ATP Montecarlo: Nadal fatica, esperienza Murray. Dimitrov out

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ATP Montecarlo: Nadal fatica, esperienza Murray. Dimitrov out

Rafa rischia contro Edmund. Ora Zverev. Il numero uno vince con due break nel finale di ogni set. Delude ancora il bulgaro. Stan si complica la vita, Berdych rimonta

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[4] R. Nadal b. K. Edmund 6-0 5-7 6-3 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Quella che sembrava una sgambata quasi di allenamento, si stava per trasformare in una clamorosa sorpresa. Il vento freddo del pomeriggio monegasco graffiava il comunque folto pubblico, mentre Rafael Nadal, vincitore di nove edizioni del torneo, lasciava andare braccio e quadricipiti in una durissima lezione al giovane Kyle Edmund. Venti minuti e sei game in fila per un sonoro bagel in apertura, incassati quasi con rassegnazione dal biondissimo britannico, 45 ATP e da molti considerando prossimo interprete di spicco del tennis mondiale. Colpi nel complesso profondi, nessun problema nel gestire gli scambi quasi sempre al comando: le rare volte in cui è chiamato in difesa, Nadal ribatte ogni fendente fino a sovvertire l’inerzia di ogni punto. Edmund sembra rivelarsi un contenitore semi vuoto, dritto spaventoso e nulla di più: a disagio nei pressi della rete, un po’ goffo negli spostamenti in avanti. La rottura si prolunga fino al break del 2-1 nel secondo set, che quasi sigilla l’incontro. Edmund reagisce con orgoglio e un pizzico di incoscienza giustificata dall’età, lascia andare ogni colpo (sopratutto dalla parte destra) e si scuote insieme alla folla: ne nasce un incontro disordinato, con Nadal che accorcia le traiettorie progressivamente e Edmund che guadagna fiducia e carica. Allo spagnolo non basta rientrare sul 4-4 per evitare il parziale decisivo, salutato dalla fintamente molesta presenza di un piccione che fa dannare gli addetti al campo. Edmund insiste con i suoi bolidi, cerca di spostarsi sul dritto con frequenza a volte esagerata, scegliendo di lasciare scoperta la parte destra del campo: Nadal ringrazia nel settimo gioco, ritrovando verve e spinta, e cariandosi con il consueto, vigoroso pugnetto. I successivi tre giochi sono burocrazia.

Positiva comunque l’impressione destata da Edmund, bravissimo a non demoralizzarsi dopo il rumoroso schiaffo iniziale: notevolissimo il dritto, anche in corsa, per quanto accompagnato da un rovescio ancora da levigare. Nadal bifronte, perfetto quando senza pressione ma poco pulito quando Edmund aumenta la resistenza: il piano della battaglia rimane il suo habitat naturale e il successo dopo l’ultima curva ne è conseguenza naturale. Servirà aggiungere più di una tacca domani: il temibilissimo teenager Zverev è lì ad attenderlo.

 

[1] A. Murray b. G. Muller 7-5 7-5 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Sornione, un po’ svogliato e poco incisivo al servizio. Ma letale in volata, da campione navigato per evitare ulteriori seccature, oltre ai problemi fisici che paiono condizionarne il movimento alla battuta. Andy Murray, numero uno del mondo, vince all’esordio contro Gilles Muller, lussemburghese al best ranking di 28 ATP, grazie ad un’attenzione chirurgica nel finale di ciascun parziale. Non il miglior Andy, apparentemente ancora contratto dopo lo stop di un mese a causa di fastidi al gomito (ha saltato Miami): lento in uscita dai blocchi, eppure deciso in progressione, nonostante la penuria di punti diretti al servizio, per staccare un avversario tutto sommato non a disagio sulla superficie, nonostante lo stile offensivo e l’attitudine al serve and volley. Al primo turno Muller aveva vinto 6-2 6-2 contro Tommy Robredo, ormai ex giocatore ma maestro del mattone tritato.

Un primo set sonnolento, tolto dalla tasca del lungagnone francofono soltanto grazie alla di lui scarsa tempra: il lussemburghese gioca sciolto, ricama dropshot e soluzioni al volo, e arriva a servire per il parziale, dopo aver sprecato due set point in risposta (Murray perfetto da fondo). Due disastrosi turni di battuta lo fanno però sprofondare in una serie di tre game persi, nei quali con il rovescio manca volèe che solitamente eseguirebbe nel sonno. A farne le spese la racchetta, frantumata addirittura contro una delle suole. Muller aveva condotto la frazione con agio, approfittando dell’avvio in ciabatte di Murray, che nel game di apertura si era dimenticato la prima di servizio in borsa. “Ho iniziato a servire bene solo venerdì, quando mi sentivo meglio dopo l’infortunio” aveva detto il britannico alla stampa durante le round tables pre-torneo, e la sua prestazione odierna ne è dimostrazione: 8 doppi falli e 9 palle break concesse, nonostante una percentuale di prime palle piuttosto corposa (60 %), a testimonianza di una velocità non elevata. Il successo arriva grazie a sprazzi di buon tennis, aggressivo e propositivo con numerose discese a rete; buona la resa con il rovescio, che gli permette di tirarsi fuori da situazioni di pressione quando Muller lo aggredisce subito dopo le sue curve mancine al servizio. Il lussemburghese si era dimostrato sereno a Rotterdam: “Il primo titolo (Sydney, ndr) mi ha dato fiducia, ma non deve essere un punto di arrivo”. I risultati rispecchiano almeno in parte la fiducia: un turno vinto in tutti i primi tre Masters 1000 della stagione, e cinque delle sette sconfitte del 2017 arrivate contro top 10. Il coraggio viene però meno nei momenti importanti: anche nel secondo set allunga subito, ma cede immediatamente il controbreak a un Murray sicuramente più solido e preciso con i colpi a rimbalzo, che affila le lame per il fendente decisivo. Nonostante 6 prime su 8, Muller si vede trafiggere da un sontuoso passante di rovescio stretto nel dodicesimo gioco del secondo set, per concedere match point: il punto successivo si conclude con un dritto lungo di metri, e Murray per alzare i pugni rivolto verso il box, dove siede Jamie Delgado, con cui aveva scambiato in sessione d’allenamento al mattino. Quindicesimo successo nel Principato per Andy, che lo scorso anno si era arreso in semifinale al futuro vincitore Nadal: così anche nel 2009 e 2011, senza mai arrivare all’ultimo atto. Guardando al tabellone, questa potrebbe essere la volta buona.

[3] S. Wawrinka b. J. Vesely 6-2 4-6 6-2 (da Montecarlo, Laura Guidobaldi)

Questa volta Jiry Veseli non riesce a fare il colpaccio. Il “giustiziere” di Novak Djokovic l’anno scorso, soccombe al n. 3 del mondo Stan Wawrinka, riuscendo solo ad approfittare di un passaggio a vuoto dello svizzero e allungare l’incontro al terzo set. Ma Stan sembra “risvegliarsi” in tempo e chiude il match con lo score di 6-2 4-6 6-2. Il campione del Montecarlo Rolex Masters 2014 ritrova quest’oggi l’amata terra rossa. Per lui c’è Jiri Vesely, che tutti ricordano, appunto, per aver reso particolarmente amara la terra monegasca dell’edizione 2016 a Novak Djokovic, sconfiggendolo al primo turno. Tra i due c’è un solo precedente, allo US Open 2014, in cui Stan si era imposto in tre set pur essendo costretto a due tie-break. Il 23enne ceco è reduce dalla semifinale a Marrakech mentre Wawrinka comincia l’annata con le semifinali a Brisbane e all’Australian Open e la finale a Indian Wells. Primo set sul velluto per il n. 3 del mondo che, in 25 minuti, impone un severo 6-2 al ceco. Lo svizzero mette a segno il break sul 3-2 per poi – forse ispirato dalle splendide imbarcazioni che si godono la suggestiva baia di Montecarlo – “veleggiare” tranquillo verso il 6-2. Jiri tenta di pressarlo e di imporre la sua palla robusta con servizio e attacchi repentini ma i passanti chirurgici di rovescio di Stan e il suo controllo da fondo “smorzano” le velleità del n. 54 del mondo.

Nel secondo set lo svizzero continua senza patemi la sua corsa… ma attenzione. Si distrae e si fa sorprendere dall’avversario che sul 3-3 riesce a strappargli il servizio per salire poi 5-3. Wawrinka fa un passo in avanti sul 4-5. Ma non basta più. Vesely ora non fallisce nei suoi turni di servizio e, con precisione e accortezza, va a prendersi la seconda frazione per 6-4. Gli stacchetti musicali della We are Tennis Academy che risuonano allegri tra una manche e l’altra non corrispondono all’atmosfera sul court Rainier III, ancora avvolta dal “torpore” di una dolce mattina monegasca. Si ricomincia da capo. Il 32enne di Losanna ora è falloso, avendo perso la brillantezza sfoggiata nella prima frazione. Tuttavia, sale in vantaggio 2-1 e viene nuovamente “aiutato” da Jiri che, con una serie di malaugurati errori, gli consegna il break. Allunga ulteriormente il passo sul 4-1 per chiudere il match 6-2 al terzo set. Ora per Stan ci sarà Pablo Cuevas, vittorioso su Joao Sousa.

[Q] J.L. Struff b. [8] G. Dimitrov 4-6 6-3 6-2 (Corrado Boscolo)

L’ultimo match di giornata sul centrale vede scendere in campo l’ottava testa di serie Dimitrov contro il qualificato tedesco Struff, numero 58 al mondo. Il bulgaro arriva nel Principato con due sconfitte di fila al primo turno sul groppone, l’ultima a Marrakech; il 26enne tedesco cerca la vittoria più importante in stagione dopo aver eliminato Casper Ruud, esponente Next Gen al primo turno. Partita che si gioca non in condizioni ottimali, clima freddo, umido e pioggerella. Incontro che inizia con il teutonico al servizio, che cede alla seconda palla break nel primo gioco. Partita assopita nei primi giochi, a ridestarla sono le soluzioni del bulgaro. Struff fatica negli spostamenti laterali e si tiene a galla con il servizio. Dimitrov però è in vena di regali e concede due palle break all’ottavo gioco, annullandole e poi mandando il set in archivio per 6-4. Dimitrov fa il compitino con poca applicazione, Struff spuntato. Centrale desolatamente vuoto di pubblico all’inizio del secondo set con il tedesco al servizio, che dimostra più convinzione. Atteggiamento che torna utile, visto che Dimitrov si prende una pausa caffè, offrendo un break non richiesto: 3-1 Struff, col bulgaro ibernato nei movimenti e nelle idee. Il tedesco sale 5 giochi a 2 e poco dopo chiude per 6-3. Terzo set francamente inaspettato. Stavolta è il bulgaro ad iniziare alla battuta, ma il canovaccio non cambia: Struff dimostra di aver più continuità mentale del semifinalista di Melbourne, almeno quest’oggi, e Dimitrov dimostra che il talento non è tutto. Il bulgaro annulla due pericolose palle break sul 2-2, ma con due doppi falli consecutivi e un dritto largo manda il tedesco avanti. Dimitrov scioglie e agli ottavi ci va Struff, firmando la sorpresa di giornata. Buona partita del tedesco, pessima da parte del bulgaro, a dir poco disastroso. Al prossimo turno Struff sfiderà Schwartzman per un posto nei quarti a dir poco irripetibile per entrambi.

[6] D. Thiem b. R. Haase 6-3 6-2 (Matteo Guglielmo)

Primo match di giornata sul campo numero 2 è la sfida tra l’austriaco Dominic Thiem e l’olandese Robin Haase. Nonostante i precedenti vedano avanti il giocatore dei Paesi Bassi (2-1), Thiem è senz’altro il favorito di questo match. La superiorità da fondo campo del numero 8 del mondo si evidenzia sin dai primi scambi. L’austriaco tiene sempre le redini del gioco e in questo modo porta casa il primo parziale con lo score di 6-3. Il secondo set risulta essere una pura formalità per Thiem che grazie ad un gioco ricco di rotazioni e colpi spettacolari di dritto, riesce a portare a casa la partita col punteggio di 6-3 6-2. Ottima prestazione quella odierna per colui che si prefigura come uno dei protagonisti in questa fase della stagione. L’avversario non era un cliente particolarmente ostico su questa superficie ed il numero 8 del mondo si è mostrato superiore sotto ogni aspetto. Al terzo turno Thiem è atteso dalla complicata sfida contro l’amico David Goffin, con il quale ha perso in sei occasioni su nove. L’ultimo match nel quale i due si sono affrontati risale all’ultimo Australian Open.

[9] T. Berdych b. [PR] T. Haas 3-6 6-1 6-4 (Matteo Polimanti)

Tomas Berych (tds n.9) e Tommy Haas, entrato in tabellone grazie al ranking protetto, aprono il programma odierno sul campo dei Principi. Il ceco nel turno precedente, ha sconfitto in volata il talentuoso russo Kuznetsov, mentre il veterano tedesco, 39 anni compiuti pochi giorni fa, ha impartito una lezione di tennis e di professionalità all’esuberante Paire, capace di dare dello scarso a un giocatore fenomenale come Haas, ex numero 2 al mondo. Precedenti in perfetto equilibrio, (2-2) disputati, ad eccezion fatta dell’ultima sfida ad Halle, sempre al meglio dei 5 set. Partenza disastrosa di Berdych che viene anestetizzato dal gioco vecchio stile del tedesco: il break decisivo del primo set arriva nel quarto game, quando con 3 gratuiti di dritto ed un doppio fallo, il ceco perde la battuta. Haas, perfetto sia al servizio, 78% di prime in campo e 82% di realizzazione, che con i colpi da fondo, si aggiudica in mezz’ora esatta il set con il punteggio di 6-3. Al termine del parziale, Berdych, apparso effettivamente lento nei movimenti, chiede l’intervento del fisioterapista per un dolore alla caviglia, su cui già era presente una vistosa fasciatura.

Nel secondo set arriva puntuale la reazione di Berdych che comincia a trovare continuità con i colpi, abbassando vertiginosamente il numero di errori non forzati rispetto al parziale precedente: il tedesco, che era stato perfetto nel primo set al servizio, subisce 3 break su altrettanti turni di battuta e incassa un pesante 6-1. Nonostante l’inerzia del match sia ovviamente tutta dalla parte del ceco, la velocità dei primi due set consente ad Haas di avere ancora energie in corpo, regalandoci un terzo set equilibrato. La svolta decisiva arriva sul 4-4: il tedesco, che già nel turno di battuta precedente aveva annullato una palla break, perde il servizio a 15; al cambio di campo Berdych non trema e chiude con il punteggio finale di 3-6 6-1 6-4 dopo 1 ora e 54 minuti di gioco. Solo applausi ad un encomiabile Tommy Haas, capace di dare a 39 anni ancora del filo da torcere ai giocatori più forti del circuito. Berdych, autore di una prova incolore, se la vedrà per un posto nei quarti di finale, contro il vincente della sfida tra Cilic e Chardy.

[14] A. Zverev b. F. Lopez 6-0 6-4 (Chiara Nardi)

Il miglior esponente della Next Gen Alexander Zverev, testa di serie n. 14 e vincitore quest’anno a Montpellier, supera in un match inedito Feliciano Lopez per 6-0 6-4 nel suo ultimo giorno da teenager (compirà domani 20 anni). Il primo set è senza storia. Lopez subisce tre break senza avere nemmeno una palla game. Nel terzo game è bravo ad annullare due palle break con altrettanti ace, ma si arrende alla terza opportunità concessa. Una risposta di rovescio in rete dello spagnolo consegna il parziale nelle mani del giovane tedesco. Lopez non è aiutato neanche dal suo amato serve&volley e perde il servizio anche nel terzo game del secondo set. Lo spagnolo è bravo a recuperare da 1-3, approfittando anche di un passaggio a vuoto di Sascha. Il teutonico però non si scompone, breakka nuovamente l’avversario e sale 5-3. Nel nono gioco si procura un match point, che Feliciano annulla con un bel rovescio incrociato vincente. Tornato al servizio Zverev conquista altri tre match point, chiudendo l’incontro con personalità mettendo a segno un ace. Al terzo turno attende Rafael Nadal, che prima dovrà superare Edmund.

[5] M. Cilic b. [WC] J. Chardy 6-3 6-0 (Michele Trabace)

Sul Campo dei Principi fa il suo esordio nel torneo Marin Cilic, numero 5 del seeding, opposto al francese Jeremy Chardy, numero 71 ATP e in tabellone grazie ad una wild card. Tra i due ci sono 4 precedenti con un bilancio in pareggio, ma l’ultimo incrocio è di qualche settimana fa a Miami con la vittoria di Chardy. Cilic fa suo il primo set in maniera piuttosto agevole col punteggio di 6-3, anche se un piccolo passaggio a vuoto nel terzo game gli costa un break: nel complesso mostra un tennis solido. Il secondo parziale è ancora più netto, Chardy rimane in partita per altri due giochi procurandosi anche una palla break, ma il croato dilaga e chiude 6-0 dopo poco più di un’ora di match mettendo a referto 29 vincenti con il 93% di punti realizzati con la prima in campo (25 su 27). In totale controllo durante tutto l’incontro Cilic, il quale passa agli ottavi di finale dove affronterà Berdych.

Risultati:

[3] S. Wawrinka b. J. Vesely 6-2 4-6 6-2
[9] T. Berdych b. [PR] T. Haas 3-6 6-1 6-4
[6] D. Thiem b. R. Haase 6-2 6-3
[13] P. Carreno Busta b. K. Khachanov 6-4 6-4
[14] A. Zverev b. F. Lopez 6-0 6-4
[1] A. Murray b. G. Muller 7-5 7-5
[5] M. Cilic b. [WC] J. Chardy 6-3 6-0
[15] A. Ramos-Vinolas b. [Q] C. Berlocq 6-2 6-2
[4] R. Nadal b. K. Edmund 6-0 5-7 6-3
[11] L. Pouille b. P. Lorenzi 6-2 6-4
D. Schwartzman b. [12] R. Bautista Agut 6-3 7-6(3)
[Q] J.L. Struff b. [8] G. Dimitrov 4-6 6-3 6-2

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Medvedev sotto pressione, ma carico: “Posso fare grandi cose tra Cincinnati e New York”

Numero 1 a rischio per il russo, reduce dal k.o. contro Kyrgios. Nadal può superarlo, in una battaglia proiettata anche allo US Open dove Medvedev difenderà il titolo

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Daniil Medvedev - Miami 2022 (foto Twitter @miamiopen)

La precoce sconfitta di Montreal contro Nick Kyrgios – uno che, in giornata ‘sì’, può battere chiunque – ha messo un filo di pressione addosso a Daniil Medvedev. Il russo è pronto all’esordio a Cincinnati contro l’olandese Botic Van de Zandschulp (battuto due volte a livello Slam), e sa di non non poter sbagliare se vuole difendere il primo posto nel ranking. Il sorpasso in vetta da parte di Rafa Nadal avverrebbe infatti in caso di successo del maiorchino nel torneo e contemporanea eliminazione di Medvedev prima dei quarti di finale. In ogni caso, è una battaglia destinata a riaccendersi allo US Open dove il 26enne di Mosca – anche qui, pressione non poca – difende il titolo conquistato esattamente un anno fa.

Nell’incontro con i media in apertura del Masters 1000 dell’Ohio, Medvedev ha ricordato come proprio da Cincinnati nel 2019 fa partì la sua ascesa (primo trofeo sollevato in un torneo di questo livello) con l’approdo immediatamente successivo alla finale dello US Open (persa, in quella occasione, proprio contro Nadal). “Arrivai alle 4 del mattino per un ritardo aereo e il giorno dopo avrei giocato il primo turno – ha ricordato -, ero molto stanco, ho iniziato nell’ottica di vedere man mano come mi sentissi. Alla fine sappiamo com’è andata e ho grandi ricordi, specie della semifinale vinta contro Djokovic. Questo torneo non è cambiato, sa offrire una grande atmosfera.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Cincinnati

 

ROAD TO NEW YORK – Della sconfitta con Kyrgios in Canada, onestamente, Medvedev sembra aver smaltito le tossine. Impermeabile (questa volta) anche agli screzi con il pubblico che al solito hanno fatto notizia. Ma senza lasciare strascichi. “È sempre orribile perdere al primo turno – la sua analisi a freddo -, detto ciò, avevo di fronte un avversario di alto livello e ho giocato comunque una buona partita“. Capitolo chiuso, perché è opportuno guardare subito avanti in una coda d’estate per lui così densa di significato: “I risultati delle ultime stagioni qui negli Stati Uniti mi danno fiducia – ha concluso -, credo di poter fare grandi cose sia in questa settimana sia poi a New York. Vincere giocando bene rappresenta ovviamente la strada migliore verso lo US Open, ma va anche detto che il livello di questi primi turni è molto alto, bisogna pensare partita per partita“. Agli ottavi di finale, in proiezione, potrebbe trovare Shapovalov.

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ATP Cincinnati: tiebreak fatali a Berrettini, eliminato da Tiafoe

Terza sconfitta consecutiva per il numero 2 d’Italia, che non perde mai il servizio ma è costretto a cedere al tiebreak del terzo

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Matteo Berrettini - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

F. Tiafoe b. [12] M. Berrettini 7-6 (3) 4-6 7-6 (5)

È un Berrettini decisamente diverso rispetto a quello visto a Montreal, più vivo, più combattivo ma ancora lontano dalla miglior condizione. Va detto che sulla sua strada il numero 15 del mondo ha trovato un avversario in stato di grazia o quasi, un Francis Tiafoe clamoroso in risposta nei momenti decisivi – vedi i due tiebreak – e impenetrabile al servizio nel terzo set (emblematico il 96% di punti vinti con la prima). Dal canto suo, il finalista di Wimbledon 2021 può essere tutto sommato soddisfatto, anche se ovviamente una vittoria avrebbe fatto molto bene al morale. Questo KO è infatti il terzo consecutivo dopo la sconfitta al primo turno a Montreal la scorsa settimana e la finale persa a Gstaad contro Ruud.

IL MATCH Berrettini parte piuttosto contratto in avvio, commettendo tre errori di dritto e uno di rovescio nel primo game. Tiafoe ha subito a disposizione due palle break, sventate dall’azzurro con due seconde che lo aiutano a sbloccarsi. Lo statunitense nel complesso inizia meglio: più reattivo in risposta e meno errori da fondo, ma dopo quattro giochi il punteggio recita 2-2. La testa di serie numero 12, nonostante una mobilità non perfetta, inizia a scaldare i motori, trovando qualche prima in più e una maggiore incisività e profondità coi propri colpi. Il 26enne di Roma non riesce però ad essere pericoloso nei game in risposta, con la partita che scorre via più velocemente: dopo appena 33 minuti Berrettini sale 5-4.

 

Superate le incertezze del primo game del match, l’italiano concede appena tre punti nei successivi quattro turni di battuta, soltanto uno negli ultimi tre. Nel decimo gioco Tiafoe tentenna, incappa in qualche gratuito di troppo e concede un set point al suo avversario, cancellato però con un’ottima prima. Dopo un turno di battuta da sette minuti lo statunitense riesce a salvarsi e, poco dopo, si arriva al tiebreak, che inizia con due gravi errori (uno per parte). Berrettini parte con un doppio fallo, ma Tiafoe restituisce subito il favore sbagliando un dritto decisamente comodo. L’azzurro si porta avanti 3-2 ma, da quel momento, non conquisterà più un punto. Lo statunitense, infatti, orchestra alla grande il punto del 4-3, poi trova due minibreak consecutivi grazie ad altrettante risposte profonde, archiviando 7-6 (3) il primo parziale.

Nel secondo gioco del secondo set Berrettini riesce ad interrompere la striscia di dieci punti consecutivi vinti da Tiafoe (dal 2-3 nel tiebreak del primo parziale all’1-0 0-15 del secondo), portando a casa ai vantaggi il game dell’1-1. Il numero 25 del ranking allenta per un momento la presa, cedendo i primi due quindici ma riuscendo, anche lui ai vantaggi, a tornare avanti nel punteggio. Fino a questo momento la vera differenza tra i due (seppur non così marcata) risiede nella risposta al servizio. È decisamente efficace quella di Tiafoe, come evidenziato in modo lampante nel tiebreak del primo set, mentre è meno penetrante quella di Berrettini, anche considerando che le percentuali di prime in campo dello statunitense non sono così elevate (50% nel primo set, 43% nei primi due giochi del secondo parziale).

Non è un caso, infatti, che la situazione cambi non appena il 26enne romano alzi leggermente il livello con questo fondamentale. Accade nel quinto game, in cui Berrettini trova maggiore profondità fin dall’inizio dello scambio, procurandosi due chance di break consecutive. Basta la prima perché il 24enne del Maryland, forse anche nel tentativo di essere più aggressivo con la seconda, commette doppio fallo. Nel gioco successivo la testa di serie numero 12 va subito avanti 30-0, perde tre punti di fila ma dal 30-40 infila tre prime eccezionali, con cui si salva e sale 4-2. Si gioca ormai nei suoi turni di battuta, ma Berrettini riesce a garantirsi l’opportunità di servire per il set sul 5-4. Annullata con coraggio una pericolosissima palla break, l’italiano conquista 6-4 il secondo parziale, rimandando ogni verdetto al terzo.

Nonostante il set appena perso è Tiafoe a partire meglio, risultando praticamente ingiocabile al servizio. Nei primi tre game il numero 25 ATP conquista sempre i primi tre punti, spianandosi sempre la strada anche grazie al 9/9 con la prima. Sotto 2-3 Berrettini si vede costretto a fronteggiare due break point consecutivi: il primo svanisce grazie al consolidato schema servizio-dritto, mentre nell’occasione successiva è lo statunitense a mandare lunga di pochi centimetri la risposta alla seconda del suo avversario. Il numero 2 d’Italia ringrazia e conquista un game importantissimo, al termine del quale si lascia andare in un urlo liberatorio. Poco dopo, con Tiafoe avanti 4-3, la storia si ripete: Berrettini vince un punto clamoroso sul 15-30, sbaglia con il dritto sul 30-30 ma annulla la palla break con una prima pesante. Con grande fatica l’azzurro si salva ancora ai vantaggi, caricandosi nuovamente: 4-4.

Il copione della partita è ben definito, con il 24enne del Maryland che tiene con grande tranquillità i propri turni di battuta (concedendo soltanto tre punti in cinque giochi) e viene acclamato dal pubblico. Ben più complicati invece quelli del finalista di Wimbledon 2021, che impatta comunque sul 5-5. Tiafoe deve fronteggiare il primo – piccolo – momento di difficoltà del terzo set sul 30-30, ma se la cava e si porta in modo rocambolesco sullo 0-30 nel dodicesimo gioco. Berrettini riesce ad approdare ai vantaggi, annullando un match point incredibile: la risposta dello statunitense colpisce il nastro, l’italiano si avventa sulla palla e attacca con il dritto. Tiafoe tenta il passante incrociato di rovescio e sembra trovarlo: non si sente, infatti, la chiamata dell’occhio di falco live, ma la palla è fuori di una manciata di millimetri. Nei due punti successivi Berrettini trova un ace e un dritto vincente, raggiungendo il tiebreak che, come il resto del match, è estremamente equilibrato. È Tiafoe a trovare il primo minibreak sul 3-3, frutto ancora di una gran risposta che indirizza lo scambio e, tenendo i due servizi successivi, si procura altri tre match point, volando sul 6-3. L’azzurro annulla i primi due, ma al quarto complessivo deve cedere: finisce 7-6 (3) 4-6 7-6 (5) in favore di Tiafoe, che vince meritatamente un match davvero intenso. Questa vittoria per lui assume un sapore ancora più dolce considerando che, prima di questo match, il bilancio di Berrettini nei tiebreak stagionali era di 11-3. Una piccola impresa dunque quella del numero 25 del ranking, che al secondo turno troverà Sebastian Korda.

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ATP Cincinnati: Murray vince la maratona con Wawrinka, sarà derby con Norrie. Avanti anche Cilic e Bautista

Accedono al secondo turno anche Schwartzman, Karatsev e Isner. Subito fuori Goffin, Basilashvili scherzato da McDonald

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Andy Murray e Stan Wawrinka, Cincinnati 2022 (foto: twitter @CincyTennis)

È stato un lunedì ricchissimo quello appena trascorso al Western & Southern Open, con diverse battaglie ad intrattenere gli appassionati. Su tutte, non si può che partire dal match del giorno, ossia la sfida numero 24 tra Andy Murray e Stan Wawrinka. Lo svizzero, in tabellone usufruendo del ranking protetto, è stato l’unico ad avere palle break nel primo set (una nel terzo gioco, due consecutive nell’undicesimo), pur non riuscendo mai ad allungare. Ci ha pensato lo scozzese, allora, a portarsi avanti di un set, con due minibreak chirurgici al tiebreak: uno all’inizio e uno alla fine. Wawrinka non aveva però nessuna intenzione di mollare e, facendo forza anche sul suo fantastico rovescio, è riuscito a fatica a pareggiare il computo dei set. Più l’incontro proseguiva e più si alzava il livello di tennis, con i due (ormai non più giovanissimi) costretti a diversi interventi del fisioterapista durante i cambi campo. Alla fine è stato Murray a spuntarla 7-6 (3) 5-7 7-5, commovendosi durante l’intervista post partita e regalando alcune perle di rara bellezza.

Il tennis britannico può sorridere grazie a Sir Andy ma non solo: vince all’esordio anche Cameron Norrie, che sarà proprio l’avversario di Murray al secondo turno. La testa di serie numero 9 prevale – anche in questo caso dopo una lunga battaglia – su Holger Rune, in evidente crisi di risultati. Il danese infatti, dopo la grande stagione sulla terra culminata con i quarti al Roland -Garros, ha inanellato sette sconfitte consecutive, subendo 10 KO negli ultimi 12 incontri. Termina 7-6 (5) 4-6 6-4 in favore del campione di Indian Wells 2021 che, come detto, troverà Murray.

 

In generale si può dire che sia stata un po’ la giornata dei terzi set, dato che pochissimi match si sono conclusi in due. Tra questi da segnalare c’è la roboante sconfitta di Nikoloz Basilashvili, che racimola soltanto un game contro Mackenzie McDonald: 6-0 6-1. Partita a tratti surreale, con 29 gratuiti del georgiano – a fronte di soli 8 vincenti – e un misero 14% di punti conquistati con la seconda di servizio. Decisamente più solido lo statunitense, che al secondo turno raggiunge la testa di serie numero 3 Carlos Alcaraz. Vittoria in straight sets anche per Aslan Karatsev, sempre pericoloso su questi campi (7-5 7-5 a Brandon Nakashima), oltre che per Marin Cilic (6-3 6-3 a Jaume Munar), Marcos Giron (6-3 6-4 a David Goffin) e Emil Ruusuvuori (7-6 6-2 a Jeffrey John Wolf).

A prendersi la scena tuttavia, come detto, sono i trionfatori alla distanza. Il primo è Roberto Bautista-Agut, che rimonta un Francisco Cerundolo ancora a secco di vittorie sul cemento americano: termina 6-7 (5) 6-4 6-2 in favore della testa di serie numero 15. Ora per lui c’è Giron, con vista su un probabile ottavo di finale contro Rafa Nadal. Un’altra rimonta tocca a Diego Schwartzman, che piega 5-7 6-4 6-2 la resistenza di Alex Molcan e raggiunge Karatsev al secondo turno. Profeta in patria John Isner, che conquista il passaggio del turno grazie a due grandi tiebreak in risposta prima che al servizio: nulla da fare per Benjamin Bonzi, steso, 7-6 (11) 3-6 7-6 (4). Per Long John ora c’è l’ostacolo Hubert Hurkacz.

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