TENNISPOTTING maggio, Dimitrov e Raonic: le speranze ardite e poi tradite

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TENNISPOTTING maggio, Dimitrov e Raonic: le speranze ardite e poi tradite

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Dimitrov si procura il matchpoint contro Berdych con una epica volée in tuffo (foto C. GIULIANI)

TENNIS TENNISPOTTING – Il sole caldo e alto, le palline che viaggiano alte, in sicurezza e nel cono visivo dell’arbitro che può anche non abbassare lo sguardo tanto sono alte le traiettorie, con i piedi dei giocatori che si allontanano dalla riga di fondocampo ancora di più del solito: è la terra battuta e se non sei fisicamente pronto aspetta giugno, ché poi si gioca su erba.

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A cura di Claudio Giuliani e Daniele Vallotto

 

Si giocano due Master 1000 a maggio: Madrid e Roma. Poi chi vuole, chi non è arrivato troppo in fondo – e quindi logoro – a questi due tornei, può mangiarsi un pretzel a Düsseldorf (che nel 2015 non ci sarà) o sorseggiare un espresso a Nizza. Perché poi c’è il Roland Garros, di cui parleremo a giugno, però. Madrid e Roma si giocano praticamente di fila, ci sono tutti i migliori e sono, o dovrebbero essere, tutti nel culmine della forma psicofisica.

TENNISTA DEL MESE
Claudio Giuliani: La legge del contrappasso al contrario vede Rafael Nadal vincere il torneo di Madrid grazie all’infortunio di Kei Nishikori, mentre a Roma in finale lo spagnolo perde da Djokovic. Sulla terra battuta solo Novak ha le armi, la tenacia e la pazienza per battere il maiorchino, specie due set su tre. Tre su cinque, come vedremo in seguito, è difficile se non impossibile. Ad ogni modo Nadal ha rischiato di finire i mesi di aprile e maggio senza titoli sulla terra battuta, roba da appendere la racchetta al chiodo. Ma comunque non scelgo nessuno dei due per eleggere il giocatore del mese, che secondo me è Milos Raonic. L’ho visto dal vivo a Roma in due occasioni e mi ha impressionato per i miglioramenti intravisti nel primo trimestre. Tra l’altro ritengo che la superficie migliore per lui sia proprio la terra battuta, quella che gli concede più tempo per la sua ampia apertura di diritto. Di rovescio è leggerino ma sulla terra deve contenere e ha quindi il tempo per girare attorno alla palla e caricare col diritto, movimento ampio e lungo che sul veloce non riesce ad avere la stessa efficacia se la velocità del gioco è più alta. Il match con Djokovic è stato molto bello; Novak ha rischiato di uscire ma alla fine ha meritato perché rispondere per due ore a servizi sempre sopra i 215 kilometri orari con punte molto ripetute di prime palle oltre i 230 è cosa che solo lui può fare. Bravo Raonic e bravo anche Bolelli che l’ha fatto soffrire nel primo turno del torneo.

Daniele Vallotto: Milos Raonic non lo amo particolarmente e il suo maggio non mi ha entusiasmato. A Roma, se guardiamo il livello degli avversari, non è che abbia fatto sfracelli ma è arrivato dove il suo ranking gli ha permesso di arrivare. Bolelli, Tsonga e Chardy non sono dei tennisti banali ma è anche ora che i giovani comincino a essere costanti e a battere chi sta sotto di loro. A conti fatti, Raonic ha giocato la migliore partita della settimana quando ha perso: un brutto paradosso per chi vuole diventare un campione. Per cui scelgo Novak Djokovic che a Roma gioca un torneo molto buono, non eccellente ma certamente di buon livello (e poi si presume che l’eccellenza arrivi tre settimane dopo). E dire che il percorso al Foro Italico non è stato mica semplice: un set ceduto a quella vecchia volpe di Kohlschreiber (uno dei miei preferiti nel circuito), uno a Ferrer, uno a Raonic e poi il primo set della finale ceduto a Nadal. Ma i due set con cui ha spazzato via il maiorchino fanno dimenticare tutte le incertezze della settimana e ci consegnano un Djokovic carichissimo per il Roland Garros. Ma quando si dice che tre su cinque è un altro sport non è che si stia esagerando, eh…

DELUSIONE DEL MESE
Claudio Giuliani
: Ero in tribuna a guardare Fabio Fognini che veniva eliminato da un ottimo Lukas Rosol. Non la considero una sorpresa. Il miglior giocatore italiano ha avuto sempre un rapporto complicato con il torneo di casa e i romani non sono tanto inclini a tollerare certi atteggiamenti da sbruffone. Infatti Fogna lascia il campo fischiando e battendo le mani in maniera provocatoria. Vabbè, andiamo oltre. Nadal ha deluso. A Madrid è arrivato in finale con un tabellone ridicolo in quanto a difficoltà per lui (Monaco, Nieminen, Berdych, Bautista-Agut) ed è andata come detto. A Roma ha sudato tantissimo fino alla semifinale, battendo al terzo set un ottimo Simon, poi Youzhny sempre al terzo e poi Murray. Deludente. Ancora una volta un altro segnale che Nadal non è, nel periodo dell’anno che preferisce, il miglior Nadal. Per me è lui la delusione del mese di maggio.

Daniele Vallotto: L’indecisione è tanta ma alla fine mi arrendo all’evidenza e per il terzo mese di fila scelgo Nadal per la delusione del mese. Il problema è che il torneo vinto è decisamente immeritato e quello che perde in finale è decisamente meritato. A Madrid lo spagnolo passeggia (c’è Berdych ai quarti ma oramai è poco più di un bye, il ceco, specie sulla terra) e poi in finale trova la folgorazione della settimana: Kei Nishikori. A Roma cede set a Simon, Youzhny (!), Murray (!!) e poi in finale non riesca ad arginare SuperNovak dopo aver vinto il primo set. Vorrei però spendere qualche parola sulla finale di Madrid. Seguo Nishikori con una certa costanza (diciamo dal 2011 in poi) e penso quel set e mezzo contro Nadal sia stato il migliore che abbia mai giocato. Precisione, profondità, timing, ritmo: tutto Bollettieri in un’ora circa. Si può apprezzare o meno il Bollettieri pensiero ma è indubbio che Kei abbia sviluppato in maniera eccezionale e del tutto personale gli insegnamenti della sua Academy. Ne è risultato un tennista molto simile a Davydenko, forse più potente e veloce: un Kolya 2.0. E per qualche minuto, penso che Nadal abbia temuto che lo spirito del russo fosse sceso sulla Caja Magica. Il rovescio della medaglia è però un fisico minuto e forse un po’ fragile e così Nishikori ha dovuto rimandare l’appuntamento con il primo Master 1000, che avrebbe ampiamente meritato. Purtroppo, se non migliorerà il suo vero punto debole, cioè il servizio, sarà sempre costretto a chiedere il massimo al proprio corpo per vincere qualcosa di grosso.
Tornando a Nadal, penso ci siano pochi dubbi che quella del 2014 è la peggior campagna rossa di sempre. Ma, come per Raonic, c’è un paradosso: se dopo la vittoria di Madrid, il Nadal in conferenza stampa si mostra pessimista, quello dopo la sconfitta di Roma è inspiegabilmente ottimista. E vedremo che non è un bluff.

COLPO DEL MESE
Claudio Giuliani:
Ero a non più di cinque metri da Grigor Dimitrov quando ha fatto questo colpo sotto i miei occhi e dentro l’obiettivo della mia reflex. Se avrete la pazienza di guardare tutti i replay del colpo vedrete che in quello da dietro il bulgaro dà alla volée una traiettoria esterna assurda. Mi piace molto anche questo recupero di Nadal, dove dimostra la solita manualità sottovalutata dai più, ma Dimitrov è sempre presente negli Hot Shot di ogni torneo. Questo mese tocca a lui.

Daniele Vallotto: Ci vuole bravura a catturare il momento e poi ci vuole un po’ di fortuna ma anche e soprattutto un po’ di intuito. E quindi bravo bravissimo a Grigor Dimitrov, che gioca un colpo che coglie di sorpresa anche lui (a giudicare da come si rialza di colpo per festeggiare col Pietrangeli in piedi) e bravo bravissimo anche a Claudio, perché certe volte la storia si sta svolgendo sotto ai nostri occhi e nemmeno ce ne accorgiamo.

PARTITA DEL MESE
Claudio Giuliani
: Il miglior Murray dell’anno si vede a Roma, contro un buon Rafael Nadal dopo i primi turni thriller del torneo. Il match è in programma di sera e il pubblico assiepa corposo il centrale del Foro Italico. I due si spartiscono i primi due set, con Rafa sotto shock nel primo ma che nel parziale seguente dà prova di essere sempre lui, gasandosi con il suo gancio sinistro tirato al cielo. Il terzo set è il migliore del torneo, con continui capovolgimenti e i due che si rincorrono nel punteggio, mettendo a segno finalmente punti spettacolari. Il pubblico gradisce le oltre due ore e mezza di gioco di tennis muscolare sì, ma di una lotta serrata fra un Nadal che sembra il solito sul rosso e un Murray finalmente ritrovato. C’è poco da fare: sulla terra si gioca così, ci vogliono i muscoli, i polmoni e il cuore. In questa partita due dei migliori esponenti di questo tipo di tennis hanno reso incerto l’esito della partita fino agli ultimi due game. Potevano fare meglio? Non credo. Il pubblico se ne è andato soddisfatto e per me il match del mese è loro. Menzione anche per lo scoppiettante Berdych-Dimitrov e per Wawrinka-Haas, partita divertente ma con Stan sempre distratto. Il ragazzo svizzero ogni volta che vince un torneo ha bisogno forse di un mese di vacanza.

Daniele Vallotto: Visto che con Raonic sono stato un po’ severo più sopra, scelgo la sua semifinale contro Djokovic. Due ore buone di incertezza totale ma alla fine viene fuori la maggiore caratura e soprattutto il fisico migliore. Djokovic, con le tre ore contro Raonic, dimostra che per batterlo due su tre serve essere al 100% e probabilmente nemmeno basta. Riepilogo le sue sconfitte nei Master 1000: Federer a Montecarlo (e fu un ottimo Federer), Tsonga a Montreal dopo la sbronza di Wimbledon (e contro il miglior Tsonga dell’anno), Robredo a Cincinnati (l’unica sconfitta ingiustificabile) e Federer a Shanghai. Due sconfitte più che comprensibili (Shanghai e Montreal), una in cui era forse scarico (Montecarlo) e una quarta (Cincinnati) che tradisce la voglia matta di Djokovic di vincere quel torneo. A ben pensarci, le due sconfitte più deludenti dell’anno subìte dal serbo sono quelle arrivate nei due grandi tornei che gli mancano. Io non penso che sia un caso.

SORPRESA DEL MESE
Claudio Giuliani
: Vedere un Milos Raonic così competitivo sulla terra battuta non può che essere una sorpresa per me. L’ho sempre considerato un giocatore noioso da vedere, almeno fino all’avvento del team Piatti-Ljubicic. Ora invece gioca con giudizio ed è diventato un avversario temibile per tutti. Però l’ho già eletto giocatore del mese. Possiamo considerare Nishikori una sorpresa? Si parla di lui come uno dei prossimi a salire nei piani alti da molto. Gioca bene da anni ma senza picchi di regolarità. A Madrid ha fatto vedere cosa è in grado di fare, ma, onestamente, non mi ha sorpreso vederlo giocare bene. Mi sorprenderà quando vedrò giocarlo bene con regolarità. E allora divago un po’ – avrai clemenza spero – la sorpresa del mese è Roger Federer. Sì, perché è stata veramente una sorpresa per tutti trovarlo a Roma qualche giorno dopo la nascita dei gemelli maschi. Si è palesato il martedì mi pare, il giorno prima di scendere in campo e perdere contro Chardy, ottimo peraltro. Il martedì pomeriggio sono riuscito a intrufolarmi sul balcone dei uno degli sponsor del torneo, per ammirare Roger che si allenava (!) con Potito Starace, fuori dal torneo per mancato invito da parte degli organizzatori. Sorrideva, scherzava, giocava blando: un uomo felice e distratto. Ha fatto felici tutti i suoi tantissimi fan (e gli organizzatori) per questa improvvisata abbastanza a sorpresa. Nessuno lo avrebbe biasimato di nulla in caso di assenza. E nulla gli è stato detto quando ha perso da Chardy sul centrale il giorno dopo. Aveva fretta di tornare a casa. Arrivederci Roma.

Daniele Vallotto: Dominic Thiem comincia a far parlare di sè a febbraio, quando impegna Murray fino al terzo set a Rotterdam e fa capolino in top-100 dopo Indian Wells, quando passa le qualificazioni, batte Kosakowski e Simon e si arrende onorevolmente a Benneteau. Ma a maggio il ragazzino che si prepara fisicamente portando tronchi di 25 chili sulle spalle fa qualcosa di più: batte un top-10 (Wawrinka) in un grande torneo (Madrid) dopo aver perso il primo set per 6-1 e gli appassionati del rovescio a una mano tirano fuori il taccuino per segnarsi il suo nome. Deve fare ancora molta strada ma i segnali che manda da Madrid in poi saranno più che incoraggianti. Ah, guardate cosa si inventa qui per recuperare la smorzata di Wawrinka: se lascia stare il gel può regalare tante soddisfazioni alla rubrica di Luca Baldi.

DOPPIETTA DEL MESE
Daniele Vallotto:
Due coppie di gemelli, incredibile a dirsi, figurarsi a farsi. Roger Federer festeggia l’arrivo di altri due eredi e naturalmente la coppia è di maschi perché pure la par condicio dev’essere rispettata. Non sapremo mai se è il GOAT ma certamente è l’unico numero 1 ad avere una doppia coppia di gemelli. Come dice Bethanie Mattek-Sands: questo ragazzo ci dovrà lasciare qualche record! #OverAchiever

MARIA MONTESSORI EDUCATION AWARD
Claudio Giuliani:
Per il secondo mese di fila vince il premio il nostro Fabio Fognini che, appena sconfitto in campo al primo turno del torneo da Dolgopolov, ha pensato bene che la sua prima preoccupazione dovesse essere quella di assicurarsi che in conferenza stampa non ci fossero giornalisti della nostra testata. “Se non se ne va il giornalista di Ubitennis non parlo”, questa la frase del miglior giocatore italiano, cui abbiamo contribuito a dare notorietà. La vicenda, amplificata dalla sorella di Fabio, Fulvia, già campionessa mondiale di trollaggio su Twitter, è stata ripresa anche da diversi quotidiani generalisti, seppur con qualche errore.

TWEET DEL MESE
Il suo humour inglese non l’abbandona mai (cit.)

L’indice della rubrica:

TENNISPOTTING gennaio: Wawrinka e la fine dell’età adulta del tennis
TENNISPOTTING febbraio: il ritorno dello Jedi Federer
TENNISPOTTING marzo: il gioco si fa duro? Allora vince Djokovic
TENNISPOTTING aprile: Nadal, da capitàno a marinaio del Mar Rosso

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Flash

Ranking WTA, Paula Badosa al sesto posto. Serena Williams esce dalla Top 50

Best ranking anche per Cori Gauff, male Mertens e Vondrousova

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Paula Badosa - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Pochi movimenti verso l’alto nel WTA Ranking di questa settimana, come d’altronde è tradizione per il periodo immediatamente precedente ad uno Slam. In Top 10 c’è grande stabilità, con una sola eccezione: forte del titolo conquistato al 500 di Sydney, Paula Badosa ha conquistato il best ranking di N.6 WTA; e pensare che un anno fa era stata l’unica tennista positiva (uomini compresi) alla vigilia del torneo, finendo isolata in un hotel senza nemmeno gli attrezzi per allenarsi. A fare le spese della sua ascesa sono Maria Sakkari (-2, da N.6 a N.8) e Iga Swiatek (-1, da N.8 a N.9).

In Top 20 ci sono altre due tenniste che raggiungono la propria miglior classifica, vale a dire Elena Rybakina (N.12, +1) e Cori Gauff (N.16, +3). Calo per Angelique Kerber (N.17, -3) e soprattutto per Elise Mertens, che esce dalle prime venti accasandosi alla 26 (-6). Il suo posto viene preso da Petra Kvitova (+2, N.19). Poco più indietro, buon salto per Daria Kasatkina (N.23, +3).

I veri spostamenti di rilievo sono avvenuti più indietro. Si segnalano infatti i forti cali di Marketa Vondrousova (-7, N.41) e soprattutto di Serena Williams, che è uscita dalla Top 50 perdendo 12 posizioni. Questo è solo il prodromo di un vero e proprio crollo per la leggenda statunitense, che dopo l’Australian Open (dove difendeva la semifinale ma è stata costretta al forfait) uscirà addirittura dalle prime 200 (il suo live ranking è di N.244). Destino simile per la finalista uscente Jennifer Brady, che fra due settimane si troverà fuori dalle prime cento (live ranking di N.110). Di seguito la Top 50:

 
Classifica WTAVariazioneGiocatricePunti
10Ashleigh Barty7111
20Aryna Sabalenka5698
30Garbiñe Muguruza5425
40Barbora Krejcikova5213
50Karolina Pliskova4582
6+3Paula Badosa4264
70Anett Kontaveit4231
8-2Maria Sakkari4071
9-1Iga Swiatek3916
100Ons Jabeur3500
110Anastasia Pavlyuchenkova2968
12+1Elena Rybakina2765
13-1Sofia Kenin2762
140Naomi Osaka2696
150Simona Halep2657
16+3Cori Gauff2655
17-1Elina Svitolina2641
180Emma Raducanu2595
19+2Petra Kvitova2530
20-3Angelique Kerber2517
21+1Jessica Pegula2474
22+1Belinda Bencic2415
23+3Daria Kasatkina2360
240Leylah Fernandez2279
250Victoria Azarenka2166
26-6Elise Mertens2091
27+1Jelena Ostapenko2035
28-1Jennifer Brady1953
29+2Tamara Zidansek1931
30-1Danielle Collins1911
31+1Karolina Muchova1734
32-2Veronika Kudermetova1695
330Camila Giorgi1692
34+3Jil Teichmann1620
350Sara Sorribes Tormo1588
360Shelby Rogers1583
37+2Liudmila Samsonova1577
380Sorana Cirstea1502
39+2Clara Tauson1459
40+2Viktorija Golubic1452
41-7Marketa Vondrousova1447
42+1Yulia Putintseva1400
43+2Ajla Tomljanovic1395
44+2Bianca Andreescu1378
45-5Ekaterina Alexandrova1356
46+11Alison Riske1271
47+1Tereza Martincova1226
48+1Katerina Siniakova1220
49+2Anna Kalinina1188
50+3Camila Osorio1167

CASA ITALIA

Le migliori giocatrici italiane rimangono piuttosto stabili, anche perché la N.1 Camila Giorgi ha deciso di non scendere in campo prima dell’Australian Open, mentre Trevisan, Errani, Bronzetti, Cocciaretto, Stefanini e Di Sarra erano impegnate nelle qualificazioni dello Slam – Trevisan e Bronzetti sono riuscite ad accaparrarsi un posto in tabellone, con Lucia che si è guadagnata l’esordio assoluto in un Major. Si segnala purtroppo la forte discesa di Bianca Turati, che ha perso 64 posizioni rispetto alla scorsa settimana. Di seguito le venti migliori azzurre:

Classifica WTAVariazioneGiocatricePunti
330Camila Giorgi1692
520Jasmine Paolini1153
111+2Martina Trevisan713
121+2Sara Errani621
142+3Lucia Bronzetti511
159-4Elisabetta Cocciaretto43′
184-3Lucrezia Stefanini368
190+2Giulia Gatto-Monticone361
204+1Federica Di Sarra337
280+4Martina Di Giuseppe243
294+4Cristiana Ferrando229
295-2Jessica Pieri228
386-64Bianca Turati148
411+3Stefania Rubini131
413+3Camilla Rosatello129
414-7Martina Caregaro129
424+2Anna Turati123
430+1Nuria Brancaccio121
444+1Dalila Spiteri115
469-1Anastasia Grymalska105

NEXT GEN RANKING

Raggiunto il best ranking, Coco Gauff si riprende anche lo scettro di miglior teenager del circuito grazie alla semifinale raggiunta all’Adelaide International 2. Superata Emma Raducanu, travolta senza tema di smentita da Rybakina a Sydney. Brutto calo per Marta Kostyuk, che perde 16 posizioni ed esce dalla Top 50. Qui le migliori tenniste nate dopo il 1° gennaio 2002:

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
1+3Cori Gauff200416
20Emma Raducanu200219
30Leylah Fernandez200224
4+2Clara Tauson200239
5-16Marta Kostyuk200266
6+3Qinwen Zheng2002108
7+3Diane Parry2002114
8+1Daria Snigur2002151
90Victoria Jimenez Kasintseva2005202
10+3Elina Avanesyan2002211

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ATP

Classifica ATP: eppur si muove

Nadal torna fra i primi cinque, Sinner rientra in Top 10 dopo una settimana. Best ranking per Auger-Aliassime, grandi exploit per Cressy e Kokkinakis

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Jannik Sinner - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

Il caso Djokovic rischia di diventare per il tennis l’equivalente di un buco nero in astrofisica: una vicenda che inghiotte tutto ciò che la circonda. Per ribellarci a questo destino, dedichiamo tempo e attenzione anche a ciò che accade al di fuori delle vicende che hanno coinvolto il tennista serbo e le autorità australiane, cominciando dalla classifica ATP che, nonostante la stagione sia appena cominciata, “eppur si muove”.

E i movimenti che compie sono interessanti. Di seguito la Top 20:

17/01/2022Giocatore03/01/2022Differenza
1Djokovic10
2Medvedev20
3Zverev30
4Tsitsipas40
5Nadal6+1
6Rublev5-1
7Berrettini70
8Ruud80
9Auger-Aliassime11+2
10Sinner100
11Hurkacz9-2
12Norrie120
13Schwartzman130
14Shapovalov140
15Karatsev18+3
16Thiem15-1
17Federer16-1
18Bautista Agut19+1
19Garin17-2
20Monfils21+1

 

Qualche annotazione:

  • Il canadese Felix Auger-Aliassime – grazie alla vittoria del Canada nella ATP Cup, ottenuta anche con il suo decisivo contributo – torna ad occupare una posizione tra i 10 migliori giocatori del mondo, la numero 9, dopo una fugace apparizione al numero 10 lo scorso novembre. Hubert Hurkacz scende al numero 11: Jannik Sinner torna dunque in Top 10 dopo una fugace uscita la scorsa settimana.
  • Aslan Karatsev, grazie alla vittoria conquistata a Sidney, eguaglia il proprio best ranking: il numero 15.
  • Il francese Arthur Rinderknech – finalista ad Adelaide 2 – entra tra i primi 50. È numero 48.
  • Maxime Cressy – uno degli ultimi interpreti del serve & volley – è stato protagonista di un grande inizio di stagione, prima con la finale di Melbourne e poi con i quarti di finale a Sidney. Questi risultati gli sono valsi l’ingresso per la prima volta in carriera nella top 100; oggi lo troviamo al numero 70.
  • Lo statunitense Cressy non è l’unico giocatore ad avere varcato per la prima volta la soglia della Top 100 nel corso di questo mese; il tedesco Oscar Otte (96) e il danese Holger Rune (99) hanno fatto altrettanto. Non ce ne vorrà Otte ma in termini prospettici ci sembra più significativo l’exploit compiuto dal danese; con il suo arrivo, Carlos Alcaraz non è più l’unico tennista nato nel 2003 presente tra i primi 100.

Nell’ultima classifica pubblicata lo scorso anno, nove tennisti italiani occupavano una delle prime 100 posizioni; oggi ne troviamo uno in meno:

17/01/2022NOMENATO NEL
7Berrettini1996
10Sinner2001
26Sonego1995
32Fognini1987
60Musetti2002
65Mager1994
95Cecchinato1992
98Travaglia1991

Andreas Seppi è scivolato al numero 101. Inizio di stagione importante sotto il profilo statistico per il diciannovenne Flavio Cobolli; il tennista fiorentino è entrato tra i primi 200 giocatori del pianeta, al numero 199.

Un mese di gennaio indimenticabile per Thanasi Kokkinakisl’australiano in un sol colpo ad Adelaide ha vinto il primo torneo della carriera, ha ricevuto un messaggio di congratulazioni da Roger Federer e si è portato a sole tre posizioni di distanza dalla Top 100. Forse non è troppo tardi per immaginare un futuro importante per un ragazzo di 25 anni che a 20 era arrivato a occupare la poltrona numero 69 e che poi a causa di un’infinita serie di problemi fisici era caduto in una profonda depressione e sembrava perduto per il tennis che conta.

Bentornato Thanasi.

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ATP

Australian Open uomini: Zverev avanti. Bene Shapovalov, Monfils e Alcaraz, Korda asfalta Norrie. Maratona Karatsev

Un primo turno allenante per Sascha contro Altmaier. Sorprende il giovane americano: lasciati solo sette giochi al britannico numero 12 del mondo. Servono quasi cinque ore ad Aslan per battere Munar

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Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)
Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)

Dopo tanta attesa e tante distrazioni extra-tennistiche è iniziato nella notte italiana tra domenica e lunedì il primo Slam della stagione. La prima giornata degli Australian Open 2022 non ha riservato grandi sorprese per quanto riguarda il tabellone maschile e tutti i principali favoriti hanno vinto piuttosto agevolmente il loro primo turno. Ecco la carrellata di quello che è successo nel Day 1 oltre ai match che hanno visto protagonisti gli italiani, di cui parliamo in altri articoli: dalla vittoria di Matteo Berrettini contro Nakashima a quella di Sonego contro Querrey.

La prima testa di serie di rilievo a scendere in campo in ordine cronologico è stata la n. 14, cioè Denis Shapovalov, che in quattro set ha superato Laslo Djere per 7-6(3) 6-4 3-6 7-6(3) in 3 ore e 23 minuti. Il canadese, reduce dalla vittoria della ATP Cup, non è apparso al meglio sotto l’aspetto tecnico (68 errori gratuiti) ma sicuramente sta facendo progressi sotto quello mentale; “Sto lavorando col mio team per raggiungere una mentalità alla Nadal”, ha confermato lui. Sopra 5-2 nel quarto set, Shapovalov stava servendo per chiudere la partita ma si è creato da solo dei problemi quando con tre errori non forzati e un doppio fallo ha prolungato la sua permanenza in campo. Il n. 51 del mondo ha annullato un match point sul 5-4 e ha brekkato il canadese due volte per giungere al tiebreak, ma lì Djere ha ceduto concedendo la vittoria a Shapovalov.

Alla sua seconda partecipazione all’Australian Open Carlos Alcaraz raggiunge il secondo turno replicando il risultato dello scorso anno dove aveva battuto anche in quel caso un qualificato. Questa volta ha superato nel match di esordio il cileno Alejandro Tabilo 6-2 6-2 6-3 con una prestazione travolgente con un leggero tentennamento solamente nel primo set dove parecchi game ai vantaggi hanno prolungato l’incontro. Lo spagnolo, che dodici mesi fa si presentava a questo torneo da n. 141 mentre ora è n. 31, quest’oggi farà parlare di sé forse più per il vestiario che per la sua vittoria agevole e si potrebbe dire scontata. Il 18enne infatti è sceso in campo con una canotta smanicata che molto ha ricordato lo stile del giovane Nadal, e che ha messo in mostra i suoi muscoli molto più definiti rispetto a quelli del suo connazionale ex n. 1 del mondo.

 

Altre vittorie di tennisti di alto profilo sono quelle di Gael Monfils che ha iniziato la stagione con il titolo vinto nell’ATP 250 di Adelaide 1. Il francese, alla sua 17esima partecipazione in carriera agli Australian Open, ha superato nettamente l’argentino Federico Coria per 6-1 6-1 6-3 concedendo 6 palle break e salvandole tutte. Ha lasciato un set per strada invece il kazako Alexander Bublik contro il ripescato statunitense Ernesco Escobedo. Il n. 37 del mondo ha vinto in rimonta 3-6 7-6(5) 6-3 6-3 e ora se la vedrà proprio contro Monfils in una sfida tra due tennisti estrosi che promette scintille.

Il risultato più sorprendente della giornata è rappresentato forse dalla vittoria di Sebastian Korda su Cameron Norrie. Il numero 12 del mondo, che ha partecipato da Alternate alle ATP Finals di Torino, esce mestamente al primo turno, e con un risultato pure netto: 6-3 6-0 6-4 il risultato a favore del giovane americano, che fino a pochi giorni fa era in quarantena dopo essere risultato positivo al Covid. Korda, che a Melbourne vinse il trofeo junior, alla Kia Arena ha sostanzialmente dominato dalla prima all’ultima pallina, vincendo in un’ora e 42 minuti. “Non è stato facile, non ho avuto una grande preparazione – ha detto Korda -. E non avevo ancora potuto giocare un match quest’anno. Però su questi campi mi trovo molto bene e le mie tattiche hanno funzionato alla perfezione”. Il figlio d’arte Sebastian affronterà al secondo turno Corentin Moutet, vittorioso nel derby francese contro Lucas Pouille.

Nell’ultimo match della sessione serale sulla Rod Laver Arena, Sascha Zverev – uno dei primissimi favoriti del torneo vista l’assenza di Djokovic – ha staccato il suo biglietto per il secondo turno vincendo in tre set contro il compatriota Daniel Altmaier. Non è stata una passeggiata per il vincitore delle ATP Finals di Torino: 7-6 6-1 7-6 il risultato finale, con il meno noto dei due tedeschi, attuale 87 del mondo, che ha dato tutto costringendo il rivale a giocare due tie-break. Zverev ha commesso qualche sbavatura ma nei momenti decisivi ha messo grande concentrazione. Vedere per credere il momento in cui, così preso dalla partita, non si è accorto di aver vinto dopo aver trasformato il match point decisivo con una prima vincente. “Ho vinto, ma per il resto non è andato tutto secondo i piani. Se non sei Roger o Rafa sai che difficilmente inizi perfettamente un torneo già dalla prima partita – ha detto Zverev nell’intervista in campo, in cui c’è stato un simpatico siparietto per il fatto che il tedesco non capisse alla perfezione l’accento fortemente australiano dell’intervistatore -. Millman? L’ho affrontato un paio di volte a Parigi, una volta un match molto lungo al Roland Garros. Lui è difficile da battere qui in Australia e ricordo un match epico contro Roger. Mi auguro sarà una bella partita e non vedo l’ora di tornare in campo”.

In coda di giornata è arrivata anche la prima vera maratona del torneo, quella che ha visto coinvolti Aslan Karatsev, semifinalista uscente, e Jaume Munar. Il russo ha prevalso per 3-6 7-6(1) 6-7(3) 6-4 6-4, ma gli sono servite quattro ore e 52 minuti per avere ragione dell’iberico classe 1997; al prossimo turno affronterà lo statunitense Mackenzie McDonald. Un Karatsev estremamente falloso, soprattutto se si ripensa alla prestazione pressoché perfetta di due giorni fa contro Andy Murray nella finale del torneo si Sydney: Aslan ha infatti concluso con ben 107 errori non forzati contro 87 vincenti, andando in attivo nel saldo solo negli ultimi due parziali e prevalendo solo negli scambi corti (117-91, mentre Munar ha vinto quelli superiori ai cinque colpi per 93-72).

Inizio davvero negativo per lui. Nel primo set ha fatto fatica a trovare il campo (appena 7 vincenti) e ha fatto sembrare la prima del rivale quella di un peso massimo (14/15 Munar nel parziale). Andato sotto 3-0 nel secondo, e pur continuando a regalare (26 errori contro i 3 del rivale), Karatsev è riuscito a prendere in mano il pallino del gioco nel secondo (21-4 il conto dei vincenti), colmando il gap e finendo per dominare il tie-break senza più concedere opportunità nei propri turni. Nel terzo, tuttavia, percentuali negative al servizio (63% con la prima, 40% con la seconda) l’hanno visto andare sotto in due circostanze: prima Munar si è portato avanti 2-0, e poi ha potuto servire per il set sul 6-5. Pur salvandosi, Karatsev è andato sotto 3-1 nel tie-break, ma ancora una volta non è riuscito a sfruttare il mini-break recuperato sul 3-4 ed è andato nuovamente in svantaggio.

All’inizio del quarto, tuttavia, il semifinalista uscente è riuscito a portarsi avanti nel set per la prima volta, vincendo un lungo game in cui ha avuto cinque palle break a disposizione e doppiando per il 3-0 pesante. A sorpresa, Munar è riuscito a rimontare solo per riperdere immediatamente il servizio, venendo così trascinato al quinto nonostante i tre set point salvati sul 3-5. Anche nel parziale decisivo Karatsev si è preso due break di vantaggio, ma Munar si è riavvicinato sul 3-4 e ha anche avuto un ghiotto 0-40 nell’ottavo game per pareggiarla, ma Aslan ha tenuto ed è riuscito a chiudere la contesa (e il Day 1) nel turno di battuta successivo.

QUI IL TABELLONE COMPLETO DELL’AUSTRALIAN OPEN MASCHILE 2022

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