Coppa Davis: Francia favorita contro il Canada, equilibrio tra Germania e R.Ceca

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Coppa Davis: Francia favorita contro il Canada, equilibrio tra Germania e R.Ceca

Negli ottavi di finale della parte bassa del World Group che si disputeranno il prossimo week-end si affronteranno nella splendida cornice di Guadalupe Francia e Canada, con i transalpini nettamente favoriti. La vincente sfiderà nei quarti Germania o Repubblica Ceca, favorita di poco sui teutonici, che sperano di poter approfittare del sostegno del pubblico di Hannover

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Francia vs Canada

La sfida che opporrà da venerdì a domenica Francia e Canada si terrà presso il Vélodrome Amedée Detraux, che si trova nella splendida isola di Guadalupe. L’impianto, adibito per l’occasione a campo in terra rossa outdoor, contiene circa 9000 spettatori e nel recente passato è stato usato per alcune gare di ciclismo su pista, come ad esempio i French National Track Championships del 2009 e gli European Track Championships del 2014.

I precedenti vedono i transalpini in vantaggio per due a zero. Il primo incontro risale al lontanissimo 1966, quando la Francia vinse nettamente per 5-0. Il secondo tie invece si è disputato nel febbraio 2012 sul veloce di Vancouver, coi francesi che vinsero per 4-1. In quell’occasione Raonic riuscì a sconfiggere Benneteau in tre facili set portando temporaneamente la sfida sull’1-1, ma negli altri match Tsonga ebbe la meglio su Pospisil e Dancevic, che nel terzo singolare sostituì il gigante di Podgorica, il quale si fece male al ginocchio dopo la sconfitta nel doppio.

 

Lo scontro che andrà in scena questo weekend è stato preceduto dalle polemiche che ci sono state in Francia in merito alla sede dell’incontro ed in seguito alla sostituzione di Gilbert Ysern come Direttore Generale della FFT e del Roland Garros, sostituito rispettivamente da Jeremy Botton e da Guy Forget. Sarà anche la prima volta di Yannick Noah come capitano dei “Blues”, scelto da Jean Gachassin dopo varie liti ed incomprensioni con altri dirigenti federali e, soprattutto, con Clement, il quale aveva un altro anno di contratto e che per questo ha chiesto 1,5 milioni di euro di risarcimento. I protagonisti francesi sul campo, invece, saranno Tsonga, Gasquet, Monfils, Simon e Roger-Vasselin. Tra questi, “Jo-Wilf” quasi sicuramente giocherà i due singolari, ma sembra essere il favorito anche per il doppio per giocare insieme a Roger Vasselin, anche se non è da escludere che quest’ultimo possa giocare in coppia con Gasquet. Per quanto riguarda invece la scelta del secondo singolarista, c’è molta incertezza: infatti, anche se proprio il tennista di Béziers è più avanti in classifica rispetto a Monfils, questi appare decisamente più adatto a questo tipo di competizione, dove il carattere e la forza fisica contano più della tecnica. Anche lo stesso Simon appare svantaggiato rispetto all’amico Gael, considerando le disfatte in Davis che lo hanno visto protagonista qualche anno fa (il tie con l’Argentina nel 2013 su tutti, quando perse sul 2 pari contro Berlocq in quattro set) e alcuni dissapori che sembrerebbero esserci tra lui ed il vincitore del Roland Garros nel 1983.

Il Canada, invece, non potrà contare su Raonic, ancora alle prese con i problemi agli adduttori inguinali patiti durante la seconda parte della semifinale di Melbourne contro Murray, e su Nestor che, a causa di motivi personali, per la seconda volta negli ultimi 15 anni sarà impossibilitato a disputare un tie di Davis. Come primo singolarista ci sarà dunque Vasek Pospisil, che però si esprime meglio sui terreni rapidi. Oltre a lui, probabilmente scenderà in campo Frank Dancevic – infatti sembra difficile che possa giocare il numero 274 Atp Philip Bester – sceso al numero 245 del mondo e che in singolare in Davis ha un record di 13 vittorie e di 19 sconfitte. Tuttavia, alcuni ricorderanno alcune sue ottime prestazioni, soprattutto quella incredibile del 2013 contro Granollers, all’epoca numero 34 del mondo.  In doppio potrebbero giocare i due giocatori sopra citati, anche se un’alternativa potrebbe essere un duo formato da uno di loro e da Adil Shamasdin, numero 77 del mondo in doppio. Il trentaquattrenne di Toronto ha già giocato per la propria nazione lo scorso anno in coppia con Nestor, in occasione della sfida dei quarti di finale contro il Belgio. Tuttavia in quella circostanza Bemelmans e Coppejans prevalsero in quattro set. Appare invece meno probabile una coppia formata da Bester, numero 160 in doppio, e da uno dei tre tennisti nominati in precedenza.

Analizzando gli head to head tra i giocatori che potrebbero giocare in singolare (non ci sono precedenti per quanto riguarda il doppio, dal momento che quattro anni fa Nestor e Raonic persero da Benneteau e Llodra), si nota come Tsonga abbia vinto nettamente l’unico precedente con Pospisil proprio in occasione della sfida di Vancouver del 2012, quando Vasek perse anche da Monfils. Quest’ultimo ha sconfitto il giocatore di Vernon anche a Shanghai nel 2013. Il numero 45 del mondo, però, si trova sul 2-2 con Gasquet ed ha vinto uno dei due match in cui ha affrontato Simon, che però recentemente lo ha sconfitto al primo turno degli Australian Open. Per quanto riguarda Dancevic, invece, egli non ha mai affrontato Monfils, mentre è sotto 1-0 con gli altri tre giocatori d’Oltralpe.

In conclusione, il pronostico sembra decisamente chiuso in favore dei transalpini, ma è sempre lecito sperare che la magia della Coppa Davis possa regalare almeno un incontro entusiasmante- magari quello tra Pospisil ed il secondo singolarista francese- e da consegnare ai posteri.

Le squadre

Francia

Jo-Wilfried Tsonga, Richard Gasquet, Gael Monfils, Gilles Simon, Edouard Roger-Vasselin

Capitano: Yannick Noah

Canada

Vasek Pospisil, Frank Dancevic, Philip Bester, Adil Shamasdin

Capitano: Martin Laurendeau

Precedenti fra le nazionali

Francia-Canada 2-0

1966 Francia b. Canada 5-0
2012 Francia b. Canada 4-1

Precedenti fra i giocatori

Tsonga-Pospisil 1-0
Monfils-Pospisil 2-0
Gasquet-Pospisil 2-2
Simon-Pospisil 1-1
Tsonga-Dancevic 1-0
Gasquet-Dancevic 1-0
Simon-Dancevic 1-0

Germania vs Repubblica Ceca

A meno di clamorose sorprese, sarà quindi la Francia ad affrontare nei quarti di finale la vincente dell’incontro che vedrà impegnate Germania e Repubblica Ceca sul Rebound Ace della TUI Arena di Hannover. L’arena, edificata nel 2000, può contenere poco meno di 11 000 spettatori, potendo però arrivare a 14 000 in occasione dei concerti. L’impianto ha visto andare in scena i Backstreet Boys, gli Scorpions e i Depeche Mode, oltre ad aver ospitato nel 2013 e nel 2015 la finale tedesca dell’Eurovision Song Contest (uno spettacolo musicale paneuropeo ispirato al Festival di Sanremo ed  uno degli eventi non sportivi più seguiti al mondo).

I precedenti tra le due formazioni vedono in vantaggio i teutonici per 10-4. Questi ultimi vinsero il primo incontro nel 1929, trionfando anche nel 1935 e 1937 (certamente Hitler ne sarà stato felice), oltre che nel 1960. La Germania Ovest vinse poi nel 1961 e nel 1968, perdendo però nel 1972, 1973, 1974 e 1982. Nel 1985 i tedeschi tornarono al successo, così come nel 1989, con Becker che sconfisse in tre set Srejber nel match decisivo. Le due compagini si sfidarono poi nel 1993, anno in cui nacque la Repubblica Ceca (quattro anni prima era caduto il muro di Berlino, evento che unificò la Germania). L’incontro vide la vittoria tedesca per 4-1, con Stich e Goellner che superarono i cechi guidati da Korda e Novacek (che giocò un match memorabile proprio contro il campione dell’edizione 1991 di Wimbledon, che si impose solo per 7-5 al quinto). Pochi mesi dopo i tedeschi conquistarono l’insalatiera nella finale di Dusseldorf vinta per 4-1 contro l’Australia capeggiata da Stoltenberg e dai Woodies. L’ultimo tie risale invece al 2005, quando i tedeschi vinsero nuovamente al match decisivo, con Haas – protagonista nella prima partita di una sfida bellissima al quinto set che però vide trionfare il ventenne Berdych – che si impose in quattro set su Tomas Zib.

Nella sfida di quest’anno la compagine tedesca presenterà ai nastri di partenza Philip Kohlschreiber ed Alexander Zverev per il singolare, mentre la coppia per il doppio potrebbe essere formata proprio da “Kohlsch” e da Philip Petzschner, numero 40 del mondo in doppio e che in questa specialità in coppia con Melzer ha vinto a Wimbledon e a New York rispettivamente nel 2010 e nel 2011. I due insieme hanno già giocato tre volte in Davis, vincendo in due circostanze. Un’alternativa potrebbe essere un duo formato da “Petzsche” e l’istrionico Dustin Brown, che quantomeno sarebbe garanzia di grande spettacolo.

Per quanto riguarda invece la formazione ceca, essa vede in primissima fila Tomas Berdych, che dovrebbe giocare anche sabato assieme a Stepanek (i due in Davis hanno un record impressionante di 16 vittorie e 2 sole sconfitte). Per il posto di secondo singolarista c’è un ballottaggio tra Rosol e Vesely, con il primo che appare favorito, visto il miglior record e la maggiore esperienza, mentre il ventiduenne di Pribran sta attraversando un periodo decisamente negativo, considerando che quest’anno ha perso 5 partite su 6. Non è da escludere, poi, che su un eventuale 2-2 Navratil decida di schierare Stepanek che, nonostante i quasi trentotto anni, in questo contesto in passato si è reso protagonista di imprese memorabili (quella con Almagro nella finale del 2012 resta probabilmente la più bella).

Guardando gli head to head tra i vari giocatori, emerge come Berdych sia in vantaggio per 7-1 su Kohlschreiber, per 2-0 su Zverev, per 1-0 su Brown e, curiosamente, soltanto per 3-2 su Petzschner. Rosol invece si trova sotto 4-1 con Kohlschreiber, 1-0 con Petzschner e 4-2 con Brown – anche se si sono incontrati solo in tornei Challenger – ma è avanti 2-0 su Zverev. Vesely è sotto 2-0 con Kohlschreiber e 1-0 con Brown. Stepanek, dal canto suo, ha sconfitto 6 volte su 7 Kohlschreiber ed è sull’1-0 con Brown e Petszchner

In conclusione, la Repubblica Ceca sembra leggermente favorita, ma la Germania ha tutte le possibilità di centrare il colpaccio. Il doppio, come spesso accade, potrebbe essere decisivo, così come potrebbe esserlo anche qualche scelta a sorpresa da parte dei capitani. L’unica certezza è che sarà un weekend di Coppa Davis tutto da vivere e da gustare.

Le squadre

Germania

Philip Kohlschreiber, Alexander Zverev, Dustin Brown, Philip Petzschner

Capitano: Michael Kohlmann

Repubblica Ceca

Tomas Berdych, Lukas Rosol, Jiri Vesely, Radek Stepanek

Capitano: Jaroslav Navratil

Precedenti fra le nazionali

Germania- Repubblica Ceca 10-4

1929 Germania b. Cecoslovacchia 4-1
1935 Germania b. Cecoslovacchia 4-1
1937 Germania b. Cecoslovacchia 4-1
1960 Germania Ovest b. Cecoslovacchia 3-2
1961 Germania Ovest b. Cecoslovacchia 3-2
1968 Germania Ovest b. Cecoslovacchia 4-1
1972 Cecoslovacchia b. Germania Ovest 3-2
1973 Cecoslovacchia b. Germania Ovest 3-2
1974 Cecoslovacchia b. Germania Ovest 3-2
1982 Cecoslovacchia b. Germania Ovest 5-0
1985 Germania Ovest b. Cecoslovacchia 5-0
1989 Germania Ovest b. Cecoslovacchia 3-2
1993 Germania b. Repubblica Ceca 4-1
2005 Germania b. Repubblica Ceca 3-2

Precedenti fra i giocatori

Berdych-Kohlschreiber 7-1
Berdych-Zverev 2-0
Berdych-Brown 1-0
Berdych-Petzschner 3-2
Kohlschreiber-Rosol 4-1
Petzschner-Rosol 1-0
Brown-Rosol 4-2
Rosol-Zverev 2-0
Kohlschreiber-Vesely 2-0
Brown-Vesely 1-0
Stepanek-Kohlschreiber 6-1
Stepanek-Brown 1-0
Stepanek-Petzschner 1-0

Gabriele Ferrara

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Coppa Davis

Quanto vale davvero la World Cup of Tennis (alias Coppa Davis)?

Un’analisi di business del nuovo formato. Al momento siamo allineati a un ATP 500 top, ma il trend è in crescita

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Dopo un weekend di intense emozioni a seguito del commovente saluto di Federer che non dimenticheremo facilmente, comincia una nuova settimana abbastanza soft, con soltanto tornei ATP 250. Ne approfittiamo allora per guardare avanti e parlare un po’ di questa nuova Davis Cup, che speriamo possa regalarci nel prossimo futuro belle soddisfazioni.

Riavvolgiamo allora il nastro;

ANNO 2018: Il board ITF votò l’OK alla nuova formula della Davis sulla base di una proposta che parlava di un total financial commitment iperbolico di 3 miliardi di euro in 25 anni, ovvero 125 milioni all’anno (col senno di poi sarebbe interessante leggere il report di Deloitte che all’epoca redasse la due diligence per ITF sulla “soundness” della proposta di Kosmos; purtroppo il documento è riservato). Tuttavia già all’epoca la quota “reale” di prize money destinata ai giocatori era ben diversa, nell’ordine dei 15 milioni di euro totali.

 

ANNO 2019: la grande discontinuità comincia nel 2019, con la prima edizione che si tiene a Madrid nella Caja Magica. Tutte le fasi finali con le migliori 16 squadre tutte assieme appassionatamente, nei round robin che hanno determinato poi il quadro a eliminazione diretta dai quarti in poi. Due cose sono rimaste di quell’edizione: un nuovo capitolo della leggenda di Nadal che si caricò lettaralmente sulle spalle la Spagna per portarla alla vittoria finale; e il delirio organizzativo con un numero folle di match compressi in una settimana, col risultato di sessioni mattutine dagli spalti vuoti e session serali che si prolungavano fino a notte fonda.

ANNO 2020: niente da segnalare, le finali di Davis non hanno luogo causa Covid, e causa deficit registrato a seguito della prima edizione del nuovo corso, con gli organizzatori che colgono la palla balzo per evitare guai ulteriori

ANNO 2021: primo aggiustamento della formula, con la distribuzione della fase a gironi presso 4 sedi staccate per ampliare la partecipazione di pubblico e snellire le finals ai match più significativi di semifinali e finali. Esperimento parzialmente riuscito in quanto l’idea delle sedi staccate appare azzeccata per avere in una di quelle sedi un home team che traina la partecipazione di pubblico (meglio se però in città affamate di tennis). Il tallone d’achille fu però una programmazione che rendeva di fatto irrealistico per i fan organizzarsi per andare a seguire alle finali la propria squadra e rendere l’atmosfera speciale, visto che fra quarti e semifinali/finali il lag temporale era di circa 10 giorni.

ANNO 2022: qua siamo arrivati al nadir della storia della Davis con l’opzione di Abu Dhabi che sembrava emergere prepotentemente come sede favorita delle Finals, sull’onda di chissà quanti petrodollari; una decisione che è stata schivata per sollevazione popolare, visto che una fetta consistente degli addetti ai lavori, in modo più o meno rumoroso, espresse la propria disapprovazione per l’ipotesi che avrebbe definitivamente ucciso ogni rimando al vecchio formato. L’altra innovazione al formato introdotta infine è stata quella di spostare i quarti nello stesso slot temporale e nella stessa sede della fase finale, grazie ad un’estensione dello slot a calendario dedicato alla manifestazione.

Nell’attesa insomma di vedere gli sviluppi del braccio di ferro Kosmos – Tennis Australia che dovrebbe portare all’unione fra ATP Cup e Davis Cup, con ogni evidenza la soluzione di maggior buon senso sotto tutti i punti di vista, con l’attuale formula Kosmos e ITF sembrano aver trovato un minimo di equilibrio. Ma è davvero così?

Andiamo allora a vedere come si colloca su queste basi la Davis rispetto ad altri tornei ATP e se i fondamentali economici e sportivi siano sballati o meno. L’analisi che faremo verterà su tre dimensioni:

  • Appeal sportivo
  • Ritorno economico per i giocatori
  • Ritorno economico per gli organizzatori

Su queste 3 dimensioni cercheremo per quanto possibile di fare una comparazione con diverse categorie di tornei ATP e a squadra, come la Laver Cup e l’ATP Cup.

APPEAL SPORTIVO: misure fisiche oggettive ovviamente non ce ne sono, ma proviamo comunque a porci la seguente domanda: quanto è attraente la Davis per un tennista? Lasciamo da parte le nostalgie della vecchia formula, per cui la Davis era sì un traguardo ambito da raggiungere, ma non in maniera seriale. Se da un lato un grande campione nei decenni in genere ha sempre cercato di mettere in bacheca una Davis oltre ai trofei del grande Slam, è anche vero che lo sforzo che veniva richiesto per l’insalatiera era tale che ci si considerava liberati dopo aver iscritto anche solo una volta il proprio nome nell’albo d’oro (come ci confermava anche Albert Costa in una chiacchierata al torneo di Barcelona). A un Roland Garros in più in bacheca invece non si dice mai di no…vero Rafa?

Ma scherzi a parte un modo per vedere se l’interesse dei giocatori è reale o meno possiamo considerare che questi hanno sempre la possibilità di “votare con i piedi”, ovvero di non rispondere alle convocazioni; pertanto andare a vedere ad esempio quale sia il ranking dei migliori 8 giocatori che partecipano alle varie competizioni è un modo per avere un’idea di quanto siano più o meno considerate

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte.

*(classifiche al 26/09/22).

Fra parentesi per ogni torneo almeno le prime 8 teste di serie, se rientranti nei primi 20 del ranking ATP all’atto del torneo.

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte. Inoltre, la formula inclusiva che ai nastri partenza un numero di nazioni ben superiore a quello di fasi finali della Davis rende più facile la presenza di tutti i migliori. Questo era un po’ il ragionamento che era stato adottato anche per l’edizione 2019 della Davis, ma che poi è stato scartato causa calendario troppo compresso. Anche in questo senso, il vantaggio di calendario dell’ATP cup è evidente.

RITORNO ECONOMICO PER I GIOCATORI: Qua le comparazioni son un po’ più complicate in quanto gli schemi sono differenti fra un torneo e l’altro e inoltre un valore assoluto come il prize money non è comparabile fra tornei a squadre e tornei individuali, in quanto gli schemi di remunerazione sono differenti e meno sbilanciati verso un singolo individuo vincitore del torneo.

Per i tornei ATP il dato è di facile lettura. Per i tornei a squadre invece la lettura è un po’ più articolata:

  • Per la Laver Cup è previsto uno schema semplificato per cui ognuno dei 6 membri di ogni team riceve 250k $ in caso di vittoria, e 125k in caso di sconfitta. A queste somme vengono aggiunte delle participation fees variabili in funzione del ranking. Non sono distribuiti punti ATP.
  • Nel caso della Davis Cup nel 2021 il prize money era distribuito fra 16 team composti da 5 membri ognuno, che a partire dai round robin si sono scontrati fino alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale in poi. Non ci sono differenze di remunerazione in funzione del ranking e di singoli match vinti, conta soltanto il risultato di squadra. Non sono distribuiti punti ATP. Sono inoltre previsti altri 5 milioni da ripartire fra le federazioni
  • Lo schema di remunerazione dell’ATP CUP infine è quello più complessa di tutti, basata su participation fees che variano in funzione del ranking, vittorie individuali e vittorie di squadra. Inoltre, oltre ad una discreta sommetta, i giocatori ricevono fino ad un massimo di 750 punti ATP per il singolare e 250 per il doppio. Le participation fees sono un bel richiamo per attirare i top player, che garantiscano ai top ten un cachet di ingresso di oltre 150k, indipendentemente dalle prestazioni di team o individuali. I team partecipanti sono 24, contro i 16 della Davis.

RITORNO ECONOMICO PER GLI ORGANIZZATORI: Il ritorno economico per gli organizzatori ovviamente dipende da variabili che prescindono dal semplice “sbigliettato”. Tuttavia se un torneo “tira” a livello di pubblico sugli spalti, è ragionevole pensare che l’evento abbia un certo appeal e che questa possa essere una proxy anche dell’appeal televisivo. 

Andando anche in questo caso ad analizzare per i vari tornei l’affluenza di pubblico registrata e i prezzi dei biglietti messi in vendita per diverse tipologie di settore ci possiamo farci un’idea a livello comparativo.

** Dato stimato per il 2022: la fase a gironi di settembre nelle 4 sedi di Valencia, Bologna, Glasgow e Amburgo ha fatto registrare ottimi risultati di pubblico con oltre 110.000 presenza complessive. A metà settembre 2022 inoltre oltre il 20% dei biglietti per le Finals di Malaga risulta già venduto e pertanto, stante una capienza dell’impianto pari a 11.000 spettatori un target di 160.000 biglietti venduti appare raggiungibile

CONCLUSIONI: che la Davis sia ancora in una fase di assestamento è indubbio. Al momento sulla base della nostra analisi diremmo che sotto vari aspetti la manifestazione è un appeal che come minimo è pari a quello di un 500 top come Vienna o Barcellona. Che questo sia sufficiente a far quadrare gli “economics” (come dicono quelli bravi…i conti della serva per chi non ha vezzi da consulente) è tutto da vedere anche perché il dettaglio della proposta fatta da Kosmos ad ITF non è stato reso pubblico. Sicuramente la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la formula delle 4 città per i round robin per avere l’effetto traino di una nazione che gioca in casa funziona. e una collocazione in calendario a fine anno che veda quarti semifinali e finali nella stessa settimana e nella stessa location è utile sia ai fan per organizzarsi che per far crescere il pathos dell’evento. Staremo a vedere come andrà a finire, noi ovviamente saremo in prima fila a tifare azzurri contro il team USA.

BONUS TRACK: Abbiamo scelto di non fare comparazioni con Roma e Madrid in quanto combined event, mentre Bercy ha solo il tabellone ATP. In ogni caso nelle nostre ricerche abbiamo dato un occhiata anche ad altri tornei di nostro interesse come Roma e Madrid e ci siamo accorti che il torneo capitolino non ha ancora pubblicato il programma delle partite per l’edizione 2023, a differenza della Villa spagnola: fate attenzione se state pensando di acquistare in anticipo i biglietti per Roma, visto che potrebbe essere adottato lo schema di Madrid, e magari il sabato, anziché le semifinali maschili potrebbe aver luogo la finale femminile, scelta fatta da Madrid e già resa pubblica.

A Roma invece, per quanto riguarda il torneo femminile (categoria WTA 1000), sono ancora in corso colloqui con la WTA per adeguarlo alla lunghezza e alla dimensione di quello maschile, in maniera analoga ai tornei dello stesso livello. Insomma i biglietti sono già in vendita, ma su come verranno i definiti i contenuti delle singole giornate ancora non v’è certezza. Insomma, occhio!

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Coppa Davis

Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

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Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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