PREMIUM Wimbledon, prima del sorteggio: il peggiore e il migliore cammino (ipotetico) di Sinner

Due disegni diversi. Un percorso catastrofico, uno idilliaco. Ecco tutti i possibili incroci terrificanti (e non) di Jannik Sinner a Wimbledon

Di Pietro Sanò
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Jannik Sinner - Wimbledon 2025 (X @Wimbledon)
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Jannik Sinner è finalmente riapparso sul piccolo schermo, disputando l’esibizione Giorgio Armani Tennis Classic, evento a scopo benefico che ha riunito varie star del tennis, ma non Nole Djokovic, il quale ha optato per un classico allenamento sull’erba di Aorangi Park. Condizioni climatiche tutt’altro che ottimali, nel corso del caldissimo pomeriggio di Hurlingham, dove il numero uno del mondo si è messo alla prova contro Cameron Norrie, testando le alte temperature britanniche, in vista del grande esordio a Church Road.

Nessun torneo ufficiale su erba disputato dall’azzurro quest’anno. Dopo il crollo sullo Chatrier – allarmante, per certi versi – il fisico di Jannik è divenuto l’elemento prioritario, da salvaguardare e gestire per la seconda parte di stagione. Quel tour de force trimestrale (marzo-maggio) era stato più che proficuo, ma al contempo, aveva portato allo stremo il corpo del numero uno del mondo, che dopo la beffa parigina, è tornato a “respirare”. A Wimbledon, Sinner, torna ad alzare la guardia, lasciandosi alle spalle quanto accaduto nella Capitale transalpina. L’obiettivo è confermare il titolo conquistato l’altr’anno, in finale contro Carlitos Alcaraz – grande assente dello Slam londinese. A poche ore dalla rivelazione del main draw ufficiale di The Championship ’26, proviamo a disegnare – basandoci sui possibili incroci –, rispettivamente, il miglior cammino e il peggior di Jannik Sinner nell’edizione di Wimbledon 2026.

Le peggiori ipotesi – il tabellone horror di Sinner

A Parigi abbiamo imparato – per l’ennesima volta – che il tennis è tutto, fuorché una scienza esatta. Le innumerevoli variabili che si aggirano attorno al rettangolo di gioco, possono sovvertire l’ordine delle cose, indipendentemente dal valore dall’avversario e dalla situazione di punteggio. Proprio come al Roland Garros, anche a Church Road l’altoatesino partirà come stra-favorito del torneo, ma un tabellone scomodo, potrebbe complicare il suo back-to-back londinese.

Quale sarebbe, dunque, “il peggior cammino” di Sinner verso la finale? Per un inizio d’avventura tribolante, il nome del numero uno dovrebbe essere abbinato a quello di Matteo Berrettini, senz’altro l’outsider più temuto dalle teste di serie. Il derby tricolore al debutto di Wimbledon offrirebbe certamente uno spettacolo entusiasmante – come ci ricorda il 2° turno del 2024, disputato proprio sul centrale dell’All england lawn tennis and croquet club -, ma questo tete a tete alla prima uscita, non sarebbe un toccasana per nessuno dei due tennisti, e per l’Italtennis in generale, che perderebbe matematicamente almeno uno dei due pezzi da 90, già all’alba di Wimby. Quanto al percorso di Sinner, Matteo è esattamente lo stereotipo di giocatore da non pescare al 1° turno, nonché uno dei pochi atleti in circolazione, che su erba, può procurare grossi grattacapi al campione in carica.

A causa degli infortuni e dei lunghi stop, anche Jack Draper ha perso terreno in classifica, venendo così estromesso dalle prime trentadue teste di serie per il Major casalingo. Il britannico – adesso sotto la guida di Sir. Andy Murray -, è tornato a competere ufficialmente sul prato verde di Eastbourne, ma non sembra aver dimenticato affatto come si stracciano i rivali. Per incrociare Berrettini prima, e Draper poi – nei primi due turni di Wimbledon – Jannik dovrebbe essere a dir poco bersagliato dalla sfortuna; una combo micidiale alla quale nessuna atleta, in quest’edizione di Wimby, vorrebbe andare incontro. Restando nel campo delle ipotesi, ma con delle probabilità percentuali più alte in virtù di riferimenti tangibili, Sinner potrebbe affrontare Brandon Nakashima, al terzo turno. Nella lista dei papabili rivali dei sedicesimi di finale, l’americano è il profilo più pericoloso da contrastare sull’erba di Church Road, e gli ottimi risultati – anche recenti; vedesi Queen’s – ottenuti in carriera su questa superficie lo candidano come mina vagante tra le teste di serie.

Una sceneggiatura che, sino a questo punto, sembrerebbe frutto della fantasia di Dario Argento per uno dei suoi film da vedere col fiato sospeso. Ma no, il noto regista italiano non è complice di questo Horror Main Draw, che per divenire realtà dovrebbe quasi fare a pugni con la statistica. Proseguendo sul suddetto leitmotiv, il numero uno del mondo dovrebbe affrontare uno tra Lehecka e Mensik per avere un’ulteriore giornata pensierosa, agli ottavi, prima di giungere tra le grinfie dell’eterno Novak Djokovic, ai quarti. Per completare le due settimane da incubo, Ben Shelton e Sascha Zverev potrebbero essere un dessert eccellente, con un marcato retrogusto di ace. Un’avventura ipoteticamente sfiancante, da scongiurare in tutti i modi per l’azzurro. Riconfermarsi campione a Wimbledon è già di per sé un’impresa titanica, ma con un tabellone del genere le chance si ridurrebbero notevolmente.

Ritorno al trono saltellando – Il miglior tabellone di Jannik

Adesso ribaltiamo tutto. Immaginiamo che l’edizione 2026 di Wimbledon sia un’infinita discesa che conduce Jannik Sinner verso il secondo trofeo consecutivo. Ma senza versare nemmeno (figurativamente) una goccia di sudore. L’antipasto perfetto? Un tennista che gli dia ritmo e che non sia un grande servitore. Sebastian Baez, per citarne uno. Un modo per rodare i colpi e archiviare repentinamente la pratica, preservandosi per le uscite successive.

Restando in tema Sudamerica, anche Adolfo Daniel Vallejo potrebbe essere un’ottima preda per Jannik al secondo turno. Per il paraguaiano, classe 2004, il manto erboso è un terreno sconosciuto, praticamente inesplorato. Vallejo ha disputato il suo primo match ufficiale sul green a Maiorca, cedendo ad Hanfmann in due set. Ma prima dell’esperienza iberica, il nativo di Asuncion non aveva mai sperimentato il suo gioco sulla suddetta superficie. Requisiti perfetti per un 3-0 indolore in favore dell’azzurro.

Al terzo turno, “la vittima perfetta”, per stile di gioco e punti nevralgici, è Cameron Norrie. Il mancino inglese è sicuramente più vulnerabile a dispetto di Rinderknech o Humbert, i quali, se in giornata, possono spezzare il ritmo di Sinner con una miriade di servizi vincenti, accumulando pian piano fiducia e sicurezza con l’andare del match. Una volta giunto agli ottavi di finale, Jannik, l’avversario più abbordabile – a differenza degli altri candidati – è Learner Tien. L’americano, che nell’ultimo biennio si è affermato con uno dei Next-Gen più forti e interessanti dell’intero circuito, è già finito – suo malgrado – tra gli artigli dell’extraterrestre di San Candido, accumulando 7 game in… due incontri.

Il classe 2005 ha uno stile di gioco molto particolare, risoluto, efficace. Ma che va a nozze con l’aggressività di Jannik. La manovra di Tien, per il gioco rapido di Sinner, risulta eccessivamente lenta, e l’azzurro si appoggia sulla pallina di Learner a meraviglia, togliendo sempre un tempo di gioco. Il “percorso da sogno” continuerebbe, ai quarti di finale, contro Alex De Minaur. l’Head to head tra l’australiano e l’italiano, parla chiaro: 13-0 in favore del quattro volte Slam, diventato la nemesi del velocipede aussie. Per una volata finale ideale, servirebbe un supporto extra dalle retrovie, per evitare, in semi – come già anticipato nel capitolo precedente – il bombardiere Shelton, “capriccioso” sull’erba. Idem per l’atto decisivo. Anche se, con un percorso teoricamente così netto, e in virtù dei numeri a favore, anche lo stesso Sascha Zverev potrebbe assumere sembianze nettamente diverse, trasformandosi nel cliente perfetto per JS.