Rusedski sul rientro di Alcaraz: “Se non giocherà a Cincinnati sarà difficile vederlo allo US Open”

“Ha bisogno di aumentare il carico fino a un determinato livello”, ha affermato Greg Rusedski. “Non deve accelerare troppo”

Di Andrea Binotto
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Carlos Alcaraz – ATP Indian Wells 2026 (foto via Twitter @BNPParibasOpen)

A tutti gli appassionati di tennis Carlos Alcaraz non può che mancare. Assente da metà aprile per via di un infortunio al polso più grave del previsto, il 23enne spagnolo sta preparando il suo ritorno alle competizioni. Fino a pochi giorni fa circolavano video del sette volte campione Slam che si allenava con una racchetta senza corde, o comunque a bassa intensità. Dopo la trasferta oceanica per portare la Coppa del Mondo al MetLife Stadium nel New Jearsey, Carlitos è di nuovo atteso a breve negli Stati Uniti, dove prenderà parte prima al 1000 di Cincinnati, in programma dal 13 al 23 agosto, e poi allo US Open a partire dal 30 del prossimo mese.

Rusedski: “Per disputare lo US Open Alcaraz dovrà giocare a Cincinnati”

Al suo ritorno Alcaraz dovrà subito difendere i titoli in Ohio e a New York, dove per ora non si è segnato per il doppio misto. Per potersi sentire competitivo nello Slam americano, però, secondo Greg Rusedski l’iberico dovrà necessariamente scaldare i motori a Cincinnati. Per avere qualche possibilità di disputare lo US Open, deve giocare a Cincinnati, ha affermato l’ex numero 4 del mondo nel podcast Off Court. “Se scenderà in campo e il polso reggerà, sarà una notizia fantastica per il nostro sport. Se invece non giocherà a Cincinnati, sapremo che difficilmente prenderà parte allo US Open. A quel punto sarebbe rimasto lontano dal tennis troppo a lungo”.

Allo stesso tempo, però, il 52enne britannico predica la calma. “Deve essere intelligente. Ha bisogno di aumentare il carico fino a un determinato livello, senza accelerare eccessivamente. Cincinnati potrebbe aiutarlo perché avrà qualche giorno di riposo tra una partita e l’altra, ma restano comunque molte incognite”. Il finalista dello US Open 1997 spera ovviamente di poter rivedere Carlitos in campo quanto prima. “Incrociamo le dita affinché possa tornare a Cincinnati e farlo in buone condizioni. Carlos ci è mancato, il nostro sport ha bisogno di lui.

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