieme a Lorenzo Musetti, Matteo vuole arrivare all’appuntamento nel miglior modo possibile. Al momento risulta ancora iscritto all’ATP 250 di Metz, che si svolgerà tra il 2 e l’8 novembre, dove è fuori dal main draw di tre posti.

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Il 2025 di Berrettini tra risalite e la voglia di tornareI quarti in Austria: la settimana di Berrettini all’ATP 500 di ViennaBerrettini tra Metz e Bologna: cosa succede adesso

Il 2025 di Berrettini tra risalite e la voglia di tornare

La stagione di Berrettini è tutt’altro che indimenticabile. Ancora tanti problemi fisici e una condizione mai completamente ritrovata hanno contribuito a renderne il 2025 un anno rapsodico e imprevedibile. A rimanere, però, è il carattere di Matteo, quella voglia di non arrendersi e riprovarci ancora. “Se incanalato, il dolore è il motore per ripartire” ha confessato in una recente intervista per Sky Sport Insider. Quel motore forse non è ancora del tutto libero di esprimere l’intera cilindrata, ma qualche ruggito in qua e in là non può che essere la base della risalita.

Tra febbraio e marzo qualcosa si è smosso in termini di traguardi, con i quarti di finale raggiunti a Doha, dove ha messo in seria difficoltà Jack Draper, allora dominante sul circuito, a Dubai e, soprattutto, al Master 1000 di Miami, dove si è arreso a Taylor Fritz solamente 7-5 al terzo.

Poi la terra rossa. Una superficie che a Matteo ha sempre regalato molto – tra cui la prima finale importante a Madrid – e che avrebbe potuto contribuire a convincere l’azzurro di essere sulla buona strada. Perché anche di questo ha bisogno: certezze. E invece il mattone tritato ha fatto riaffiorare tutti quei problemi fisici che, nelle speranze, erano ormai alle spalle. Al netto della bella vittoria contro Alexander Zverev a Montecarlo, il ritiro a Madrid contro Draper e quello assai più doloroso nella sua Roma nel corso del match con Casper Ruud facevano presagire il peggio. Agli Internazionali d’Italia l’addome ha tradito Berrettini quanto stava giocando in doppio con il fratello Jacopo il derby tutto tricolore con Musetti e Sonego. Quella partita è costata carissima all’ex numero 6 del mondo, che ha saltato il Roland Garros, provando a rientrare a Wimbledon, dove non è andato oltre il primo turno. Un ritorno forse affrettato e prematuro, dettato dal nome del torneo. Perché ai Championships non si può di certo mancare. La finale del 2021 e le tante belle prestazioni – non ultima la sfida di secondo turno del 2024 contro Sinner – sono intermittenze del cuore che vale la pena rievocare.

Da quel lunedì di fine giugno sono passati quasi due mesi prima di rivedere Matteo su un campo da tennis. L’occasione è stato l’esordio a Hangzhou, dove è stato superato in due set da Dalibor Svrcina. Al di là del risultato, contava tornare a calcare il rettangolo di gioco. Durante la tournée asiatica ha raccolto una sola vittoria – contro Jaume Munar a Tokyo – prima di tornare sul cemento europeo. A Stoccolma ha poi portato a casa il derby contro Giulio Zeppieri, prima di capitolare contro il futuro finalista Ugo Humbert.

Insomma, pochi tornei giocati e risultati che non possono che risentire della discontinuità.

I quarti in Austria: la settimana di Berrettini all’ATP 500 di Vienna

Alla vigilia dell’ATP 500 di Vienna, Filippo Volandri ha diramato la lista dei preconvocati per le finali di Davis. Berrettini ha sofferto molto il non aver fatto parte della spedizione azzurra che, nel 2023, ha riportato in Italia l’Insalatiera dopo 47 anni. Si è preso la sua rivincita lo scorso anno, dando un apporto decisivo dapprima in doppio con Jannik Sinner contro l’Argentina, poi vincendo entrambi i suoi singolari in semifinale e finale – rispettivamente contro Thanasi Kokkinakis e Botic Van De Zandschulp.

Il nome di Matteo figura tra i prescelti dal capitano azzurro per Bologna. “La Davis? È sempre emozionante” ha dichiarato una volta appresa la notizia.
A Vienna, allora, ha provato a dare risposte in vista di un appuntamento importante, dove sappiamo mancherà il numero 2 del mondo e 1 d’Italia.

A battezzare l’esordio di Berrettini nella capitale austriaca è stato Alexei Popyrin, non proprio un avversario semplice. L’australiano ha provato a rimanere attaccato al match, ma nei momenti importanti è sparito dal campo. Il tennista romano, al contrario, ha fatto valere tutta la sua personalità nei punti caldi, traendo vantaggio da ogni situazione. Il diritto colpito forte e lo slice di rovescio hanno creato grattacapi a Popyrin, incapace di trovare le contromisure, nonostante una prova maiuscola al servizio.

Al secondo turno, poi, un altro contendente ostico come Cameron Norrie, che con le sue traiettorie mancine spesso provoca insidie al giocatore dall’altra parte della rete. È vero che Matteo non aveva mai perso contro l’inglese, ma il match è durato 3 ore e 18 e non ha avuto padroni fino al tramonto del terzo set. Berrettini non ha mostrato solamente un tennis di livello, ma anche, tutto sommato, una tenuta atletica che fa ben sperare. In tre partecipazioni al torneo viennese, il numero 59 ATP aveva sempre raggiunto i quarti di finale – con parziale di una vittoria, contro Andrey Rublev nel 2019 che gli valse anche l’ingresso in top 10, e due sconfitte, nel 2021 contro Alcaraz e nel 2024 contro Khachanov. E anche quest’anno non ha fatto eccezione.

Contro Alex de Minaur Berrettini ha praticamente giocato un solo set, il secondo, dopo una prima frazione impeccabile da parte dell’australiano. Nel secondo parziale Matteo ha ritrovato se stesso e lo spirito battagliero che gli ha consentito di cancellare un match point.
C’è ancora tanto da fare, però, per tornare competitivo in partite come queste e in maniera continuativa. E forse per la scelta di saltare le qualificazioni per l’ultimo Master 1000 della stagione ha tenuto in considerazione anche questo aspetto.

Berrettini tra Metz e Bologna: cosa succede adesso

Se gli occhi sono tutti puntati su Bologna, con la Coppa Davis che diviene per Berrettini il grande obiettivo stagionale, l’azzurro risulta iscritto a Metz, dove ancora non è certo dell’accesso diretto al tabellone principale. Il 250 francese potrebbe essere l’ultimo banco di prova in vista della Final Eight, dove tentare di seminare tante buone sensazioni per poi raccoglierne i frutti a Bologna. Matteo sarà uno dei capi saldi della squadra italiana e averlo nelle migliori condizioni, soprattutto mentali, sarebbe un mattone inderogabile per la corsa verso la riconferma del titolo per la terza edizione consecutiva.

“In campo ho ritrovato il sorriso” ha fatto sapere dopo il successo su Norrie. La più bella notizia, in vista del 2026. Perché Matteo ci crede ancora.


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