US Open, uomini: Djokovic perde un set, Nadal e Raonic facile. Bene Cilic e Monfils

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US Open, uomini: Djokovic perde un set, Nadal e Raonic facile. Bene Cilic e Monfils

Prima giornata degli US Open. Novak Djokovic non al meglio vince in quattro set sul rientrante Janowicz. John Isner e Jack Sock escono vincitori dalle rispettive maratone con i connazionali. Nadal si sbarazza di Istomin

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[1] N. Djokovic b. [PR] J. Janowicz 6-3 5-7 6-2 6-1 (Cesare Novazzi)

C’è grande attesa per l’esordio di Novak Djokovic in questa edizione dello Slam statunitense. Il serbo viene da un periodo certamente difficile. Dopo l’ormai celebre eliminazione al terzo turno di Wimbledon, il numero 1 del mondo si è preso il 1000 di Montreal senza convincere completamente, per poi subire la sconfitta più dolorosa della sua carriera, per sua stessa ammissione, al torneo olimpico per mano dell’argentino Del Potro. A Cincinnati, unico master che manca al suo folgorante palmares, ha dato forfait. Insomma, alcuni maligni ne stanno già decantando la parabola discendente, senza però fare i conti con l’oste. L’avversario al primo turno è Janowicz, oggi numero 247 ATP. Il polacco, dopo la semi di Wimbledon 2013 ha subito tre interventi chirurgici, il terzo quest’anno. È fin dai primi scambi un match duro per il campione uscente, Janowicz cerca sempre il vincente, esaltandosi in potenza. Il serbo prende poco a poco le misure, ma subisce sempre l’aggressività del polacco che resta in scia. Djokovic sembra in apnea, chiede un MTO per il braccio destro (il polso infortunato era il sinistro, il serbo appare contratto al servizio), mentre Janowicz inizia a peccare in precisione: il serbo sfrutta due doppi falli e, con una risposta profondissima si porta in vantaggio, prima di chiudere il primo parziale con il servizio.

Nuovo set, stessa tattica per il polacco che sta spendendo davvero tanto: grande potenza e 4-2 con Nole che non contiene con il diritto. Il serbo rientra subito, ma non appare mai in controllo dello scambio. La verve di Janowicz non sembra spegnersi e dopo aver annullato tre pericolose palle break, manda in crisi il serbo al servizio, che, dolorante, cede il set al suo avversario. Se la tattica di Janowicz ha finora pagato, il polacco inizia a cedere campo e anche i suoi colpi si fanno sempre meno precisi. Finalmente Djokovic realizza che deve prendere il comando o almeno appoggiarsi al gioco dell’avversario per chiudere la pratica. Il terzo e quarto parziale si snodano su questa falsa riga: Janowicz cala alla distanza e il serbo non deve fare altro che centrare il campo con i fondamentali. Quando il polacco esce con l’approccio di diritto, sul 5-1, servizio e palla break, il campione serbo trova l’accesso al secondo turno, consapevole del fatto che dovrà alzare molto il suo livello di tennis nel corso del torneo.

 

[5] M. Raonic b. D. Brown 7-5 6-3 6-4  (Raffaello Esposito)

Nei primi tre Slam di questa stagione il canadese Milos Raonic è stato concreto. In Australia si è arreso in semifinale a Murray – e a un lieve malanno – solo al quinto. Sempre lo scozzese gli ha spento in gola l’ultimo urrah a Wimbledon mentre a Parigi è stato Ramos-Vinolas a fermarlo negli ottaviA New York Milos ha esordito sul campo 17, una piccola arena rotonda, incontrando per la prima volta in carriera il n° 86 ATP Dustin Brown. È stato bravo e attento, perché l’estroso tedesco è uno da prendere con le pinze e la sua classifica lascia il tempo che trova, come ben ricorda Rafa NadalPersonalità contrastanti all’ingresso in campo, Raonic è ordinato, quasi simmetrico col suo taglio da marine. Dustin ha una stringa gialla e una arancione. E la partita va di conseguenza. Il canadese è una macchina da guerra, Brown troppo erratico nel suo gioco scintillante. Milos controlla i propri turni di servizio più con il piazzamento che con la potenza e attende. Brown perde a zero in battuta il quarto game, recupera con due invenzioni consecutive sul filo della follia e per lunghi minuti è una furia. Da tramandare un dritto d’attacco vincente in risposta di pura opposizione e anticipo. Però quando nel dodicesimo gioco mette solo una prima su cinque il suo destino si compie. Lo spettacolo è divertente ma in entrambi gli altri set il tedesco perde brillantezza prima, così un Raonic lievemente paonazzo nella calura newyorkese trema una sola volta alla battuta e chiude. Avanti con lo statunitense Ryan Harrison, antichi e in parità i due precedenti. I secondi sono usciti, la lotta è cominciata. 

[20] J. Isner b. [WC] F. Tiafoe 3-6 4-6 7-6(5) 6-2 7-6(3) (Gabriele Ferrara)

Accede al secondo turno John Isner, che per la seconda volta riesce a recuperare uno svantaggio di due set (l’unica altra volta risaliva al 2013, quando vinse al secondo turno contro Ryan Harrison), sconfiggendo Frances Tiafoe, giovane speranza a stelle e strisce, con il punteggio di 3-6 4-6 7-6(5) 6-2 7-6(3) in tre ore e 27 minuti di gioco. Al secondo turno affronterà Steve Darcis, che ha superato dopo una maratona di quattro ore Jordan Thompson.

La partita inizia con entrambi i giocatori in difficoltà: Isner appare poco reattivo con le gambe, mentre Tiafoe non riesce a gestire il break guadagnato in apertura, mostrando problemi in fase difensiva e poca sensibilità a rete. Sul 4-3 in suo favore, il giocatore del Maryland trova una grande risposta di rovescio e un buon passante con il medesimo fondamentale, approfittando poi di un grave errore di dritto dell’avversario, che consegna il break all’avversario, il quale riesce così a chiudere il primo set per 6-3. Adesso il numero 21 del mondo appare sempre più in difficoltà, perdendo un’altra volta il servizio con una brutta volée di dritto, continuando poi a sbagliare tantissimo dalla parte del rovescio. Tiafoe, senza strafare e cercando sempre di tenere Isner lontano dalla riga di fondocampo, riesce a gestire con tranquillità i propri turni di battuta, sfruttando gli innumerevoli errori in risposta del rivale, portandosi così avanti 2 set a 0. Nella terza frazione di gioco Isner si ritrova sotto 15-40 nel primo e nel quinto game, ma se la cava grazie al servizio. Si arriva al tiebreak, dove il numero 20 del seeding commette un doppio fallo sull’1-2, salvo poi pareggiare subito dopo i conti grazie ad un errore forzato di rovescio del rivale. Sul 5 pari Tiafoe sbaglia in larghezza un rovescio in diagonale, regalando un set point ad Isner, il quale non si fa pregare e, dopo uno scambio spettacolare, chiude il set con una buona volée di opposizione. Nel quarto set il diciottenne del Maryland, dopo un errore di dritto ed un doppio fallo, cede la battuta nel terzo game, perdendo poi il parziale con il punteggio netto di 6-2.

Nel quinto set il numero 21 ATP sul 2 pari si porta ai vantaggi sul servizio dell’avversario, ma Tiafoe si aggrappa alla battuta e si salva. Sul 4-3 il numero 125 del mondo sfrutta un doppio fallo di Isner e, dopo aver trovato un’ottima risposta bloccata in chop, centra il break con un passante di rovescio vincente. Nel game successivo il giovane statunitense subisce l’aggressività del rivale e si ritrova sotto 0-40, consegnando il break sul 30-40 con un sanguinoso errore con il dritto inside-out. Sul 5 pari Frances va nuovamente sotto 0-30 sbagliando in lunghezza un drive carico di dritto ed un rovescio dal centro del campo, ma stavolta gioca bene mettendo la prima in campo e comandando il gioco, garantendosi così il tiebreak, Si arriva nuovamente al “jeu decisif”, dove Tiafoe va sotto 3-1 dopo aver commesso un dolorosissimo doppio fallo, sbagliando poi una volée di rovescio sul 5-2, cedendo poi infine per 7-3.

[4] R. Nadal b. D. Istomin 6-1 6-4 6-2 (Giovanni Vianello)

Un Nadal buono ma non ancora al massimo accede molto agevolmente al secondo turno dello slam statunitense. Il suo compito odierno è stato facilitato da un avversario, Denis Istomin (uzbeko) che quest’anno sta vivendo una stagione deficitaria (è uscito dai primi cento in classifica) e che oggi è raramente stato in partita. Il primo set è completamente di stampo maiorchino, con Istomin che esce freddo dagli spogliatoi e Nadal che, seppure talvolta giochi corto, ha il controllo totale del parziale. Nella seconda frazione il copione sembra essere pressapoco lo stesso del primo set, Nadal va avanti 4-1 ed ha palla del 5-1, ma a questo punto improvvisamente si accende Istomin, che rimonta fino a 4-4 e va avanti 15-30 sul servizio di Rafa nel nono game a suon di vincenti, ma è una breve fiammata in una partita piuttosto grigia per l’uzbeko, che non sfrutta l’occasione e poi sul 5-4 in favore di Nadal cede la battuta a 30, cedendo così anche il secondo set. Il terzo set non ha molto da raccontare, Nadal gestisce i propri turni di battuta e a metà set strappa la battuta all’avversario, chiudendo poi con un altro break la terza e finale frazione. Quinto successo in cinque incontri per Nadal contro Istomin, con l’uzbeko che aveva perso anche l’unico precedente qui a New York nel 2010. Per Rafa al secondo turno il nostro portacolori Andreas Seppi, che ha sconfitto il francese Robert.

K. Edmund b. [13] R. Gasquet 6-2 6-2 6-3 (da New York, Luca Baldissera)

Mai in partita il francese Richard Gasquet, che si fa brekkare ben sei volte dal britannico Kyle Edmund, autore di una prestazione convincente. Poco incisivo con i suoi schemi abituali, gli anticipi e le chiusure con il rovescio, e apparso anche non brillantissimo dal punto di vista fisico (ma la calura dell’ora di pranzo sul campo 5 di Flushing Meadows oggi si sta facendo sentire, siamo ben oltre i 30 gradi), Gasquet ha subito 40 vincenti dall’ottimo Edmund, che ha piazzato anche 10 ace. Richard non è mai riuscito a imporre la sua manualità, e i tocchi di classe si sono visti molto poco (appena 13 vincenti in tutto per il transalpino, di cui appena 3 sono stati i rovesci).

Il transalpino è apparso piuttosto sereno, anche se evidentemente deluso dal risultato del match: “Non sono stato sorpreso di come ha giocato Kyle – ha esordito Gasquet alla prima domanda dei reporter inglesi – l’ho visto giocare parecchie volte, so di cosa è capace. Solamente oggi non sono stato in grado per nulla di contrastarlo. Venendo qui sapevo che sarebbe stata dura, ho spinto molto in allenamento per essere pronto per questo torneo, ma evidentemente la mia condizione in questo momento non è tale da consentirmi di essere competitivo. Il recupero da un infortunio è sempre molto duro, ed in questo caso lo è ancora di più, non solo fisicamente ma anche mentalmente. Ho sofferto uno strappo muscolare di cinque centimetri ai laterali obliqui, dalla parte sinistra, e per tre settimane ho fatto persino fatica a camminare. La forza nelle gambe è ancora da recuperare, così come la forma fisica, ed oggi un po’ la ferita mi faceva male. Inoltre dal punto di vista mentale è stato un brutto colpo per me, perché ho giocato bene a Parigi ed a Wimbledon, ed ora devo ripartire da capo”.

[26] J. Sock b. T. Fritz 7-6(3) 7-5 3-6 1-6 6-4 (Tommaso Voto)

La dea bendata, dopo il primo turno agli Australian Open (in quella partita Fritz è stato avanti due set a uno, prima di subire la rimonta del connazionale) mette ancora di fronte Jack Sock, n. 26 del seeding, e la giovane promessa a stelle e strisce Fritz. È la medaglia d’oro di doppio misto, in coppia con Mattek-Sands, a vincere confermando di essere più solido e completo (per ora) del diciottenne Fritz. Sock è il presente degli Stati Uniti, perché è un tennista ormai stabilmente nei primi 30 e, quando in giornata, può mettere in crisi chiunque. A Jack manca un po’ di condizione fisica, sembra sempre in affanno, e qualche variazione nel gioco, ma la combinazione servizio-diritto è certamente letale. Taylor, che in questo 2016 ha fatto un salto di qualità evidente (un chiaro esempio è la finale di Memphis persa da Nishikori, quando l’americano era wild card), ha molti margini di miglioramento, ma deve mettere qualche chilo di muscoli se vuole fare mirare al vertice. Come due evidenziatori (entrambi vestiti dagli sponsor giallo fluo) hanno dato vita ad un match godibile, che Sock ha vinto con merito, pur se la rimonta parziale subita poteva diventare pericolosa.

Nei primi due set Jack è sempre stato avanti di un break , ma non ha saputo confermare il vantaggio ottenuto, commettendo spesso errori banali con il diritto. Taylor ha avuto il merito di crederci, di non mollare e di martellare il suo avversario con alcuni rovesci vincenti. Il n.26 del seeding ha fatto valere la maggior violenza dei colpi ed un servizio, vario e potente, ma ha pagato qualche calo di concentrazione evidente. Nel primo set è stato il tiebreak a rompere l’equilibrio, con Taylor molto falloso da fondo, mentre nel secondo parziale (dopo un break ed un controbreak immediati) è Sock a chiudere 7-5 con un passante nelle stringhe, che sorprende Fritz. Il cambio di t-shirt (Sock passa al nero) rompe la monotonia cromatica ma anche quella del gioco, perché Jack smarrisce il servizio e con due doppi falli, di metri, subisce il break in apertura. Si va a strappi, Fritz si distrae e perde immediatamente la battuta, ma Jack si fa sorprendere nuovamente al servizio e torna sotto nel punteggio. Taylor, senza far nulla di sconvolgente, si ritrova al quinto set, perché Sock si spegne. Il 18enne si pianta sul più bello, anche perché Sock torna in partita e si invola sul 4-0, ma Fritz non arretra e compie una rimonta incredibile. Sul 5-3 succede l’impensabile, perché dal match point fallito( punto facile sprecato) si va a palla break, che Taylor concretizza grazie al doppio fallo di Sock. Si torna in parità, ma sotto pressione la giovane età di Fritz si fa sentire, perché commette qualche errore di troppo e viene punito dal suo avversario. Sock chiude sul 6-4, ma deve rivedere molto del suo gioco, mentre Taylor ha qualche rimpianto, ma il futuro può essere suo.

[10] G. Monfils b. G. Muller 6-4 6-2 7-6(5) (Emmanuel Marian)

Gael Monfils, serafico, accede al secondo turno dell’Open degli Stati Uniti, al termine di una partita che con ogni probabilità lo ha sorpreso per la naturalezza con cui è finita nelle sue tasche. Gilles Muller, battitore mancino alquanto pericoloso sui terreni rapidi, ha pagato l’opaca giornata del noto archibugio e la mancanza di pazienza necessaria a sfondare le difese del mezzofondista parigino, al solito abile nel rimandare oltre il net una difesa in più sino a far perdere la ragione al volleatore di Lussemburgo. Monfils ha strappato il servizio nel primo gioco dell’incontro approfittando di due doppi falli commessi da un confuso avversario e condotto in porto il primo parziale, pur rischiando in un decimo game che lo ha visto costretto ad aggrapparsi alla battuta per fronteggiare le uniche due palle break concesse in tutta la partita. Potendo banchettare in pantofole sugli errori di un Muller disastroso con il dritto, Monfils non ha resistito a procurare un brivido ai paganti estraendo un novissimo numero dall’infinito repertorio personale. Nel decimo game della seconda frazione, già comodamente in vantaggio, Gael ha provato a recuperare lo smash operato dal rivale con uno zompo da circo, salvo urtare il tabellone luminoso del Campo 17. Dopo la collisione lo schermo è caduto sul fianco del francese e successivamente a terra, finendo in frantumi senza conseguenze per il giocatore, che ha comunque optato per regalare all’estatico pubblico le consuete smorfie di sommo dolore. L’episodio, insieme all’ondivago tie break del terzo set, ha conferito gli unici istanti di brivido a un incontro per il resto dominato da Monfils, il quale non avrà presumibilmente bisogno di fare il volto feroce nemmeno nel secondo turno, che lo vedrà opposto al qualificato Satral.

[7] M. Cilic b. R. Dutra Silva 6-4 7-5 6-1 (Chiara Nardi)

Marin Cilic, testa di serie n. 7, supera con più difficoltà del previsto Rogerio Dutra Silva, n. 108 del mondo. Nel primo set il campione dell’edizione del 2014 e fresco vincitore a Cincinnati perde il servizio in apertura e nel quinto game è costretto ad annullare una palla del doppio break. Con il servizio non è molto incisivo, ma da fondo campo riesce a mettere in difficoltà l’avversario, recupera il break di svantaggio e si aggiudica il set alla quinta occasione con un errore in uscita dal servizio del brasiliano. Il secondo set è molto equilibrato per merito soprattutto del solido Dutra Silva. Il break decisivo di Cilic, che in precedenza non aveva sfruttato il vantaggio di un servizio, arriva nell’ultimo game grazie ad un errore di Dutra Silva. Nel terzo set il tennista brasiliano cala molto e il campione croato prende subito il largo, lasciando al suo avversario un solo game. Non è stata una prestazione molto convincente per l’allievo di Bjorkman, soprattutto nei primi due set in cui ha commesso anche molti errori di distrazione. Al prossimo turno affronterà Stakhovsky.

Risultati:

[4] R. Nadal b. D. Istomin 6-1 6-4 6-2
[1] N. Djokovic b. [PR] J. Janowicz 6-3 5-7 6-2 6-1
[7] M. Cilic b. R. Dutra Silva 6-4 7-5 6-1
[26] J. Sock b. T. Fritz 7-6(3) 7-5 3-6 1-6 6-4
[20] J. Isner b. [WC] F. Tiafoe 3-6 4-6 7-6(5) 6-2 7-6(3)
[9] J.W. Tsonga b. [Q] G. Andreozzi 6-3 6-4 6-4
[10] G. Monfils b. G. Muller 6-4 6-2 7-6(5)
[5] M. Raonic b. D. Brown 7-5 6-3 6-4
K. Edmund b. [13] R. Gasquet 6-2 6-2 6-3
F. Delbonis b. B. Baker 3-6 6-7(6) 6-4 6-2 6-2
[Q] S. Darcis b. J. Thompson 5-7 3-6 7-6(5) 6-4 7-5
V. Pospisil b. [LL] J. Kovalik 6-1 6-3 6-3
[23] K. Anderson b. Y. Nishioka 6-3 7-5 6-4
[WC] J. Duckworth b. R. Haase 4-6 7-5 6-3 4-6 6-3
A. Kuznetsov b.T. Bellucci 6-4 3-6 6-1 7-6(6)
[18] P. Cuevas b. D. Sela 6-3 6-2 0-6 5-7 6-3
M. Baghdatis b. F. Bagnis 6-4 6-2 1-1 rit.
[24] L. Pouille b. M. Kukushkin 3-6 6-2 6-4 6-2
[WC] E. Escobedo b. L. Lacko 6-4 4-6 4-6 6-3 rit.
[15] R. Bautista Agut b. G. Garcia-Lopez 7-5 6-1 6-7(5) 7-6(3)
S. Stakhovsky b. G. Elias 6-1 3-6 2-6 6-3 7-6(4)
[Q] M. Zverev b. P.H. Herbert 6-4 7-6(6) 4-6 6-0
[31] A. Ramos-Vinolas b. J. Benneteau 3-6 6-3 6-3 2-6 6-1
J. Vesely b. [Q] S. Myneni 7-6(5) 4-6 2-6 6-2 7-5
G. Pella b. [WC] B. Fratangelo 6-3 6-4 6-4
[Q] J. Satral b. [WC] M. McDonald 4-6 3-6 6-3 6-2 6-2
[32] B. Paire b. D. Lajovic 6-2 2-6 3-6 7-5 6-1
[Q] R. Harrison b. A, Mannarino 6-4 7-6(5) 6-3
M. Youzhny b. [28] M. Klizan 6-2 6-1 6-1
A. Seppi b. S. Robert 6-2 3-6 6-4 6-3
N. Almagro b. [Q] M. Fucsovics 6-1 6-4 7-6(7)
[Q] M. Chiudinelli b. [Q] G. Clezar 2-6 7-6(6) 6-2 6-4

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Zverev spera di poter rientrare allo Us Open, ma specifica: “Ci sarò solo se potrò vincerlo”

Il n. 2 del mondo si confida con una rivista settimanale tedesca. Annunciata una new entry nel suo staff per questo periodo di recupero dall’infortunio

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Zverev

Alexander Zverev non ha ancora abbandonato definitamente la possibilità, in cuor suo, di prendere parte al prossimo Us Open. E’ questa la notizia della mattinata, il n. 2 del mondo dopo l’intervento chirurgico a cui si è sottoposto per la ricostruzione di ben tre legamenti laterali della caviglia destra a seguito della terribile caduta e conseguentemente del tragico infortunio patiti nella semifinale del Roland Garros contro Rafa Nadal – che lo costrinsero al ritiro e dunque alla resa anticipata – parrebbe intenzionato a provare tutto il possibile per abbreviare i tempi di recupero e ripresentarsi in campo già per l’ultimo Slam della stagione. Infatti inizialmente sembrava che la pausa forzata dai campi da tennis e dalla competizione agonistica, dovesse essere abbastanza prolungata a tal punto da tenere fermo ai box il 25enne di Amburgo per tutto il resto della stagione. Dunque Sascha, questa era l’ipotesi più accreditata finora, l’avremmo rivisto nel 2023.

SE SARA’ AI NASTRI DI PARTENZA DELLO SLAM AMERICANO, PARTECIPERA’ AD ALCUNI TORNEI DI PREPARAZIONE – Invece, ecco che direttamente dalle parole rilasciate dall’oro olimpico di Tokyo alla rivista settimanale tedesca Bild am Sonntag – una tra le riviste periodiche più vendute in Germania – si apre un piccolo spiraglio sul futuro del due volte Maestro delle Finals. Alexander ci ha tenuto però a precisare che sarà ai nastri di partenza di Flushing Meadows il 29 agosto, solo ed esclusivamente se potrà essere in grado di competere per il successo finale: “Non sarò mai quel tipo di giocatore che gioca dopo essere stato infortunato solo per un secondo turno. Se gioco lo US Open, allora sarà per vincerlo e non per passare solamente uno o due turni”. Ovviamente un eventuale presenza allo Slam newyorkese del recente semifinalista dell’Open di Francia, presuppone un precedente rodaggio negli appuntamenti di preparazione al Major americano, per ritrovare condizione e smalto: “Non so se sarò agli US Open, perché se ci dovessi essere, dovrei necessariamente giocare uno o due tornei prima. Ma l’unica cosa certa la momento è che non ho cancellato New York”.

IL PERCORSO RIABILITATIVO PRENDERA IL VIA AD UN MESE DALL’OPERAZIONE – Al momento, comunque, appare più una suggestione che una concreta opzione quella del rientro nel Major dove Zverev ha ottenuto il miglior risultato in carriera con la finale persa nel 2020 da Dominic Thiem nonostante un vantaggio di due set a zero; poiché il tedesco ha tutt’ora, a quasi due settimane dall’operazione chirurgica, l’intera gamba destra completamente ingessata. L’allievo di Sergi Bruguera hai poi concluso proprio in ottica recupero, che la fase riabilitativa inizierà in un arco di tempo che va dalle due alle tre settimane. Perciò il percorso di ritorno alle gare, verrà avviato a circa un mese da quando è andato sotto i ferri.

 

L’EX FISIOTERAPISTA DELLA NAZIONALE DI CALCIO TEDESCA LO SEGUIRA NELLA FASE DI RECUPERO –Ci sono specialisti che si assicureranno che io possa giocare di nuovo il prima possibile. Questa la chiusura del giocatore teutonico, che nel tentativo di fugare qualsiasi dubbio sulla sua tenuta fisica e per far sì che il proprio processo di guarigione non incontri ostacoli che possano successivamente causare delle ricadute, affiancherà al suo team una figura esterna di grande esperienza e rilievo nel panorama sportivo: l’ex fisioterapista della Nazionale di calcio tedesca Klaus Eder.

Il sogno del recupero a sorpresa, che batterebbe qualsiasi record di brevità dei tempi di recupero da un infortunio, non è per nulla sbiadito. Anzi Zverev è pronto a fare l’impossibile, la strada è certamente in salita; ma con questo spirito combattivo abbinato a questa forza di volontà nulla gli è precluso. Vedremo se anche il suo fisico sarà altrettanto forte e volenteroso nel ritornare a sudare e soprattutto se darà i responsi sperati.

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Wimbledon rimane isolato: russi e bielorussi potranno giocare lo US Open

La USTA ha comunicato che seguirà le indicazioni di ITF, ATP e WTA: Medvedev e compagni in campo senza bandiera

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Se all’All England Club speravano in una spalla che rafforzasse la decisione presa sui giocatori russi e bielorussi, anche l’ultima possibilità è venuta meno: la federazione di tennis americana – la USTA – ha infatti annunciato che i tennisti dei Paesi in questione avranno il permesso di giocare lo US Open. I tornei britannici resteranno quindi con tutta probabilità gli unici a non aver accettato la partecipazione di Medvedev e compagni. Nella nota ufficiale della USTA non si fa riferimento agli altri eventi dell’estate che si disputeranno sul suolo americano, ma si può presumere che anche questi accoglieranno i giocatori interessati. Proprio Medvedev potrà quindi provare a difendere il titolo dello scorso anno e non ci saranno altre ripercussioni sulle classifiche ATP e WTA: dopo Wimbledon tutto tornerà – finalmente – nei ranghi della normalità.

I tennisti russi e bielorussi potranno quindi giocare a New York ma sempre come atleti neutrali senza bandiera. La USTA ha affermato di essere consapevole che “ogni organizzazione ha dovuto fare i conti con circostanze uniche che hanno influenzato le sue decisioni”. In base alle sue valutazioni però, “la USTA consentirà a tutti i giocatori che ne hanno diritto, indipendentemente dalla nazionalità, di competere agli US Open 2022”. Nel comunicato si legge anche che la federazione americana “lavorerà con i giocatori e con entrambi i Tour per usare lo US Open come piattaforma per promuovere gli sforzi umanitari del programma ‘Tennis plays for peace’ e che attuerà “una serie di iniziative per estendere gli aiuti umanitari per l’Ucraina, compreso l’impegno per un consistente supporto a livello economico”. Lo ha confermato anche Mike McNulty, il Presidente della USTA.

Questa notizia è sicuramente positiva per il mondo del tennis che potrà assistere a uno Slam con tutti i maggiori protagonisti presenti (anche se rimane in forte dubbio la partecipazione di Djokovic per via delle norme americane sull’ingresso nel Paese: il vaccino è ancora requisito fondamentale), ma potrebbe essere un segnale importante anche per quanto riguarda l’evoluzione del contesto geopolitico: è significativo, infatti, che gli Stati Uniti non abbiano spinto per l’esclusione dei tennisti che provengono dalla nazione che in questo momento rappresenta il primo nemico. Che sia un primo, piccolo ma potenzialmente rilevante passo verso una distensione dei rapporti USA-Russia? Con meno ottimismo, si potrebbe invece pensare che siano state le parole del Presidente del CIO a fare la differenza: pochi giorni fa Bach ha infatti criticato duramente la decisione di Wimbledon considerandola fortemente influenzata dal governo britannico. Con ancora più realismo si può attribuire la decisione della USTA alla paura per le reazioni di ATP e WTA che sarebbero state pronte a togliere i punti anche allo Slam americano.

 

Poche ore prima dell’annuncio ufficiale della federazione statunitense, il Ministro ucraino della Gioventù e dello Sport, Vadym Gutzayt, aveva affermato, rivolgendosi ai rappresentanti delle federazioni sportive nazionali, che è inaccettabile che atleti russi e bielorussi siano ammessi alle competizioni internazionali. Ha poi aggiunto che “in caso di ammissione di russi e bielorussi, gli atleti ucraini sono pronti a bloccare la loro attività e boicottare le competizioni“. Vedremo quindi quale sarà la reazione delle tre tenniste ucraine che avrebbero diritto a partecipare allo US Open: Kostyuk, Kalinina e Yastremska.

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Flash

Non servirà più test negativo per entrare negli Stati Uniti, ma resta il vaccino. Cosa accadrà per lo US Open?

Dal 12 giugno cambia la normativa per l’ingresso negli States, ma al momento i non vaccinati non possono entrare. Djokovic rischia di saltare un altro Slam

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MUTUA MADRID OPEN 2022 CAJA MAGICA MADRID ( SPAIN ) ATP NOVAK DJOKOVIC OF SERBIA SALA TWITCH PHOTO- ALBERTO NEVADO : MMO

Anche se in tanti Paesi del mondo (soprattutto in quelli occidentali) le normative anti-Covid sono sempre meno col passare dei giorni, negli Stati Uniti c’è ancora una discreta prudenza. Tuttavia la situazione cambierà a partire dalla mattina di domenica 12 giugno. A partire dalla mezzanotte, non sarà più necessario presentare un test Covid negativo per i passeggeri dei voli internazionali. Il C.D.C (Centers for Disease Contro and Prevention) ha stabilito che grazie alle 3 dosi di vaccino e alla circolazione di una variante Covid meno aggressiva, i tempi sono maturi per rimuovere quest’obbligo. La decisione è stata accolta con grande piacere dall’industria del turismo che ha spinto molto per tale allentamento. La U.S. Travel Association crede infatti che togliere l’obbligo del tampone porterà oltre 5 milioni di nuovi turisti negli States.

L’ingresso negli USA resta però vincolato a una condizione: servirà essere vaccinati contro il Covid-19. Su questo Washington ancora non transige. Chi non ha completato il ciclo vaccinale, non può entrare negli Stati Uniti, stando alle regole attuali. Inoltre, viene specificato che anche la scelta di rimuovere l’obbligatorietà di tampone potrà essere rimessa in discussione tra 90 giorni. Spetterà al C.D.C valutare i dati. Tale decisione è stata comunque criticata da alcune personalità in campo medico, ritenendo il rischio ancora troppo alto.

Tenuto conto di queste informazioni, sembra al momento difficile che venga tolto anche il requisito base di doppia vaccinazione per poter entrare negli Stati Uniti. Entrando nel merito dei tornei di tennis, questo potrebbe avere – ancora una volta – delle ripercussioni. E le avrebbe sul giocatore che al momento è in testa al ranking ATP, Novak Djokovic, oltre agli altri – ben pochi – tennisti e tenniste che ancora non si sono vaccinati. Essendo il serbo non vaccinato, al momento non potrebbe varcare la frontiera per giocare sia i Masters 1000 su cemento nordamericano (ha già rinunciato a Indian Wells e Miami pochi mesi fa), sia l’ultimo Slam della stagione, lo US Open. Sarebbe un altro duro colpo per la stagione di Djokovic, iniziata con le controversie e i processi in tribunale in Australia, dove gli venne prima concesso e poi revocato il permesso di entrare con esenzione nel Paese dove avrebbe dovuto giocare l’Australian Open.

 

Se la normativa cambierà entro la fine di agosto, allora lo US Open potrà avere Nole tra i suoi partecipanti. Altrimenti, le speranze sono ben poche. Consultando il sito del C.D.C, si trova una lista di possibili esenzioni per i viaggiatori internazionali negli USA: under 18; passeggeri in viaggio per motivi diplomatici o impegni ufficiali/governativi; esenzione medica per impossibilità di ricevere il vaccino; esenzione per motivi umanitari o visto speciale per limitata disponibilità di dosi nel Paese d’origine; membri delle forze armate; chi partecipa a sperimentazioni per i vaccini anti-Covid.

C’è però un’ultima categoria di esenzione da tenere in considerazione, probabilmente l’unica in cui Djokovic può sperare, anche se flebilmente: Persone il cui ingresso sarebbe nell’interesse nazionale, secondo quanto stabilito dal Segretario di Stato, dal Segretario dei Trasporti o dal Segretario della Sicurezza Nazionale”. Potrebbe essere questo l’unico modo possibile di vedere Nole allo US Open, se non verrà sollevato l’obbligo di vaccino per i viaggiatori internazionali verso gli States.

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata al 20 giugno 2022!

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